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	<title>Amisnet &#187; AudioNews</title>
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	<description>Informazione Sociale Quotidiana</description>
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		<itunes:keywords>ambiente, conflitti, cooperazione, diritti, economia, politica, informazione sociale</itunes:keywords>
		<itunes:subtitle>Informazione sociale e programmi di approfondimento dalla redazione di AMISnet.</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Amisnet e' un'agenzia radiofonica attiva da oltre 9 anni. La sua principale attivita' consiste nella produzione e la distribuzione di prodotti radiofonici di approfondimento a circa 35 radio italiane. Il podcast e' una selezione quotidiana dei servizi audio distribuiti tramite i siti del network Amisnet.</itunes:summary>
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			<title>Amisnet</title>
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		<title>Roma: Scrittrici migranti tra teatro e racconto</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2010/03/08/roma-scrittrici-migranti-tra-teatro-e-racconto/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 15:40:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
				<category><![CDATA[AudioNews]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 9 marzo, in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne, il Concorso letterario nazionale Lingua Madre sarà ospite a Roma con un doppio appuntamento. Alle ore 17,30 presso la Casa della Memoria e della Storia, a Trastevere, e alle 21, al Teatro Palladium di Garbatella. 
Il pomeriggio sarà presentato il concorso nazionale, diretto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 9 marzo, in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne, il Concorso letterario nazionale Lingua Madre sarà ospite a Roma con un doppio appuntamento. Alle ore 17,30 presso la Casa della Memoria e della Storia, a Trastevere, e alle 21, al Teatro Palladium di Garbatella. <span id="more-8459"></span><br />
Il pomeriggio sarà presentato il concorso nazionale, diretto alle donne straniere residenti in Italia, con una sezione rivolta alle italiane che vogliono raccontare le donne straniere. All&#8217;incontro saranno presenti le vincitrici della scorsa edizione.</p>
<p>La sera, al Palladium, andrà in scena lo spettacolo &#8220;Senza voce, Senzaterra, Soli&#8221;, della compagnia Fabula Rasa, tratto dai racconti del concorso Lingua Madre.</p>
<p><a href="http://www.concorsolinguamadre.it/">Per partecipare al concorso: www.concorsolinguamadre.it.</a></p>
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		<itunes:subtitle>Il 9 marzo, in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne, il Concorso letterario nazionale Lingua Madre saragrave; ospite a Roma con un doppio ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Il 9 marzo, in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne, il Concorso letterario nazionale Lingua Madre saragrave; ospite a Roma con un doppio appuntamento. Alle ore 17,30 presso la Casa della Memoria e della Storia, a Trastevere, e alle 21, al Teatro Palladium di Garbatella. 
Il pomeriggio saragrave; presentato il concorso nazionale, diretto alle donne straniere residenti in Italia, con una sezione rivolta alle italiane che vogliono raccontare le donne straniere. All'incontro saranno presenti le vincitrici della scorsa edizione.

La sera, al Palladium, andragrave; in scena lo spettacolo "Senza voce, Senzaterra, Soli", della compagnia Fabula Rasa, tratto dai racconti del concorso Lingua Madre.

Per partecipare al concorso: www.concorsolinguamadre.it.</itunes:summary>
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		<title>Roma: maxi-operazione contro i senegalesi di via Campobasso</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2010/03/03/roma-maxi-operazione-contro-i-senegalesi-di-via-campobasso/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 16:07:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A distanza di due giorni dall&#8221;incursione dei carabinieri avvenuta il primo marzo, gli abitanti senegalesi di via Campobasso, a Roma, hanno subito un altro attacco da parte delle forze dell&#8217;ordine.
