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	<title>Amisnet &#187; Brevi</title>
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	<description>Informazione Sociale Quotidiana</description>
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		<itunes:subtitle>Informazione sociale e programmi di approfondimento dalla redazione di AMISnet.</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Amisnet e' un'agenzia radiofonica attiva da oltre 9 anni. La sua principale attivita' consiste nella produzione e la distribuzione di prodotti radiofonici di approfondimento a circa 35 radio italiane. Il podcast e' una selezione quotidiana dei servizi audio distribuiti tramite i siti del network Amisnet.</itunes:summary>
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			<title>Amisnet</title>
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		<title>Cie: ancora scioperi della fame e proteste</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 14:23:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ponte Galeria, Gradisca e via Corelli. Nei centri di identificazione ed espulsione più grandi d&#8217;Italia proseguono le manifestazioni di protesta iniziate dai detenuti del Cie di Milano due settimane fa.
A Ponte Galeria, dopo la rivolta di sabato 13 marzo, decine di reclusi hanno deciso di mettersi in sciopero della fame. La protesta di sabato è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ponte Galeria, Gradisca e via Corelli. Nei centri di identificazione ed espulsione più grandi d&#8217;Italia proseguono le manifestazioni di protesta iniziate dai detenuti del Cie di Milano due settimane fa.</p>
<p>A Ponte Galeria, dopo la rivolta di sabato 13 marzo, decine di reclusi hanno deciso di mettersi in sciopero della fame. La protesta di sabato è avvenuta in concomitanza con un presidio di solidarietà ai reclusi tenutosi davanti al carcere. Mentre si svolgeva il sit-in fuori dalla struttura, circa una trentina di reclusi sono saliti sui tetti del Cie.</p>
<p>Il giorno successivo nel Cie di Gradisca i detenuti hanno protestato contro la decisione degli operatori di lasciarli tutto il pomeriggio chiusi nelle celle rifiutandosi di cenare.</p>
<p>Mentre nella notte tra giovedì 12 e venerdì 13 marzo almeno otto detenuti del Cie di Torino sono riusciti a scappare, sembra attraverso dei buchi scavati da tempo.</p>
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		<title>Cap-Anamur: il salvataggio a mare non è reato</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2010/03/08/cap-anamur-il-salvataggio-a-mare-non-e-reato/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 13:41:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brevi]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni il Tribunale di Agrigento ha pubblicato le motivazioni della sentenza emessa il 7 ottobre dello scorso anno con la quale dopo cinque anni di processo, venivano assolti tutti gli imputati del caso Cap Anamur.
Quel giorno il Tribunale di Agrigento aveva pronunciato una sentenza di assoluzione con formula piena “perché il fatto non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni il Tribunale di Agrigento ha pubblicato le motivazioni della sentenza emessa il 7 ottobre dello scorso anno con la quale dopo cinque anni di processo, venivano assolti tutti gli imputati del caso Cap Anamur.</p>
<p>Quel giorno il Tribunale di Agrigento aveva pronunciato una sentenza di assoluzione con formula piena “perché il fatto non costituisce reato” . Elias Bierdel , il comandante Schmidt e il suo secondo, imputati di agevolazione dell’ ingresso di clandestini dopo avere soccorso, nel giugno 2004, 37 naufraghi alla deriva cento miglia a sud di Lampedusa, non sono quindi colpevoli di niente.</p>
<p>Chi effettua salvataggio a mare, si legge nella sentenza, non commette nessun reato ed il comandante è l’unica persona che può individuare il “luogo sicuro”, anche da un punto di vista giuridico, per lo sbarco.</p>
