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	<title>Amisnet &#187; Akira vs G8</title>
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	<description>Informazione Sociale Quotidiana</description>
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		<itunes:subtitle>Informazione sociale e programmi di approfondimento dalla redazione di AMISnet.</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Amisnet e' un'agenzia radiofonica attiva da oltre 9 anni. La sua principale attivita' consiste nella produzione e la distribuzione di prodotti radiofonici di approfondimento a circa 35 radio italiane. Il podcast e' una selezione quotidiana dei servizi audio distribuiti tramite i siti del network Amisnet.</itunes:summary>
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			<title>Amisnet</title>
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		<title>Stampa: servono nuovi criteri per i fondi all&#8217;editoria</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 08:45:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Khaldoun</dc:creator>
				<category><![CDATA[Akira vs G8]]></category>
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		<description><![CDATA[Per garantire la libertà di stampa lo Stato stanzia ogni anno milioni di euro sotto forma di sostegno indiretto e fondi  per l&#8217;editoria. Lo scopo di questi fondi è di sostenere le aziende editoriali in modo da garantire agli italiani la pluralità dell&#8217;informazione. Tuttavia  la grandissima parte del sostegno pubblico và a testate legate a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per garantire la libertà di stampa lo Stato stanzia ogni anno milioni di euro sotto forma di sostegno indiretto e fondi  per l&#8217;editoria. Lo scopo di questi fondi è di sostenere le aziende editoriali in modo da garantire agli italiani la pluralità dell&#8217;informazione. Tuttavia  la grandissima parte del sostegno pubblico và a testate legate a grandi gruppi economici o organizzazioni partitiche o di categoria, solo le briciole arrivano agli &#8220;editori puri&#8221; o alla stampa non profit e cooperativa.  Uno dei principali criteri di assegnazione degli aiuti di Stato è la tiratura dei giornali, un sistema che favorisce di fatto le grandi testate a danno di quelle piccole ed emergenti e che quindi ottiene il risultato opposto rispetto all&#8217;obiettivo dichiarato degli stanziamenti pubblici.</p>
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		<itunes:summary>Per garantire la libertagrave; di stampa lo Stato stanzia ogni anno milioni di euro sotto forma di sostegno indiretto e fondinbsp; per l'editoria. Lo scopo di questi fondi egrave; di sostenere le aziende editoriali in modo da garantire agli italiani la pluralitagrave; dell'informazione. Tuttavianbsp; la grandissima parte del sostegno pubblico vagrave; a testate legate a grandi gruppi economici o organizzazioni partitiche o di categoria, solo le briciole arrivano agli "editori puri" o alla stampa non profit e cooperativa.nbsp; Uno dei principali criteri di assegnazione degli aiuti di Stato egrave; la tiratura dei giornali, un sistema che favorisce di fatto le grandi testate a danno di quelle piccole ed emergenti e che quindi ottiene il risultato opposto rispetto all'obiettivo dichiarato degli stanziamenti pubblici.</itunes:summary>
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		<title>Anti G8: report finale dal Giappone</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 12:28:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Akira vs G8]]></category>
		<category><![CDATA[anti g8]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Contro G8 giapponese, almeno quello tradizionale dei campi, si è concluso mercoledì 9 luglio, con l&#8217;ultimo e più partecipato corteo tra le colline di Hokkaido, a pochi km dalla sede del vertice. O meglio, qualche altra azione nei giorni successivi è stata organizzata ma l&#8217;attivismo straniero aveva già lasciato la città.
Per i tre arrestati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/07/2966.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5211" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/07/2966.jpg" alt="500" width="360" height="229" /></a>Il Contro G8 giapponese, almeno quello tradizionale dei campi, si è concluso mercoledì 9 luglio, con l&#8217;ultimo e più partecipato corteo tra le colline di Hokkaido, a pochi km dalla sede del vertice. O meglio, qualche altra azione nei giorni successivi è stata organizzata ma l&#8217;attivismo straniero aveva già lasciato la città.</p>
<p>Per i tre arrestati nel corso della manifestazione del 5 luglio a Sapporo, invece, il contro g8 non si è di certo ancora conlcuso. Il giornalista della Reuters è infatti stato rilasciato, ma non è andata allo stesso modo per i restanti tre, ancora in prigione. Il giudice ha infatti per loro optato per l&#8217;estensione della pena, che potrebbe raggiungere i 23 giorni totali.</p>
<p>A pochi giorni dalla fine, il bilancio è quello di un contro g8 senza blocchi, forse snaturato, proprio a causa della quantità limitata di attivisti partecipanti. Il movimento giapponese è infatti per la gran parte costituito da anziani e giovani inesperienti; il movimento straniero era invece per lo più assente.</p>
<p>Nonostante fossimo in pochi, l&#8217;incontro tra le due realtà è subito iniziato con qualche litigio. La causa, le differenti visioni del vivere la protesta che hanno inizialmente impedito l&#8217;organizzazione di azioni condivise. Dopo qualche attrito, però, nessuna rottura definitiva: il movimento straniero si è mostrato responsabile, rinunciando, anche perché rassegnatosi al numero, alla possibilità di effettuare proteste e azioni più forti e non per forza autorizzate.</p>
<p>Un anti G8<em> light</em>, dunque, ma sicuramente fondamentale per l&#8217;estensione del network dei movimenti anti liberisti. Grazie anche a questo, insomma, l&#8217;anti g8 del prossimo anno in Italia potrà contare su un movimento disobbediente probabilmente più grande e variegato, il nostro unico strumento di lotta giovanile ai Grandi 8.</p>
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		<itunes:subtitle>Il Contro G8 giapponese, almeno quello tradizionale dei campi, si egrave; concluso mercoledigrave; 9 luglio, con l'ultimo e piugrave; partecipato corteo tra le colline di ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Il Contro G8 giapponese, almeno quello tradizionale dei campi, si egrave; concluso mercoledigrave; 9 luglio, con l'ultimo e piugrave; partecipato corteo tra le colline di Hokkaido, a pochi km dalla sede del vertice. O meglio, qualche altra azione nei giorni successivi egrave; stata organizzata ma l'attivismo straniero aveva giagrave; lasciato la cittagrave;.

Per i tre arrestati nel corso della manifestazione del 5 luglio a Sapporo, invece, il contro g8 non si egrave; di certo ancora conlcuso. Il giornalista della Reuters egrave; infatti stato rilasciato, ma non egrave; andata allo stesso modo per i restanti tre, ancora in prigione. Il giudice ha infatti per loro optato per l'estensione della pena, che potrebbe raggiungere i 23 giorni totali.

A pochi giorni dalla fine, il bilancio egrave; quello di un contro g8 senza blocchi, forse snaturato, proprio a causa della quantitagrave; limitata di attivisti partecipanti. Il movimento giapponese egrave; infatti per la gran parte costituito da anziani e giovani inesperienti; il movimento straniero era invece per lo piugrave; assente.

Nonostante fossimo in pochi, l'incontro tra le due realtagrave; egrave; subito iniziato con qualche litigio. La causa, le differenti visioni del vivere la protesta che hanno inizialmente impedito l'organizzazione di azioni condivise. Dopo qualche attrito, perograve;, nessuna rottura definitiva: il movimento straniero si egrave; mostrato responsabile, rinunciando, anche percheacute; rassegnatosi al numero, alla possibilitagrave; di effettuare proteste e azioni piugrave; forti e non per forza autorizzate.

