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	<description>Informazione Sociale Quotidiana</description>
	<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 11:55:01 +0000</pubDate>
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		<itunes:subtitle>Informazione sociale e programmi di approfondimento dalla redazione di AMISnet.</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Amisnet e' un'agenzia radiofonica attiva da oltre 9 anni. La sua principale attivita' consiste nella produzione e la distribuzione di prodotti radiofonici di approfondimento a circa 35 radio italiane. Il podcast e' una selezione quotidiana dei servizi audio distribuiti tramite i siti del network Amisnet.</itunes:summary>
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		<title>Genova 2001: 110 anni complessivi ma andranno in prescrizione</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 11:11:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[110 anni di pene complessivi, dai tre mesi ai cinque anni di reclusione per ciascuno: è quanto hanno richiesto ieri i pm Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini  per i 28 agenti e vertici di Polizia coinvolti nel blitz punitivo delle scuole Diaz e Pascoli contro attivisti e media attivisti anti g8, la notte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>110 anni di pene complessivi, dai tre mesi ai cinque anni di reclusione per ciascuno: è quanto hanno richiesto ieri i pm Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini  per i 28 agenti e vertici di Polizia coinvolti nel blitz punitivo delle scuole Diaz e Pascoli contro attivisti e media attivisti anti g8, la notte del 21 luglio del 2001 a Genova. Una sola l&#8217;ssoluzione chiesta, quella per il poliziotto Alfredo Fabbrocini.</p>
<p>Quasi tutti potranno però godere delle attenuanti generiche, elemento che secondo l&#8217;avvocato rappresentante della parte civile Stefano Bigliazzi &#8220;accorcerà anche i tempi della prescrizone&#8221;. La pena più alta, di 5 anni, è stata chiesta per il vice questore romano Pietro Troiani. L&#8217;accusa è calunnia, falso e porto d&#8217;armi da guerra. Falso e calunnia sono i reati contestati anche a Francesco Gratteri della direzione anticrimine centrale, Giovanni Luperi dei Servizi Segreti, Gilberto Caldarozzi, all&#8217; epoca vice dello Sco, Filippo Ferri, dirigente della squadra mobile della Spezia, Massimiliano Di Bernardini, vice questore aggiunto romano, Fabio Ciccimarra, vice questore aggiunto napoletano, Nando Dominici, capo della squadra mobile di Genova, Spartaco Mortola, dirigente all&#8217;epoca della Digos di Genova e Carlo Di Sarro vice questore aggiunto presso la Digos di Genova.</p>
<p>Per loro la richiesta di accusa anche per arresto illegale a danno dei 93 attivisti e media attivisti arrestati quella notte con l&#8217;accusa di associazione a delinquere.</p>
<p>Come per il caso gudiziario di Bolzaneto, anche questo avrà però solo un valore simbolico. La sentenza del tribunale è prevista per autunno.</p>
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		<title>Rifiuti: i napoletani lanciano la raccolta differenziata autogestita</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 10:37:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
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Due settimane di raccolta differenziata porta a porta autogestita nel centro sotrico di Napoli: è l&#8217;iniziativa presentata ieri alla stampa dalla Rete Campana Salute e Ambiente per far fronte all&#8217;emergenza rifiuti in Campania. Ai cittadini non piacciono infatti le soluzioni decise da Governo e Bertolaso che sembrano più incontrare gli interessi degli amici imprenditori piuttosto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-5225" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/07/rifiuti_or.jpg" alt="" width="290" height="228" /></p>
<p>Due settimane di raccolta differenziata porta a porta autogestita nel centro sotrico di Napoli: è l&#8217;iniziativa presentata ieri alla stampa dalla Rete Campana Salute e Ambiente per far fronte all&#8217;emergenza rifiuti in Campania. Ai cittadini non piacciono infatti le soluzioni decise da Governo e Bertolaso che sembrano più incontrare gli interessi degli amici imprenditori piuttosto che quelli della comunità.</p>
<p>La raccolta autogestita prenderà il via la settimana prossima senza alcun appoggio da parte delle istituzioni, che hanno addirittura negato l&#8217;autorizzazione all&#8217;allestimeno di tre isole ecologiche all&#8217;interno della città: ce ne sarà solo una in Piazza del Gesù ed è lì che verranno portati i rifiuti. All&#8217;iniziativa hanno aderito circa 1000 famiglie e attività commerciali, il 98% circa dei contattati.</p>
<p>La raccolta differenziata porta a porta è del tutto autorganizzata e funzionerà così: il conferimento dei rifiuti inizierà alle ore 19-20, ora in cui dovrebbe quindi prendere il via la raccolta, terminata la quale i rifiuti verranno portati, con piccoli mezzi affittati per l&#8217;occasione, nell&#8217;isola ecologica di Piazza del Gesù, al centro di Napoli. A quel punto, l&#8217;augurio è che mezzi dell&#8217;azienda preposta o del sottosegretariato del Governo raccolgano i rifiuti per poi smaltirli nella maniera corretta, sotto stretto monitoraggio dei cittadini organizzatori che ne seguiranno tutto il percorso.</p>
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		<itunes:subtitle>Due settimane di raccolta differenziata porta a porta autogestita nel centro sotrico di Napoli: egrave; l'iniziativa presentata ieri alla stampa dalla Rete Campana Salute e ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Due settimane di raccolta differenziata porta a porta autogestita nel centro sotrico di Napoli: egrave; l'iniziativa presentata ieri alla stampa dalla Rete Campana Salute e Ambiente per far fronte all'emergenza rifiuti in Campania. Ai cittadini non piacciono infatti le soluzioni decise da Governo e Bertolaso che sembrano piugrave; incontrare gli interessi degli amici imprenditori piuttosto che quelli della comunitagrave;.