<p><a href="http://www.meltingpot.org/articolo15310.html">Leggi l&#8217;approfondimento di Fulvio Vassallo Paleologo, sul sito di Melting Pot.</a></p>
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		<title>La Milano che parla cinese, raccontata in un film</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2010/02/26/la-milano-che-parla-cinese-raccontata-in-un-film/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 14:05:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brevi]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Giallo a Milano&#8221; è il titolo del documentario di Sergio Basso. &#8220;Un atto dovuto nei confronti di una cultura che amo&#8221; dichiara il regista. La storia parte da un omicidio, e da lì va a ricercare le cause di questo atto, indagando sulla violenza urbana della città che ospita la comunità cinese più popolosa d&#8217;Italia: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Giallo a Milano&#8221; è il titolo del documentario di Sergio Basso. &#8220;Un atto dovuto nei confronti di una cultura che amo&#8221; dichiara il regista. La storia parte da un omicidio, e da lì va a ricercare le cause di questo atto, indagando sulla violenza urbana della città che ospita la comunità cinese più popolosa d&#8217;Italia: Milano.</p>
<p>I protagonisti del film sono quasi tutti di nazionalità cinese, &#8220;persone che solitamente non si ha l&#8217;opportunità di esplorare, ad esempio il vicino di casa cinese&#8221; spiega Basso. Ma come è stato possibile per lui entrare in questa realtà? &#8220;I cinesi rispettano molto il tempo che ho dedicato a studiare la loro lingua e cultura e mi restituiscono intimità&#8221; racconta il regista, che per lungo tempo ha vissuto in Cina e che forse anche per questo è riuscito a coinvolgere molti migranti cinesi nella realizzazione del film.</p>
<p>Il film, presentato con successo al Torino Film Festival, sta facendo in queste settimane il giro d&#8217;Italia. Per chi volesse saperne di più: <a href="http://www.corriere.it/spettacoli/speciali/2010/giallo-a-milano/">www.corriere.it/gialloamilano</a>, la piattaforma crossmediale che racconta la storia dei cinesi a Milano nell&#8217;ultimo secolo. Per chi invece volesse conoscere le date delle proiezioni, basta cercare su Facebook Giallo a Milano, dove scoprirete quando e dove sarà proiettato prossimamente.</p>
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		<title>Afghanistan: la guerra ingiusta e la lettera di Peacereporter al Senato italiano</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2010/02/23/afghanistan-la-guerra-ingiusta-e-la-lettera-di-peacereporter-al-senato-italiano/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 10:43:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brevi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 23 febbraio si votera&#8217; per il rifinanziamanto della missione italiana in Afghanistan. Sia la maggioranza di governo che l&#8217;opposizione continuano a sostenere l&#8217;intervento militare, che questa volta si prefigura addirittura piu&#8217; costoso rispetto a quello dell&#8217;anno passato: 51 milioni contro i 45 del 2009.
Maso Notarianni, direttore di Peacereporter, ha inviato una lettera aperta a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 23 febbraio si votera&#8217; per il rifinanziamanto della missione italiana in Afghanistan. Sia la maggioranza di governo che l&#8217;opposizione continuano a sostenere l&#8217;intervento militare, che questa volta si prefigura addirittura piu&#8217; costoso rispetto a quello dell&#8217;anno passato: 51 milioni contro i 45 del 2009.</p>
<p>Maso Notarianni, direttore di Peacereporter, ha inviato una lettera aperta a tutti i capigruppo del Senato, che pubblichiamo qui sotto.</p>
<p>Onorevoli Senatori,</p>
