<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd"
	xmlns:dtvmedia="http://participatoryculture.org/RSSModules/dtv/1.0"
	xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
>

<channel>
	<title>Amisnet &#187; AudioNews</title>
	<atom:link href="http://amisnet.org/agenzia/archivio/audionews/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://amisnet.org</link>
	<description>Informazione Sociale Quotidiana</description>
	<lastBuildDate>Thu, 02 Sep 2010 13:16:48 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
		<!-- podcast_generator="podPress/8.5" -->
		<copyright>&#xA9;Amisnet </copyright>
		<managingEditor>web@amisnet.org (Amisnet)</managingEditor>
		<webMaster>web@amisnet.org</webMaster>
		<category>News &amp; Politics</category>
		<ttl>1440</ttl>
		<itunes:keywords>ambiente, conflitti, cooperazione, diritti, economia, politica, informazione sociale</itunes:keywords>
		<itunes:subtitle>Informazione sociale e programmi di approfondimento dalla redazione di AMISnet.</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Amisnet e' un'agenzia radiofonica attiva da oltre 9 anni. La sua principale attivita' consiste nella produzione e la distribuzione di prodotti radiofonici di approfondimento a circa 35 radio italiane. Il podcast e' una selezione quotidiana dei servizi audio distribuiti tramite i siti del network Amisnet.</itunes:summary>
		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
		<itunes:category text="News &amp; Politics"/>
<itunes:category text="Government &amp; Organizations"/>
<itunes:category text="Society &amp; Culture"/>
		<itunes:owner>
			<itunes:name>Amisnet</itunes:name>
			<itunes:email>web@amisnet.org</itunes:email>
		</itunes:owner>
		<itunes:block>No</itunes:block>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:image href="http://amisnet.org/feedimg/amisnet-300.jpg" />
		<image>
			<url>http://amisnet.org/feedimg/amisnet-144.jpg</url>
			<title>Amisnet</title>
			<link>http://amisnet.org</link>
			<width>144</width>
			<height>144</height>
		</image>
		<item>
		<title>LA TENDA ROSSA 5: LA MOLTEPLICITA&#8217;</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2010/08/26/la-tenda-rossa-5-la-molteplicita-2/</link>
		<comments>http://amisnet.org/agenzia/2010/08/26/la-tenda-rossa-5-la-molteplicita-2/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 18:51:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AMISnet</dc:creator>
				<category><![CDATA[AudioNews]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amisnet.org/?p=9513</guid>
		<description><![CDATA[Quinta e ultima puntata dedicata alle Lezioni Americane di Calvino e alla pretesa dell'Università del Crimine Sociale di trasformare in materia giornalistica i consigli per la letteratura del terzo millennio che ci ha lasciato Calvino. Il molteplice è un'altra chiave di lettura estremamente attuale per la rappresentazione di una società complessa, tramite la complessità degli strumenti mediatici. Ma è anche il grido di lacerazione di una società divisa in ruoli talvolta schizofrenici, difficile da afferrare perchè sempre in bilico tra la materialità dell'esistenza e l'invisibilità delle reti che la tengono insieme, da quelle di acquisto solidale a quelle che uniscono tanti computer nel mondo. 