La raccolta autogestita prenderagrave; il via la settimana prossima senza alcun appoggio da parte delle istituzioni, che hanno addirittura negato l'autorizzazione all'allestimeno di tre isole ecologiche all'interno della cittagrave;: ce ne saragrave; solo una in Piazza del Gesugrave; ed egrave; ligrave; che verranno portati i rifiuti. All'iniziativa hanno aderito circa 1000 famiglie e attivitagrave; commerciali, il 98% circa dei contattati.

La raccolta differenziata porta a porta egrave; del tutto autorganizzata e funzioneragrave; cosigrave;: il conferimento dei rifiuti inizieragrave; alle ore 19-20, ora in cui dovrebbe quindi prendere il via la raccolta, terminata la quale i rifiuti verranno portati, con piccoli mezzi affittati per l'occasione, nell'isola ecologica di Piazza del Gesugrave;, al centro di Napoli. A quel punto, l'augurio egrave; che mezzi dell'azienda preposta o del sottosegretariato del Governo raccolgano i rifiuti per poi smaltirli nella maniera corretta, sotto stretto monitoraggio dei cittadini organizzatori che ne seguiranno tutto il percorso.</itunes:summary>
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		<title>Diritti umani: la CPI compie dieci anni</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/07/17/diritti-umani-il-cpi-compie-dieci-anni/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 10:04:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il 17 luglio di 10 anni fa veniva adottato lo Statuto di Roma, strumento con il quale si istituiva la Corte Penale Internazionale: una pietra miliare nella salvaguardia dei dirtti umani perché rappresenta il primo tribunale internazionale  permanente contro genocidi, crimini di guerra e contro l&#8217;umanità.
Giunta appunto al suo decimo anno di attività, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/07/diritti_umani.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5223" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/07/diritti_umani.jpg" alt="" /></a>Il 17 luglio di 10 anni fa veniva adottato lo Statuto di Roma, strumento con il quale si istituiva la Corte Penale Internazionale: una pietra miliare nella salvaguardia dei dirtti umani perché rappresenta il primo tribunale internazionale  permanente contro genocidi, crimini di guerra e contro l&#8217;umanità.</p>
<p>Giunta appunto al suo decimo anno di attività, la Corte è il frutto di 60 anni di battaglie da parte della società civile e delle Nazioni Unite.</p>
<p>Prima della sua nascita, infatti, i reati contro i diritti umani fondamentali erano giudicati da tribunali speciali,  temporanei e operativi in territori ben definiti; nel 1998, con la sua istituzione invece per la prima volta nasceva uno strumento permanente e con giurisdizione su tutti i Paesi.</p>
<p>Qualcosa da rivedere però c&#8217;è ed è la regola per cui lo Statuto della Corte, per diventare vincolante, necessita comunque della firma e della ratifica degli Stati membri delle Nazioni Unite.</p>
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		<itunes:subtitle>Il 17 luglio di 10 anni fa veniva adottato lo Statuto di Roma, strumento con il quale si istituiva la Corte Penale Internazionale: una pietra ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Il 17 luglio di 10 anni fa veniva adottato lo Statuto di Roma, strumento con il quale si istituiva la Corte Penale Internazionale: una pietra miliare nella salvaguardia dei dirtti umani percheacute; rappresenta il primo tribunale internazionale  permanente contro genocidi, crimini di guerra e contro l'umanitagrave;.

Giunta appunto al suo decimo anno di attivitagrave;, la Corte egrave; il frutto di 60 anni di battaglie da parte della societagrave; civile e delle Nazioni Unite.

Prima della sua nascita, infatti, i reati contro i diritti umani fondamentali erano giudicati da tribunali speciali,  temporanei e operativi in territori ben definiti; nel 1998, con la sua istituzione invece per la prima volta nasceva uno strumento permanente e con giurisdizione su tutti i Paesi.