Alle dieci del mattino la polizia ha seguito un ragazzo che camminava con un borsone a tracolla fino al palazzo in cui abitava. Lì ,gli hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A distanza di due giorni dall&#8221;incursione dei carabinieri avvenuta il primo marzo, gli abitanti senegalesi di via Campobasso, a Roma, hanno subito un altro attacco da parte delle forze dell&#8217;ordine.</p>
<p>Alle dieci del mattino la polizia ha seguito un ragazzo che camminava con un borsone a tracolla fino al palazzo in cui abitava. Lì ,gli hanno ordinato di svuotare il contenuto della borsa,  &#8220;quando hanno visto che la merce era contraffatta hanno approfittato della flagranza di reato per mettere in piedi una maxi-operazione&#8221; hanno raccontato i testimoni. Dieci volanti, due furgoni, un&#8217;unità cinofila hanno svuotato il palazzo abitato prevalentemente da senegalesi e portato in questura quattro ragazzi per accertamenti. Le forze dell&#8217;ordine hanno poi intimato di chiedere la confisca del palazzo. &#8220;E&#8217; un vero e proprio accanimento contro queste persone, che l&#8217;unico reato che hanno commesso è quello di vendere merce contraffatta. Se volessero cercare il vero crimine, saprebbero dove andarlo a trovare. Sicuramente il giro di droga non è là&#8221; dicono gli abitanti del quartiere.</p>
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		<itunes:subtitle>A distanza di due giorni dall''incursione dei carabinieri avvenuta il primo marzo, gli abitanti senegalesi di via Campobasso, a Roma, hanno subito un altro attacco ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>A distanza di due giorni dall''incursione dei carabinieri avvenuta il primo marzo, gli abitanti senegalesi di via Campobasso, a Roma, hanno subito un altro attacco da parte delle forze dell'ordine.

Alle dieci del mattino la polizia ha seguito un ragazzo che camminava con un borsone a tracolla fino al palazzo in cui abitava. Ligrave; ,gli hanno ordinato di svuotare il contenuto della borsa,nbsp; "quando hanno visto che la merce era contraffatta hanno approfittato della flagranza di reato per mettere in piedi una maxi-operazione" hanno raccontato i testimoni. Dieci volanti, due furgoni, un'unitagrave; cinofila hanno svuotato il palazzo abitato prevalentemente da senegalesi e portato in questura quattro ragazzi per accertamenti. Le forze dell'ordine hanno poi intimato di chiedere la confisca del palazzo. "E' un vero e proprio accanimento contro queste persone, che l'unico reato che hanno commesso egrave; quello di vendere merce contraffatta. Se volessero cercare il vero crimine, saprebbero dove andarlo a trovare. Sicuramente il giro di droga non egrave; lagrave;" dicono gli abitanti del quartiere.</itunes:summary>
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		<title>Romanina: la mannaia, il degrado e l&#8217;illegalità forzata</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2010/02/23/romanina-la-mannaia-il-degrado-e-lillegalita-forzata/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 11:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
				<category><![CDATA[AudioNews]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La tragedia sfiorata poteva essere evitata&#8221; così Mussie Zerai, presidente dell&#8217;associazione Habeshia, commenta l&#8217;aggressione avvenuta in un palazzo alla periferia di Roma in cui da anni vivono centinaia di rifugiati politici.
