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	<title>Amisnet &#187; Brevi</title>
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	<description>Informazione Sociale Quotidiana</description>
	<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 11:55:01 +0000</pubDate>
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		<category>News &amp; Politics</category>
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		<itunes:keywords>ambiente, conflitti, cooperazione, diritti, economia, politica, informazione sociale</itunes:keywords>
		<itunes:subtitle>Informazione sociale e programmi di approfondimento dalla redazione di AMISnet.</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Amisnet e' un'agenzia radiofonica attiva da oltre 9 anni. La sua principale attivita' consiste nella produzione e la distribuzione di prodotti radiofonici di approfondimento a circa 35 radio italiane. Il podcast e' una selezione quotidiana dei servizi audio distribuiti tramite i siti del network Amisnet.</itunes:summary>
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			<title>Amisnet</title>
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		<title>Genova 2001: 110 anni complessivi ma andranno in prescrizione</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 11:11:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AMISnet</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Brevi]]></category>

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		<description><![CDATA[110 anni di pene complessivi, dai tre mesi ai cinque anni di reclusione per ciascuno: è quanto hanno richiesto ieri i pm Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini  per i 28 agenti e vertici di Polizia coinvolti nel blitz punitivo delle scuole Diaz e Pascoli contro attivisti e media attivisti anti g8, la notte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>110 anni di pene complessivi, dai tre mesi ai cinque anni di reclusione per ciascuno: è quanto hanno richiesto ieri i pm Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini  per i 28 agenti e vertici di Polizia coinvolti nel blitz punitivo delle scuole Diaz e Pascoli contro attivisti e media attivisti anti g8, la notte del 21 luglio del 2001 a Genova. Una sola l&#8217;ssoluzione chiesta, quella per il poliziotto Alfredo Fabbrocini.</p>
<p>Quasi tutti potranno però godere delle attenuanti generiche, elemento che secondo l&#8217;avvocato rappresentante della parte civile Stefano Bigliazzi &#8220;accorcerà anche i tempi della prescrizone&#8221;. La pena più alta, di 5 anni, è stata chiesta per il vice questore romano Pietro Troiani. L&#8217;accusa è calunnia, falso e porto d&#8217;armi da guerra. Falso e calunnia sono i reati contestati anche a Francesco Gratteri della direzione anticrimine centrale, Giovanni Luperi dei Servizi Segreti, Gilberto Caldarozzi, all&#8217; epoca vice dello Sco, Filippo Ferri, dirigente della squadra mobile della Spezia, Massimiliano Di Bernardini, vice questore aggiunto romano, Fabio Ciccimarra, vice questore aggiunto napoletano, Nando Dominici, capo della squadra mobile di Genova, Spartaco Mortola, dirigente all&#8217;epoca della Digos di Genova e Carlo Di Sarro vice questore aggiunto presso la Digos di Genova.</p>
<p>Per loro la richiesta di accusa anche per arresto illegale a danno dei 93 attivisti e media attivisti arrestati quella notte con l&#8217;accusa di associazione a delinquere.</p>
<p>Come per il caso gudiziario di Bolzaneto, anche questo avrà però solo un valore simbolico. La sentenza del tribunale è prevista per autunno.</p>
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		<title>Greenpeace: rilasciati su cauzione i due attivisti giapponesi</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/07/16/greenpeace-rilasciati-su-cauzione-i-due-attivisti-giapponesi/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 12:40:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Brevi]]></category>

		<category><![CDATA[attivismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Junichi Sato e Toru Suzuki, i due attivisti di Greenpeace arrestati lo scorso 10 giugno in Giappone, sono stati finalmente rilasciati su cauzione, martedì 15 luglio, dopo 26 giorni di custodia cautelare.
L&#8217;accusa era quella di furto di una scatola di carne di balena che gli stessi avevano sottopposto come prova del contrabbando della carne di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Junichi Sato e Toru Suzuki, i due attivisti di Greenpeace arrestati lo scorso 10 giugno in Giappone, sono stati finalmente rilasciati su cauzione, martedì 15 luglio, dopo 26 giorni di custodia cautelare.<br />
L&#8217;accusa era quella di furto di una scatola di carne di balena che gli stessi avevano sottopposto come prova del contrabbando della carne di balena in cui sarebbe coinvolto anche il governo giapponese.</p>
<p>A stabilirne il rilascio, che viene accettato solo nel 10% dei casi in Giappone, è stato un collegio di tre giudici ad Aomori, dopo un tentativo del procuratore locale di impugnare la stessa decisione già presa in giornata. Adesso i due attivisti sono ritornati dalle loro famiglie, in attesa della data del processo che deve ancora essere fissata.</p>
<p>&#8220;Siamo estremamente sollevati per il rilascio dei nostri due due attivisti&#8221;: ha dichiarato Alessandro Giannì, responsabile campagna Mare di Greenpeace Italia in una nota diffusa oggi dalla sezione italiana dell&#8217;associazione. La domanda adesso è: &#8220;perché il Pubblico Ministero giapponese ha chiuso la sua indagine sul contrabbando di carne di balena, nonostante le prove schiaccianti presentate da Greenpeace?”</p>
<p>La vicenda risale agli inizi di quest’anno, quando - si spiega ancora nella nota - &#8220;lavorando sulle informazioni fornite da un operaio della Kyodo Senpaku - la compagnia che controlla le operazioni della flotta baleniera giapponese - Greenpeace aveva seguito lo scarico di carne di balena contrabbandata dalla nave Nisshin Maru alle abitazioni dei membri dell’equipaggio. Uno dei quattro scatoloni destinati allo stesso indirizzo privato era stato intercettato da Greenpeace per ispezionare il contenuto.</p>
<p>Questo scatolone, contenente carne di balena di prima scelta per un valore di oltre 3 mila dollari - ma contrassegnato come se racchiudesse “cartone” - era stato mostrato in una conferenza stampa il 15 maggio, prima di venir consegnato al Procuratore Distrettuale di Tokyo che ha improvvisamente fermato la sua indagine il 10 giugno, il giorno dell’arresto dei due attivisti&#8221;.</p>
<p>L&#8217;arresto ha scatenato la mobilitazione di 30 Ong nel mondo che hanno firmato una petizione. Lo scorso lunedì, Amnesty International ha inviato una lettera al Primo Ministro giapponese Fukuda in cui chiedeva a gran voce il rilascio di Junichi e Toru. &#8220;Quasi 250.000 persone hanno mandato un messaggio al Governo giapponese per il rilascio dei due attivisti e per la riapertura dell’indagine sullo scandalo del contrabbando di carne di balena, richiesta supportata da 35 proteste di Greenpeace in 31 paesi di fronte alle ambasciate e ai consolati giapponesi.&#8221;</p>
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		<title>A Serre arrivano anche le &#8220;ecoballe&#8221;</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/07/14/a-serre-arrivano-anche-le-ecoballe/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 13:37:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

