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	<title>Amisnet &#187; Cooperazione</title>
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	<description>Informazione Sociale Quotidiana</description>
	<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 11:55:01 +0000</pubDate>
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		<itunes:keywords>ambiente, conflitti, cooperazione, diritti, economia, politica, informazione sociale</itunes:keywords>
		<itunes:subtitle>Informazione sociale e programmi di approfondimento dalla redazione di AMISnet.</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Amisnet e' un'agenzia radiofonica attiva da oltre 9 anni. La sua principale attivita' consiste nella produzione e la distribuzione di prodotti radiofonici di approfondimento a circa 35 radio italiane. Il podcast e' una selezione quotidiana dei servizi audio distribuiti tramite i siti del network Amisnet.</itunes:summary>
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		<title>Obiettivi del Millennio: i passi da gambero dell&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 05:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Una riduzione di 170 milioni di euro all&#8217;aiuto pubblico a favore dei Paesi in via di sviluppo. Questi i tagli alla cooperazione internazionale previsti dalle nuove misure finanziarie. L&#8217;Italia, uno dei paesi più ricchi del mondo, torna indietro sugli Obiettivi del Millennio che si era preposta nel 2000. Proprio in quell&#8217;anno infatti l&#8217;Italia, siglando la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una riduzione di 170 milioni di euro all&#8217;aiuto pubblico a favore dei Paesi in via di sviluppo. Questi i tagli alla cooperazione internazionale previsti dalle nuove misure finanziarie. L&#8217;Italia, uno dei paesi più ricchi del mondo, torna indietro sugli Obiettivi del Millennio che si era preposta nel 2000. <span id="more-5191"></span>Proprio in quell&#8217;anno infatti l&#8217;Italia, siglando la Dichiarazione del Millennio, si era impegnata a contribuire alla lotta alla povertà e al raggiungimento di otto obiettivi, i cosiddetti Millennium Goals (combattere fame e povertà, favorire l&#8217;educazione primaria, promuovere la parità tra i sessi, ridurre la mortalità infantile, rafforzare la salute delle mamme, combattere l&#8217;Aids, impegnarsi nelle politiche ambientali e nel creare una rete globale per lo sviluppo). In particolare il nostro paese si era impegnato ad aumentare l&#8217;aiuto pubblico allo sviluppo fino ad arrivare allo 0,7% del proprio Pil in aiuto pubblico e si era posto come obiettivo intermedio il raggiungimento dello 0,33% entro il 2006.</p>
<p>Oggi l&#8217;Italia è ferma allo 0,19%. Non solo: con il decreto legge n. 112 del 25 giugno 2008 si ridurrebbe ulteriormente il finanziamento all&#8217;aiuto pubblico, con un taglio di 170 milioni di euro a partire dal 2009. &#8220;Una misura che contraddice gli impegni italiani presi nelle sedi internazionali e di Unione Europea&#8221; sostiene la Campagna delle Nazioni Unite per gli Obiettivi del Millennio.</p>
<p>I tagli sono previsti dal comma 11 dell&#8217;articolo 60 del decreto legge 112 del 25 giugno 2008, un decreto che è oggi al vaglio al Parlamento. &#8220;Noi chiediamo che i parlamentari abroghino questo comma e che instaurino un dialogo con il Governo e la società civile, soprattutto in vista della prossima finanziaria: non solo non si dovranno tagliare gli aiuti, ma sarà anche necessario aumentarli, ed è importantissimo farlo anche in vista della presidenza italiana al G8 del 2009&#8243; dichiara Marta Guglielmetti, ccoordinatrice della Campagna.</p>
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		<itunes:summary>Una riduzione di 170 milioni di euro all'aiuto pubblico a favore dei Paesi in via di sviluppo. Questi i tagli alla cooperazione internazionale previsti dalle nuove misure finanziarie. L'Italia, uno dei paesi piugrave; ricchi del mondo, torna indietro sugli Obiettivi del Millennio che si era preposta nel 2000. Proprio in quell'anno infatti l'Italia, siglando la Dichiarazione del Millennio, si era impegnata a contribuire alla lotta alla povertagrave; e al raggiungimento di otto obiettivi, i cosiddetti Millennium Goals (combattere fame e povertagrave;, favorire l'educazione primaria, promuovere la paritagrave; tra i sessi, ridurre la mortalitagrave; infantile, rafforzare la salute delle mamme, combattere l'Aids, impegnarsi nelle politiche ambientali e nel creare una rete globale per lo sviluppo). In particolare il nostro paese si era impegnato ad aumentare l'aiuto pubblico allo sviluppo fino ad arrivare allo 0,7% del proprio Pil in aiuto pubblico e si era posto come obiettivo intermedio il raggiungimento dello 0,33% entro il 2006.

Oggi l'Italia egrave; ferma allo 0,19%. Non solo: con il decreto legge n. 112 del 25 giugno 2008 si ridurrebbe ulteriormente il finanziamento all'aiuto pubblico, con un taglio di 170 milioni di euro a partire dal 2009. "Una misura che contraddice gli impegni italiani presi nelle sedi internazionali e di Unione Europea" sostiene la Campagna delle Nazioni Unite per gli Obiettivi del Millennio.