Nella notte del 19 febbraio un ventinovenne di origine eritrea ha aggredito con una mannaia un suo connazinale. L&#8217;aggressione è avvenuta all&#8217;interno del palazzo della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La tragedia sfiorata poteva essere evitata&#8221; così Mussie Zerai, presidente dell&#8217;associazione Habeshia, commenta l&#8217;aggressione avvenuta in un palazzo alla periferia di Roma in cui da anni vivono centinaia di rifugiati politici.</p>
<p>Nella notte del 19 febbraio un ventinovenne di origine eritrea ha aggredito con una mannaia un suo connazinale. L&#8217;aggressione è avvenuta all&#8217;interno del palazzo della Romanina, una struttura nei pressi dell&#8217;università Tor Vergata di Roma dove da anni vivono centinaia di rifugiati politici. &#8220;Questa tragedia poteva essere evitata se fossero state accolte le segnalazioni fatte dai rifugiati stessi alle forze dell&#8217;ordine per ben cinque volte&#8221; ha dichiarato Zerai.</p>
<p>&#8220;Una notizia terribile” ha commentato a seguito dell&#8217;accaduto l&#8217; assessore comunale alle Politiche Sociali, Sveva Belviso, “Il luogo dove è avvenuto questo terribile fatto non è un centro di accoglienza – ha specificato l&#8217;assessore- ma uno stabile occupato dove da anni vivono nell&#8217;illegalità e senza elementi minimi di sicurezza, persone uscite dalle strutture di accoglienza che, invece, avrebbero dovuto accompagnarle in un percorso di integrazione nel tessuto sociale cittadino&#8221;.</p>
<p>&#8220;L&#8217;assessore alle Politiche Sociali Sveva Belviso, parla di persone che vivono nell&#8217;illegalità, noi rispondiamo persone costrette a vivere nel degrado da un sistema di accoglienza inefficiente, totale abbandono dello stato che gli ha accolti sulla carta, ma nei fatti e assente&#8221; conclude il presidente dell&#8217;associazone Habeshia.</p>
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		<title>No Vat: di nuovo in piazza</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2010/02/11/no-vat-di-nuovo-in-piazza/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 14:10:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AMISnet</dc:creator>
				<category><![CDATA[AudioNews]]></category>

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		<description><![CDATA[Si terra&#8217; a Roma il 13 febbraio, per il quinto anno consecutivo, la manifestazione nazionale NoVat. Ancora una volta si scende in piazza per denunciare l&#8217;invadenza del Vaticano nella politica italiana.
Qui di seguito pubblichiamo l&#8217;appello a partecipare:
Il 13 Febbraio 2010 per il quinto anno scendiamo ancora in piazza contro il Vaticano
per denunciarne l?invadenza nella politica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si terra&#8217; a Roma il 13 febbraio, per il quinto anno consecutivo, la manifestazione nazionale NoVat. Ancora una volta si scende in piazza per denunciare l&#8217;invadenza del Vaticano nella politica italiana.<span id="more-8267"></span></p>
<p>Qui di seguito pubblichiamo l&#8217;appello a partecipare:</p>
<p>Il 13 Febbraio 2010 per il quinto anno scendiamo ancora in piazza contro il Vaticano<br />
per denunciarne l?invadenza nella politica italiana: ? infatti uno degli attori che<br />
agiscono nelle complesse dinamiche di potere sottese a un sistema autoritario e<br />
repressivo.<br />
L&#8217;11 febbraio 1929 i Patti Lateranensi sancivano la saldatura tra Vaticano e regime<br />
fascista, oggi le destre agitano il crocefisso per legittimare un ordine morale in linea<br />
con l?integralismo delle gerarchie vaticane, lo strumentalizzano per costruire<br />
un&#8217;identit? nazionale razzista e una declinazione della cittadinanza eterosessista e<br />
familista.<br />
Da una parte le destre criminalizzano immigrate ed immigrati, istigano a una vera<br />
?caccia all?uomo?, li/le rappresentano come la concorrenza nell?accesso alle risorse<br />
pubbliche mentre nessuno affronta il problema di un welfare smantellato e<br />
comunque disegnato su un modello sociale che non c?? pi?. D?altra parte la chiesa<br />
cattolica legittima esclusivamente questo modello di societ?, basato sulla famiglia<br />
eterosessuale tradizionale, sulla divisione dei ruoli sessuali, dove un genere ?<br />
subordinato all&#8217;altro e lesbiche, gay e trans non hanno alcun diritto di cittadinanza.<br />
