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	<title>Amisnet &#187; Rubriche</title>
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	<description>Informazione Sociale Quotidiana</description>
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		<category>News &amp; Politics</category>
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		<itunes:keywords>ambiente, conflitti, cooperazione, diritti, economia, politica, informazione sociale</itunes:keywords>
		<itunes:subtitle>Informazione sociale e programmi di approfondimento dalla redazione di AMISnet.</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Amisnet e' un'agenzia radiofonica attiva da oltre 9 anni. La sua principale attivita' consiste nella produzione e la distribuzione di prodotti radiofonici di approfondimento a circa 35 radio italiane. Il podcast e' una selezione quotidiana dei servizi audio distribuiti tramite i siti del network Amisnet.</itunes:summary>
		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
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			<title>Amisnet</title>
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		<title>La Tenda Rossa</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 10:43:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AMISnet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Università del crimine sociale, UCS, lavora nel campo della formazione e nella produzione di informazione sperimentando nuovi linguaggi. Il lessico fintamente asettico del giornalismo attuale non è più sufficiente per descrivere la realtà. La letteratura può fornire un apporto importante nel racconto, nella rappresentazione della realtà, introducendo la soggettività del giornalista nella narrazione dei fatti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’<a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=116408851704743&amp;ref=ts">Università del crimine sociale</a>, UCS, lavora nel campo della formazione e nella produzione di informazione sperimentando nuovi linguaggi. Il lessico fintamente asettico del giornalismo attuale non è più sufficiente per descrivere la realtà. La letteratura può fornire un apporto importante nel racconto, nella rappresentazione della realtà, introducendo la soggettività del giornalista nella narrazione dei fatti, agganciando tale soggettività ad una griglia interpretativa di fondo. Come primo esperimento in tal senso abbiamo preso le Lezioni americane di Calvino, la visione che lo scrittore ha voluto lasciare della letteratura del terzo millennio, ed abbiamo trattato i concetti di leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità, e li abbiamo trasposti alla vita di tutti i giorni.</p>
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		<title>Enlazando Alternativas: un bilancio.</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 17:08:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AMISnet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allacciando Alternative]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[A cura di Elise  Melot e Ciro Colonna
Chiudiamo oggi le nostre corrispondenze dal vertice tra Unione Europea e paesi latino americani e caraibici che si è tenuto a Madrid. Nei giorni scorsi, oltre al vertice ufficiale, abbiamo largamente documentato i lavori del contro-vertice Enlazando Alternativas. Proviamo oggi a tracciare un primo bilancio critico delle due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A cura di Elise  Melot e Ciro Colonna</p>
<p>Chiudiamo oggi le nostre corrispondenze dal vertice tra Unione Europea e paesi latino americani e caraibici che si è tenuto a Madrid. Nei giorni scorsi, oltre al vertice ufficiale, abbiamo largamente documentato i lavori del contro-vertice Enlazando Alternativas. Proviamo oggi a tracciare un primo bilancio critico delle due iniziative che si sono svolte in parallelo, bilancio che sarà necessariamente parziale e non esaustivo.<br />
Innanzitutto il vertice ufficiale che &#8211; nel contesto della crisi di sistema che coinvolge entrambi i continenti in questione, pur con importanti specifiche territoriali &#8211; è sembrato un incontro quanto mai &#8220;blindato&#8221;, in cui la parte europea aveva molto chiaro quali fossero i propri obiettivi (ottenere maggior spazio di manovra per le proprie aziende in latino america ed irrobustire la propria penetrazione economica e commerciale). Sul fronte latino americano le posizioni dei governi &#8220;compiacenti&#8221; sono apparse più che inclini a sottoscrivere gli accordi proposti dalla parte europea e quelle dei governi meno &#8220;allineate&#8221; dotate di poche possibilità di sottrarsi o di incidere sui processi decisionali. Così, le negoziazione in vista dalla firma di un accordo di libero scambio di merci tra l&#8217;Unione Europea e il Mercosur &#8211; la comunità economica che comprende l&#8217;Uruguay, il Paraguay e due giganti dell&#8217;economia latino-americana quali il Brasile e l&#8217;Argentina &#8211; sono stati riavviati. Inoltre, durante il vertice, l&#8217;Europa ha ottenuto la firma di un accordo commerciale con i paesi dell&#8217;America Centrale ma anche con la Colombia e il Perù.</p>