		<category><![CDATA[Brevi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Comprensorio militare del Comune di Serre diventerà un sito di stoccaggio di &#8220;ecoballe&#8221;. Questa la comunicazione del Sottosegretario Guido Bertolaso che sta facendo tremare la comunità di Serre, già sconvolta dalle misure previste dalla nuova legge sull&#8217;emergenza rifiuti. L&#8217;ex-decreto, approvato il 9 luglio in Senato, prevede l&#8217;ampliamento della discarica di Macchia Soprana e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comprensorio militare del Comune di Serre diventerà un sito di stoccaggio di &#8220;ecoballe&#8221;. Questa la comunicazione del Sottosegretario Guido Bertolaso che sta facendo tremare la comunità di Serre, già sconvolta dalle misure previste dalla nuova legge sull&#8217;emergenza rifiuti. <span id="more-5213"></span>L&#8217;ex-decreto, approvato il 9 luglio in Senato, prevede l&#8217;ampliamento della discarica di Macchia Soprana e la costruzione di un invaso a Valle della Masseria. Proprio quei provvedimenti che erano stati bloccati grazie alle lotte che l&#8217;anno passato hanno scosso Serre e dintorni.<br />
La legge prevede un sottosegretario di Stato che coordina le operazioni per superare il periodo di emergenza e che ha pieni poteri: potra&#8217; procedere a espropri per la pubblica uitlita&#8217; e chiedere l&#8217;impiego delle Forze Armate. Quest&#8217;uomo sarà Guido Bertolaso, già capi della protezione civile. Le aree degli impianit - discariche e termovalorizzatori - diventano di interesse strategicoe alla loro protezione e vigilanza verranno impiegate le Forze Armate con funzioni di agenti di pubblica sicurezza.<br />
Ci sara&#8217; il carcere per chi promuove le proteste (fino a 5 anni), per chi intralcia la gestione dei rifiuti (1 anno), per chi cerca di entrare abusivamente nei siti o ostacolo i lavori (da 3 mesi a 1 anno). Le discariche individuate sono 10: Savigano Irpino (Av), Sant&#8217;Arcangelo Trimonte (Bn), due a Terzigno (Na), Andreatta (Av), Santa Maria La Fossa (Ce), Torrione (Ce), due a Serre (Sa) e la cava di Chiaiano (Na).<br />
E tra le norme introdotte anche il &#8216;prestito&#8217; che lo Stato fa alla Campania per superare l&#8217;emergenza rifiuti: ovvero, la Campania, (ma anche una qualsiasi regione dove ci sia lo stato di emergenza) restituira&#8217; i soldi spesi per l&#8217;emergenza, sotto forma di minori trasferimenti da parte dello Stato con la definizione di un decreto del ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze.</p>
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		<title>Serre: torna l&#8217;incubo della discarica nell&#8217;oasi</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/07/11/serre-torna-lincubo-della-discarica-nelloasi/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 10:56:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Brevi]]></category>

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		<category><![CDATA[decreto rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Apertura di una discarica nell&#8217;oasi naturale di Valle della Masseria e ampliamento dell&#8217;invaso di Macchia Soprana. Le misure previste dal nuovo decreto rifiuti fanno rabbrividire la comunità di Serre. E i cittadini si oppongono: &#8220;Esiste un protocollo d&#8217;intesa che va rispettato. Non permetteremo la devastazione del nostro territorio&#8221;.
E&#8217; passato più di un anno dai giorni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Apertura di una discarica nell&#8217;oasi naturale di Valle della Masseria e ampliamento dell&#8217;invaso di Macchia Soprana. Le misure previste dal nuovo decreto rifiuti fanno rabbrividire la comunità di Serre. E i cittadini si oppongono: &#8220;Esiste un protocollo d&#8217;intesa che va rispettato. Non permetteremo la devastazione del nostro territorio&#8221;.<!--[if gte vml 1]&gt;                    &lt;![endif]--><!--[if !vml]--><span id="more-5207"></span><!--[endif]--></p>
<p>E&#8217; passato più di un anno dai giorni del presidio di Serre. Le lotte dei cittadini di questo Comune in provincia di Salerno erano state seguite con passione da tutti gli italiani. I riflettori si erano accesi su quella valle, la Valle della Masseria, che insisteva su una delle oasi naturali più belle d&#8217;Italia, e che a breve avrebbe dovuto ospitare una gigantesca discarica. La battaglia si era conclusa con una vittoria: la Valle della Masseria non sarebbe stata toccata, mentre avrebbe riaperto la discarica di Macchia Soprana.<br />
Oggi la nuova legge rifiuti sembra non tenere in considerazione quegli accordi. &#8220;Abbiamo firmato un protocollo d&#8217;intesa: la discarica di Macchia Soprana non avrebbe dovuto contenere più di 700.000 tonnellate e l&#8217;oasi di Valle della Masseria non avrebbe dovuto essere toccata&#8221; spiega Federico Sessa, del Comitato &#8220;Serre e Alburni sicuri&#8221;, &#8220;eppure nel nuovo decreto rifiuti da poco convertito in legge è previsto non solo l&#8217;ampliamento di Macchia Soprana, ma anche un progetto di apertura di una seconda discarica a Valle della Masseria&#8221;. Una decisione che alle orecchie dei cittadini di Serre suona come una rivincita di quella vittoria con cui l&#8217;anno passato si era concluso il presidio. &#8221; Su 650 comuni in tutta la Campania, e 160 solo nel salernitano, perchè le uniche due discariche devono essere costruite proprio a Serre?&#8221; si domanda Federico. Non solo, la legge è in contrasto con la normativa regionale, che prevede che ci sia solo una discarica per ogni Comune.</p>
<p>Il 26 giugno scorso i media locali riportavano la notizia della sospensione degli sversamenti nella discarica di Macchia Soprana. Una sospensione richiesta dal Sindaco di Serre dopo aver ricevuto una comunicazione dal Sottosegretario Guido Bertolaso nella quale si sosteneva che, a causa di cedimenti strutturali di una delle quattro vasche della struttura, l&#8217;invaso sarebbe potuto essere di pericolo per l&#8217;incolumità pubblica e per l&#8217;ambiente. Quello che non è stato detto però è che il provvedimento è giunto dopo cinque mesi dalla denuncia di cedimento del muro della vasca. &#8220;Ci sembra che Bertolaso si sia accorto troppo tardi dei possibili pericoli, che erano stati in realtà rilevati sin da marzo. Al tempo la vasca era ancora in costruzione, dunque priva di rifiuti, e sin d&#8217;allora il Ministero dell&#8217;Ambiente e il Comune di Serre avevano denunciato le lesioni del muro di sostegno&#8221; racconta Federico, e continua &#8220;fu subito richiesto al consorzio di fare un progetto di rinforzo della parete, e ad aprile questo progetto era pronto, ma il Commissariato ha fatto comunque sversare. La capienza della discarica è di 700.000 tonnellate, oggi saranno circa 46.000 le tonnellate non sversate; le altre 654.000 sono già dentro le vasche. Il danno è stato fatto. Il pericolo non c&#8217;è più adesso, ma c&#8217;era a marzo&#8221;.</p>
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		<itunes:subtitle>Apertura di una discarica nell'oasi naturale di Valle della Masseria e ampliamento dell'invaso di Macchia Soprana. Le misure previste dal nuovo decreto rifiuti fanno rabbrividire ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Apertura di una discarica nell'oasi naturale di Valle della Masseria e ampliamento dell'invaso di Macchia Soprana. Le misure previste dal nuovo decreto rifiuti fanno rabbrividire la comunitagrave; di Serre. E i cittadini si oppongono: "Esiste un protocollo d'intesa che va rispettato. Non permetteremo la devastazione del nostro territorio".