I tagli sono previsti dal comma 11 dell'articolo 60 del decreto legge 112 del 25 giugno 2008, un decreto che egrave; oggi al vaglio al Parlamento. "Noi chiediamo che i parlamentari abroghino questo comma e che instaurino un dialogo con il Governo e la societagrave; civile, soprattutto in vista della prossima finanziaria: non solo non si dovranno tagliare gli aiuti, ma saragrave; anche necessario aumentarli, ed egrave; importantissimo farlo anche in vista della presidenza italiana al G8 del 2009" dichiara Marta Guglielmetti, ccoordinatrice della Campagna.</itunes:summary>
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		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
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		<title>Milleunavoce: le storie infinite dei profughi Palestinesi</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/07/01/milleunavoce-le-storie-infinite-dei-profughi-palestinesi/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 22:23:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AMISnet</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[A 60 anni dalla Nakba, pubblichiamo sul blog Campagne tre nuove produzioni di Shabab Radio, le ultime nell&#8217;ambito del progetto Milleunavoce. In queste nuove trasmissioni la redazione della prima radio comunitaria nella zona di Ramallah si occupa della vicenda dei profughi palestinesi nell&#8217;anniversario dell&#8217;evento che li ha resi tali.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>A 60 anni dalla Nakba, pubblichiamo sul blog <a href="http://campagne.amisnet.org/category/milleunavoce/palestina-una-cultura-in-movimento/">Campagne</a> tre nuove produzioni di <a href="http://shababfm.org" title="Shabab FM" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/shababfm.org');">Shabab Radio</a>, le ultime nell&#8217;ambito del progetto <a href="http://www.milleunavoce.org" title="milleunavoce" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.milleunavoce.org');">Milleunavoce</a>. In queste <a href="http://campagne.amisnet.org/category/milleunavoce/profughi-palestinesi/" title="ascolta!">nuove trasmissioni</a> la redazione della prima radio comunitaria nella zona di Ramallah si occupa della vicenda dei profughi palestinesi nell&#8217;anniversario dell&#8217;evento che li ha resi tali.</p>
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		<title>Milleunavoce: nuovo ciclo sulla cultura Palestinese.</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/06/16/milleunavoce-nuovo-ciclo-sulla-cultura-palestinese/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 18:51:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AMISnet</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Sul blog Campagne sono disponibili da oggi tre nuove produzioni di Shabab Radio nell&#8217;ambito del progetto Milleunavoce. In queste nuove trasmissioni la redazione della prima radio comunitaria nella zona di Ramallah si occupa delle trasformazioni in corso nella cultura popolare palestinese.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul blog <a href="http://campagne.amisnet.org/category/milleunavoce/palestina-una-cultura-in-movimento/">Campagne</a> sono disponibili da oggi tre nuove produzioni di <a href="http://shababfm.org" title="Shabab FM" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/shababfm.org');">Shabab Radio</a> nell&#8217;ambito del progetto <a href="http://www.milleunavoce.org" title="milleunavoce" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.milleunavoce.org');">Milleunavoce</a>. In queste <a href="http://campagne.amisnet.org/category/milleunavoce/palestina-una-cultura-in-movimento/" title="ascolta!">nuove trasmissioni</a> la redazione della prima radio comunitaria nella zona di Ramallah si occupa delle trasformazioni in corso nella cultura popolare palestinese.</p>
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		<itunes:summary>Sul blog Campagne sono disponibili da oggi tre nuove produzioni di Shabab Radio nell'ambito del progetto Milleunavoce. In queste nuove trasmissioni la redazione della prima radio comunitaria nella zona di Ramallah si occupa delle trasformazioni in corso nella cultura popolare palestinese.</itunes:summary>
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		<title>Milleunavoce: i bimbi di Palestina.</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/06/09/milleunavoce-i-bimbi-di-palestina/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 17:41:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Khaldoun</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Da oggi sul blog &#8220;Capagne&#8221; e` disponibile la prima trilogia del nuovo ciclo del progetto Milleunavoce. Le tre produzioni sono a cura della redazione di Shabab Radio che si e` occupata dei problemi dell&#8217;infanzia in Palestina, tra disagio sociale ed occupazione.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/06/logox.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5017" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/06/logox.png" alt="" /></a>Da oggi sul blog &#8220;<a href="http://campagne.amisnet.org/category/milleunavoce/i-bimbi-di-palestina/">Capagne</a>&#8221; e` disponibile la prima trilogia del nuovo ciclo del progetto <a href="http://www.milleunavoce.org/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.milleunavoce.org');">Milleunavoce</a>. Le tre produzioni sono a cura della redazione di <a href="http://shababfm.org/en/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/shababfm.org');">Shabab Radio</a> che si e` occupata dei problemi dell&#8217;infanzia in Palestina, tra disagio sociale ed occupazione.</p>
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		<title>Congo: le radio senza luce elettrica</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/04/24/congo-le-radio-senza-luce-elettrica/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 13:44:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Per leggere le notizie da mettere in voce, i giornalisti si fanno luce con delle piccole torce&#8221;, così il nostro Francesco Diasio descrive la realtà delle radio di Mbuji Mayi, in Congo. Dalla terra delle contraddizioni, spaccata tra lobbies di diamanti e povertà estrema, un diario di viaggio racconta la vita delle emittenti costruite dentro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Per leggere le notizie da mettere in voce, i giornalisti si fanno luce con delle piccole torce&#8221;, così il nostro Francesco Diasio descrive la realtà delle radio di Mbuji Mayi, in Congo. Dalla terra delle contraddizioni, spaccata tra lobbies di diamanti e povertà estrema, un diario di viaggio racconta la vita delle emittenti costruite dentro i container.<span id="more-4836"></span><br />
E&#8217; l&#8217;ultima tappa di un viaggio che ha già toccato cinque diverse città della nazione africana. Un gruppo di esperti, tecnici e giornalisti del progetto Pari, poli d&#8217;appoggio alle radio indipendenti, visita le emittenti radiofoniche che stanno ricevendo il loro sostegno.</p>
<p>Per leggere e ascoltare la terza puntata de &#8220;La scommessa&#8221;, clicca qui</p>
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		<title>Afghanistan: 19 punti per uscire dalla guerra.</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/03/12/afghanistan-19-punti-per-uscire-dalla-guerra/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Mar 2008 12:29:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AMISnet</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delegazione  dei principali forum e coordinamenti di associazioni e Ong afgane, incontra oggi  i firmatari di &#8220;Afgana&#8220;, piattaforma italiana sul conflitto in Afghanistan.
