<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd"
	xmlns:dtvmedia="http://participatoryculture.org/RSSModules/dtv/1.0"
	xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
>

<channel>
	<title>Amisnet &#187; World Social Forum 2008</title>
	<atom:link href="http://amisnet.org/agenzia/archivio/cooperazione/world-social-forum-2008/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://amisnet.org</link>
	<description>Informazione Sociale Quotidiana</description>
	<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 11:55:01 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.5.1</generator>
	<language>it</language>
		<!-- podcast_generator="podPress/8.5" -->
		<copyright>&#xA9;Amisnet </copyright>
		<managingEditor>web@amisnet.org (Amisnet)</managingEditor>
		<webMaster>web@amisnet.org</webMaster>
		<category>News &amp; Politics</category>
		<ttl>1440</ttl>
		<itunes:keywords>ambiente, conflitti, cooperazione, diritti, economia, politica, informazione sociale</itunes:keywords>
		<itunes:subtitle>Informazione sociale e programmi di approfondimento dalla redazione di AMISnet.</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Amisnet e' un'agenzia radiofonica attiva da oltre 9 anni. La sua principale attivita' consiste nella produzione e la distribuzione di prodotti radiofonici di approfondimento a circa 35 radio italiane. Il podcast e' una selezione quotidiana dei servizi audio distribuiti tramite i siti del network Amisnet.</itunes:summary>
		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
		<itunes:category text="News &amp; Politics"/>
<itunes:category text="Government &amp; Organizations"/>
<itunes:category text="Society &amp; Culture"/>
		<itunes:owner>
			<itunes:name>Amisnet</itunes:name>
			<itunes:email>web@amisnet.org</itunes:email>
		</itunes:owner>
		<itunes:block>No</itunes:block>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:image href="http://amisnet.org/feedimg/amisnet-300.jpg" />
		<image>
			<url>http://amisnet.org/feedimg/amisnet-144.jpg</url>
			<title>Amisnet</title>
			<link>http://amisnet.org</link>
			<width>144</width>
			<height>144</height>
		</image>
		<item>
		<title>WSF 2008: come reagire alle nuove tendenze dell&#8217;economia globale?</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/01/24/wsf-2008-come-reagire-alle-nuove-tendenze-delleconomia-globale/</link>
		<comments>http://amisnet.org/agenzia/2008/01/24/wsf-2008-come-reagire-alle-nuove-tendenze-delleconomia-globale/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 12:17:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[AudioNews]]></category>

		<category><![CDATA[World Social Forum 2008]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amisnet.org/agenzia/2008/01/24/wsf-2008-come-reagire-alle-nuove-tendenze-delleconomia-globale/</guid>
		<description><![CDATA[La povertà, le diseguaglianze ed i sorprusi nel mondo continuano ad aumentare. Non è una novità.  Il perché è da ricercare nel processo di globalizzazione che ha superato le tradizionali logiche della politica nazionale, già di per sé inefficace. Combattere questi fenomeni, insomma, significa combattere le politiche neoliberiste di cui sono frutto. Per questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/01/agricoltori.jpg" title="agricoltore"><img src="http://amisnet.org/files/2008/01/agricoltori.jpg" alt="agricoltore" align="left" height="221" width="330" /></a>La povertà, le diseguaglianze ed i sorprusi nel mondo continuano ad aumentare. Non è una novità.  Il perché è da ricercare nel processo di globalizzazione che ha superato le tradizionali logiche della politica nazionale, già di per sé inefficace. Combattere questi fenomeni, insomma, significa combattere le politiche neoliberiste di cui sono frutto. Per questo l&#8217;evento che dal 2001 unisce ogni anno i movimenti di lotta sociale nel mondo, il <a href="http://www.wsf2008.net" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.wsf2008.net');"><strong>World Social Forum</strong></a>, ha scelto questo comune &#8220;nemico&#8221; da sconfiggere. <span id="more-4537"></span>Le istituzioni politiche hanno ormai lasciato il posto a quelle finanziarie nel ruolo di veri attori protagonisti nella società globale. In questo spostamento dalla dimensione politica a quella economica, più sfuggente e autoderminante, i movimenti e le lotte nei territori devono così a ragione focalizzare le loro pressioni non più su ministri e presidenti ma su manager, multinazionali e colossi finanziari.</p>
<p>In una società globale in cui è l&#8217;economia  a determinare ogni cosa, occorre poi fare i conti con altre due nuove preoccupanti tendenze: &#8220;da una parte, - come spiega Antonio Tricarico della <a href="http://www.crbm.org" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.crbm.org');"><strong>Campagna per la riforma della Banca mondiale (CRBM)</strong></a> - quella verso le grosse concentrazioni soprattutto nel settore delle grandi distribuzioni con impatti enormi sulla economia mondiale reale e, di contro, quella addirittua di utilizzare gli aiuti allo sviluppo per aprire nuovi mercati&#8221;.</p>
<p>Facciamo qualche passo indietro. 60 anni fa nasceva un’agenzia globale per lo sviluppo e la lotta contro la povertà, la Banca mondiale (formata da IBRD, IDA, IFC, MIGA ed ICSID): l&#8217;unico soggetto finanziario che avrebbe dovuto funzionare da equilibratore del mega meccanismo economico e dunque rimediare agli squilibri tra paesi, gruppi ed inidivdui schiacciati dalla logica del commercio globale. Nulla di tutto ciò è accaduto. La Banca modiale si è al contrario dimostrata essere uno spauracchio, presente solo sulla carta e sotto il controllo in realtà dei Paesi ricchi, a sua volta paradossalmente vittime delle pressioni dei grandi sistemi finanziari.  Inoltre, gran parte delle sue politiche sono incentrate ad una promozione dello sviluppo e ad una crescita economica legata al settore privato e a discapito dei piccoli agricoltori. Dunque qualcosa non funziona. In questo senso, - ancora Tricarico - &#8220;occorre capovolgere questa impostazione e capire dove e come indirizzare i finanziamenti&#8221;. Dal 1996, <a href="http://www.crbm.org" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.crbm.org');"><strong>la  Campagna per la riforma della Banca mondiale</strong></a>, che riunisce numerose associazioni e ong italiane, preme per un cambiamento di questo istituto, nella continua ricerca di un modello soddisfacente e adeguato alle nuove tendenze al fine di ridistribuire con equilibrio le ricchezze tra il Nord e Sud del mondo.</p>
<p>&#8220;La CRBM - spiegano gli stessi soggetti promotori - lavora per una democratizzazione ed una profonda riforma ambientale e sociale delle istituzioni finanziarie internazionali che rimangono i principali responsabili dell’iniquo processo di globabblici e privati dal Nord verso il Sud del mondo, in solidarietà con le comunità locali che li vivono in prima persona ed all’interno di numerlizzazione che viviamo, con un’attenzione particolare agli impatti ambientali, sociali, di sviluppo e sui diritti umani degli investimenti puose reti della società civile internazionale&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amisnet.org/agenzia/2008/01/24/wsf-2008-come-reagire-alle-nuove-tendenze-delleconomia-globale/feed/</wfw:commentRss>
			<enclosure url="http://amisnet.org/podpress_trac/feed/4537/0/20080124wsf_crbm.mp3" length="5550982" type="audio/mpeg"/>
<itunes:duration>5:47</itunes:duration>
		<itunes:subtitle>La povertagrave;, le diseguaglianze ed i sorprusi nel mondo continuano ad aumentare. Non egrave; una novitagrave;.  Il percheacute; egrave; da ricercare nel processo di ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>La povertagrave;, le diseguaglianze ed i sorprusi nel mondo continuano ad aumentare. Non egrave; una novitagrave;.  Il percheacute; egrave; da ricercare nel processo di globalizzazione che ha superato le tradizionali logiche della politica nazionale, giagrave; di per seacute; inefficace. Combattere questi fenomeni, insomma, significa combattere le politiche neoliberiste di cui sono frutto. Per questo l'evento che dal 2001 unisce ogni anno i movimenti di lotta sociale nel mondo, il World Social Forum, ha scelto questo comune "nemico" da sconfiggere. Le istituzioni politiche hanno ormai lasciato il posto a quelle finanziarie nel ruolo di veri attori protagonisti nella societagrave; globale. In questo spostamento dalla dimensione politica a quella economica, piugrave; sfuggente e autoderminante, i movimenti e le lotte nei territori devono cosigrave; a ragione focalizzare le loro pressioni non piugrave; su ministri e presidenti ma su manager, multinazionali e colossi finanziari.

In una societagrave; globale in cui egrave; l'economia  a determinare ogni cosa, occorre poi fare i conti con altre due nuove preoccupanti tendenze: "da una parte, - come spiega Antonio Tricarico della Campagna per la riforma della Banca mondiale (CRBM) - quella verso le grosse concentrazioni soprattutto nel settore delle grandi distribuzioni con impatti enormi sulla economia mondiale reale e, di contro, quella addirittua di utilizzare gli aiuti allo sviluppo per aprire nuovi mercati".