E' passato piugrave; di un anno dai giorni del presidio di Serre. Le lotte dei cittadini di questo Comune in provincia di Salerno erano state seguite con passione da tutti gli italiani. I riflettori si erano accesi su quella valle, la Valle della Masseria, che insisteva su una delle oasi naturali piugrave; belle d'Italia, e che a breve avrebbe dovuto ospitare una gigantesca discarica. La battaglia si era conclusa con una vittoria: la Valle della Masseria non sarebbe stata toccata, mentre avrebbe riaperto la discarica di Macchia Soprana.
Oggi la nuova legge rifiuti sembra non tenere in considerazione quegli accordi. "Abbiamo firmato un protocollo d'intesa: la discarica di Macchia Soprana non avrebbe dovuto contenere piugrave; di 700.000 tonnellate e l'oasi di Valle della Masseria non avrebbe dovuto essere toccata" spiega Federico Sessa, del Comitato "Serre e Alburni sicuri", "eppure nel nuovo decreto rifiuti da poco convertito in legge egrave; previsto non solo l'ampliamento di Macchia Soprana, ma anche un progetto di apertura di una seconda discarica a Valle della Masseria". Una decisione che alle orecchie dei cittadini di Serre suona come una rivincita di quella vittoria con cui l'anno passato si era concluso il presidio. " Su 650 comuni in tutta la Campania, e 160 solo nel salernitano, perchegrave; le uniche due discariche devono essere costruite proprio a Serre?" si domanda Federico. Non solo, la legge egrave; in contrasto con la normativa regionale, che prevede che ci sia solo una discarica per ogni Comune.

Il 26 giugno scorso i media locali riportavano la notizia della sospensione degli sversamenti nella discarica di Macchia Soprana. Una sospensione richiesta dal Sindaco di Serre dopo aver ricevuto una comunicazione dal Sottosegretario Guido Bertolaso nella quale si sosteneva che, a causa di cedimenti strutturali di una delle quattro vasche della struttura, l'invaso sarebbe potuto essere di pericolo per l'incolumitagrave; pubblica e per l'ambiente. Quello che non egrave; stato detto perograve; egrave; che il provvedimento egrave; giunto dopo cinque mesi dalla denuncia di cedimento del muro della vasca. "Ci sembra che Bertolaso si sia accorto troppo tardi dei possibili pericoli, che erano stati in realtagrave; rilevati sin da marzo. Al tempo la vasca era ancora in costruzione, dunque priva di rifiuti, e sin d'allora il Ministero dell'Ambiente e il Comune di Serre avevano denunciato le lesioni del muro di sostegno" racconta Federico, e continua "fu subito richiesto al consorzio di fare un progetto di rinforzo della parete, e ad aprile questo progetto era pronto, ma il Commissariato ha fatto comunque sversare. La capienza della discarica egrave; di 700.000 tonnellate, oggi saranno circa 46.000 le tonnellate non sversate; le altre 654.000 sono giagrave; dentro le vasche. Il danno egrave; stato fatto. Il pericolo non c'egrave; piugrave; adesso, ma c'era a marzo".
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		<title>Migranti nel Lazio: la nuova Legge Regionale</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/07/08/migranti-nel-lazio-la-nuova-legge-regionale/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 11:50:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Brevi]]></category>