A cura dell'Università del Crimine Sociale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->Quinta e ultima puntata dedicata alle Lezioni Americane di Calvino e alla pretesa dell&#8217;Università del Crimine Sociale di trasformare in materia giornalistica i consigli per la letteratura del terzo millennio che ci ha lasciato Calvino. Il molteplice è un&#8217;altra chiave di lettura estremamente attuale per la rappresentazione di una società complessa, tramite la complessità degli strumenti mediatici. Ma è anche il grido di lacerazione di una società divisa in ruoli talvolta schizofrenici, difficile da afferrare perchè sempre in bilico tra la materialità dell&#8217;esistenza e l&#8217;invisibilità delle reti che la tengono insieme, da quelle di acquisto solidale a quelle che uniscono tanti computer nel mondo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amisnet.org/agenzia/2010/08/26/la-tenda-rossa-5-la-molteplicita-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
			<enclosure url="http://amisnet.org/podpress_trac/feed/9513/0/5.-La-molteplicita2.mp3" length="33082040" type="audio/mpeg"/>
<itunes:duration>34:28</itunes:duration>
		<itunes:subtitle>Quinta e ultima puntata dedicata alle Lezioni Americane di Calvino e alla pretesa dell'Universitagrave; del Crimine Sociale di trasformare in materia giornalistica i consigli per ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Quinta e ultima puntata dedicata alle Lezioni Americane di Calvino e alla pretesa dell'Universitagrave; del Crimine Sociale di trasformare in materia giornalistica i consigli per la letteratura del terzo millennio che ci ha lasciato Calvino. Il molteplice egrave; un'altra chiave di lettura estremamente attuale per la rappresentazione di una societagrave; complessa, tramite la complessitagrave; degli strumenti mediatici. Ma egrave; anche il grido di lacerazione di una societagrave; divisa in ruoli talvolta schizofrenici, difficile da afferrare perchegrave; sempre in bilico tra la materialitagrave; dell'esistenza e l'invisibilitagrave; delle reti che la tengono insieme, da quelle di acquisto solidale a quelle che uniscono tanti computer nel mondo.</itunes:summary>
		<itunes:keywords>AudioNews,,In,Evidenza</itunes:keywords>
		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:block>No</itunes:block>
	</item>
		<item>
		<title>Palestina: la protesta popolare non è solo contro il muro</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2010/07/16/palestina-la-protesta-popolare-non-e-solo-contro-il-muro/</link>
		<comments>http://amisnet.org/agenzia/2010/07/16/palestina-la-protesta-popolare-non-e-solo-contro-il-muro/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 09:43:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Khaldoun</dc:creator>
				<category><![CDATA[AudioNews]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amisnet.org/?p=9425</guid>
		<description><![CDATA[Ogni venerdì i comitati popolari palestinesi non protestano solo a Bil&#8217;in o Nil&#8217;in e non solo contro la costruzione del muro. La resistenza popolare palestinese continua ad espandersi e settimanalmente ci sono proteste ad esempio anche a Gerusalemme est oltre che nei villaggi circondati dalle colonie israeliane e che soffrono della confisca delle loro terre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni venerdì i comitati popolari palestinesi non protestano solo a Bil&#8217;in o Nil&#8217;in e non solo contro la costruzione del muro. La resistenza popolare palestinese continua ad espandersi e settimanalmente ci sono proteste ad esempio anche a Gerusalemme est oltre che nei villaggi circondati dalle colonie israeliane e che soffrono della confisca delle loro terre e delle risorse naturali. A Nabi Saleh, un villaggio di 400 anime, le proteste ruotano sopratutto intorno all&#8217;accesso alle risorse idriche. Ogni venerdì arrivano persone da tutti i paesi vicini, oltre agli attivisti internazionali ed israeliani che partecipano alle manifestazioni fianco a fianco con la popolazione palestinese in lotta. Anche qui, come nel resto della Cisgiordania, la pressione delle autorità israeliane sui comitati popolari è sempre più forte e parla la lingua dei lacrimogeni, dei proiettili di gomma, delle cariche dell&#8217;esercito e delle incursioni notturne nei villaggi. Sono più di trenta gli attivisti palestinesi arrestati, molti dei quali ancora detenuti senza processo, e l&#8217;esercito israeliano usa sigillare arbitrariamente il villaggio dichiarandolo &#8220;zona militare chiusa&#8221; per giustificare gli arresti e la brutalità della repressione delle manifestazioni che ogni venerdì animano Nabi Saleh.</p>