Un anti G8 light, dunque, ma sicuramente fondamentale per l'estensione del network dei movimenti anti liberisti. Grazie anche a questo, insomma, l'anti g8 del prossimo anno in Italia potragrave; contare su un movimento disobbediente probabilmente piugrave; grande e variegato, il nostro unico strumento di lotta giovanile ai Grandi 8.</itunes:summary>
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		<title>Anti G8: attivisti in marcia verso il Lago di Toya ma nessun blocco</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/07/08/g8-gli-attivisti-dei-campi-uniti-in-una-passeggiata-autorizzata-nuove-dal-legal-team-diretta-streaming-dal-giappone-dalle-ore-1215/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 09:59:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli attivisti dei campi si sono riuniti. Coloro che fino a ieri sembravano quindi non volersi rassegnare all&#8217;idea del corteo autorizzato, hanno cambiato idea e scelto di prendere parte, in poco piu&#8217; di un centinaio, alla passeggiata di 20 km lungo la foresta; marcia che porta a qualche km dal Lago di Toya.
Il corteo e&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/07/furgone-partito-patriotico-nazionalista.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5189" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/07/furgone-partito-patriotico-nazionalista.jpg" alt="Il furgone appartenente al movimento nazionalista giapponese" /></a>Gli attivisti dei campi si sono riuniti. Coloro che fino a ieri sembravano quindi non volersi rassegnare all&#8217;idea del corteo autorizzato, hanno cambiato idea e scelto di prendere parte, in poco piu&#8217; di un centinaio, alla passeggiata di 20 km lungo la foresta; marcia che porta a qualche km dal Lago di Toya.<span id="more-5187"></span></p>
<p>Il corteo e&#8217; comunque scortato dalla polizia e ha lasciato spazio ad un&#8217;atmosfera rilassata. Lungo il cammino, molti di loro hanno anche fatto il bagno nel fiume. Gli attivisti sembrano insomma essersi rasseganti all&#8217;idea dell&#8217;impossibilita&#8217; di effettuare i blocchi in questo anti G8 giapponese. Vedremo comunque, nelle prossime ore, se si decidera&#8217; di fare qualche azione. Inzialmente infatti la proposta era quella di fare un corteo autorizzato fino alla stazione ma alla fine si e&#8217; appunto optato per la passeggiata tra i boschi, piu&#8217; <em>caratteristica</em>.</p>
<p>Durante la passeggiata, intanto, nella citta&#8217; di Sapporo, all&#8217;Odori Park, si e&#8217; tenuto un sit-in del &#8220;partito patriottico per un grande Giappone&#8221;. Presenti solo una decina di persone, due furgoncini parcheggiati e, dall&#8217;altra parte del marciapiede, il loro leader, lo stesso della criticata sfilata del 5 luglio, parlava con un megafono.  Su uno dei due furgoni era esposto lo slogan &#8220;Noi appoggiamo la polizia&#8221; e, sotto, la frase: &#8220;sparare alla guerriglia comunisti&#8221;. Presente anche qualche poliziotto che vigilava l&#8217;area.</p>
<p>Nell&#8217;altra parte della piazza, una cinquantina di attivisti membri dell&#8217;Unione comunista rivoluzionaria del Giappone (Fazione rivoluzionaria marxista). Molti di loro sono studenti universitari. Nessun attivista del campo era presente.</p>
<p><strong>Intanto, le quattro persone arrestate sono ancora in carcere. E&#8217; utile spiegare che in Giappone non esiste l&#8217;organizzazione legale presente in Europa. il Legal Team che supporta fisicamente gli attivisti non e&#8217; infatti composto da avvocati, che invece operano a Tokyo, ma da un gruppo di ragazzi che hanno il compito di supportare gli attivisti, monitorarli durante la protesta e quindi comunicare il tutto al Watch, il gruppo di legali attivi appunto a Tokyo. Questi ultimi a loro volta contattano altri legali, che avranno poi il compito di seguire uno per uno gli arrestati. La distanza degli avvocati ha provocato diversi problemi logistici e pratici per il Legal Team vicini agli attivisti dei campi, che dunque non conoscono nulla sulla condizione degli arrestati e non possono quindi informare gli attivsti e operare con professionalita&#8217; nel corso delle azioni.</strong></p>
<p><strong>&#8220;In Giappone, chi viene arrestato viene trattenuto per tre giorni, quando appunto il giudice decide se estendere o meno la detenzione per altri 10 giorni, terminati i quali il giudice puo&#8217; poi ancora decidere di estenderla per altri 10 &#8211; spiega Mirian del Legal Team. Quindi, alla fine, chi viene arrestato puo&#8217; rimanere in carcere per 23 giorni in totale perima del processo. E&#8217; quello che solitamente accade, soprattutto se gli arrestati sono degli attivisti&#8221;.</strong></p>
<p><strong>Inoltre, ad essere arrestati sono solitamente gli organizzatori delle proteste, perche&#8217; ritenuti responsabili di tutto quello che accade nel corso delle proteste. Devono rispondere del reato di violazione della pubblica sicurezza. Ed e&#8217; quello che e&#8217; successo nel corso della manifestazione del 29 giugno a Tokyo.</strong></p>
<p><strong>La paura del movimento giapponese e gli attriti con gli attivisti stranieri e&#8217; quindi fondata considerato il fatto che e&#8217; possibile, anche se non e&#8217; ancora successo, che in caso di arresto anche la tua famiglia ed i tuoi amici vengano interrogati e addirittura coinvolti personalmente. Le conseguenze delle proteste possono dunque potrarsi per molto tempo, anche una volta ritornati nel proprio Paese.<br />
</strong></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Come gia&#8217; ribadito nelle scorse puntate, il movimento giapponese e&#8217; composto per la maggior parte da persone anziane e per queste il concetto di blocco dell&#8217;anti G8 e&#8217; assolutamente inconcepibile.   Per loro protestare significa solo marciare in autorizzati e pacifici. Nel febbraio nel 2003, alla manifestazione di Tokyo contro l&#8217;invio delle truppe giapponesi in Iraq, parteciparono 40 mila persone, per la maggior parte anziane appunto.</p>
<p>Intanto proprio di guerra e violenza sulle donne si e&#8217; paralto nel corso di un incontro tenutosi qualche giorno fa a Sapporo per l&#8217;Alternative Summit.</p>
<p>In questa puntata di Akira vs G8, vi facciamo ascoltare una breve intervista a Suzuyo Takazato del movimento internazionale contro la violenza sulle donne della base militare di Okinawa, la piu&#8217; grande base USA del Giappone sotto accusa per gli stupri a danno delle donne da parte di soldati americani. Tema della puntata anche le impressioni del Legal Team.</p>

<a href='http://amisnet.org/agenzia/2008/07/08/g8-gli-attivisti-dei-campi-uniti-in-una-passeggiata-autorizzata-nuove-dal-legal-team-diretta-streaming-dal-giappone-dalle-ore-1215/marxist-league/' title='marxist-league'><img src="http://amisnet.org/files/2008/07/marxist-league.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Il sit-in del movimento comunista rivoluzionario giapponese" title="marxist-league" /></a>
<a href='http://amisnet.org/agenzia/2008/07/08/g8-gli-attivisti-dei-campi-uniti-in-una-passeggiata-autorizzata-nuove-dal-legal-team-diretta-streaming-dal-giappone-dalle-ore-1215/furgone-partito-patriotico-nazionalista/' title='furgone-partito-patriottico-nazionalista'><img src="http://amisnet.org/files/2008/07/furgone-partito-patriotico-nazionalista.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Il furgone appartenente al movimento nazionalista giapponese" title="furgone-partito-patriottico-nazionalista" /></a>
<a href='http://amisnet.org/agenzia/2008/07/08/g8-gli-attivisti-dei-campi-uniti-in-una-passeggiata-autorizzata-nuove-dal-legal-team-diretta-streaming-dal-giappone-dalle-ore-1215/leader-partito-patriotico-per-un-grande-giappone/' title='leader-partito-patriottico-per-un-grande-giappone'><img src="http://amisnet.org/files/2008/07/leader-partito-patriotico-per-un-grande-giappone.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Leader del movimento patriottico per un grande Giappone" title="leader-partito-patriottico-per-un-grande-giappone" /></a>

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		<itunes:subtitle>Gli attivisti dei campi si sono riuniti. Coloro che fino a ieri sembravano quindi non volersi rassegnare all'idea del corteo autorizzato, hanno cambiato idea e ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Gli attivisti dei campi si sono riuniti. Coloro che fino a ieri sembravano quindi non volersi rassegnare all'idea del corteo autorizzato, hanno cambiato idea e scelto di prendere parte, in poco piu' di un centinaio, alla passeggiata di 20 km lungo la foresta; marcia che porta a qualche km dal Lago di Toya.

Il corteo e' comunque scortato dalla polizia e ha lasciato spazio ad un'atmosfera rilassata. Lungo il cammino, molti di loro hanno anche fatto il bagno nel fiume. Gli attivisti sembrano insomma essersi rasseganti all'idea dell'impossibilita' di effettuare i blocchi in questo anti G8 giapponese. Vedremo comunque, nelle prossime ore, se si decidera' di fare qualche azione. Inzialmente infatti la proposta era quella di fare un corteo autorizzato fino alla stazione ma alla fine si e' appunto optato per la passeggiata tra i boschi, piu' caratteristica.

Durante la passeggiata, intanto, nella citta' di Sapporo, all'Odori Park, si e' tenuto un sit-in del "partito patriottico per un grande Giappone". Presenti solo una decina di persone, due furgoncini parcheggiati e, dall'altra parte del marciapiede, il loro leader, lo stesso della criticata sfilata del 5 luglio, parlava con un megafono.nbsp; Su uno dei due furgoni era esposto lo slogan "Noi appoggiamo la polizia" e, sotto, la frase: "sparare alla guerriglia comunisti". Presente anche qualche poliziotto che vigilava l'area.

Nell'altra parte della piazza, una cinquantina di attivisti membri dell'Unione comunista rivoluzionaria del Giappone (Fazione rivoluzionaria marxista). Molti di loro sono studenti universitari. Nessun attivista del campo era presente.

Intanto, le quattro persone arrestate sono ancora in carcere. E' utile spiegare che in Giappone non esiste l'organizzazione legale presente in Europa. il Legal Team che supporta fisicamente gli attivisti non e' infatti composto da avvocati, che invece operano a Tokyo, ma da un gruppo di ragazzi che hanno il compito di supportare gli attivisti, monitorarli durante la protesta e quindi comunicare il tutto al Watch, il gruppo di legali attivi appunto a Tokyo. Questi ultimi a loro volta contattano altri legali, che avranno poi il compito di seguire uno per uno gli arrestati. La distanza degli avvocati ha provocato diversi problemi logistici e pratici per il Legal Team vicini agli attivisti dei campi, che dunque non conoscono nulla sulla condizione degli arrestati e non possono quindi informare gli attivsti e operare con professionalita' nel corso delle azioni.

"In Giappone, chi viene arrestato viene trattenuto per tre giorni, quando appunto il giudice decide se estendere o meno la detenzione per altri 10 giorni, terminati i quali il giudice puo' poi ancora decidere di estenderla per altri 10 - spiega Mirian del Legal Team. Quindi, alla fine, chi viene arrestato puo' rimanere in carcere per 23 giorni in totale perima del processo. E' quello che solitamente accade, soprattutto se gli arrestati sono degli attivisti".