		<category><![CDATA[legge regionale]]></category>

		<category><![CDATA[migranti]]></category>

		<category><![CDATA[politiche migratorie]]></category>

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		<description><![CDATA[Una nuova Legge Regionale sull&#8217;immigrazione alla luce delle direttive della Comunità Europea. Obiettivi dichiarati: migliorare i servizi e gli interventi a favore dei migranti, nel mantenimento della loro identità culturale. La Regione Lazio presenterà il testo il 9 luglio nella sua sede capitolina.
Sono 3 milioni e 770 mila i migranti in Italia. Un numero che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="EC_MsoNormal" style="text-align: justify">Una nuova Legge Regionale sull&#8217;immigrazione alla luce delle direttive della Comunità Europea. Obiettivi dichiarati: migliorare i servizi e gli interventi a favore dei migranti, nel mantenimento della loro identità culturale. La Regione Lazio presenterà il testo il 9 luglio nella sua sede capitolina.<span id="more-5195"></span></p>
<p class="EC_MsoNormal" style="text-align: justify">Sono 3 milioni e 770 mila i migranti in Italia. Un numero che è destinato a crescere e che crea, nella società di oggi, nuove necessità. La Regione Lazio ha approvato, proprio in questi giorni la nuova legge sull’immigrazione che, alla luce anche delle direttive europee, si pone l’obiettivo di migliorare i servizi e gli interventi in favore degli immigrati e del mantenimento delle diversità culturali, nonché di snellire e velocizzare le procedure amministrative.</p>
<p>Le associazioni e le realtà di territorio di e per i migranti sono invitate a partecipare alla riunione organizzata dall’Assessorato alle Politiche Sociali – Area Politiche Migratorie, il giorno 9 luglio p.v. alle ore 15.30 presso la Sala Tevere – Palazzina A della Regione Lazio in Via Cristoforo Colombo n. 212.</p>
<p>Nel corso della riunione verranno illustrati i principali contenuti del nuovo testo normativo.</p>
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		<itunes:subtitle>Una nuova Legge Regionale sull'immigrazione alla luce delle direttive della Comunitagrave; Europea. Obiettivi dichiarati: migliorare i servizi e gli interventi a favore dei migranti, nel ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Una nuova Legge Regionale sull'immigrazione alla luce delle direttive della Comunitagrave; Europea. Obiettivi dichiarati: migliorare i servizi e gli interventi a favore dei migranti, nel mantenimento della loro identitagrave; culturale. La Regione Lazio presenteragrave; il testo il 9 luglio nella sua sede capitolina.
Sono 3 milioni e 770 mila i migranti in Italia. Un numero che egrave; destinato a crescere e che crea, nella societagrave; di oggi, nuove necessitagrave;. La Regione Lazio ha approvato, proprio in questi giorni la nuova legge sullrsquo;immigrazione che, alla luce anche delle direttive europee, si pone lrsquo;obiettivo di migliorare i servizi e gli interventi in favore degli immigrati e del mantenimento delle diversitagrave; culturali, noncheacute; di snellire e velocizzare le procedure amministrative.
Le associazioni e le realtagrave; di territorio di e per i migranti sono invitate a partecipare alla riunione organizzata dallrsquo;Assessorato alle Politiche Sociali ndash; Area Politiche Migratorie, il giorno 9 luglio p.v. alle ore 15.30 presso la Sala Tevere ndash; Palazzina A della Regione Lazio in Via Cristoforo Colombo n. 212.

