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	<title>Amisnet &#187; Radio1812</title>
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	<description>Informazione Sociale Quotidiana</description>
	<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 11:55:01 +0000</pubDate>
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		<itunes:keywords>ambiente, conflitti, cooperazione, diritti, economia, politica, informazione sociale</itunes:keywords>
		<itunes:subtitle>Informazione sociale e programmi di approfondimento dalla redazione di AMISnet.</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Amisnet e' un'agenzia radiofonica attiva da oltre 9 anni. La sua principale attivita' consiste nella produzione e la distribuzione di prodotti radiofonici di approfondimento a circa 35 radio italiane. Il podcast e' una selezione quotidiana dei servizi audio distribuiti tramite i siti del network Amisnet.</itunes:summary>
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			<title>Amisnet</title>
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		<title>Rimpatri: le violazioni di una direttiva irrealizzabile</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 10:47:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il destino della neonata e tanto criticata direttiva europea sui rimpatri, approvata dal Parlamento europeo il 18 giugno, è tutt&#8217;altro che scontato. La misura è infatti in netto contrasto con direttive precedenti in materia di asilo e protezione umanitaria e con i decereti legislativi di recepimento in Italia di queste direttive. Violando fondamentali diritti umani, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="articologirata"><a href="http://amisnet.org/files/2008/06/cpt1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5078" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/06/cpt1.jpg" alt="" /></a>Il destino della neonata e tanto criticata direttiva europea sui rimpatri, approvata dal Parlamento europeo il 18 giugno, è tutt&#8217;altro che scontato. La misura è infatti in netto contrasto con direttive precedenti in materia di asilo e protezione umanitaria e con i decereti legislativi di recepimento in Italia di queste direttive. Violando fondamentali diritti umani, è quindi probabile che questa misura dovrà fare i conti con la Corte costituzionale, quella di Giustizia e quella Europea.<span id="more-5076"></span></div>
<div class="articologirata">A scatenare le critiche sarebbe stato il principio che prevede la detenzione dei migranti nei CPT da 6 mesi ai 18 mesi. Un elemento che sicuramente preoccupa ma che rischia di fare ombra su altri apsetti ben più allarmanti.</div>
<div class="articologirata"></div>
<div class="articologirata">Ma partiamo dall&#8217;inizio e svisceriamo la direttiva con l&#8217;aiuto dell&#8217;avvocato Fulvio Vassallo dell&#8217;Associazione  Studi Giuridici sull&#8217;Immigrazione (ASGI).</div>
<div class="articologirata"></div>
<div class="articologirata">Sono due i canali di rimpatrio previsti dalla direttiva: quello volontario che scatta dopo l&#8217;intimazione a lasciare il territorio o, in casi contrari o particolari, la detenzione amministrativa e quindi l&#8217;esecuzione forzata dell&#8217;accompagnamento in frontiera. E&#8217; in questa condizione che è previsto il trattenimento nei CPT da 6 ai 18 mesi, con la convalida da parte del giudice.  Lo stesso criterio è previsto già in altri Paesi, come in Germania, dove è però sempre e solo rimasto sulla carta. Le cose infatti sono di solito andate in maniera ben peggiore. Se identficabile, infatti, il migrante viene espulso nell&#8217;arco di qualche mese; se non identificabile, e quindi se nessun paese fornisce i documenti di viaggio, il migrante può rimanere nei CPT anche per anni. Di fronte a questa possibilità si mostra marginale la preoccuapazione sull&#8217;estensione della detenzione.</div>
<div class="articologirata">A far allarmare ancora di più sono altri due principi sanciti dalla manovra: la possibilità di espulsione e rimpatrio anche per i minori non accompagnati e l&#8217;espulsione in paesi di transito. Nel caso dell&#8217;Italia, il paese di transito sarebbe proprio la Libia, assiduo violatore della Convenzione di Ginevra sui diritti umani e dei rifugiati. A dimostrarlo i frequenti casi di violenza sessuale sulle donne da parte delle forze di polizia.</div>
<div class="articologirata">Altro scandalo sono le misure per i richiedenti asilo.</div>
<div class="articologirata">Tra le persone espellibili in base a questa direttiva rientrano infatti anche molti richiedenti asilo. Il riconoscimento dello status di asilo o di protezione internazionale avviene però dopo un ricorso che può durare anche mesi. Per questo le leggi al riguardo prevedono la tutela dell&#8217;effetto sospensivo del ricorso. La direttiva però non è molto chiara su questo punto e rischia di fungere da ulteriore spinta per la riforma che si vorrebbe fare in Italia e che appunto prevede proprio l&#8217;eleminazione di questo effetto sopsensivo del ricorso, attualmente invece garantito. Se questo avvenisse, però, molte persone che adesso attendono l&#8217;esito del ricorso potrebbero essere espulse verso i propri Paesi di origine, dove vengono applicate torture e dentenzioni disumane.</div>
<div class="articologirata">&#8220;In questo senso, la direttiva sarà sicuramente impugnata dalla Corte di Gisutizia - spiega Vassallo - perché c&#8217;è un contrasto tra questa ed il diritto ad un ricorso effettivo previsto dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei dirtitti dell&#8217;uomo. E allo stesso modo potrebbe essere impugnata anche davanti alla Corte Europea sui casi concreti ove dovesse essere modificata la legge italiana proprio in direzione della negazione dell&#8217;effetto sospensivo del ricorso in merito alle domande d&#8217;asilo&#8221;.</div>
<div class="articologirata"></div>
<div class="articologirata">La direttiva richiederebbe poi un investimento di soldi insostenibile anche, ma non solo, perché prevede la costruzione di numerosissimi CPT.</div>
<div class="articologirata">Gli Stati adesso hanno due nni per recepire la direttiva ma, come abbiamo visto, il risultato è tutt&#8217;altro che sicuro.</div>
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		<itunes:subtitle>Il destino della neonata e tanto criticata direttiva europea sui rimpatri, approvata dal Parlamento europeo il 18 giugno, egrave; tutt'altro che scontato. La misura egrave; ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Il destino della neonata e tanto criticata direttiva europea sui rimpatri, approvata dal Parlamento europeo il 18 giugno, egrave; tutt'altro che scontato. La misura egrave; infatti in netto contrasto con direttive precedenti in materia di asilo e protezione umanitaria e con i decereti legislativi di recepimento in Italia di queste direttive. Violando fondamentali diritti umani, egrave; quindi probabile che questa misura dovragrave; fare i conti con la Corte costituzionale, quella di Giustizia e quella Europea.
A scatenare le critiche sarebbe stato il principio che prevede la detenzione dei migranti nei CPT da 6 mesi ai 18 mesi. Un elemento che sicuramente preoccupa ma che rischia di fare ombra su altri apsetti ben piugrave; allarmanti.