<p>D&#8217;altro canto il contro-vertice si è sviluppato, secondo uno schema ormai consueto per i grandi forum sociali, nell&#8217;articolazione di numerosi laboratori, nei quali realtà anche molto distanti tra loro (non solo dal punto di vista geografico) hanno provato a mettere in comune pratiche e lessico per affrontare problemi di portata globale.<br />
Ci sentiamo di annotare quanto la differenza e la distanza tra i vari movimenti che lo hanno dato vita al Forum abbia purtroppo giocato un ruolo significativo, nei termini di una difficoltà a parlare un linguaggio comune e a costruire un&#8217;efficace progettualità politica e di intervento. Ricordiamo che l&#8217;incontro è arrivato alla sua 4 edizione, e che già dalla seconda il Tribunale Permanente dei Popoli vi partecipa. Durante questi anni, il lavoro della rete bi-regionale e del Tribunale, basato sullo studio scrupoloso di casi specifici, ha permesso lo sviluppo di analisi molto precise delle dinamiche con effetti spesso disastrosi per le popolazioni locali, in atto in America Latina, di cui sono attori le aziende europee affiancate dalle stesse istituzioni.<br />
Anche su questo fronte sono però probabilmente mancate iniziative di comunicazione con il vertice ufficiale, che infatti si è svolto senza prendere nella benchè minima considerazione i lavori di Enlazando Alternativas.</p>
<p>Questi elementi inducono a ragionare sull&#8217;opportunità di ripensare la forma onnicomprensiva in cui si svolgono alcuni di questi grandi forum, forma che sembra sempre più essere autoreferenziale e incapace di incidere sulle dinamiche reali.<br />
Abbiamo parlato con Francesco Martone, membro del Tribunale Permanente dei Popoli, per cercare di capire insieme a lui quali possano essere le criticità e le prospettive di sviluppo e di rilancio di questi percorsi.</p>
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		<itunes:subtitle>A cura di Elisenbsp; Melot e Ciro Colonna

Chiudiamo oggi le nostre corrispondenze dal vertice tra Unione Europea e paesi latino americani e caraibici che si ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>A cura di Elisenbsp; Melot e Ciro Colonna

Chiudiamo oggi le nostre corrispondenze dal vertice tra Unione Europea e paesi latino americani e caraibici che si egrave; tenuto a Madrid. Nei giorni scorsi, oltre al vertice ufficiale, abbiamo largamente documentato i lavori del contro-vertice Enlazando Alternativas. Proviamo oggi a tracciare un primo bilancio critico delle due iniziative che si sono svolte in parallelo, bilancio che saragrave; necessariamente parziale e non esaustivo.
Innanzitutto il vertice ufficiale che - nel contesto della crisi di sistema che coinvolge entrambi i continenti in questione, pur con importanti specifiche territoriali - egrave; sembrato un incontro quanto mai "blindato", in cui la parte europea aveva molto chiaro quali fossero i propri obiettivi (ottenere maggior spazio di manovra per le proprie aziende in latino america ed irrobustire la propria penetrazione economica e commerciale). Sul fronte latino americano le posizioni dei governi "compiacenti" sono apparse piugrave; che inclini a sottoscrivere gli accordi proposti dalla parte europea e quelle dei governi meno "allineate" dotate di poche possibilitagrave; di sottrarsi o di incidere sui processi decisionali. Cosigrave;, le negoziazione in vista dalla firma di un accordo di libero scambio di merci tra l'Unione Europea e il Mercosur - la comunitagrave; economica che comprende l'Uruguay, il Paraguay e due giganti dell'economia latino-americana quali il Brasile e l'Argentina - sono stati riavviati. Inoltre, durante il vertice, l'Europa ha ottenuto la firma di un accordo commerciale con i paesi dell'America Centrale ma anche con la Colombia e il Perugrave;.

D'altro canto il contro-vertice si egrave; sviluppato, secondo uno schema ormai consueto per i grandi forum sociali, nell'articolazione di numerosi laboratori, nei quali realtagrave; anche molto distanti tra loro (non solo dal punto di vista geografico) hanno provato a mettere in comune pratiche e lessico per affrontare problemi di portata globale.
Ci sentiamo di annotare quanto la differenza e la distanza tra i vari movimenti che lo hanno dato vita al Forum abbia purtroppo giocato un ruolo significativo, nei termini di una difficoltagrave; a parlare un linguaggio comune e a costruire un'efficace progettualitagrave; politica e di intervento. Ricordiamo che l'incontro egrave; arrivato alla sua 4 edizione, e che giagrave; dalla seconda il Tribunale Permanente dei Popoli vi partecipa. Durante questi anni, il lavoro della rete bi-regionale e del Tribunale, basato sullo studio scrupoloso di casi specifici, ha permesso lo sviluppo di analisi molto precise delle dinamiche con effetti spesso disastrosi per le popolazioni locali, in atto in America Latina, di cui sono attori le aziende europee affiancate dalle stesse istituzioni.