Inoltre, ad essere arrestati sono solitamente gli organizzatori delle proteste, perche' ritenuti responsabili di tutto quello che accade nel corso delle proteste. Devono rispondere del reato di violazione della pubblica sicurezza. Ed e' quello che e' successo nel corso della manifestazione del 29 giugno a Tokyo.

La paura del movimento giapponese e gli attriti con gli attivisti stranieri e' quindi fondata considerato il fatto che e' possibile, anche se non e' ancora successo, che in caso di arresto anche la tua famiglia ed i tuoi amici vengano interrogati e addirittura coinvolti personalmente. Le conseguenze delle proteste possono dunque potrarsi per molto tempo, anche una volta ritornati nel proprio Paese.


-----------------

Come gia' ribadito nelle scorse puntate, il movimento giapponese e' composto per la maggior parte da persone anziane e per queste il concetto di blocco dell'anti G8 e' assolutamente inconcepibile.nbsp;nbsp; Per loro protestare significa solo marciare in autorizzati e pacifici....</itunes:summary>
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		<title>Anti G8: nessun blocco, pochi gli attivisti</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/07/07/anti-g8-nessun-blocco-troppo-pochi-gli-attivisti/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 14:35:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Circa un centinaio di persone hanno preso parte oggi a quella che doveva essere la prima grande giornata dei blocchi del Contro G8 giapponese. Troppo pochi pero&#8217; gli attivisti per poterli realizzare. Il rischio e&#8217; quello di essere arrestati e allora non rimane che rinunciare a farli e optare piuttosto per cortei autorizzati.
Tre le azioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Circa un centinaio di persone hanno preso parte oggi a quella che doveva essere la prima grande giornata dei blocchi del Contro G8 giapponese. Troppo pochi pero&#8217; gli attivisti per poterli realizzare. Il rischio e&#8217; quello di essere arrestati e allora non rimane che rinunciare a farli e optare piuttosto per cortei autorizzati.</p>
<p>Tre le azioni che si sono tenute oggi nei dintorni del Lago di Toya: il corteo degli AINU, la popolazione indigena giapponese, supportata dagli attivisti del campo di Soubetsu; il corteo dei giapponesi membri del partito comunista del camo di Toyuora; e l&#8217;azione, poi fallita, di alcuni attivisti giapponesi insieme con i disobebdienti stranieri. Anche nella citta&#8217; di Sapporo si e&#8217; tenuto un corteo al quale hanno preso parte un centinaio di persone, principalmente della Via Campesina.</p>
<p>Per domani e&#8217; invece in programma un corteo autorizzato dal campo Toyuora alla stazione del treno. Li&#8217; e&#8217; poi prevista un&#8217;azione di cui ancora non si conoscono le dinamiche: questo e&#8217; quanto si e&#8217; deciso in serata al termine di un&#8217;assemblea durata cinque ore.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>Tornando alla protesta di oggi, invece, quello che e&#8217; emerso in maniera evidente e&#8217; il differente modo di vivere e concepire la protesta dei giapponesi rispetto agli stranieri. Ma ecco i retroscena.</p>
<p>Gli attivisti, che erano attesi in realta&#8217; in un migliaio, si sono divisi tra i due principali campi vicino il Lago di Toya: il Toyoura, il piu&#8217; grande e dove si trovano anche tutti gli stranieri, ed il Soubetsu, dove c&#8217;erano una ventina di persone.</p>
<p>Il movimento del campo di Toyuora ha dunque cosi&#8217; mostrato la sua frattura, emersa nel corso dell&#8217;assemblea tenutasi proprio ieri sera per decidere le azioni dell&#8217;indomani. L&#8217;impossibilita&#8217; di un accordo tra chi preferiva la via del corteo autorizzato e chi invece preferiva azioni indipendenti si e&#8217; quindi risolta in una divisione.</p>
<p>Nella mattina, una trentina di giapponesi per la gran parte del Partito comunista, sono quindi partiti da soli dal campo per parteciapre alla marcia autorizzata di 10 km dal campo verso il Lago di Toya. Il corteo doveva essere inizialmente di 20 km, seguendo un percorso non diretto verso il Lago e che dunque si concludeva a molta distanza dalla meta. In ogni caso, la pioggia intensa ha fatto si&#8217; che i giapponesi allal fine optassero per una marcia piu&#8217; breve, per poi tornare indietro.</p>
<p>Un&#8217;azione insensata secondo il movimento straniero ed alcuni attivisti giapponesi perche&#8217; fatta in accordo con la polizia, lontana dal Lago e quindi invisibile e fine a se&#8217; stessa. Per questo, gli stranieri non hanno alla fine seguito nella mattina, verso le 8:30, il corteo autorizzato ma hanno convocato un&#8217;altra assemblea per decidere come muoversi altrimenti. D&#8217;accordo con loro anche alcuni giapponesi, tra cui i membri del Legal Team, presenti li&#8217; anche per la necessita&#8217; di un eventuale supporto legale. Anche in questo caso, le difficolta&#8217; interne non sono macate a causa delle forti preoccupazioni da parte dei giapponesi di essere arrestati. Si e&#8217; duqnue dovuto discutere ancora per arrivare alla fine ad una soluzione comune.</p>
<p>L&#8217;idea era quella di recarsi alla stazione di Toyuora e prendere il treno per poi scendere alla fermata successiva, appunto quella di Toya, facendo dunque un percorso molto piu&#8217; breve e diretto verso il Lago. La preoccupazione degli attivisti giapponesi era appunto l&#8217;assoluta certezza di essere arrestati. A detta dei giapponesi, infatti, gli obiettivi principali delle forze dell&#8217;ordine sarebbero stati gli stessi leader giapponesi e per questo questi ultimi hanno chiesto agli stranieri di pensare bene l&#8217;azione e non avere atteggiamenti che avrebbero potuto irritare la polizia. La mediazione e&#8217; stata quella di recarsi comunque in stazione, provare a prendere il treno, ed in caso mostrare lo striscione preparato il giorno prima di solidarieta&#8217; vero i 4 arrestati. Inoltre, nel caso di blocchi dalla polizia l&#8217;idea era appunto quella di rinunciare e tornare indietro. L&#8217;unica soluzione tra l&#8217;altro possibile visto l&#8217;esiguo numero di partecipanti. All&#8217;assemblea, poco prima di muoversi verso la stazione, ne e&#8217; dunque seguita una breve all&#8217;aperto, nella quale i giapponesi hanno quindi chiesto agli attivisti stranieri di rimanere per supporto in Giappone per altri 23 giorni, tempo massimo di arresto, in caso i leader giapponesi fossero stati arrestati.</p>
<p>Trovato questo accordo, alla fine il corteo e&#8217; partito ma, sotto una pioggia battente, alla fine, dopo circa un chilometro ha dovuto rinunciare. Ad attenderli infatti una cinquantina di poliziotti antisommossa. A quel punto, come previsto, si e&#8217; cercato di negoziare per poi rinunciare e tornare inditero. A consigliare la scelta, nonostante qualche esitazione sul momento, anche lo stesso Legal Team, certo dell&#8217;arresto.</p>
<p>Tornati indietro, l&#8217;amarezza era ancora piu&#8217; diffusa di prima. La frattura culturale tra giapponesi e stranieri e&#8217; stata infatti sin da subito evidente. Una volta al campo, alcuni stranieri hanno quini deciso di tornare a Sapporo e abbandonare il campo. Le assemblee comunque continuano ma l&#8217;idea sembra essere quella di limitarsi, per i giorni successivi, alle passeggiate autorizzate nel bosco antistante il Lago di Toya.</p>
<p>Contemporaneamente, nel pomeriggio, si e&#8217; tenuta una manifestazione di un centianio di persone a Sapporo, mentre il corteo piu&#8217; riuscito sembrerebbe essere stato quello degli AINU, che hanno supportato gli attivisti del campo di Soubestsu. Questi ultimi poi, al termine del loro corteo, si sono recati al campo di Toyoura per cercare rinforzi.</p>
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		<itunes:summary>Circa un centinaio di persone hanno preso parte oggi a quella che doveva essere la prima grande giornata dei blocchi del Contro G8 giapponese. Troppo pochi pero' gli attivisti per poterli realizzare. Il rischio e' quello di essere arrestati e allora non rimane che rinunciare a farli e optare piuttosto per cortei autorizzati.

Tre le azioni che si sono tenute oggi nei dintorni del Lago di Toya: il corteo degli AINU, la popolazione indigena giapponese, supportata dagli attivisti del campo di Soubetsu; il corteo dei giapponesi membri del partito comunista del camo di Toyuora; e l'azione, poi fallita, di alcuni attivisti giapponesi insieme con i disobebdienti stranieri. Anche nella citta' di Sapporo si e' tenuto un corteo al quale hanno preso parte un centinaio di persone, principalmente della Via Campesina.

Per domani e' invece in programma un corteo autorizzato dal campo Toyuora alla stazione del treno. Li' e' poi prevista un'azione di cui ancora non si conoscono le dinamiche: questo e' quanto si e' deciso in serata al termine di un'assemblea durata cinque ore.

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Tornando alla protesta di oggi, invece, quello che e' emerso in maniera evidente e' il differente modo di vivere e concepire la protesta dei giapponesi rispetto agli stranieri. Ma ecco i retroscena.

Gli attivisti, che erano attesi in realta' in un migliaio, si sono divisi tra i due principali campi vicino il Lago di Toya: il Toyoura, il piu' grande e dove si trovano anche tutti gli stranieri, ed il Soubetsu, dove c'erano una ventina di persone.