Su un altro fronte, destra moderata e sinistra riformista attuano il tentativo di<br />
procedere ad un&#8217;assimilazione selettiva dei soggetti minoritari sulla base della<br />
disponibilit? espressa a offrirsi docilmente a legittimare discorsi razzisti, eterosessisti<br />
e repressivi. E&#8217; prevista l&#8217;inclusione solo di quelle soggettivit? che non mettono in<br />
discussione il potere: c&#8217;? un piccolo posto anche per gay, lesbiche e trans e per altre<br />
figure della diversit?, purch? confermino l&#8217;ordine razzista, sessista e repressivo.<br />
In questo quadro, nel movimento lgbtq, abbiamo assistito alla comparsa di ?nuovi?<br />
soggetti che ne usano le parole d&#8217;ordine per produrre un ribaltamento della realt?: a<br />
protezione delle soggettivit? supposte deboli pongono i loro carnefici. Chi legittima<br />
questi ?nuovi? soggetti, contribuisce a produrre un ulteriore spostamento a destra, a<br />
normalizzare la presenza delle destre radicali nel dibattito pubblico.<br />
Fuori da queste lotte interne al potere, dobbiamo constatare la diffusa e asfissiante<br />
presenza di un?etica cattolica, un modello di politica che propone come uniche<br />
alternative di ?rinnovamento? il moralismo e il giustizialismo. Sappiamo che se oggi il<br />
Vaticano appare meno interventista ? solo perch? non ne ha bisogno: gi? nel nostro<br />
paese possiede il monopolio dell??etica? che abbraccia indistintamente governo e<br />
opposizione parlamentare che fanno a gara &#8211; come sempre &#8211; ad inginocchiarsi<br />
all?altare del giustizialismo e del buonismo ipocrita.<br />
Respingiamo il tentativo di espropriare anche i movimenti di lesbiche, gay, trans e<br />
femministe, di categorie fondamentali quali l&#8217;antifascismo, altrimenti l&#8217;ambiguit?<br />
politica finirebbe per rendere le nostre soggettivit? complici di quest&#8217;ordine morale e<br />
politico che concede una legittimazione vittimizzante e minoritaria in cambio<br />
dell&#8217;assuefazione alla repressione.<br />
Contrastiamo questo potere che, dove non addomestica, reprime e, attraverso<br />
l?ordine morale vaticano, assume dispositivi di disciplinamento e controllo sociale<br />
che negano qualunque tipo di autodeterminazione: l&#8217;autodeterminazione sociale ed<br />
economica dei e delle migranti, l&#8217;autodeterminazione dei corpi e degli stili di vita di<br />
donne, gay, lesbiche e trans, ogni percorso di autorganizzazione, di dissenso e di<br />
conflitto.<br />
Denunciamo che quando il processo di addomesticamento non si compie viene<br />
utilizzato il carcere, il CIE (centri di identificazione ed espulsione), la repressione, la<br />
paura, la noia, la solitudine, l&#8217;intimidazione e la criminalizzazione per neutralizzare gli<br />
elementi di dissenso non previsti e non gestibili: migranti, movimenti, studenti,<br />
lavoratori e lavoratrici, disoccupati/e.<br />
Riaffermiamo che antirazzismo, antifascismo, antisessismo sono lotte, necessarie<br />
l&#8217;una all&#8217;altra, da condurre anche contro l&#8217;uso strumentale delle libert? di donne e<br />
lgbt per rafforzare e legittimare un modello razzista.<br />
Portiamo in piazza i nostri percorsi di autodeterminazione nell&#8217;acutizzarsi della crisi<br />
economica e dello smantellamento dello stato sociale &#8211; in particolare della scuola e<br />
dell&#8217;universit? &#8211; che tanto spazio lascia alle imprese private e confessionali.<br />
Riaffermiamo le diversit? e le differenze sociali, sessuali, culturali, contro l&#8217;identit?<br />
nazionale razzista e eterosessista che ci vogliono imporre e contro l&#8217;ordine morale<br />
vaticano.<br />
Portiamo in piazza i nostri percorsi di liberazione per ribadire la nostra volont? di<br />
agire nello spazio pubblico per produrre trasformazione sociale e culturale.<br />
ROMA &#8211; sabato 13 febbraio 2010<br />
Manifestazione Nazionale NO VAT<br />
Autodeterminazione laicit? antifascismo antirazzismo liberazione<br />
www.facciamobreccia.org<br />
per adesioni: adesioni@facciamobreccia.org</p>
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		<title>Giorno del ricordo: memorie a cavallo dell’ Adriatico</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 12:10:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Khaldoun</dc:creator>
				<category><![CDATA[AudioNews]]></category>