Nel corso della riunione verranno illustrati i principali contenuti del nuovo testo normativo.</itunes:summary>
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		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
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		<title>Anti G8: al via oggi la prima protesta di strada</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/07/05/anti-g8-al-via-la-piu-grande-manifestazione-mai-avuta-in-giappone-dagli-anni60-ad-oggi/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 03:58:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Con il corteo per la pace si apre ufficialmente oggi a Sapporo, in Giappone, l&#8217;Anti G8. Il concentramento e&#8217; stato fissato per le 13 all&#8217;Odori Park, vicino la stazione di Sapporo, mentre il corteo dovrebbe partire alle 15. Gli organizzatori dell&#8217; NGOs si apsettano una partecipazione di circa 10 mila persone anche se molti si dimostrano scettici al riguardo. Cosa certa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://amisnet.org/files/2008/07/dscn5528_200_x_250.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5172" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/07/dscn5528_200_x_250.jpg" alt="Anti G8 Odori Park demonstration (iskra foto)" /></a>Con il corteo per la pace si apre ufficialmente oggi a Sapporo, in Giappone, l&#8217;Anti G8. Il concentramento e&#8217; stato fissato per le 13 all&#8217;Odori Park, vicino la stazione di Sapporo, mentre il corteo dovrebbe partire alle 15. Gli organizzatori dell&#8217; NGOs si apsettano una partecipazione di circa 10 mila persone anche se molti si dimostrano scettici al riguardo. Cosa certa e&#8217; che si tratta della piu&#8217; grande protesta mai tenutasi in Giappone, per lo meno dagli anni &#8216;60 ad oggi. L&#8217;effetto e&#8217; l&#8217;assoluta incapacita&#8217; di poter prevedere il comportamento della polizia e dei manifestanti giapponesi e dunque la reazione degli attivisti internazionali.</div>
<div> </div>
<div>Il Legal Team e&#8217; quindi preparato a ricevere numerose chiamate da chi e&#8217; stato arrestato e per questo ha messo a disposizione legali capaci di tradurre in diverse lingue. Nei giorni precedenti ha comunque raccomandato il movimento di evitare comportamenti che potrebbero irritare i poliziotti, come il semplice sfiorarli. Durante la protesta dei giorni precedenti a Tokyo infatti 8 persone sono state arrestate. Stessa cosa e&#8217; successa agli attivisti di Greenpeace, in stato di arresto per 23 giorni, tempo massimo di detenzione per la legge giapponese. In entambi i casi, pero&#8217;, nessun tipo di comportamento violento era stato adottato.</div>
<div>Inoltre, l&#8217;esperienza del piccolo corteo di ieri, sempre all&#8217;Odori Park, ha mostrato come gli agenti tendano a comprimere i manifestanti, costretti a rimanere all&#8217;interno di una fila stretta che non si estende per tutta la larghezza della strada percorsa. Stessa cosa vale per la stampa, anche se non e&#8217; un comportamento adottato per tutti. Questo significa che le reazioni cambiano a seconda dl poliziotto con il quale si interagisce. In ogni caso, durante le proteste, c&#8217;e&#8217; un continuo contatto con gli agenti, che spingono i manifestanti, ordinando loro cosa fare. Non e&#8217; possibile fermarsi durante la marcia o magari suonare un tamburo o altre cose simili.</div>
<div> </div>
<div>Questo tipo di comportamento adottato dalla polizia giapponese pero&#8217; e&#8217; gestibile solo in caso di esiguo numero di manifestanti, come successo ieri. Se dovessero infatti presentarsi le 10 mila persone annunciate dall&#8217;NGOs la situazione non potrebbe piu&#8217; essere cosi&#8217; gestibile da parte della polizia e dunque il movimeno internazionale potrebbe agire di conseguenza.</div>
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		<title>Migranti: la scure severa dei nuovi provvedimenti sicurezza</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/07/04/migranti-la-scure-severa-dei-nuovi-provvedimenti-sicurezza/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 17:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Imbarazzante silenzio sulla morte di Jussef, il diciannovenne deceduto nella notte tra il 29 e il 30 giugno nel centro  polifunzionale di Pian del Lago,  Caltanissetta. Mentre il giovane si spegneva misteriosamente nel centro per migranti, il nostro governo si confrontava sui nuovi provvedimenti sicurezza: misure restrittive e polso di ferro con i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Imbarazzante silenzio sulla morte di Jussef, il diciannovenne deceduto nella notte tra il 29 e il 30 giugno nel centro  polifunzionale di Pian del Lago,  Caltanissetta. Mentre il giovane si spegneva misteriosamente nel centro per migranti, il nostro governo si confrontava sui nuovi provvedimenti sicurezza: misure restrittive e polso di ferro con i richiedenti asilo.</p>
<p>Secondo le prime indagini, <span style="font-size: 10pt">Jussef Abobakr, </span>un giovane ghanese sbarcato in Sicilia lo scorso 25 maggio, sarebbe morto per un malore, ma quello che si teme è che le condizioni del deceduto siano state aggravate dall&#8217;assunzione di psicofarmaci, di cui si fa largo uso in questi centri.</p>
<p>Con le nuove norme che il vigente governo sta per approvare, ci ha spiegato l&#8217;avvocato dell&#8217;Asgi Fulvio Vassallo Paleologo, i centri di identificazione, permanenza temporanea,  e accoglienza saranno regolati ancora più severamente.</p>
<p>Il centro polifunzionale di Caltanissetta dove stava Jussef è uno snodo per migranti, al pari di quelli di Crotone, Gorizia, Gradisca d&#8217;Isonzo. Un grande recinto che contiene al suo interno recinti più piccoli: un centro di permanenza temporanea per gli immigrati che devono essere espulsi, per i quali si attendono i documenti di viaggio o l&#8217;organizzazione del volo; un centro di identificazione, dove si accolgono gli immigrati appena arrivati;  eun centro di accoglienza per i richiedenti asilo, dove si trovano le persone la cui domanda di asilo è stata già accolta, che aspettano di avere una risposta dopo che la Commissione territoriale avrà analizzato il loro caso.<br />
Il decreto legislativo 25 del 2008, uno degli ultimi atti del governo Prodi, ha dato attuazione a una direttiva comunitaria che ha prodotto due fondamentali novità: prima di tutto la polizia non ha più il potere discrezionale di stabilire se una domanda è infondata ma deve trasmettere tutte le domande alla Commissione Territoriale competente, provvedendo a trasferire la persona che fa richiesta di asilo in un centro di accoglienza; la seconda novità è che le persone che stanno nei centri di accoglienza per richiedenti asilo possono uscire liberamente la mattina per fare rientro la sera.</p>
<p>&#8220;Su queste due novità, introdotte a Gennaio e operative da marzo, si abbatterà presto la scure dei provvedimenti di sicurezza già in parte anticipati dalle prassi di polizia&#8221; spiega Paleologo, &#8220;Quindi gli immigrati che hanno fatto o che faranno la richiesta di asilo saranno chiusi nel centro senza potere più uscire, come invece era previsto dal decreto legislativo 25 del 2008. Con la nuova legge poi tutti quelli che arriveranno e non otterranno l&#8217;asilo potranno essere espulsi anche prima che il giudice decida sul loro caso, queste norme violano l&#8217;art.3 della Commissione Europea di salvaguardia dei diritti dell&#8217;uomo, che vieta l&#8217;espulsione di persone che provengono da paesi nei quali possono subire torture e trattamenti inumani&#8221;.</p>
<p>Per quanto riguarda i rifugiati politici, l&#8217;asilo politico previsto dalla nostra Costituzione descrive un&#8217; ipotesi di asilo che è molto più ampia di quella prevista dalla Convenzione di Ginevra e dalle norme comunitarie, &#8220;ma a livello di applicazioni concrete  ormai si fa un&#8217;applicazione molto ridotta dell&#8217;Art.10 della Costituzione, anche perchè la Corte di Cassazione ha fornito una lettura molto restrittiva di questa norma e quindi i giudici che si conformano non applicano praticamente più questo articolo&#8221; conclude l&#8217;avvococato dell&#8217;Asgi.</p>
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		<itunes:summary>Imbarazzante silenzio sulla morte di Jussef, il diciannovenne deceduto nella notte tra il 29 e il 30 giugno nel centro  polifunzionale di Pian del Lago,  Caltanissetta. Mentre il giovane si spegneva misteriosamente nel centro per migranti, il nostro governo si confrontava sui nuovi provvedimenti sicurezza: misure restrittive e polso di ferro con i richiedenti asilo.

Secondo le prime indagini, Jussef Abobakr, un giovane ghanese sbarcato in Sicilia lo scorso 25 maggio, sarebbe morto per un malore, ma quello che si teme egrave; che le condizioni del deceduto siano state aggravate dall'assunzione di psicofarmaci, di cui si fa largo uso in questi centri.

Con le nuove norme che il vigente governo sta per approvare, ci ha spiegato l'avvocato dell'Asgi Fulvio Vassallo Paleologo, i centri di identificazione, permanenza temporanea,  e accoglienza saranno regolati ancora piugrave; severamente.

