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	<title>Amisnet</title>
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	<description>Informazione Sociale Quotidiana</description>
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	<managingEditor>web@amisnet.org (Amisnet)</managingEditor>
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		<title>Amisnet</title>
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	<itunes:subtitle>Informazione sociale e programmi di approfondimento dalla redazione di AMISnet.</itunes:subtitle>
	<itunes:summary>Amisnet e' un'agenzia radiofonica attiva da oltre 9 anni. La sua principale attivita' consiste nella produzione e la distribuzione di prodotti radiofonici di approfondimento a circa 35 radio italiane. Il podcast e' una selezione quotidiana dei servizi audio distribuiti tramite i siti del network Amisnet.</itunes:summary>
	<itunes:keywords>ambiente, conflitti, cooperazione, diritti, economia, politica, informazione sociale</itunes:keywords>
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		<title>Radio Sham: Terzi incontra il leader del CNS</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 13:25:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mentre il regime fornisce i risultati delle elezioni legislative del 7 maggio pubblicando il nome degli eletti senza specificarne l&#8217;appartenenza politica, il presidente del Consiglio Nazionale Siriano Burhan Ghalioun vola in Italia ed incontra il ministro degli esteri Giulio Terzi. Il capo della diplomazia italiana ha rinnovato il sostegno al piano di Kofi Annan nonostante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2012/05/annnanno.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15022" title="annnanno" src="http://amisnet.org/files/2012/05/annnanno-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Mentre il regime fornisce i risultati delle elezioni legislative del 7 maggio pubblicando il nome degli eletti senza specificarne l&#8217;appartenenza politica, il presidente del Consiglio Nazionale Siriano Burhan Ghalioun vola in Italia ed incontra il ministro degli esteri Giulio Terzi. Il capo della diplomazia italiana ha rinnovato il sostegno al piano di Kofi Annan nonostante i risultati deludenti ottenuti fino ad ora, specificando però che se le cose non dovessero migliorare potrebbe esserci bisogno di una missione ONU più corposa e di un nuovo passaggio al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.</p>
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		<itunes:summary>Mentre il regime fornisce i risultati delle elezioni legislative del 7 maggio pubblicando il nome degli eletti senza specificarne l&#8217;appartenenza politica, il presidente del Consiglio Nazionale Siriano Burhan Ghalioun vola in Italia ed incontra il ministro degli esteri Giulio Terzi. Il capo della diplomazia italiana ha rinnovato il sostegno al piano di Kofi Annan nonostante i risultati deludenti ottenuti fino ad ora, specificando però che se le cose non dovessero migliorare potrebbe esserci bisogno di una missione ONU più corposa e di un nuovo passaggio al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.</itunes:summary>
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		<title>Il Pianeta delle Scimmie 12: il candidato è scelto, ma si continua a votare</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 20:08:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AMISnet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torna dopo una pausa di più di tre mesi la trasmissione dell&#8217;Agenzia Radiofonica AMISnet, con la preziosa collaborazione dell&#8217;americanista Bianca Cerri, sulle elezioni statunitensi. Molte cose son cambiate in questi mesi e la corsa alla nomination repubblicana ha trovato un proprio vincitore. A sfidare alle presidenziali di novembre Barak Obama sarà, è ormai certo, Mitt [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2012/05/ron-paul.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-15010" title="ron paul" src="http://amisnet.org/files/2012/05/ron-paul.jpg" alt="" width="250" height="250" /></a>Torna dopo una pausa di più di tre mesi la trasmissione dell&#8217;Agenzia Radiofonica AMISnet, con la preziosa collaborazione dell&#8217;americanista Bianca Cerri, sulle elezioni statunitensi. Molte cose son cambiate in questi mesi e la corsa alla nomination repubblicana ha trovato un proprio vincitore. A sfidare alle presidenziali di novembre Barak Obama sarà, è ormai certo, Mitt Romney. L&#8217;unico sfidante di Romney ancora ufficialmente in lizza, Ron Paul, il candidato di destra che piace alla sinistra, non ha infatti alcuna chance di spuntarla. Il motivo, quasi superfluo sottolinearlo, è da ricercare nella disponibilità di fondi, che Paul avrebbe drammaticamente esaurito. Non dissimili le motivazioni che hanno portato al ritiro degli altri contendenti: rimasti al verde, Santorum e Gingrich sono stati costretti ad abbandonare la campagna elettorale.</p>
<p>Nonostante la prassi e la formalità democratica impongano di terminare le primarie repubblicane, è ormai sotto gli occhi di tutti che la sfida sarà quindi tra Barack Obama e Mitt Romney. Comunque vadano le cose , la campagna elettorale USA si annuncia all’insegna del pregiudizio e del bigottismo. Gli americani si fideranno più di un uomo di colore o di un mormone? Una cosa è certa: a vincere saranno sempre e solo i soldi che i rispettivi candidati saranno in grado di raccogliere e investire nella campagna. Obama promette di ricostruire i paese purchè gli vengano dati altri quattro anni di tempo per rimediare ai danni fatti da George Bush (che ne ha avuti appunto otto, parole di Obama, per distruggere il paese). Ma come si fa a ricostruire un pease come gli Stati Uniti dove solo l’1% della popolazione ha realmente peso nelle decisioni politiche?</p>
<p><a href="http://amisnet.org/?s=il+pianeta+delle+scimmie">Ascolta le altre puntate de Il Pianeta delle Scimmie</a></p>
<p><strong>In studio:</strong><br />
Bianca Cerri e Ciro Colonna</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<itunes:summary>Torna dopo una pausa di più di tre mesi la trasmissione dell&#8217;Agenzia Radiofonica AMISnet, con la preziosa collaborazione dell&#8217;americanista Bianca Cerri, sulle elezioni statunitensi. Molte cose son cambiate in questi mesi e la corsa alla nomination repubblicana ha trovato un proprio vincitore. A sfidare alle presidenziali di novembre Barak Obama sarà, è ormai certo, Mitt Romney. L&#8217;unico sfidante di Romney ancora ufficialmente in lizza, Ron Paul, il candidato di destra che piace alla sinistra, non ha infatti alcuna chance di spuntarla. Il motivo, quasi superfluo sottolinearlo, è da ricercare nella disponibilità di fondi, che Paul avrebbe drammaticamente esaurito. Non dissimili le motivazioni che hanno portato al ritiro degli altri contendenti: rimasti al verde, Santorum e Gingrich sono stati costretti ad abbandonare la campagna elettorale.