Anche su questo fronte sono perograve; probabilmente mancate iniziative di comunicazione con il vertice ufficiale, che infatti si egrave; svolto senza prendere nella benchegrave; minima considerazione i lavori di Enlazando Alternativas.

Questi elementi inducono a ragionare sull'opportunitagrave; di ripensare la forma onnicomprensiva in cui si svolgono alcuni di questi grandi forum, forma che sembra sempre piugrave; essere autoreferenziale e incapace di incidere sulle dinamiche reali.
Abbiamo parlato con Francesco Martone, membro del Tribunale Permanente dei Popoli, per cercare di capire insieme a lui quali possano essere le criticitagrave; e le prospettive di sviluppo e di rilancio di questi percorsi.</itunes:summary>
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		<title>Vertice Unione Europea-America Latina: stupore nella sala stampa</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 12:31:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elise Melot</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stupore ieri sera nella sala riservata alla stampa nel padiglione 14 della Fiera di Madrid-IFEMA, dove si svolgono gli incontri preliminari al vertice Unione Europea-America Latina. L&#8217;accesso a più pagine internet, tutte di ONG in difesa dei diritti umani &#8211; Amnesty International, Survival &#8211; o di organizzazioni che criticano le politiche liberiste dell&#8217;Unione Europea &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stupore ieri sera nella sala riservata alla stampa nel padiglione 14 della Fiera di Madrid-IFEMA, dove si svolgono gli incontri preliminari al vertice Unione Europea-America Latina. L&#8217;accesso a più pagine internet, tutte di ONG in difesa dei diritti umani &#8211; Amnesty International, Survival &#8211; o di organizzazioni che criticano le politiche liberiste dell&#8217;Unione Europea &#8211; tra cui anche quella di Enlazando Alternativas &#8211; non erano accessibili. Da notare che proprio ieri Amnesty International ha inviatouna lettera alla Comunità Europea , con l&#8217;esplicita richiesta di trattare nel corso del vertice il tema delle violazioni dei diritti umani in Colombia.<br />
Appariva infatti la scritta &#8220;la pagina internet non è accessibile per ragioni di sicurezza&#8221;, il tutto a firma della Presidenza Spagnola dell&#8217;EU. La spiegazione tecnica data dallo staff è che l&#8217;operatore internet, come previsto da contratto, blocca automaticamente pagine con contenuti violenti o relativi al sesso grazie a delle parole chiave. Nonostante le richieste dei giornalisti dell&#8217;agenzia brasiliana Pulsar, nessun portavoce della sala stampa è venuto per dare una spiegazione, e le pagine interdette dopo un po&#8217; sono semplicemente riapparse.</p>
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		<itunes:subtitle>Stupore ieri sera nella sala riservata alla stampa nel padiglione 14 della Fiera di Madrid-IFEMA, dove si svolgono gli incontri preliminari al vertice Unione Europea-America ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Stupore ieri sera nella sala riservata alla stampa nel padiglione 14 della Fiera di Madrid-IFEMA, dove si svolgono gli incontri preliminari al vertice Unione Europea-America Latina. L'accesso a piugrave; pagine internet, tutte di ONG in difesa dei diritti umani - Amnesty International, Survival - o di organizzazioni che criticano le politiche liberiste dell'Unione Europea - tra cui anche quella di Enlazando Alternativas - non erano accessibili. Da notare che proprio ieri Amnesty International ha inviatouna lettera alla Comunitagrave; Europea , con l'esplicita richiesta di trattare nel corso del vertice il tema delle violazioni dei diritti umani in Colombia.