<p>E&#8217; dal profondo del cuore che vi scrivo queste righe.? Vorrei che le leggeste mettendo per un momento da parte i formalismi della legge che vi apprestate a votare, del decreto che vi apprestate a convertire, e aprendo il vostro cuore a quell&#8217;umanit? che una carica istituzionale importante come la Vostra deve sempre rappresentare.</p>
<p>Sappiamo tutti che la missione militare italiana in Afghanistan ? sempre meno chiara: sempre pi? confondibili sono infatti Enduring Freedom e la missione Isaf. Lo stesso nostro ministro della Difesa ha testualmente dichiarato che &#8220;gli insorti si sottraggono al confronto e cercano di assorbire l&#8217;azione militare del contingente Isaf, che non incontra grandi resistenze se non sporadiche&#8221; e che &#8220;non c&#8217;? alcun italiano tra i soldati impegnati sul territorio, naturalmente qualcuno c&#8217;? nella linea di comando a Kabul.&#8221;? Chiarendo definitivamente che il contingente Isaf sta effettivamente svolgendo operazioni di guerra volte ad occupare un territorio straniero e che militari italiani sono comunque coinvolti in una operazione che nulla a che vedere con stabilizzazione o ricostruzione.</p>
<p>Ma quello che Vi chiedo, davvero con il cuore in mano,? ? di <a href="http://it.peacereporter.net/lettere/71/1">leggere le storie pubblicate dal mio giornale.</a> Sono storie di guerra, sono le storie di Fazel, di Gulalay, di Al?, di Kuhudainazar, di Aktel, di Roja, di Said, le cui vite abbiamo contribuito a segnare per sempre.</p>
<p>Conosco bene l&#8217;Afghanistan e conosco bene questo conflitto e Vi dico: i finanziamenti che Vi apprestate a votare serviranno ad armare i nostri soldati. E i nostri soldati ? con questi &#8220;nemici&#8221; che dovranno combattere.</p>
<p>Milano, 22 febbraio 2010</p>
<p>Rispettosi Saluti</p>
<p>Maso Notarianni</p>
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		<title>Gibe II: crollo alla mega diga italiana in Etiopia</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2010/02/09/gibe-ii-crollo-alla-mega-diga-italiana-in-etiopia/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 16:21:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Cocco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brevi]]></category>

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		<description><![CDATA[Era stata inaugurata da appena dieci giorni e doveva essere uno dei fiori all?occhiello dell?aiuto allo sviluppo italiano. La scorsa settimana pero&#8217; un tunnel della mega diga Gibe II, costruita in Etiopia e finanziata con 220 milioni di euro dal Ministero degli esteri, e&#8217; crollato costringendo le autorita&#8217; a chiudere immediatamente l&#8217;impianto. In passato il progetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era stata inaugurata da appena dieci giorni e doveva essere uno dei fiori all?occhiello dell?aiuto allo sviluppo italiano. La scorsa settimana pero&#8217; un tunnel della mega diga Gibe II, costruita in Etiopia e finanziata con 220 milioni di euro dal Ministero degli esteri, e&#8217; crollato costringendo le autorita&#8217; a chiudere immediatamente l&#8217;impianto. In passato il progetto era stato fortemente criticato non solo per la mancanza di adeguate valutazioni geologiche e di impatto ambientale ma anche per i sospetti di corruzione nell?affidamento delle opere alla ditta italiana Salini srl. I lavori, denuncia l&#8217;organizzazione Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, sono iniziati senza che fosse consegnato alcuno studio di fattibilita&#8217; e senza i necessari permessi ambientali. L&#8217;opera, costata 375 milioni di euro e finanziata in parte anche dalla Banca europei per gli investimenti, e&#8217; stata per di piu&#8217; affidata alla Salini senza che venisse indetta alcuna gara d&#8217;appalto e in violazione delle norme europee sulla cooperazione.</p>