Il movimento del campo di Toyuora ha dunque cosi' mostrato la sua frattura, emersa nel corso dell'assemblea tenutasi proprio ieri sera per decidere le azioni dell'indomani. L'impossibilita' di un accordo tra chi preferiva la via del corteo autorizzato e chi invece preferiva azioni indipendenti si e' quindi risolta in una divisione.

Nella mattina, una trentina di giapponesi per la gran parte del Partito comunista, sono quindi partiti da soli dal campo per parteciapre alla marcia autorizzata di 10 km dal campo verso il Lago di Toya. Il corteo doveva essere inizialmente di 20 km, seguendo un percorso non diretto verso il Lago e che dunque si concludeva a molta distanza dalla meta. In ogni caso, la pioggia intensa ha fatto si' che i giapponesi allal fine optassero per una marcia piu' breve, per poi tornare indietro.

Un'azione insensata secondo il movimento straniero ed alcuni attivisti giapponesi perche' fatta in accordo con la polizia, lontana dal Lago e quindi invisibile e fine a se' stessa. Per questo, gli stranieri non hanno alla fine seguito nella mattina, verso le 8:30, il corteo autorizzato ma hanno convocato un'altra assemblea per decidere come muoversi altrimenti. D'accordo con loro anche alcuni giapponesi, tra cui i membri del Legal Team, presenti li' anche per la necessita' di un eventuale supporto legale. Anche in questo caso, le difficolta' interne non sono macate a causa delle forti preoccupazioni da parte dei giapponesi di essere arrestati. Si e' duqnue dovuto discutere ancora per arrivare alla fine ad una soluzione comune.

L'idea era quella di recarsi alla stazione di Toyuora e prendere il treno per poi scendere alla fermata successiva, appunto quella di Toya, facendo dunque un percorso molto piu' breve e diretto verso il Lago. La preoccupazione degli attivisti giapponesi era appunto l'assoluta certezza di essere arrestati. A detta dei giapponesi, infatti, gli obiettivi principali delle forze dell'ordine sarebbero stati gli stessi leader giapponesi e per questo questi ultimi hanno chiesto agli stranieri di pensare bene l'azione e non avere atteggiamenti che avrebbero potuto irritare la polizia. La mediazione e' stata quella di recarsi comunque in stazione, provare a prendere il treno, ed in caso mostrare lo striscione preparato il giorno prima di solidarieta' vero i 4 arrestati. Inoltre, nel caso di blocchi dalla polizia l'idea era appunto quell</itunes:summary>
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		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
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		<title>Anti G8: 4 arresti tra cui un giornalista della Reuters</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/07/05/anti-g8-4-arresti-tra-cui-un-giornalista-della-reuters-diretta-da-sapporo-alle-1430-circa/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 12:05:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Akira vs G8]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[anti g8]]></category>
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		<description><![CDATA[Si e&#8217; concluso con quattro arresti il primo corteo dell&#8217;Anti G8 in Giappone. Tra questi anche un giornalista della Reuters giapponese ed il conducente del furgone del sound system piu&#8217; alternativo della manifestazione. La protesta ha preso il via alle ore 15 dall&#8217;Odori Park, nei pressi della stazione di Sapporo. Ad aprire il corteo lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left"><a href="http://amisnet.org/files/2008/07/n19.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5181" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/07/n19.jpg" alt="NO G8!(foto iskra)" /></a>Si e&#8217; concluso con quattro arresti il primo corteo dell&#8217;Anti G8 in Giappone. Tra questi anche un giornalista della Reuters giapponese ed il conducente del furgone del sound system piu&#8217; alternativo della manifestazione. La protesta ha preso il via alle ore 15 dall&#8217;Odori Park, nei pressi della stazione di Sapporo. Ad aprire il corteo lo spezzone piu&#8217; pacifico, nel quale erano presenti soprattutto i movimenti per l&#8217;ambiente e numerosi membri della Via Campesina, il movimento internaizonale che si batte per i diritti dei contadini e per il rispetto dell&#8217;agricoltura familiare distrutta dalle grandi aziende agricole.</p>
<p>A chiuedere il corteo, invece, lo spezzone anarchico composto soprattutto da attivisti internazionali. Tra questi anche una decina di stranieri vestiti di nero. E&#8217; in questa parte del corteo che la polizia ha effettuato gli arresti, salendo sul furgoncino dal quale veniva diffusa musica punk. Dopo aver arrestato la prima persona, la polizia ha poi rotto il vetro del camioncino e preso di forza il conducente. Gli arresti sono stati effettuati senza alcuna ragione. Alla domanda dei giornalisti agli agenti presenti sul perche&#8217; dell&#8217;arresto, quest&#8217;ultima ha risposto che non aveva alcun motivo di giustificare quanto fatto.</p>
<p>Il ragazzo e&#8217; stato poi preso dalla polizia per braccia e gambe e trascinato in una macchina, la stessa con la quale e&#8217; stato poi portato alla stazione di polizia di Hokkaido.</p>
<p>Il corteo durante il suo corso e&#8217; stato spezzettato in numerose parti, dalle quali ad un certo punto non era piu&#8217; possibile vedere le altre. Alla fine e&#8217; stato del tutto disgregato. Al suo termine, per solidarieta&#8217; agli arrestati, una cinquantina di attivisti, in gran parte stranieri, si sono recati alla stazione di polizia per chiederne il rilascio. Secondo quanto stabilisce la legge giapponese, e come successo agli attivisti di Greenpeace, i quattro potrebbero tra l&#8217;altro rimanere in carcere fino a 23 giorni.</p>
<p>Come nel caso della piccola manifestazione di ieri, anche in questo primo corteo anti g8, ai protestatori non era possibile uscire dalla linea disegnata dalle forze di polizia lungo le strade. L&#8217;effetto e&#8217; stato che solo meta&#8217; strada era percorribile dai manifestanti.</p>
<p>La polizia era divisa per gradi e i poliziotti anti sommossa erano concentrati esclusivamente nell&#8217;ultima parte, quella appunto anarchica. Tra questi, anche alcuni componenti del movimento queer anachico giapponese ed il CNT francese, la confederazione nazionale dei lavoratori.</p>
<p>Il sit in davanti alla stazione di polizia, succesivo agli arresti, ha poi dovuto sciogliersi e gli attivisti si sono rispostati all&#8217;Odori Park, dove ad attenderli c&#8217;era un cordone di poliziotti antis ommossa che proteggevano un camioncino di nazionalisti giapponesi che sfilavano lungo la strada.</p>
<p>Adesso, il prossimo appuntamento e&#8217; previsto per domani con un secondo corteo mentre da sette luglio, iniziera&#8217; lo spostamento di massa verso i campi vicino al Lago di Toya, nella prossimita&#8217; del summit.</p>
<p><strong>Nella quarta puntata di Akira vs G8 facciamo un report della protesta e del post protesta anche grazie all&#8217;intervista realizzata con il Legal Team.</strong></p>
<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/07/no-g8.jpg">
<a href='http://amisnet.org/agenzia/2008/07/05/anti-g8-4-arresti-tra-cui-un-giornalista-della-reuters-diretta-da-sapporo-alle-1430-circa/n2/' title='global action day (5th july 2008)'><img src="http://amisnet.org/files/2008/07/n2.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="NO G8!(foto iskra)" title="global action day (5th july 2008)" /></a>
<a href='http://amisnet.org/agenzia/2008/07/05/anti-g8-4-arresti-tra-cui-un-giornalista-della-reuters-diretta-da-sapporo-alle-1430-circa/no-g8-fotoiskra/' title='global action day (5th july 2008)'><img src="http://amisnet.org/files/2008/07/no-g8-fotoiskra.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="NO G8!(foto iskra)" title="global action day (5th july 2008)" /></a>
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		<itunes:summary>Si e' concluso con quattro arresti il primo corteo dell'Anti G8 in Giappone. Tra questi anche un giornalista della Reuters giapponese ed il conducente del furgone del sound system piu' alternativo della manifestazione. La protesta ha preso il via alle ore 15 dall'Odori Park, nei pressi della stazione di Sapporo. Ad aprire il corteo lo spezzone piu' pacifico, nel quale erano presenti soprattutto i movimenti per l'ambiente e numerosi membri della Via Campesina, il movimento internaizonale che si batte per i diritti dei contadini e per il rispetto dell'agricoltura familiare distrutta dalle grandi aziende agricole.
A chiuedere il corteo, invece, lo spezzone anarchico composto soprattutto da attivisti internazionali. Tra questi anche una decina di stranieri vestiti di nero. E' in questa parte del corteo che la polizia ha effettuato gli arresti, salendo sul furgoncino dal quale veniva diffusa musica punk. Dopo aver arrestato la prima persona, la polizia ha poi rotto il vetro del camioncino e preso di forza il conducente. Gli arresti sono stati effettuati senza alcuna ragione. Alla domanda dei giornalisti agli agenti presenti sul perche' dell'arresto, quest'ultima ha risposto che non aveva alcun motivo di giustificare quanto fatto.

Il ragazzo e' stato poi preso dalla polizia per braccia e gambe e trascinato in una macchina, la stessa con la quale e' stato poi portato alla stazione di polizia di Hokkaido.