Nonostante la prassi e la formalità democratica impongano di terminare le primarie repubblicane, è ormai sotto gli occhi di tutti che la sfida sarà quindi tra Barack Obama e Mitt Romney. Comunque vadano le cose , la campagna elettorale USA si annuncia all’insegna del pregiudizio e del bigottismo. Gli americani si fideranno più di un uomo di colore o di un mormone? Una cosa è certa: a vincere saranno sempre e solo i soldi che i rispettivi candidati saranno in grado di raccogliere e investire nella campagna. Obama promette di ricostruire i paese purchè gli vengano dati altri quattro anni di tempo per rimediare ai danni fatti da George Bush (che ne ha avuti appunto otto, parole di Obama, per distruggere il paese). Ma come si fa a ricostruire un pease come gli Stati Uniti dove solo l’1% della popolazione ha realmente peso nelle decisioni politiche?
Ascolta le altre puntate de Il Pianeta delle Scimmie
In studio:
Bianca Cerri e Ciro Colonna
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		<title>L&#8217;Alchimista_29: Frankfurt Calling</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 11:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AMISnet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo alla vigilia delle mobilitazioni indette da un vastissimo cartello di organizzazioni e movimenti europei contro la BCE. Dal 16 al 19 maggio i movimenti si daranno infatti convegno a Francoforte, dove però è stata instaurata una zona rossa. Come già altre volte la vicenda viene trattata come una mera questione di ordine pubblico. Nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2012/05/arton147.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-15004" title="arton147" src="http://amisnet.org/files/2012/05/arton147.jpg" alt="" width="250" height="250" /></a>Siamo alla vigilia delle mobilitazioni indette da un vastissimo cartello di organizzazioni e movimenti europei contro la BCE. Dal 16 al 19 maggio i movimenti si daranno infatti convegno a Francoforte, dove però è stata instaurata una zona rossa. Come già altre volte la vicenda viene trattata come una mera questione di ordine pubblico. Nel corso degli ultimi mesi la nostra rubrica si è a lungo occupata del ruolo della BCE nella gestione della crisi, come pure della parte giocata dal governo tedesco, che a Francoforte, appunto, ha il proprio cuore finanziario.</p>
<p>&#8220;Nonostante i limiti della BCE e dell&#8217;intero sistema europeo&#8221;, commenta Andrea Baranes, &#8220;ci sarebbero i margini per mettere in campo politiche differenti, in cui si superi il falso ideologico secondo cui l&#8217;eccesso di debito sia dovuto ad un eccesso di welfare. Al contrario, il debito degli stati dipende dal salvataggio della finanza, effettuato con denaro pubblico. Da parte sua la Germania, lungi dall&#8217;essere l&#8217;unica responsabile della situazione in corso,  certamente sta approfittando delle condizioni, ad esempio imponendo alla Grecia l&#8217;acquisto di armi da Germania e Francia, per dar seguito al piano di aiuti comunitari&#8221;.</p>
<p><a href="http://amisnet.org/?s=alchimista">Ascolta le altre puntate de L&#8217;Alchimista</a></p>
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		<itunes:summary>Siamo alla vigilia delle mobilitazioni indette da un vastissimo cartello di organizzazioni e movimenti europei contro la BCE. Dal 16 al 19 maggio i movimenti si daranno infatti convegno a Francoforte, dove però è stata instaurata una zona rossa. Come già altre volte la vicenda viene trattata come una mera questione di ordine pubblico. Nel corso degli ultimi mesi la nostra rubrica si è a lungo occupata del ruolo della BCE nella gestione della crisi, come pure della parte giocata dal governo tedesco, che a Francoforte, appunto, ha il proprio cuore finanziario.
&#8220;Nonostante i limiti della BCE e dell&#8217;intero sistema europeo&#8221;, commenta Andrea Baranes, &#8220;ci sarebbero i margini per mettere in campo politiche differenti, in cui si superi il falso ideologico secondo cui l&#8217;eccesso di debito sia dovuto ad un eccesso di welfare. Al contrario, il debito degli stati dipende dal salvataggio della finanza, effettuato con denaro pubblico. Da parte sua la Germania, lungi dall&#8217;essere l&#8217;unica responsabile della situazione in corso,  certamente sta approfittando delle condizioni, ad esempio imponendo alla Grecia l&#8217;acquisto di armi da Germania e Francia, per dar seguito al piano di aiuti comunitari&#8221;.