<p>Dopo dieci giorni di attivita&#8217; la diga, che originariamente avrebbe dovuto essere completata nel 2007, e&#8217; di nuovo ferma e potrebbero essere necessari diversi mesi per riparare il danno al tunnel di 27 chilometri che costituiva una delle opere piu&#8217; ingegneristiche del progetto. A pagare le riparazioni dovrebbe essere la Salini, ma non si esclude che una parte dei soldi venga versata dallo stesso governo etiope. L&#8217;Etiopia e&#8217; del resto legata anche ad un altro progetto con la cooperazione italiana: la mega diga Gibe III.</p>
<p>Affidato anche in questo caso alla Salini senza gara d&#8217;appalto e senza previa valutazione di impatto ambientale, la nuova opera ha un costo previsto di 2,6 miliardi di euro, ma la sua realizzazione potrebbe avere impatti ancora piu&#8217; astanti di Gibe II. &#8220;Se completata&#8221;, ricorda la Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, &#8220;la diga devastera&#8217; delicati ecosistemi della Valle del fiume Omo e del lago Turkana in Kenya, provocando gravi danni ai circa 500 mila contadini, allevatori e pescatori che vivono nell&#8217;area&#8221;.</p>
<p><a href="http://amisnet.org/?s=gibe">Le altre notizie di Amisnet su Gibe</a></p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta:  indiani e pachistani riempiono le tasche delle cosche</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2010/02/08/ndrangheta-alle-cosche-indiani-e-pakistani-fruttano-milioni/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 12:36:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brevi]]></category>

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		<description><![CDATA[La polizia calabrese fa luce sul traffico di essere umani gestito dalla &#8216;Ndrangheta. Come si legge da un articolo di &#8220;Peacereporter&#8221; a firma di Gian Luca Ursini, il traffico di uomini iniziato più di venti anni fa con lo sbarco di curdi sans papier, ora può contare su una solida organizzazione.
Il traffico scoperto grazie alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La polizia calabrese fa luce sul traffico di essere umani gestito dalla &#8216;Ndrangheta. Come si legge da <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/20100/Sistema+Rosarno">un articolo di &#8220;Peacereporter&#8221; a firma di Gian Luca Ursini</a>, il traffico di uomini iniziato più di venti anni fa con lo sbarco di curdi sans papier, ora può contare su una solida organizzazione.<span id="more-8239"></span></p>
<p>Il traffico scoperto grazie alle operazioni della squadra mobile calabrese consisteva nel raggiro di disperati indiani e pachistani che volevano inseguire il miraggio di un lavoro ben retribuito in Italia. Gli asiatici pagavano da un minimo di 10 a un massimo 16mila euro a testa, per un servizio completo che andava dal falso contratto presso un fittizio piccolo imprenditore calabrese della Locride, all&#8217;assistenza all&#8217;arrivo presso dei mediatori culturali inseriti nel meccanismo criminale. Pochi giorni dopo l&#8217;arrivo in Calabria i lavoratori venivano forzati a presentare richiesta spontanea di licenziamento, e da quel momento si affidavano ai loro nuovi ‘caporali&#8217; pachistani che li smistavano su Mantova, Cremona (dove si trovava Singh Sharma, il ‘capoccia&#8217; degli affiliati orientali alle cosche calabresi), Brescia, Piacenza; un meccanismo ben oliato, che andava avanti, secondo il procuratore antimafia di Reggio Giuseppe Pignatone, almeno dal 2003.</p>
<p>Secondo la polizia calabrese, solo negli ultimi due anni le due cosche Cordì di Locri e Iamonte di Melito POrto Salvo hanno guadagnato da questo traffico oltre sei milioni di euro.</p>
