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Gran Ghetto chiama Italia

Gran Ghetto chiama Italia

Radio Ghetto trasmette per l’80% del tempo nelle diverse lingue del Gran Ghetto di Rignano Garganico: dal bambarà al jola, dal wolof al pular, dal moré al francese e all’inglese. Per parlare però a tutta l’Italia e raccontare le condizioni di vita e di lavoro cui i braccianti stranieri sono costretti nelle campagne si è

Voci libere in salsa etica

Un piccolo tour insieme ad alcuni volontari di diverse associazioni impegnate per la lotta allo sfruttamento dei braccianti migranti per dar loro voce, per ripensare dal basso forme di produzione alternativa alla grande distribuzione e progetti concreti tramite filiere partecipate e solidali.   Così si conclude la stagione di Terranave.

Da nord a sud, viaggio tra le filiere corte italiane

Marina organizza cene in cui produttori e consumatori mangiano allo stesso tavolo. L’associazione Biorekk coinvolge agricoltori e acquirenti nell’individuazione del prezzo di un prodotto. La rete SOS Rosarno accorcia la filiera di distribuzione delle arance calabresi. Obiettivo comune di queste esperienze? Costruire una cogestione del sistema di produzione del cibo.

Nuovi dati sui vecchi schiavismi nelle campagne d’Italia

Rosarno, Calabria. L’83% dei braccianti stranieri impiegati nella raccolta di clementine e arance non ha un contratto. Vulture, Basilicata. Qui il 98% dei braccianti vive in baracche, casolari abbandonati, tendopoli. È questa la cruda realtà delle campagne italiane che fotografa nelle sue pagine il rapporto “Terraingiusta 2015” di Medici per i diritti umani (MEDU).

Dal Sele a Rosarno schiavi sono anche i braccianti stanziali

Piana del Sele, zona di braccianti stanziali, di uomini e donne che vivono qui da anni non di gente che si muove rincorrendo la raccolta dei pomodori e quella delle arance. Eppure anche qui il lavoro sfruttato è l’unico possibile per chi lavora in agricoltura e anche qui i braccianti stranieri vivono in condizioni pietose ai limiti della dignità umana. Si può ripartire da qui per immaginare un sistema diverso?

La città nera

LA CITTÀ NERA Un documentario di Marzia Coronati e Marco Stefanelli Prodotto da Amisnet Durata 21’50” Anno 2014

Gran Ghetto di Rignano Garganico è un agglomerato di baracche alle porte di Foggia, abitato da centinaia di braccianti che ogni estate accorrono nelle campagne del sud Italia per lavorare nei campi. All’interno del Gran Ghetto è nata nell’estate del

Campagne ON AIR. Dalla raccolta del pomodoro a Radio Ghetto.

Estate 2014, mentre gli italiani si dividono tra bagni al mare e lavoro in città, le campagne italiane del sud Italia si ripopolano di braccianti stranieri arrivati per la raccolta del pomodoro. Una radio accende il generatore parte così la terza stagione di Radio Ghetto.

Chiamare Radio Ghetto per spezzare l’isolamento

Radio Ghetto riaccende il mixer e da quest’anno ha anche un numero di telefono.
Ascoltare e diffondere il suo breve spot, e soprattutto chiamare in Radio, è il modo migliore per rompere l’isolamento nel quale è costretto da anni questo accampamento autogestito di braccianti africani sperduto nelle campagne intorno a Foggia.

La città nera

Gran Ghetto di Rignano Garganico è un agglomerato di baracche alle porte di Foggia, abitato da centinaia di braccianti che ogni estate accorrono nelle campagne del sud Italia per lavorare nei campi. All’interno del Gran Ghetto è nata nell’estate del 2012 Radio Ghetto, un’emittente autogestita che tenta di dar voce ai lavoratori sfruttati delle campagne pugliesi.

Oro rosso per mani nere: la stagione del pomodoro si avvicina

Ancora pochi mesi e i primi furgoncini carichi di braccianti sfrecceranno per le strade sterrate del sud Italia per trasportare migliaia di persone ai campi di pomodoro. Le baraccopoli si stanno ripopolando ma si sta muovendo anche qualcos’altro e forse quest’anno, tra istituzioni e associazionismo, le cose potrebbero iniziare a cambiare.

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