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Migrazione è partecipazione

Migrazione è partecipazione

In un momento in cui, in Italia, quasi il 50% degli aventi diritto si rifiuta di andare a votare, ha ancora senso parlare della necessità della partecipazione attiva alla vita sociale e politica del Paese? Forse si se in questo lungo e difficile processo si cominciano a coinvolgere anche i cittadini stranieri presenti nel nostro Paese.

Sotto le macerie di Ponte Mammolo

  L’11 maggio nella città di Roma attraverso un violento intervento di sgombero forzato, le ruspe abbattono le baracche dell’insediamento informale di Ponte Mammolo, un campo situato nella periferia Sud Est della capitale, che ospitava circa trecento persone tra rifugiati, richiedenti asilo e migranti economici provenienti in prevalenza da Ucraina, Eritrea e America del Sud,

Il naufragio dell’accoglienza e la morte del diritto d’asilo

Nei giorni del naufragio di Lampedusa dell’ottobre 2013, durante una manifestazione per le strade di Roma, un cartello tenuto in mano da un giovane ragazzo straniero suggeriva “Invece di dare la cittadinanza ai morti date la residenza ai vivi!”. Oggi, nella settimana della commiserazione per l’ultimo naufragio avvenuto nel Mediterraneo, varrebbe allora la pena tenere

Richiedenti asilo in Italia. Quali prospettive?

Trieste è stata la prima città dove è stato sperimentato il Sistema di protezione per richiedenti asilo Sprar. Codificato nel 2002 a livello nazionale, il sistema dovrebbe mirare ad un’accoglienza dei richiedenti asilo strettamente collegata ai servizi socio-assistenziali per il territorio, cercando di integrare le persone nei luoghi in cui vengono accolte.

L’accoglienza in famiglia per una migliore inclusione

Sono passati sette anni da quando il comune di Torino ha avviato il progetto “rifugio diffuso” per permettere ai richiedenti asilo arrivati nel capoluogo piemontese di essere accolti non in grandi centri ma nelle case dei privati, in famiglia. Da quando è stato avviato il 90% dei richiedenti asilo ha concluso positivamente le prime fasi del proprio percorso di inclusione sociale.

Bari, i rifugiati dalla casa alla strada

Era il febbraio 2014 quando qualche centinaio di rifugiati e richiedenti asilo occuparono a Bari l’ex convento di S. Chiara diventato in breve conosciuto come la “Casa del rifugiato”. Dopo dieci mesi l’occupazione è stata sgomberata e i migranti costretti a vivere, per decisione della prefettura, in un deposito abbandonato e cadente. Che ne sarà di loro ora?

Un’altra accoglienza è possibile. Il caso Mafia Capitale.

Pochi giorni fa è esploso l’affaire Mafia Capitale ma cosa ci dice questa vicenda in più rispetto a quello che già sapevamo sul business dell’accoglienza dei migranti? E da quali basi possiamo ripartire, oggi, per immaginare un sistema diverso? Questi sono alcuni degli argomenti che Passpartù oggi prova ad affrontare in una lunga chiacchierata con l’associazione Laboratorio 53.

Quale accoglienza? Spunti di riflessione sul sistema Italia

Il 4 novembre scorso la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo affermava, con la sentenza Tarakhel l’inadeguatezza del sistema d’accoglienza italiano. Questa settimana Passpartù inizia una sua indagine su questo mondo con l’aiuto di ospiti e operatori dei centri SPRAR di Roma.

Welcome home. I migranti tra CARA e occupazioni

All’indomani dell’approvazione del nuovo “Piano casa” del Governo Renzi, anche l’UNHCR è sceso in campa per mettere in guardia dal rischio che tale decreto può rappresentare per l’accesso ai servizi per le migliaia di rifugiati che vivono nelle occupazioni italiane.

#9 Malta: l’isola indesiderata

Malta è un’isola che si raggiunge per sbaglio, piazzata nel mezzo delle rotte migratorie che dalla Libia sono dirette verso l’Italia i migranti che vi arrivano nella quasi totalità dei casi sono stati intercettati dalla marina militare maltese mentre viaggiavano verso una meta più lontana.

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