<p>L&#8217;intervista con Chaska, un&#8217;attivista israeliana che prende parte regolarmente alle manifestazioni di Nabi Saleh, conclude il ciclo di 100 produzioni radiofoniche in lingua inglese realizzate dalla nostra agenzia, in collaborazione con l&#8217; ONG italiana COSPE e quella palestinese PYU, per Shabab FM, una radio comunitaria nata a Birzeit (Ramallah) anche grazie alla nostra collaborazione. Di seguito vi presentiamo la versione in italiano della sua testimonianza.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amisnet.org/agenzia/2010/07/16/palestina-la-protesta-popolare-non-e-solo-contro-il-muro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
			<enclosure url="http://amisnet.org/podpress_trac/feed/9425/0/chaska_italian.mp3" length="2656574" type="audio/mpeg"/>
<itunes:duration>5:32</itunes:duration>
		<itunes:subtitle>Ogni venerdigrave; i comitati popolari palestinesi non protestano solo a Bil'in o Nil'in e non solo contro la costruzione del muro. La resistenza popolare palestinese ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Ogni venerdigrave; i comitati popolari palestinesi non protestano solo a Bil'in o Nil'in e non solo contro la costruzione del muro. La resistenza popolare palestinese continua ad espandersi e settimanalmente ci sono proteste ad esempio anche a Gerusalemme est oltre che nei villaggi circondati dalle colonie israeliane e che soffrono della confisca delle loro terre e delle risorse naturali. A Nabi Saleh, un villaggio di 400 anime, le proteste ruotano sopratutto intorno all'accesso alle risorse idriche. Ogni venerdigrave; arrivano persone da tutti i paesi vicini, oltre agli attivisti internazionali ed israeliani che partecipano alle manifestazioni fianco a fianco con la popolazione palestinese in lotta. Anche qui, come nel resto della Cisgiordania, la pressione delle autoritagrave; israeliane sui comitati popolari egrave; sempre piugrave; forte e parla la lingua dei lacrimogeni, dei proiettili di gomma, delle cariche dell'esercito e delle incursioni notturne nei villaggi. Sono piugrave; di trenta gli attivisti palestinesi arrestati, molti dei quali ancora detenuti senza processo, e l'esercito israeliano usa sigillare arbitrariamente il villaggio dichiarandolo "zona militare chiusa" per giustificare gli arresti e la brutalitagrave; della repressione delle manifestazioni che ogni venerdigrave; animano Nabi Saleh.

L'intervista con Chaska, un'attivista israeliana che prende parte regolarmente alle manifestazioni di Nabi Saleh, conclude il ciclo di 100 produzioni radiofoniche in lingua inglese realizzate dalla nostra agenzia, in collaborazione con l' ONG italiana COSPE e quella palestinese PYU, per Shabab FM, una radio comunitaria nata a Birzeit (Ramallah) anche grazie alla nostra collaborazione. Di seguito vi presentiamo la versione in italiano della sua testimonianza.</itunes:summary>
		<itunes:keywords>AudioNews</itunes:keywords>
		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:block>No</itunes:block>
	</item>
		<item>
		<title>Legge bavaglio: il commento di Moni Ovadia</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2010/07/02/legge-bavaglio-il-commento-di-moni-ovadia/</link>
		<comments>http://amisnet.org/agenzia/2010/07/02/legge-bavaglio-il-commento-di-moni-ovadia/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 09:45:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Khaldoun</dc:creator>
				<category><![CDATA[AudioNews]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amisnet.org/agenzia/2010/07/02/legge-bavaglio-il-commento-di-moni-ovadia/</guid>
		<description><![CDATA[Moni Ovadia è un  attore, musicista e &#8220;teatrante&#8221;, da sempre attento osservatore delle dinamiche sociali del nostro paese. Lo abbiamo incontrato a margine della manifestazione contro la legge bavaglio che si è tenuta il 1° luglio a Piazza Navona a Roma.  Secondo il poliedrico intellettuale questa legge è un attacco diretto alla democrazia e si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Moni Ovadia è un  attore, musicista e &#8220;teatrante&#8221;, da sempre attento osservatore delle dinamiche sociali del nostro paese. Lo abbiamo incontrato a margine della manifestazione contro la legge bavaglio che si è tenuta il 1° luglio a Piazza Navona a Roma.  Secondo il poliedrico intellettuale questa legge è un attacco diretto alla democrazia e si pone nell&#8217;ambito di una serie di provvedimenti volti a trasformare l&#8217;opinione pubblica in una platea di consumatori acritici, l&#8217;ennesima dimostrazione che l&#8217;idea perseguita dal governo è quella di una società-azienda dove ogni cosa ha valore solo in quanto bene economico.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amisnet.org/agenzia/2010/07/02/legge-bavaglio-il-commento-di-moni-ovadia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
			<enclosure url="http://amisnet.org/podpress_trac/feed/9396/0/ovadia_legge_bavaglio.mp3" length="772402" type="audio/mpeg"/>
<itunes:duration>1:36</itunes:duration>