Ma partiamo dall'inizio e svisceriamo la direttiva con l'aiuto dell'avvocato Fulvio Vassallo dell'Associazione  Studi Giuridici sull'Immigrazione (ASGI).

Sono due i canali di rimpatrio previsti dalla direttiva: quello volontario che scatta dopo l'intimazione a lasciare il territorio o, in casi contrari o particolari, la detenzione amministrativa e quindi l'esecuzione forzata dell'accompagnamento in frontiera. E' in questa condizione che egrave; previsto il trattenimento nei CPT da 6 ai 18 mesi, con la convalida da parte del giudice.  Lo stesso criterio egrave; previsto giagrave; in altri Paesi, come in Germania, dove egrave; perograve; sempre e solo rimasto sulla carta. Le cose infatti sono di solito andate in maniera ben peggiore. Se identficabile, infatti, il migrante viene espulso nell'arco di qualche mese; se non identificabile, e quindi se nessun paese fornisce i documenti di viaggio, il migrante puograve; rimanere nei CPT anche per anni. Di fronte a questa possibilitagrave; si mostra marginale la preoccuapazione sull'estensione della detenzione.
A far allarmare ancora di piugrave; sono altri due principi sanciti dalla manovra: la possibilitagrave; di espulsione e rimpatrio anche per i minori non accompagnati e l'espulsione in paesi di transito. Nel caso dell'Italia, il paese di transito sarebbe proprio la Libia, assiduo violatore della Convenzione di Ginevra sui diritti umani e dei rifugiati. A dimostrarlo i frequenti casi di violenza sessuale sulle donne da parte delle forze di polizia.
Altro scandalo sono le misure per i richiedenti asilo.
Tra le persone espellibili in base a questa direttiva rientrano infatti anche molti richiedenti asilo. Il riconoscimento dello status di asilo o di protezione internazionale avviene perograve; dopo un ricorso che puograve; durare anche mesi. Per questo le leggi al riguardo prevedono la tutela dell'effetto sospensivo del ricorso. La direttiva perograve; non egrave; molto chiara su questo punto e rischia di fungere da ulteriore spinta per la riforma che si vorrebbe fare in Italia e che appunto prevede proprio l'eleminazione di questo effetto sopsensivo del ricorso, attualmente invece garantito. Se questo avvenisse, perograve;, molte persone che adesso attendono l'esito del ricorso potrebbero essere espulse verso i propri Paesi di origine, dove vengono applicate torture e dentenzioni disumane.
"In questo senso, la direttiva saragrave; sicuramente impugnata dalla Corte di Gisutizia - spiega Vassallo - percheacute; c'egrave; un contrasto tra questa ed il diritto ad un ricorso effettivo previsto dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei dirtitti dell'uomo. E allo stesso modo potrebbe essere impugnata anche davanti alla Corte Europea sui casi concreti ove dovesse essere modificata la legge italiana proprio in direzione della negazione dell'effetto sospensivo del ricorso in merito alle domande d'asilo".