Ascolta le altre puntate de L&#8217;Alchimista</itunes:summary>
		<itunes:keywords>Alchimista, Economia</itunes:keywords>
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		<title>Dispersi 02: Telefoni e speranze</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2012/05/14/dispersi-02-telefoni-e-speranze/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 08:41:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AMISnet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella primavera del 2011, a seguito della rivoluzione popolare culminata con la fuga del dittatore Ben Alì, più di ventitremila persone hanno lasciato le coste tunisine, approfittando di una momentanea apertura delle frontiere; viaggiavano verso la costa italiana su piccole e vecchie imbarcazioni e quattro di questi scafi sono scomparsi nel nulla. In un ciclo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2012/05/tunisia-2012-11.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-14995" src="http://amisnet.org/files/2012/05/tunisia-2012-11-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nella primavera del 2011, a seguito della rivoluzione popolare culminata con la fuga del dittatore Ben Alì, più di ventitremila persone hanno lasciato le coste tunisine, approfittando di una momentanea apertura delle frontiere; viaggiavano verso la costa italiana su piccole e vecchie imbarcazioni e quattro di questi scafi sono scomparsi nel nulla. In un ciclo di cinque puntate, “Dispersi. Sulle tracce di 236 ragazzi” ripercorre questa vicenda, attraverso i racconti dei familiari dei giovani di cui si sono perse le tracce.</p>
<p>Protagonista di questa seconda puntata è Tarek Abbassi, padre di Medi, partito dalla spiaggia di El Haouaria il primo marzo del 2011. Pur non ricevendo notizie del figlio da più di un anno, Tarek continua a sperare che il figlio sia vivo. Uno dei motivi che lo induce a pensare che la barca su cui viaggiava è arrivata in Italia è il fatto che il telefono di uno degli amici che è partito con Medi ancora squilla, anche se nessuno risponde.</p>
<p>Dispersi è stato realizzato nell’ambito di un progetto realizzato dal collettivo Stalker e Amisnet.</p>
<p>A cura di Elise Melot e Marzia Coronati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto di Cristina Panicali</p>
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		<itunes:summary>Nella primavera del 2011, a seguito della rivoluzione popolare culminata con la fuga del dittatore Ben Alì, più di ventitremila persone hanno lasciato le coste tunisine, approfittando di una momentanea apertura delle frontiere; viaggiavano verso la costa italiana su piccole e vecchie imbarcazioni e quattro di questi scafi sono scomparsi nel nulla. In un ciclo di cinque puntate, “Dispersi. Sulle tracce di 236 ragazzi” ripercorre questa vicenda, attraverso i racconti dei familiari dei giovani di cui si sono perse le tracce.
Protagonista di questa seconda puntata è Tarek Abbassi, padre di Medi, partito dalla spiaggia di El Haouaria il primo marzo del 2011. Pur non ricevendo notizie del figlio da più di un anno, Tarek continua a sperare che il figlio sia vivo. Uno dei motivi che lo induce a pensare che la barca su cui viaggiava è arrivata in Italia è il fatto che il telefono di uno degli amici che è partito con Medi ancora squilla, anche se nessuno risponde.
Dispersi è stato realizzato nell’ambito di un progetto realizzato dal collettivo Stalker e Amisnet.
A cura di Elise Melot e Marzia Coronati.
&#160;
Foto di Cristina Panicali</itunes:summary>
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		<title>Neonazisti greci, dalla strada al parlamento e ritorno</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2012/05/11/neonazisti-greci-dalla-strada-al-parlamento-e-ritorno/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 16:54:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciro Colonna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo l&#8217;elezione in parlamento del partito neonazista greco &#8220;Alba d&#8217;Oro&#8221;, che come previsto dai sondaggi ha superato lo sbarramento del 3% attestandosi addiritura al 7% e conquistando ben 21 seggi, non tardano a manifestarsi le prime ripercussioni per le strade di Atene. La base del partito è particolarmente euforica per il risultato ottenuto e non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2012/05/chrisi-avghi-nazisti-grecia-elezioni-638x425.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-14984" title="chrisi-avghi-nazisti-grecia-elezioni-638x425" src="http://amisnet.org/files/2012/05/chrisi-avghi-nazisti-grecia-elezioni-638x425.jpg" alt="" width="250" height="250" /></a>Dopo l&#8217;elezione in parlamento del partito neonazista greco &#8220;Alba d&#8217;Oro&#8221;, che come previsto dai sondaggi ha superato lo sbarramento del 3% attestandosi addiritura al 7% e conquistando ben 21 seggi, non tardano a manifestarsi le prime ripercussioni per le strade di Atene. La base del partito è particolarmente euforica per il risultato ottenuto e non perde occasione per manifestarlo. Si registra un aumento degli episodi di violenza e di intolleranza nei confronti dei migranti. La dirigenza del partito, dal canto suo, se non ha mancato di prendere le difese degli attacchi squadristi degli ultimi mesi, cerca di non radicalizzare eccessivamente la propria immagine pubblica, in vista delle quasi certe nuove elezioni che dovebbero scolgersi di qui a un mese. I sondaggi danno infatti il partito in forte calo di consensi. Consensi che invece non sembrano facili da scalfire tra le fila della polizia, che secondo stime attendibili, almeno ad Atene, avrebbe votato con per almeno il 50% dei propri effettivi per Alba d&#8217;Oro.  D&#8217;altra parte non sono un mistero i rapporti che fin dagli anni ottanta legano il leader del partito Nikolaos Mihaloliakos ai servizi segreti greci, come il fatto che negli ultimi anni i militanti neonazisti siano stati utilizzati dalla polizia come servizio d&#8217;ordine aggiuntivo e come elemento di provocazione durante le manifestazioni di piazza.</p>
<p>Dopo il ciclo di trasmissioni &#8220;<a href="http://amisnet.org/?s=laboratorio+zeta">Laboratorio Zeta</a>&#8220;, a partire dalla prossima settimana, ogni mercoledì non perdete l&#8217;appuntamento con &#8220;Pillole di Zeta&#8221;, il diario con le notizie salienti dalla Grecia, a cura di Margherita Dean.</p>
]]></content:encoded>
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		<itunes:summary>Dopo l&#8217;elezione in parlamento del partito neonazista greco &#8220;Alba d&#8217;Oro&#8221;, che come previsto dai sondaggi ha superato lo sbarramento del 3% attestandosi addiritura al 7% e conquistando ben 21 seggi, non tardano a manifestarsi le prime ripercussioni per le strade di Atene. La base del partito è particolarmente euforica per il risultato ottenuto e non perde occasione per manifestarlo. Si registra un aumento degli episodi di violenza e di intolleranza nei confronti dei migranti. La dirigenza del partito, dal canto suo, se non ha mancato di prendere le difese degli attacchi squadristi degli ultimi mesi, cerca di non radicalizzare eccessivamente la propria immagine pubblica, in vista delle quasi certe nuove elezioni che dovebbero scolgersi di qui a un mese. I sondaggi danno infatti il partito in forte calo di consensi. Consensi che invece non sembrano facili da scalfire tra le fila della polizia, che secondo stime attendibili, almeno ad Atene, avrebbe votato con per almeno il 50% dei propri effettivi per Alba d&#8217;Oro.  D&#8217;altra parte non sono un mistero i rapporti che fin dagli anni ottanta legano il leader del partito Nikolaos Mihaloliakos ai servizi segreti greci, come il fatto che negli ultimi anni i militanti neonazisti siano stati utilizzati dalla polizia come servizio d&#8217;ordine aggiuntivo e come elemento di provocazione durante le manifestazioni di piazza.
