Tag Archives: rifugiati

A scuola dai rifugiati

A scuola dai rifugiati

In questa puntata continuerà il confronto tra i richiedenti asilo e rifugiati che vivono a Trieste e un gruppo di studenti del terzo anno del liceo Dante-Carducci, che partecipa al progetto “conoscere, accogliere e costruire insieme. Pratiche di integrazione culturale con i migranti”.

In questa parte dell’intervista sono stati gli studenti italiani – Ilaria,

Capodanno a Colonia

Dopo un anno in cui il dibattito pubblico si è focalizzato sull’accoglienza dei rifugiati in Europa, i giornali di inizio 2016 hanno titolato a lungo sui fatti di Colonia, in Germania, dove, nella notte di Capodanno, si sono compiute violenze e furti verso persone indifese, soprattutto donne. A lungo si è discusso sulla nazionalità degli

Afghanistan: rifugiati come back

Lo scorso settembre, in Afghanistan, il governo ha dato avvio a una campagna “particolare”: con l’hashtag #AfghanistanNeedsYou, il ministero dei rifugiati e dei rimpatri ha chiesto ai propri connazionali di non partire dal proprio paese, nonostante lo stato di guerra permanente tra governo afghano e Nato da una parte e taliban dall’altra.

I rifugiati

40 anni di desaparición dall’Argentina di Videla ai nostri giorni

  Il 24 marzo 1976 un colpo di stato militare instaurava la dittatura in Argentina. Nel corso dei sette anni successivi 40.000 persone vennero fatte sparire dalla giunta militare e migliaia di altre scelsero l’esilio per fuggire la morte. Le voci dell’ex console italiano Enrico Calamai e dei rifugiati argentini in Italia ci permettono di affrontare

Buon compleanno Ex MOI. Dalle case olimpiche agli alloggi per rifugiati

Due anni fa decine di migliaia di persone vennero buttate fuori dal Piano di Emergenza Nord Africa predisposto dall’Italia per accogliere i profughi delle primavere arabe. Due anni fa 800 di loro a Torino occupavano le palazzine dell’Ex MOI e iniziavano una nuova vita.

Sono palazzine colorate e decrepite quelle tirate su in fretta

Richiedenti asilo in Italia. Quali prospettive?

Trieste è stata la prima città dove è stato sperimentato il Sistema di protezione per richiedenti asilo Sprar. Codificato nel 2002 a livello nazionale, il sistema dovrebbe mirare ad un’accoglienza dei richiedenti asilo strettamente collegata ai servizi socio-assistenziali per il territorio, cercando di integrare le persone nei luoghi in cui vengono accolte.

Attraverso il deserto e il mare

ATTRAVERSO IL DESERTO E IL MARE Un documentario di Marzia Coronati e Elise Melot Prodotto da Amisnet & Active Vision Durata 29′56” Anno 2011

  Dall’Egitto a Israele, dalla Grecia all’Italia. “Attraverso il deserto e il mare” è il racconto di viaggio di due delle rotte più battute dai migranti che si muovono lungo le coste del Mediterraneo. Nell’audio-documentario sono raccolte le

# 1 I bambini migranti di Melilla

Ogni anno decine di minorenni tentano di attraversare la frontiera marocchina, entrando a Melilla, la città spagnola che sorge in pieno Regno del Marocco. Il loro obiettivo è imbarcarsi di nascosto su uno dei traghetti che partono giornalmente alla volta della Spagna, la “penisola”, come la chiamano in città. Senza documenti i ragazzi, spesso bambini

Accoglienza made in Italy. Luci e ombre di un sistema.

Lo SPRAR, il servizio nazionale di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, ha, da gennaio, quadruplicato i posti all’interno dei suoi progetti da 3.000 a 13.000. Ma se, a livello nazionale, non esistono poi seri percorsi di inserimento socio-lavorativo per chi è arrivato in Italia o quando trovare un lavoro e una casa decenti diventa impossibile, la domanda è d’obbligo: che tipo di accoglienza stiamo fornendo a chi riesce, dopo mille difficoltà, a raggiungere il nostro Paese?

Shousha: l’accoglienza nel deserto.

“Benvenuti a Shousha, benvenuti all’inferno”, così siamo stati accolti al nostro arrivo in uno dei campi di accoglienza più grandi e isolati del Maghreb. Quello che alla sua nascita, nel febbraio 2011, era una chiazza di ordinate tende bianche in un oceano di sabbia rossa, ora è solo un insieme di residui di stracci e di uomini con poca, pochissima speranza.

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