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		<description><![CDATA[In occasione del giorno del ricordo, vi riproponiamo la puntata del nostro &#8220;Scirocco, voci dal Mediterraneo&#8221; dedicata alla memoria del tormentato dopoguerra del confine orientale. Dal 2004, il 10 febbraio l’ Italia celebra il “giorno del ricordo” in memoria delle vittime delle Foibe e dell’esodo delle popolazioni italiane della Venezia Giulia dopo la seconda guerra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione del giorno del ricordo, vi riproponiamo la puntata del nostro &#8220;Scirocco, voci dal Mediterraneo&#8221; dedicata alla memoria del tormentato dopoguerra del confine orientale. Dal 2004, il 10 febbraio l’ Italia celebra il “giorno del ricordo” in memoria delle vittime delle Foibe e dell’esodo delle popolazioni italiane della Venezia Giulia dopo la seconda guerra mondiale. Quasi in risposta al giorno del ricordo, dal 2005 la Slovenia festeggia invece il 15 settembre la “festa del ritorno del litorale sloveno alla madre patria”, in cui si celebra appunto la riannessionesione da parte della Juguslavia di Tito di Istria, Dalmazia e Fiume. Questa contrapposizione è significativa per capire come si guarda alla propria storia recente dalle due sponde dell’Adriatico, uno sguardo che spesso si concentra più sulla memoria delle tragedie vissute che sul contesto storico che le ha generate e che ha fatto da cornice ai fatti.</p>
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		<itunes:summary>In occasione del giorno del ricordo, vi riproponiamo la puntata del nostro "Scirocco, voci dal Mediterraneo" dedicata alla memoria del tormentato dopoguerra del confine orientale. Dal 2004, il 10 febbraio lrsquo; Italia celebra il ldquo;giorno del ricordordquo; in memoria delle vittime delle Foibe e dellrsquo;esodo delle popolazioni italiane della Venezia Giulia dopo la seconda guerra mondiale. Quasi in risposta al giorno del ricordo, dal 2005 la Slovenia festeggia invece il 15 settembre la ldquo;festa del ritorno del litorale sloveno alla madre patriardquo;, in cui si celebra appunto la riannessionesione da parte della Juguslavia di Tito di Istria, Dalmazia e Fiume. Questa contrapposizione egrave; significativa per capire come si guarda alla propria storia recente dalle due sponde dellrsquo;Adriatico, uno sguardo che spesso si concentra piugrave; sulla memoria delle tragedie vissute che sul contesto storico che le ha generate e che ha fatto da cornice ai fatti.</itunes:summary>
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		<title>Haiti: neanche le tende dopo oltre 3 settimane</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 14:37:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AMISnet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo 22 giorni dal sisma Haiti è uscita dalle prime pagine dei giornali e l&#8217;opinione pubblica ha quasi smaltito l&#8217;ondata emotiva che aveva seguito la tragedia, eppure il nostro corrispondente sull&#8217; isola ci fà sapere che la pur mastodontica macchina dei soccorsi è ancora lontana dal soddisfare anche le più elementari esigenze della popolazione. Nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo 22 giorni dal sisma Haiti è uscita dalle prime pagine dei giornali e l&#8217;opinione pubblica ha quasi smaltito l&#8217;ondata emotiva che aveva seguito la tragedia, eppure il nostro corrispondente sull&#8217; isola ci fà sapere che la pur mastodontica macchina dei soccorsi è ancora lontana dal soddisfare anche le più elementari esigenze della popolazione. Nella capitale, Port Au Prince, il coordinamento delle Nazioni Unite non è ancora riuscito a mettere in piedi neanche un campo attrezzato e sono pochi i fortunati che sono riusciti ad avere un posto nel campo &#8220;Simon Bolivar&#8221; che la cooperazione venezuelana ha costruito alle porte della città oppure nel piccolo campo sorto alle spalle dell&#8217; aeroporto. Secondo quanto ci riferisce il nostro Francesco Diasio la presenza dell&#8217; ONU è ben visibile dalle dimensioni del compound in cui si trovano i suoi funzionati, dove si trovano prefabbricati climattizzati, ristoranti, aree di ristoro, una rete WI-FI ed uffici tra cui l&#8217; OCHA, l&#8217;ufficio per il coordinamento degli affari umanitari. Data l&#8217;assenza persino di tende, la popolazione si arrangia con bastoni e stracci per crearsi un riparo ed utilizza il carbone per cucinare, mentre dagli ospedali iniziano ad uscire i primi pazienti con il carico di colore dovuto alle mutilazioni che ne segnano i corpi.</p>