Afgani e italiani, che si erano riuniti nel gennaio scorso a Kabul, sono a Roma per presentare una piattaforma comune in 19 punti per superare il conflitto  e  ridare priorità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delegazione  dei principali forum e coordinamenti di associazioni e Ong afgane, incontra oggi  i firmatari di &#8220;<a href="http://www.afgana.org/showart.php?id=1&amp;rubrica=3" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.afgana.org');">Afgana</a>&#8220;, piattaforma italiana sul conflitto in Afghanistan.<br />
Afgani e italiani, che si erano riuniti nel gennaio scorso a Kabul, sono a Roma per presentare una piattaforma comune in 19 punti per superare il conflitto  e  ridare priorità alla politica rispetto all&#8217; opzione  militare. <span id="more-4690"></span></p>
<p>Non si può prescindere dalla società civile afgana, se si vuole la conclusione del conflitto.  Ne sono assolutamente convinti i <a href="http://www.afgana.org/showart.php?id=164&amp;rubrica=228" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.afgana.org');">firmatari di Afgana</a>, che hanno elaborato insieme alle organizzazioni della società afgana i 19 punti presentati recentemente anche all&#8217; <a href="http://www.perlapace.it/index.php?id_article=282" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.perlapace.it');">ONU dei Popoli.</a></p>
<p>Di seguito i 19 punti:</p>
<p align="center"><em>RISOLUZIONE FINALE<br />
DELLA PRE-CONFERENZA DI PACE DELLA SOCIETA’ CIVILE AFGHANA<br />
KABUL, 27 E 28 GENNAIO 2008-02-13</em></p>
<p><em>1. Rafforzare il ruolo delle Nazioni Unite, delle organizzazioni non governative e della societa&#8217; civile afgana e garantire il loro rispettivo coinvolgimento nella cooperazione, ricostruzione e riconciliazione nazionale dell&#8217;Afghanistan;<br />
2. Evitare infortuni a danni dei civili e compensare le eventuali vittime in rispetto degli standard prescritti dalle leggi internazionali sui Diritti Umani;<br />
3. Sostenere la revisione del mandato Unama in stretta collaborazione con il governo afgano.<br />
Agevolare il termine della missione Enduring Freedom e il mutare le truppe Isaf in una nuova entita&#8217; in cui le Nazioni Unite abbiano un ruolo chiaro e possiedano un mandato che garantisca attivamente la protezione dei civili. La commissione delle Nazioni Unite per la Costruzione della pace dovrebbe definire modalita&#8217; e tempistica del menzionato processo;<br />
4. Rafforzare la presenza italiana nella missione dell&#8217;Unione Europea in supporto al rafforzamento delle capacita&#8217; della Polizia Nazionale Afgana, di cui dovrebbe essere accresciuto il numero.<br />
5. Rivedere il sistema dei Team Provinciali di Ricostruzione (Prt). Il ruolo delle forze militari dovrebbe essere chiaramente separato dalla cooperazione civile e le attivita&#8217;di ricostruzione;<br />
6. Rafforzare il ruolo dell&#8217;Esercito Afgano a livello nazionale, accrescendo la qualita&#8217; del personale e il numero stesso;<br />
7. Rafforzare la partecipazione della popolazione afgana e delle organizzazioni rappresentanti la societa&#8217; civile al processo di ricostruzione della pace che dovrebbero avviare relazioni diplomatiche e prendere parte ai negoziati con tutte le entita&#8217; coinvolte;<br />
8. Una particolare attenzione dovrebbe essere rivolta ai diritti e bisogni delle categorie estremamente vulnerabili e ai gruppi piu&#8217; emarginati. Entrambi le categorie dovrebbero essere coinvolte nel processo di ricostruzione della pace;<br />
9. Rinforzare e ricostruire il ruolo di attori tradizionali come la Jirga, gli Ulema, i Malik e i capi religiosi nel processo di ricostruzione della pace e della politica stessa e nelle negoziazioni con tutte le entita&#8217; coinvolte;<br />
10. Il processo dovrebbe approdare ad una Conferenza Internazionale della Pace, da tenersi entro il 2008 assicurando la partecipazione di tutte le entita&#8217; coinvolte;<br />
11. Avviare e stabilire forum a livelllo regionale costituiti dalle organizzazioni della societa&#8217; civile che possano seguire e far adottare le raccomandazioni di questa conferenza;<br />
12. Supportare e verificare che le raccomandazioni della Joint Peace Jirga vengano rispettate e che la comunita&#8217; internazionale supporti l&#8217;intero processo di pace anche coinvolgendo le entita&#8217; facenti dell&#8217;opposizione;<br />
13. Cambiare la strategia di riforma del sistema giudiziario, prendendo nella giusta considerazione i diritti umani, l&#8217;amministrazione dell&#8217;intero sistema razionallizzando i curricula di studio di giudici e avvocati. Coinvolgendo adeguatamente la popolazione, si ritiene necessario inoltre condurre una seria investigazione sui crimini commessi durante, prima e dopo il regime Talebano;<br />
14. Rafforzare il ruolo delle donne nella societa&#8217; civile, prendendo in considerazione I loro bisogni e richieste. Supportare la rete di organizzazioni e i programmi che si adoperano per l&#8217;affermazione dei diritti delle donne e le sotengono nella crescita sociale;<br />
15. Supportare un aumento considerevole di fondi stanziati per la cooperazione internazionale e locale e per la ricostruzione del paese. Al momento, il rapporto tra le spese civili e quelle militari e&#8217; di 1:9. Almeno il 50:50 dovrebbe essere raggiunto entro il 2008.<br />
16. Lanciare e seguire programmi di sviluppo esaustivi soprattutto nelle aree di conflitto e nelle zone rurali, dove le organizzazioni che rappresentano la societa&#8217; civile hanno ancora un ruolo significativo e determinante;<br />
17. Favorire il commercio dei prodotti agricoli che l&#8217;Afghansitan produce, offrire colture altenative ai produttori di oppio e sostenere i contadini locali;<br />
18. Focalizzarsi e dare priorita&#8217; ai programmi di riabilitazione del paese, come ad esempio lavorare per il miglioramento delle comunicazioni e delle infrastrutture a livello Nazionale;<br />
19. Obiettivo principale rimane garantire alla popolazione intera l&#8217;accesso ai piu&#8217; basici diritti umani, ovvero garantire loro diritto all&#8217;educazione, alla salute, accesso alle risorse idriche ed alimentari.</em></p>
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		<itunes:summary>Una delegazione  dei principali forum e coordinamenti di associazioni e Ong afgane, incontra oggi  i firmatari di "Afgana", piattaforma italiana sul conflitto in Afghanistan.
Afgani e italiani, che si erano riuniti nel gennaio scorso a Kabul, sono a Roma per presentare una piattaforma comune in 19 punti per superare il conflittonbsp; enbsp; ridare prioritagrave; alla politica rispetto all' opzionenbsp; militare. 