Facciamo qualche passo indietro. 60 anni fa nasceva unrsquo;agenzia globale per lo sviluppo e la lotta contro la povertagrave;, la Banca mondiale (formata da IBRD, IDA, IFC, MIGA ed ICSID): l'unico soggetto finanziario che avrebbe dovuto funzionare da equilibratore del mega meccanismo economico e dunque rimediare agli squilibri tra paesi, gruppi ed inidivdui schiacciati dalla logica del commercio globale. Nulla di tutto ciograve; egrave; accaduto. La Banca modiale si egrave; al contrario dimostrata essere uno spauracchio, presente solo sulla carta e sotto il controllo in realtagrave; dei Paesi ricchi, a sua volta paradossalmente vittime delle pressioni dei grandi sistemi finanziari.  Inoltre, gran parte delle sue politiche sono incentrate ad una promozione dello sviluppo e ad una crescita economica legata al settore privato e a discapito dei piccoli agricoltori. Dunque qualcosa non funziona. In questo senso, - ancora Tricarico - "occorre capovolgere questa impostazione e capire dove e come indirizzare i finanziamenti". Dal 1996, la  Campagna per la riforma della Banca mondiale, che riunisce numerose associazioni e ong italiane, preme per un cambiamento di questo istituto, nella continua ricerca di un modello soddisfacente e adeguato alle nuove tendenze al fine di ridistribuire con equilibrio le ricchezze tra il Nord e Sud del mondo.

"La CRBM - spiegano gli stessi soggetti promotori - lavora per una democratizzazione ed una profonda riforma ambientale e sociale delle istituzioni finanziarie internazionali che rimangono i principali responsabili dellrsquo;iniquo processo di globabblici e privati dal Nord verso il Sud del mondo, in solidarietagrave; con le comunitagrave; locali che li vivono in prima persona ed allrsquo;interno di numerlizzazione che viviamo, con unrsquo;attenzione particolare agli impatti ambientali, sociali, di sviluppo e sui diritti umani degli investimenti puose reti della societagrave; civile internazionale".</itunes:summary>
		<itunes:keywords>AudioNews,,World,Social,Forum,2008</itunes:keywords>
		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:block>No</itunes:block>
	</item>
		<item>
		<title>WSF 2008: Repubblica Ceca contro  le basi USA</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/01/23/wsf-2008-repubblica-ceca-contro-le-basi-usa/</link>
		<comments>http://amisnet.org/agenzia/2008/01/23/wsf-2008-repubblica-ceca-contro-le-basi-usa/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 11:38:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[World Social Forum 2008]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amisnet.org/agenzia/2008/01/23/wsf-2008-repubblica-ceca-contro-le-basi-usa/</guid>
		<description><![CDATA[Anche in Repubblica Ceca, così come in Italia, per il Golobal Action Day del 26 gennaio i movimenti sociali protesteranno contro la corsa globale agli armamenti, la militarizzazione e la nuova cotruzione di basi militari statunitensi. Saranno azioni dimostrative che in particolare vogliono denunciare le negozioazioni segrete avviate dal Presidente ceco con l&#8217;amministrazione Bush nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/01/20070212210417praga1.jpg" title="protesta 2007 contro base usa repubblica ceca"><img src="http://amisnet.org/files/2008/01/20070212210417praga1.jpg" alt="protesta 2007 contro base usa repubblica ceca" align="left" height="212" width="316" /></a>Anche in Repubblica Ceca, così come in Italia, per il Golobal Action Day del 26 gennaio i movimenti sociali protesteranno contro la corsa globale agli armamenti, la militarizzazione e la nuova cotruzione di basi militari statunitensi. Saranno azioni dimostrative che in particolare vogliono denunciare le negozioazioni segrete avviate dal Presidente ceco con l&#8217;amministrazione Bush nel 2002 e riguardanti la costruzione di nuove basi USA in Repubblica Ceca e Polonia; negoziazioni definite nel dettaglio alla fine del 2006, momento da cui, come spiega il promotore dell&#8217;iniziativa Mirek Prokes, hanno preso il via numerose azioni del movimento pacifista ceco, culminate, due giorni fa, con la raccolta di oltre 200mila firme per una petizione e per un referendum che chiarisca al presidente ceco l&#8217;opinione della società civile su questo tema.</p>
<p><strong><a href="http://wsf2008.net/it/node/3065" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/wsf2008.net');">L&#8217;azione si terrà il 26 gennaio, a Praga, a partire dalle due del pomeriggio.</a> Noi abbiamo intervistato il promotore dell&#8217;iniziativa, Mirek Prokes, che ci ha introdotto il ruolo dei movimenti sociali in Republica Ceca e gli obiettivi concreti dell&#8217;azione in programma.  </strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amisnet.org/agenzia/2008/01/23/wsf-2008-repubblica-ceca-contro-le-basi-usa/feed/</wfw:commentRss>
			<enclosure url="http://amisnet.org/podpress_trac/feed/4531/0/wsf2008_forum_ceco_controlebasi.mp3" length="7326013" type="audio/mpeg"/>
<itunes:duration>7:38</itunes:duration>
		<itunes:subtitle>Anche in Repubblica Ceca, cosigrave; come in Italia, per il Golobal Action Day del 26 gennaio i movimenti sociali protesteranno contro la corsa globale agli ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Anche in Repubblica Ceca, cosigrave; come in Italia, per il Golobal Action Day del 26 gennaio i movimenti sociali protesteranno contro la corsa globale agli armamenti, la militarizzazione e la nuova cotruzione di basi militari statunitensi. Saranno azioni dimostrative che in particolare vogliono denunciare le negozioazioni segrete avviate dal Presidente ceco con l'amministrazione Bush nel 2002 e riguardanti la costruzione di nuove basi USA in Repubblica Ceca e Polonia; negoziazioni definite nel dettaglio alla fine del 2006, momento da cui, come spiega il promotore dell'iniziativa Mirek Prokes, hanno preso il via numerose azioni del movimento pacifista ceco, culminate, due giorni fa, con la raccolta di oltre 200mila firme per una petizione e per un referendum che chiarisca al presidente ceco l'opinione della societagrave; civile su questo tema.

L'azione si terragrave; il 26 gennaio, a Praga, a partire dalle due del pomeriggio. Noi abbiamo intervistato il promotore dell'iniziativa, Mirek Prokes, che ci ha introdotto il ruolo dei movimenti sociali in Republica Ceca e gli obiettivi concreti dell'azione in programma.  </itunes:summary>
		<itunes:keywords>World,Social,Forum,2008</itunes:keywords>
		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:block>No</itunes:block>
	</item>
		<item>
		<title>WSF 2008: i mille volti del no alla guerra</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/01/22/wsf-2008-i-mille-volti-del-no-alla-guerra/</link>
		<comments>http://amisnet.org/agenzia/2008/01/22/wsf-2008-i-mille-volti-del-no-alla-guerra/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 17:28:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AMISnet</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[World Social Forum 2008]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amisnet.org/agenzia/2008/01/22/wsf-2008-i-mille-volti-del-no-alla-guerra/</guid>
		<description><![CDATA[Fonte: Rete Lilliput
Una delle questioni più urgenti da affrontare su scala mondiale è il pericolo nucleare che vede le super-potenze proseguire nell’uso dell’arma atomica come minaccia verso i paesi e le popolazioni del Sud del mondo.
Consapevoli dell’importanza dell’azione che parte dal locale, le varie realtà legate a Rete di Lilliput partecipano a questa giornata con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: Rete Lilliput<br />
</strong>Una delle questioni più urgenti da affrontare su scala mondiale è il <strong>pericolo nucleare</strong> che vede le super-potenze proseguire nell’uso dell’arma atomica come minaccia verso i paesi e le popolazioni del Sud del mondo.</p>
<p>Consapevoli dell’importanza dell’azione che parte dal locale, le varie realtà legate a <a href="http://www.retelilliput.org" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.retelilliput.org');"><strong>Rete di Lilliput</strong></a> partecipano a questa giornata con la <strong>proposta di iniziativa popolare per un’Italia libera da armi nucleari</strong>.<span id="more-4526"></span> La proposta - sostenuta da più di 50 organizzazioni in Italia e nasce dall&#8217;idea che le &#8220;vecchie&#8221; atomiche presenti nelle basi militari di Aviano e Ghedi, oltre a contrastare con il trattato di non Proliferazione sottoscritto dall&#8217;Italia, sono un grosso ostacolo sulla via del disarmo nucleare e offrono un&#8217;ottima scusa a qualsiasi altro paese per dotarsi a sua volta della Bomba. In varie forme – dal tradizionale banchetto all’effervescente uscita teatrale – si potrà sostenere la raccolta di firme procurandosi i moduli di attivazione che hanno i gruppi territoriali.</p>
<p>Nell’agenda dei movimenti sociali non può mancare l’impegno per una terra disarmata e quindi Rete di Lilliput conferma il <strong>sostegno alla richiesta di moratoria sulla nuova base ‘Dal Molin’ a Vicenza</strong>. La raccolta di adesioni per la Moratoria vuole ricordare a tutte le forze politiche del centro-sinistra a rifiutare il nuovo progetto di guerra e l’impegno preso con gli elettori per attivare le procedure per la convocazione della seconda conferenza nazionale sulle servitù militari, come previsto dal programma dell&#8217;Unione.</p>
<p>Siamo di fronte all&#8217;ennesimo gravissimo atto di delegittimazione popolare visto il mancato coinvolgimento dei cittadini in scelte di così grande importanza. Il caso di Vicenza dimostra che la difesa del suolo italiano sottostà alle condizioni dettate dalla Costituzione italiane (vedi art.11) e per questo vogliamo pensare a un futuro in cui l&#8217;unica difesa sia quella popolare e nonviolenta.</p>
<p>È vergognoso che <strong>in due anni le spese militari del nostro Paese siano aumentate di più del 20%</strong>, raggiungendo la cifra record di oltre 23 miliardi di euro. E questo mentre ci viene detto che non ci sono i soldi per gli insegnanti di sostegno nelle scuole e il servizio civile volontario viene sempre più ridimensionato. I soldi quindi ci sono, ma il governo sceglie di impiegarli per le Forze armate piuttosto che per fare fronte ad altre necessità.</p>
<p>Bisogna soprattutto tener conto di <strong>due elementi</strong>: i costosissimi programmi internazionali di riarmo a cui l&#8217;Italia partecipa e il numero eccessivo di militari che compongono le Forze armate. Abbiamo oltre 185mila militari in servizio, sui 190mila previsti, e di questi più di 100mila, quindi la maggioranza, sono graduati: 25mila ufficiali e 75mila sottoufficiali, di cui oltre 63mila marescialli.</p>
<p>Poi ci sono i <strong>sistemi d&#8217;arma</strong> con i progetti faraonici con ambizioni da superpotenza, sperperando ingenti cifre di soldi pubblici, e poi non si hanno i soldi per carburante e pezzi di ricambio. La nuova portaerei Cavour, oppure l&#8217;Eurofighter (programma per lo sviluppo di velivoli per la difesa area) e poi il Joint Strike Fighter (cacciabombardiere, in grado di portare anche bombe atomiche). Oltre a questi costi esagerati ci chiediamo: sulla base della nostra Costituzione, che esclude la guerra, cosa dobbiamo farci di queste macchine e strutture da guerra. Chi dobbiamo andare a bombardare?</p>
<p>Al contrario dovremmo <strong>porre fine alla missione militare in Afghanistan</strong>, da tempo passata sotto il comando della Nato e pienamente inserita - con i rischi conseguenti - nella guerra &#8220;al terrore&#8221;.<br />
L&#8217;Afghanistan ha bisogno di essere in pace e di essere sostenuto nella ricostruzione di una economia disastrata e poter decidere del proprio destino.</p>
<p><strong>AGIAMO INSIEME PER UN ALTRO MONDO!</strong> - L&#8217;appello si può firmare sul sito <a href="http://www.wsf2008.net/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.wsf2008.net');">www.wsf2008.net</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amisnet.org/agenzia/2008/01/22/wsf-2008-i-mille-volti-del-no-alla-guerra/feed/</wfw:commentRss>
			<enclosure url="http://amisnet.org/podpress_trac/feed/4526/0/20080122wsf_lilliput.mp3" length="2374719" type="audio/mpeg"/>
<itunes:duration>4:57</itunes:duration>
		<itunes:subtitle>Fonte: Rete Lilliput
Una delle questioni piugrave; urgenti da affrontare su scala mondiale egrave; il pericolo nucleare che vede le super-potenze proseguire nellrsquo;uso dellrsquo;arma atomica come ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Fonte: Rete Lilliput
Una delle questioni piugrave; urgenti da affrontare su scala mondiale egrave; il pericolo nucleare che vede le super-potenze proseguire nellrsquo;uso dellrsquo;arma atomica come minaccia verso i paesi e le popolazioni del Sud del mondo.