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		<itunes:summary>Dopo 22 giorni dal sisma Haiti egrave; uscita dalle prime pagine dei giornali e l'opinione pubblica ha quasi smaltito l'ondata emotiva che aveva seguito la tragedia, eppure il nostro corrispondente sull' isola ci fagrave; sapere che la pur mastodontica macchina dei soccorsi egrave; ancora lontana dal soddisfare anche le piugrave; elementari esigenze della popolazione. Nella capitale, Port Au Prince, il coordinamento delle Nazioni Unite non egrave; ancora riuscito a mettere in piedi neanche un campo attrezzato e sono pochi i fortunati che sono riusciti ad avere un posto nel campo "Simon Bolivar" che la cooperazione venezuelana ha costruito alle porte della cittagrave; oppure nel piccolo campo sorto alle spalle dell' aeroporto. Secondo quanto ci riferisce il nostro Francesco Diasio la presenza dell' ONU egrave; ben visibile dalle dimensioni del compound in cui si trovano i suoi funzionati, dove si trovano prefabbricati climattizzati, ristoranti, aree di ristoro, una rete WI-FI ed uffici tra cui l' OCHA, l'ufficio per il coordinamento degli affari umanitari. Data l'assenza persino di tende, la popolazione si arrangia con bastoni e stracci per crearsi un riparo ed utilizza il carbone per cucinare, mentre dagli ospedali iniziano ad uscire i primi pazienti con il carico di colore dovuto alle mutilazioni che ne segnano i corpi.</itunes:summary>
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		<title>Haiti: a Hinche il soccorso per sfollati e feriti</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 14:57:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Cocco</dc:creator>
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La missione dell&#8217;AMARC ad Haiti si è spostata nella zona dell&#8217;altopiano centrale a circa due ore di macchina dalla capitale Port au Prince. Hinche, capoluogo di provincia, non è stata toccata dal terremoto  e le strutture pubbliche, compreso un ospedale ortopedico, lavorano a pieni ritmi per accogliere i feriti che giungono dalla capitale. Le [...]]]></description>
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<p lang="it-IT">La missione dell&#8217;AMARC ad Haiti si è spostata nella zona dell&#8217;altopiano centrale a circa due ore di macchina dalla capitale Port au Prince. Hinche, capoluogo di provincia, non è stata toccata dal terremoto  e le strutture pubbliche, compreso un ospedale ortopedico, lavorano a pieni ritmi per accogliere i feriti che giungono dalla capitale. Le amputazioni, secondo un responsabile dell&#8217;ospedale, sono in assoluto le operazioni più eseguite, ma ad attrezzarsi per accogliere le persone colpite dal sisma sono anche i residenti. Sono molte infatti le famiglie che giungono da Port au Prince e che si sono trasferite ad Hinche in attesa che la situazione torni ala normalità. Nel frattempo prosegue anche il tour del presidente haitiano Rene Préval, che in questi giorni percorre il paese in lungo e in largo per rassicurare la popolazione e sottolineare l&#8217;efficienza del governo.</p>
<p lang="it-IT">In due settimane, ha dichiarato il presidente ad una radio locale, il governo è riuscito a ripristinare la rete delle telecomunicazioni e avviato la ricostruzione delle  infrastrutture più danneggiate.</p>
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		<itunes:summary>La missione dell'AMARC ad Haiti si egrave; spostata nella zona dell'altopiano centrale a circa due ore di macchina dalla capitale Port au Prince. Hinche, capoluogo di provincia, non egrave; stata toccata dal terremoto  e le strutture pubbliche, compreso un ospedale ortopedico, lavorano a pieni ritmi per accogliere i feriti che giungono dalla capitale. Le amputazioni, secondo un responsabile dell'ospedale, sono in assoluto le operazioni piugrave; eseguite, ma ad attrezzarsi per accogliere le persone colpite dal sisma sono anche i residenti. Sono molte infatti le famiglie che giungono da Port au Prince e che si sono trasferite ad Hinche in attesa che la situazione torni ala normalitagrave;. Nel frattempo prosegue anche il tour del presidente haitiano Rene Preacute;val, che in questi giorni percorre il paese in lungo e in largo per rassicurare la popolazione e sottolineare l'efficienza del governo.