Dopo il ciclo di trasmissioni &#8220;Laboratorio Zeta&#8220;, a partire dalla prossima settimana, ogni mercoledì non perdete l&#8217;appuntamento con &#8220;Pillole di Zeta&#8221;, il diario con le notizie salienti dalla Grecia, a cura di Margherita Dean.</itunes:summary>
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		<title>Baogao: la battaglia dei dissidenti cinesi</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 13:03:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AMISnet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La vicenda di Chen Guang Cheng, il dissidente cinese fuggito dagli arresti domiciliari e rifugiatosi presso l&#8217;ambasciata statunitense, si è risolta con una stretta di mano tra Pechino e Washington. Perseguitato per le sue denunce contro gli aborti forzati imposti dalle autorità locali cinesi, Cheng ha ottenuto una borsa di studio negli Stati Uniti ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://amisnet.org/files/2012/05/Chen-Guangcheng.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-14978" title="Chen-Guangcheng" src="http://amisnet.org/files/2012/05/Chen-Guangcheng.jpg" alt="" width="250" height="250" /></a>La vicenda di Chen Guang Cheng, il dissidente cinese fuggito dagli arresti domiciliari e rifugiatosi presso l&#8217;ambasciata statunitense, si è risolta con una stretta di mano tra Pechino e Washington. Perseguitato per le sue denunce contro gli aborti forzati imposti dalle autorità locali cinesi, Cheng ha ottenuto una borsa di studio negli Stati Uniti ed è in attesa dei documenti per poter lasciare il paese. L&#8217;avvocato scalzo, come viene soprannominato Chen, aveva avanzato tre richieste al governo di Pechino: indagare e punire i funzionari locali che perseguitano la sua famiglia; evitare rappresaglie contro i sui familiari ancora agli arresti e applicare la legge per fermare la corruzione dei funzionari locali. In passato Chen aveva documentato oltre 130 mila casi di corruzione legati all&#8217;applicazione della legge del figlio unico. Non è facile prevedere se e in che modo le sue richieste saranno accolte. Se il caso Chen si è risolto con un accordo è perché sia Pechino che Washington avevano interesse a chiudere la vicenda e una serie di favori reciproci da scambiarsi. Ma in futuro e nel caso di altri dissidenti la Cina si mostrerà molto meno propensa a raggiungere compromessi sui diritti umani o su altri temi considerati sensibili. E le potenze occidentali, oggi più attratte che mai dagli investimenti cinesi, meno solerti ad offrire un riparo.</p>
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		<itunes:summary>La vicenda di Chen Guang Cheng, il dissidente cinese fuggito dagli arresti domiciliari e rifugiatosi presso l&#8217;ambasciata statunitense, si è risolta con una stretta di mano tra Pechino e Washington. Perseguitato per le sue denunce contro gli aborti forzati imposti dalle autorità locali cinesi, Cheng ha ottenuto una borsa di studio negli Stati Uniti ed è in attesa dei documenti per poter lasciare il paese. L&#8217;avvocato scalzo, come viene soprannominato Chen, aveva avanzato tre richieste al governo di Pechino: indagare e punire i funzionari locali che perseguitano la sua famiglia; evitare rappresaglie contro i sui familiari ancora agli arresti e applicare la legge per fermare la corruzione dei funzionari locali. In passato Chen aveva documentato oltre 130 mila casi di corruzione legati all&#8217;applicazione della legge del figlio unico. Non è facile prevedere se e in che modo le sue richieste saranno accolte. Se il caso Chen si è risolto con un accordo è perché sia Pechino che Washington avevano interesse a chiudere la vicenda e una serie di favori reciproci da scambiarsi. Ma in futuro e nel caso di altri dissidenti la Cina si mostrerà molto meno propensa a raggiungere compromessi sui diritti umani o su altri temi considerati sensibili. E le potenze occidentali, oggi più attratte che mai dagli investimenti cinesi, meno solerti ad offrire un riparo.</itunes:summary>
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		<title>Radio Sham: urne chiuse, attentato contro convoglio ONU</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 14:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AMISnet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; ancora in corso il conteggio dei voti in Siria dopo le elezioni del 7 maggio, le prime con la nuova Costituzione approvata dal regime come avvio delle riforme promesse da Bashar Al Assad e che formalmente pone fine all&#8217;egemonia del partito Baath, al potere in Siria da oltre 40 anni. In occasione delle elezioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2012/05/elezioni.