Il centro polifunzionale di Caltanissetta dove stava Jussef egrave; uno snodo per migranti, al pari di quelli di Crotone, Gorizia, Gradisca d'Isonzo. Un grande recinto che contiene al suo interno recinti piugrave; piccoli: un centro di permanenza temporanea per gli immigrati che devono essere espulsi, per i quali si attendono i documenti di viaggio o l'organizzazione del volo; un centro di identificazione, dove si accolgono gli immigrati appena arrivati;  eun centro di accoglienza per i richiedenti asilo, dove si trovano le persone la cui domanda di asilo egrave; stata giagrave; accolta, che aspettano di avere una risposta dopo che la Commissione territoriale avragrave; analizzato il loro caso.
Il decreto legislativo 25 del 2008, uno degli ultimi atti del governo Prodi, ha dato attuazione a una direttiva comunitaria che ha prodotto due fondamentali novitagrave;: prima di tutto la polizia non ha piugrave; il potere discrezionale di stabilire se una domanda egrave; infondata ma deve trasmettere tutte le domande alla Commissione Territoriale competente, provvedendo a trasferire la persona che fa richiesta di asilo in un centro di accoglienza; la seconda novitagrave; egrave; che le persone che stanno nei centri di accoglienza per richiedenti asilo possono uscire liberamente la mattina per fare rientro la sera.

"Su queste due novitagrave;, introdotte a Gennaio e operative da marzo, si abbatteragrave; presto la scure dei provvedimenti di sicurezza giagrave; in parte anticipati dalle prassi di polizia" spiega Paleologo, "Quindi gli immigrati che hanno fatto o che faranno la richiesta di asilo saranno chiusi nel centro senza potere piugrave; uscire, come invece era previsto dal decreto legislativo 25 del 2008. Con la nuova legge poi tutti quelli che arriveranno e non otterranno l'asilo potranno essere espulsi anche prima che il giudice decida sul loro caso, queste norme violano l'art.3 della Commissione Europea di salvaguardia dei diritti dell'uomo, che vieta l'espulsione di persone che provengono da paesi nei quali possono subire torture e trattamenti inumani".

Per quanto riguarda i rifugiati politici, l'asilo politico previsto dalla nostra Costituzione descrive un' ipotesi di asilo che egrave; molto piugrave; ampia di quella prevista dalla Convenzione di Ginevra e dalle norme comunitarie, "ma a livello di applicazioni concrete  ormai si fa un'applicazione molto ridotta dell'Art.10 della Costituzione, anche perchegrave; la Corte di Cassazione ha fornito una lettura molto restrittiva di questa norma e quindi i giudici che si conformano non applicano praticamente piugrave; questo articolo" conclude l'avvococato dell'Asgi.</itunes:summary>
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		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
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		<title>Roma: contro precarietà e speculazioni giovani studenti e precari occupano stabile abbandonato</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 10:25:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Rivendicare il diritto all&#8217;abitare contro precarietà e speculazioni edilizie: con questo obiettivo, nella mattinata, giovani precari, studenti e fuori sede hanno occupato uno stabile sito in Via di Portonaccio, quartiere romano tiburtino/Casal Bertone. L&#8217;edificio era vuoto perché abbandonato ormai da 10 anni: uno schiaffo all&#8217;emergenza casa della Capitale che ad oggi ha lasciato 50 mila [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/06/speculazione.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5039" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/06/speculazione.jpg" alt="" width="218" height="232" /></a>Rivendicare il diritto all&#8217;abitare contro precarietà e speculazioni edilizie: con questo obiettivo, nella mattinata, giovani precari, studenti e fuori sede hanno occupato uno stabile sito in Via di Portonaccio, quartiere romano tiburtino/Casal Bertone. L&#8217;edificio era vuoto perché abbandonato ormai da 10 anni: uno schiaffo all&#8217;emergenza casa della Capitale che ad oggi ha lasciato 50 mila famiglie per strada. Il paradosso è che a Roma ci sono 270 mila case vuote o sfitte.</p>
<p>E che dire degli studenti fuori sede. Sono 100 mila a Roma, ma i posti letto disponibili sono solo 1700. La conseguenza è che se non si rimane senza casa si è comunque costretti a pagare cifre astronomiche per un letto. Contenti ovviamente i proprietari degli immobili che tra evasione fiscale, affitti in nero, e speculazioni varie, si sono arricchiti alle spalle di chi, a casua della precarietà generata dal sistema, non ha avuto la possiblità di comprare una casa o la fortuna di ereditarla dalla famiglia.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>COMNICATO STAMPA</p>
<pre>Contro precarietà e speculazioni CASA SICURA con le occupazioni

Oggi 13 giugno occupiamo uno stabile abbandonato da 10 anni in via di
Portonaccio (accanto al deposito Atac).
Siamo student*, fuori sede e giovani precar* stanchi del ricatto della
precarietà, degli affitti alle stelle, delle speculazioni immobiliari.
Insieme alle associazioni, ai centri sociali e ai comitati della zona da
anni siamo attivi nel quartiere con iniziative sociali e culturali, che
rispondono all?assenza di servizi e spazi pubblici.

A Roma su 100.000 studenti fuori sede esistono solo 1700 posti letto!
A Roma ci sono 50.000 famiglie in emergenza abitativa!
A Roma ci sono 270.000 case vuote o sfitte! (dati eurispes)

Non vogliamo più accettare di rimanere a casa con i genitori fino a 40
anni, non vogliamo più accettare qualsiasi lavoro di merda per pagare
400/500 euro per una stanza, non vogliamo più accettare di dover lasciare
Roma e tornare nelle nostre città perchè qui non si riesce a vivere.
A Roma dal 19 al 2007 il prezzo medio di una stanza è cresciuto a ritmi
vertiginosi, schizzando da 228 euro a 410 euro, vale a dire il 75,4% in
più (fonte eurispes).
A Roma è cresciuta un'economia basata sulla rendita e sulla speculazione,
che pesa tutta sulle spalle di migliaia di precari che lavorano e
studiano, producono e consumano.

Per questo oggi ci riprendiamo quello che ci spetta.
Occupiamo in uno dei territori dove le grandi opere calpestano i diritti e
la qualità della vita di chi ci abita. La grande stazione Tiburtina, la
Tav, lo spostamento della Tangenziale, il campus universitario a
Pietralata. Grandi affari per i costruttori, milioni di metri cubi di
centri commerciali e servizi privati.