Consapevoli dellrsquo;importanza dellrsquo;azione che parte dal locale, le varie realtagrave; legate a Rete di Lilliput partecipano a questa giornata con la proposta di iniziativa popolare per unrsquo;Italia libera da armi nucleari. La proposta - sostenuta da piugrave; di 50 organizzazioni in Italia e nasce dall'idea che le "vecchie" atomiche presenti nelle basi militari di Aviano e Ghedi, oltre a contrastare con il trattato di non Proliferazione sottoscritto dall'Italia, sono un grosso ostacolo sulla via del disarmo nucleare e offrono un'ottima scusa a qualsiasi altro paese per dotarsi a sua volta della Bomba. In varie forme ndash; dal tradizionale banchetto allrsquo;effervescente uscita teatrale ndash; si potragrave; sostenere la raccolta di firme procurandosi i moduli di attivazione che hanno i gruppi territoriali.

Nellrsquo;agenda dei movimenti sociali non puograve; mancare lrsquo;impegno per una terra disarmata e quindi Rete di Lilliput conferma il sostegno alla richiesta di moratoria sulla nuova base lsquo;Dal Molinrsquo; a Vicenza. La raccolta di adesioni per la Moratoria vuole ricordare a tutte le forze politiche del centro-sinistra a rifiutare il nuovo progetto di guerra e lrsquo;impegno preso con gli elettori per attivare le procedure per la convocazione della seconda conferenza nazionale sulle servitugrave; militari, come previsto dal programma dell'Unione.

Siamo di fronte all'ennesimo gravissimo atto di delegittimazione popolare visto il mancato coinvolgimento dei cittadini in scelte di cosigrave; grande importanza. Il caso di Vicenza dimostra che la difesa del suolo italiano sottostagrave; alle condizioni dettate dalla Costituzione italiane (vedi art.11) e per questo vogliamo pensare a un futuro in cui l'unica difesa sia quella popolare e nonviolenta.

Egrave; vergognoso che in due anni le spese militari del nostro Paese siano aumentate di piugrave; del 20%, raggiungendo la cifra record di oltre 23 miliardi di euro. E questo mentre ci viene detto che non ci sono i soldi per gli insegnanti di sostegno nelle scuole e il servizio civile volontario viene sempre piugrave; ridimensionato. I soldi quindi ci sono, ma il governo sceglie di impiegarli per le Forze armate piuttosto che per fare fronte ad altre necessitagrave;.

Bisogna soprattutto tener conto di due elementi: i costosissimi programmi internazionali di riarmo a cui l'Italia partecipa e il numero eccessivo di militari che compongono le Forze armate. Abbiamo oltre 185mila militari in servizio, sui 190mila previsti, e di questi piugrave; di 100mila, quindi la maggioranza, sono graduati: 25mila ufficiali e 75mila sottoufficiali, di cui oltre 63mila marescialli.

Poi ci sono i sistemi d'arma con i progetti faraonici con ambizioni da superpotenza, sperperando ingenti cifre di soldi pubblici, e poi non si hanno i soldi per carburante e pezzi di ricambio. La nuova portaerei Cavour, oppure l'Eurofighter (programma per lo sviluppo di velivoli per la difesa area) e poi il Joint Strike Fighter (cacciabombardiere, in grado di portare anche bombe atomiche). Oltre a questi costi esagerati ci chiediamo: sulla base della nostra Costituzione, che esclude la guerra, cosa dobbiamo farci di queste macchine e strutture da guerra. Chi dobbiamo andare a bombardare?

Al contrario dovremmo porre fine alla missione militare in Afghanistan, da tempo passata sotto il comando della Nato e pienamente inserita - con i rischi conseguenti - nella guerra "al terrore".
L'Afghanistan ha bisogno di essere in pace e di essere sostenuto nella ricostruzione di una economia disastrata e poter decidere del proprio destino.

AGIAMO INSIEME PER UN ALTRO MONDO! - L'appello si puograve; firmare sul sito www.wsf2008.net</itunes:summary>
		<itunes:keywords>World,Social,Forum,2008</itunes:keywords>
		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:block>No</itunes:block>
	</item>
		<item>
		<title>WSF 2008: la forza della territorializzazione</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/01/22/wsf-2008-la-forza-della-territorializzazione/</link>
		<comments>http://amisnet.org/agenzia/2008/01/22/wsf-2008-la-forza-della-territorializzazione/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 16:46:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

		<category><![CDATA[World Social Forum 2008]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amisnet.org/agenzia/2008/01/22/wsf-2008-la-forza-della-territorializzazione/</guid>
		<description><![CDATA[Sono oltre 700 in tutto il mondo e più di 150 in Italia le iniziative in programma per il Global Action Day del World Social Forum 2008  del prossimo 26 gennaio. Non più quindi un forum mondiale in una unica città, bensì una delocalizzazione e territorializzazione dell&#8217;evento.        [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/01/wsf-7975251.jpg" title="world social forum"><img src="http://amisnet.org/files/2008/01/wsf-7975251.jpg" alt="world social forum" align="left" height="166" width="220" /></a>Sono oltre 700 in tutto il mondo e più di 150 in Italia le iniziative in programma per il <a href="http://www.wsf2008.net" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.wsf2008.net');"><strong>Global Action Day del World Social Forum 2008  </strong></a>del prossimo 26 gennaio. Non più quindi un forum mondiale in una unica città, bensì una delocalizzazione e territorializzazione dell&#8217;evento.                                                                                                                                 Scelta che alcuni hanno criticato e letto come una debolezza ma che i promotori italiani hanno invece difeso come punto di forza e passo avanti significativo verso la democraticizzazione della gestione e soprattutto della partecipazione all&#8217;evento. <span id="more-4523"></span>Questa nuova impostazione del Forum mondiale, insomma, supportata da un importante lavoro di comunicazione tra i nodi della rete, ha moltiplicato i soggetti coinvolti attivamente e soprattutto eguagliato le loro forze di azione.                                                                            Tra le altre cose, la questione è stata affronatata proprio oggi, in occasione della <a href="http://www.amarc.org/index.php?p=World_Social_Forum_2008&amp;l=EN&amp;nosafe=1" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.amarc.org');"><strong>conferenza stampa di presentazione</strong></a> che si è tenuta a Roma presso la sede della <a href="http://www.altraeconomiaroma.org/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.altraeconomiaroma.org');"><strong>Città dell&#8217;Altra Economia</strong></a>, ed in contenuti si traduce in una molteplicità di tematiche ed azioni in programma in ogni parte del mondo.</p>
<p>Guerra, ambiente, migranti, lavoro, acqua come bene comune, sono solo alcune delle questioni affrontate nel World Social Forum 2008, tutte accomunate dal medesimo principio, quello della lotta alle politiche neoliberiste. Nessuna disgregazione contenutistica, quindi, ma una forte radicalizzazione di questo grande movimento nelle singole esigenze e battaglie territoriali. Ecco perché la delocalizzazione rappresenta una forza.</p>
<p><a href="http://amisnet.org/agenzia/2008/01/17/wsf-2008-il-forum-decentralizzato-e-il-forum-di-tutti/"><strong>Sullo stesso argomento: &#8220;Il forum decentralizzato è il forum di tutti&#8221;</strong></a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amisnet.org/agenzia/2008/01/22/wsf-2008-la-forza-della-territorializzazione/feed/</wfw:commentRss>
			<enclosure url="http://amisnet.org/podpress_trac/feed/4523/1/wsf2008_raffaella_bolini_arci.mp3" length="2192431" type="audio/mpeg"/>
<itunes:duration>4:34</itunes:duration>
		<itunes:subtitle>Sono oltre 700 in tutto il mondo e piugrave; di 150 in Italia le iniziative in programma per il Global Action Day del World Social ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Sono oltre 700 in tutto il mondo e piugrave; di 150 in Italia le iniziative in programma per il Global Action Day del World Social Forum 2008  del prossimo 26 gennaio. Non piugrave; quindi un forum mondiale in una unica cittagrave;, bensigrave; una delocalizzazione e territorializzazione dell'evento.                                                                                                                                 Scelta che alcuni hanno criticato e letto come una debolezza ma che i promotori italiani hanno invece difeso come punto di forza e passo avanti significativo verso la democraticizzazione della gestione e soprattutto della partecipazione all'evento. Questa nuova impostazione del Forum mondiale, insomma, supportata da un importante lavoro di comunicazione tra i nodi della rete, ha moltiplicato i soggetti coinvolti attivamente e soprattutto eguagliato le loro forze di azione.                                                                            Tra le altre cose, la questione egrave; stata affronatata proprio oggi, in occasione della conferenza stampa di presentazione che si egrave; tenuta a Roma presso la sede della Cittagrave; dell'Altra Economia, ed in contenuti si traduce in una molteplicitagrave; di tematiche ed azioni in programma in ogni parte del mondo.