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14969" title="elezioni" src="http://amisnet.org/files/2012/05/elezioni-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>E&#8217; ancora in corso il conteggio dei voti in Siria dopo le elezioni del 7 maggio, le prime con la nuova Costituzione approvata dal regime come avvio delle riforme promesse da Bashar Al Assad e che formalmente pone fine all&#8217;egemonia del partito Baath, al potere in Siria da oltre 40 anni. In occasione delle elezioni il regime ha consentito l&#8217;ingresso nel paese di varie delegazioni di giornalisti, invitate a testimoniare i progressi compiuti, ma per un tempo limitato: i visti rilasciati da Damasco durano solo 5 giorni, dal sabato al giovedì, in modo da evitare la presenza della stampa durante le manifestazioni di protesta che si tengono ogni venerdì ormai da 14 mesi. La delegazione italiana, che include inviati di molti dei principali media, ha anche avuto modo di assistere ad un attentato che ha colpito un camion militare di scorta al convoglio degli osservatori ONU, su cui viaggiavano anche i giornalisti. Una messa in scena da parte del regime, secondo i ribelli, mentre per il governo si tratterebbe della dimostrazione della presenza di terroristi sul territorio. Nella trasmissione faremo anche un piccolo exursus per sapere come è organizzato il cosidetto &#8220;Esercito Siriano Libero&#8221;, il coordinamento tra le varie milizie (costituite essenzialmente da disertori) protagoniste della resistenza armata alla repressione di Assad e che il regime definisce &#8220;terrorista&#8221;</p>
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		<itunes:summary>E&#8217; ancora in corso il conteggio dei voti in Siria dopo le elezioni del 7 maggio, le prime con la nuova Costituzione approvata dal regime come avvio delle riforme promesse da Bashar Al Assad e che formalmente pone fine all&#8217;egemonia del partito Baath, al potere in Siria da oltre 40 anni. In occasione delle elezioni il regime ha consentito l&#8217;ingresso nel paese di varie delegazioni di giornalisti, invitate a testimoniare i progressi compiuti, ma per un tempo limitato: i visti rilasciati da Damasco durano solo 5 giorni, dal sabato al giovedì, in modo da evitare la presenza della stampa durante le manifestazioni di protesta che si tengono ogni venerdì ormai da 14 mesi. La delegazione italiana, che include inviati di molti dei principali media, ha anche avuto modo di assistere ad un attentato che ha colpito un camion militare di scorta al convoglio degli osservatori ONU, su cui viaggiavano anche i giornalisti. Una messa in scena da parte del regime, secondo i ribelli, mentre per il governo si tratterebbe della dimostrazione della presenza di terroristi sul territorio. Nella trasmissione faremo anche un piccolo exursus per sapere come è organizzato il cosidetto &#8220;Esercito Siriano Libero&#8221;, il coordinamento tra le varie milizie (costituite essenzialmente da disertori) protagoniste della resistenza armata alla repressione di Assad e che il regime definisce &#8220;terrorista&#8221;</itunes:summary>
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		<title>Passpartù 29: Cattive acque</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 07:54:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Passpartù]]></category>

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		<description><![CDATA[In questa puntata di Passpartù torniamo a navigare tra le onde del Mediterraneo. Dall&#8217;Adriatico, dove ragazzi giovanissimi continuano a perdere la vita nel tentativo di raggiungere i nostri porti, al canale di Sicilia, ancora una volta teatro di violazione dei diritti umani. In chiusura presenteremo un progetto che si propone di pattugliare questo mare, una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2012/05/ionan.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-14961" src="http://amisnet.org/files/2012/05/ionan-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>In questa puntata di Passpartù torniamo a navigare tra le onde del Mediterraneo. Dall&#8217;Adriatico, dove ragazzi giovanissimi continuano a perdere la vita nel tentativo di raggiungere i nostri porti, al canale di Sicilia, ancora una volta teatro di violazione dei diritti umani. In chiusura presenteremo un progetto che si propone di pattugliare questo mare, una flottiglia della solidarietà che salperà a luglio da Livorno e navigherà lungo le rotte dei migranti.</p>
<p>Il 3 maggio scorso un presidio di fronte al porto di Venezia è tornato a denunciare quello che accade ormai da anni in quel porto.  Quotidianamente decine di ragazzi nascosti nei traghetti in arrivo dalla Grecia vengono respinti indietro e troppo spesso alcuni di loro perdono la vita nel tentativo di aggirare i controlli di frontiera.  Le realtà presenti alla manifestazione, tra cui la rete Tuttidirittiumanipertutti, il centro sociale Rivolta e la rete Welcome, hanno denunciato l&#8217;illegalità di questi respingimenti, ribadendo la necessità di mettere fine a quella che ormai è diventata una prassi. Il presidio è avvenuto pochi giorni dopo la morte du un ragazzo afgano, Alì, di sedici anni, deceduto per soffocamento in un tir all&#8217;interno di un traghetto che dalla Grecia viaggiava verso l&#8217;Italia, l&#8217;ultimo di una lunga seire di vittime. Com&#8217;è possibile morire in questo modo? &#8220;Muoiono perchè esistono ancora i respingimenti, perchè prevale la fretta di rimandare inidietro le persone rispetto invece al principio di tutelare i loro diritti&#8221; ha detto Alessandra Sciurba, dell&#8217;Osservatorio veneziano contro le discriminazioni razziali.<br />