Qualcosa da rivedere perograve; c'egrave; ed egrave; la regola per cui lo Statuto della Corte, per diventare vincolante, necessita comunque della firma e della ratifica degli Stati membri delle Nazioni Unite.</itunes:summary>
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		<title>Greenpeace: rilasciati su cauzione i due attivisti giapponesi</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/07/16/greenpeace-rilasciati-su-cauzione-i-due-attivisti-giapponesi/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 12:40:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Junichi Sato e Toru Suzuki, i due attivisti di Greenpeace arrestati lo scorso 10 giugno in Giappone, sono stati finalmente rilasciati su cauzione, martedì 15 luglio, dopo 26 giorni di custodia cautelare.
L&#8217;accusa era quella di furto di una scatola di carne di balena che gli stessi avevano sottopposto come prova del contrabbando della carne di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Junichi Sato e Toru Suzuki, i due attivisti di Greenpeace arrestati lo scorso 10 giugno in Giappone, sono stati finalmente rilasciati su cauzione, martedì 15 luglio, dopo 26 giorni di custodia cautelare.<br />
L&#8217;accusa era quella di furto di una scatola di carne di balena che gli stessi avevano sottopposto come prova del contrabbando della carne di balena in cui sarebbe coinvolto anche il governo giapponese.</p>
<p>A stabilirne il rilascio, che viene accettato solo nel 10% dei casi in Giappone, è stato un collegio di tre giudici ad Aomori, dopo un tentativo del procuratore locale di impugnare la stessa decisione già presa in giornata. Adesso i due attivisti sono ritornati dalle loro famiglie, in attesa della data del processo che deve ancora essere fissata.</p>
<p>&#8220;Siamo estremamente sollevati per il rilascio dei nostri due due attivisti&#8221;: ha dichiarato Alessandro Giannì, responsabile campagna Mare di Greenpeace Italia in una nota diffusa oggi dalla sezione italiana dell&#8217;associazione. La domanda adesso è: &#8220;perché il Pubblico Ministero giapponese ha chiuso la sua indagine sul contrabbando di carne di balena, nonostante le prove schiaccianti presentate da Greenpeace?”</p>
<p>La vicenda risale agli inizi di quest’anno, quando - si spiega ancora nella nota - &#8220;lavorando sulle informazioni fornite da un operaio della Kyodo Senpaku - la compagnia che controlla le operazioni della flotta baleniera giapponese - Greenpeace aveva seguito lo scarico di carne di balena contrabbandata dalla nave Nisshin Maru alle abitazioni dei membri dell’equipaggio. Uno dei quattro scatoloni destinati allo stesso indirizzo privato era stato intercettato da Greenpeace per ispezionare il contenuto.</p>
<p>Questo scatolone, contenente carne di balena di prima scelta per un valore di oltre 3 mila dollari - ma contrassegnato come se racchiudesse “cartone” - era stato mostrato in una conferenza stampa il 15 maggio, prima di venir consegnato al Procuratore Distrettuale di Tokyo che ha improvvisamente fermato la sua indagine il 10 giugno, il giorno dell’arresto dei due attivisti&#8221;.</p>
<p>L&#8217;arresto ha scatenato la mobilitazione di 30 Ong nel mondo che hanno firmato una petizione. Lo scorso lunedì, Amnesty International ha inviato una lettera al Primo Ministro giapponese Fukuda in cui chiedeva a gran voce il rilascio di Junichi e Toru. &#8220;Quasi 250.000 persone hanno mandato un messaggio al Governo giapponese per il rilascio dei due attivisti e per la riapertura dell’indagine sullo scandalo del contrabbando di carne di balena, richiesta supportata da 35 proteste di Greenpeace in 31 paesi di fronte alle ambasciate e ai consolati giapponesi.&#8221;</p>
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		<title>Genova 2001: domani richiesta condanne per processo Diaz</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/07/16/genova-2001-domani-richesta-condanne-per-processo-diaz-settimana-di-iniziative-a-genova/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 10:47:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/07/genova_g8.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5218" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/07/genova_g8.jpg" alt="Anti G8 - Genova 2001" width="370" height="247" /></a>In occasione dell&#8217;anniversario del settimo anno dei fatti di Genova 2001, la città ligure si prepara ad ospitare, <a href="http://www.veritagiustizia.it/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.veritagiustizia.it');"><strong>dal 15 al 22 luglio, una settimana di iniziative dedicata alla memoria di quei giorni</strong></a>: una pagina nera nella storia italiana che si sta concludendo altrettanto amaramente.<span id="more-5215"></span></p>
<p>Gli audio:</p>
<p><strong><a href="http://amisnet.org/files/2008/07/genova_2001_commento.mp3" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/downloads/mp3/genova_2001_commento.mp3');">Commento alla sentenza. Lorenzo Guadagnucci del Comitato verità e giustizia per Genova</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://amisnet.org/files/2008/07/genova_2001_processi.mp3" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/downloads/mp3/genova_2001_processi.mp3');">Prossimi appuntamenti giudiziari. L. Guadagnucci </a></strong></p>