Appariva infatti la scritta "la pagina internet non egrave; accessibile per ragioni di sicurezza", il tutto a firma della Presidenza Spagnola dell'EU. La spiegazione tecnica data dallo staff egrave; che l'operatore internet, come previsto da contratto, blocca automaticamente pagine con contenuti violenti o relativi al sesso grazie a delle parole chiave. Nonostante le richieste dei giornalisti dell'agenzia brasiliana Pulsar, nessun portavoce della sala stampa egrave; venuto per dare una spiegazione, e le pagine interdette dopo un po' sono semplicemente riapparse.</itunes:summary>
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		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
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		<title>I governi progressisti del sudamerica e la questione ambientale.</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 11:42:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciro Colonna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allacciando Alternative]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel pomeriggio di ieri i rappresentanti dei governi sudamericani &#8220;amici&#8221; hanno incontrato i partecipanti al vertice dei popoli Enlazando Alternativas. Era prevista la presenza, tra gli altri, di Evo Morales, presidente boliviano, che però ha finito con disertare l&#8217;incontro inviando un ministro del proprio governo. L&#8217;incontro si è svolto in un clima festoso, animato da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel pomeriggio di ieri i rappresentanti dei governi sudamericani &#8220;amici&#8221; hanno incontrato i partecipanti al vertice dei popoli Enlazando Alternativas. Era prevista la presenza, tra gli altri, di Evo Morales, presidente boliviano, che però ha finito con disertare l&#8217;incontro inviando un ministro del proprio governo. L&#8217;incontro si è svolto in un clima festoso, animato da quanti hanno risposto alla chiamata dei rappresentanti sudamericani. Tra slogan che ad orecchie europee probabilmente risultano populisti e un po&#8217; datati, sono state però sollevate alcune questioni importanti, tra le quali spicca quella ambientale. E&#8217; emersa una contraddizione tra l&#8217;attenzione dichiarata dal governo boliviano alle tematiche ambientali e il fatto che il Venezuela, governo amico, produca milioni di barili di petrolio all&#8217;anno, con i quali intende finanziare le proprie riforme sociali. Il rappresentante venezuelano ha provato a risolvere questa contraddizione, aprendo a tutti i paesi latinoamericani la possibilità di sfruttare le risorse energetiche venezuelane come volano di sviluppo.</p>
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		<title>Ripartono le negoziazioni in vista di un accordo economico tra l&#8217;Unione Europea e il Mercosur</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2010/05/17/ripartono-le-negozziazioni-in-vista-di-un-accordo-economico-tra-lunione-europea-e-il-mercosur/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 19:27:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elise Melot</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allacciando Alternative]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Il primo ministro spagnolo, Jose&#8217; Luis Zapatero, ha annunciato ieri durante la conferenza stampa consecutiva alla cumbre Unione Europea-Mercosur, il riavvio delle negoziazione in vista di un accordo di associazione tra il Mercosur e l&#8217;Unione Europea.
Si moltiplicano le riunioni preliminari al vertice Unione Europea-America Latina, nel giorno in cui si chiude l&#8217;incontro della rete biregionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo ministro spagnolo, Jose&#8217; Luis Zapatero, ha annunciato ieri durante la conferenza stampa consecutiva alla cumbre Unione Europea-Mercosur, il riavvio delle negoziazione in vista di un accordo di associazione tra il Mercosur e l&#8217;Unione Europea.</p>
<p>Si moltiplicano le riunioni preliminari al vertice Unione Europea-America Latina, nel giorno in cui si chiude l&#8217;incontro della rete biregionale Enlazando Alternativas &#8211; con la delibera del Tribunale Permanente dei Popoli che condanna le aziende europee che violano i diritti umani e non rispettano l&#8217;ambiente, ma anche l&#8217;Unione Europea per sostenere con le proprie politiche liberiste l&#8217;insediamento delle sue aziende nel continente latino-americano e gli stessi paesi latino-americani per lasciar fare quando molto spesso hanno gli strumenti per non permettere tali abusi. La decisione di riavviare le negoziazioni in vista di un accordo di libero commercio tra l&#8217;UE e il Mercosur mostra quanto l&#8217;UE abbia voglia di seguire sulla stessa strada. Le condanne delle rete EA sembrano quindi essere assolutamente non ascoltate dalle istituzioni.</p>
<p>Basta guardare il programma degli incontri periferici al vertice UE-AL per capire che invece e&#8217; li&#8217; che si gioca tutto e soprattutto le negoziazioni commerciali tra buona parte dei paesi latino-americani e l&#8217;UE : oltre all&#8217;incontro con il Mercosur e&#8217; previsto un incontro con la Comunidad Andina e un altro con i paesi centroamericani.</p>