Una rete di associazioni veneziane ha deciso di percorrere a ritroso il viaggio delle persone respinte per riuscire a dare loro la possibilità di difendere i propri diritti. Per questa ragione, Nel 2009 e nel 2010, una delegazione si è recata a Patrasso, dove ha raccolto le  storie dei migranti respinti. Questo lavoro è confluito in 35 ricorsi che hanno raggiunto la Corte Europea per i diritti umani, elaborati e firmati dagli avvocati Alessandra Ballerini e Luca Mandro. Palrallelamente l&#8221;Osservatorio veneziano contro le discriminazioni razziali ha realizzato uno studio, i cui risultati sono stati resi pubblici in questi giorni. Un dato tra tutti: tra dicembre e gennaio del 2010 sono stati intercettati 715 migranti, di questi 627 sono stati respinti, di questo solo 252 hanno avuto la possibilità di fare un colloquio con gli operatori del Cir presenti nel porto.</p>
<p>Dall&#8217;Adriatico passiamo al Canale di Sicilia. Torniamo a parlare della barca partita da Tripoli nella notte tra il 26 e il 27 marzo 2011, l’imbarcazione aveva iniziato ad avere problemi poco tempo dopo la sua partenza e i passeggeri aveva chiesto soccorso, una nave non ancora identificata si era avvicinata e gli aveva dato acqua e biscotti, poi non si fece più niente per loro. Dei settantadue passeggeri che erano a bordo dello scafo, sessantatre morirono, tra cui due bambini. L’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha avviato un’indagine, i cui primi risultati sono stati resi pubblici il 29 marzo scorso, e Il 24 aprile scorso ha approvato una risoluzione mirata a fare si che i paesi europei si facciano responsabili delle morti di migranti che accadono ogni giorno nel Mediterraneo. Noi ne abbiamo parlato con don Mussie Zerai, dell&#8217;<a href="http://habeshia.blogspot.it/">agenzia Habeshia</a>, la prima persona ad avere ricevuto una telefonata dei passeggeri di quella barca. &#8220;Le indagini continueranno&#8221; spiega Zerai &#8220;e gli Stati devono collaborare dandoci tutte le informazioni necessarie, perchè questa vicenda è solo una punta dell&#8217;iceberg. Di questa storia infatti siamo a conoscenza perchè ci sono stati dei superstiti, ma quanti altri naufragi sono avvenuti con le stesse dinamiche di cui oggi non sappiamo nulla?&#8221;.<br />
Intanto continuano i viaggi dalle coste nordafricane verso l&#8217;Italia e continuano i rimpatri collettivi. Il 3 maggio  scorso un gruppo di egiziani sbarcati nei pressi di Mazara del Vallo sono stati trattenuti per 24 ore e poi rimpatriati con un volo partito alle 5 del mattino da Palermo.<br />
&#8220;Anche di fronte a numeri bassi di migranti in arrivo come quelli di quest&#8217;anno&#8221; spiega ai nostri microfoni Fulvio Vassallo Paleologo, dell&#8217;Asgi &#8220;l&#8217;Italia non riesce ad attivare un sistema d&#8217;accoglienza funzionante e continua a rimpatriare le persone senza prima attuare le identificaziioni necessarie, in barba alle convenzioni internazionali&#8221;.</p>
<p>In questa puntata di Passpartù parliamo anche di &#8220;<a href="http://www.boats4people.org/index.php/it/">Boats 4 people</a>&#8220;, un progetto ideato da un cappello di organizzazioni internazionali che si propone di realizzare un &#8220;osservatorio galleggiante&#8221;, una flottiglia di solidarietà che salperà dalle coste italiane i primi di luglio e he per tre settimane pattuglierà le coste del Mediterraneo.</p>
<p>Ospiti della puntata: Alessandra Sciurba, Fulvio Vassallo Paleologo, Mussiè Zerai, Nestor Fabbri</p>
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		<itunes:summary>In questa puntata di Passpartù torniamo a navigare tra le onde del Mediterraneo. Dall&#8217;Adriatico, dove ragazzi giovanissimi continuano a perdere la vita nel tentativo di raggiungere i nostri porti, al canale di Sicilia, ancora una volta teatro di violazione dei diritti umani. In chiusura presenteremo un progetto che si propone di pattugliare questo mare, una flottiglia della solidarietà che salperà a luglio da Livorno e navigherà lungo le rotte dei migranti.
Il 3 maggio scorso un presidio di fronte al porto di Venezia è tornato a denunciare quello che accade ormai da anni in quel porto.  Quotidianamente decine di ragazzi nascosti nei traghetti in arrivo dalla Grecia vengono respinti indietro e troppo spesso alcuni di loro perdono la vita nel tentativo di aggirare i controlli di frontiera.  Le realtà presenti alla manifestazione, tra cui la rete Tuttidirittiumanipertutti, il centro sociale Rivolta e la rete Welcome, hanno denunciato l&#8217;illegalità di questi respingimenti, ribadendo la necessità di mettere fine a quella che ormai è diventata una prassi. Il presidio è avvenuto pochi giorni dopo la morte du un ragazzo afgano, Alì, di sedici anni, deceduto per soffocamento in un tir all&#8217;interno di un traghetto che dalla Grecia viaggiava verso l&#8217;Italia, l&#8217;ultimo di una lunga seire di vittime. Com&#8217;è possibile morire in questo modo? &#8220;Muoiono perchè esistono ancora i respingimenti, perchè prevale la fretta di rimandare inidietro le persone rispetto invece al principio di tutelare i loro diritti&#8221; ha detto Alessandra Sciurba, dell&#8217;Osservatorio veneziano contro le discriminazioni razziali.