<p><strong><a href="http://amisnet.org/files/2008/07/genova_2001_eventi.mp3" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/downloads/mp3/genova_2001_eventi.mp3');">Settimo anniversario dei fatti di Genova 2001. Le iniziative in programma. L. Guadagnucci</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://amisnet.org/files/2008/07/genova_2001_cronistoria.mp3" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/downloads/mp3/genova_2001_cronistoria.mp3');">Una breve cronistoria di quei giorni. L.Guadagnucci</a></strong></p>
<p>Come infatti commentare la sentenza arrivata due giorni fa sui fatti di Bolzaneto, la caserma che nel luglio 2001 ospitava gli arrestati nel corso delle proteste Anti G8? In quel carcere, in quei giorni, si verificarono, da parte degli agenti e del personale sanitario, maltrattamenti fisici e morali a danno dei fermati: nessun reato grave per lo Stato e la giustizia italiana che ha pensato bene di emettere una pena di soli 24 anni in totale, dei 76 e  4 mesi e 20 giorni chiesti dai magistrati genovesi Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati. Dei 45 imputati, solo 15  sono stati condannati, dai 5 mesi ai 5 anni, e 30 assolti. Nessun reato di tortura per loro, ma solo condanne legate ad episodi specifici. La pena pi? pesante ? stata inflitta all&#8217;ispettore della polizia penitenziaria Antonio Biagio Gugliotta, in quei giorni responsabile della sicurezza di Bolzaneto. Per lui cinque anni di carcere. Il reato? Abuso d&#8217;ufficio; solo due anni e 4 mesi invece per Alessandro Perugini, ai tempi vice-capo della Digos di Genova.</p>
<p>Intanto, domani, giovedì 17 luglio, continua anche la vicenda giudiziaria del processo Diaz. I Pm Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini presenteranno la loro rischiesta di condanne per i 29 imputati. Il processo andrà avanti a settembre per poi concludersi definitivamente ad ottobre.  Come per la sentenza di Bolzaneto, anche quella Diaz avrà solo un valore simbolico. Nessuno infatti andrà in carcere visto che da gennaio 2009 queste condanne cadranno grazie all&#8217;indulto e alla prescrizione. Stessa cosa varrà per le violenze degli agenti ai danni dei manifestati della Rete Lilliput di Piazza Manin.  Cosa diversa invece sarà per il processo di appello per i 25 manifestanti, alcuni dei quali accusati di devastazione e saccheggio. Al riguardo, c&#8217;è già stata una sentenza di primo grado nel dicembre scorso ed è l&#8217;unico processo che non finirà in prescrizione. Differentemente dai reati contestati agli agenti, infatti, quelli contestati ai manifestanti sono molto più gravi e quindi non prescrivibili.</p>
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		<title>A Serre arrivano anche le &#8220;ecoballe&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 13:37:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il Comprensorio militare del Comune di Serre diventerà un sito di stoccaggio di &#8220;ecoballe&#8221;. Questa la comunicazione del Sottosegretario Guido Bertolaso che sta facendo tremare la comunità di Serre, già sconvolta dalle misure previste dalla nuova legge sull&#8217;emergenza rifiuti. L&#8217;ex-decreto, approvato il 9 luglio in Senato, prevede l&#8217;ampliamento della discarica di Macchia Soprana e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comprensorio militare del Comune di Serre diventerà un sito di stoccaggio di &#8220;ecoballe&#8221;. Questa la comunicazione del Sottosegretario Guido Bertolaso che sta facendo tremare la comunità di Serre, già sconvolta dalle misure previste dalla nuova legge sull&#8217;emergenza rifiuti. <span id="more-5213"></span>L&#8217;ex-decreto, approvato il 9 luglio in Senato, prevede l&#8217;ampliamento della discarica di Macchia Soprana e la costruzione di un invaso a Valle della Masseria. Proprio quei provvedimenti che erano stati bloccati grazie alle lotte che l&#8217;anno passato hanno scosso Serre e dintorni.<br />
La legge prevede un sottosegretario di Stato che coordina le operazioni per superare il periodo di emergenza e che ha pieni poteri: potra&#8217; procedere a espropri per la pubblica uitlita&#8217; e chiedere l&#8217;impiego delle Forze Armate. Quest&#8217;uomo sarà Guido Bertolaso, già capi della protezione civile. Le aree degli impianit - discariche e termovalorizzatori - diventano di interesse strategicoe alla loro protezione e vigilanza verranno impiegate le Forze Armate con funzioni di agenti di pubblica sicurezza.<br />
Ci sara&#8217; il carcere per chi promuove le proteste (fino a 5 anni), per chi intralcia la gestione dei rifiuti (1 anno), per chi cerca di entrare abusivamente nei siti o ostacolo i lavori (da 3 mesi a 1 anno). Le discariche individuate sono 10: Savigano Irpino (Av), Sant&#8217;Arcangelo Trimonte (Bn), due a Terzigno (Na), Andreatta (Av), Santa Maria La Fossa (Ce), Torrione (Ce), due a Serre (Sa) e la cava di Chiaiano (Na).<br />
E tra le norme introdotte anche il &#8216;prestito&#8217; che lo Stato fa alla Campania per superare l&#8217;emergenza rifiuti: ovvero, la Campania, (ma anche una qualsiasi regione dove ci sia lo stato di emergenza) restituira&#8217; i soldi spesi per l&#8217;emergenza, sotto forma di minori trasferimenti da parte dello Stato con la definizione di un decreto del ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze.</p>
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		<title>Anti G8: report finale dal Giappone</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 12:28:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Akira vs G8]]></category>