		<itunes:subtitle>Moni Ovadia egrave; unnbsp; attore, musicista e "teatrante", da sempre attento osservatore delle dinamiche sociali del nostro paese. Lo abbiamo incontrato a margine della manifestazione ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Moni Ovadia egrave; unnbsp; attore, musicista e "teatrante", da sempre attento osservatore delle dinamiche sociali del nostro paese. Lo abbiamo incontrato a margine della manifestazione contro la legge bavaglio che si egrave; tenuta il 1deg; luglio a Piazza Navona a Roma.nbsp; Secondo il poliedrico intellettuale questa legge egrave; un attacco diretto alla democrazia e si pone nell'ambito di una serie di provvedimenti volti a trasformare l'opinione pubblica in una platea di consumatori acritici, l'ennesima dimostrazione che l'idea perseguita dal governo egrave; quella di una societagrave;-azienda dove ogni cosa ha valore solo in quanto bene economico.</itunes:summary>
		<itunes:keywords>AudioNews</itunes:keywords>
		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:block>No</itunes:block>
	</item>
		<item>
		<title>Emergency sbarca a Marghera.</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2010/06/29/emergency-sbarca-a-marghera/</link>
		<comments>http://amisnet.org/agenzia/2010/06/29/emergency-sbarca-a-marghera/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 09:02:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciro Colonna</dc:creator>
				<category><![CDATA[AudioNews]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amisnet.org/?p=9375</guid>
		<description><![CDATA[E&#8217; stata annunciata nei giorni scorsi l&#8217;imminente apertura di un presidio di Emergency a Marghera, area industriale di Venezia. L&#8217;ambulatorio avrà il preciso scopo di offrire cure gratuite e riservate alle migliaia di migranti che approdano nel territorio veneto e hanno enormi difficoltà ad accedere ai presidi sanitari pubblici. Benchè il principale obiettivo dell&#8217;iniziativa sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stata annunciata nei giorni scorsi l&#8217;imminente apertura di un presidio di Emergency a Marghera, area industriale di Venezia. L&#8217;ambulatorio avrà il preciso scopo di offrire cure gratuite e riservate alle migliaia di migranti che approdano nel territorio veneto e hanno enormi difficoltà ad accedere ai presidi sanitari pubblici. Benchè il principale obiettivo dell&#8217;iniziativa sia fornire un servizio che risponda alle esigenze dei migranti, soprattutto irregolari, come precisa lo stesso Gino Strada &#8220;la nuova struttura sanitaria  sarà aperta anche  per le persone di questo nuovo Paese del terzo mondo, ovvero l&#8217;Italia.  Prima o dopo dovremo andare noi nei Paesi da cui fuggono queste persone,  per chiedere ospitalità, visto come qui si stanno svilendo i diritti e  la dignità delle persone&#8221;. Le parole di Strada non sono mera polemica, ma restituiscono purtroppo una fotografia realistica e drammatica delle condizioni in cui versa il nostro sistema sanitario.</p>
<p>Il presidio di Marghera, che dopo quello di Palermo aperto nel 2006 sarà il secondo ambulatorio di Emergency nel nostro paese, ha già incassato il sostegno dell&#8217;amministrazione comunale, che ha messo a disposizione come sede la struttura dell&#8217;ex centro di igiene mentale. L&#8217;apertura è prevista per settembre.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amisnet.org/agenzia/2010/06/29/emergency-sbarca-a-marghera/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
			<enclosure url="http://amisnet.org/podpress_trac/feed/9375/0/risica_sei_minuti.mp3" length="6213774" type="audio/mpeg"/>
<itunes:duration>6:28</itunes:duration>
		<itunes:subtitle>E' stata annunciata nei giorni scorsi l'imminente apertura di un presidio di Emergency a Marghera, area industriale di Venezia. L'ambulatorio avragrave; il preciso scopo di ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>E' stata annunciata nei giorni scorsi l'imminente apertura di un presidio di Emergency a Marghera, area industriale di Venezia. L'ambulatorio avragrave; il preciso scopo di offrire cure gratuite e riservate alle migliaia di migranti che approdano nel territorio veneto e hanno enormi difficoltagrave; ad accedere ai presidi sanitari pubblici. Benchegrave; il principale obiettivo dell'iniziativa sia fornire un servizio che risponda alle esigenze dei migranti, soprattutto irregolari, come precisa lo stesso Gino Strada "la nuova struttura sanitarianbsp; saragrave; aperta anche  per le persone di questo nuovo Paese del terzo mondo, ovvero l'Italia.  Prima o dopo dovremo andare noi nei Paesi da cui fuggono queste persone,  per chiedere ospitalitagrave;, visto come qui si stanno svilendo i diritti e  la dignitagrave; delle persone". Le parole di Strada non sono mera polemica, ma restituiscono purtroppo una fotografia realistica e drammatica delle condizioni in cui versa il nostro sistema sanitario.

