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	<title>Amisnet &#187; Radio Polifemo</title>
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	<description>Informazione Sociale Quotidiana</description>
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		<itunes:keywords>ambiente, conflitti, cooperazione, diritti, economia, politica, informazione sociale</itunes:keywords>
		<itunes:subtitle>Informazione sociale e programmi di approfondimento dalla redazione di AMISnet.</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Amisnet e' un'agenzia radiofonica attiva da oltre 9 anni. La sua principale attivita' consiste nella produzione e la distribuzione di prodotti radiofonici di approfondimento a circa 35 radio italiane. Il podcast e' una selezione quotidiana dei servizi audio distribuiti tramite i siti del network Amisnet.</itunes:summary>
		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
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		<title>Radio Polifemo 16: Randagismo, fuori legge tutto il Centro-Sud</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 22:20:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leonora Pigliucci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non c&#8217;è pace per i randagi di Sicilia: a 15 giorni dalle aggressioni di Scicli continua l&#8217;ondata di violenza e avvelenamenti ai danni dei cani che popolano le strade di città e paesi dell&#8217;isola, dove si conta l&#8217;80% dei comuni d&#8217;Italia privi di canili sanitari. Decine gli animali spariti e trovati morti o sfigurati, mentre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non c&#8217;è pace per i randagi di Sicilia: a 15 giorni dalle aggressioni di Scicli continua l&#8217;ondata di violenza e avvelenamenti ai danni dei cani che popolano le strade di città e paesi dell&#8217;isola, dove si conta l&#8217;80% dei comuni d&#8217;Italia privi di canili sanitari. Decine gli animali spariti e trovati morti o sfigurati, mentre piccoli gruppi di volontari lottano contro il tempo per trasferire nei rifugi del nord Italia quanti più cani possibile.</p>
<p>E mentre il veleno viene sparso un pò ovunque, in tutto il centro-sud colpito dalla psicosi del pericolo cani, a rischio è la popolazione intera : a Otranto già due bambini sono entrati in contatto con polpette avvelenate in un parco pubblico per fortuna senza conseguenze. Le cause effettive del randagismo (abbandoni, assenza di sterilizzazioni ma sopratutto di una cultura del rispetto degli esseri viventi) intanto persistono in gran parte del Paese, al sud ma non solo. Ad aggravarle l&#8217;operato dei  servizi veterinari Asl lenti, e troppo spesso inadempienti, nell&#8217;attuare piani di sterilizzazione dei cani liberi e nell&#8217;effettuare controlli su canili lager privati. Strutture queste al centro di un&#8217;ondata di sequestri per maltrattamento eppure in possesso di regolari autorizzazioni Asl.</p>
<p><strong>OSPITI: </strong>Viviana Nastasi, presidente dell&#8217;associazione Perle a 4 zampe</p>
<p>Andrea Cristofori, responsabile randagismo Lav</p>
<p><strong>IN REDAZIONE:</strong> Leonora Pigliucci</p>
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		<itunes:subtitle>Non c'egrave; pace per i randagi di Sicilia: a 15 giorni dalle aggressioni di Scicli continua l'ondata di violenza e avvelenamenti ai danni dei cani ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Non c'egrave; pace per i randagi di Sicilia: a 15 giorni dalle aggressioni di Scicli continua l'ondata di violenza e avvelenamenti ai danni dei cani che popolano le strade di cittagrave; e paesi dell'isola, dove si conta l'80% dei comuni d'Italia privi di canili sanitari. Decine gli animali spariti e trovati morti o sfigurati, mentre piccoli gruppi di volontari lottano contro il tempo per trasferire nei rifugi del nord Italia quanti piugrave; cani possibile.

E mentre il veleno viene sparso un pograve; ovunque, in tutto il centro-sud colpito dalla psicosi del pericolo cani, a rischio egrave; la popolazione intera : a Otranto giagrave; due bambini sono entrati in contatto con polpette avvelenate in un parco pubblico per fortuna senza conseguenze. Le cause effettive del randagismo (abbandoni, assenza di sterilizzazioni ma sopratutto di una cultura del rispetto degli esseri viventi) intanto persistono in gran parte del Paese, al sud ma non solo. Ad aggravarle l'operato deinbsp; servizi veterinari Asl lenti, e troppo spesso inadempienti, nell'attuare piani di sterilizzazione dei cani liberi e nell'effettuare controlli su canili lager privati. Strutture queste al centro di un'ondata di sequestri per maltrattamento eppure in possesso di regolari autorizzazioni Asl.