		<category><![CDATA[anti g8]]></category>

		<category><![CDATA[contro g8]]></category>

		<category><![CDATA[g8]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Contro G8 giapponese, almeno quello tradizionale dei campi, si è concluso mercoledì 9 luglio, con l&#8217;ultimo e più partecipato corteo tra le colline di Hokkaido, a pochi km dalla sede del vertice. O meglio, qualche altra azione nei giorni successivi è stata organizzata ma l&#8217;attivismo straniero aveva già lasciato la città.
Per i tre arrestati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/07/2966.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5211" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/07/2966.jpg" alt="500" width="360" height="229" /></a>Il Contro G8 giapponese, almeno quello tradizionale dei campi, si è concluso mercoledì 9 luglio, con l&#8217;ultimo e più partecipato corteo tra le colline di Hokkaido, a pochi km dalla sede del vertice. O meglio, qualche altra azione nei giorni successivi è stata organizzata ma l&#8217;attivismo straniero aveva già lasciato la città.</p>
<p>Per i tre arrestati nel corso della manifestazione del 5 luglio a Sapporo, invece, il contro g8 non si è di certo ancora conlcuso. Il giornalista della Reuters è infatti stato rilasciato, ma non è andata allo stesso modo per i restanti tre, ancora in prigione. Il giudice ha infatti per loro optato per l&#8217;estensione della pena, che potrebbe raggiungere i 23 giorni totali.</p>
<p>A pochi giorni dalla fine, il bilancio è quello di un contro g8 senza blocchi, forse snaturato, proprio a causa della quantità limitata di attivisti partecipanti. Il movimento giapponese è infatti per la gran parte costituito da anziani e giovani inesperienti; il movimento straniero era invece per lo più assente.</p>
<p>Nonostante fossimo in pochi, l&#8217;incontro tra le due realtà è subito iniziato con qualche litigio. La causa, le differenti visioni del vivere la protesta che hanno inizialmente impedito l&#8217;organizzazione di azioni condivise. Dopo qualche attrito, però, nessuna rottura definitiva: il movimento straniero si è mostrato responsabile, rinunciando, anche perché rassegnatosi al numero, alla possibilità di effettuare proteste e azioni più forti e non per forza autorizzate.</p>
<p>Un anti G8<em> light</em>, dunque, ma sicuramente fondamentale per l&#8217;estensione del network dei movimenti anti liberisti. Grazie anche a questo, insomma, l&#8217;anti g8 del prossimo anno in Italia potrà contare su un movimento disobbediente probabilmente più grande e variegato, il nostro unico strumento di lotta giovanile ai Grandi 8.</p>
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		<itunes:subtitle>Il Contro G8 giapponese, almeno quello tradizionale dei campi, si egrave; concluso mercoledigrave; 9 luglio, con l'ultimo e piugrave; partecipato corteo tra le colline di ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Il Contro G8 giapponese, almeno quello tradizionale dei campi, si egrave; concluso mercoledigrave; 9 luglio, con l'ultimo e piugrave; partecipato corteo tra le colline di Hokkaido, a pochi km dalla sede del vertice. O meglio, qualche altra azione nei giorni successivi egrave; stata organizzata ma l'attivismo straniero aveva giagrave; lasciato la cittagrave;.

Per i tre arrestati nel corso della manifestazione del 5 luglio a Sapporo, invece, il contro g8 non si egrave; di certo ancora conlcuso. Il giornalista della Reuters egrave; infatti stato rilasciato, ma non egrave; andata allo stesso modo per i restanti tre, ancora in prigione. Il giudice ha infatti per loro optato per l'estensione della pena, che potrebbe raggiungere i 23 giorni totali.

A pochi giorni dalla fine, il bilancio egrave; quello di un contro g8 senza blocchi, forse snaturato, proprio a causa della quantitagrave; limitata di attivisti partecipanti. Il movimento giapponese egrave; infatti per la gran parte costituito da anziani e giovani inesperienti; il movimento straniero era invece per lo piugrave; assente.

Nonostante fossimo in pochi, l'incontro tra le due realtagrave; egrave; subito iniziato con qualche litigio. La causa, le differenti visioni del vivere la protesta che hanno inizialmente impedito l'organizzazione di azioni condivise. Dopo qualche attrito, perograve;, nessuna rottura definitiva: il movimento straniero si egrave; mostrato responsabile, rinunciando, anche percheacute; rassegnatosi al numero, alla possibilitagrave; di effettuare proteste e azioni piugrave; forti e non per forza autorizzate.

Un anti G8 light, dunque, ma sicuramente fondamentale per l'estensione del network dei movimenti anti liberisti. Grazie anche a questo, insomma, l'anti g8 del prossimo anno in Italia potragrave; contare su un movimento disobbediente probabilmente piugrave; grande e variegato, il nostro unico strumento di lotta giovanile ai Grandi 8.</itunes:summary>
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		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
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		<title>Serre: torna l&#8217;incubo della discarica nell&#8217;oasi</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/07/11/serre-torna-lincubo-della-discarica-nelloasi/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 10:56:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Brevi]]></category>