Non si puograve; prescindere dalla societagrave; civile afgana, se si vuole la conclusione del conflitto.  Ne sono assolutamente convinti i firmatari di Afgana, che hanno elaborato insieme alle organizzazioni della societagrave; afgana i 19 punti presentati recentemente anche all' ONU dei Popoli.

Di seguito i 19 punti:

RISOLUZIONE FINALE
DELLA PRE-CONFERENZA DI PACE DELLA SOCIETArsquo; CIVILE AFGHANA
KABUL, 27 E 28 GENNAIO 2008-02-13

1. Rafforzare il ruolo delle Nazioni Unite, delle organizzazioni non governative e della societa' civile afgana e garantire il loro rispettivo coinvolgimento nella cooperazione, ricostruzione e riconciliazione nazionale dell'Afghanistan;
2. Evitare infortuni a danni dei civili e compensare le eventuali vittime in rispetto degli standard prescritti dalle leggi internazionali sui Diritti Umani;
3. Sostenere la revisione del mandato Unama in stretta collaborazione con il governo afgano.
Agevolare il termine della missione Enduring Freedom e il mutare le truppe Isaf in una nuova entita' in cui le Nazioni Unite abbiano un ruolo chiaro e possiedano un mandato che garantisca attivamente la protezione dei civili. La commissione delle Nazioni Unite per la Costruzione della pace dovrebbe definire modalita' e tempistica del menzionato processo;
4. Rafforzare la presenza italiana nella missione dell'Unione Europea in supporto al rafforzamento delle capacita' della Polizia Nazionale Afgana, di cui dovrebbe essere accresciuto il numero.
5. Rivedere il sistema dei Team Provinciali di Ricostruzione (Prt). Il ruolo delle forze militari dovrebbe essere chiaramente separato dalla cooperazione civile e le attivita'di ricostruzione;
6. Rafforzare il ruolo dell'Esercito Afgano a livello nazionale, accrescendo la qualita' del personale e il numero stesso;
7. Rafforzare la partecipazione della popolazione afgana e delle organizzazioni rappresentanti la societa' civile al processo di ricostruzione della pace che dovrebbero avviare relazioni diplomatiche e prendere parte ai negoziati con tutte le entita' coinvolte;
8. Una particolare attenzione dovrebbe essere rivolta ai diritti e bisogni delle categorie estremamente vulnerabili e ai gruppi piu' emarginati. Entrambi le categorie dovrebbero essere coinvolte nel processo di ricostruzione della pace;
9. Rinforzare e ricostruire il ruolo di attori tradizionali come la Jirga, gli Ulema, i Malik e i capi religiosi nel processo di ricostruzione della pace e della politica stessa e nelle negoziazioni con tutte le entita' coinvolte;
10. Il processo dovrebbe approdare ad una Conferenza Internazionale della Pace, da tenersi entro il 2008 assicurando la partecipazione di tutte le entita' coinvolte;
11. Avviare e stabilire forum a livelllo regionale costituiti dalle organizzazioni della societa' civile che possano seguire e far adottare le raccomandazioni di questa conferenza;
12. Supportare e verificare che le raccomandazioni della Joint Peace Jirga vengano rispettate e che la comunita' internazionale supporti l'intero processo di pace anche coinvolgendo le entita' facenti dell'opposizione;
13. Cambiare la strategia di riforma del sistema giudiziario, prendendo nella giusta considerazione i diritti umani, l'amministrazione dell'intero sistema razionallizzando i curricula di studio di giudici e avvocati. Coinvolgendo adeguatamente la popolazione, si ritiene necessario inoltre condurre una seria investigazione sui crimini commessi durante, prima e dopo il regime Talebano;
14. Rafforzare il ruolo delle donne nella societa' civile, prendendo in con...</itunes:summary>
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		<title>Radio Cartoline - Burkina Faso, la radio contadina</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 20:51:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Oggi ci spostiamo a Ouahiguya, la terza città del Burkina Faso, a nord del paese. In questa area prevalentemente agricola dal 1996 Radio Voix du paysan trasmette programmi con e per i contadini. Noi abbiamo intervistato Moussa Ouedragou, un redattore che lavora alla radio da piu di dieci anni.
La radio è stata creata grazie  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ci spostiamo a Ouahiguya, la terza città del Burkina Faso, a nord del paese. In questa area prevalentemente agricola dal 1996 Radio Voix du paysan trasmette programmi con e per i contadini. Noi abbiamo intervistato Moussa Ouedragou, un redattore che lavora alla radio da piu di dieci anni.<span id="more-4670"></span></p>
<p>La radio è stata creata grazie  a un iniziativa di Bernard Ouedraogo, presidente del Naam, un movimento rurale impegnato a migliorare le condizioni di vita nei villaggi rispettando le pratiche della cultura locale tipiche della tradizione Moussi. Bernard, leader carismatico e dotato di una forte formazione tecnica mise in piedi il primo raggruppamento di contadini alla fine degli anni 60, dopo avere costatato che qualsiasi tentativo esogeno di organizzare i contadini risultava fallimentare. Il primo movimento Naam, sorto nel 1967, nacque senza nessun sostegno economico esterno.</p>
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		<itunes:subtitle>Oggi ci spostiamo a Ouahiguya, la terza cittagrave; del Burkina Faso, a nord del paese. In questa area prevalentemente agricola dal 1996 Radio Voix du ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Oggi ci spostiamo a Ouahiguya, la terza cittagrave; del Burkina Faso, a nord del paese. In questa area prevalentemente agricola dal 1996 Radio Voix du paysan trasmette programmi con e per i contadini. Noi abbiamo intervistato Moussa Ouedragou, un redattore che lavora alla radio da piu di dieci anni.