Occupiamo in un quartiere, Casalbertone, dove le case dello studente
vengono privatizzate e dove gli affitti diventano insostenibili per gli
studenti e per le famiglie. Un quartiere dove la lotta per la casa ha
conquistato diritti per tutti, bloccando le speculazioni e conquistando
servizi pubblici (come nel caso di via De Dominicis e via Pollio).

Occupiamo in connessione con la manifestazione cittadina dei centri
sociali e dei movimenti per il diritto all'abitare, perchè vogliamo
reagire alla strategia della paura e conquistare diritti per stare più
sicuri.
Occupiamo in una città in cui movimenti di lotta per la casa hanno
conquistato in questi anni centinaia di case per precari, famiglie e
migranti, aprendo una vertenza generale sul diritto all?abitare a Roma.
Dopo la conquista della delibera 110 (ancora inapplicata) in questi giorni
è stato conquistato un tavolo in prefettura, tra i movimenti, le
amministrazioni locali e i costruttori, per affrontare l'emergenza
abitativa come problema sociale e non di ordine pubblico. Questa
occupazione vuole essere parte di questo censimento dal basso, che sta
segnalando alcuni di quei 270.000 appartamenti e immobili sfitti e
abbandonati.

Partiamo da questa occupazione per aprire un punto di osservazione e di
inchiesta, uno sportello sulla condizione abitativa dei giovani precari e
degli studenti della zona, per censire gli appartamenti sfitti e per
conquistare il diritto alla casa.

Partiamo da questa occupazione per aprire una vertenza generale sul
destino di tutta l'area della nuova stazione Tiburtina, per conquistare
spazi verdi, attrezzature sportive, servizi sociali al posto del cemento.

Vogliamo lottare contro chi governa le città con il terrore, alimentando
una guerra tra poveri. Non avremo più sicurezza con più polizia,
espulsioni, sfratti e sgomberi.
La sicurezza per cui lottiamo è quella del diritto alla casa, al reddito
garantito, alla formazione, agli spazi sociali e culturali, agli spazi
verdi, alla qualità della vita.

Non c'è sicurezza senza diritti
Un'altra città in movimento

<a href="https://amisnet.org:2096/3rdparty/squirrelmail/src/compose.php?send_to=casabertone%40inventati.org" target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/amisnet.org:2096');">casabertone@inventati.org</a>

Strike/Rete sociale Casalbertone
Collettivi giovanili di Roma
Unders/Blocchi Precari Metropolitani</pre>
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		<title>Pomodoro sociale all&#8217;olandese: una nuova ricetta per la politica italiana</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 17:18:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AMISnet</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Brevi]]></category>

		<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<category><![CDATA[associa]]></category>

		<category><![CDATA[partito del pomodoro]]></category>

		<category><![CDATA[rappresentanza]]></category>

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		<description><![CDATA[Come ricostruire il legame sociale in Italia dopo la sconfitta epocale della sinistra? Un convegno promosso da Associa! tenta di rispondere a questo quesito mettendo a confronto diverse esperienze di chi mette come primo punto della sua agenda politica la soluzione alla crisi della rappresentanza.
All&#8217;incontro romano dal titolo &#8220;Democrazia, mutualismo e vertenzialit?: esperienze a confronto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come ricostruire il legame sociale in Italia dopo la sconfitta epocale della sinistra? Un convegno promosso da Associa! tenta di rispondere a questo quesito mettendo a confronto diverse esperienze di chi mette come primo punto della sua agenda politica la soluzione alla crisi della rappresentanza.</p>
<p>All&#8217;incontro romano dal titolo &#8220;Democrazia, mutualismo e vertenzialit?: esperienze a confronto per costruire il partito sociale&#8221;, si discuter? dell&#8217;esperienza che sta portando avanti in Olanda il parlamentare Tiny Cox, del Partito del Pomodoro: un partito &#8220;organizzatore di segmenti di societ?&#8221;, che fa del sociale la precondizione dell&#8217;intervento politico, e che si concentra nel mantenere una coerenza tra chi si vuole rappresentare e chi si mette a servizio per rappresentare un asse strategico (basti considerare che i suoi eletti non recepiscono uno stipendio superiore ai 2000 euro).</p>
<p>&#8220;Tornare nei territori&#8221; ? la parola d&#8217;ordine alla base della ricostruzione politica auspicata da Associa!. &#8220;Vogliamo tornare nei territori partendo dai quartieri nelle periferie e talvolta anche nel governo di prossimit?, vogliamo agire localmente pensando globalmente, tessendo nel sociale frantumato dal maglio delle politiche liberiste politiche sociali di autodifesa e sviluppando coscienza critica e alterit? al capitalismo&#8221;.</p>
<p>Clicca sui link sottostanti per ascoltare o scaricare gli interventi:</p>
<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/06/piobbichi.mp3" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/downloads/mp3/piobbichi.mp3');">Francesco Piobbichi, politiche sociali PRC: il partito sociale come traccia condivisa</a></p>
<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/06/paolo_ferrero.mp3">La sconfitta della sinistra: le riflessioni politiche di Paolo Ferrero.<br />
</a></p>
<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/06/jorgegiordani.mp3" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/downloads/mp3/jorgegiordani.mp3');">Socialismo venezuelano e politica italiana: le riflessioni di J. Giordani, ex ministro venezuelano</a></p>
<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/06/tommassini.mp3" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/downloads/mp3/tommassini.mp3');">L&#8217;esperienza del Partito del Pomodoro. Un appprofondimento con L.Tommassini, giornalista e ricercatore</a></p>
<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/06/registrazione_convegno_i_parte.mp3" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/downloads/mp3/registrazione_convegno_i_parte.mp3');">Sessione della mattina. II parte.</a></p>
<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/06/sessione-pomeridiana-parte-i-dallintervento-di-dino-greco-cgil-a-ciro-pisacana-forum-ambientalista.mp3" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/downloads/mp3/sessione-pomeridiana-parte-i-dallintervento-di-dino-greco-cgil-a-ciro-pisacana-forum-ambientalista.mp3');">Sessione pomeridiana. I parte. Dall&#8217;intervento di Dino Greco della Direzione nazionale della CCGIL a Carlo Pisacane del Forum ambientalista.</a></p>
<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/06/sessione-pomeridiana-ii-parte-dallintervento-di-jacopo-palestra-popolare-perugia-a-quello-di-russo-spena.mp3" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/downloads/mp3/sessione-pomeridiana-ii-parte-dallintervento-di-jacopo-palestra-popolare-perugia-a-quello-di-russo-spena.mp3');">Registrazione della sessione pomeridiana. II parte. Dall&#8217;intervento di Jacopo (Palestra popolare di Perugia) a quello di Russo Spena.</a></p>
<p>Altri contributi audio:</p>
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		<itunes:summary>Come ricostruire il legame sociale in Italia dopo la sconfitta epocale della sinistra? Un convegno promosso da Associa! tenta di rispondere a questo quesito mettendo a confronto diverse esperienze di chi mette come primo punto della sua agenda politica la soluzione alla crisi della rappresentanza.