		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

		<category><![CDATA[decreto rifiuti]]></category>

		<category><![CDATA[Macchia Soprana]]></category>

		<category><![CDATA[Serre]]></category>

		<category><![CDATA[valle della Masseria]]></category>

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		<description><![CDATA[Apertura di una discarica nell&#8217;oasi naturale di Valle della Masseria e ampliamento dell&#8217;invaso di Macchia Soprana. Le misure previste dal nuovo decreto rifiuti fanno rabbrividire la comunità di Serre. E i cittadini si oppongono: &#8220;Esiste un protocollo d&#8217;intesa che va rispettato. Non permetteremo la devastazione del nostro territorio&#8221;.
E&#8217; passato più di un anno dai giorni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Apertura di una discarica nell&#8217;oasi naturale di Valle della Masseria e ampliamento dell&#8217;invaso di Macchia Soprana. Le misure previste dal nuovo decreto rifiuti fanno rabbrividire la comunità di Serre. E i cittadini si oppongono: &#8220;Esiste un protocollo d&#8217;intesa che va rispettato. Non permetteremo la devastazione del nostro territorio&#8221;.<!--[if gte vml 1]&gt;                    &lt;![endif]--><!--[if !vml]--><span id="more-5207"></span><!--[endif]--></p>
<p>E&#8217; passato più di un anno dai giorni del presidio di Serre. Le lotte dei cittadini di questo Comune in provincia di Salerno erano state seguite con passione da tutti gli italiani. I riflettori si erano accesi su quella valle, la Valle della Masseria, che insisteva su una delle oasi naturali più belle d&#8217;Italia, e che a breve avrebbe dovuto ospitare una gigantesca discarica. La battaglia si era conclusa con una vittoria: la Valle della Masseria non sarebbe stata toccata, mentre avrebbe riaperto la discarica di Macchia Soprana.<br />
Oggi la nuova legge rifiuti sembra non tenere in considerazione quegli accordi. &#8220;Abbiamo firmato un protocollo d&#8217;intesa: la discarica di Macchia Soprana non avrebbe dovuto contenere più di 700.000 tonnellate e l&#8217;oasi di Valle della Masseria non avrebbe dovuto essere toccata&#8221; spiega Federico Sessa, del Comitato &#8220;Serre e Alburni sicuri&#8221;, &#8220;eppure nel nuovo decreto rifiuti da poco convertito in legge è previsto non solo l&#8217;ampliamento di Macchia Soprana, ma anche un progetto di apertura di una seconda discarica a Valle della Masseria&#8221;. Una decisione che alle orecchie dei cittadini di Serre suona come una rivincita di quella vittoria con cui l&#8217;anno passato si era concluso il presidio. &#8221; Su 650 comuni in tutta la Campania, e 160 solo nel salernitano, perchè le uniche due discariche devono essere costruite proprio a Serre?&#8221; si domanda Federico. Non solo, la legge è in contrasto con la normativa regionale, che prevede che ci sia solo una discarica per ogni Comune.</p>
<p>Il 26 giugno scorso i media locali riportavano la notizia della sospensione degli sversamenti nella discarica di Macchia Soprana. Una sospensione richiesta dal Sindaco di Serre dopo aver ricevuto una comunicazione dal Sottosegretario Guido Bertolaso nella quale si sosteneva che, a causa di cedimenti strutturali di una delle quattro vasche della struttura, l&#8217;invaso sarebbe potuto essere di pericolo per l&#8217;incolumità pubblica e per l&#8217;ambiente. Quello che non è stato detto però è che il provvedimento è giunto dopo cinque mesi dalla denuncia di cedimento del muro della vasca. &#8220;Ci sembra che Bertolaso si sia accorto troppo tardi dei possibili pericoli, che erano stati in realtà rilevati sin da marzo. Al tempo la vasca era ancora in costruzione, dunque priva di rifiuti, e sin d&#8217;allora il Ministero dell&#8217;Ambiente e il Comune di Serre avevano denunciato le lesioni del muro di sostegno&#8221; racconta Federico, e continua &#8220;fu subito richiesto al consorzio di fare un progetto di rinforzo della parete, e ad aprile questo progetto era pronto, ma il Commissariato ha fatto comunque sversare. La capienza della discarica è di 700.000 tonnellate, oggi saranno circa 46.000 le tonnellate non sversate; le altre 654.000 sono già dentro le vasche. Il danno è stato fatto. Il pericolo non c&#8217;è più adesso, ma c&#8217;era a marzo&#8221;.</p>
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		<itunes:summary>Apertura di una discarica nell'oasi naturale di Valle della Masseria e ampliamento dell'invaso di Macchia Soprana. Le misure previste dal nuovo decreto rifiuti fanno rabbrividire la comunitagrave; di Serre. E i cittadini si oppongono: "Esiste un protocollo d'intesa che va rispettato. Non permetteremo la devastazione del nostro territorio".