La radio egrave; stata creata grazie  a un iniziativa di Bernard Ouedraogo, presidente del Naam, un movimento rurale impegnato a migliorare le condizioni di vita nei villaggi rispettando le pratiche della cultura locale tipiche della tradizione Moussi. Bernard, leader carismatico e dotato di una forte formazione tecnica mise in piedi il primo raggruppamento di contadini alla fine degli anni 60, dopo avere costatato che qualsiasi tentativo esogeno di organizzare i contadini risultava fallimentare. Il primo movimento Naam, sorto nel 1967, nacque senza nessun sostegno economico esterno.</itunes:summary>
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		<title>Somalia-Italia: insieme per un percorso di pace</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 12:45:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si conclude oggi a la prima conferenza della società civile somala in programma, dal 5 all&#8217;8 febbraio, a Roma, presso la sede del Consiglio Nazionale dell&#8217;Economia e del Lavoro (CNEL). L&#8217;incontro, supportato e coordinato da Intersos, ha visto confrontarsi gli esponenti del mondo accademico, imprenditoriale e dell&#8217;associazionimo somalo con quelli delle ong italiane. La conferenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/02/20080208_20080205_83951.gif" title="somalia"><img src="http://amisnet.org/files/2008/02/20080208_20080205_83951.gif" alt="somalia" align="left" height="219" width="226" /></a>Si conclude oggi a la prima conferenza della società civile somala in programma, dal 5 all&#8217;8 febbraio, a Roma, presso la sede del Consiglio Nazionale dell&#8217;Economia e del Lavoro (CNEL). L&#8217;incontro, supportato e coordinato da Intersos, ha visto confrontarsi gli esponenti del mondo accademico, imprenditoriale e dell&#8217;associazionimo somalo con quelli delle ong italiane. La conferenza costituisce la prima tappa di un percorso comune, italo-somalo, finalizzato alla costruzione di un dialogo proficuo in grado di dare una pace duratura alla società civile somala, dilaniata da 17 anni dalla guerra civile e da un anno invasa dalle forze etiopiche.</p>
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		<itunes:summary>Si conclude oggi a la prima conferenza della societagrave; civile somala in programma, dal 5 all'8 febbraio, a Roma, presso la sede del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (CNEL). L'incontro, supportato e coordinato da Intersos, ha visto confrontarsi gli esponenti del mondo accademico, imprenditoriale e dell'associazionimo somalo con quelli delle ong italiane. La conferenza costituisce la prima tappa di un percorso comune, italo-somalo, finalizzato alla costruzione di un dialogo proficuo in grado di dare una pace duratura alla societagrave; civile somala, dilaniata da 17 anni dalla guerra civile e da un anno invasa dalle forze etiopiche.</itunes:summary>
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		<title>Agricoltura schiacciata dalle politiche liberali</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 14:21:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La liberalizzazione dei mercati internazionali avviata dal World Trade Organization (WTO),  l&#8217;organizzazione internazionale che dal 1995 supervisiona gli accordi commerciali dei 150 stati membri, non ha dato i risultati sperati. A soffrirne sono soprattutto gli agricoltori, schiacciati dalle nuove tendenze dell&#8217;economica globale. E&#8217; questo il risultato del rapporto internazionale Commercio e Agricoltura. Dall&#8217;efficienza economica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/02/20080205_agricoltore.jpg" title="agricoltore"><img src="http://amisnet.org/files/2008/02/20080205_agricoltore.jpg" alt="agricoltore" align="left" height="195" width="210" /></a>La liberalizzazione dei mercati internazionali avviata dal World Trade Organization (WTO),  l&#8217;organizzazione internazionale che dal 1995 supervisiona gli accordi commerciali dei 150 stati membri, non ha dato i risultati sperati. A soffrirne sono soprattutto gli agricoltori, schiacciati dalle nuove tendenze dell&#8217;economica globale. E&#8217; questo il risultato del rapporto internazionale <em>Commercio e Agricoltura. Dall&#8217;efficienza economica alla sostenibilità sociale ed ambientale</em>, redatto da Wolfgang Sachs e Tilman Santarius. Lo studio, edito nel2007 dalla casa editrice bolognese EMI, è stato presentato il 5 febbraio a Roma in un incontro promosso dalla rivista CNS-Economia Politica e Rete di Lilliput.</p>
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		<itunes:summary>La liberalizzazione dei mercati internazionali avviata dal World Trade Organization (WTO),  l'organizzazione internazionale che dal 1995 supervisiona gli accordi commerciali dei 150 stati membri, non ha dato i risultati sperati. A soffrirne sono soprattutto gli agricoltori, schiacciati dalle nuove tendenze dell'economica globale. E' questo il risultato del rapporto internazionale Commercio e Agricoltura. Dall'efficienza economica alla sostenibilitagrave; sociale ed ambientale, redatto da Wolfgang Sachs e Tilman Santarius. Lo studio, edito nel2007 dalla casa editrice bolognese EMI, egrave; stato presentato il 5 febbraio a Roma in un incontro promosso dalla rivista CNS-Economia Politica e Rete di Lilliput.</itunes:summary>