All'incontro romano dal titolo "Democrazia, mutualismo e vertenzialit?: esperienze a confronto per costruire il partito sociale", si discuter? dell'esperienza che sta portando avanti in Olanda il parlamentare Tiny Cox, del Partito del Pomodoro: un partito "organizzatore di segmenti di societ?", che fa del sociale la precondizione dell'intervento politico, e che si concentra nel mantenere una coerenza tra chi si vuole rappresentare e chi si mette a servizio per rappresentare un asse strategico (basti considerare che i suoi eletti non recepiscono uno stipendio superiore ai 2000 euro).

"Tornare nei territori" ? la parola d'ordine alla base della ricostruzione politica auspicata da Associa!. "Vogliamo tornare nei territori partendo dai quartieri nelle periferie e talvolta anche nel governo di prossimit?, vogliamo agire localmente pensando globalmente, tessendo nel sociale frantumato dal maglio delle politiche liberiste politiche sociali di autodifesa e sviluppando coscienza critica e alterit? al capitalismo".

Clicca sui link sottostanti per ascoltare o scaricare gli interventi:

Francesco Piobbichi, politiche sociali PRC: il partito sociale come traccia condivisa

La sconfitta della sinistra: le riflessioni politiche di Paolo Ferrero.


Socialismo venezuelano e politica italiana: le riflessioni di J. Giordani, ex ministro venezuelano

L'esperienza del Partito del Pomodoro. Un appprofondimento con L.Tommassini, giornalista e ricercatore

Sessione della mattina. II parte.

Sessione pomeridiana. I parte. Dall'intervento di Dino Greco della Direzione nazionale della CCGIL a Carlo Pisacane del Forum ambientalista.

Registrazione della sessione pomeridiana. II parte. Dall'intervento di Jacopo (Palestra popolare di Perugia) a quello di Russo Spena.

Altri contributi audio:</itunes:summary>
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		<title>7 giugno: le proposte per salvare il clima in Marcia a Milano</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 14:23:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un vasto cartello di associazioni ambientaliste e non, sindacati ed enti locali si sono date appuntamento a Milano per una &#8220;Marcia peril Clima&#8221;. Lo scopo e` quello di fare pressione per invertire la tendenza del nostro paese, che continua ad aumentare consumi energetici ed emissioni di CO2, attraverso proposte concrete, buone pratiche e un cambio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un vasto cartello di associazioni ambientaliste e non, sindacati ed enti locali si sono date appuntamento a Milano per una &#8220;Marcia peril Clima&#8221;. Lo scopo e` quello di fare pressione per invertire la tendenza del nostro paese, che continua ad aumentare consumi energetici ed emissioni di CO2, attraverso proposte concrete, buone pratiche e un cambio culturale ormai improcrastinabile.</p>
<p><span id="more-4983"></span></p>
<p>Una ambientalismo che non vuole essere scambiato per il partito dei &#8220;NO&#8221; o quello contrario al progresso, ma vuole piuttosto valorizzare l&#8217;innovazione e la creativita` dimostrata da esperienze virtuose che si stanno sviluppando dal basso anche nel nostro paese. Secondo gli organizzatori non rispettare la direttiva europea  del 20-20-20 (20% riduzione di emissioni di CO2, 20% incremento efficienza energetica, 20% incremento utilizzo fonti rinnovabili), insieme alle multe per i ritardi su Kyoto, possono avere effetti pesanti sulla nostra economia e marginalizzare il ruolo dell&#8217; Italia anche tra i partners europei.</p>
<p>Lungo il percorso della marcia ci saranno &#8220;piazze tematiche&#8221; con spazi informativi, mostre ed esempi di proposte pratiche per la riduzione di consumi ed emissioni. Dalle 17 al tramonto suoneranno un sound system completamente alimentato ad energia solare DJ SUN SET con Frankie Hi Nrg, Dub Sync di Madaski e Bunna, Dj Filo, Vito War</p>
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		<itunes:summary>Un vasto cartello di associazioni ambientaliste e non, sindacati ed enti locali si sono date appuntamento a Milano per una "Marcia peril Clima". Lo scopo e` quello di fare pressione per invertire la tendenza del nostro paese, che continua ad aumentare consumi energetici ed emissioni di CO2, attraverso proposte concrete, buone pratiche e un cambio culturale ormai improcrastinabile.



Una ambientalismo che non vuole essere scambiato per il partito dei "NO" o quello contrario al progresso, ma vuole piuttosto valorizzare l'innovazione e la creativita` dimostrata da esperienze virtuose che si stanno sviluppando dal basso anche nel nostro paese. Secondo gli organizzatori non rispettare la direttiva europea  del 20-20-20 (20% riduzione di emissioni di CO2, 20% incremento efficienza energetica, 20% incremento utilizzo fonti rinnovabili), insieme alle multe per i ritardi su Kyoto, possono avere effetti pesanti sulla nostra economia e marginalizzare il ruolo dell' Italia anche tra i partners europei.

Lungo il percorso della marcia ci saranno "piazze tematiche" con spazi informativi, mostre ed esempi di proposte pratiche per la riduzione di consumi ed emissioni. Dalle 17 al tramonto suoneranno un sound system completamente alimentato ad energia solare DJ SUN SET con Frankie Hi Nrg, Dub Sync di Madaski e Bunna, Dj Filo, Vito War</itunes:summary>
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