La direttiva richiederebbe poi un investimento di soldi insostenibile anche, ma non solo, percheacute; prevede la costruzione di numerosissimi CPT.
Gli Stati adesso hanno due nni per recepire la direttiva ma, come abbiamo visto, il risultato egrave; tutt'altro che sicuro.</itunes:summary>
		<itunes:keywords>Diritti,,In,Evidenza,,Politica,,Radio1812</itunes:keywords>
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		<title>Giornata internazionale dei migranti - maratona radiofonica globale</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2007/12/18/giornata-internazionale-dei-migranti-maratona-radiofonica-globale/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Dec 2007 12:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Oltre 60 radio da tutto il mondo prendono parte quest&#8217; anno alla seconda maratona radiofonica per la giornata mondiale dei migranti: Radio1812 2007
La redazione di Amisnet, in collaborazione con i partners italiani, partecipa con un ricco palinsesto che verra` trasmesso anche dal canale satellitare Med Info Radio 
a seguire: le produzioni raccolte per Radio1812
Ecco il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre <a href="http://www.radio1812.net/it/pagina/2007/12/comunicato_stampa_13_12_2007" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.radio1812.net');">60 radio da tutto il mondo</a> prendono parte quest&#8217; anno alla seconda maratona radiofonica per la giornata mondiale dei migranti: Radio1812 2007<br />
La redazione di Amisnet, in collaborazione con i partners italiani, partecipa con un ricco palinsesto che verra` trasmesso anche dal canale satellitare <a href="http://medinforadio.net" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/medinforadio.net');">Med Info Radio </a><br />
a seguire: le produzioni raccolte per <a href="http://www.radio1812.net/it" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.radio1812.net');">Radio1812</a><span id="more-4414"></span></p>
<p><strong>Ecco il palinsesto italiano:</strong></p>
<p></p>
<ul>
<li><img src="http://amisnet.org/wp-content/plugins/podpress/images/audio_mp3_icon.png" border="0" height="16" width="16" /> Asteriscoradio - Sunil | <a href="http://amisnet.org/files/2007/12/ospite_sunil.mp3" title="Asteriscoradio - Sunil" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/downloads/mp3/ospite_sunil.mp3');">Download</a></li>
<li><img src="http://amisnet.org/wp-content/plugins/podpress/images/audio_mp3_icon.png" border="0" height="16" width="16" /> Jingle radio1812 | <a href="http://amisnet.org/files/2007/12/radio1812-italian.mp3" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/downloads/mp3/radio1812-italian.mp3');">Download</a></li>
<li><img src="http://amisnet.org/wp-content/plugins/podpress/images/audio_mp3_icon.png" border="0" height="16" width="16" /> Audiodoc: una casa cosi. | <a href="http://amisnet.org/files/2007/12/una-casa-cosi.mp3" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/downloads/mp3/una-casa-cosi.mp3');">Download</a></li>
<li><img src="http://amisnet.org/wp-content/plugins/podpress/images/audio_mp3_icon.png" border="0" height="16" width="16" /> Lorenzo Galeazzi: neri come il carbone | <a href="http://amisnet.org/files/2007/12/zawiyah1.mp3" title="Libia, le violazioni dei diritti umani dei migranti" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/downloads/mp3/zawiyah1.mp3');">Download</a></li>
<li><img src="http://amisnet.org/wp-content/plugins/podpress/images/audio_mp3_icon.png" border="0" height="16" width="16" /> Fortress Europe: Libia, le violazioni dei diritti umani dei migranti | <a href="http://amisnet.org/files/2007/12/zawiyah1.mp3" title="Libia, le violazioni dei diritti umani dei migranti" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/downloads/mp3/zawiyah1.mp3');">Download</a></li>
<li><img src="http://amisnet.org/wp-content/plugins/podpress/images/audio_mp3_icon.png" border="0" height="16" width="16" /> Radiolina: Quest’anno Amato-Natale accetta solo 175.000 letterine | <a href="http://amisnet.org/files/2007/12/radiolina1812.mp3" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/downloads/mp3/radiolina1812.mp3');">Download</a></li>
<li><img src="http://amisnet.org/wp-content/plugins/podpress/images/audio_mp3_icon.png" border="0" height="16" width="16" /> Amisnet: Intervista con Mussie Zerai di Habesha <a href="http://amisnet.org/files/2007/12/mussiezeraisipresenta.mp3" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/downloads/mp3/mussiezeraisipresenta.mp3');">Download</a></li>
<li><img src="http://amisnet.org/wp-content/plugins/podpress/images/audio_mp3_icon.png" border="0" height="16" width="16" /> Fortress Europe: intervista con Romeo Cavallin, vicecomandante della guardia di finanza parla delle acque di Lampedusa | <a href="http://amisnet.org/files/2007/12/finanza.mp3" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/downloads/mp3/finanza.mp3');">Download</a></li>
</ul>
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		<title>L&#8217;Europa costruisce muri, e l&#8217;Italia è la prima a mettere mattoni</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Dec 2007 11:07:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>

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		<description><![CDATA[Mussie Zerai, eritreo che vive a Roma da più di 15 anni, è il responsabile dell&#8217;ong Habesha, un&#8217;associazione che si occupa di accoglienza dei migranti africani. Dal viaggio alla casa al lavoro ai documenti, Mussie racconta le difficoltà di una persona che arriva in Italia dall&#8217;Africa.