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		<title>Bangladesh: 900 mila euro per 160 mila bengalesi colpiti dal ciclone Sidr</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Feb 2008 10:18:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Hanno raggiunto quota 900 mila euro le donazioni private raccolte dalla rete di Ong AGIRE, impegnata in Bangladesh per aiutare la popolazione ad uscire dallo stato di emergenza generato dal ciclone Sidr, il 15 novembre scorso. Aiuteranno 160mila bengalesi, in particolare le categorie più vulnerabili, coinvolti grazie a quattro diversi piani di intervento. Questo non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://amisnet.org/files/2008/02/20080201_bangladesh_sidr.jpg" title="emergenza bangladesh ciclone sidr"><img src="http://amisnet.org/files/2008/02/20080201_bangladesh_sidr.jpg" alt="emergenza bangladesh ciclone sidr" align="left" height="162" width="216" /></a>Hanno raggiunto quota 900 mila euro le donazioni private raccolte dalla rete di Ong AGIRE, impegnata in Bangladesh per aiutare la popolazione ad uscire dallo stato di emergenza generato dal ciclone Sidr, il 15 novembre scorso. Aiuteranno 160mila bengalesi, in particolare le categorie più vulnerabili, coinvolti grazie a quattro diversi piani di intervento. Questo non deve farci dimenticare, però, che le persone coinvolte dall&#8217;emergenza sono oltre 8 mln e che dunque ancora molto rimane da fare.</p>
<p align="center"><strong>Approfondimenti:</strong><strong><a href="http://amisnet.org/agenzia/2007/11/22/bangladesh-servono-aiuti-per-3-mln-di-sfollati-a-rischio-fame-ed-epidemie/"> Bangladeh: 400 mln di aiuti, ancora troppo pochi</a> e <a href="http://amisnet.org/agenzia/2007/11/22/bangladesh-servono-aiuti-per-3-mln-di-sfollati-a-rischio-fame-ed-epidemie/">Bangladesh: servono aiuti per 3 mln di sfollati a rischio fame ed epidemie.</a></strong></p>
<p align="center"><strong><a href="http://amisnet.org/agenzia/2007/11/22/bangladesh-servono-aiuti-per-3-mln-di-sfollati-a-rischio-fame-ed-epidemie/"> </a></strong><a href="http://amisnet.org/agenzia/2007/11/22/bangladesh-servono-aiuti-per-3-mln-di-sfollati-a-rischio-fame-ed-epidemie/"><span id="more-4563"></span></a>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p align="center"><strong>COMUNICATO STAMPA di AGIRE </strong></p>
<p><strong> 160.000 BENGALESI SOSTENUTI DAI 900.000 EURO RACCOLTI DA  AGIRE PER L&#8217;EMERGENZA BANGLADESH.</strong></p>
<p><strong>Partiti i programmi di intervento delle organizzazioni associate  in quattro distretti del Paese asiatico. </strong></p>
<p>E’ di 900 mila euro l&#8217;ammontare complessivo delle donazioni raccolte da AGIRE e destinate  all’emergenza Bangladesh, paese colpito dal ciclone Sidr il 15 novembre scorso.  La risposta degli italiani all’appello è stata immediata e massiccia: segno di  profonda solidarietà nei confronti di una popolazione duramente provata da una  lunga serie di catastrofi naturali.</p>
<p>Il ciclone Sidr si è abbattuto sul Bangladesh con raffiche di  vento che hanno raggiunto i 240/km orari e un’ondata di piena che si è spinta  per più di 35 km all’interno delle coste. Pesantissimo il bilancio: le stime  ufficiali parlano di 8,5 milioni di persone colpite, 3.500 vittime e 800  dispersi, 600 mila case distrutte. Tra le conseguenze più gravi, la distruzione  di gran parte dei raccolti stagionali (dal 50 al 95% nelle zone costiere) e la  perdita di più di un milione di capi di bestiame e di quote significative degli  allevamenti di gamberi. Circa 400 mila ettari della foresta di Sundarban,  dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, sono stati gravemente  danneggiati.</p>
<p>Immediata la risposta di AGIRE,  anche grazie alla presenza attiva e consolidata sul territorio bengalese delle  sue organizzazioni associate. Agli interventi di prima emergenza è seguita  l’elaborazione di un piano di azione per la ricostruzione e la riabilitazione di  unità abitative, per il recupero delle aree naturali, il ripristino delle  attività produttive locali e la pianificazione di attività di prevenzione delle  catastrofi e riduzione dei rischi.</p>
<p>Ancora una volta gli italiani si sono mostrati sensibili e  attenti, rispondendo con generosità<em>  al nostro appello per il Bangladesh</em>», ha dichiarato Marco Bertotto, direttore di AGIRE.  «<em>Le donazioni raccolte hanno permesso  alle organizzazioni non governative di AGIRE di intervenire con tempestività  nelle ore immediatamente successive al disastro e nei prossimi mesi  consentiranno alle comunità locali di riattivare le proprie attività economiche,  riparare le abitazioni danneggiate e tornare a vivere in condizioni normali e  dignitose.</em></p>
<p><em>Gli interventi che le organizzazioni di AGIRE realizzeranno nei  prossimi mesi coinvolgeranno oltre <strong>160  mila persone,</strong> in particolare le categorie più vulnerabili (donne in  gravidanza, disabili, orfani e anziani). Circa <strong>20 mila persone</strong> riceveranno licenze di  pesca, attrezzi agricoli e sementi stagionali, saranno remunerate per lavori di  ricostruzione (“cash for work”) e parteciperanno a corsi di aggiornamento  professionale per allevatori di gamberi, estrattori di miele e impagliatori.  Circa <strong>450 unità abitative</strong> saranno  ristrutturate o completamente ricostruite. L’area protetta del Sundarban sarà  rivalorizzata, anche attraverso la piantumazione di <strong>5 mila mangrovie</strong> che permetteranno alle  popolazioni locali di riattivare le iniziative economiche e turistiche connesse.  I progetti delle 5 organizzazioni di AGIRE si svilupperanno nelle zone più  colpite dal ciclone Sidr, ovvero i distretti di <strong>Barguna, Bagherat, Patuakhali e la zona  forestale di Sundarban.</strong></em></p>
<p><em><font color="#0000ff" face="Arial" size="2"><font color="#000000"> </font></font></em></p>
<p><em><font color="#0000ff" face="Arial" size="2"><font color="#000000">«<em> Gli italiani hanno  premiato un sistema, quello delle organizzazioni non governative, che garantisce  rapidità, efficacia, qualità degli interventi e capacità di coinvolgimento delle  comunità locali. I donatori potranno essere costantemente aggiornati  sull’andamento dei progetti e sull’utilizzo dei fondi raccolti da AGIRE  visitando il sito </em></font><a href="http://www.agire.it/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.agire.it');"><font size="3">www.agire.it</font></a><font color="#000000">.  <em>A garanzia di massima trasparenza,  infine, tutti i progetti saranno soggetti a valutazioni esterne condotte da  esperti indipendenti e società di revisione contabile</em>» conclude Marco  Bertotto.</font></font></em></p>