OSPITI: Viviana Nastasi, presidente dell'associazione Perle a 4 zampe

Andrea Cristofori, responsabile randagismo Lav

IN REDAZIONE: Leonora Pigliucci</itunes:summary>
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		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
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		<title>Radio Polifemo 15: Sicilia, tiro a segno sui cani randagi</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2009/03/24/radio-polifemo-15-sicilia-tiro-a-segno-sui-cani-randagi/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 11:20:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leonora Pigliucci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non si ferma la caccia ai randagi che si è scatenata a Modica, dove 3 persone sono state aggredite da un branco di cani abbandonati e affamati. Anche dopo lo stop agli spari autorizzati da un&#8217; ordinanza del sindaco Venticinque e bloccata dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini, la persecuzione degli animali continua: decine di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non si ferma la caccia ai randagi che si è scatenata a Modica, dove 3 persone sono state aggredite da un branco di cani abbandonati e affamati. Anche dopo lo stop agli spari autorizzati da un&#8217; ordinanza del sindaco Venticinque e bloccata dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini, la persecuzione degli animali continua: decine di cani sono stati uccisi da esche avvelenate sparse sul territorio, non solo siciliano, ma anche in tutto il centro sud.</p>
<p>Si uccidono e si perseguitano animali sopravvissuti all&#8217;abbandono da parte dell&#8217;uomo, o cresciuti da cucciolate tolte alle madri perché indesiderate. Animali che si radunano in branchi per sopravvivere, che si nutrono di rifiuti ai margini delle città e che diventano pericolosi a causa dell&#8217;irresponsabilità di chi abbandona, di chi non sterilizza, di chi vende e alleva cani per i quali non c&#8217;è più posto.  Mentre manca ancora un&#8217;anagrafe canina e la maggior parte dei canili italiani non sono che discariche fatiscenti dalle quali non c&#8217;è via d&#8217;uscita.</p>
<p>Con il nostro ospite parliamo del problema sociale rappresentato dal randagismo e e delle gravi carenze strutturali del nostro Paese nella gestione di un fenomeno imponente che non può più essere ignorato.</p>
<p><strong>OSPITE: </strong>Roberto Marchesini, zooantropologo</p>
<p><strong>IN REDAZIONE:</strong> Leonora Pigliucci</p>
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		<itunes:subtitle>Non si ferma la caccia ai randagi che si egrave; scatenata a Modica, dove 3 persone sono state aggredite da un branco di cani abbandonati ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Non si ferma la caccia ai randagi che si egrave; scatenata a Modica, dove 3 persone sono state aggredite da un branco di cani abbandonati e affamati. Anche dopo lo stop agli spari autorizzati da un' ordinanza del sindaco Venticinque e bloccata dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini, la persecuzione degli animali continua: decine di cani sono stati uccisi da esche avvelenate sparse sul territorio, non solo siciliano, ma anche in tutto il centro sud.

Si uccidono e si perseguitano animali sopravvissuti all'abbandono da parte dell'uomo, o cresciuti da cucciolate tolte alle madri percheacute; indesiderate. Animali che si radunano in branchi per sopravvivere, che si nutrono di rifiuti ai margini delle cittagrave; e che diventano pericolosi a causa dell'irresponsabilitagrave; di chi abbandona, di chi non sterilizza, di chi vende e alleva cani per i quali non c'egrave; piugrave; posto.nbsp; Mentre manca ancora un'anagrafe canina e la maggior parte dei canili italiani non sono che discariche fatiscenti dalle quali non c'egrave; via d'uscita.

Con il nostro ospite parliamo del problema sociale rappresentato dal randagismo e e delle gravi carenze strutturali del nostro Paese nella gestione di un fenomeno imponente che non puograve; piugrave; essere ignorato.