Guerra, ambiente, migranti, lavoro, acqua come bene comune, sono solo alcune delle questioni affrontate nel World Social Forum 2008, tutte accomunate dal medesimo principio, quello della lotta alle politiche neoliberiste. Nessuna disgregazione contenutistica, quindi, ma una forte radicalizzazione di questo grande movimento nelle singole esigenze e battaglie territoriali. Ecco percheacute; la delocalizzazione rappresenta una forza.

Sullo stesso argomento: "Il forum decentralizzato egrave; il forum di tutti".</itunes:summary>
		<itunes:keywords>In,Evidenza,,World,Social,Forum,2008</itunes:keywords>
		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:block>No</itunes:block>
	</item>
		<item>
		<title>WSF 2008: l&#8217;oscura storia di Sigonella</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/01/21/wsf-2008-loscura-storia-di-sigonella/</link>
		<comments>http://amisnet.org/agenzia/2008/01/21/wsf-2008-loscura-storia-di-sigonella/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 11:46:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Brevi]]></category>

		<category><![CDATA[World Social Forum 2008]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amisnet.org/agenzia/2008/01/21/wsf-2008-loscura-storia-di-sigonella/</guid>
		<description><![CDATA[Diversi i punti oscuri che ruotano intorno alla storia della base militare statunitense di Sigonella, ribattezzata la &#8220;base della morte&#8221;. Negli ultimi anni, in particolare dal 2000, si sono poi intensificati i piani di espansione della base: i Mega II, Mega III e Mega IV per il potenziamento del suo oltre 80% ed un valore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/01/sigonalla.jpg" title="sigonella"><img src="http://amisnet.org/files/2008/01/sigonalla.jpg" alt="sigonella" align="left" height="227" width="227" /></a>Diversi i punti oscuri che ruotano intorno alla storia della base militare statunitense di Sigonella, ribattezzata la &#8220;base della morte&#8221;. Negli ultimi anni, in particolare dal 2000, si sono poi intensificati i piani di espansione della base: i Mega II, Mega III e Mega IV per il potenziamento del suo oltre 80% ed un valore di ben 525 milioni di dollari. La vicenda inizia però nel 1984, in seguito alla misteriosa caduta di un C 141-B &#8220;Starlifter&#8221; dell&#8217;US Air Force, precipitato nella contrada di Biviere, alle porte di Lentini. Nello stesso periodo incomincia a prendere vita la lotta di alcuni movimenti siciliani contro il sempre più forte ruolo della base nel percorso di militarizzazione della Sicilia. Ruolo che s&#8217;intensifica nonostante gli effetti killer di cui sono vittime gli stessi cittadini delle zone locali, in particolare quelle di Lentini, Carlentini e Francofonte; zone in cui sarebbero diventati sempre più numerosi i casi di tumore al sangue da contaminazione nucleare, ed il cui legame con quanto accade a Sigonella sarebbe proprio emerso in occasione di quell&#8217;incidente del luglio &#8216;84.</p>
<p>I nuovi progetti di espansione, inoltre, prevedono l&#8217;installazione nella base del MUOS, un nuovo sistema radar che a causa delle massicce microonde emesse potrebbe innescare le testate nucleari che si pensa sarebbero ancora presenti nella base. Un programma da 3,26 miliardi di dollari che sarà completato entro il 2011.</p>
<p>Allo stato attuale, niente sui casi di morte e presenza di testate e scorie nucleari è stato smentito o confermato, a dimostrazione che qualcosa da nascondere di sicuro c&#8217;è. Così come non esiste alcun piano di sicurezza della protezione civile da mettere in pratica in caso di eventuali incidenti. Ancora una volta, insomma, il silenzio si conferma la strategia vincente.</p>
<p>Contro tutto questo, <a href="http://italia.attac.org/spip/article.php3?id_article=1984" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/italia.attac.org');"><strong>ATTAC Sicilia ed il Comitato di smilitarizzazione di Sigonella</strong></a> danno appuntamento a Scordia, alle ore 9:30, con una delle inizitive in programma per il <a href="http://www.wsf2008.net" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.wsf2008.net');"><strong>Global Action Day del 26 gennaio</strong></a>. Il concentramento sarà in Piazzetta Michele Amari con un corteo che attraverserà le strade principali della città e si concluderà, alle 12:00, con un&#8217;assemblea popolare in Piazza Regina Margherita. &#8220;Con questa mobilitazione - spiega Alfonso di Stefano del Comitato di smlitarizzazione di Sigonella - denunciamo questa funzione di morte della base ma, in positivo, ci battiamo per la smilitarizzazione di Sigonella ed una sua riconversione in aeroporto civile internazionale. A casua delle &#8220;servitù militari&#8221;, infatti, contro le quali è in corso una raccolta fime per una legge d&#8217;iniziativa popolare, è bloccato lo sviluppo dell&#8217;aeroporto di Catania, perché il radar che coordina i voli civili è lo stesso di Sigonella&#8221;. Ecco come l&#8217;interesse militare riesce a sovrastare quello di milioni di cittadini.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amisnet.org/agenzia/2008/01/21/wsf-2008-loscura-storia-di-sigonella/feed/</wfw:commentRss>
			<enclosure url="http://amisnet.org/podpress_trac/feed/4519/0/20080121storia_sigonella.mp3" length="2004199" type="audio/mpeg"/>
<itunes:duration>2:05</itunes:duration>
		<itunes:subtitle>Diversi i punti oscuri che ruotano intorno alla storia della base militare statunitense di Sigonella, ribattezzata la "base della morte". Negli ultimi anni, in particolare ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Diversi i punti oscuri che ruotano intorno alla storia della base militare statunitense di Sigonella, ribattezzata la "base della morte". Negli ultimi anni, in particolare dal 2000, si sono poi intensificati i piani di espansione della base: i Mega II, Mega III e Mega IV per il potenziamento del suo oltre 80% ed un valore di ben 525 milioni di dollari. La vicenda inizia perograve; nel 1984, in seguito alla misteriosa caduta di un C 141-B "Starlifter" dell'US Air Force, precipitato nella contrada di Biviere, alle porte di Lentini. Nello stesso periodo incomincia a prendere vita la lotta di alcuni movimenti siciliani contro il sempre piugrave; forte ruolo della base nel percorso di militarizzazione della Sicilia. Ruolo che s'intensifica nonostante gli effetti killer di cui sono vittime gli stessi cittadini delle zone locali, in particolare quelle di Lentini, Carlentini e Francofonte; zone in cui sarebbero diventati sempre piugrave; numerosi i casi di tumore al sangue da contaminazione nucleare, ed il cui legame con quanto accade a Sigonella sarebbe proprio emerso in occasione di quell'incidente del luglio '84.

I nuovi progetti di espansione, inoltre, prevedono l'installazione nella base del MUOS, un nuovo sistema radar che a causa delle massicce microonde emesse potrebbe innescare le testate nucleari che si pensa sarebbero ancora presenti nella base. Un programma da 3,26 miliardi di dollari che saragrave; completato entro il 2011.

Allo stato attuale, niente sui casi di morte e presenza di testate e scorie nucleari egrave; stato smentito o confermato, a dimostrazione che qualcosa da nascondere di sicuro c'egrave;. Cosigrave; come non esiste alcun piano di sicurezza della protezione civile da mettere in pratica in caso di eventuali incidenti. Ancora una volta, insomma, il silenzio si conferma la strategia vincente.