<p><em><font color="#0000ff" face="Arial" size="2"><strong><font color="#000000"> </font></strong></font></em></p>
<p><em><font color="#0000ff" face="Arial" size="2"><strong><font color="#000000"> </font></strong></font></em></p>
<p><em><font color="#0000ff" face="Arial" size="2"><strong><font color="#000000">Per informazioni   </font></strong><a href="http://www.agire.it/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.agire.it');"><font size="3">www.agire.it</font></a></font></em></p>
<p><em><font color="#0000ff" face="Arial" size="2"><strong><font color="#000000">per donazioni:</font></strong></font></em></p>
<p><em><font color="#0000ff" face="Arial" size="2"><font color="#000000"><strong>conto  corrente bancario: “AGIRE PER IL BANGLADESH” </strong>(IBAN:<strong>   </strong>IT 20 C 02008 01768 000041106582)</font></font></em></p>
<p><em><font color="#0000ff" face="Arial" size="2"><font color="#000000"><strong>conto  corrente postale </strong>n°  85593614 intestato a AGIRE<strong>  </strong></font></font></em></p>
<p><em><font color="#0000ff" face="Arial" size="2"><font color="#000000"><strong>Causale  </strong>Emergenza  Bangladesh</font></font></em></p>
<p><em><font color="#0000ff" face="Arial" size="2"><strong><font color="#000000"> </font></strong></font></em></p>
<p><em><font color="#0000ff" face="Arial" size="2"><strong><font color="#000000">Ufficio Stampa AGIRE – Agenzia Italiana Risposta  Emergenze</font></strong></font></em></p>
<p><em><font color="#0000ff" face="Arial" size="2"> </font></em></p>
<p><em><font color="#0000ff" face="Arial" size="2"><a href="mailto:Comunicazione.add@libero.it"></a></font></em></p>
<p align="left"><em><font color="#0000ff" face="Arial" size="2"><strong><font size="2"><font color="#000000"><font face="Tahoma"><strong>Alberto</strong> <strong>Bobbio</strong></font></font></font></strong></font></em></p>
<p align="left"><em><font color="#0000ff" face="Arial" size="2"><strong><font size="2"><font color="#000000"><font face="Tahoma"><strong>IN<font color="#ff0000">C</font> </strong>- Istituto Nazionale  per la Comunicazione</font></font></font></strong></font></em></p>
<p align="left"><em><font color="#0000ff" face="Arial" size="2"><strong><font size="2"><font color="#000000"><font face="Tahoma">Cell. 335  -  1097277    </font></font></font></strong></font></em></p>
<p align="left"><em><font color="#0000ff" face="Arial" size="2"><strong><font size="2"><font color="#000000" face="Tahoma"> a.bobbio</font><a href="mailto:a.bobbio@inc-comunicazione.it"><font color="#000000" face="Tahoma">@inc-comunicazione.it</font></a></font></strong></font></em></p>
<h3><em><font color="#000000"> </font></em></h3>
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<h3><em><font color="#000000">PIANI DI  INTERVENTO DELLE ORGANIZZAZIONI DEL NETWORK AGIRE</font></em></h3>
<p><em><strong><font color="#000000"> </font></strong></em></p>
<p><em><strong><font color="#000000"> </font></strong></em></p>
<p><em><font color="#000000"><strong>Action  Aid International</strong>,  presente dal 1983 in 21 aree del Bangladesh con uno staff locale di 150 persone  e 89 organizzazioni partner, interverrà con i fondi di AGIRE per garantire i  bisogni indispensabili in termini di nutrizione e abitazione a 235 unità  familiari nel distretto di Bagerhat. Nei primi due mesi di soccorso, ActionAid  ha distribuito 514 kit di vivande a 135 unità familiari vulnerabili, composte  soprattutto da donne (vedove, donne in stato di gravidanza e in allattamento),  orfani  e persone anziane ( in  totale 675 persone). Nei prossimi 7 mesi, l’organizzazione costruirà alloggi  permanenti con i servizi sanitari a 100 unità familiari (500 persone),  garantendo standard adeguati per la prevenzione del rischio contro eventuali  futuri disastri naturali. </font></em></p>
<p><em><font color="#000000"> </font></em></p>
<p><em><font color="#000000"><strong>Save  the Children</strong>  è presente in Bangladesh dal 1972. Dal primo giorno del disastro è sul campo per  portare aiuto e supporto immediato a più di 100 mila bambini e alle loro  famiglie: cibo, acqua, medicinali, nonché ricostruzione di abitazioni, scuole e  cliniche e opportunità economiche per rimettere in moto l&#8217;economia familiare  delle comunità e dei sistemi sociali colpiti dal ciclone Sydr. Con i fondi  raccolti dall’appello di AGIRE, Save the Children coprirà parte delle necessità  alimentari di 6000-8000 persone, attraverso la fornitura di voucher per  l’acquisto di beni essenziali e la remunerazione di 1250 capi famiglia per  lavori di ricostruzione (“cash for work”). Garantirà inoltre l’appoggio a 1500  contadini per il ripristino delle proprie attività generatrici di reddito e  svilupperà attività per la riduzione del rischio e dell’impatto delle catastrofi  naturali nei distretti di Bagherat, Barguna e Patuakali, in particolare  producendo materiali didattici destinati ai bambini.   </font></em></p>
<p><em><font color="#000000"> </font></em></p>
<p><em><font color="#000000"><strong>Terre  des hommes</strong>,  presente in Bangladesh dagli anni ’70, interviene nel distretto di Barguna con  programmi di sostegno alle componenti più vulnerabili della popolazione colpita  dal ciclone. Anche alla luce dell’arrivo dei mesi invernali, Terre des Hommes  intende sopperire alla mancanza di coperte e capi di vestiario in grado di  proteggere dal freddo. Nei primi due mesi del 2008 verranno distribuiti vestiti  a 20 mila bambini e coperte a 6.500 famiglie. L’intervento prevede inoltre la  ricostruzione di 150 case. L’identificazione delle famiglie più bisognose e la  realizzazione delle attività avverrà in coordinamento con i partner locali e con  le autorità civili della zona. </font></em></p>
<p><em><font color="#000000"> </font></em></p>