Mussie Zerai, dell&#8217;associazione Habesha, è a Roma dal 1992. Quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mussie Zerai, eritreo che vive a Roma da più di 15 anni, è il responsabile dell&#8217;ong Habesha, un&#8217;associazione che si occupa di accoglienza dei migranti africani. Dal viaggio alla casa al lavoro ai documenti, Mussie racconta le difficoltà di una persona che arriva in Italia dall&#8217;Africa.</p>
<h3></h3>
<p><span id="more-4401"></span></p>
<p>Mussie Zerai, dell&#8217;associazione Habesha, è a Roma dal 1992. Quando è arrivato in Italia dal suo paese, l&#8217;Eritrea, possedeva un visto regolare e il viaggio lo ha fatto a bordo di un aereo.</p>
<p>Oggi, ci racconta Mussie, qualsiasi eritreo che vuole raggiungere l&#8217;Europa deve prima di tutto attraversare la frontiera tra Eritrea e Sudan. &lt;La legge che vige in Eritrea dice che chiunque al di sotto di 50 anni per gli uomini e 40 anni per le donne non può lasciare il paese, per cui si è costretti a fuggire di nascosto, spesso corrompendo le guardie per non essere fcilati, perchè l&#8217;ordine del governo è quello di sparare a chi tenta di superare la frontiera&gt;, dice Mussie.</p>
<p>Una volta in Sudan, gli eritrei si ritrovano spesso abbandonati a se stessi, l&#8217;unica cosa su ui possono contare è la solidarietà, nella speranza che chi è partito prima di loro li ospiti sotto un tetto così da raccimolare qualche soldo per continuare il viaggio. Spesso il governo sudanese, di concerto con quello eritreo, organizza delle retate per rimpatriare i migranti. Le persone in Sudan non si sentono sicure e sono incentivate a proseguire il viaggio verso Nord. &lt;Se ci fossero la possibilità di presentare la richiesta d&#8217;asilo in Sudan, con un programma di rinsediamento nei paesi europei, tanti rischi si eviterebbero&gt;, continua Mussie.</p>
<p>Dopo il Sudan, l&#8217;ostacolo successivo è il deserto. Un&#8217;insidia gigante, &lt;spesso c&#8217;è una vendita dei migranti. Paghi per andare dal Sudan alla prima città che si incontra,  Cufra per esempio, però poi a metà strada l&#8217;autista che hao pagato ti fa scendere e tu dovrai pagare di nuovo a un secondo autista, se non hai i soldi rimani lì, nel deserto&gt;. Molti di loro vengono presi dai militari e trattenuti in una delle 21 carceri della Libia, finanziate anche dal governo italiano, dopo essere stati ripuliti di tutto quello che hanno. Anche qui si conta sulla solidarietà di parenti e amici per farsi finanziare la liberazione e il proseguo del viaggio, cioè la traversata del Mediterraneo.</p>
<p>Quando le persone giungono in Italia, il primo trauma è l&#8217;impatto con i Cpt, i centri di permanenza temporanea dove vengono rinchiusi e privati della loro libertà, proprio loro che sono venuti a cercare la libertà. E&#8217; per questo che i suicidi sono oati all&#8217;interno di queste strutture.</p>
<p>Il problema italiano è che non c&#8217;è un sistema di accoglienza nazionale, manca una legge organica sul diritto di asilo. &lt;Finite le prime identificazioni della persona, gli viene detto: questo è il cancello: vai!, per questo la gente si aggrega nelle grandi metropoli, come Roma e Milano, in cerca di amici, parenti, conterranei. Ma le grandi città non hanno le strutture per accogliere tutti&gt;, spiega Mussie &lt;Se ci fosse invece un sistema di accoglienza capillare, da questi centri le persone sarebbero smistate in centri di seconda accoglienza, che oltre al vitto e all&#8217;alloggio, prevederebbero corsi di lingua e di cultura italiana, così che si possa iniziare un vero cammino di integrazione&gt;.</p>
<p>Oggi ci sono delle esperienze pilota, ma sono ancora insufficienti e poco funzionali. Ancora non si è creata una rete di accoglienza nazionale, in cui ogni comune dia la disponibilità di quante persone può accogliere, cosicchè i centri di permanenza abbiano già una mappa dei posti disponibili dove mandare le persone.</p>
<p>A Roma gran parte degli africani vivono in case occupate, ad esempio alla Romanina. Qui in un palazzo di sette piani che era stato affittatto del comune per essere messo a disposizione per eritrei, etiopi, somali e sudanesi vivono circa 600 persone. Era stato presentato un progetto, in collaborazione con il X municipio, per creare un centro di seconda accoglienza, ci ha spiegato Mussie, dove si sarebbero potuti offrire corsi professionali e di lingua per accompagnare i migranti alla autonomia. Questo progetto non è stato totalmente approvato dal comune, che ha proposto di trasferire le persone in altre strutture, ma i migranti hanno rifiutato perchè sono stanci di essere traferiti da un centro a un altro, in posti che più che case sembrano ghetti. &lt;Noi chiediamo che le persone siano distribuite meglio nel territorio, così che possano accedere ai servizi della città. Non vogliamo che si faccia qualcosa ad hoc per i migranti. Altrimenti che integrazione è questa?&gt;</p>
<p>Anche l&#8217;accesso al mondo del lavoro è complicato.  &lt;L&#8217;immigrato oggi in Italia ha gli stessi doveri degli italani, ma non ha gli stessi diritti&gt;, ci dice Mussie, &lt;non ha il diritto di voto, non può accedere all&#8217;impiego pubblico, non può accedere a un certo tipo di lavoro anche se ha dieci lauree, eppure paga le tasse come tutti. La precarietà che investe i cittadini italiani investe anche i migranti, con la differenza che un immigrato che è qui da solo non ha una famiglia che gli copre le spalle. Quindi è più precario di tutti i precari d&#8217;Italia&gt;.</p>
<p>Indietro, in Africa non torna quasi nessuno, perchè la situazione attualmente non lo permette. Degli eritrei, quasi nessuno vorrebbe fermarsi in Italia, ma tutti la vedono come nazione di passaggio, per andare altrove: in Inghilterra o nei paesi scandinavi per esempio, perchè in Italia non trovano le possiblità di vita che avevano sognato. L&#8217;accordo di Dublino prevede che il primo paese in cui si approda è quello che ti deve ospitare. Chi prova ad andarsene dopo avere registrato le proprie impronte digitali in Italia, viene rimandato indietro &lt;La gente chiede: restituiteci le nostre impronte digitali. Almeno possiamo andare in un altro paese che ci può accolgliere, visto che l&#8217;Italia non è in grado di farlo&gt;, ci ha raccontato Mussie.</p>
<p>In più oggi l&#8217;Europa, come si è detto anche al recente incontro ull&#8217;Africa tenutosi a Lisbona, sta capendo come fare per bloccare gli arrivi, mentre i migranti chiedono di portare avanti un programma di settlement, come accade in altri paesi come l&#8217;Australia, perchè le persone che fuggono da guerre o situazioni a rischio vengano accolte nel paese di primo o di secondo approdo.</p>
<p>&lt;L&#8217;Europa sta costruendo un muro, e così facendo è diventata complice delle violazioni dei diritti umani di tutti quei paesi che si affacciano sul Mediterraneo&gt; conclude Mussie.</p>
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		<title>Una telefonata con un detenenuto in un carcere libico</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Dec 2007 09:36:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Radio1812]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Non vediamo la luce del sole da mesi.. Siamo stati portati fuori, spogliati nudi e picchiati&#8221;. Inizia così l&#8217;intervista a uno dei 500 migranti detenuti nel centro di detenzione di Zawiyah. Un documento esclusivo - prodotto da Fortress Europe, Agenzia Habeshia e Radio Parole - che documenta le condizioni degradanti in cui decine di migliaia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non vediamo la luce del sole da mesi.. Siamo stati portati fuori, spogliati nudi e picchiati&#8221;. Inizia così l&#8217;intervista a uno dei 500 migranti detenuti nel centro di detenzione di Zawiyah. Un documento esclusivo - prodotto da Fortress Europe, <a href="http://habeshia.blogspot.com/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/habeshia.blogspot.com');">Agenzia Habeshia</a> e <a href="http://www.radioparole.it/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.radioparole.it');">Radio Parole</a> - che documenta le condizioni degradanti in cui decine di migliaia di migranti e rifugiati sono arrestati e detenuti in Libia. Il loro reato? Essere candidati all&#8217;immigrazione clandestina verso la Sicilia.</p>
<h3></h3>
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		<itunes:summary>"Non vediamo la luce del sole da mesi.. Siamo stati portati fuori, spogliati nudi e picchiati". Inizia cosigrave; l'intervista a uno dei 500 migranti detenuti nel centro di detenzione di Zawiyah. Un documento esclusivo - prodotto da Fortress Europe, Agenzia Habeshia e Radio Parole - che documenta le condizioni degradanti in cui decine di migliaia di migranti e rifugiati sono arrestati e detenuti in Libia. Il loro reato? Essere candidati all'immigrazione clandestina verso la Sicilia.
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		<title>Lampedusa: così la Finanza deportava i migranti in Tunisia nel 2004</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Dec 2007 08:06:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ROMA - In intervista del 28 ottobre 2004, l&#8217;allora vice comandante della Guardia di Finanza a Lampedusa, Romeo Cavallin, intervistato da Roman Herzog, ammetteva i respingimenti dei migranti in alto mare verso la Tunisa come soluzione &#8220;ideale&#8221;.