Contro tutto questo, ATTAC Sicilia ed il Comitato di smilitarizzazione di Sigonella danno appuntamento a Scordia, alle ore 9:30, con una delle inizitive in programma per il Global Action Day del 26 gennaio. Il concentramento saragrave; in Piazzetta Michele Amari con un corteo che attraverseragrave; le strade principali della cittagrave; e si concluderagrave;, alle 12:00, con un'assemblea popolare in Piazza Regina Margherita. "Con questa mobilitazione - spiega Alfonso di Stefano del Comitato di smlitarizzazione di Sigonella - denunciamo questa funzione di morte della base ma, in positivo, ci battiamo per la smilitarizzazione di Sigonella ed una sua riconversione in aeroporto civile internazionale. A casua delle "servitugrave; militari", infatti, contro le quali egrave; in corso una raccolta fime per una legge d'iniziativa popolare, egrave; bloccato lo sviluppo dell'aeroporto di Catania, percheacute; il radar che coordina i voli civili egrave; lo stesso di Sigonella". Ecco come l'interesse militare riesce a sovrastare quello di milioni di cittadini.</itunes:summary>
		<itunes:keywords>Brevi,,World,Social,Forum,2008</itunes:keywords>
		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:block>No</itunes:block>
	</item>
		<item>
		<title>WSF 2008: Sicurezza sul lavoro: &#8220;non si deve morire per vivere&#8221;</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/01/18/wsf-2008-sicurezza-sul-lavoro-non-si-deve-morire-per-vivere/</link>
		<comments>http://amisnet.org/agenzia/2008/01/18/wsf-2008-sicurezza-sul-lavoro-non-si-deve-morire-per-vivere/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Jan 2008 11:17:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[World Social Forum 2008]]></category>

		<category><![CDATA[ciriè]]></category>

		<category><![CDATA[concerto]]></category>

		<category><![CDATA[lavoro]]></category>

		<category><![CDATA[morire]]></category>

		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

		<category><![CDATA[torino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amisnet.org/agenzia/2008/01/18/wsf-2008-sicurezza-sul-lavoro-non-si-deve-morire-per-vivere/</guid>
		<description><![CDATA[Un concerto in memoria degli operai morti alla Thyssen Krupp e la proiezione di un documentario a Collegno sul tema della sicurezza sul lavoro. Non poteva mancare anche in questo World Social Forum una riflessione attenta sulle condizioni di lavoro nelle fabbriche e nei cantieri, ricordando che ancora oggi le morti bianche continuano a essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un concerto in memoria degli operai morti alla Thyssen Krupp e la proiezione di un documentario a Collegno sul tema della sicurezza sul lavoro. Non poteva mancare anche in questo World Social Forum una riflessione attenta sulle condizioni di lavoro nelle fabbriche e nei cantieri, ricordando che ancora oggi le morti bianche continuano a essere numerose.</p>
<p><span id="more-4505"></span> Il concerto, che sarà a Torino il prossimo 19 gennaio, è promosso dall&#8217;Arci Torino e dall&#8217;Arci Terni. Mentre il documentario sarà proiettato a Collegno il prossimo 21 gennaio, presso il circolo culturale Suburbana.</p>
<p>Il lungometraggio &#8220;Non si deve morire per vivere&#8221;, del regista torinese Daniele Gaglianone , racconta la storia della Ipca di Ciriè, una fabbrica di colori alle porte del capoluogo piemontese.  Negli anni &#8216;70 furono circa 120 i decessi per cancro causati dalle sostanza tossiche utilizzate per la produzione delle vernici. Dopo la proiezione del documentario, seguirà un dibattito a cui parteciperanno anche i figli di due operai vittime della Ipca.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amisnet.org/agenzia/2008/01/18/wsf-2008-sicurezza-sul-lavoro-non-si-deve-morire-per-vivere/feed/</wfw:commentRss>
			<enclosure url="http://amisnet.org/podpress_trac/feed/4505/0/daniele_gaglianone.mp3" length="4738403" type="audio/mpeg"/>
<itunes:duration>4:56</itunes:duration>
		<itunes:subtitle>Un concerto in memoria degli operai morti alla Thyssen Krupp e la proiezione di un documentario a Collegno sul tema della sicurezza sul lavoro. Non ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Un concerto in memoria degli operai morti alla Thyssen Krupp e la proiezione di un documentario a Collegno sul tema della sicurezza sul lavoro. Non poteva mancare anche in questo World Social Forum una riflessione attenta sulle condizioni di lavoro nelle fabbriche e nei cantieri, ricordando che ancora oggi le morti bianche continuano a essere numerose.

 Il concerto, che saragrave; a Torino il prossimo 19 gennaio, egrave; promosso dall'Arci Torino e dall'Arci Terni. Mentre il documentario saragrave; proiettato a Collegno il prossimo 21 gennaio, presso il circolo culturale Suburbana.

Il lungometraggio "Non si deve morire per vivere", del regista torinese Daniele Gaglianone , racconta la storia della Ipca di Ciriegrave;, una fabbrica di colori alle porte del capoluogo piemontese.  Negli anni '70 furono circa 120 i decessi per cancro causati dalle sostanza tossiche utilizzate per la produzione delle vernici. Dopo la proiezione del documentario, seguiragrave; un dibattito a cui parteciperanno anche i figli di due operai vittime della Ipca.</itunes:summary>
		<itunes:keywords>World,Social,Forum,2008</itunes:keywords>
		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:block>No</itunes:block>
	</item>
		<item>
		<title>WSF 2008 - il forum decentralizzato e` il forum di tutti</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/01/17/wsf-2008-il-forum-decentralizzato-e-il-forum-di-tutti/</link>
		<comments>http://amisnet.org/agenzia/2008/01/17/wsf-2008-il-forum-decentralizzato-e-il-forum-di-tutti/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 13:52:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Khaldoun</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[World Social Forum 2008]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amisnet.org/agenzia/2008/01/16/wsf-2008-il-forum-decentralizzato-e-il-forum-di-tutti/</guid>
		<description><![CDATA[Nel nostro percorso di avvicinamento alla giornata di mobilitazione mondiale prevista il 26 gennaio,  ascoltiamo Chico Whitaker, uno degli organizzatori del World Social Forum che spiega alla platea di Medlink, l&#8217;annuale incontro delle società civili del mediterraneo, il percorso dei forum sociali e il formato che il forum mondiale ha preso quest&#8217;anno.
 Ecco la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel nostro percorso di avvicinamento alla giornata di mobilitazione mondiale prevista il 26 gennaio,  ascoltiamo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Chico_Whitaker" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/en.wikipedia.org');">Chico Whitaker</a>, uno degli organizzatori del World Social Forum che spiega alla platea di <a href="http://scirocco.amisnet.org/2007/12/15/medlink-lalternativa-di-civilta/">Medlink</a>, l&#8217;annuale incontro delle società civili del mediterraneo, il percorso dei forum sociali e il formato che il forum mondiale ha preso quest&#8217;anno.</p>
<p><span id="more-4491"></span> Ecco la sintesi dell&#8217;intervento:</p>
<p>Il forum sociale mondiale è una invenzione politica che nasce in modo molto semplice: come reazione al word economic forum di Davos.<br />
Dopo la caduta del muro di Berlino si proponeva come unica soluzione a qualunque problema di mercato. A Davos si incontravano i padroni del mondo per studiare le strategie per proseguire nel loro dominio e le risposte da dare alle reazioni che potevano arrivare da più parti. A fine secolo sono difatti iniziate le reazioni a questo sistema, il social forum è nato per questo, per dire che non esiste solo il mercato, per dire che esiste una alternativa, un altro mondo possibile.<br />
La società civile è stata al centro di questo processo, si tratta di un nuovo attore che si è affacciato sulla politica alla fine del &#8216;900. Cos&#8217;è una società civile? Per semplificare si tratta di tutta la parte organizzata della società ad esclusione delle istituzioni e dei partiti. Nel 2000 c&#8217;è stato il nostro primo incontro, l&#8217;idea era quello di opporre al forum organizzato dai cosiddetto grandi del mondo, focalizzato solo sui soldi, un altro forum concentrato invece sulle esigenze delle persone, un forum sociale.</p>
<p>Non immaginavamo le dimensioni che avrebbe raggiunto questa esperienza, per il primo forum ci aspettavamo 2500 partecipanti invece sono arrivate 20000 persone. Una grande sorpresa, anticipata forse dal movimento di Seattle. Durante il processo dei forum sociali ho capito che uno dei nostri problemi è che non sappiamo usare al meglio le nostre potenzialità lavorando insieme. La frammentazione è un problema storico dei movimenti di sinistra, la litigiosità interna ci impediva di avere un peso maggiore. Dal primo forum abbiamo tratto la lezione su come unirci tutti insieme e l&#8217;abbiamo formalizzata nella carta dei principi.<br />
La bontà di questa carta si è dimostrata empiricamente quando nel secondo forum abbiamo ricevuto 50000 partecipanti, e poi nel terzo 100000. Questo vuol dire che siamo stati in grado anche di stimolare la nascita di altri movimenti anche dove non c&#8217;erano. Sono nati forum sociali a livello continentale, nazionale e persino a livello di quartiere.<br />
I social forum non sono un nuovo partito politico, ma uno spazio di comunicazione tra i movimenti su tutti i livelli. Ma non ha un suo progetto politico, state pur certi che se ne avessimo uno ci divideremmo. Certamente ciascun partecipante del forum ha n suo programma politico e un suo progetto, ma i social forum sono meramente uno spazio di incontro al di là delle nostre divisioni per creare uno spazio di apprendimento reciproco e di scambio di conoscenze. Per costruire alternative e idee nuove basandoci sulle convergenze e non su progetti politici. Nei social forum non abbiamo dirigenti, portavoce, documenti finali. Non ci sono poteri per cui competere all&#8217;interno del forum, tutti gli spazi di lavoro hanno la medesima importanza e non vengono stabiliti dall&#8217;alto, gli organizzatori del forum si limitano a registrare la volontà dei partecipanti per l&#8217;organizzazione degli workshop o i temi da dibattere.<br />
I partecipanti organizzano autonomamente i gruppi di lavoro e le attività, un&#8217;organizzazione completamente orizzontale. Altro punto focale sono le diversità e il rispetto per le differenti esigenze e priorità degli altri. Inoltre rifiutiamo senza ambiguità la violenza come forma di azione politica.</p>
<p>Per il 2008 abbiamo deciso di non organizzare un forum globale ma migliaia di piccoli incontri ed iniziative in cui ciascuno si organizza per mostrare il proprio lavoro al mondo, ogni livello di azione è ben accetto. Festival, incontri, dibattiti, conferenze, speciali stampa. Con questo forum decentralizzato cerchiamo di coinvolgere la gente nel proprio paese, quest&#8217;anno tutti coloro che non potrebbero partecipare a un forum unico potranno invece partecipare. Grazie ad internet potremo mostrare a tutti tutto quel che avviene nel Global Action Day, per mostrare quanti siamo a volere un altro mondo, siamo diversi ma stiamo insieme per dialogare e confrontarci. Durante il 26 saremo collegati attraverso la rete per unire le voci e mostrare quanti siamo e che mondo vogliamo. Io sono un vecchi combattente di questi forum e credo molto nelle potenzialità delle giornate globali di mobilitazione e mi auguro che ci siano ogni anno indipendentemente dal fatto che ci sia o meno un Forum Mondiale.<br />
Nel 2009 stiamo organizzando un incontro globale in amazonia, pensate quanto sarebbe bello se in ogni parte del mondo i giovani si mobilitassero quel giorno a nostro sostegno, pensate con che forza potremmo lanciare nuove iniziative mondiali.</p>
<p>Per questo oggi vi che non dovete chiedere il permesso a nessuno per poter partecipare con una vostra iniziativa alla giornata di mobilitazione mondiale, fate la vostra iniziativa e fatecelo sapere perchè il mondo possa sapere di voi. Cerchiamo di creare insieme una forza irresistibile che possa davvero cambiare il mondo.</p>
<p align="right">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amisnet.org/agenzia/2008/01/17/wsf-2008-il-forum-decentralizzato-e-il-forum-di-tutti/feed/</wfw:commentRss>
			<enclosure url="http://amisnet.org/podpress_trac/feed/4491/0/wsf2008_chico_whitaker_medlinkit.mp3" length="2659123" type="audio/mpeg"/>
<itunes:duration>5:32</itunes:duration>
		<itunes:subtitle>Nel nostro percorso di avvicinamento alla giornata di mobilitazione mondiale prevista il 26 gennaio,  ascoltiamo Chico Whitaker, uno degli organizzatori del World Social Forum ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Nel nostro percorso di avvicinamento alla giornata di mobilitazione mondiale prevista il 26 gennaio,  ascoltiamo Chico Whitaker, uno degli organizzatori del World Social Forum che spiega alla platea di Medlink, l'annuale incontro delle societagrave; civili del mediterraneo, il percorso dei forum sociali e il formato che il forum mondiale ha preso quest'anno.

