Questo mare è di piombo

#12 Radio Erena

#12 Radio Erena

Meron Estefanos è una giornalista di origine eritrea che vive in Svezia. Da anni si batte per denunciare gli orrori del Sinai, regione dell’Egitto dove centinaia di suoi connazionali vengono rapiti e torturati da bande di trafficanti con lo scopo di ottenere un riscatto.

#11 Sinai: pagare o non pagare..?

Nel 2009 i trafficanti chiedevano tra i 4 e i 5 mila dollari per rilasciare i migranti rapiti al confine tra l’Egitto e Israele. A Tel Aviv i parenti degli ostaggi hanno sempre fatto di tutto, indebitandosi e vendendo beni e immobili in proprio possesso pur di pagare il prima possibile e liberare i propri

#10 Dove si trova? l’orrore dei riscatti tra Israele e Sinai

“Dove si trova? …Puo’ venire al telefono?”. Ogni anno centinaia di eritrei attraversano l’Egitto e la penisola del Sinai nel tentativo di arrivare al confine con Israele. Sono uomini e donne in fuga dalla dittatura di Afwerki e la loro speranza e di raggiungere amici e parenti che si trovano a Tel Aviv. Sul loro cammino

#9 Malta: l’isola indesiderata

Malta è un’isola che si raggiunge per sbaglio, piazzata nel mezzo delle rotte migratorie che dalla Libia sono dirette verso l’Italia i migranti che vi arrivano nella quasi totalità dei casi sono stati intercettati dalla marina militare maltese mentre viaggiavano verso una meta più lontana.

#8 Malta. Le due facce dell’accoglienza maltese

Il centro d’accoglienza Marsa è uno dei nove centri “aperti” esistenti a Malta, al contrario di altri è gestito da una fondazione privata e viene considerato un’eccellenza tra le strutture d’accoglienza dell’isola.

rubrica

#7 Malta. Cosa significa esser rifugiato?

È il 1997 quando Paul Washimba lascia il suo Paese in guerra per cercare protezione altrove. Il suo viaggio lo porta ad attraversare la Nigeria – dove vivrà per dieci anni – la Libia e infine Malta. Paul Washimba è un rifugiato, ma presto si rende conto che questa parola, “rifugiato”, ha accezioni diverse a seconda

#6 Zarzis. Un passeur ricorda i giorni in cui tutti volevano partire

M. è di Zarzis, un porto nel sud della Tunisia, ed è stato uno di primi a capire che con la rivoluzione si potevano fare molti soldi organizzando viaggi di sola andata per i giovani che volevano partire per Lampedusa. Ascolta la sesta tappa di Questo mare è di piombo:

“Nel 2011 era l’anarchia”,

#5 Nove giorni in alto mare. Il racconto di un superstite e del suo soccorritore

Hussen vive con altri cinque suoi amici a Medenine, nel sud della Tunisia. I sei si definiscono una famiglia, anche se non sono parenti, forse perchè insieme hanno vissuto un’avventura straordinaria. Era il settembre del 2013 quando insieme ad altre 112 persone si sono imbarcati dalle coste libiche in direzione Lampedusa. Scappati dal loro paese

#4 In Tunisia sei come una vite che gira a vuoto

Il sig. Amidou è un sarto e avrebbe voluto essere d’esempio. Dimostrare agli altri che è possibile vivere da migranti in Tunisia; avviare una propria attività; trovare un minimo di stabilità..Ma dopo otto anni di Magreb non è riuscito ancora ad ottenere nemmeno un documento e guarda costernato al suo passato. “La mia vita”, racconta,

# 3 Traghetto o patera, la Spagna è un miraggio

La Spagna, se ci si trova dall’altra parte del Mediterraneo, senza visto, la si raggiunge in due modi: con una barca, patera la chiamano lì, simile a quelle che arrivano sulle coste nostrane dell’isola di Lampedusa, oppure su uno dei tanti traghetti che partono dalle città spagnole di Ceuta e Melilla in territorio marocchino, nascondendosi sotto i

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