&#8220;Ci sono stati rimpatri in base agli accordi con la Libia e più di recente trasbordi in mare con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA - In intervista del 28 ottobre 2004, l&#8217;allora vice comandante della Guardia di Finanza a Lampedusa, Romeo Cavallin, intervistato da Roman Herzog, ammetteva i respingimenti dei migranti in alto mare verso la Tunisa come soluzione &#8220;ideale&#8221;.</p>
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<p><span id="more-4435"></span></p>
<p>&#8220;Ci sono stati rimpatri in base agli accordi con la Libia e più di recente trasbordi in mare con la Tunisia. Sono stati passati sotto nostra vigilanza dal peschereccio al guardacoste tunisino e riportati direttamente in Tunisia presi in alto mare. In ogni caso non hanno ancora commesso nessun reato. Perché il reato di emigrazione clandestina, scatta qualora attraversino fascia 12 miglia, non sono ancora entrati in territorio italiano, vengono respinti prima, vengono rimandati a destinazione. Si cerca di bloccarli prima che entrino nelle acque italiane, il cosiddetto respingimento, di non consentire di entrare in Italia, questo sarebbe l’ideale&#8221;.</p>
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		<itunes:summary>ROMA - In intervista del 28 ottobre 2004, l'allora vice comandante della Guardia di Finanza a Lampedusa, Romeo Cavallin, intervistato da Roman Herzog, ammetteva i respingimenti dei migranti in alto mare verso la Tunisa come soluzione "ideale".