E' passato piugrave; di un anno dai giorni del presidio di Serre. Le lotte dei cittadini di questo Comune in provincia di Salerno erano state seguite con passione da tutti gli italiani. I riflettori si erano accesi su quella valle, la Valle della Masseria, che insisteva su una delle oasi naturali piugrave; belle d'Italia, e che a breve avrebbe dovuto ospitare una gigantesca discarica. La battaglia si era conclusa con una vittoria: la Valle della Masseria non sarebbe stata toccata, mentre avrebbe riaperto la discarica di Macchia Soprana.
Oggi la nuova legge rifiuti sembra non tenere in considerazione quegli accordi. "Abbiamo firmato un protocollo d'intesa: la discarica di Macchia Soprana non avrebbe dovuto contenere piugrave; di 700.000 tonnellate e l'oasi di Valle della Masseria non avrebbe dovuto essere toccata" spiega Federico Sessa, del Comitato "Serre e Alburni sicuri", "eppure nel nuovo decreto rifiuti da poco convertito in legge egrave; previsto non solo l'ampliamento di Macchia Soprana, ma anche un progetto di apertura di una seconda discarica a Valle della Masseria". Una decisione che alle orecchie dei cittadini di Serre suona come una rivincita di quella vittoria con cui l'anno passato si era concluso il presidio. " Su 650 comuni in tutta la Campania, e 160 solo nel salernitano, perchegrave; le uniche due discariche devono essere costruite proprio a Serre?" si domanda Federico. Non solo, la legge egrave; in contrasto con la normativa regionale, che prevede che ci sia solo una discarica per ogni Comune.

Il 26 giugno scorso i media locali riportavano la notizia della sospensione degli sversamenti nella discarica di Macchia Soprana. Una sospensione richiesta dal Sindaco di Serre dopo aver ricevuto una comunicazione dal Sottosegretario Guido Bertolaso nella quale si sosteneva che, a causa di cedimenti strutturali di una delle quattro vasche della struttura, l'invaso sarebbe potuto essere di pericolo per l'incolumitagrave; pubblica e per l'ambiente. Quello che non egrave; stato detto perograve; egrave; che il provvedimento egrave; giunto dopo cinque mesi dalla denuncia di cedimento del muro della vasca. "Ci sembra che Bertolaso si sia accorto troppo tardi dei possibili pericoli, che erano stati in realtagrave; rilevati sin da marzo. Al tempo la vasca era ancora in costruzione, dunque priva di rifiuti, e sin d'allora il Ministero dell'Ambiente e il Comune di Serre avevano denunciato le lesioni del muro di sostegno" racconta Federico, e continua "fu subito richiesto al consorzio di fare un progetto di rinforzo della parete, e ad aprile questo progetto era pronto, ma il Commissariato ha fatto comunque sversare. La capienza della discarica egrave; di 700.000 tonnellate, oggi saranno circa 46.000 le tonnellate non sversate; le altre 654.000 sono giagrave; dentro le vasche. Il danno egrave; stato fatto. Il pericolo non c'egrave; piugrave; adesso, ma c'era a marzo".
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		<itunes:keywords>Brevi,,In,Evidenza</itunes:keywords>
		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
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		<title>Iraq: a ottobre una fiera sul petrolio, ospiti d&#8217;onore le grandi companies</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/07/10/iraq-a-ottobre-una-fiera-sul-petrolio-ospiti-donore-le-grandi-companies/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 12:12:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Khaldoun</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Conflitti]]></category>

		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ministero del petrolio iraqeno ha annunciato che il 17 e 19 ottobre si terrà a Baghdad una Fiera del petrolio contestualmente ad una conferenza internazionale. Un incontro per incoraggiare le grandi multinazionali petrolifere ad investire in Iraq nonostante l&#8217;assenza di una legge che regoli il settore energetico del paese.
La contestatissima legge sul petrolio iraqeno, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il ministero del petrolio iraqeno ha annunciato che il 17 e 19 ottobre si terrà a Baghdad una Fiera del petrolio contestualmente ad una conferenza internazionale. Un incontro per incoraggiare le grandi multinazionali petrolifere ad investire in Iraq nonostante l&#8217;assenza di una legge che regoli il settore energetico del paese.</p>
<p>La contestatissima legge sul petrolio iraqeno, fortemente voluta dagli Stati Uniti e scritta in collaborazione con esperti del fondo monetario internazionale, non è riuscita a passare il vaglio del parlamento di Baghdad, anche sotto la spinta di una forte opposizione popolare a quella che viene vista come una svendita della principale ricchezza nazionale.</p>
<p>Per ora il tentativo del governo iraqeno è quello di concludere dei contratti di servizio con cui le compagnie petrolifere dovrebbero fornire il loro know how per aumentare la produzione dei giacimenti già attivi, impianti spesso obsoleti e trascurati a causa dell&#8217;embargo decennale e dei cinque anni di guerra. Accordi di breve durata e con margini di guadagno molto più bassi di quanto avrebbe garantito una legge che avesse aperto la strada ai cosidetti &#8220;production sharing agreement&#8221;, contratti di lunghissimo termine che avrebbero garantito alle compagnie una alta percentuale della produzione petrolifera.</p>
<p>Nel frattempo il governo autonomo della regione curda dell&#8217;Iraq ha approvato già da un anno una sua legge regionale sul petrolio e stà già firmando contratti  a lungo termine con le multinazionali, suscitando le ire  del governo centrale.</p>
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		<itunes:subtitle>Il ministero del petrolio iraqeno ha annunciato che il 17 e 19 ottobre si terragrave; a Baghdad una Fiera del petrolio contestualmente ad una conferenza ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Il ministero del petrolio iraqeno ha annunciato che il 17 e 19 ottobre si terragrave; a Baghdad una Fiera del petrolio contestualmente ad una conferenza internazionale. Un incontro per incoraggiare le grandi multinazionali petrolifere ad investire in Iraq nonostante l'assenza di una legge che regoli il settore energetico del paese.