OSPITE: Roberto Marchesini, zooantropologo

IN REDAZIONE: Leonora Pigliucci</itunes:summary>
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		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
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		<title>Radio Polifemo 14: Caccia, in Parlamento la legge spara-tutti</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2009/03/17/radio-polifemo-14-caccia-in-parlamento-la-legge-spara-tutti/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 10:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leonora Pigliucci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Commissione ambiente ha dato il via libera al ddl Orsi, testo unico di modifica della legge 157/92 che regolamenta l&#8217;attività venatoria. Tra i provvedimenti un&#8221; foglio rosa&#8221; venatorio, che permetterà di imbracciare il fucile a 16 anni, apertura alla caccia nei Parchi e nelle aree protette, liberalizzazione delle esche vive, concessione alle Regioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Commissione ambiente ha dato il via libera al ddl Orsi, testo unico di modifica della legge 157/92 che regolamenta l&#8217;attività venatoria. Tra i provvedimenti un&#8221; foglio rosa&#8221; venatorio, che permetterà di imbracciare il fucile a 16 anni, apertura alla caccia nei Parchi e nelle aree protette, liberalizzazione delle esche vive, concessione alle Regioni di legiferare in deroga per prolungare la stagione di caccia e permettere l&#8217;abbattimento di qualsiasi specie (anche cani, gatti, lupi) ritenuta molesta.</p>
<p>A opporsi a questi provvedimento un massiccio fronte trasversale, formato oltre che dalle associazioni ambientaliste e animaliste, da numerose associazioni di agricoltori e anche da una parte consistente del mondo venatorio, rappresentata da Arcicaccia.</p>
<p>E mentre si va verso un ampliamento massiccio di modi e tempi concessi ai cacciatori  per uccidere,  la Ue minaccia l&#8217;Italia con pesanti sanzioni pecuniarie per l&#8217;uso indiscriminatato delle deroghe da parte delle Regioni che mettono a rischio il patrimonio faunistico europeo.</p>
<p>E intanto di caccia si continua a morire. Un&#8217;associazione raccoglie dalle cronache (poiché non esiste un monitoraggio ufficiale) i numeri degli incidenti che avvengono per colpa delle armi dei cacciatori ogni anno: decine di morti e feriti, colpevoli di essersi &#8220;arrischiati&#8221; nei boschi italiani, solo teoricamente patrimonio di tutti.</p>
<p><strong>Ospiti:</strong> Danilo Selvaggi, Lipu                                                                                 Daniela Casprini, Associazione Vittime della caccia</p>
<p><strong>In redazione:</strong> Leonora Pigliucci</p>
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		<itunes:subtitle>La Commissione ambiente ha dato il via libera al ddl Orsi, testo unico di modifica della legge 157/92 che regolamenta l'attivitagrave; venatoria. Tra i provvedimenti ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>La Commissione ambiente ha dato il via libera al ddl Orsi, testo unico di modifica della legge 157/92 che regolamenta l'attivitagrave; venatoria. Tra i provvedimenti un" foglio rosa" venatorio, che permetteragrave; di imbracciare il fucile a 16 anni, apertura alla caccia nei Parchi e nelle aree protette, liberalizzazione delle esche vive, concessione alle Regioni di legiferare in deroga per prolungare la stagione di caccia e permettere l'abbattimento di qualsiasi specie (anche cani, gatti, lupi) ritenuta molesta.

A opporsi a questi provvedimento un massiccio fronte trasversale, formato oltre che dalle associazioni ambientaliste e animaliste, da numerose associazioni di agricoltori e anche da una parte consistente del mondo venatorio, rappresentata da Arcicaccia.

E mentre si va verso un ampliamento massiccio di modi e tempi concessi ai cacciatorinbsp; per uccidere,nbsp; la Ue minaccia l'Italia con pesanti sanzioni pecuniarie per l'uso indiscriminatato delle deroghe da parte delle Regioni che mettono a rischio il patrimonio faunistico europeo.

E intanto di caccia si continua a morire. Un'associazione raccoglie dalle cronache (poicheacute; non esiste un monitoraggio ufficiale) i numeri degli incidenti che avvengono per colpa delle armi dei cacciatori ogni anno: decine di morti e feriti, colpevoli di essersi "arrischiati" nei boschi italiani, solo teoricamente patrimonio di tutti.

Ospiti: Danilo Selvaggi, Lipunbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; Daniela Casprini, Associazione Vittime della caccia

In redazione: Leonora Pigliucci</itunes:summary>
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		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
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		<title>Radio Polifemo 13: La sottile differenza tra uomo e scimpanzè</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2009/03/10/radio-polifemo-13-la-sottile-differenza-tra-uomo-e-scimpanze/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 09:52:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leonora Pigliucci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un&#8217;intervista con Daniela De Donno, responsabile dell&#8217;ufficio italiano del Jane Goodall Institute, per conoscere le scimmie antropomorfe ancora utilizzate dai laboratori di vivisezione. Animali evoluti come gli scimpanzè, con relazioni sociali complesse, che utilizzano strumenti e usano stratagemmi per conquistare un posto nella gerarchia della loro società.
La famosa primatologa Goodall è tra le sostenitrici del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;intervista con Daniela De Donno, responsabile dell&#8217;ufficio italiano del Jane Goodall Institute, per conoscere le scimmie antropomorfe ancora utilizzate dai laboratori di vivisezione. Animali evoluti come gli scimpanzè, con relazioni sociali complesse, che utilizzano strumenti e usano stratagemmi per conquistare un posto nella gerarchia della loro società.</p>
<p>La famosa primatologa Goodall è tra le sostenitrici del progtto Grande Scimmia, il manifesto redatto dai filosofi Peter Singer e Paola Cavalieri che ridiscute il confine tra primati umani e non umani, e chiede che si riconoscano i nostri cugini primi come soggetti di diritto,  il loro diritto alla vita e alla libertà.</p>
<p>Per saperne di più del progetto Grande Scimmia ascolta  l&#8217;intervista di Khaldoun a <a href="http://http://amisnet.org/agenzia/2008/07/03/spagna-i-diritti-fondamentali-vanno-oltre-la-specie/">Paola Cavalieri</a> del 3 luglio 2008 sulla decisione del parlamento spagnolo di abbracciare il progetto</p>
<p><strong>OSPITE: </strong>Daniela De Donno, responsabile Jane Goodall Institute Italia</p>
<p><strong>IN REDAZIONE: </strong>Leonora Pigliucci</p>
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		<itunes:subtitle>Un'intervista con Daniela De Donno, responsabile dell'ufficio italiano del Jane Goodall Institute, per conoscere le scimmie antropomorfe ancora utilizzate dai laboratori di vivisezione. Animali evoluti ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Un'intervista con Daniela De Donno, responsabile dell'ufficio italiano del Jane Goodall Institute, per conoscere le scimmie antropomorfe ancora utilizzate dai laboratori di vivisezione. Animali evoluti come gli scimpanzegrave;, con relazioni sociali complesse, che utilizzano strumenti e usano stratagemmi per conquistare un posto nella gerarchia della loro societagrave;.