"Ci sono stati rimpatri in base agli accordi con la Libia e piugrave; di recente trasbordi in mare con la Tunisia. Sono stati passati sotto nostra vigilanza dal peschereccio al guardacoste tunisino e riportati direttamente in Tunisia presi in alto mare. In ogni caso non hanno ancora commesso nessun reato. Percheacute; il reato di emigrazione clandestina, scatta qualora attraversino fascia 12 miglia, non sono ancora entrati in territorio italiano, vengono respinti prima, vengono rimandati a destinazione. Si cerca di bloccarli prima che entrino nelle acque italiane, il cosiddetto respingimento, di non consentire di entrare in Italia, questo sarebbe lrsquo;ideale".</itunes:summary>
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		<title>Neri come il carbone. Gli italiani in Belgio - radio 1812</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Dec 2007 01:34:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Khaldoun</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Un racconto  l’esperienza degli italiani che, a partire dalla seconda metà degli anni ‘40, una condizione di particolare miseria ha costretto a partire verso una delle roccaforti dell’emigrazione italiana all’estero: le miniere di carbone della Vallonia, Belgio. Grazie alle testimonianze dirette degli ex minatori immigrati e all’intervento di alcuni esperti, ho cercato di raccontare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un racconto  l’esperienza degli italiani che, a partire dalla seconda metà degli anni ‘40, una condizione di particolare miseria ha costretto a partire verso una delle roccaforti dell’emigrazione italiana all’estero: le miniere di carbone della Vallonia, Belgio. Grazie alle testimonianze dirette degli ex minatori immigrati e all’intervento di alcuni esperti, ho cercato di raccontare le durissime condizioni di vita dei minatori e dei loro familiari nel periodo compreso fra il 1946 e gli anni ‘60. Dal viaggio verso il Belgio, al lavoro in miniera, alla vita di tutti i giorni fra casa e scuola per mogli e bambini. Una realtà fatta di diffidenza, discriminazioni, poche tutele sociali e tanta nostalgia di casa. Ora l’Italia è un paese di immigrazione e di passaggio, frontiera meridionale dell’Europa. Sono convinto che conoscere anche la storia di questi “nonni italiani” possa essere uno strumento utile a capire come i fenomeni migratori siano spesso accompagnati da sentimenti di diffidenza reciproca, problemi di adattamento, e tanta voglia di riscatto. Questioni sempre valide e attuali quando si lascia la propria casa per andare lontano a cercare di migliorare la propria condizione. Ieri l’Italia, oggi il Kurdistan, il Maghreb e l’Europa dell’Est. Le voci di “Neri come il carbone” sono degli ex minatori e dei loro familiari: Lella Prosdocimi, Gerardine Pelzer-Salandra, Calogero Licciardi e Francesco Mollica. Intervengono anche Fracois Gemenne, ricercatore presso l’Università di Liegi e Arnold Cassola, parlamentare italiano eletto all’estero. I suoni che accompagnano i racconti dei protagonisti sono frutto di una ricerca che ho condotto all’interno della tradizione popolare (intesa sia come pop che tradizionale) italiana dedicata all’emigrazione: dai canzonieri dei “Dischi del Sole”, ai brani di artisti famosi come Tenco, Endrigo e Fossati.</p>
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		<itunes:summary>Un racconto  lrsquo;esperienza degli italiani che, a partire dalla seconda metagrave; degli anni lsquo;40, una condizione di particolare miseria ha costretto a partire verso una delle roccaforti dellrsquo;emigrazione italiana allrsquo;estero: le miniere di carbone della Vallonia, Belgio. Grazie alle testimonianze dirette degli ex minatori immigrati e allrsquo;intervento di alcuni esperti, ho cercato di raccontare le durissime condizioni di vita dei minatori e dei loro familiari nel periodo compreso fra il 1946 e gli anni lsquo;60. Dal viaggio verso il Belgio, al lavoro in miniera, alla vita di tutti i giorni fra casa e scuola per mogli e bambini. Una realtagrave; fatta di diffidenza, discriminazioni, poche tutele sociali e tanta nostalgia di casa. Ora lrsquo;Italia egrave; un paese di immigrazione e di passaggio, frontiera meridionale dellrsquo;Europa. Sono convinto che conoscere anche la storia di questi ldquo;nonni italianirdquo; possa essere uno strumento utile a capire come i fenomeni migratori siano spesso accompagnati da sentimenti di diffidenza reciproca, problemi di adattamento, e tanta voglia di riscatto. Questioni sempre valide e attuali quando si lascia la propria casa per andare lontano a cercare di migliorare la propria condizione. Ieri lrsquo;Italia, oggi il Kurdistan, il Maghreb e lrsquo;Europa dellrsquo;Est. Le voci di ldquo;Neri come il carbonerdquo; sono degli ex minatori e dei loro familiari: Lella Prosdocimi, Gerardine Pelzer-Salandra, Calogero Licciardi e Francesco Mollica. Intervengono anche Fracois Gemenne, ricercatore presso lrsquo;Universitagrave; di Liegi e Arnold Cassola, parlamentare italiano eletto allrsquo;estero. I suoni che accompagnano i racconti dei protagonisti sono frutto di una ricerca che ho condotto allrsquo;interno della tradizione popolare (intesa sia come pop che tradizionale) italiana dedicata allrsquo;emigrazione: dai canzonieri dei ldquo;Dischi del Solerdquo;, ai brani di artisti famosi come Tenco, Endrigo e Fossati.</itunes:summary>
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		<title>Una casa così - radio 18 12</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 23:35:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Lazrak Benkadi è un rifugiato algerino che da dieci anni vive in Italia.
Lazrak è il coordinatore di un centro di accoglienza per donne straniere vittime di guerre e violenze. Per circa tre mesi, Lazrak ha tenuto un diario della sua vita.  La produzione è a cura  di Audiodoc, associazione audio documentaristi Ma anziché usare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lazrak Benkadi è un rifugiato algerino che da dieci anni vive in Italia.<br />
Lazrak è il coordinatore di un centro di accoglienza per donne straniere vittime di guerre e violenze. Per circa tre mesi, Lazrak ha tenuto un diario della sua vita.  La produzione è a cura  di Audiodoc, associazione audio documentaristi <span id="more-4404"></span>Ma anziché usare la consueta forma scritta, ha affidato i propri sentimenti e riflessioni a un piccolo registratore realizzando così un suo personale “audio diario”. In questo modo possiamo ascoltare alcuni frammenti della sua vita: le difficoltà del lavoro, l’improvvisa morte di una persona cara, i problemi delle donne che vengono accolte nel centro e così. Un racconto dal tono intimo e personale che potrebbe aiutarci a comprendere i pensieri di chi è costretto a causa di guerre, persecuzioni e violenze ad abbandonare tutto: la propria casa, il paese dove si è nati, i genitori o i figli.</p>
<p>Autori: Lazrak Benkadi e Andrea Giuseppini<br />
Produzione: Audiodoc associazione audio documentaristi<br />
NOTA IMPORTANTE: il lavoro è stato concepito per un ascolto stereofonico.<br />
Sommando i canali destro e sinistro o ascoltando in mono si perdono gran parte degli effetti di montaggio.</p>
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Lazrak egrave; il coordinatore di un centro di accoglienza per donne straniere vittime ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Lazrak Benkadi egrave; un rifugiato algerino che da dieci anni vive in Italia.
Lazrak egrave; il coordinatore di un centro di accoglienza per donne straniere vittime di guerre e violenze. Per circa tre mesi, Lazrak ha tenuto un diario della sua vita.nbsp; La produzione egrave; a curanbsp; di Audiodoc, associazione audio documentaristi Ma anzicheacute; usare la consueta forma scritta, ha affidato i propri sentimenti e riflessioni a un piccolo registratore realizzando cosigrave; un suo personale ldquo;audio diariordquo;. In questo modo possiamo ascoltare alcuni frammenti della sua vita: le difficoltagrave; del lavoro, lrsquo;improvvisa morte di una persona cara, i problemi delle donne che vengono accolte nel centro e cosigrave;. Un racconto dal tono intimo e personale che potrebbe aiutarci a comprendere i pensieri di chi egrave; costretto a causa di guerre, persecuzioni e violenze ad abbandonare tutto: la propria casa, il paese dove si egrave; nati, i genitori o i figli.