<p><em><font color="#000000">Il <strong>VIS – Volontariato  Internazionale per lo Sviluppo </strong>in una prima fase dell’intervento ha dato  risposta in tempi rapidi ai bisogni primari delle popolazioni colpite dal  ciclone Sidr attraverso attività di prima emergenza. In particolare ha fornito  generi di prima necessità, alimentari e medicinali per circa 1.300 persone nei  distretti di Bagherhat e Borguna. A questa azione se ne affianca una seconda,  orientata a contribuire a ristabilire normali condizioni di vita per le  popolazioni colpite dalla calamità. In particolare si prevedono interventi di  riabilitazione e ricostruzione che interessano almeno 100 famiglie. Ove  possibile, l’attività sarà condotta dagli stessi beneficiari ai quali verranno  forniti assistenza, materiali e attrezzature tecniche.  </font></em></p>
<p><em><font color="#000000"> </font></em></p>
<p><em><font color="#000000">Il <strong>WWF Italia</strong> si  occuperà di uno dei più importanti ecosistemi forestali del mondo, l&#8217;area delle  Sundarban, dichiarata dall&#8217;UNESCO World Heritage Site, su cui il ciclone ha  avuto un impatto disastroso. L&#8217;intervento si concentra sulla ricostruzione di  una porzione della foresta di mangrovie e sul sostegno alle famiglie che vivono  grazie alla foresta e alle sue inestimabili risorse (in particolare raccoglitori  di miele, taglialegna e pescatori). Dopo aver provveduto alle esigenze di prima  necessità per la sopravvivenza di 150 famiglie, WWF si propone di favorire il  riavvio delle attività economiche. Tale obiettivo verrà raggiunto grazie alla  fornitura degli strumenti e dei mezzi perduti (barche, reti, gabbie) e  l&#8217;assistenza per un anno ad attività di ricostruzione delle piccole attività  imprenditoriali bruscamente interrotte dall&#8217;avvento del ciclone,  re-indirizzandole verso una gestione sostenibile delle risorse da cui le  attività dipendono. Contemporaneamente, in collaborazione con il locale  Dipartimento Forestale del governo, verrà avviato un lavoro di sensibilizzazione  sulla gestione in coordinamento delle situazioni di emergenza causate da  calamità naturali, frequenti nella regione a causa delle sue specificità  geografiche.</font></em></p>
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		<itunes:summary>Hanno raggiunto quota 900 mila euro le donazioni private raccolte dalla rete di Ong AGIRE, impegnata in Bangladesh per aiutare la popolazione ad uscire dallo stato di emergenza generato dal ciclone Sidr, il 15 novembre scorso. Aiuteranno 160mila bengalesi, in particolare le categorie piugrave; vulnerabili, coinvolti grazie a quattro diversi piani di intervento. Questo non deve farci dimenticare, perograve;, che le persone coinvolte dall'emergenza sono oltre 8 mln e che dunque ancora molto rimane da fare.
Approfondimenti: Bangladeh: 400 mln di aiuti, ancora troppo pochi e Bangladesh: servono aiuti per 3 mln di sfollati a rischio fame ed epidemie.
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COMUNICATO STAMPA di AGIRE 
 160.000 BENGALESI SOSTENUTI DAI 900.000 EURO RACCOLTI DA  AGIRE PER L'EMERGENZA BANGLADESH.

Partiti i programmi di intervento delle organizzazioni associate  in quattro distretti del Paese asiatico. 

Ersquo; di 900 mila euro l'ammontare complessivo delle donazioni raccolte da AGIRE e destinate  allrsquo;emergenza Bangladesh, paese colpito dal ciclone Sidr il 15 novembre scorso.  La risposta degli italiani allrsquo;appello egrave; stata immediata e massiccia: segno di  profonda solidarietagrave; nei confronti di una popolazione duramente provata da una  lunga serie di catastrofi naturali.

Il ciclone Sidr si egrave; abbattuto sul Bangladesh con raffiche di  vento che hanno raggiunto i 240/km orari e unrsquo;ondata di piena che si egrave; spinta  per piugrave; di 35 km allrsquo;interno delle coste. Pesantissimo il bilancio: le stime  ufficiali parlano di 8,5 milioni di persone colpite, 3.500 vittime e 800  dispersi, 600 mila case distrutte. Tra le conseguenze piugrave; gravi, la distruzione  di gran parte dei raccolti stagionali (dal 50 al 95% nelle zone costiere) e la  perdita di piugrave; di un milione di capi di bestiame e di quote significative degli  allevamenti di gamberi. Circa 400 mila ettari della foresta di Sundarban,  dichiarata dallrsquo;UNESCO patrimonio dellrsquo;umanitagrave;, sono stati gravemente  danneggiati.

Immediata la risposta di AGIRE,  anche grazie alla presenza attiva e consolidata sul territorio bengalese delle  sue organizzazioni associate. Agli interventi di prima emergenza egrave; seguita  lrsquo;elaborazione di un piano di azione per la ricostruzione e la riabilitazione di  unitagrave; abitative, per il recupero delle aree naturali, il ripristino delle  attivitagrave; produttive locali e la pianificazione di attivitagrave; di prevenzione delle  catastrofi e riduzione dei rischi.

Ancora una volta gli italiani si sono mostrati sensibili e  attenti, rispondendo con generositagrave;  al nostro appello per il Bangladeshraquo;, ha dichiarato Marco Bertotto, direttore di AGIRE.  laquo;Le donazioni raccolte hanno permesso  alle organizzazioni non governative di AGIRE di intervenire con tempestivitagrave;  nelle ore immediatamente successive al disastro e nei prossimi mesi  consentiranno alle comunitagrave; locali di riattivare le proprie attivitagrave; economiche,  riparare le abitazioni danneggiate e tornare a vivere in condizioni normali e  dignitose.

Gli interventi che le organizzazioni di AGIRE realizzeranno nei  prossimi mesi coinvolgeranno oltre 160  mila persone, in particolare le categorie piugrave; vulnerabili (donne in  gravidanza, disabili, orfani e anziani). Circa 20 mila persone riceveranno licenze di  pesca, attrezzi agricoli e sementi stagionali, saranno remunerate per lavori di  ricostruzione (ldquo;cash for workrdquo;) e parteciperanno a corsi di aggiornamento  professionale per allevatori di gamberi, estrattori di miele e impagliatori.  Circa 450 unitagrave; abitative saranno  ristrutturate o completamente ricostruite. Lrsquo;area protetta del Sundarban saragrave;  rivalorizzata, anche attraverso la piantumazione di 5 mila mangrovie che permetteranno alle  popolazioni locali di riattivare...</itunes:summary>
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