Il corteo durante il suo corso e' stato spezzettato in numerose parti, dalle quali ad un certo punto non era piu' possibile vedere le altre. Alla fine e' stato del tutto disgregato. Al suo termine, per solidarieta' agli arrestati, una cinquantina di attivisti, in gran parte stranieri, si sono recati alla stazione di polizia per chiederne il rilascio. Secondo quanto stabilisce la legge giapponese, e come successo agli attivisti di Greenpeace, i quattro potrebbero tra l'altro rimanere in carcere fino a 23 giorni.

Come nel caso della piccola manifestazione di ieri, anche in questo primo corteo anti g8, ai protestatori non era possibile uscire dalla linea disegnata dalle forze di polizia lungo le strade. L'effetto e' stato che solo meta' strada era percorribile dai manifestanti.

La polizia era divisa per gradi e i poliziotti anti sommossa erano concentrati esclusivamente nell'ultima parte, quella appunto anarchica. Tra questi, anche alcuni componenti del movimento queer anachico giapponese ed il CNT francese, la confederazione nazionale dei lavoratori.

Il sit in davanti alla stazione di polizia, succesivo agli arresti, ha poi dovuto sciogliersi e gli attivisti si sono rispostati all'Odori Park, dove ad attenderli c'era un cordone di poliziotti antis ommossa che proteggevano un camioncino di nazionalisti giapponesi che sfilavano lungo la strada.

Adesso, il prossimo appuntamento e' previsto per domani con un secondo corteo mentre da sette luglio, iniziera' lo spostamento di massa verso i campi vicino al Lago di Toya, nella prossimita' del summit.

Nella quarta puntata di Akira vs G8 facciamo un report della protesta e del post protesta anche grazie all'intervista realizzata con il Legal Team.