Autori: Lazrak Benkadi e Andrea Giuseppini
Produzione: Audiodoc associazione audio documentaristi
NOTA IMPORTANTE: il lavoro egrave; stato concepito per un ascolto stereofonico.
Sommando i canali destro e sinistro o ascoltando in mono si perdono gran parte degli effetti di montaggio.</itunes:summary>
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		<title>Storie di viaggio, storie di vita - radio 18 12</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 23:28:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Brevi]]></category>

		<category><![CDATA[Radio1812]]></category>

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		<description><![CDATA[Quattro storie a confronto di giovani immigrati in Italia per scelta e curiosità.
Unico neo? La nostra informazione
Da Nova Radio , autrice: Isabella Mancini
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quattro storie a confronto di giovani immigrati in Italia per scelta e curiosità.</p>
<p>Unico neo? La nostra informazione</p>
<p>Da <a href="http://www.novaradio.info/bhopal/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.novaradio.info');">Nova Radio , </a>autrice: Isabella Mancini</p>
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		<itunes:subtitle>Quattro storie a confronto di giovani immigrati in Italia per scelta e curiositagrave;.

Unico neo? La nostra informazione

Da Nova Radio , autrice: Isabella Mancini </itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Quattro storie a confronto di giovani immigrati in Italia per scelta e curiositagrave;.

Unico neo? La nostra informazione

Da Nova Radio , autrice: Isabella Mancini</itunes:summary>
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		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
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		<title>Radio 1812: le radio e i migranti</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2007/12/13/radio-1812-partecipa-anche-tu/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 07:50:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Brevi]]></category>

		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

		<category><![CDATA[Radio1812]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 18 dicembre, in occasione della Giornata Internazionale del Migrante, l&#8217;associazione belga December 18 invita tutte le radio a partecipare al progetto Radio 1812. Se hai realizzato un documentario, interviste, programmi, approfondimenti sul tema &#60;migranti&#62;, inseriscili nel sito www.radio1812.net. Puoi anche dare il tuo contributo semplicemente trasmettendo il jingle di Radio1812 scaricabile qua sotto.

Cos’è Radio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 18 dicembre, in occasione della Giornata Internazionale del Migrante, l&#8217;associazione belga December 18 invita tutte le radio a partecipare al progetto Radio 1812. Se hai realizzato un documentario, interviste, programmi, approfondimenti sul tema &lt;migranti&gt;, inseriscili nel sito www.radio1812.net. Puoi anche dare il tuo contributo semplicemente trasmettendo il jingle di Radio1812 scaricabile qua sotto.</p>
<h3></h3>
<p align="justify"><strong>Cos’è Radio 1812?</strong></p>
<p align="justify">Radio 1812 è un’iniziativa di December 18, il centro di documentazione e promozione internazionale per i diritti umani dei lavoratori migranti. <strong>Radio 1812 é un evento mondiale nel quale si realizzano e diffondono trasmissioni radiofoniche dedicate alla Giornata Internazionale dei Migranti provenienti da tutto il mondo</strong>.</p>
<p align="justify">Il 18 dicembre 2006, nel corso della prima edizione di Radio 1812, la programmazione radiofonica dedicata alla Giornata Internazionale dei Migranti (GIM) è partita dall’Asia per proseguire, secondo il fuso orario delle diverse zone, sino alla costa occidentale del continente americano; all’iniziativa hanno preso parte 53 emittenti radio provenienti da oltre 25 paesi.</p>
<p align="justify">L’edizione 2006 di Radio 1812 ha inoltre ricevuto il sostegno di personalità di rilievo come Louise Arbour, Alto Commissario ONU per i diritti umani e Mary Robinson, ex Presidente della Repubblica di Irlanda e già Alto Commissario ONU per i diritti umani, nonché l’apporto di autorevoli attivisti impegnati nel campo della migrazione e dei diritti umani dei migranti.</p>
<p align="justify">Per saperne di più, visita il sito dell’<a href="http://2006.radio1812.net/" title="edizione 2006" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/2006.radio1812.net');">edizione 2006</a> di Radio 1812.</p>
<p align="justify"><strong>Perchè Radio 1812?</strong></p>
<p align="justify">Dal 2000, la comunità internazionale ha utilizzato la Giornata Internazionale dei Migranti, che si svolge il 18 dicembre, per ricordare e promuovere i diritti umani dei migranti. Il filo conduttore di tutte le iniziative dedicate alla GIM è quello di far sentire la voce dei migranti e questo intento è esattamente il fulcro del progetto Radio 1812: <strong>collegare le comunità di migranti di tutto il mondo attorno al tema quanto mai attuale della tutela dei diritti dei migranti</strong>.</p>
<p align="justify"><strong>Cosa farà Radio 1812?</strong></p>
<p align="justify">Al fine di imprimere un ulteriore impulso alle iniziative celebrative della Giornata Internazionale dei Migranti, Radio 1812 invita le emittenti radiofoniche e le organizzazioni di e per i migranti a:</p>
<ul>
<li>
<p align="justify">Contribuire e condividere con altri i propri materiali audio riguardanti il tema della migrazione tramite il sito web di Radio 1812 nel periodo che antecede la giornata del 18 dicembre.</p>
</li>
<li>
<p align="justify">Diffondere una programmazione dedicata al tema della migrazione nel corso della giornata del 18 dicembre 2006 allo scopo di partecipare e contribuire a questo evento radiofonico mondiale dedicato al tema della migrazione.</p>
</li>
</ul>
<p align="justify"><strong>Come partecipare?</strong></p>
<p align="justify">L’iniziativa di Radio 1812 non può essere realizzata senza il tuo sostegno: unisciti e partecipa a questo importante evento radiofonico mondiale! <strong>Il team di Radio 1812 ti invita a prendere parte a questo evento</strong> allo scopo di coinvolgere un numero ancora maggiore di paesi, emittenti radiofoniche, organizzazioni e persone di tutto il mondo nelle celebrazioni della GIM il prossimo 18 dicembre 2007.</p>
<p align="justify">Le emittenti radiofoniche interessate a partecipare a Radio 1812, le organizzazioni di e per i migranti che desiderino oragnizzare dell’iniziative locali per la GIM e tutte le persone interessate a dare il proprio contributo in qualità di volontari, possono contattare il team di Radio 1812 al seguente indirizzo <a href="mailto:radio1812@december18.net">radio1812@december18.net</a> o vsitare il sito <a href="http://www.radio1812.net/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.radio1812.net');">www.radio1812.net</a>.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p><span id="more-4376"></span></p>
]]></content:encoded>
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		<itunes:subtitle>Il 18 dicembre, in occasione della Giornata Internazionale del Migrante, l'associazione belga December 18 invita tutte le radio a partecipare al progetto Radio 1812. Se ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Il 18 dicembre, in occasione della Giornata Internazionale del Migrante, l'associazione belga December 18 invita tutte le radio a partecipare al progetto Radio 1812. Se hai realizzato un documentario, interviste, programmi, approfondimenti sul tema #60;migranti#62;, inseriscili nel sito www.radio1812.net. Puoi anche dare il tuo contributo semplicemente trasmettendo il jingle di Radio1812 scaricabile qua sotto.