<p>L&#8217;Unione Europea ha sempre guardato di buon occhio al Mercosur, la communita&#8217; economica e di libero scambio di merci creata nel 1991 e della quale sono membri il Brasile, l&#8217;Argentina, l&#8217;Uruguay e il Paraguay. L&#8217;appoggio&#8217; molto fin dalla sua creazione, anche per non lasciare campo libero agli Stati Uniti che per anni hanno considerato l&#8217;America Latina come &#8220;il giardino di casa&#8221;. La politica espanionista degli Stati Uniti &#8211; convinti fino a qualche anno fa di poter estendere l&#8217;Alena, l&#8217;accordo di libero scambio in vigore tra Canada, Messico e Stati Uniti, ad altri paesi centro-americani &#8211; era vista come una minaccia per gli interessi economici europei nel continente sud-americano. Le negoziazione per arrivare alla firma di un accordo di associazione, un accordo economico, tra l&#8217;UE e il Mercosur furono avviate nel lontano 1999. Nel 2004 pero&#8217; si ferma tutto : l&#8217;UE chiedeva al Mercosur piu&#8217; liberalizzazione dei settori industriali e dei servizi, quando il Mercosur chiedeva piu&#8217; quote per l&#8217;esportazione dei propri prodotti agricoli. Il processo di negoziazione si scontro&#8217; con l&#8217;impossibilita&#8217; di trovare un accordo su questi temi.</p>
<p>Del futuro acccordo non si sa ancora nulla, se non che all&#8217;Unione Europea interessa proseguire la sua linea di investimenti, le cui conseguenze sono state condannate dalla societa&#8217; civile e dalle communita&#8217; locali latino-americane durante l&#8217;incontro Enlazando Alternativas, e che al Mercosur interessa esportare in Europa la sua produzione agricola. Li&#8217; infatti sono prodotti, tra le altre cose, il 35 % della produzione mondiale totale di soia e il 20% del bestiame. Una produzione con effetti tra l&#8217;altro drammatici per le popolazione locale, in termini sociali, economici e ambientali, basata sul regno del latifundio e della monocultura intensiva di piante transgeniche come il mais o la soia.</p>
<p>Alla conferenza stampa di ieri, oltre al primo ministro spagnolo Zapatero, erano presenti la presidente della reppublica argentina, nonche&#8217; attuale presidente del Mercosur, Cristina Kirchner, il presidente europeo Herman Van Rompuye e il presidente della commissione europea Jose&#8217; Manuel Barroso. Zapatero e Barroso hanno ribadito quanto quest&#8217;accordo sara&#8217; importante per l&#8217;Unione Europea. Zapatero si e&#8217; decisamente sbilanciato, non esitando a qualificare l&#8217;accordo come la &#8220;migliore risposta contro la crisi economica&#8221;.</p>
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		<title>Tribunale di popoli: oggi la sentenza.</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2010/05/17/tribunale-di-popoli-oggi-la-sentenza/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 12:45:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AMISnet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allacciando Alternative]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[A cura di Elise Melot e Ciro Colonna
Questa mattina, lunedi 17 maggio, il Tribunale Permanente dei Popoli, riunito a Madrid, per la terza volta all&#8217;interno di Enlazando Alternativas, ha pronunciato il suo verdetto, riassunto in un documento di ben 60 pagine, documento che dovrebbe essere pubblicato on-line entro la giornata di oggi.
In una cornice di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A cura di Elise Melot e Ciro Colonna</p>
<p>Questa mattina, lunedi 17 maggio, il Tribunale Permanente dei Popoli, riunito a Madrid, per la terza volta all&#8217;interno di Enlazando Alternativas, ha pronunciato il suo verdetto, riassunto in un documento di ben 60 pagine, <a href="http://www.enlazandoalternativas.org">documento</a> che dovrebbe essere pubblicato on-line entro la giornata di oggi.<br />
In una cornice di ragionamento che mette in discussione l&#8217;operato dell&#8217;Unione Europea nel dare sostegno alle proprie aziende<br />
anche in aperta violazione di diritti fondamentali, il tribunale ha giudicato 28 casi di aziende europee. A presentarli erano membri della società civile e rappresentanti delle comunità in lotta, giunti a Madrid per raccontare la propria esperienza, spesso drammatica e chiedere al Tribunale dei Popoli la giustizia che non hanno fino ad oggi ottenuto tramite i canali istituzionali.</p>
<p>Due erano le aziende italiane chiamate dal tribunale alla sbarra: l&#8217;Enel per il suo progetto di costruzione di 5 dighe sui fiumi Baker e Pascua, nella Patagonia cilena; e l&#8217;Impregilo, azienda vincitrice dell&#8217;appalto per la costruzione di una diga in Colombia.</p>
<p>Già nelle premesse dei lavori di questa sessione del tribunale c&#8217;era una dura sentenza di condanna delle pratiche con cui l&#8217;Unione Europea, attraverso accordi bilaterali, politiche di sostegno alle privatizzazione, ma anche attività di cooperazione, promuove e veicola le attività economiche delle sue aziende nel continente latino-americano.<br />