La famosa primatologa Goodall egrave; tra le sostenitrici del progtto Grande Scimmia, il manifesto redatto dai filosofi Peter Singer e Paola Cavalieri che ridiscute il confine tra primati umani e non umani, e chiede che si riconoscano i nostri cugini primi come soggetti di diritto,nbsp; il loro diritto alla vita e alla libertagrave;.

Per saperne di piugrave; del progetto Grande Scimmia ascoltanbsp; l'intervista di Khaldoun a Paola Cavalieri del 3 luglio 2008 sulla decisione del parlamento spagnolo di abbracciare il progetto

OSPITE: Daniela De Donno, responsabile Jane Goodall Institute Italia

IN REDAZIONE: Leonora Pigliucci</itunes:summary>
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		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
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		<title>Radio Polifemo 12: La vergogna della vivisezione sui primati</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2009/03/03/radio-polifemo-12-la-vergogna-della-vivisezione-sui-primati/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 12:07:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leonora Pigliucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Radio Polifemo]]></category>
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		<description><![CDATA[Bocciata dalla Commissione europea la proposta del Parlamento di inserire nella bozza di modifica della direttiva 86/609/CEE sulla vivisezione il divieto di sperimentare sulle grandi scimmie. Il massacro continua: i primati continueranno ad essere utilizzati per crudeli esperimenti di neuroscienze, che ne intaccano la struttura cerebrale, alterando il senso del tempo e dello spazio, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bocciata dalla Commissione europea la proposta del Parlamento di inserire nella bozza di modifica della direttiva 86/609/CEE sulla vivisezione il divieto di sperimentare sulle grandi scimmie. Il massacro continua: i primati continueranno ad essere utilizzati per crudeli esperimenti di neuroscienze, che ne intaccano la struttura cerebrale, alterando il senso del tempo e dello spazio, e futuristici xenotrapianti. Si continua nonostante la stessa scienza abbia accertato la complessità emotiva e intellettuale delle scimmie antropomorfe che arrivano a condividere con l&#8217;essere umano sino all&#8217;99% del patrimonio genetico. Si continua nonostante l&#8217;inutilità di esperimenti crudeli che quasi mai portano a terapie utili alla cura delle persone poiché applicate su patologie artificiali, indotte e non reali (il 92% delle sostanze innocue per gli animali da laboratorio scartati alle prime applicazioni sull&#8217;uomo).</p>
<p><strong>OSPITE: </strong>Michela Kuan, responsabile vivisezione della Lav</p>
<p><strong>IN REDAZIONE: </strong>Leonora Pigliucci</p>
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		<itunes:summary>Bocciata dalla Commissione europea la proposta del Parlamento di inserire nella bozza di modifica della direttiva 86/609/CEE sulla vivisezione il divieto di sperimentare sulle grandi scimmie. Il massacro continua: i primati continueranno ad essere utilizzati per crudeli esperimenti di neuroscienze, che ne intaccano la struttura cerebrale, alterando il senso del tempo e dello spazio, e futuristici xenotrapianti. Si continua nonostante la stessa scienza abbia accertato la complessitagrave; emotiva e intellettuale delle scimmie antropomorfe che arrivano a condividere con l'essere umano sino all'99% del patrimonio genetico. Si continua nonostante l'inutilitagrave; di esperimenti crudeli che quasi mai portano a terapie utili alla cura delle persone poicheacute; applicate su patologie artificiali, indotte e non reali (il 92% delle sostanze innocue per gli animali da laboratorio scartati alle prime applicazioni sull'uomo).