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		<title>Berlusconi alla Knesset: &#8220;la vostra democrazia è in tutto uguale alla nostra&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 11:07:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Khaldoun</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brevi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Presidente del Consiglio italiano ha parlato di fronte al parlamento israeliano, un onore riservato a pochi amici dello stato ebraico, per 20 minuti. Nel suo discorso, più volte interrotto dagli applausi, Berlusconi è tornato a sottolineare la profonda amicizia tra il suo governo e Tel Aviv annunciano anche la firma di ben 9 nuovi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente del Consiglio italiano ha parlato di fronte al parlamento israeliano, un onore riservato a pochi amici dello stato ebraico, per 20 minuti. Nel suo discorso, più volte interrotto dagli applausi, Berlusconi è tornato a sottolineare la profonda amicizia tra il suo governo e Tel Aviv annunciano anche la firma di ben 9 nuovi accordi commerciali. Il premier ha più volte affermato che quella israeliana è una &#8220;democrazia completa&#8221; al di sopra di ogni possibile discussione: &#8220;Il vostro paese è una vera democrazia&#8230; uno stato libero e democratico in tutto, in tutto, in tutto uguale alle democrazie europee&#8221; . Il premier ha definito la Knesset &#8220;la più straordinaria vicenda del &#8216;900&#8230; voi rappresentate ideali che sono universali, siete il più grande esempio di democrazia e libertà del Medioriente. Un esempio che ha radici profonde nella Bibbia e nell&#8217;ideale sionista&#8230; le orgini della nostra amicizia e della nostra fratellanza sono in una comunanza di civiltà e di destino, in un comune amore per la comprensione e la convivenza pacifica tra i popoli della terra&#8230; Oggi la sicurezza di Israele nei suoi confini, ed il suo diritto di esistere come stato ebraico sono per noi italiani una scelta etica ed un imperativo morale&#8230; la nostra cooperazione è motivo di vanto e di orgoglio per il mio governo ed è, credetemi, un fattore di orgoglio e di soddisfazione per l&#8217;opinione pubblica italiana.&#8221;Berlusconi ha poi dichiarato che &#8220;l&#8217; Italia si onora di molte scelte di solidarietà con il vostro paese, come ad esempio il rifiuto del nostro governo a partecipare alla conferenza Durban 2 di Ginevra (conferenza ONU contro il razzismo ndr) che voleva sanzionare Israele con intollerabili accuse di razzismo e di violenza&#8230; così come il nostro voto contrario al rapporto Goldstone (risultante dell&#8217; indagine ONU su possibili crimini di guerra durante l&#8217; attacco alla Striscia di Gaza ndr) che intendeva criminalizzare Israele per la reazione giusta ai missili di Hamas lanciati da Gaza.&#8221;</p>
<p>Nelle parole del Presidente del Consiglio non poteva mancare l&#8217;auspicio di un ingresso di Israele nell&#8217; UE  e i consueti riferimenti alle origini ebraico-cristiane della cultura europea che sarebbero il fondamento della democrazia, quella democrazia che a detta di Berlusconi rendono Israele insopportabile ai fanatici di tutto il mondo.  Berlusconi è anche tornato a lanciare messaggi minacciosi verso Teheran, definendo inaccettabile un possibile armamento atomico nelle mani della Repubblica Islamica e auspicando un intervento deciso della comunità internazionale: &#8220;la via da percorrere è quella dei controlli multilaterale sugli sviluppi militari del programma nucleare iraniano. Quella del negoziato risoluto, quella delle sanzioni efficaci.&#8221;</p>
<p>Riguardo al conflitto con i palestinesi, relegato agli ultimi 5 minuti del discorso, il premier è tornato a sostenere la soluzione dei &#8220;due popoli, due stati&#8221;, riconoscendo quelli che ha definito come &#8220;gli sforzi del primo ministro Netanyahu&#8221; in tal senso, per poi parlare del &#8220;piano Marshal per la Palestina&#8221; che tanto somiglia alla &#8220;pace economica&#8221; che lo stesso Netanyahu propone.  Mentre annunciava che chiederà al presidente dell&#8217; ANP Mahmoud Abbas di tornare al tavolo della trattativa, dal nostro presidente del consiglio non viene nessuna pur lieve critica o pressione sul governo israeliano&#8230; anzi Berlusconi si è rivolto &#8220;al caro amico, il primo ministro Benjamin Netanyahu, per chidere di confermare con coraggio le sue proposte e le sue offerte per far ripartire il dialogo&#8221;</p>