 Ecco la sintesi dell'intervento:

Il forum sociale mondiale egrave; una invenzione politica che nasce in modo molto semplice: come reazione al word economic forum di Davos.
Dopo la caduta del muro di Berlino si proponeva come unica soluzione a qualunque problema di mercato. A Davos si incontravano i padroni del mondo per studiare le strategie per proseguire nel loro dominio e le risposte da dare alle reazioni che potevano arrivare da piugrave; parti. A fine secolo sono difatti iniziate le reazioni a questo sistema, il social forum egrave; nato per questo, per dire che non esiste solo il mercato, per dire che esiste una alternativa, un altro mondo possibile.
La societagrave; civile egrave; stata al centro di questo processo, si tratta di un nuovo attore che si egrave; affacciato sulla politica alla fine del '900. Cos'egrave; una societagrave; civile? Per semplificare si tratta di tutta la parte organizzata della societagrave; ad esclusione delle istituzioni e dei partiti. Nel 2000 c'egrave; stato il nostro primo incontro, l'idea era quello di opporre al forum organizzato dai cosiddetto grandi del mondo, focalizzato solo sui soldi, un altro forum concentrato invece sulle esigenze delle persone, un forum sociale.

Non immaginavamo le dimensioni che avrebbe raggiunto questa esperienza, per il primo forum ci aspettavamo 2500 partecipanti invece sono arrivate 20000 persone. Una grande sorpresa, anticipata forse dal movimento di Seattle. Durante il processo dei forum sociali ho capito che uno dei nostri problemi egrave; che non sappiamo usare al meglio le nostre potenzialitagrave; lavorando insieme. La frammentazione egrave; un problema storico dei movimenti di sinistra, la litigiositagrave; interna ci impediva di avere un peso maggiore. Dal primo forum abbiamo tratto la lezione su come unirci tutti insieme e l'abbiamo formalizzata nella carta dei principi.
La bontagrave; di questa carta si egrave; dimostrata empiricamente quando nel secondo forum abbiamo ricevuto 50000 partecipanti, e poi nel terzo 100000. Questo vuol dire che siamo stati in grado anche di stimolare la nascita di altri movimenti anche dove non c'erano. Sono nati forum sociali a livello continentale, nazionale e persino a livello di quartiere.
I social forum non sono un nuovo partito politico, ma uno spazio di comunicazione tra i movimenti su tutti i livelli. Ma non ha un suo progetto politico, state pur certi che se ne avessimo uno ci divideremmo. Certamente ciascun partecipante del forum ha n suo programma politico e un suo progetto, ma i social forum sono meramente uno spazio di incontro al di lagrave; delle nostre divisioni per creare uno spazio di apprendimento reciproco e di scambio di conoscenze. Per costruire alternative e idee nuove basandoci sulle convergenze e non su progetti politici. Nei social forum non abbiamo dirigenti, portavoce, documenti finali. Non ci sono poteri per cui competere all'interno del forum, tutti gli spazi di lavoro hanno la medesima importanza e non vengono stabiliti dall'alto, gli organizzatori del forum si limitano a registrare la volontagrave; dei partecipanti per l'organizzazione degli workshop o i temi da dibattere.
I partecipanti organizzano autonomamente i gruppi di lavoro e le attivitagrave;, un'organizzazione completamente orizzontale. Altro punto focale sono le diversitagrave; e il rispetto per le differenti esigenze e prioritagrave; degli altri. Inoltre rifiutiamo senza ambiguitagrave; la violenza come forma di azione politica.

Per il 2008 abbiamo deciso di non organizzare un forum globale ma migliaia di piccoli incontri ed iniziative in cui ciascuno...</itunes:summary>
		<itunes:keywords>World,Social,Forum,2008</itunes:keywords>
		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:block>No</itunes:block>
	</item>
		<item>
		<title>WSF 2008: il 26 gennaio contro la guerra e i suoi strumenti</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/01/17/wsf-2008-il-26-gennaio-contro-la-guerra-e-i-suoi-strumenti/</link>
		<comments>http://amisnet.org/agenzia/2008/01/17/wsf-2008-il-26-gennaio-contro-la-guerra-e-i-suoi-strumenti/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 11:28:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Brevi]]></category>

		<category><![CDATA[World Social Forum 2008]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amisnet.org/agenzia/2008/01/17/wsf-2008-il-26-gennaio-contro-la-guerra-e-i-suoi-strumenti/</guid>
		<description><![CDATA[

&#160;