Una rete di associazioni veneziane ha deciso di percorrere a ritroso il viaggio delle persone respinte per riuscire a dare loro la possibilità di difendere i propri diritti. Per questa ragione, Nel 2009 e nel 2010, una delegazione si è recata a Patrasso, dove ha raccolto le  storie dei migranti respinti. Questo lavoro è confluito in 35 ricorsi che hanno raggiunto la Corte Europea per i diritti umani, elaborati e firmati dagli avvocati Alessandra Ballerini e Luca Mandro. Palrallelamente l&#8221;Osservatorio veneziano contro le discriminazioni razziali ha realizzato uno studio, i cui risultati sono stati resi pubblici in questi giorni. Un dato tra tutti: tra dicembre e gennaio del 2010 sono stati intercettati 715 migranti, di questi 627 sono stati respinti, di questo solo 252 hanno avuto la possibilità di fare un colloquio con gli operatori del Cir presenti nel porto.
Dall&#8217;Adriatico passiamo al Canale di Sicilia. Torniamo a parlare della barca partita da Tripoli nella notte tra il 26 e il 27 marzo 2011, l’imbarcazione aveva iniziato ad avere problemi poco tempo dopo la sua partenza e i passeggeri aveva chiesto soccorso, una nave non ancora identificata si era avvicinata e gli aveva dato acqua e biscotti, poi non si fece più niente per loro. Dei settantadue passeggeri che erano a bordo dello scafo, sessantatre morirono, tra cui due bambini. L’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha avviato un’indagine, i cui primi risultati sono stati resi pubblici il 29 marzo scorso, e Il 24 aprile scorso ha approvato una risoluzione mirata a fare si che i paesi europei si facciano responsabili delle morti di migranti che accadono ogni giorno nel Mediterraneo. Noi ne abbiamo parlato con don Mussie Zerai, dell&#8217;agenzia Habeshia, la prima persona ad avere ricevuto una telefonata dei passeggeri di quella barca. &#8220;Le indagini continueranno&#8221; spiega Zerai &#8220;e gli Stati devono collaborare dandoci tutte le informazioni necessarie, perchè questa vicenda è solo una punta dell&#8217;iceberg. Di questa storia infatti siamo a conoscenza perchè ci sono stati dei superstiti, ma quanti altri naufragi sono avvenuti con le stesse dinamiche di cui oggi non sappiamo nulla?&#8221;.
Intanto continuano i viaggi dalle coste nordafricane verso l&#8217;Italia e continuano i rimpatri collettivi. Il 3 maggio [...]</itunes:summary>
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		<title>Laboratorio Zeta 11: la Grecia contro l&#8217;austerità bipolare</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 15:29:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AMISnet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per 4 decenni hanno governato la Grecia alimentando la corruzione e il malgoverno. Dopo il voto di domenica Pasok e Nuova Democrazia, i 2 partiti storici del bipolarismo greco, sono però costretti a cedere e, almeno per il momento, a farsi da parte. Tra i dati più importanti che emergono dalle legislative greche del 6 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://amisnet.org/files/2012/05/4fa7819f81ce1.image_.jpg"><img class="alignleft  wp-image-14950" title="4fa7819f81ce1.image" src="http://amisnet.org/files/2012/05/4fa7819f81ce1.image_.jpg" alt="" width="250" height="250" /></a>Per 4 decenni hanno governato la Grecia alimentando la corruzione e il malgoverno. Dopo il voto di domenica Pasok e Nuova Democrazia, i 2 partiti storici del bipolarismo greco, sono però costretti a cedere e, almeno per il momento, a farsi da parte. Tra i dati più importanti che emergono dalle legislative greche del 6 maggio, oltre al rifiuto delle politiche di austerità imposte dalla troika, c&#8217;è la fine dell&#8217;alternanza tra centro-destra e centro-sinistra e di un sistema politico tra i principali responsabili dell&#8217;attuale collasso. Dopo aver imposto oltre 2 anni di drastiche misure, di tagli e licenziamenti e dopo aver accettato la svendita e la privatizzazione delle principali aziende del paese, i socialisti vengono rispediti a casa con le ossa rotte, mentre non meno critica è la situazione dei conservatori di ND, salvati solo da una legge elettrale che regala 50 seggi al partito di maggioranza. Dalle macerie del bipolarismo è emersa Syriza, la coalizione dei partiti della sinistra radicale, che ha ottenuto un incredibile successo sorpassando il Pasok e diventando il secondo partito nel Parlamento. Una forza tuttavia che non ha i numeri per governare e il cui scopo sembra oggi quello di rafforzarsi in vista di nuove elezioni. Mentre i neonazisti di Alba d&#8217;oro festeggiano il loro ingresso in Parlamento,in Grecia,  si fa sempre più strada  l&#8217;ipotesi di tornare il prima possibile alle urne.</p>
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		<itunes:summary>Per 4 decenni hanno governato la Grecia alimentando la corruzione e il malgoverno. Dopo il voto di domenica Pasok e Nuova Democrazia, i 2 partiti storici del bipolarismo greco, sono però costretti a cedere e, almeno per il momento, a farsi da parte. Tra i dati più importanti che emergono dalle legislative greche del 6 maggio, oltre al rifiuto delle politiche di austerità imposte dalla troika, c&#8217;è la fine dell&#8217;alternanza tra centro-destra e centro-sinistra e di un sistema politico tra i principali responsabili dell&#8217;attuale collasso. Dopo aver imposto oltre 2 anni di drastiche misure, di tagli e licenziamenti e dopo aver accettato la svendita e la privatizzazione delle principali aziende del paese, i socialisti vengono rispediti a casa con le ossa rotte, mentre non meno critica è la situazione dei conservatori di ND, salvati solo da una legge elettrale che regala 50 seggi al partito di maggioranza. Dalle macerie del bipolarismo è emersa Syriza, la coalizione dei partiti della sinistra radicale, che ha ottenuto un incredibile successo sorpassando il Pasok e diventando il secondo partito nel Parlamento. Una forza tuttavia che non ha i numeri per governare e il cui scopo sembra oggi quello di rafforzarsi in vista di nuove elezioni. Mentre i neonazisti di Alba d&#8217;oro festeggiano il loro ingresso in Parlamento,in Grecia,  si fa sempre più strada  l&#8217;ipotesi di tornare il prima possibile alle urne.</itunes:summary>