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		<title>Anti G8: domani la prima giornata di azione globale, i consigli del legal team dalla diretta di Sapporo</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/07/04/anti-g8-domani-la-prima-giornata-di-azione-globale-la-terza-diretta-streaming-da-sapporo-dalle-ore-1430/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 11:42:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Akira vs G8]]></category>
		<category><![CDATA[anti g8]]></category>
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		<description><![CDATA[Il movimento internazionale ha fatto la sua prima chiamata alla giornata di azione globale per domani 5 luglio con il corteo per la pace &#8220;cambiare il vetice del G8, costruendo alternative&#8221;, che partira&#8217; da Odori Park, Sapporo, alle ore 15. E&#8217; sempre da qui che oggi, alle ore 18, si terra&#8217; un mini corteo anicipatorio.
Anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left"><a href="http://amisnet.org/files/2008/07/dscn5578_200_x_250.jpg"><img class="size-medium wp-image-5163 alignleft" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/07/dscn5578_200_x_250.jpg" alt="Anti G8 08 demonstration (foto iskra)" /></a>Il movimento internazionale ha fatto la sua prima chiamata alla giornata di azione globale per domani 5 luglio con il corteo per la pace &#8220;cambiare il vetice del G8, costruendo alternative&#8221;, che partira&#8217; da Odori Park, Sapporo, alle ore 15. E&#8217; sempre da qui che oggi, alle ore 18, si terra&#8217; un mini corteo anicipatorio.</p>
<p style="text-align: left">Anche in Europa ci si prepara alle proteste anti g8 mentre in Giappone gli attivisti si stanno gia&#8217; spostando da Tokyo a Sapporo per prendere parte alle proteste.</p>
<p style="text-align: left">Hanno preso il via inoltre anche le prime riunioni nei campi, dove si tengono regolari assemblee in cui vengono decise le azioni. Esiste un campo anche nella citta&#8217; di Sapporo, a Toubetsu, dove pero&#8217; per il movimento si trovano solo una trentina di persone. E&#8217; nei due campi vicini al Lago di Toya che e&#8217; infatti concentrato il movimento internazionale; questo perche&#8217; si tratta delle postazioni piu&#8217; vicine alla sede del summit. Si stanno inoltre preparando i blocchi al vertice ma la situazione e&#8217; ben differente dall&#8217;esperienza dell&#8217;anno scorso, a Rostock, in Germania, dove la disobbedienza civile era in qualche modo riuscita a bloccare giornalisti ed alcuni capi di Stato che hanno cosi&#8217; dovuto recarsi al vertice in elicottero.</p>
<p style="text-align: left">Le informazioni raccolte nel corso di quella esperienza dalla sicurezza tedesca sono state consegnate alla polizia giapponese che quindi ha potuto prendere le dovute precauzioni. Una di queste, oltre alla scelta ancora una volta di un posto isolato e circondato da acqua, e&#8217; quella di porre la linea rossa ad una distanza superiore rispetto a quella applicata al vertice di Rostock.</p>
<p style="text-align: left">Molti attivisti giapponesi partecipaeranno alle proteste ma hanno gia&#8217; comunicato che per loro si tratta della prima manifestazione della vita. Nessuna esperienza, dunque, e questo pone un grosso punto interrogativo sull&#8217;esito delle proteste. Stessa inesperienza vale per la polizia giapponese. Si tratta di giovani polizizotti anti sommosa affiancati in questi mesi da agenti in pensione, reduci delle proteste degli anni &#8216;50 e &#8216;60. Sono stati loro ad insegnargli come usare gli scudi di protezione o reagire ai cordoni. Inoltre, essendo a corto di uomini, la polizia giapponese ha anche chiamato all&#8217;opera poliziotti solitamente impiegati in altre mansioni, oltre che cittadini volontari volti a sorvegliare i quartieri.</p>
<p style="text-align: left">Per queste ragioni, il Legal Team WATCH, gia&#8217; chiamato a riolvere i diversi problemi all&#8217;entrata in Giappone di molti ativisti internazionali, mostra particolari preoccupazioni al riguardo.</p>
<p style="text-align: left">In questi giorni ha diffuso un documento con informazioni utili ai disobbedienti: ad esempio non e&#8217; reato coprirsi e proteggersi con indumenti in caso di attacco della polizia. A quest&#8217;ultima inoltre non e&#8217; permesso fare foto senza alcuna ragione, ma il Legal Team ha gia&#8217; annunciato che probabilmente queste regole verranno disattese.</p>
<p style="text-align: left">Di questo parliamo nella terza diretta streaming di Akira vs G8 ascoltando un&#8217;intervista realizzata con uno dei membri del WATCH. Ospiti della puntata anche un media attivista di Hong Kong fermato dalla polizia giapponese in aeroporto per 16 ore.</p>
<p style="text-align: left"><a href="http://amisnet.org/files/2008/07/dscn5578_200_x_250.jpg">
<a href='http://amisnet.org/agenzia/2008/07/04/anti-g8-domani-la-prima-giornata-di-azione-globale-la-terza-diretta-streaming-da-sapporo-dalle-ore-1430/dscn5578_200_x_250/' title='Anti G8 2008'><img src="http://amisnet.org/files/2008/07/dscn5578_200_x_250.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Anti G8 08 demonstration (foto iskra)" title="Anti G8 2008" /></a>
<a href='http://amisnet.org/agenzia/2008/07/04/anti-g8-domani-la-prima-giornata-di-azione-globale-la-terza-diretta-streaming-da-sapporo-dalle-ore-1430/dscn5522_200_x_250/' title='Anti G8 2008'><img src="http://amisnet.org/files/2008/07/dscn5522_200_x_250.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Anti G8 Odori Park demonstration (foto iskra)" title="Anti G8 2008" /></a>
<a href='http://amisnet.org/agenzia/2008/07/04/anti-g8-domani-la-prima-giornata-di-azione-globale-la-terza-diretta-streaming-da-sapporo-dalle-ore-1430/dscn5559_200_x_250/' title='Anti G8 2008'><img src="http://amisnet.org/files/2008/07/dscn5559_200_x_250.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Anti G8 Odori Park demonstration (foto iskra)" title="Anti G8 2008" /></a>
<a href='http://amisnet.org/agenzia/2008/07/04/anti-g8-domani-la-prima-giornata-di-azione-globale-la-terza-diretta-streaming-da-sapporo-dalle-ore-1430/dscn5519_200_x_250/' title='Anti G8'><img src="http://amisnet.org/files/2008/07/dscn5519_200_x_250.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Anti G8 Odori Park demonstration (foto iskra)" title="Anti G8" /></a>
<a href='http://amisnet.org/agenzia/2008/07/04/anti-g8-domani-la-prima-giornata-di-azione-globale-la-terza-diretta-streaming-da-sapporo-dalle-ore-1430/dscn5543_200_x_250/' title='Anti G8'><img src="http://amisnet.org/files/2008/07/dscn5543_200_x_250.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Anti G8 Odori Park demonstration (iskra foto)" title="Anti G8" /></a>
<a href='http://amisnet.org/agenzia/2008/07/04/anti-g8-domani-la-prima-giornata-di-azione-globale-la-terza-diretta-streaming-da-sapporo-dalle-ore-1430/dscn5528_200_x_250/' title='Anti G8 2008'><img src="http://amisnet.org/files/2008/07/dscn5528_200_x_250.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Anti G8 Odori Park demonstration (iskra foto)" title="Anti G8 2008" /></a>
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		<itunes:summary>Il movimento internazionale ha fatto la sua prima chiamata alla giornata di azione globale per domani 5 luglio con il corteo per la pace "cambiare il vetice del G8, costruendo alternative", che partira' da Odori Park, Sapporo, alle ore 15. E' sempre da qui che oggi, alle ore 18, si terra' un mini corteo anicipatorio.
Anche in Europa ci si prepara alle proteste anti g8 mentre in Giappone gli attivisti si stanno gia' spostando da Tokyo a Sapporo per prendere parte alle proteste.
Hanno preso il via inoltre anche le prime riunioni nei campi, dove si tengono regolari assemblee in cui vengono decise le azioni. Esiste un campo anche nella citta' di Sapporo, a Toubetsu, dove pero' per il movimento si trovano solo una trentina di persone. E' nei due campi vicini al Lago di Toya che e' infatti concentrato il movimento internazionale; questo perche' si tratta delle postazioni piu' vicine alla sede del summit. Si stanno inoltre preparando i blocchi al vertice ma la situazione e' ben differente dall'esperienza dell'anno scorso, a Rostock, in Germania, dove la disobbedienza civile era in qualche modo riuscita a bloccare giornalisti ed alcuni capi di Stato che hanno cosi' dovuto recarsi al vertice in elicottero.
Le informazioni raccolte nel corso di quella esperienza dalla sicurezza tedesca sono state consegnate alla polizia giapponese che quindi ha potuto prendere le dovute precauzioni. Una di queste, oltre alla scelta ancora una volta di un posto isolato e circondato da acqua, e' quella di porre la linea rossa ad una distanza superiore rispetto a quella applicata al vertice di Rostock.
Molti attivisti giapponesi partecipaeranno alle proteste ma hanno gia' comunicato che per loro si tratta della prima manifestazione della vita. Nessuna esperienza, dunque, e questo pone un grosso punto interrogativo sull'esito delle proteste. Stessa inesperienza vale per la polizia giapponese. Si tratta di giovani polizizotti anti sommosa affiancati in questi mesi da agenti in pensione, reduci delle proteste degli anni '50 e '60. Sono stati loro ad insegnargli come usare gli scudi di protezione o reagire ai cordoni. Inoltre, essendo a corto di uomini, la polizia giapponese ha anche chiamato all'opera poliziotti solitamente impiegati in altre mansioni, oltre che cittadini volontari volti a sorvegliare i quartieri.
Per queste ragioni, il Legal Team WATCH, gia' chiamato a riolvere i diversi problemi all'entrata in Giappone di molti ativisti internazionali, mostra particolari preoccupazioni al riguardo.
In questi giorni ha diffuso un documento con informazioni utili ai disobbedienti: ad esempio non e' reato coprirsi e proteggersi con indumenti in caso di attacco della polizia. A quest'ultima inoltre non e' permesso fare foto senza alcuna ragione, ma il Legal Team ha gia' annunciato che probabilmente queste regole verranno disattese.
Di questo parliamo nella terza diretta streaming di Akira vs G8 ascoltando un'intervista realizzata con uno dei membri del WATCH. Ospiti della puntata anche un media attivista di Hong Kong fermato dalla polizia giapponese in aeroporto per 16 ore.
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		<title>Contro G8: il summit delle popolazioni indigene, la seconda diretta da Sapporo</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 09:59:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I rappresentanti delle popolazioni indigene di tutto il mondo si sono incontrati ieri a Nibutani, Sapporo, per chiedere al G8 di fermare le politiche imperialiste, liberiste e razziste di governi e multinazionali. Gli interessi economici e coloniali di questi ultimi infatti vengono?talvolta soddisfatti cancellando la cultura, la lingua e l&#8217;identita&#8217; di popolazioni indigene, le cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/07/e382b3e38394e383bc-efbd9e-34.jpg"><img class="size-medium wp-image-5142 alignleft" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/07/e382b3e38394e383bc-efbd9e-34.jpg" alt="" width="331" height="278" /></a>I rappresentanti delle popolazioni indigene di tutto il mondo si sono incontrati ieri a Nibutani, Sapporo, per chiedere al G8 di fermare le politiche imperialiste, liberiste e razziste di governi e multinazionali. Gli interessi economici e coloniali di questi ultimi infatti vengono?talvolta soddisfatti cancellando la cultura, la lingua e l&#8217;identita&#8217; di popolazioni indigene, le cui terre vengono spesso invase e distrutte per costruire mega dighe, piantagioni, gasdotti, etc&#8230;</p>
<p>Se ne e&#8217; appunto discusso in una delle quattro giornate del Contro G8 dedicate alla causa delle popolazioni indigene. Un&#8217;attenzione significativa quella attribuita dal movimento giapponese a questo tema e che si deve al fatto che proprio il Giappone, nel 1871, decise di incorporare al suo interno l&#8217;antica civilta&#8217; AINU, originaria dell&#8217;isola di Hokkaido, paradossalmente anche sede del prossimo vertice. Da quella data, questa popolazione e&#8217; andata pian piano sparendo e con difficolta&#8217; e&#8217; riuscita comunque a conservare parte della propria cultura.</p>
<p>La gente AINU ha vissuto per migliaia di anni nell&#8217;Ezo settentrionale (l&#8217;attuale Sakhalin), nell&#8217;Ezo (Hokkaido), e nell&#8217;arcipelago Chishima (le isole Kuriles), nutrendosi di caccia, pesca e agricoltura.</p>
<p>Nel 2007, l&#8217;ONU ha adottato la Dichiarazione sui diritti delle popolazioni indigene, ma il governo giapponese si e&#8217; sempre rifiutato di riconoscerla. Almeno fino al 6 giugno 2008, guarda caso proprio in prossimita&#8217; del vertice, quando il parlamento giapponese ha finalmente conferito agli AINU lo status di popolazione idnigena dell&#8217;isola di Hokkaido.</p>
<p>&#8220;Questa decisione e&#8217; un passo importante &#8211; ha commento il giornalista attivista Tetsuo Matsuura &#8211; ma il fatto che il governo giapponese, dopo anni di lotta, abbia fatto questo proprio adesso, a pochi giorni dal vertice, mostra che si tratta piu&#8217; che altro di una decisione strategica. il governo si e&#8217; infatti sempre rifiutato di accettare che all&#8217;alternative summit si discutesse degli AINU ma alla fine ha dovuto cedere e quindi ha deciso di fare questa performance. Per questa ragione e&#8217; necessario monitorare il governo anche dopo il termine del G8&#8243;.</p>
<p>In ogni caso, adesso gli AINU possono godere di alcune sovvenzioni statali. Si tratta infatti di popolazioni molto povere perche&#8217; deturpate e stravolte nel loro modo di sopravvivere. Secoli di colonizzazione hanno poi costretto loro a cercare in tutti modi di salvaguardare la propria indentita&#8217; e per questo le loro case non sono sparpagliate e mischiate a quelle dei giapponesi ma vicine una all&#8217;altra come accadeva nei loro antichi villaggi.</p>
<p>Quella degli AINU e&#8217; una condizione comune a molte popolzioni indigene del mondo. Nel corso dell&#8217;Indigenous People Summit alcune di loro si sono incontrate per condivere le loro problematiche e trovare un modo comune per risolvere.</p>
<p><strong>In questa puntata di Akira vs G8 vi faremo sentire alcune delle loro testimonianze, come quella di Rosalina Tuyuc, indigena Maya del Guatemala, e Hideo Akibe, originario AINU.</strong></p>
<p><strong>Nel corso della puntata,vi aggiorneremo inoltre sugli utimi sviluppi del contro vertice.</strong></p>
<p><strong>Circa l&#8217;attivismo internazionale, la situazione per il momento e&#8217; molto tranquilla. I problemi sono soprattutto all&#8217;ingresso: non si conosce il numero preciso a causa delle difficolta&#8217; di reperimento delle informazioni, ma comunque sembrerebbero?diversi i casi di?persone che non sono riuscite ad entrare nel Paese o che sono state comunque oggetto di controlli severi e ore di colloqui. </strong></p>
<p><strong>Nulla pero&#8217; si puo&#8217; dire per il momento al riguardo. Per avere un quadro piu&#8217; preciso infatti occorrera&#8217; aspettare le proteste di strada, che</strong> <strong>prenderanno il via sabato 5 luglio a Sapporo. Da oggi intanto e&#8217; operativo il primo campo degli attivisti. Si trova nei dintorni di Sapporo e sara&#8217; aperto fino al 6 luglio, data dalla quale pobabilmente ci si spostera&#8217; al Lake Toya Camp, vicino alla sede del summit.</strong></p>
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		<itunes:summary>I rappresentanti delle popolazioni indigene di tutto il mondo si sono incontrati ieri a Nibutani, Sapporo, per chiedere al G8 di fermare le politiche imperialiste, liberiste e razziste di governi e multinazionali. Gli interessi economici e coloniali di questi ultimi infatti vengono?talvolta soddisfatti cancellando la cultura, la lingua e l'identita' di popolazioni indigene, le cui terre vengono spesso invase e distrutte per costruire mega dighe, piantagioni, gasdotti, etc...

Se ne e' appunto discusso in una delle quattro giornate del Contro G8 dedicate alla causa delle popolazioni indigene. Un'attenzione significativa quella attribuita dal movimento giapponese a questo tema e che si deve al fatto che proprio il Giappone, nel 1871, decise di incorporare al suo interno l'antica civilta' AINU, originaria dell'isola di Hokkaido, paradossalmente anche sede del prossimo vertice. Da quella data, questa popolazione e' andata pian piano sparendo e con difficolta' e' riuscita comunque a conservare parte della propria cultura.

La gente AINU ha vissuto per migliaia di anni nell'Ezo settentrionale (l'attuale Sakhalin), nell'Ezo (Hokkaido), e nell'arcipelago Chishima (le isole Kuriles), nutrendosi di caccia, pesca e agricoltura.