OSPITE: Michela Kuan, responsabile vivisezione della Lav

IN REDAZIONE: Leonora Pigliucci</itunes:summary>
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		<title>Radio Polifemo 11: Lo scandalo italiano dell&#8217;import/export dei cani</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 09:09:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leonora Pigliucci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due dossier di Lav e Aidaa svelano la presenza di traffici illegali di animali domestici che interessano il nostro paese, randagi del sud Italia deportati nei laboratori di vivisezione europei e cuccioli di razza che entrano clandestinamente dall&#8217;Europa dell&#8217;est per essere poi venduti con certificati di nascita italiani.
Tratte illegali che secondo Lorenzo Croce, presidente dell&#8217;Aidaa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due dossier di Lav e Aidaa svelano la presenza di traffici illegali di animali domestici che interessano il nostro paese, randagi del sud Italia deportati nei laboratori di vivisezione europei e cuccioli di razza che entrano clandestinamente dall&#8217;Europa dell&#8217;est per essere poi venduti con certificati di nascita italiani.</p>
<p>Tratte illegali che secondo Lorenzo Croce, presidente dell&#8217;Aidaa, potrebbero essere anche collegate tra loro: in numero enorme i cani vengono, infatti,  portati per essere commercializzati nel nostro Paese e per quelli che restano invenduti probabilmente si apre la strada per il mercato nero della vivisezione.</p>
<p><strong>OSPITI: </strong>Lorenzo Croce,  presidente associazione Aidaa</p>
<p>Ilaria Innocenti, responsabile cani e gatti della Lav</p>
<p><strong>IN REDAZIONE: </strong>Leonora Pigliucci</p>
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		<itunes:summary>Due dossier di Lav e Aidaa svelano la presenza di traffici illegali di animali domestici che interessano il nostro paese, randagi del sud Italia deportati nei laboratori di vivisezione europei e cuccioli di razza che entrano clandestinamente dall'Europa dell'est per essere poi venduti con certificati di nascita italiani.

Tratte illegali che secondo Lorenzo Croce, presidente dell'Aidaa, potrebbero essere anche collegate tra loro: in numero enorme i cani vengono, infatti,nbsp; portati per essere commercializzati nel nostro Paese e per quelli che restano invenduti probabilmente si apre la strada per il mercato nero della vivisezione.

OSPITI: Lorenzo Croce,nbsp; presidente associazione Aidaa

Ilaria Innocenti, responsabile cani e gatti della Lav

IN REDAZIONE: Leonora Pigliucci</itunes:summary>
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		<title>Radio Polifemo 10: Bracconaggio, piaga italiana</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 10:31:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Khaldoun</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre al Senato sono in discussione disegni di legge che vanno in direzione di una depenalizzazione dei reati di bracconaggio, la Ue ha aperto diverse procedure d&#8217;infrazione nei confronti del nostro Paese per l&#8217;insufficiente protezione della fauna selvatica. Nel mirino della commissione europea sopratutto le deroghe concesse a livello regionale per il prolungamento della stagione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre al Senato sono in discussione disegni di legge che vanno in direzione di una depenalizzazione dei reati di bracconaggio, la Ue ha aperto diverse procedure d&#8217;infrazione nei confronti del nostro Paese per l&#8217;insufficiente protezione della fauna selvatica. Nel mirino della commissione europea sopratutto le deroghe concesse a livello regionale per il prolungamento della stagione venatoria oltre i limiti stabiliti per legge. Solo quest&#8217;anno anno sotto il fuoco delle doppiette sono già caduti 2 milioni di uccelli &#8220;di troppo&#8221;.</p>
<p>Il nostro ospite Giovanni Albarella fa il punto sulle dimensioni del fenomeno della caccia illegale in Italia e sulle sue modalità.  Fenomeno complesso, che riguarda in particolare gli uccelli, ma anche mammiferi come cinghiali, volpi e faine che rischiano di incappare in esche avvelenate e lacci metallici posti da agricoltori, per tenerli lontani dai campi coltivati e dai cacciatori, che li eliminano in quanto predatori, per non avere concorrenti nelle battute di caccia.</p>
<p>CI colleghiamo infine con Piero Liberati, attivista della Fondazione Vallevegan, impegnato proprio durante la nostra registrazione in un&#8217;azione di antibracconaggio nelle campagne laziali che spiega come riconoscere le trappole per cinghiali, rischiose anche per i bambini e gli animali domestici.</p>
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		<itunes:summary>Mentre al Senato sono in discussione disegni di legge che vanno in direzione di una depenalizzazione dei reati di bracconaggio, la Ue ha aperto diverse procedure d'infrazione nei confronti del nostro Paese per l'insufficiente protezione della fauna selvatica. Nel mirino della commissione europea sopratutto le deroghe concesse a livello regionale per il prolungamento della stagione venatoria oltre i limiti stabiliti per legge. Solo quest'anno anno sotto il fuoco delle doppiette sono giagrave; caduti 2 milioni di uccelli "di troppo".