In due settimane, ha dichiarato il presidente ad una radio locale, il governo egrave; riuscito a ripristinare la rete delle telecomunicazioni e avviato la ricostruzione delle  infrastrutture piugrave; danneggiate.
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		<title>Haiti: nessuna traccia della cooperazione fuori dalla capitale.</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 15:06:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AMISnet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La missione di AMARC è arrivata a Logane, la cittadina a 2 ore da Port Au Price che si trova sull&#8217; epicentro del sisma del 12 gennaio. Nonostante Logane sia stata duramente colpita dal terremoto, solo il 10% delle abitazioni sono ancora in piedi la macchina dei soccorsi non è arrivata, solo un convoglio militare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La missione di AMARC è arrivata a Logane, la cittadina a 2 ore da Port Au Price che si trova sull&#8217; epicentro del sisma del 12 gennaio. Nonostante Logane sia stata duramente colpita dal terremoto, solo il 10% delle abitazioni sono ancora in piedi la macchina dei soccorsi non è arrivata, solo un convoglio militare canadese è al lavoro per sgomberare le strade.  Tra le prime radio che vedranno l&#8217;intervento di AMARC c&#8217;è Radio Zetwal, di cui al momento non è rimasto più nulla.</p>
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		<itunes:summary>La missione di AMARC egrave; arrivata a Logane, la cittadina a 2 ore da Port Au Price che si trova sull' epicentro del sisma del 12 gennaio. Nonostante Logane sia stata duramente colpita dal terremoto, solo il 10% delle abitazioni sono ancora in piedi la macchina dei soccorsi non egrave; arrivata, solo un convoglio militare canadese egrave; al lavoro per sgomberare le strade.nbsp; Tra le prime radio che vedranno l'intervento di AMARC c'egrave; Radio Zetwal, di cui al momento non egrave; rimasto piugrave; nulla.</itunes:summary>
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		<title>Coppa d&#8217;Africa: il Campidoglio &#8220;oscura&#8221; gli schermi</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 14:30:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Campidoglio ha deciso di non finanziare la visione pubblica della Coppa d&#8217;Africa nella capitale. Niente maxi-schermo nelle piazze per il campionato africano 2010. Quest&#8217;anno le partite sono trasmesse in uno spazio offerto da Action, nella storica occupazione di Via De Lollis.