Nel 2007, l'ONU ha adottato la Dichiarazione sui diritti delle popolazioni indigene, ma il governo giapponese si e' sempre rifiutato di riconoscerla. Almeno fino al 6 giugno 2008, guarda caso proprio in prossimita' del vertice, quando il parlamento giapponese ha finalmente conferito agli AINU lo status di popolazione idnigena dell'isola di Hokkaido.

"Questa decisione e' un passo importante - ha commento il giornalista attivista Tetsuo Matsuura - ma il fatto che il governo giapponese, dopo anni di lotta, abbia fatto questo proprio adesso, a pochi giorni dal vertice, mostra che si tratta piu' che altro di una decisione strategica. il governo si e' infatti sempre rifiutato di accettare che all'alternative summit si discutesse degli AINU ma alla fine ha dovuto cedere e quindi ha deciso di fare questa performance. Per questa ragione e' necessario monitorare il governo anche dopo il termine del G8".

In ogni caso, adesso gli AINU possono godere di alcune sovvenzioni statali. Si tratta infatti di popolazioni molto povere perche' deturpate e stravolte nel loro modo di sopravvivere. Secoli di colonizzazione hanno poi costretto loro a cercare in tutti modi di salvaguardare la propria indentita' e per questo le loro case non sono sparpagliate e mischiate a quelle dei giapponesi ma vicine una all'altra come accadeva nei loro antichi villaggi.

Quella degli AINU e' una condizione comune a molte popolzioni indigene del mondo. Nel corso dell'Indigenous People Summit alcune di loro si sono incontrate per condivere le loro problematiche e trovare un modo comune per risolvere.

In questa puntata di Akira vs G8 vi faremo sentire alcune delle loro testimonianze, come quella di Rosalina Tuyuc, indigena Maya del Guatemala, e Hideo Akibe, originario AINU.

Nel corso della puntata,vi aggiorneremo inoltre sugli utimi sviluppi del contro vertice.

Circa l'attivismo internazionale, la situazione per il momento e' molto tranquilla. I problemi sono soprattutto all'ingresso: non si conosce il numero preciso a causa delle difficolta' di reperimento delle informazioni, ma comunque sembrerebbero?diversi i casi di?persone che non sono riuscite ad entrare nel Paese o che sono state comunque oggetto di controlli severi e ore di colloqui. 

Nulla pero' si puo' dire per il momento al riguardo. Per avere un quadro piu' preciso infatti occorrera' aspettare le proteste di strada, che prenderanno il via sabato 5 luglio a Sapporo. Da oggi intanto e' operativo il primo campo degli attivisti. Si trova nei dintorni di Sapporo e sara' aperto fino al 6 luglio, data dalla quale pobabilmente ci si spostera' al Lake Toya Camp, vicino alla sede del summit.</itunes:summary>
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		<title>Al via il Contro G8: oggi la prima diretta streaming dal media center Sapporo</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 10:21:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Contro G8 giapponese e&#8217; ufficialmente iniziato. Tra attivisti in arrivo ed altri alle prese con i controlli sull&#8217;immigrazione agli aeroporti di Tokyo e Sapporo, l&#8217;alternative summit ha infatti preso il via ieri, 1 luglio, con una quattro giorni dedicata alle popolazioni indigene.
Per l&#8217;occasione sono stati allestiti quattro media center nella citta&#8217; di Sapporo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/07/akira_logo_08.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-5131 alignleft" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/07/akira_logo_08.jpg" alt="" /></a>Il Contro G8 giapponese e&#8217; ufficialmente iniziato. Tra attivisti in arrivo ed altri alle prese con i controlli sull&#8217;immigrazione agli aeroporti di Tokyo e Sapporo, l&#8217;alternative summit ha infatti preso il via ieri, 1 luglio, con una quattro giorni dedicata alle popolazioni indigene.</p>
<p>Per l&#8217;occasione sono stati allestiti quattro media center nella citta&#8217; di Sapporo e dintorni, a pochi km dal Lago di Toya, sede del summit ufficiale.</p>
<p>Akira vs G8 trasmettera&#8217; in questi giorni da uno di loro, quello di Amarc. Ce ne parla in questa prima puntata uno degli organizzatori: Tetsuo Matsuura. Con lui abbiamo parlato anche del movimento giapponese, di come la stampa sta reagendo al G8 e Contro G8, ma anche della sede del summit e di come i cittadini giapponesi considerano il loro pimo ministro Fukuda.</p>
<p>Inoltre, tema della diretta saranno anche i controlli sull&#8217;immigrazione negli aeroporti giapponesi: serrati e esagerati, stanno creando non pochi problemi agli ativisti in arrivo per protestare contro il G8. Alcuni sono stati rimandai indietro mentre altri interrogati per ore.<a href="http://amisnet.org/files/2008/07/dscn5314.jpg"></a></p>
<p>Infine, vi facciamo ascoltare anche l&#8217;intervista ad uno dei cittadini che hanno deciso di aderire all&#8217;associazione per la sicurezza del quartiere: gira per le strade della citta&#8217; con l&#8217;obiettivo di vigilare il quartiere per proteggerlo dalle persone sospette.</p>
<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/07/on-yhe-street.mp3" target="_blank">Clicca qui per saperne di piu&#8217; sulle organizzazioni cittadine per la sicurezza.</a></p>
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		<itunes:subtitle>Il Contro G8 giapponese e' ufficialmente iniziato. Tra attivisti in arrivo ed altri alle prese con i controlli sull'immigrazione agli aeroporti di Tokyo e Sapporo, ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Il Contro G8 giapponese e' ufficialmente iniziato. Tra attivisti in arrivo ed altri alle prese con i controlli sull'immigrazione agli aeroporti di Tokyo e Sapporo, l'alternative summit ha infatti preso il via ieri, 1 luglio, con una quattro giorni dedicata alle popolazioni indigene.

Per l'occasione sono stati allestiti quattro media center nella citta' di Sapporo e dintorni, a pochi km dal Lago di Toya, sede del summit ufficiale.

Akira vs G8 trasmettera' in questi giorni da uno di loro, quello di Amarc. Ce ne parla in questa prima puntata uno degli organizzatori: Tetsuo Matsuura. Con lui abbiamo parlato anche del movimento giapponese, di come la stampa sta reagendo al G8 e Contro G8, ma anche della sede del summit e di come i cittadini giapponesi considerano il loro pimo ministro Fukuda.

Inoltre, tema della diretta saranno anche i controlli sull'immigrazione negli aeroporti giapponesi: serrati e esagerati, stanno creando non pochi problemi agli ativisti in arrivo per protestare contro il G8. Alcuni sono stati rimandai indietro mentre altri interrogati per ore.

Infine, vi facciamo ascoltare anche l'intervista ad uno dei cittadini che hanno deciso di aderire all'associazione per la sicurezza del quartiere: gira per le strade della citta' con l'obiettivo di vigilare il quartiere per proteggerlo dalle persone sospette.

Clicca qui per saperne di piu' sulle organizzazioni cittadine per la sicurezza.</itunes:summary>
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		<title>HIV/AIDS: il G8 e le multinazionali del farmaco</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/06/25/hivaids-il-g8-e-le-multinazionali-del-farmaco/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 15:36:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I dati dell&#8217;UNDP denunciano 42 milioni di persone con il virus HIV/AIDS nel mondo. Di questi, 39 vivono nel Sud del mondo. Il diritto alla vita delle popolazioni povere è infatti in mano alle multinazionali farmaceutiche che, usufruendo del sistema dei brevetti, impongono prezzi proibitivi ai malati dei Paesi poveri in cui mancano sistemi sanitario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-5087" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/06/bigpharma.jpg" alt="" />I dati dell&#8217;UNDP denunciano 42 milioni di persone con il virus HIV/AIDS nel mondo. Di questi, 39 vivono nel Sud del mondo. Il diritto alla vita delle popolazioni povere è infatti in mano alle multinazionali farmaceutiche che, usufruendo del sistema dei brevetti, impongono prezzi proibitivi ai malati dei Paesi poveri in cui mancano sistemi sanitario e  previdenziale.<span id="more-5088"></span><br />
Anche in questo caso, le principali vittime sono i bambini: ogni giorno ne muoiono 10 milioni. Succede solo nel Sud del mondo perché le stesse malattie al Nord  sono assolutamente prevenibili. I casi di HIV/AIDS infantile nei Paesi ricchi infatti sono facilemnte evitabili con accorgimenti durante il parto e dunque, non essendo un target commercialemente appetibile, le aziende del farmaco non producono farmaci adeguati per i bambini di quelle aree, considerati pazienti di serie B.<br />
Di fronte a questo, cosa fa il G8? Si limita a fare promesse che puntualmente viola, tra disinteresse politico e pressioni delle lobbies del farmaco.<br />
Eppure, nel 2000, 189 leaders di paesi ricchi si sono impegnati solennemente a realizzare entro il 2015 8 obiettivi, i <em>Millennium Goals </em>dell&#8217;ONU. Il sesto consiste proprio nell&#8217;arrestare la diffusione dell&#8217;HIV/AIDS mediante il versamento di fondi alla causa.</p>
<p>Si tratta di un accordo ovviamente non vincolante che dunque viene puntualmente disatteso.</p>
<p>Ogni anno i G8 promettono di devolvere milioni di euro al Fondo globale della lotta all&#8217;AIDS, ma le somme non vengono mai versate, vengono versate in parte,  e con enormi ritardi.</p>
<p>Quest&#8217;anno, il primo ministro giapponese Fukuda ha parlato di 560 milioni di dollari ma anche questa volta forse sappiamo già come andrà a finire.</p>
<p><strong>Di questo parliamo nella sesta puntata di AKIRA vs G8 insieme con Silvia Mancini della Campagna per l&#8217;accesso ai farmaci di Medici Senza Frontiere e Marina Ponti, responsabile europea della Campagna del Millennio &#8220;No excuse 2015&#8243;.</strong></p>
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		<itunes:summary>I dati dell'UNDP denunciano 42 milioni di persone con il virus HIV/AIDS nel mondo. Di questi, 39 vivono nel Sud del mondo. Il diritto alla vita delle popolazioni povere egrave; infatti in mano alle multinazionali farmaceutiche che, usufruendo del sistema dei brevetti, impongono prezzi proibitivi ai malati dei Paesi poveri in cui mancano sistemi sanitario e  previdenziale.
Anche in questo caso, le principali vittime sono i bambini: ogni giorno ne muoiono 10 milioni. Succede solo nel Sud del mondo percheacute; le stesse malattie al Nord  sono assolutamente prevenibili. I casi di HIV/AIDS infantile nei Paesi ricchi infatti sono facilemnte evitabili con accorgimenti durante il parto e dunque, non essendo un target commercialemente appetibile, le aziende del farmaco non producono farmaci adeguati per i bambini di quelle aree, considerati pazienti di serie B.
Di fronte a questo, cosa fa il G8? Si limita a fare promesse che puntualmente viola, tra disinteresse politico e pressioni delle lobbies del farmaco.
Eppure, nel 2000, 189 leaders di paesi ricchi si sono impegnati solennemente a realizzare entro il 2015 8 obiettivi, i Millennium Goals dell'ONU. Il sesto consiste proprio nell'arrestare la diffusione dell'HIV/AIDS mediante il versamento di fondi alla causa.