Il presidio di Marghera, che dopo quello di Palermo aperto nel 2006 saragrave; il secondo ambulatorio di Emergency nel nostro paese, ha giagrave; incassato il sostegno dell'amministrazione comunale, che ha messo a disposizione come sede la struttura dell'ex centro di igiene mentale. L'apertura egrave; prevista per settembre.</itunes:summary>
		<itunes:keywords>AudioNews</itunes:keywords>
		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:block>No</itunes:block>
	</item>
		<item>
		<title>Iraq: 3 mesi e mezzo non bastano a formare un governo</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2010/06/23/iraq-3-mesi-e-mezzo-non-bastano-a-formare-un-governo/</link>
		<comments>http://amisnet.org/agenzia/2010/06/23/iraq-3-mesi-e-mezzo-non-bastano-a-formare-un-governo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 10:35:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Khaldoun</dc:creator>
				<category><![CDATA[AudioNews]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amisnet.org/?p=9343</guid>
		<description><![CDATA[A 3 mesi e mezzo dalle elezioni del 7 Marzo, in Iraq permane un pesante vuoto politico ed i partiti sembrano ancora lontani dal formare il nuovo governo. Tra riconteggi dei voti e la convalida dei risultati da parte della corte suprema a prima seduta del nuovo parlamento si è tenuta solo il 14 giugno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A 3 mesi e mezzo dalle elezioni del 7 Marzo, in Iraq permane un pesante vuoto politico ed i partiti sembrano ancora lontani dal formare il nuovo governo. Tra riconteggi dei voti e la convalida dei risultati da parte della corte suprema a prima seduta del nuovo parlamento si è tenuta solo il 14 giugno e solo allora le trattative per il nuovo esecutivo sono entrate nel vivo.  Le forze sciite, uscite sconfitte alle elezioni cui si erano presentate con 2 liste, si sono ora unificate e quindi sono diventate maggioranza nel parlamento di Baghdad,  tuttavia non trovano l’accordo per un candidato premier: il premier uscente Nuri al Maliki insiste per una sua nuova nomina, mentre la componente &#8220;sadrista&#8221; propone altri candidati.<br />
Dall’altra parte, l’ ex Primo Ministro Iyad Allawi vede vanificarsi il verdetto delle urne, che seppur di un soffio faceva della sua &#8220;Iraqiya&#8221; il partito di maggioranza relativa ed ora rischia di non  far parte del nuovo esecutivo. L&#8217; incertezza politica ha aggravato la crisi dei servizi nel paese, dove a 7 anni dall&#8217;invasione ancora mancano acqua ed elettricità, portando all&#8217;esasperazione la popolazione che è scesa in piazza in varie città dell&#8217; Iraq arrivando a scontri con le forze dell&#8217;ordine in varie occasioni. In assenza di un governo anche la situazione della sicurezza è in peggioramente, con un aumento degli attentati e delle violenze nel paese.  I giornalisti dal canto loro non stanno a guardare, hanno infatti indetto un sit in quotidiano a partire dal 17 giugno nella piazza di Baghdad che fù teatro dell&#8217; abbattimento del monumento a Saddam Hussein davanti alle telecamere di tutto il mondo, un presidio quotidiano per chiedere la fine dell&#8217;empasse ed una presa di responsabilità da parte delle istituzioni.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amisnet.org/agenzia/2010/06/23/iraq-3-mesi-e-mezzo-non-bastano-a-formare-un-governo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	<!-- Media File exists for this post, but its not enabled for this feed -->
	</item>
		<item>
		<title>Un documentario sull&#8217;Idroscalo di Ostia.</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2010/06/16/un-documentario-sullidroscalo-di-ostia/</link>
		<comments>http://amisnet.org/agenzia/2010/06/16/un-documentario-sullidroscalo-di-ostia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 13:53:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AMISnet</dc:creator>
				<category><![CDATA[AudioNews]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amisnet.org/?p=9266</guid>