Il nostro ospite Giovanni Albarella fa il punto sulle dimensioni del fenomeno della caccia illegale in Italia e sulle sue modalitagrave;.nbsp; Fenomeno complesso, che riguarda in particolare gli uccelli, ma anche mammiferi come cinghiali, volpi e faine che rischiano di incappare in esche avvelenate e lacci metallici posti da agricoltori, per tenerli lontani dai campi coltivati e dai cacciatori, che li eliminano in quanto predatori, per non avere concorrenti nelle battute di caccia.

CI colleghiamo infine con Piero Liberati, attivista della Fondazione Vallevegan, impegnato proprio durante la nostra registrazione in un'azione di antibracconaggio nelle campagne laziali che spiega come riconoscere le trappole per cinghiali, rischiose anche per i bambini e gli animali domestici.</itunes:summary>
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		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
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		<title>Radio Polifemo 09: Per cani e gatti c&#8217;è il tribunale degli animali</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2009/02/10/radio-polifemo-09-per-cani-e-gatti-ce-il-tribunale-degli-animali/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 06:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leonora Pigliucci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con Lorenzo Croce presidente dell&#8217;associazione Aidaa parliamo del primo Tribunale degli animali, camera arbitrale che ha aperto a Parma e che entro aprile avrà 13 sedi in tutto il territorio nazionale. Un pool di avvocati a disposizione di chi debba risolvere contenziosi legati alla gestione degli animali di affezione e alla loro convivenza con le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con Lorenzo Croce presidente dell&#8217;associazione Aidaa parliamo del primo Tribunale degli animali, camera arbitrale che ha aperto a Parma e che entro aprile avrà 13 sedi in tutto il territorio nazionale. Un pool di avvocati a disposizione di chi debba risolvere contenziosi legati alla gestione degli animali di affezione e alla loro convivenza con le persone.</p>
<p>Il discorso si allarga ad una analisi della legge 189/2004 sul maltrattamento, che in teoria riconosce gli animali d&#8217;affezione come soggetti di diritto.  In realtà dall&#8217;entrata in vigore della normativa  solo 11 processi sono arrivati alla fase del giudizio, solo 2 hanno portato alla condanna penale e solo in un caso è scattata la carcerazione, durata pochi giorni. La presunta soggettività di diritto, inoltre, viene contraddetta dalle eccezioni concesse dalla legge e dalla contradditorietà con altre norme.</p>
<p><strong>OSPITE: </strong> Lorenzo Croce, presidente Aidaa</p>
<p><strong>IN REDAZIONE: </strong> Leonora Pigliucci</p>
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		<itunes:subtitle>Con Lorenzo Croce presidente dell'associazione Aidaa parliamo del primo Tribunale degli animali, camera arbitrale che ha aperto a Parma e che entro aprile avragrave; 13 ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Con Lorenzo Croce presidente dell'associazione Aidaa parliamo del primo Tribunale degli animali, camera arbitrale che ha aperto a Parma e che entro aprile avragrave; 13 sedi in tutto il territorio nazionale. Un pool di avvocati a disposizione di chi debba risolvere contenziosi legati alla gestione degli animali di affezione e alla loro convivenza con le persone.

Il discorso si allarga ad una analisi della legge 189/2004 sul maltrattamento, che in teoria riconosce gli animali d'affezione come soggetti di diritto.nbsp; In realtagrave; dall'entrata in vigore della normativanbsp; solo 11 processi sono arrivati alla fase del giudizio, solo 2 hanno portato alla condanna penale e solo in un caso egrave; scattata la carcerazione, durata pochi giorni. La presunta soggettivitagrave; di diritto, inoltre, viene contraddetta dalle eccezioni concesse dalla legge e dalla contradditorietagrave; con altre norme.