Cosrsquo;egrave; Radio 1812?
Radio 1812 egrave; unrsquo;iniziativa di December 18, il centro di documentazione e promozione internazionale per i diritti umani dei lavoratori migranti. Radio 1812 eacute; un evento mondiale nel quale si realizzano e diffondono trasmissioni radiofoniche dedicate alla Giornata Internazionale dei Migranti provenienti da tutto il mondo.
Il 18 dicembre 2006, nel corso della prima edizione di Radio 1812, la programmazione radiofonica dedicata alla Giornata Internazionale dei Migranti (GIM) egrave; partita dallrsquo;Asia per proseguire, secondo il fuso orario delle diverse zone, sino alla costa occidentale del continente americano; allrsquo;iniziativa hanno preso parte 53 emittenti radio provenienti da oltre 25 paesi.
Lrsquo;edizione 2006 di Radio 1812 ha inoltre ricevuto il sostegno di personalitagrave; di rilievo come Louise Arbour, Alto Commissario ONU per i diritti umani e Mary Robinson, ex Presidente della Repubblica di Irlanda e giagrave; Alto Commissario ONU per i diritti umani, noncheacute; lrsquo;apporto di autorevoli attivisti impegnati nel campo della migrazione e dei diritti umani dei migranti.
Per saperne di piugrave;, visita il sito dellrsquo;edizione 2006 di Radio 1812.
Perchegrave; Radio 1812?
Dal 2000, la comunitagrave; internazionale ha utilizzato la Giornata Internazionale dei Migranti, che si svolge il 18 dicembre, per ricordare e promuovere i diritti umani dei migranti. Il filo conduttore di tutte le iniziative dedicate alla GIM egrave; quello di far sentire la voce dei migranti e questo intento egrave; esattamente il fulcro del progetto Radio 1812: collegare le comunitagrave; di migranti di tutto il mondo attorno al tema quanto mai attuale della tutela dei diritti dei migranti.
Cosa faragrave; Radio 1812?
Al fine di imprimere un ulteriore impulso alle iniziative celebrative della Giornata Internazionale dei Migranti, Radio 1812 invita le emittenti radiofoniche e le organizzazioni di e per i migranti a:


	
Contribuire e condividere con altri i propri materiali audio riguardanti il tema della migrazione tramite il sito web di Radio 1812 nel periodo che antecede la giornata del 18 dicembre.

	
Diffondere una programmazione dedicata al tema della migrazione nel corso della giornata del 18 dicembre 2006 allo scopo di partecipare e contribuire a questo evento radiofonico mondiale dedicato al tema della migrazione.


Come partecipare?
Lrsquo;iniziativa di Radio 1812 non puograve; essere realizzata senza il tuo sostegno: unisciti e partecipa a questo importante evento radiofonico mondiale! Il team di Radio 1812 ti invita a prendere parte a questo evento allo scopo di coinvolgere un numero ancora maggiore di paesi, emittenti radiofoniche, organizzazioni e persone di tutto il mondo nelle celebrazioni della GIM il prossimo 18 dicembre 2007.
Le emittenti radiofoniche interessate a partecipare a Radio 1812, le organizzazioni di e per i migranti che desiderino oragnizzare dellrsquo;iniziative locali per la GIM e tutte le persone interessate a dare il proprio contributo in qualitagrave; di volontari, possono contattare il team di Radio 1812 al seguente indirizzo radio1812@december18.net o vsitare il sito www.radio1812.net.
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