		<description><![CDATA[Alcuni mesi fa, era il 23 febbraio, in concomitanza dello sgombero e abbattimento di alcune decine di abitazioni ad opera del comune, per qualche giorno le cronache locali romane si sono interessate alla vicenda dell&#8217;Idroscalo di Ostia. Ma, al di là della visibilità mediatica,  il piccolo villaggio &#8220;autocostruito&#8221; alla foce del Tevere, ha una lunga [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni mesi fa, era il 23 febbraio, in concomitanza dello sgombero e abbattimento di alcune decine di abitazioni ad opera del comune, per qualche giorno le cronache locali romane si sono interessate alla vicenda dell&#8217;Idroscalo di Ostia. Ma, al di là della visibilità mediatica,  il piccolo villaggio &#8220;autocostruito&#8221; alla foce del Tevere, ha una lunga e consolidata storia. Teatro di uno dei primi tentativi di  sviluppo dell’industria  aeronautica italiana, l’Idroscalo di Ostia si è rapidamente  riconvertito in uno dei tanti insediamenti abusivi ai margini della  metropoli romana. Ha accolto migliaia di  persone, romane e non, espulse  dalla metropoli e dai suoi processi economici e immobiliari. Persone  rifugiatesi tra mare e fiume, in uno degli angoli  più incantevoli e  degradati di Roma.</p>
<p>Il tempo sembrava fermo fino a solo qualche mese fa, quando istituzioni e imprenditori locali hanno iniziato a manifestare interesse per l&#8217;area, di competenza demaniale ma prossimamente a disponibilità del comune di Roma in base alle leggi per Roma Capitale. In particolare sembrano evidenti le mire di espansione da parte dei proprietari del lussuoso porto turistico, costruito nel 2001 e attualmente confinante con l&#8217;insediamento. E&#8217; probabilmente questa la matrice da indagare per capire il significato degli sgomberi del 23 febbraio, sgomberi che con tutta probabilità aprono la strada ad una &#8220;riqualificazione&#8221; più complessiva dell&#8217;intero quadrante. Nell&#8217;ambito del confronto con l&#8217;esterno non sono mancati i momenti di frizione anche aspra tra gli abitanti del posto, rappresentanti di interessi spesso contrapposti e difficili da conciliare.</p>
<p>Gli autori del documentario hanno raccontato tutto questo svincolandosi  dall’immaginario pasoliniano, per riattraversare la storia dell’Idroscalo e delle persone che  lo abitano  restituendone un ritratto inedito fatto di libertà ed  emarginazione,  ricco di chiaroscuri e ambiguità.<br />
Il lavoro si chiama <a href="http://it-it.facebook.com/documentario">&#8220;Affari d’Acqua  – Cronache dall’Idroscalo di Ostia&#8221; </a>ed è opera dei registi esordienti Kistiñe Cárcamo Aboitiz, Ciro  Colonna e Valerio  Serafini.<br />
Sarà presentato Giovedì 17 giugno  alle ore 21.00 al Filmstudio (Via  degli Orti d’Alibert, 1/c – Trastevere, Roma). L&#8217;ingresso è libero e gli autori garantiscono la loro presenza.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amisnet.org/agenzia/2010/06/16/un-documentario-sullidroscalo-di-ostia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
			<enclosure url="http://amisnet.org/podpress_trac/feed/9266/0/affari_amisnet.mp3" length="3552678" type="audio/mpeg"/>
<itunes:duration>3:42</itunes:duration>
		<itunes:subtitle>Alcuni mesi fa, era il 23 febbraio, in concomitanza dello sgombero e abbattimento di alcune decine di abitazioni ad opera del comune, per qualche giorno ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Alcuni mesi fa, era il 23 febbraio, in concomitanza dello sgombero e abbattimento di alcune decine di abitazioni ad opera del comune, per qualche giorno le cronache locali romane si sono interessate alla vicenda dell'Idroscalo di Ostia. Ma, al di lagrave; della visibilitagrave; mediatica,nbsp; il piccolo villaggio "autocostruito" alla foce del Tevere, ha una lunga e consolidata storia. Teatro di uno dei primi tentativi di  sviluppo dellrsquo;industria  aeronautica italiana, lrsquo;Idroscalo di Ostia si egrave; rapidamente  riconvertito in uno dei tanti insediamenti abusivi ai margini della  metropoli romana. Ha accolto migliaia di  persone, romane e non, espulse  dalla metropoli e dai suoi processi economici e immobiliari. Persone  rifugiatesi tra mare e fiume, in uno degli angoli  piugrave; incantevoli e  degradati di Roma.