No alla guerra, no alle missioni militari e no agli strumenti e ai luoghi di guerra nel nostro Paese. Anche questa battaglia sarà protagonista del calendario italiano del World Social Forum 2008 con una serie di inziative concentrate nel Global Action Day del 26 gennaio. A promuoverle è l&#8217;insieme di associazioni riunite nel Patto permanente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table align="right" cellpadding="0" cellspacing="0" width="1">
<tr>
<td align="left" height="13" valign="top">&nbsp;</td>
</tr>
</table>
<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/01/guernica.jpg" title="guernica picasso contro la guerra"><img src="http://amisnet.org/files/2008/01/guernica.jpg" alt="guernica picasso contro la guerra" align="left" height="179" width="307" /></a><em>No</em> alla guerra, <em>no</em> alle missioni militari e <em>no </em>agli strumenti e ai luoghi di guerra nel nostro Paese. Anche questa battaglia sarà protagonista del calendario italiano del World Social Forum 2008 con una serie di inziative concentrate nel Global Action Day del 26 gennaio. A promuoverle è l&#8217;insieme di associazioni riunite nel <em><strong>Patto permanente contro la guerra</strong></em>, in prima linea nell&#8217;appuntamento con circa una dozzina di azioni locali e regionali.</p>
<p>Prima fra tutte Vicenza con il movimento contro la base militare <em>Dal Molin,</em> reduce dalla breve occupazione di ieri della prefettura da parte di una trentina di attivisti che protestavano contro le intenzioni recentemente ribadite dal Presidente del Consiglio Romano Prodi di non opporsi al progetto militare statunitense. Ed anche in Sicilia, il 26 gennaio, si protesta contro i luoghi della guerra con un&#8217;azione intorno alla gigante base militare americana di Sigonella.</p>
<p>__________________________________________________________________________________________</p>
<p><em><strong>Appello per il 26 gennaio del Patto permanente contro la guerra</strong></em></p>
<p>26 GENNAIO 2008  GIORNATA NAZIONALE CONTRO LA GUERRA</p>
<p>E I SUOI STRUMENTI  SUI NOSTRI TERRITORI</p>
<p>Il 26 gennaio è la data proposta dal Forum Sociale Mondiale per il Global Day of Action, ossia per iniziative in tutto il mondo contro la guerra, il liberismo, il razzismo e il patriarcato.</p>
<p>Per questa data, le reti e le organizzazioni che hanno promosso la manifestazione a Roma contro la visita di Bush e contro la politica militarista del governo Prodi il 9 giugno 2007, che ritengono scandalose le politiche di guerra sia se gestite da un governo di centrodestra sia di centrosinistra, e che, nell’Assemblea del 25 novembre, hanno dato vita al Patto permanente contro la guerra, propongono una giornata di iniziative coordinate in tutte le regioni d’Italia</p>
<p>Gli obiettivi di questa giornata di mobilitazione attengono al ritiro delle truppe italiane da tutti i fronti di guerra, la chiusura delle basi militari e e l’opposizione a che se ne costruiscano di nuove (a partire da Vicenza con il Dal Molin), la drastica riduzione delle spese di guerra e l’aumento delle spese sociali, la riconversione delle fabbriche d’armi e degli altri luoghi/strumenti di guerra, la smilitarizzazione dei territori, la revoca dell’accordo per la produzione e l’acquisto dei caccia F35.</p>
<p>Il 26 gennaio in Italia dovrà essere una giornata contro l’insieme della politica militarista del governo Prodi che ha imposto l’ulteriore aumento dei finanziamenti alle Forze armate (per un totale del 24% in due anni), alle missioni militari (a gennaio il governo presenterà il decreto per il rinnovo delle missioni in Afghanistan e negli altri teatri di guerra), alle basi e al complesso militare-industriale, e che include l’accordo militare Italia-Israele, l’embargo alla Palestina, l’adesione allo scudo missilistico USA, la nuova grande minaccia alla pace mondiale.</p>
<p>A tale scopo si propone una mobilitazione articolata con lotte sui territori a partire dai luoghi di guerra: basi militari, siti di assemblaggio dei nuovi armamenti, caserme e luoghi di partenza delle truppe, ambasciate, consolati e ministeri coinvolti nella guerra permanente.</p>
<p>Il potenziamento del movimento contro la guerra, che a Vicenza il 15 dicembre ha confermato la propria forza e il proprio solenne impegno ad impedire la costruzione della nuova base, si impone come esigenza cruciale in un momento in cui la guerra globale permanente coinvolge sempre più l’Italia e il suo governo, compartecipe delle scelte USA-NATO.</p>
<p>Lo scenario di guerra in Afghanistan, travisato con la menzogna della “missione di pace”, è ulteriormente peggiorato con il passaggio del comando NATO in mano italiana. I carri armati Dardo e gli elicotteri Mangusta partecipano attivamente ai combattimenti e fanno vittime civili al seguito dei bombardamenti USA e NATO. Noi vogliamo rompere questa complicità di guerra, e l’unica strada è quella di ritirare le truppe dall’Afghanistan e bocciare in Parlamento il rifinanziamento della missione. Ma anche negli altri teatri di guerra l’Italia è sempre più coinvolta: il processo di secessione del Kosovo dalla Serbia ripropone all’orizzonte una nuova devastante “guerra umanitaria”, mentre l’embargo alla Palestina, l’accordo militare Italia-Israele e il ruolo centrale dell’esercito italiano in Libano ci proiettano in fronti di guerra dove non siamo neutrali ma sempre in combutta con gli USA e i loro alleati. Infine, si aggravano di continuo le minacce di una catastrofica aggressione bellica nei confronti dell’Iran, da parte degli USA, di Israele e dei loro alleati.</p>
<p>Questa escalation di guerra invade e devasta i nostri territori, la nostra economia, la nostra politica sociale, la vita collettiva. Le spese militari sono aumentate a tutto danno delle le spese sociali, di quelle destinate al lavoro e al reddito dei settori popolari, mentre l’Italia è invasa e avvelenata da basi militari, porti nucleari, depositi di armi atomiche e di munizioni, poligoni di tiro e polveriere, aeroporti militari e ben 107 basi USA-NATO a cui il governo vorrebbe aggiungere il Dal Molin, la base di Novara (assemblaggio dei cacciabombardieri a Cameri ) e la triplicazione della base militare di Sigonella per l’installazione dei nuovi aerei Global Hawk da guerra senza pilota e del Radar globale previsto dallo Scudo missilistico USA. Dunque, la guerra permanente, mentre insanguina e devasta decine di paesi nel mondo, entra quotidianamente nelle nostre terre e nelle nostre città, ingigantendo derive securitarie, razzismi e xenofobie, repressione politica e sociale, riduzione drastica delle libertà.</p>
<p>Per tutto ciò vogliamo caratterizzare il 26 gennaio come una giornata contro i luoghi di guerra sui territori, a partire soprattutto da quelli dove le lotte sociali hanno già individuato gli obiettivi da smilitarizzare. Tra questi, in particolare le caserme e i luoghi militari in dismissione possono essere soggetti da subito alla riconversione ad usi civili, ad esempio in case per sfrattati e precari ed in ostelli per i richiedenti asilo, modo concreto anche per opporsi ai Cpt/lager per migranti.</p>
<p><strong>La giornata del 26 gennaio viene organizzata anche in vista della manifestazione nazionale che il Patto permanente contro la guerra propone a Roma in coincidenza col voto in Parlamento sul rifinanziamento delle missioni di guerra, che dovrebbe tenersi nel periodo tra fine febbraio e prima parte di marzo.</strong></p>
<p><em>                                                      Patto permanente contro la guerra</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amisnet.org/agenzia/2008/01/17/wsf-2008-il-26-gennaio-contro-la-guerra-e-i-suoi-strumenti/feed/</wfw:commentRss>
	<!-- Media File exists for this post, but its not enabled for this feed -->
	</item>
		<item>
		<title>WSF 2008: le radio accanto alla società civile</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/01/15/wsf-2008-le-radio-accanto-alla-societa-civile/</link>
		<comments>http://amisnet.org/agenzia/2008/01/15/wsf-2008-le-radio-accanto-alla-societa-civile/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 17:54:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[World Social Forum 2008]]></category>

		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>

		<category><![CDATA[imperialismo]]></category>

		<category><![CDATA[liberismo]]></category>

		<category><![CDATA[lotta]]></category>

		<category><![CDATA[movimenti]]></category>

		<category><![CDATA[wsf 2008]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amisnet.org/agenzia/2008/01/14/wsf-2008-le-radio-accanto-alla-societa-civile/</guid>
		<description><![CDATA[AMISnet, agenzia indipendente di informazione radiofonica, contribuirà attivamente all&#8217;appuntamento del World Social Forum 2008, che si concretizza quest&#8217;anno in una giornata mondiale di mobilitazioni prevista per il prossimo 26 gennaio.
Come organo di informazione lo farà pubblicando i contributi audio realizzati sui temi e con i protagonisti della mobilitazione e che si potranno scaricare liberamente e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>AMISnet, agenzia indipendente di informazione radiofonica, contribuirà attivamente all&#8217;appuntamento del World Social Forum 2008, che si concretizza quest&#8217;anno in una giornata mondiale di mobilitazioni prevista per il prossimo 26 gennaio.</p>
<p>Come organo di informazione lo farà pubblicando i contributi audio realizzati sui temi e con i protagonisti della mobilitazione e che si potranno scaricare liberamente e direttamente già a partire dal 15 gennaio dal proprio sito<a href="http://amisnet.org//"> <strong>amisnet.org</strong></a> , dove è possibile trovare anche uno spot per promuovere la giornata in 4 diverse lingue (inglese, italiano, francese e arabo).</p>
<p>Perché la nostra lotta per un mondo alternativo, libero dalle logiche del capitale e dell&#8217;imperialismo funziona se si riesce ad innescare una condivisione globale. Farlo ogni giorno diventa però disgregante. Per questo il Global Action Day è così importante, perché diventa il momento in cui movimenti, networks, ONG e organizzazioni della società civile da tutto il mondo uniscono ed intensificano le proprie forze diventando nodi attivi di una rete globale. Una rete caratterizzata dal libero scambio di idee, progetti e contenuti incentrati sul rispetto dei diritti umani e della terra. Grazie alla tecnologia, i luoghi dove agire si sono moltiplicati: sono i nostri siti web, le nostre frequenze, ma anche le numerose città del mondo che quest&#8217;anno ospitano centinaia di iniziative ed azioni concrete.</p>
<p>AMISnet coordinerà per l&#8217;Europa e il Mediterraneo la copertura radiofonica organizzata, al livello mondiale, dall&#8217;<a href="http://www.amarc.org" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.amarc.org');"><strong>AMARC</strong></a>, <a href="http://www.amarc.org" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.amarc.org');"><strong>Associazione Mondiale delle Radio Comunitarie</strong></a>. Per farlo, metterà a disposizione della giornata anche il canale satellitare <strong><a href="http://medinforadio.net/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/medinforadio.net');">Global MIR - Med Info Radio</a></strong>, progetto di cui e&#8217; capofila e che raccoglie radio e centri di produzione in tutto il bacino del &#8220;mare nostrum&#8221;.</p>
<p>Per conoscere il calendario degli eventi ed aderire al Global Action Day è possibile visitare il sito ufficiale della manifestazione<strong> <a href="http://www.wsf2008.net" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.wsf2008.net');">www.wsf2008.net</a>.</strong> Altre segnalazioni potranno essere dirette all&#8217;indirizzo e-mail <strong><a href="mailto:segreteria@amisnet.org">segreteria@amisnet.org</a></strong>.</p>
<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/01/wsf_arabic.mp3" title="Lo spot in arabo del Global Action Day del 26 gennaio" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/downloads/mp3/wsf_arabic.mp3');"></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amisnet.org/agenzia/2008/01/15/wsf-2008-le-radio-accanto-alla-societa-civile/feed/</wfw:commentRss>
<enclosure url="http://amisnet.org/files/2008/01/wsf_eng.mp3" length="407011" type="audio/mpeg" />
<enclosure url="http://amisnet.org/files/2008/01/wsf_fra.mp3" length="398861" type="audio/mpeg" />
<enclosure url="http://amisnet.org/files/2008/01/wsf_arabic.mp3" length="427387" type="audio/mpeg" />
			<enclosure url="http://amisnet.org/podpress_trac/feed/4478/0/wsf_ita.mp3" length="417983" type="audio/mpeg"/>
<itunes:duration>0:35</itunes:duration>
		<itunes:subtitle>AMISnet, agenzia indipendente di informazione radiofonica, contribuiragrave; attivamente all'appuntamento del World Social Forum 2008, che si concretizza quest'anno in una giornata mondiale di mobilitazioni prevista ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>AMISnet, agenzia indipendente di informazione radiofonica, contribuiragrave; attivamente all'appuntamento del World Social Forum 2008, che si concretizza quest'anno in una giornata mondiale di mobilitazioni prevista per il prossimo 26 gennaio.