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		<itunes:summary>Il Presidente del Consiglio italiano ha parlato di fronte al parlamento israeliano, un onore riservato a pochi amici dello stato ebraico, per 20 minuti. Nel suo discorso, piugrave; volte interrotto dagli applausi, Berlusconi egrave; tornato a sottolineare la profonda amicizia tra il suo governo e Tel Aviv annunciano anche la firma di ben 9 nuovi accordi commerciali. Il premier ha piugrave; volte affermato che quella israeliana egrave; una "democrazia completa" al di sopra di ogni possibile discussione: "Il vostro paese egrave; una vera democrazia... uno stato libero e democratico in tutto, in tutto, in tutto uguale alle democrazie europee" . Il premier ha definito la Knesset "la piugrave; straordinaria vicenda del '900... voi rappresentate ideali che sono universali, siete il piugrave; grande esempio di democrazia e libertagrave; del Medioriente. Un esempio che ha radici profonde nella Bibbia e nell'ideale sionista... le orgini della nostra amicizia e della nostra fratellanza sono in una comunanza di civiltagrave; e di destino, in un comune amore per la comprensione e la convivenza pacifica tra i popoli della terra... Oggi la sicurezza di Israele nei suoi confini, ed il suo diritto di esistere come stato ebraico sono per noi italiani una scelta etica ed un imperativo morale... la nostra cooperazione egrave; motivo di vanto e di orgoglio per il mio governo ed egrave;, credetemi, un fattore di orgoglio e di soddisfazione per l'opinione pubblica italiana."Berlusconi ha poi dichiarato che "l' Italia si onora di molte scelte di solidarietagrave; con il vostro paese, come ad esempio il rifiuto del nostro governo a partecipare alla conferenza Durban 2 di Ginevra (conferenza ONU contro il razzismo ndr) che voleva sanzionare Israele con intollerabili accuse di razzismo e di violenza... cosigrave; come il nostro voto contrario al rapporto Goldstone (risultante dell' indagine ONU su possibili crimini di guerra durante l' attacco alla Striscia di Gaza ndr) che intendeva criminalizzare Israele per la reazione giusta ai missili di Hamas lanciati da Gaza."

Nelle parole del Presidente del Consiglio non poteva mancare l'auspicio di un ingresso di Israele nell' UEnbsp; e i consueti riferimenti alle origini ebraico-cristiane della cultura europea che sarebbero il fondamento della democrazia, quella democrazia che a detta di Berlusconi rendono Israele insopportabile ai fanatici di tutto il mondo.nbsp; Berlusconi egrave; anche tornato a lanciare messaggi minacciosi verso Teheran, definendo inaccettabile un possibile armamento atomico nelle mani della Repubblica Islamica e auspicando un intervento deciso della comunitagrave; internazionale: "la via da percorrere egrave; quella dei controlli multilaterale sugli sviluppi militari del programma nucleare iraniano. Quella del negoziato risoluto, quella delle sanzioni efficaci."

Riguardo al conflitto con i palestinesi, relegato agli ultimi 5 minuti del discorso, il premier egrave; tornato a sostenere la soluzione dei "due popoli, due stati", riconoscendo quelli che ha definito come "gli sforzi del primo ministro Netanyahu" in tal senso, per poi parlare del "piano Marshal per la Palestina" che tanto somiglia alla "pace economica" che lo stesso Netanyahu propone.nbsp; Mentre annunciava che chiederagrave; al presidente dell' ANP Mahmoud Abbas di tornare al tavolo della trattativa, dal nostro presidente del consiglio non viene nessuna pur lieve critica o pressione sul governo israeliano... anzi Berlusconi si egrave; rivolto "al caro amico, il primo ministro Benjamin Netanyahu, per chidere di confermare con coraggio le sue proposte e le sue offerte per far ripartire il dialogo"</itunes:summary>