Si tratta di un accordo ovviamente non vincolante che dunque viene puntualmente disatteso.

Ogni anno i G8 promettono di devolvere milioni di euro al Fondo globale della lotta all'AIDS, ma le somme non vengono mai versate, vengono versate in parte,  e con enormi ritardi.

Quest'anno, il primo ministro giapponese Fukuda ha parlato di 560 milioni di dollari ma anche questa volta forse sappiamo giagrave; come andragrave; a finire.

Di questo parliamo nella sesta puntata di AKIRA vs G8 insieme con Silvia Mancini della Campagna per l'accesso ai farmaci di Medici Senza Frontiere e Marina Ponti, responsabile europea della Campagna del Millennio "No excuse 2015".</itunes:summary>
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		<title>L&#8217;effetto a cascata dei prezzi del petrolio</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 14:53:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il prezzo del petrolio continua a crescere e gli effetti ricadono a cascata. Molte le ragioni scatenanti, tra cui un eccessivo aumento della domanda e soprattutto delle speculazioni. Ma basta agire su questi due punti per risolvere la situazione? La risposta è &#8220;no&#8221; perché l&#8217;intreccio non calcolato di diversi e molteplici fattori ha fatto sì [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/06/akira_logo_ok_edited-21.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5064" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/06/akira_logo_ok_edited-21.jpg" alt="" /></a>Il prezzo del petrolio continua a crescere e gli effetti ricadono a cascata. Molte le ragioni scatenanti, tra cui un eccessivo aumento della domanda e soprattutto delle speculazioni. Ma basta agire su questi due punti per risolvere la situazione? La risposta è &#8220;no&#8221; perché l&#8217;intreccio non calcolato di diversi e molteplici fattori ha fatto sì che s&#8217;imboccasse la via del non ritorno.</p>
<p>La vera soluzione è allora quella di ridurre i consumi, di tagliare la domanda. E&#8217; quanto sta già avvenendo negli Stati Uniti, dove il prezzo della benzina ha costretto i cittadini a cambiare le proprie abitudini.</p>
<p>L&#8217;aumento dei prezzi ovviamente preoccupa fortemente i Great 8, che ne hanno discusso proprio nel corso del pre summit sull&#8217;economia che si è tenuto il 13 e 14 giugno ad Osaka, in Giappone.</p>
<p>A soffrire di più dell&#8217;aumento dei prezzi e della domanda del greggio sono come sempre i paesi del Sud del mondo, quelli cioè che meno lo utilizzano ma che più lo subiscono. L&#8217;eccessiva domanda ha infatti fatto sì che il mercato agricolo si facesse carico di una parte della richiesta. Stiamo parlando del mercato dei bio combustibili.  Nonostante dunque la produzione di alimenti sia in aumento, il cibo scarseggia, i prezzi aumentano e la crisi aliementare peggiora. <strong><br />
</strong></p>
<p>Le ragioni della crisi del cibo ovviamente non sono determinate dal solo mercato dei bio combustibili.  Certo è che sempre più quantità di terre prima destinate ad uso aliementare adesso sono invece rivolte ad uso energetico, più reddittizio. La cosa fa arricchire come sempre i grandi industriali e le grandi aziende agricole che non si fanno scrupoli a violentare i terreni  con fertilizzanti, agenti chimici e colture ogm. L&#8217;effetto è appunto una riduzione della quantità di cibo prodotta, ma anche l&#8217;aumento dei prezzi e dell&#8217;inquinamento.</p>
<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/06/prezzi.gif"><img class="alignright size-medium wp-image-5069" style="float: right" src="http://amisnet.org/files/2008/06/prezzi.gif" alt="" /></a>Tutti elementi che ricadono sulla piccola agricoltura familiare, non in grado di competere con le grandi aziende. Eppure quest&#8217;ultima costituirebbe, insieme alla riduzione dei consumi, la vera soluzione ai cambiamenti climatici e alla crisi alimentare. Si tratta infatti dell&#8217;unica coltura sostenibile perché tutela la biodiversità, punta sulla qualità dei prodotti e pone in relazione diretta produttore e consumatore. Il fatto  che l&#8217;agricoltore mangi quello che egli stesso produce assicura infatti una sorta di egoistica garanzia sul prodotto.</p>
<p><strong>Di questo parliamo nella quinta puntata di Akira vs G8 con l&#8217;aiuto di Margherita Paolini, giornalista della rivista di geopolitica Limes, e Memmo Buttinelli della Via Campesina, movimento contadino protagonista di questo prossimo Con</strong><strong>tro G8.</strong></p>
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		<itunes:summary>Il prezzo del petrolio continua a crescere e gli effetti ricadono a cascata. Molte le ragioni scatenanti, tra cui un eccessivo aumento della domanda e soprattutto delle speculazioni. Ma basta agire su questi due punti per risolvere la situazione? La risposta egrave; "no" percheacute; l'intreccio non calcolato di diversi e molteplici fattori ha fatto sigrave; che s'imboccasse la via del non ritorno.

La vera soluzione egrave; allora quella di ridurre i consumi, di tagliare la domanda. E' quanto sta giagrave; avvenendo negli Stati Uniti, dove il prezzo della benzina ha costretto i cittadini a cambiare le proprie abitudini.

L'aumento dei prezzi ovviamente preoccupa fortemente i Great 8, che ne hanno discusso proprio nel corso del pre summit sull'economia che si egrave; tenuto il 13 e 14 giugno ad Osaka, in Giappone.

A soffrire di piugrave; dell'aumento dei prezzi e della domanda del greggio sono come sempre i paesi del Sud del mondo, quelli cioegrave; che meno lo utilizzano ma che piugrave; lo subiscono. L'eccessiva domanda ha infatti fatto sigrave; che il mercato agricolo si facesse carico di una parte della richiesta. Stiamo parlando del mercato dei bio combustibili.  Nonostante dunque la produzione di alimenti sia in aumento, il cibo scarseggia, i prezzi aumentano e la crisi aliementare peggiora. 


Le ragioni della crisi del cibo ovviamente non sono determinate dal solo mercato dei bio combustibili.  Certo egrave; che sempre piugrave; quantitagrave; di terre prima destinate ad uso aliementare adesso sono invece rivolte ad uso energetico, piugrave; reddittizio. La cosa fa arricchire come sempre i grandi industriali e le grandi aziende agricole che non si fanno scrupoli a violentare i terreni  con fertilizzanti, agenti chimici e colture ogm. L'effetto egrave; appunto una riduzione della quantitagrave; di cibo prodotta, ma anche l'aumento dei prezzi e dell'inquinamento.

Tutti elementi che ricadono sulla piccola agricoltura familiare, non in grado di competere con le grandi aziende. Eppure quest'ultima costituirebbe, insieme alla riduzione dei consumi, la vera soluzione ai cambiamenti climatici e alla crisi alimentare. Si tratta infatti dell'unica coltura sostenibile percheacute; tutela la biodiversitagrave;, punta sulla qualitagrave; dei prodotti e pone in relazione diretta produttore e consumatore. Il fatto  che l'agricoltore mangi quello che egli stesso produce assicura infatti una sorta di egoistica garanzia sul prodotto.

Di questo parliamo nella quinta puntata di Akira vs G8 con l'aiuto di Margherita Paolini, giornalista della rivista di geopolitica Limes, e Memmo Buttinelli della Via Campesina, movimento contadino protagonista di questo prossimo Contro G8.</itunes:summary>
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