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Il cibo a Milano fuori da Expo

Il cibo a Milano fuori da Expo

In questo quinto e ultimo appuntamento di “Feeding the planet?” – ciclo dedicato ai sistemi di produzione, distribuzione e consumo del cibo alternativi a quelli proposti dall’Expo 2015 – parliamo del sistema alimentare milanese. Ascolta la quinta puntata di Feeding the planet?: Davide, studente universitario, della Rete Attitudine  NO Expo, è  tra gli autori di

Questa casa è anche un bar

Mentre a Milano la grande Esposizione Universale sul cibo da spazio a marchi e multinazionali dell’agroindustria, in tutto il resto d’Italia piccole realtà territoriali lavorano per produrre, consumare e distribuire cibo in un modo diverso.

Il contro Expo di Rosarno

Il 1 maggio l’Expo di Milano apre i battenti. Nel corso di questa giornata in tutta Italia avranno luogo sit-in, manifestazioni e iniziative di protesta. A Rosarno, in Calabria, ci sarà una festa dal titolo “Esposizione universale di umanità festante”. Promossa dalla rete SOS Rosarno, l’iniziativa pone i riflettori sugli effetti devastanti che l’agro-industria ha

X PO – Tutto quello che non verrà detto sul cibo all’Expo di Milano

Il primo maggio apre i battenti a Milano Expo 2015. L’Esposizione Universale, vetrina internazionale da sempre in grado di influenzare la società in molti dei suoi aspetti, quest’anno è dedicata alla alimentazione e al cibo. Dietro allo slogan che la anima, “Nutriamo il pianeta”, ci sono però molte contraddizioni. All’Expo parteciperanno più di settanta multinazionali famigerate per operare

Re:Common Stories

Biodiversity Offsetting. I cosiddetti progetti di compensazione della biodiversità sono considerati da decine di organizzazioni di tutto il mondo come l’ennesimo meccanismo per finanziarizzare le risorse naturali. Il meccanismo si connota come la ricompensazione dei danni prodotti alla biodiversità tramite la ricreazione di detti ecosistemi altrove. In occasione della conferenza internazionale sul tema tenutasi allo

#12 Radio Erena

Meron Estefanos è una giornalista di origine eritrea che vive in Svezia. Da anni si batte per denunciare gli orrori del Sinai, regione dell’Egitto dove centinaia di suoi connazionali vengono rapiti e torturati da bande di trafficanti con lo scopo di ottenere un riscatto.

Lu Cuntu. La vacanza senza nome

La vacanza senza nome arriva una volta l’anno, di solito verso la fine di agosto, qualche volta in ottobre. E’sempre attesa sia dai bambini sia dagli adulti con emozioni contrastanti: non è propriamente festosa, ma è comunque una sorta di celebrazione le cui orgini sono state da tempo dimenticate….”. Questa settimana a Lu Cuntu un

Lu cuntu. Missili da cortile

   Immaginate una città immaginaria in un futuro remoto, in cui ogni famiglia è obbligata a installare un missile nel cortile della sua casa. Nei giardini descritti dalla penna di Shaun Tan gli strumenti da guerra  vengono ben presto trasformati in aiuole di fiori e  tavoli da pic-nic. Ascolta Lu cuntu: http://amisnet.org/wp-content/blogs.dir/1/files/2014/05/Lucuntu32-missili-da-cortile.mp3  

#11 Sinai: pagare o non pagare..?

Nel 2009 i trafficanti chiedevano tra i 4 e i 5 mila dollari per rilasciare i migranti rapiti al confine tra l’Egitto e Israele. A Tel Aviv i parenti degli ostaggi hanno sempre fatto di tutto, indebitandosi e vendendo beni e immobili in proprio possesso pur di pagare il prima possibile e liberare i propri

#10 Dove si trova? l’orrore dei riscatti tra Israele e Sinai

“Dove si trova? …Puo’ venire al telefono?”. Ogni anno centinaia di eritrei attraversano l’Egitto e la penisola del Sinai nel tentativo di arrivare al confine con Israele. Sono uomini e donne in fuga dalla dittatura di Afwerki e la loro speranza e di raggiungere amici e parenti che si trovano a Tel Aviv. Sul loro cammino

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