OSPITE:  Lorenzo Croce, presidente Aidaa

IN REDAZIONE:  Leonora Pigliucci</itunes:summary>
		<itunes:keywords>In,Evidenza,,Politica,,Radio,Polifemo</itunes:keywords>
		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
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		<title>Radio Polifemo 08: Balene, la guerra del Giappone ai sovrani del mare</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2009/01/27/radio-polifemo-08-balene-la-guerra-del-giappone-ai-sovrani-del-mare/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 14:34:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leonora Pigliucci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Migliaia di cetacei ogni anno cadono sotto i colpi di arpioni esplosivi lanciati dalla baleniere di Islanda, Norvegia e Giappone. Il motivo la commercializzazione della carne di balena, la cui produzione riceve sussidi statali nonostante anche quest&#8217;anno la produzione sia stata sovrabbondante rispetto alla sempre inferiore richiesta.
Un&#8217;attività venatoria violenta e nociva per l&#8217;ambiente, visto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Migliaia di cetacei ogni anno cadono sotto i colpi di arpioni esplosivi lanciati dalla baleniere di Islanda, Norvegia e Giappone. Il motivo la commercializzazione della carne di balena, la cui produzione riceve sussidi statali nonostante anche quest&#8217;anno la produzione sia stata sovrabbondante rispetto alla sempre inferiore richiesta.</p>
<p>Un&#8217;attività venatoria violenta e nociva per l&#8217;ambiente, visto il ruolo fondamentale per l&#8217;ecosistema oceanico delle balene, predatori epicali essenziali per l&#8217;equilibrio della fauna. Associazioni ambientaliste sono schierate da sempre conto questo massacro. Dagli anni 70 Greenpeace segue i balenieri, documenta e tenta di impedire la caccia. Ma contro i cacciatori di balena ci sono anche dei pirati, quelli della Sea Shepard Conservation Society, che speronano le navi e le cacciano a largo lontano dai cetacei. Secondo un comunicato di gennaio, in tre settimane di inseguimenti ai cacciatori giapponesi, neanche un cetaceo è stato abbattuto.</p>
<p><strong>OSPITE: </strong>Alessandro Giannì, responsabile campagne mare di Greenpeace</p>
<p><strong>IN REDAZIONE: </strong>Leonora Pigliucci</p>
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		<itunes:subtitle>Migliaia di cetacei ogni anno cadono sotto i colpi di arpioni esplosivi lanciati dalla baleniere di Islanda, Norvegia e Giappone. Il motivo la commercializzazione della ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Migliaia di cetacei ogni anno cadono sotto i colpi di arpioni esplosivi lanciati dalla baleniere di Islanda, Norvegia e Giappone. Il motivo la commercializzazione della carne di balena, la cui produzione riceve sussidi statali nonostante anche quest'anno la produzione sia stata sovrabbondante rispetto alla sempre inferiore richiesta.

Un'attivitagrave; venatoria violenta e nociva per l'ambiente, visto il ruolo fondamentale per l'ecosistema oceanico delle balene, predatori epicali essenziali per l'equilibrio della fauna. Associazioni ambientaliste sono schierate da sempre conto questo massacro. Dagli anni 70 Greenpeace segue i balenieri, documenta e tenta di impedire la caccia. Ma contro i cacciatori di balena ci sono anche dei pirati, quelli della Sea Shepard Conservation Society, che speronano le navi e le cacciano a largo lontano dai cetacei. Secondo un comunicato di gennaio, in tre settimane di inseguimenti ai cacciatori giapponesi, neanche un cetaceo egrave; stato abbattuto.