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		<title>Firenze riscopre il Medioriente attraverso il cinema dei giovani.</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 23:17:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Khaldoun</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 3 al 7 febbraio a firenze và in onda il Medioriente: si terrà infatti il Film Middle East Now, un festival che si propone di far scoprire al grande pubblico il Medioriente attraverso i film dei suoi giovani registi. Opere che non trovano spazio nella grande distribuzione e nelle sale italiane, presentate dagli stessi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 3 al 7 febbraio a firenze và in onda il Medioriente: si terrà infatti il <a href="http://www.middleastnow.it/Middle_East_Now/Programma_Film_Middle_East_Now_2.html">Film Middle East Now</a>, un festival che si propone di far scoprire al grande pubblico il Medioriente attraverso i film dei suoi giovani registi. Opere che non trovano spazio nella grande distribuzione e nelle sale italiane, presentate dagli stessi autori in modo che possa anche nascere un&#8217;interazione con il pubblico. Il focus scelto dagli organizzatori (l&#8217;associazione Map Of Creation) è l&#8217; Iran, un paese sotto i riflettori non solo per le proteste interne e i tormentati rapporti diplomatici con l&#8217;occidente, ma anche per la fervente produzione culturale e cinematografica di un popolo costituito per il 70% da ragazzi sotto i 30 anni, lontano anni luce dal grigio ed austero stereotipo della  &#8220;repubblica degli ayatollah&#8221; dipinta dalle cronache politiche.</p>
<p>Maggiori informazioni sul<a href="http://www.middleastnow.it/Middle_East_Now/Programma_Film_Middle_East_Now_2.html">Film Middle East Now</a> e un intervista con il giovane regista Iraniano Babak Jalali sono disponibili nell&#8217; ultima puntata di &#8220;<a href="http://scirocco.amisnet.org/2010/02/02/lavoro-negro/">Scirocco, voci dal Mediterraneo</a>&#8220;</p>
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		<itunes:subtitle>Dal 3 al 7 febbraio a firenze vagrave; in onda il Medioriente: si terragrave; infatti il Film Middle East Now, un festival che si propone ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Dal 3 al 7 febbraio a firenze vagrave; in onda il Medioriente: si terragrave; infatti il Film Middle East Now, un festival che si propone di far scoprire al grande pubblico il Medioriente attraverso i film dei suoi giovani registi. Opere che non trovano spazio nella grande distribuzione e nelle sale italiane, presentate dagli stessi autori in modo che possa anche nascere un'interazione con il pubblico. Il focus scelto dagli organizzatori (l'associazione Map Of Creation) egrave; l' Iran, un paese sotto i riflettori non solo per le proteste interne e i tormentati rapporti diplomatici con l'occidente, ma anche per la fervente produzione culturale e cinematografica di un popolo costituito per il 70% da ragazzi sotto i 30 anni, lontano anni luce dal grigio ed austero stereotipo dellanbsp; "repubblica degli ayatollah" dipinta dalle cronache politiche.

Maggiori informazioni sulFilm Middle East Now e un intervista con il giovane regista Iraniano Babak Jalali sono disponibili nell' ultima puntata di "Scirocco, voci dal Mediterraneo"</itunes:summary>
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		<title>Roma: appuntamento con i migranti di Rosarno</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2010/02/01/roma-appuntamento-con-i-migranti-di-rosarno/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 16:34:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono circa cento i migranti che da Rosarno, costretti alla fuga, sono venuti a Roma. Qui vivono nelle strade in condizioni di estrema precarietÃ . MartedÃ¬ 2 febbraio a piazza S.Marco, Roma, una conferenza stampa promossa dal basso.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa firmato dagli organizzatori dell&#8217;iniziativa:
CONFERENZA STAMPA CON I MIGRANTI DI ROSARNO A ROMA
MartedÃ¬ 2 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono circa cento i migranti che da Rosarno, costretti alla fuga, sono venuti a Roma. Qui vivono nelle strade in condizioni di estrema precarietÃ . MartedÃ¬ 2 febbraio a piazza S.Marco, Roma, una conferenza stampa promossa dal basso.</p>