E&#8217; stato posto l&#8217;accento in maniera particolarmente decisa sul fatto che l&#8217;Unione Europea utilizzi spesso come modalità di penetrazione dei mercati, la cooperazione e i progetti di aiuto allo sviluppo, mascherando le proprie reali finalità e proponendosi come sostenitrice di un capitalismo dal volto umano che ogni giorno dimostra con maggior chiarezza la propria vera natura.</p>
<p>Al di là dei singoli casi trattati, quella del tribunale è stata quindi una condanna a 360 gradi, che mette al bando pratiche del capitalismo mondiale che si vorrebbero superate e memoria di un lontano passato. Naturalmente le sentenze sono state tutte favorevoli a chi ha presentato i casi e fortemente contrarie alle aziende messe a giudizio. Come era prevedibile nessuna delle ditte chiamate in causa, a cui era stato comunicato il fatto che il tribunale le avrebbe sottoposte a giudizio, ha avuto l&#8217;ardire di presentarsi per sostenere le proprie ragioni, il chè, se da un lato testimonia della cattiva coscienza delle ditte stesse, pone però un problema di legittimazione del tribunale: l&#8217;assenza di un contraddittorio rischia di dare al tutto un carattere di autoreferenzialità che non merita.</p>
<p>Rimane comunque indubbio il valore morale delle valutazioni fatte dal tribunale. Resta da capire se riuscirà a trovare il<br />
modo, la forza e la capacità di far sentire la propria voce e di rendere effettivamente operative le proprie sentenze.</p>
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		<itunes:subtitle>A cura di Elise Melot e Ciro Colonna

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		<itunes:summary>A cura di Elise Melot e Ciro Colonna

Questa mattina, lunedi 17 maggio, il Tribunale Permanente dei Popoli, riunito a Madrid, per la terza volta all'interno di Enlazando Alternativas, ha pronunciato il suo verdetto, riassunto in un documento di ben 60 pagine, documento che dovrebbe essere pubblicato on-line entro la giornata di oggi.
In una cornice di ragionamento che mette in discussione l'operato dell'Unione Europea nel dare sostegno alle proprie aziende
anche in aperta violazione di diritti fondamentali, il tribunale ha giudicato 28 casi di aziende europee. A presentarli erano membri della societagrave; civile e rappresentanti delle comunitagrave; in lotta, giunti a Madrid per raccontare la propria esperienza, spesso drammatica e chiedere al Tribunale dei Popoli la giustizia che non hanno fino ad oggi ottenuto tramite i canali istituzionali.

Due erano le aziende italiane chiamate dal tribunale alla sbarra: l'Enel per il suo progetto di costruzione di 5 dighe sui fiumi Baker e Pascua, nella Patagonia cilena; e l'Impregilo, azienda vincitrice dell'appalto per la costruzione di una diga in Colombia.

Giagrave; nelle premesse dei lavori di questa sessione del tribunale c'era una dura sentenza di condanna delle pratiche con cui l'Unione Europea, attraverso accordi bilaterali, politiche di sostegno alle privatizzazione, ma anche attivitagrave; di cooperazione, promuove e veicola le attivitagrave; economiche delle sue aziende nel continente latino-americano.
E' stato posto l'accento in maniera particolarmente decisa sul fatto che l'Unione Europea utilizzi spesso come modalitagrave; di penetrazione dei mercati, la cooperazione e i progetti di aiuto allo sviluppo, mascherando le proprie reali finalitagrave; e proponendosi come sostenitrice di un capitalismo dal volto umano che ogni giorno dimostra con maggior chiarezza la propria vera natura.

Al di lagrave; dei singoli casi trattati, quella del tribunale egrave; stata quindi una condanna a 360 gradi, che mette al bando pratiche del capitalismo mondiale che si vorrebbero superate e memoria di un lontano passato. Naturalmente le sentenze sono state tutte favorevoli a chi ha presentato i casi e fortemente contrarie alle aziende messe a giudizio. Come era prevedibile nessuna delle ditte chiamate in causa, a cui era stato comunicato il fatto che il tribunale le avrebbe sottoposte a giudizio, ha avuto l'ardire di presentarsi per sostenere le proprie ragioni, il chegrave;, se da un lato testimonia della cattiva coscienza delle ditte stesse, pone perograve; un problema di legittimazione del tribunale: l'assenza di un contraddittorio rischia di dare al tutto un carattere di autoreferenzialitagrave; che non merita.

Rimane comunque indubbio il valore morale delle valutazioni fatte dal tribunale. Resta da capire se riusciragrave; a trovare il
modo, la forza e la capacitagrave; di far sentire la propria voce e di rendere effettivamente operative le proprie sentenze.</itunes:summary>
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		<title>Enlazando Alternativas: le dighe dell&#8217;Enel in Patagonia cilena</title>
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		<pubDate>Sun, 16 May 2010 18:05:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elise Melot</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Juan Pablo Orrego, de la ONG cilena Ecosistemas, ha presentato al tribunale un altro caso che coinvolge una famosa ditta italiana, l&#8217;Enel, sempre quindi nel campo della produzione di elettricità e sempre attraverso la costruzione di una diga.