OSPITE: Alessandro Giannigrave;, responsabile campagne mare di Greenpeace

IN REDAZIONE: Leonora Pigliucci</itunes:summary>
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		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
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		<title>Radio Polifemo 07: Pellicce, boicotta e la moda si fa etica</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2009/01/20/radio-polifemo-07-pellicce-boicotta-e-la-moda-si-fa-etica-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 10:58:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leonora Pigliucci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oltre 50 milioni di animali vengono uccisi ogni anno nel mondo per produrre capi in pelliccia. Solo in Italia sono 200.000 animali, provenienti da 20 allevamenti di visoni e cincillà sparsi sul territorio nazionale. Secondo quanto detta la moda attuale, il pelo non serve a confezionare cappotti, ma viene usato per bordi, colli e guarnizioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre 50 milioni di animali vengono uccisi ogni anno nel mondo per produrre capi in pelliccia. Solo in Italia sono 200.000 animali, provenienti da 20 allevamenti di visoni e cincillà sparsi sul territorio nazionale. Secondo quanto detta la moda attuale, il pelo non serve a confezionare cappotti, ma viene usato per bordi, colli e guarnizioni di giacche dal taglio moderno. Difficile conoscerne la provenienza: dall&#8217;ingresso nel mercato della Cina, infatti, si sono diffusi anche capi in pelo di cane e gatto, vietati in Europa e negli Stati Uniti, ma ugualmente esportati illegalmente in tutto il mondo. Ad ottenere il divieto all&#8217;importazione di prodotti derivanti dall&#8217;uccisione di animali domestici ha contribuito una incisiva campagna della Lega antivivisezione che ha distribuito un video sugli allevamenti cinesi, ancora visibile sul sito www.nonlosapevo.com.</p>
<p>Che si tratti di cani o visoni, Cina o Europa, sulle modalità di allevamento e scuoiamento, comunque, poco cambia. Gli animali vengono tenuti all&#8217;addiaccio, così da infoltirne il pelo, chiusi in gabbie strettissime nelle quali trascorrono l&#8217;intera esistenza. La morte avviene per soffocamento nelle camere a gas, o per scuoiamento attraverso la micidiale pratica dell&#8217;elettrocuzione.</p>
<p>Il movimento di liberazione animale che si occupa di pellicce è molto imponente, sia in Italia che in Europa. E sta ottenendo grossi risultati. In Inghilterra gli allevamenti di animali da pelliccia  sono vietati dal 2003. Nel nostro Paese il loro numero è sceso da 125 a 20 in 15 anni, per il crollo degli acquisti di pelo di provenienza italiana (anche per la concorrenza dall&#8217;estero) e per il colpo inferto da numerosissime liberazioni di animali avvenute negli allevamenti di visoni, bersaglio privilegiato di animalisti radicali. Anziché con azioni illegali, come le liberazioni di animali, o campagne di divulgazione,  negli ultimi anni però l&#8217;azione contro le pellicce è stata organizzata secondo una vera e propria strategia che punta a colpire gli interessi economici della distribuzione: già Coin, Oviesse, la Rinascente, oltre al marchio internazionale Diesel, hanno firmato l&#8217;impegno a non vendere più pellicce in seguito a campagne mirate e martellanti. Per tutte le informazioni www.campagnaaip.net</p>
<p><strong>OSPITE: </strong> Antonio Favara, attivista di Romantispecismo</p>
<p><strong>IN REDAZIONE: </strong> Leonora Pigliucci, Khaldoun</p>
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		<itunes:subtitle>Oltre 50 milioni di animali vengono uccisi ogni anno nel mondo per produrre capi in pelliccia. Solo in Italia sono 200.000 animali, provenienti da 20 ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Oltre 50 milioni di animali vengono uccisi ogni anno nel mondo per produrre capi in pelliccia. Solo in Italia sono 200.000 animali, provenienti da 20 allevamenti di visoni e cincillagrave; sparsi sul territorio nazionale. Secondo quanto detta la moda attuale, il pelo non serve a confezionare cappotti, ma viene usato per bordi, colli e guarnizioni di giacche dal taglio moderno. Difficile conoscerne la provenienza: dall'ingresso nel mercato della Cina, infatti, si sono diffusi anche capi in pelo di cane e gatto, vietati in Europa e negli Stati Uniti, ma ugualmente esportati illegalmente in tutto il mondo. Ad ottenere il divieto all'importazione di prodotti derivanti dall'uccisione di animali domestici ha contribuito una incisiva campagna della Lega antivivisezione che ha distribuito un video sugli allevamenti cinesi, ancora visibile sul sito www.nonlosapevo.com.

Che si tratti di cani o visoni, Cina o Europa, sulle modalitagrave; di allevamento e scuoiamento, comunque, poco cambia. Gli animali vengono tenuti all'addiaccio, cosigrave; da infoltirne il pelo, chiusi in gabbie strettissime nelle quali trascorrono l'intera esistenza. La morte avviene per soffocamento nelle camere a gas, o per scuoiamento attraverso la micidiale pratica dell'elettrocuzione.

Il movimento di liberazione animale che si occupa di pellicce egrave; molto imponente, sia in Italia che in Europa. E sta ottenendo grossi risultati. In Inghilterra gli allevamenti di animali da pelliccianbsp; sono vietati dal 2003. Nel nostro Paese il loro numero egrave; sceso da 125 a 20 in 15 anni, per il crollo degli acquisti di pelo di provenienza italiana (anche per la concorrenza dall'estero) e per il colpo inferto da numerosissime liberazioni di animali avvenute negli allevamenti di visoni, bersaglio privilegiato di animalisti radicali. Anzicheacute; con azioni illegali, come le liberazioni di animali, o campagne di divulgazione,nbsp; negli ultimi anni perograve; l'azione contro le pellicce egrave; stata organizzata secondo una vera e propria strategia che punta a colpire gli interessi economici della distribuzione: giagrave; Coin, Oviesse, la Rinascente, oltre al marchio internazionale Diesel, hanno firmato l'impegno a non vendere piugrave; pellicce in seguito a campagne mirate e martellanti. Per tutte le informazioni www.campagnaaip.net

OSPITE:  Antonio Favara, attivista di Romantispecismo

IN REDAZIONE:  Leonora Pigliucci, Khaldoun</itunes:summary>
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