Author Archives: Francesco Diasio

A COPENHAGEN IL COMPROMESSO DELLA VERGOGNA

[da FAIR] Copenhagen, 18 dicembre – Una bozza che non tiene in debito conto quello che i Paesi piu’ poveri, le comunita’ indigene, i movimenti contadini e l’intera societa’ civile accorsa a Copenhagen hanno richiesto con forza: impegni sostanziali nel taglio delle emissioni, nel finanziamento non condizionato di progetti di lotta al cambiamento climatico, di

Copenhagen: al summit si cercano i soldi. E forse si trovano…

La protesta -non gradita- fuori dal palazzo, ha innescato una serie di reazioni anche all’interno del Bella Centre. L’associazione “Friends of the Earth” e’ stata buttata fuori, l’europarlamentare Jose’ Bove’ ha dovuto stendersi a terra per non essere cacciato..Ancora pochi passi in avanti nel negoziato, tranne che sul settore finanziario per lottare contro il cambiamento

La via italiana di Via Campesina

L’associazione “Michele Mancino” ha sede in Basilicata e dagli anni ’50 si batte per i diritti dei contadini in Italia. Dal 2001, al G8 di Genova, l’associazione ha intercettato i movimenti internazionali ed in particolare quello di Via Campesina con cui continua attivamente a collaborare. Il filo rosso che unisce le loro lotte li ha

Don’t buy the lie 04: Nuovi arresti, acqua e nucleare. Tutto normale a Copenhagen

Lavori a porte chiuse, porte chiuse dietro i manifestanti (in arresto e in gabbia), porte chiuse al tema dell’acqua all’interno del negoziato. Tutto normale a Copenhagen. Le sole aperture che si registrano riguardano il nucleare, anche se una coalizione di 350 organizzazioni e 50.000 firme raccolte ne chiedono l’esclusione dal negoziato ufficiale. Dopo gli scontri

Copenhagen: vertice ufficiale a porte chiuse, ma il nucleare entra dalla finestra

Il summit ufficiale continua a porte chiuse all’interno del Bella Centre. Tutti concordano sull’urgenza di trovare una soluzione, ma la corsa contro il tempo ancora non ha portato a risultati tangibili. Nel frattempo, torna a galla il nucleare, proposto da molti governi come una possibile soluzione al cambio climatico. Di fronte alla sede dei negoziati,

Copenaghen: l’acqua fuori dai negoziati di COP 15

Acqua come un bene comune, acqua come diritto umano. Questo il significato dell’iniziativa promossa dal World Political Forum che punta il dito contro il negoziato in corso dove il tema dell’acqua non e’ in agenda. “Ci sarebbe bisogno di una autorita’ internazionale dell’acqua sotto l’egida delle Nazioni Unite”, ha dichiarato Riccardo Petrella “e un protocollo

COP 15: i paesi africani lasciano il negoziato, ma poi rientrano

Con una mossa a sorpresa i rappresentanti dei Paesi Africani hanno lasciato la sede del negoziato per rientrarvi solo a fine pomeriggio. Si entra oggi nella settimana decisiva delle trattative. La Ministra Prestigiacomo parla di “dialogo tra sordi”, mentre fuori dal palazzo continuano le azioni dimostrative e di protesta. In generale viene sottolineata la mancanza

Il Green New Deal: a patto di salvaguardare il profitto

Un nuovo New Deal di Roosveltiana memoria, che possa prendere spunto dalle crisi in atto e rilanciare l’economia partendo da nuovi paradigmi. Questa l’idea di fondo lanciata questa mattina, lunedi 14 dicembre, in uno dei seminari che affollano le sale del Klima Forum dove i delegati da tutto il mondo prendono parte agli scambi di

Copenhagen: nuovi arresti…nel dubbio

Il dubbio che tutti questi arresti siano al limite della legittimita’ devono averlo avuto anche i giudici danesi, che non sono riusciti a trovare nessun capo d’imputazione per almeno nove decimi delle persone fermate sinora. Oggi, altri 150 attivisti sono stati arrestati nei dintorni del porto dove era previsto un blocco. Il porto pero’ non

Copenhagen: citta’ degli arresti preventivi

100.000, 400, 180. Questi i numeri della grande manifestazione che ha attraversato le vie di Copenaghen per chiedere giustizia climatica. 100.000 le persone che hanno marciato pacificamente, 400 le persone arrestate, 180 centimetri la statura media di un poliziotto danese. Iniziato intorno alle 13.00 di fronte al Parlamento, il corteo si è dipanato tranquillamente fino

Top