Bisogna tornare un po&#8217; indietro nel tempo, nel 1989, ultimo anno della dittatura militare di Pinochet. Fu allora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Juan Pablo Orrego, de la ONG cilena Ecosistemas, ha presentato al tribunale un altro caso che coinvolge una famosa ditta italiana, l&#8217;Enel, sempre quindi nel campo della produzione di elettricità e sempre attraverso la costruzione di una diga.</p>
<p>Bisogna tornare un po&#8217; indietro nel tempo, nel 1989, ultimo anno della dittatura militare di Pinochet. Fu allora che il regime privatizzo&#8217; l&#8217;azienda pubblica di produzione di elettricità, allora chiamata Enersis. Non solo gli impianti di produzione di elettricità e di distribuzione dell&#8217;energia elettrica passarono nelle mani  dei privati, cileni o internazionali, ma anche i &#8220;derechos de agua&#8221;, ovvero i diritti di usufruire dei corsi di acqua per produrre elettricità.</p>
<p>Ma andiamo avanti nel tempo, nel 1997, anno in cui le stesse persone che privatizzarono l&#8217;azienda, racconto&#8217; Juan Pablo Orrego al Tribunale, ex-funzionari del regime militare, hanno venduto il consorzio Enersis alla spagnola Endesa insieme ai &#8220;derechos de agua&#8221;, al prezzo di 1500 milioni di dollari.</p>
<p>Nel 2009, l&#8217;italiana Enel, un&#8217;azienda al 31.6 % pubblica, lo ricordiamo, compro&#8217; quasi tutte le azioni Endesa, diventando cosi l&#8217;azionista stra-maggioritario di Endesa.</p>
<p>Fu allora che Endesa-Enel, tiro fuori dall&#8217; armadio un vecchio progetto : la costruzione di una diga in piena Patagonia cilena, sui fiumi Baker e Pascua, nella regione di Aysen. Questo progetto, chiamato HidroAysen, la cui realizzazione costerebbe 3200 milioni di dollari, no tiene in conto i danni sociali ed ambientali. Si tratta di un progetto enorme, visto che le dighe inonderanno 6000 ettari di terreni. E Tutto cio&#8217;, grazie ai &#8220;derechos de agua&#8221;, acquisiti sotto dittatura militare.</p>
<p>Le organizzazione in lotta contro il progetto &#8211; il Consejo de Defensa de la Patagonia, la Corporacion Privada por el Desarollo de Aisen, Ecosistemas, Greenpeace e Setem- denunciano il sistema di valutazione dell&#8217;impatto ambientale. Nel caso specifico di HidroAysen, i rischi vulcanici e sismici della zona non sono stati presi in considerazione.</p>
<p>Ma la storia non si ferma qui, l&#8217;elettricita prodotta in una delle zone naturali tra le più belle del mondo, non sarebbe utilizzata sul posto, ma nella capitale, Santiago, e nelle miniere del nord del paese, a 2 200 chilometri di distanza. I cavi per portare l&#8217;energia elettrica dovranno quindi attraversare la metà del paese.</p>
<p>Il relatore, Juan Pablo Orrego, in nome delle organizzazioni ambientali cilene, chiede al Tribunale dei Popoli di denunciare le politiche liberali che orientano queste scelte ma anche le consequenze sociali ed ambientali che deriverebbero del progetto.</p>
<p>Domani, il Tribunale si pronuncerà su questo caso.</p>
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		<title>Enlazando Alternativas manifesta per le strade di Madrid</title>
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		<pubDate>Sun, 16 May 2010 14:24:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AMISnet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A cura di Elise Melot e Ciro Colonna
Il vertice dei popoli Enlazando Alternativas esce dalle mura della facoltà di matematica, dove si è riunito in questi giorni, per attraversare le strade di Madrid e incontrarsi con altri movimenti locali. Di particolare rilievo è la presenza sindacale, nello specifico quella della CGT, la qual cosa parla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A cura di Elise Melot e Ciro Colonna</p>
<p>Il vertice dei popoli Enlazando Alternativas esce dalle mura della facoltà di matematica, dove si è riunito in questi giorni, per attraversare le strade di Madrid e incontrarsi con altri movimenti locali. Di particolare rilievo è la presenza sindacale, nello specifico quella della CGT, la qual cosa parla dell&#8217;urgenza di declinare un nuovo discorso contro la crisi che tenga insieme il ragionamento della rete bi-regionale con le problematiche  vissute dai lavoratori locali. Naturalmente tutto ciò sta subendo una repentina accelerazione con le recenti indicazioni dell&#8217;Unione Europea e del Fmi che impongono alla Spagna di Zapatero pesanti revisioni dei propri programmi sociali e probabilmente significativi tagli salariali. Mentre il governo spagnolo ha sostanzialmente dichiarato di accettare questa via d&#8217;uscita dalla crisi, come da settimane succede anche in Grecia, i movimenti sociali e sindacali rivendicano la necessità e la giustizia di cercare percorsi alternativi. La manifestazione, che ha convogliato circa 10.000 persone, in un clima di festa che nulla toglie alla determinazione dei partecipanti, si è svolta all&#8217;insegna di slogan quali &#8220;Sciopero Generale ora&#8221; o &#8220;Lo chiamano socialista ma non lo è&#8221;.</p>