<p>Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa firmato dagli organizzatori dell&#8217;iniziativa:</p>
<p>CONFERENZA STAMPA CON I MIGRANTI DI ROSARNO A ROMA</p>
<p>MartedÃ¬ 2 febbraio 2010 ore 10.00</p>
<p>Piazza S. Marco, Roma</p>
<p>Il &#8220;caso Rosarno&#8221; sbarca a Roma con lâ€™arrivo in cittÃ  di diverse decine<br />
di migranti. Sono quasi un centinaio messi sul primo treno per la<br />
capitale dopo le violenze e le aggressioni subite per aver osato<br />
ribellarsi alle condizioni di schiavitÃ¹ e alle discriminazioni, senza<br />
alcuna tutela se non quella di avere salva la vita grazie ad una<br />
deportazione di massa.</p>
<p>Da piÃ¹ di due settimane, tanti di loro vivono nelle strade della<br />
capitale in condizioni di estrema precarietÃ  con il rischio di rimpatri<br />
ed espulsioni. E cosÃ¬, da braccianti schiavizzati senza pietÃ , da<br />
vittime della violenza cieca, diventerebbero criminali da punire: sono<br />
gli effetti perversi della Bossi-Fini e del Pacchetto sicurezza che fa<br />
dei lavoratori stranieri una merce da sfruttare e della clandestinitÃ un<br />
comodo alibi.</p>
<p>E cosÃ¬ in questi giorni a Roma si consuma una vera e propria emergenza<br />
umanitaria che chiama in causa tutti quanti operano nel campo dei<br />
diritti e del sociale, ma che chiama in causa in primo luogo le<br />
istituzioni locali, affinchÃ© diano una concreta risposta di accoglienza.<br />
CosÃ¬ come hanno fatto alcune realtÃ  del movimento romano.</p>
<p>La rete romana antirazzista, composta dalle realtÃ  che hanno<br />
solidarizzato coi migranti in rivolta promuovendo nelle ultime settimane<br />
una mobilitazione plurale, indice assieme ai migranti di Rosarno<br />
presenti a Roma una conferenza stampa per rilanciare la vertenza per il<br />
riconoscimento dei diritti e dignitÃ  dei lavoratori di Rosarno:<br />
regolarizzazione e accoglienza immediata.</p>
<p>ComunitÃ  migranti e associazioni antirazziste romane</p>
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		<title>Haiti: i media sotto le macerie</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 11:58:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dodici emittenti comunitarie gravemente danneggiate, l&#8217;ufficio di Refraka, la radio comunitaria della rete femminile di Haiti, completamente distrutto, il Saks, società di animazione e comunicazione sociale, ormai inesistente. Questo il pesante bilancio dei media comunitari dell&#8217;isola a seguito del terremoto. Una missione internazionale di urgenza dell&#8217;Amarc, associazione delle radio comunitarie, è accorsa in questi giorni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dodici emittenti comunitarie gravemente danneggiate, l&#8217;ufficio di Refraka, la radio comunitaria della rete femminile di Haiti, completamente distrutto, il Saks, società di animazione e comunicazione sociale, ormai inesistente. Questo il pesante bilancio dei media comunitari dell&#8217;isola a seguito del terremoto. Una missione internazionale di urgenza dell&#8217;Amarc, associazione delle radio comunitarie, è accorsa in questi giorni sull&#8217;isola per valutare le zone più colpite e per fornire supporto. Tra i cinque della squadra, il nostro Francesco Diasio. Amisnet cercherà di tenervi aggiornati sulla situazione, compatibilmente con le possibilità di comunicazione con l&#8217;isola.</p>
<p>Oltre ai dati sopra riportati, bisogna aggiungere altre quaranta piccole realtà radio moderatamente danneggiate. Amarc ha preparato una lista dii venti stazioni che hanno priorità di soccorso.<br />
Se sei un media che vuole esprimere la propria solidarietà o se semplicemente cerchi maggiori informazioni o aggiornamenti, <a href="http://www.amarc.org/haiti">clicca qui</a>.</p>
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