Come organo di informazione lo faragrave; pubblicando i contributi audio realizzati sui temi e con i protagonisti della mobilitazione e che si potranno scaricare liberamente e direttamente giagrave; a partire dal 15 gennaio dal proprio sito amisnet.org , dove egrave; possibile trovare anche uno spot per promuovere la giornata in 4 diverse lingue (inglese, italiano, francese e arabo).

Percheacute; la nostra lotta per un mondo alternativo, libero dalle logiche del capitale e dell'imperialismo funziona se si riesce ad innescare una condivisione globale. Farlo ogni giorno diventa perograve; disgregante. Per questo il Global Action Day egrave; cosigrave; importante, percheacute; diventa il momento in cui movimenti, networks, ONG e organizzazioni della societagrave; civile da tutto il mondo uniscono ed intensificano le proprie forze diventando nodi attivi di una rete globale. Una rete caratterizzata dal libero scambio di idee, progetti e contenuti incentrati sul rispetto dei diritti umani e della terra. Grazie alla tecnologia, i luoghi dove agire si sono moltiplicati: sono i nostri siti web, le nostre frequenze, ma anche le numerose cittagrave; del mondo che quest'anno ospitano centinaia di iniziative ed azioni concrete.

AMISnet coordineragrave; per l'Europa e il Mediterraneo la copertura radiofonica organizzata, al livello mondiale, dall'AMARC, Associazione Mondiale delle Radio Comunitarie. Per farlo, metteragrave; a disposizione della giornata anche il canale satellitare Global MIR - Med Info Radio, progetto di cui e' capofila e che raccoglie radio e centri di produzione in tutto il bacino del "mare nostrum".

Per conoscere il calendario degli eventi ed aderire al Global Action Day egrave; possibile visitare il sito ufficiale della manifestazione www.wsf2008.net. Altre segnalazioni potranno essere dirette all'indirizzo e-mail segreteria@amisnet.org.

</itunes:summary>
		<itunes:keywords>World,Social,Forum,2008</itunes:keywords>
		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:block>No</itunes:block>
	</item>
		<item>
		<title>WSF 2008: la pace parte da Gaza</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/01/15/wsf-2008-il-basta-allassedio-di-gaza-nelle-trattative-di-pace/</link>
		<comments>http://amisnet.org/agenzia/2008/01/15/wsf-2008-il-basta-allassedio-di-gaza-nelle-trattative-di-pace/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 12:32:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<category><![CDATA[World Social Forum 2008]]></category>

		<category><![CDATA[2008]]></category>

		<category><![CDATA[action for peace]]></category>

		<category><![CDATA[mecozzi]]></category>

		<category><![CDATA[palestina. israele]]></category>

		<category><![CDATA[world social forum]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amisnet.org/agenzia/2008/01/15/wsf-2008-il-basta-allassedio-di-gaza-nelle-trattative-di-pace/</guid>
		<description><![CDATA[Oltre una quindicina di palestinesi sono rimasti uccisi oggi in una serie di attacchi effettuati dalle forze israeliane nel nord della Striscia di Gaza. Una notizia inaspettata visto che proprio ieri, dopo sette anni di conflitti senza interruzioni, erano finalmente ripartite le trattative di pace tra i due paesi. Trattattive che avevano fatto sperare, anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/01/muro.jpg" title="muro palestina israele"><img src="http://amisnet.org/files/2008/01/muro.jpg" alt="muro palestina israele" align="left" height="257" width="216" /></a>Oltre una quindicina di palestinesi sono rimasti uccisi oggi in una serie di attacchi effettuati dalle forze israeliane nel nord della Striscia di Gaza. Una notizia inaspettata visto che proprio ieri, dopo sette anni di conflitti senza interruzioni, erano finalmente ripartite le trattative di pace tra i due paesi. Trattattive che avevano fatto sperare, anche se con molti punti interrogativi, su una possibile soluzione dei conflitti entro il 2008. E proprio in questi giorni, in occasione del <strong><a href="http://amisnet.org/agenzia/2008/01/14/wsf-2008-le-radio-accanto-alla-societa-civile/">World Social Forum 2008</a>,</strong> alcune associazioni nel mondo agiranno per dire basta all&#8217;assedio di Gaza ed avviare il percorso di pace tra israeliani e palestinesi. A promuovere questa battaglia è, tra gli altri, l&#8217;insieme di associazioni <strong>Action for Peace</strong> che, per il <a href="http://www.wsf2008.net" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.wsf2008.net');"><strong>Global Action Day del 26 gennaio</strong></a>, terrà nella mattinata, a Roma, l&#8217;incontro <strong><em>Tenacia di resistere e coraggio di rifiutare</em></strong>. <span id="more-4488"></span></p>
<p>&#8220;L&#8217;iniziativa - come racconta Alessandra Mecozzi di Action for Peace - riguarderà la capacità di lotta e di resistenza non violenta di palestinesi ed israeliani rispetto all&#8217;occupazione e al muro ed, in particolare, sarà dedicata alla campagna internazionale contro l&#8217;assedio di Gaza che da mesi pone i palestinesi in condizioni economiche e sociali terribili&#8221;. Il riavvio del confronto tra Palestina ed Israele è infatti un evento &#8220;positivo ed imporante&#8221; ma se questi nodi, insieme con la questione dei confini, del destino di Gerusalemme e dei rifugiati palestinesi, non verranno messi in agenda, la realizzazione di una pace duratura si rivelerà ancora una volta una chimera.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amisnet.org/agenzia/2008/01/15/wsf-2008-il-basta-allassedio-di-gaza-nelle-trattative-di-pace/feed/</wfw:commentRss>
			<enclosure url="http://amisnet.org/podpress_trac/feed/4488/0/20081601wsf_palestina.mp3" length="5829369" type="audio/mpeg"/>
<itunes:duration>6:04</itunes:duration>
		<itunes:subtitle>Oltre una quindicina di palestinesi sono rimasti uccisi oggi in una serie di attacchi effettuati dalle forze israeliane nel nord della Striscia di Gaza. Una ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Oltre una quindicina di palestinesi sono rimasti uccisi oggi in una serie di attacchi effettuati dalle forze israeliane nel nord della Striscia di Gaza. Una notizia inaspettata visto che proprio ieri, dopo sette anni di conflitti senza interruzioni, erano finalmente ripartite le trattative di pace tra i due paesi. Trattattive che avevano fatto sperare, anche se con molti punti interrogativi, su una possibile soluzione dei conflitti entro il 2008. E proprio in questi giorni, in occasione del World Social Forum 2008, alcune associazioni nel mondo agiranno per dire basta all'assedio di Gaza ed avviare il percorso di pace tra israeliani e palestinesi. A promuovere questa battaglia egrave;, tra gli altri, l'insieme di associazioni Action for Peace che, per il Global Action Day del 26 gennaio, terragrave; nella mattinata, a Roma, l'incontro Tenacia di resistere e coraggio di rifiutare. 

"L'iniziativa - come racconta Alessandra Mecozzi di Action for Peace - riguarderagrave; la capacitagrave; di lotta e di resistenza non violenta di palestinesi ed israeliani rispetto all'occupazione e al muro ed, in particolare, saragrave; dedicata alla campagna internazionale contro l'assedio di Gaza che da mesi pone i palestinesi in condizioni economiche e sociali terribili". Il riavvio del confronto tra Palestina ed Israele egrave; infatti un evento "positivo ed imporante" ma se questi nodi, insieme con la questione dei confini, del destino di Gerusalemme e dei rifugiati palestinesi, non verranno messi in agenda, la realizzazione di una pace duratura si riveleragrave; ancora una volta una chimera.</itunes:summary>
		<itunes:keywords>Politica,,World,Social,Forum,2008</itunes:keywords>
		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:block>No</itunes:block>
	</item>
	</channel>
</rss>