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		<title>L&#8217;Alchimista 28: mercati vs elezioni</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2012/05/08/lalchimista-28-mercati-vs-elezioni/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 10:39:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AMISnet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alchimista]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[All&#8217;indomani delle elezioni in Grecia e Francia la reazione dei mercati all&#8217;affermazione di Hollande e alla sconfitta dei partiti che storicamente hanno incarnato il bipolarismo in Grecia e che negli ultimi anni si erano resi responsabili dell&#8217;applicazione delle misure di austerità. La reazione delle piazze finanziarie va commisurata alla dimensione della sconfitta riportata in sede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2012/05/hollande.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-14938" title="hollande" src="http://amisnet.org/files/2012/05/hollande.jpg" alt="" width="250" height="250" /></a>All&#8217;indomani delle elezioni in Grecia e Francia la reazione dei mercati all&#8217;affermazione di Hollande e alla sconfitta dei partiti che storicamente hanno incarnato il bipolarismo in Grecia e che negli ultimi anni si erano resi responsabili dell&#8217;applicazione delle misure di austerità.</p>
<p>La reazione delle piazze finanziarie va commisurata alla dimensione della sconfitta riportata in sede elettorale, sconfitta per certi versi più simbolica che altro, dato che Hollande  nei giorni immediatamente precedenti il secondo turno delle presidenziali francesi, ha avuto la premura di correggere il tiro rispetto alla propria impostazione anti-austerità che pure aveva trovato tanto spazio nella prima parte della campagna elettorale. In sostanza quel che il neo-eletto presidente francese sta proponendo è di affiancare alle misure di austerità dei piani di crescita. &#8220;Una contraddizione in termini&#8221;, commenta Andrea Baranes, &#8220;come abbiamo già ampiamente dimostrato e come i fatti stessi non fanno che confermare quotidianamente, non c&#8217;è crescita  possa affiancarsi al taglio dei salari, allo smantellamente dello stato sociale, all&#8217;impoverimento generale delle società europee per arricchire pochi speculatori finanziari&#8221;. &#8220;Piuttosto credo&#8221;, aggiunge, &#8221; che si tratti di verificare quale margine di manovra possa avere Hollande nei confronti dell&#8217;interlcutore diretto, che è evidentemente la Germania, nel riportare sul piatto il concetto stesso di stato sociale europeo&#8221;.</p>
<p>Se da un lato la reazione dei mercati parla di una profonda avversione ai processi di democrazia, anche quando questi si riducono all&#8217;espressione del voto popolare, e dell&#8217;attitudine a punire qualsiasi insubordinazione, d&#8217;altro canto, conclude Baranes, &#8220;queste reazioni sono per certi versi giustificabili, dato che il sistema in vigore è estremamente fragile e pe puntellarlo e non farlo crollare sono stati fatti grossi sforzi. Le  banche hanno ad esempio enormi problemi di liquidità. Qualsiasi cambiamento di rotta o modifica potrebbe avere delle ripercussioni molto forti su questo equilibrio.&#8221;</p>
<p><a href="http://amisnet.org/?s=alchimista">Ascolta le altre puntate de L&#8217;Alchimista</a></p>
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La reazione delle piazze finanziarie va commisurata alla dimensione della sconfitta riportata in sede elettorale, sconfitta per certi versi più simbolica che altro, dato che Hollande  nei giorni immediatamente precedenti il secondo turno delle presidenziali francesi, ha avuto la premura di correggere il tiro rispetto alla propria impostazione anti-austerità che pure aveva trovato tanto spazio nella prima parte della campagna elettorale. In sostanza quel che il neo-eletto presidente francese sta proponendo è di affiancare alle misure di austerità dei piani di crescita. &#8220;Una contraddizione in termini&#8221;, commenta Andrea Baranes, &#8220;come abbiamo già ampiamente dimostrato e come i fatti stessi non fanno che confermare quotidianamente, non c&#8217;è crescita  possa affiancarsi al taglio dei salari, allo smantellamente dello stato sociale, all&#8217;impoverimento generale delle società europee per arricchire pochi speculatori finanziari&#8221;. &#8220;Piuttosto credo&#8221;, aggiunge, &#8221; che si tratti di verificare quale margine di manovra possa avere Hollande nei confronti dell&#8217;interlcutore diretto, che è evidentemente la Germania, nel riportare sul piatto il concetto stesso di stato sociale europeo&#8221;.
Se da un lato la reazione dei mercati parla di una profonda avversione ai processi di democrazia, anche quando questi si riducono all&#8217;espressione del voto popolare, e dell&#8217;attitudine a punire qualsiasi insubordinazione, d&#8217;altro canto, conclude Baranes, &#8220;queste reazioni sono per certi versi giustificabili, dato che il sistema in vigore è estremamente fragile e pe puntellarlo e non farlo crollare sono stati fatti grossi sforzi. Le  banche hanno ad esempio enormi problemi di liquidità. Qualsiasi cambiamento di rotta o modifica potrebbe avere delle ripercussioni molto forti su questo equilibrio.&#8221;
Ascolta le altre puntate de L&#8217;Alchimista</itunes:summary>
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