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Accettare Khartum per bloccare i profughi

Accettare Khartum per bloccare i profughi

Sono mesi intensi questi, sul fronte delle migrazioni transnazionali infatti Europa, paesi del corno d’Africa e diversi stati Sub-Sahariani si stanno accordando per tentate di porre un argine ai flussi diretti verso l’Unione Europea. I media parlano di cooperazione internazionale e costruzione di nuovi campi di accoglienza ma in realtà l’unica cosa certa e che

40 anni di desaparición dall’Argentina di Videla ai nostri giorni

  Il 24 marzo 1976 un colpo di stato militare instaurava la dittatura in Argentina. Nel corso dei sette anni successivi 40.000 persone vennero fatte sparire dalla giunta militare e migliaia di altre scelsero l’esilio per fuggire la morte. Le voci dell’ex console italiano Enrico Calamai e dei rifugiati argentini in Italia ci permettono di affrontare

Buon compleanno Ex MOI. Dalle case olimpiche agli alloggi per rifugiati

Due anni fa decine di migliaia di persone vennero buttate fuori dal Piano di Emergenza Nord Africa predisposto dall’Italia per accogliere i profughi delle primavere arabe. Due anni fa 800 di loro a Torino occupavano le palazzine dell’Ex MOI e iniziavano una nuova vita.

Sono palazzine colorate e decrepite quelle tirate su in fretta

Stesso sangue stesso amore. Il razzismo oggi

Scrive Sergio Bontempelli “All’inizio del 2014 un sito diffonde la notizia secondo cui ‘dal primo aprile i rom non pagheranno i mezzi pubblici’. Si tratta di una bufala eppure la notizia in pochi giorni registra 310 mila condivisa su Facebook e centinaia di commenti indignati dei lettori”. È questo il nuovo razzismo?

Richiedenti asilo in Italia. Quali prospettive?

Trieste è stata la prima città dove è stato sperimentato il Sistema di protezione per richiedenti asilo Sprar. Codificato nel 2002 a livello nazionale, il sistema dovrebbe mirare ad un’accoglienza dei richiedenti asilo strettamente collegata ai servizi socio-assistenziali per il territorio, cercando di integrare le persone nei luoghi in cui vengono accolte.

Uomini e no. Residenza e discriminazione

È dai tempi del regime fascista che in Italia le istituzioni centrali prima e quelle locali poi tentano di limitare la concessione della residenza ai migranti. Per questo centinaia di migliaia di persone si vedono limitato l’accesso a quei diritti che lo Stato dovrebbe garantire indistintamente a tutti.

Ceuta, Melilla e l’invasione che non c’è

Le due città spagnole in territorio marocchino continuano ad attrarre, ogni anno di più, ingenti investimenti europei per il rafforzamento della zona di frontiera ma in realtà l’invasione tanto paventata non esiste, serve solo a giustificare la brutalità della polizia e a conquistare voti facili per i partiti conservatori.

Sull’altra sponda del mare: Libia, ISIS e migrazioni

Negli ultimi giorni il Mediterraneo è scosso da venti di guerra che soffiano verso sud.
La Libia, il paese del Maghreb che ospita decine di migliaia di profughi da tutta l’Africa, oggi si presenta paurosamente frammentato: due governi che si definiscono entrambi legittimi, quasi duemila gruppi di guerriglieri, l’ISIS oramai onnipresente e decine di barconi che settimanalmente prendono il largo alla volta dell’Europa.

L’accoglienza in famiglia per una migliore inclusione

Sono passati sette anni da quando il comune di Torino ha avviato il progetto “rifugio diffuso” per permettere ai richiedenti asilo arrivati nel capoluogo piemontese di essere accolti non in grandi centri ma nelle case dei privati, in famiglia. Da quando è stato avviato il 90% dei richiedenti asilo ha concluso positivamente le prime fasi del proprio percorso di inclusione sociale.

Dal Sele a Rosarno schiavi sono anche i braccianti stanziali

Piana del Sele, zona di braccianti stanziali, di uomini e donne che vivono qui da anni non di gente che si muove rincorrendo la raccolta dei pomodori e quella delle arance. Eppure anche qui il lavoro sfruttato è l’unico possibile per chi lavora in agricoltura e anche qui i braccianti stranieri vivono in condizioni pietose ai limiti della dignità umana. Si può ripartire da qui per immaginare un sistema diverso?

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