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Sull’altra sponda del mare: Libia, ISIS e migrazioni

Sull’altra sponda del mare: Libia, ISIS e migrazioni

Negli ultimi giorni il Mediterraneo è scosso da venti di guerra che soffiano verso sud.
La Libia, il paese del Maghreb che ospita decine di migliaia di profughi da tutta l’Africa, oggi si presenta paurosamente frammentato: due governi che si definiscono entrambi legittimi, quasi duemila gruppi di guerriglieri, l’ISIS oramai onnipresente e decine di barconi che settimanalmente prendono il largo alla volta dell’Europa.

L’accoglienza in famiglia per una migliore inclusione

Sono passati sette anni da quando il comune di Torino ha avviato il progetto “rifugio diffuso” per permettere ai richiedenti asilo arrivati nel capoluogo piemontese di essere accolti non in grandi centri ma nelle case dei privati, in famiglia. Da quando è stato avviato il 90% dei richiedenti asilo ha concluso positivamente le prime fasi del proprio percorso di inclusione sociale.

Dal Sele a Rosarno schiavi sono anche i braccianti stanziali

Piana del Sele, zona di braccianti stanziali, di uomini e donne che vivono qui da anni non di gente che si muove rincorrendo la raccolta dei pomodori e quella delle arance. Eppure anche qui il lavoro sfruttato è l’unico possibile per chi lavora in agricoltura e anche qui i braccianti stranieri vivono in condizioni pietose ai limiti della dignità umana. Si può ripartire da qui per immaginare un sistema diverso?

La memoria di ieri per il mondo del domani

Come reagiremmo se le leggi razziali che hanno straziato l’Europa durante gli anni ’30 e ’40 del secolo scorso venissero approvate nuovamente oggi? E se invece che contro gli ebrei si scagliassero contro
gli immigrati, i rom, la diversità di ogni genere, saremmo capaci di riconoscerle ancora come leggi razziste e palesemente discriminatorie?

Bari, i rifugiati dalla casa alla strada

Era il febbraio 2014 quando qualche centinaio di rifugiati e richiedenti asilo occuparono a Bari l’ex convento di S. Chiara diventato in breve conosciuto come la “Casa del rifugiato”. Dopo dieci mesi l’occupazione è stata sgomberata e i migranti costretti a vivere, per decisione della prefettura, in un deposito abbandonato e cadente. Che ne sarà di loro ora?

Un’altra accoglienza è possibile. Il caso Mafia Capitale.

Pochi giorni fa è esploso l’affaire Mafia Capitale ma cosa ci dice questa vicenda in più rispetto a quello che già sapevamo sul business dell’accoglienza dei migranti? E da quali basi possiamo ripartire, oggi, per immaginare un sistema diverso? Questi sono alcuni degli argomenti che Passpartù oggi prova ad affrontare in una lunga chiacchierata con l’associazione Laboratorio 53.

Atene, i migranti chiedono la libertà di viaggiare

Sono trecento migranti fuggiti dalla Siria quelli che dal 19 novembre scorso occupano Piazza Syntagma ad Atene, chiedono la libertà di movimento necessaria a lasciare la Grecia e presentare domanda d’asilo in altri Paesi europei, ma il regolamento Dublino III non lo permette. Tra i manifestanti i morti sono già due ma il governo di Atene continua a fare orecchie da mercante.

Che fine hanno fatto i migranti meridionali degli anni ’60?

Sono passati quasi 60 anni dalle migrazioni interne del secolo scorso ma ancora il divario tra emigranti meridionali e società ospite è grande e le seconde generazioni italiane hanno difficoltà più simili a quelle dei loro coetanei stranieri che a quelle dei giovani piemontesi. Passpartù tenta di comprendere le motivazioni di questa situazione e le aspettative per il futuro?

Al via la campagna contro i “rom ricchi”

Tor Sapienza, periferia est di Roma, un quartiere che da settimane è al centro delle cronache nazionali per le manifestazioni anti-immigrati dei suoi abitanti, qui sorge il campo rom chiamato Salviati 2 nel quale da settimane la Polizia di Roma Capitale sta effettuando una serie di controlli e sgomberi contro i cosiddetti “rom ricchi”.

I rom raccontano se stessi. Storie per superare i pregiudizi

È il 2005 quando Silvia vede sgomberare il campo rom nel quale viveva da anni, quello di vicolo Savini a Roma, il più grande d’Europa con le sue 770 persone. Da quel momento decide di cambiare vita, di rinunciare ad un container nel campo attrezzato di via Pontina e provare, da sola, a costruire la propria autonomia. Passpartù vi racconta la sua storia.

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