Il tempo sembrava fermo fino a solo qualche mese fa, quando istituzioni e imprenditori locali hanno iniziato a manifestare interesse per l'area, di competenza demaniale ma prossimamente a disponibilitagrave; del comune di Roma in base alle leggi per Roma Capitale. In particolare sembrano evidenti le mire di espansione da parte dei proprietari del lussuoso porto turistico, costruito nel 2001 e attualmente confinante con l'insediamento. E' probabilmente questa la matrice da indagare per capire il significato degli sgomberi del 23 febbraio, sgomberi che con tutta probabilitagrave; aprono la strada ad una "riqualificazione" piugrave; complessiva dell'intero quadrante. Nell'ambito del confronto con l'esterno non sono mancati i momenti di frizione anche aspra tra gli abitanti del posto, rappresentanti di interessi spesso contrapposti e difficili da conciliare.

Gli autori del documentario hanno raccontato tutto questo svincolandosi  dallrsquo;immaginario pasoliniano, per riattraversare la storia dellrsquo;Idroscalo e delle persone che  lo abitano  restituendone un ritratto inedito fatto di libertagrave; ed  emarginazione,  ricco di chiaroscuri e ambiguitagrave;.
Il lavoro si chiama "Affari drsquo;Acqua  ndash; Cronache dallrsquo;Idroscalo di Ostia" ed egrave; opera dei registi esordienti Kistintilde;e Caacute;rcamo Aboitiz, Ciro  Colonna e Valerio  Serafini.
Saragrave; presentato Giovedigrave; 17 giugno  alle ore 21.00 al Filmstudio (Via  degli Orti drsquo;Alibert, 1/c ndash; Trastevere, Roma). L'ingresso egrave; libero e gli autori garantiscono la loro presenza.</itunes:summary>
		<itunes:keywords>AudioNews</itunes:keywords>
		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:block>No</itunes:block>
	</item>
		<item>
		<title>Turchia: le grandi manovre del nuovo &#8220;paladino della causa palestinese&#8221;</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2010/06/09/turchia-le-grandi-manovre-del-nuovo-paladino-della-causa-palestinese/</link>
		<comments>http://amisnet.org/agenzia/2010/06/09/turchia-le-grandi-manovre-del-nuovo-paladino-della-causa-palestinese/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 10:27:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Khaldoun</dc:creator>
				<category><![CDATA[AudioNews]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amisnet.org/agenzia/2010/06/09/turchia-le-grandi-manovre-del-nuovo-paladino-della-causa-palestinese/</guid>
		<description><![CDATA[La vicenda della Mavi Marmare, la nave turca teatro della strage, ha consacrato a paladino delle masse arabe una Turchia sempre più in rotta con l&#8217; ex alleato israeliano. Ankara era tra i principali donatori e promotori della Freedom Flotilla e la strage del 31 maggio segna il culmine di un processo che mette in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La vicenda della Mavi Marmare, la nave turca teatro della strage, ha consacrato a paladino delle masse arabe una Turchia sempre più in rotta con l&#8217; ex alleato israeliano. Ankara era tra i principali donatori e promotori della Freedom Flotilla e la strage del 31 maggio segna il culmine di un processo che mette in luce il nuovo assetto diplomatico in cui i turchi sono  sempre più impegnati nell&#8217;alleanza regionale con Siria ed Iran. Lo scontro tra Ankara e Tel Aviv è arrivato al punto che la <a href="http://www.todayszaman.com/tz-web/news-211993-101-ministry-launches-investigation-into-iskenderun-base-attack.html">stampa turca rilancia il sospetto, espresso dalle autorità, di un&#8217; implicazione israeliana nell’attacco al porto turco di Iskenderun</a> avvenuto per mano della guerriglia curda, poche ore prima dell’ arrembaggio alla Mavi Marmare.  In altre parole,  in Turchia ci si chiede se non sia in atto una “guerra per procura”, anche  alla luce delle <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/5364982.stm">notizie sulla presenza di militari israeliani nei campi di addestramento del PKK</a> nel Kurdistan iraqueno. Ankara ha intrapreso la via per essere sempre più influente in Medioriente,  soprattutto alla luce dei magri risultati ottenuti con il tentativo di entrare nell&#8217; Unione Europea, prospettiva che appare sempre più lontana, ed ha scelto la stessa via percorsa  da tutti i governi dell&#8217;area, chi più chi meno: il sostegno alla causa palestinese nel tentativo di accrescere il consenso popolare ed il proprio peso sui tavoli della diplomazia.<br />