&#8220;Non c&#8217;è stata la volontà politica&#8221; ha dichiarato Justin Wandja, dell&#8217;associazione Tam Tam Village, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Campidoglio ha deciso di non finanziare la visione pubblica della Coppa d&#8217;Africa nella capitale. Niente maxi-schermo nelle piazze per il campionato africano 2010. Quest&#8217;anno le partite sono trasmesse in uno spazio offerto da Action, nella storica occupazione di Via De Lollis.</p>
<p>&#8220;Non c&#8217;è stata la volontà politica&#8221; ha dichiarato Justin Wandja, dell&#8217;associazione Tam Tam Village, che per la quarta volta si è occupato di organizzare la proiezione del torneo a Roma. &#8220;La nostra domanda è stata inoltrata un anno fa, per cui il Comune non ci venga a dire che non c&#8217;è stato tempo. Penso che l&#8217;amministrazione abbia pensato più all&#8217;ordine pubblico che alla manifestazione, senza peraltro sapere di cosa si tratta, dal momento che non è mai accaduto niente nelle passate edizioni&#8221;.</p>
<p>Alla richiesta dell&#8217;associazione di istallare un maxischermo a piazza Vittorio, il Comune ha risposto solo pochi giorni prima dell&#8217;inizio della Coppa d&#8217;Africa con un no, e proponendo invece un&#8217;alternativa: un finanziamento di diecimila euro per far vedere il campionato a Villa Gordiani, Centocelle. &#8220;Noi ci saremmo pure trasferiti a Villa Gordiani&#8221; ha detto Justine &#8220;ma diecimila euro non sarebbero bastati neanche per mettere su i capannoni&#8221;.</p>
<p>Dal 2004, grazie anche al lavoro dell&#8217;associazione Tam Tam Village, la coppa d&#8217;Africa è diventata un appuntamento anche per i romani, grazie ai ritrovi pubblici messi a disposizione per vedere le partite. Oggi è possibile vedere gli incontri presso uno spazio offerto da Action a via de Lollis 6, San Lorenzo.</p>
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		<title>Egitto: natale di sangue per la minoranza Copta.</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 11:44:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Khaldoun</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La notte del 7 gennaio, quella del natale copto, un uomo ha sparato verso la chiesadel villaggio di Nagaa Hammadi, 400 km a sud del Cairo lasciando sette vittime sul selciato e 15 feriti gravi. L&#8217;attentato era tutt&#8217;altro che inaspettato: le forze di sicurezza egiziane avevano chiesto ed ottenuto dal vescovo di Nagaa Hammadi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La notte del 7 gennaio, quella del natale copto, un uomo ha sparato verso la chiesadel villaggio di Nagaa Hammadi, 400 km a sud del Cairo lasciando sette vittime sul selciato e 15 feriti gravi. L&#8217;attentato era tutt&#8217;altro che inaspettato: le forze di sicurezza egiziane avevano chiesto ed ottenuto dal vescovo di Nagaa Hammadi di anticipare la fine della messa alle 22, anzich? proseguire oltre la mezzanotte come da tradizione, tuttavia non c&#8217;? stato alcun rinforzo di polizia e al momento della sparatoria c&#8217;era un solo uomo armato a presidiare la chiesa&#8230; il primo a restare vittima dell&#8217;attacco. Il lassismo delle autorit? egiziane dimostrano il sostanziale disinteresse del Cairo verso la persecuzione dei Copti, una minoranza cristiana che si stima rappresenti circa il 15% della popolazione. Una persecuzione che gi? aveva portato a simili esplosioni di violenza e si traduce in una quotidiana sensazione di insicurezza e discriminazione, secondo quanto ha detto ai nostri microfoni il Vescovo della diocesi Copto-Ortodossa di San Giorgio Monsignor Barnaba El Soryany</p>
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		<itunes:summary>La notte del 7 gennaio, quella del natale copto, un uomo ha sparato verso la chiesadel villaggio di Nagaa Hammadi, 400 km a sud del Cairo lasciando sette vittime sul selciato e 15 feriti gravi. L'attentato era tutt'altro che inaspettato: le forze di sicurezza egiziane avevano chiesto ed ottenuto dal vescovo di Nagaa Hammadi di anticipare la fine della messa alle 22, anzich? proseguire oltre la mezzanotte come da tradizione, tuttavia non c'? stato alcun rinforzo di polizia e al momento della sparatoria c'era un solo uomo armato a presidiare la chiesa... il primo a restare vittima dell'attacco. Il lassismo delle autorit? egiziane dimostrano il sostanziale disinteresse del Cairo verso la persecuzione dei Copti, una minoranza cristiana che si stima rappresenti circa il 15% della popolazione. Una persecuzione che gi? aveva portato a simili esplosioni di violenza e si traduce in una quotidiana sensazione di insicurezza e discriminazione, secondo quanto ha detto ai nostri microfoni il Vescovo della diocesi Copto-Ortodossa di San Giorgio Monsignor Barnaba El Soryany</itunes:summary>
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