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		<title>&#8220;Casanare, riesumando un genocidio&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 16 May 2010 11:08:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciro Colonna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ambito del vertice dei popoli Enlazando Alternativas 4, in corso a Madrid, abbiamo avuto modo di assistere alla proiezione di un documentario che racconta il massacro di oltre 10.000 persone nella regione colombiana di Casanare, ad opera dei paramilitari foraggiati dalla British Petroleum, in questi giorni tristemente balzata agli onori delle cronache per il disastro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito del vertice dei popoli Enlazando Alternativas 4, in corso a Madrid, abbiamo avuto modo di assistere alla proiezione di un documentario che racconta il massacro di oltre 10.000 persone nella regione colombiana di Casanare, ad opera dei paramilitari foraggiati dalla British Petroleum, in questi giorni tristemente balzata agli onori delle cronache per il disastro ecologico causato nel Golfo del Messico Il titolo del documentario è &#8220;Casanare, riesumando un genocidio&#8221; e presto sarà disponibile in rete. Per il momento, sullo stesso tema, è invece disponibile <a href="http://www.youtube.com/user/garabombo09">un altro breve lavoro</a> eseguito dallo stesso collettivo.</p>
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		<itunes:summary>Nell'ambito del vertice dei popoli Enlazando Alternativas 4, in corso a Madrid, abbiamo avuto modo di assistere alla proiezione di un documentario che racconta il massacro di oltre 10.000 persone nella regione colombiana di Casanare, ad opera dei paramilitari foraggiati dalla British Petroleum, in questi giorni tristemente balzata agli onori delle cronache per il disastro ecologico causato nel Golfo del Messico Il titolo del documentario egrave; "Casanare, riesumando un genocidio" e presto saragrave; disponibile in rete. Per il momento, sullo stesso tema, egrave; invece disponibile un altro breve lavoro eseguito dallo stesso collettivo.</itunes:summary>
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		<title>Enlazando Alternativas: la diga di Impregilo in Colombia</title>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 14:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elise Melot</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa mattina, sono stati presentati al Tribunale dei Popoli, casi di aziende implicate nella violazione dei diritti dei popoli, con particolare riguardo ai diritti dei popoli indigeni, all&#8217;impatto ambientale e alla criminalizazzione dei movimenti sociali.
I casi studiati erano quelli delle aziende italiane Endesa-Enel, e Impregilo S.P.A, entrambe coinvolte nella costruzione di dighe, in Cile la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina, sono stati presentati al Tribunale dei Popoli, casi di aziende implicate nella violazione dei diritti dei popoli, con particolare riguardo ai diritti dei popoli indigeni, all&#8217;impatto ambientale e alla criminalizazzione dei movimenti sociali.</p>
<p>I casi studiati erano quelli delle aziende italiane Endesa-Enel, e Impregilo S.P.A, entrambe coinvolte nella costruzione di dighe, in Cile la prima e in Colombia la seconda. Sono stati anche presentati la anglo-elvetica Carbones del Cerrejon Ltd., l&#8217;argentina-olandese Pluspetrol Ressources Corporation NV, la franco-inglese Perenco Group e in ultimo la spagnola Repsol YPF S.A.</p>
<p>Maurizio De Martino, avvocato e membro del Centro Legale pro Afro Discendente e Indigeni &#8211; CLAI &#8211; ha portato davanti al tribunale il caso della Impregilo S.P.A, azienda italiana ben conosciuta in Italia per la sua partecipazione alla costruzione dell&#8217;alta velocità a Firenze e per la sua implicazione nel dramma rifiuti di Napoli. In Colombia Impregilo ha vinto un appalto per la costruzione di una diga per la produzione di elettricità a Sogamoso. Molte altre transnazionali sono implicate a più livelli nel progetto, che avrebbe effetti ambientali disastrosi &#8211; 6950 etari di terre sarebbero inondate &#8211; e che ha già un impatto sociale drammatico- &#8211; ad oggi quattro persone in lotta per la difesa delle loro terre sono state assassinate.</p>
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