La contestatissima legge sul petrolio iraqeno, fortemente voluta dagli Stati Uniti e scritta in collaborazione con esperti del fondo monetario internazionale, non egrave; riuscita a passare il vaglio del parlamento di Baghdad, anche sotto la spinta di una forte opposizione popolare a quella che viene vista come una svendita della principale ricchezza nazionale.

Per ora il tentativo del governo iraqeno egrave; quello di concludere dei contratti di servizio con cui le compagnie petrolifere dovrebbero fornire il loro know how per aumentare la produzione dei giacimenti giagrave; attivi, impianti spesso obsoleti e trascurati a causa dell'embargo decennale e dei cinque anni di guerra. Accordi di breve durata e con margini di guadagno molto piugrave; bassi di quanto avrebbe garantito una legge che avesse aperto la strada ai cosidetti "production sharing agreement", contratti di lunghissimo termine che avrebbero garantito alle compagnie una alta percentuale della produzione petrolifera.

Nel frattempo il governo autonomo della regione curda dell'Iraq ha approvato giagrave; da un anno una sua legge regionale sul petrolio e stagrave; giagrave; firmando contratti  a lungo termine con le multinazionali, suscitando le ire  del governo centrale.</itunes:summary>
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		<title>Lombardia: la filiera corta attraverso il web</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/07/09/lombardia-la-filiera-corta-attraverso-il-web/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 15:40:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Khaldoun</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>

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		<category><![CDATA[sovranita` alimentare]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal prossimo autunno in Lombardia si potra` comprare direttamente dai produttori agroalimentari vicino casa, trovandoli sul proprio navigatore satellitare o consultando una &#8220;vetrina&#8221; su internet. &#8220;Agri-Life, l&#8217;agricoltura a portata di click&#8221; e` un progetto di geomarketing ideato dal Prof. Mauro Preda che vuole accorciare la filiera dei prodotti agricoli favorendo la? vendita diretta e mettendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal prossimo autunno in Lombardia si potra` comprare direttamente dai produttori agroalimentari vicino casa, trovandoli sul proprio navigatore satellitare o consultando una &#8220;vetrina&#8221; su internet. &#8220;Agri-Life, l&#8217;agricoltura a portata di click&#8221; e` un progetto di geomarketing ideato dal Prof. Mauro Preda che vuole accorciare la filiera dei prodotti agricoli favorendo la? vendita diretta e mettendo in relazione la domanda e l&#8217; offerta in questo settore.</p>
<p>Esperienze di vendita diretta e di filiera corta sono in continua crescita in Italia, esempi virtuosi vengono dal comune di <a href="http://www.filieracorta.org" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.filieracorta.org');">Ascoli Piceno</a> o da esperienze autorganizzate come i mercati &#8220;<a href="http://terraterra.noblogs.org/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/terraterra.noblogs.org');">Terra Terra</a>&#8221; a Roma.<br />
La novita` di Agri-Life e` nell&#8217;utilizzo delle tecnologie telematiche per costruire un sistema ed una rete che consenta ad esempio ai consumatori di elaborare i percorsi piu` brevi per raggiungere i produttori o di condividere il mezzo di trasporto e ai produttori di offrire le loro merci o di entrare a contatto diretto con la domanda.</p>
<p>I benefici di una filiera corta sono molteplici, da quelli economici legati ai minori costi di trasporto e stoccaggio delle merci, al minor impatto energetico dovuto sempre ai trasporti, alla riscoperta della relazione tra citta` e campagna che valorizza le produzioni locali e i prodotti tipici.</p>
]]></content:encoded>
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		<itunes:subtitle>Dal prossimo autunno in Lombardia si potra` comprare direttamente dai produttori agroalimentari vicino casa, trovandoli sul proprio navigatore satellitare o consultando una "vetrina" su internet. ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Dal prossimo autunno in Lombardia si potra` comprare direttamente dai produttori agroalimentari vicino casa, trovandoli sul proprio navigatore satellitare o consultando una "vetrina" su internet. "Agri-Life, l'agricoltura a portata di click" e` un progetto di geomarketing ideato dal Prof. Mauro Preda che vuole accorciare la filiera dei prodotti agricoli favorendo la? vendita diretta e mettendo in relazione la domanda e l' offerta in questo settore.

Esperienze di vendita diretta e di filiera corta sono in continua crescita in Italia, esempi virtuosi vengono dal comune di Ascoli Piceno o da esperienze autorganizzate come i mercati "Terra Terra" a Roma.
La novita` di Agri-Life e` nell'utilizzo delle tecnologie telematiche per costruire un sistema ed una rete che consenta ad esempio ai consumatori di elaborare i percorsi piu` brevi per raggiungere i produttori o di condividere il mezzo di trasporto e ai produttori di offrire le loro merci o di entrare a contatto diretto con la domanda.

I benefici di una filiera corta sono molteplici, da quelli economici legati ai minori costi di trasporto e stoccaggio delle merci, al minor impatto energetico dovuto sempre ai trasporti, alla riscoperta della relazione tra citta` e campagna che valorizza le produzioni locali e i prodotti tipici.</itunes:summary>
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