Le manovre di Erdogan sono da inquadrarsi anche nel contesto della lotta interna tra l&#8217; AKP, il partito islamico al governo, e le tradizionali forze nazionaliste eredi di Kemal Ataturk rappresentate soprattutto dai militari. Nei mesi scorsi, il premier Erdogan ha presentato una bozza di riforma costituzionale che toglierebbe potere ai militari ed alla corte costituzionale, organo che è di fatto il supremo guardiano dei principi kemalisti, e nonostante l&#8217;intensa repressione poliziesca in atto nel Kurdistan turco, ha comunque fatto intravedere degli spiragli per un&#8217; alleanza tra il suo partito e quello curdo sotto il comune ombrello dell&#8217; Islam.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amisnet.org/agenzia/2010/06/09/turchia-le-grandi-manovre-del-nuovo-paladino-della-causa-palestinese/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
			<enclosure url="http://amisnet.org/podpress_trac/feed/9200/0/turchia_sevregnini_mp.mp3" length="2232345" type="audio/mpeg"/>
<itunes:duration>4:39</itunes:duration>
		<itunes:subtitle>La vicenda della Mavi Marmare, la nave turca teatro della strage, ha consacrato a paladino delle masse arabe una Turchia sempre piugrave; in rotta con ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>La vicenda della Mavi Marmare, la nave turca teatro della strage, ha consacrato a paladino delle masse arabe una Turchia sempre piugrave; in rotta con l' ex alleato israeliano. Ankara era tra i principali donatori e promotori della Freedom Flotilla e la strage del 31 maggio segna il culmine di un processo che mette in luce il nuovo assetto diplomatico in cui i turchi sononbsp; sempre piugrave; impegnati nell'alleanza regionale con Siria ed Iran. Lo scontro tra Ankara e Tel Aviv egrave; arrivato al punto che la stampa turca rilancia il sospetto, espresso dalle autoritagrave;, di un' implicazione israeliana nellrsquo;attacco al porto turco di Iskenderun avvenuto per mano della guerriglia curda, poche ore prima dellrsquo; arrembaggio alla Mavi Marmare.nbsp; In altre parole,nbsp; in Turchia ci si chiede se non sia in atto una ldquo;guerra per procurardquo;, anchenbsp; alla luce delle notizie sulla presenza di militari israeliani nei campi di addestramento del PKK nel Kurdistan iraqueno. Ankara ha intrapreso la via per essere sempre piugrave; influente in Medioriente,nbsp; soprattutto alla luce dei magri risultati ottenuti con il tentativo di entrare nell' Unione Europea, prospettiva che appare sempre piugrave; lontana, ed ha scelto la stessa via percorsanbsp; da tutti i governi dell'area, chi piugrave; chi meno: il sostegno alla causa palestinese nel tentativo di accrescere il consenso popolare ed il proprio peso sui tavoli della diplomazia.
Le manovre di Erdogan sono da inquadrarsi anche nel contesto della lotta interna tra l' AKP, il partito islamico al governo, e le tradizionali forze nazionaliste eredi di Kemal Ataturk rappresentate soprattutto dai militari. Nei mesi scorsi, il premier Erdogan ha presentato una bozza di riforma costituzionale che toglierebbe potere ai militari ed alla corte costituzionale, organo che egrave; di fatto il supremo guardiano dei principi kemalisti, e nonostante l'intensa repressione poliziesca in atto nel Kurdistan turco, ha comunque fatto intravedere degli spiragli per un' alleanza tra il suo partito e quello curdo sotto il comune ombrello dell' Islam.</itunes:summary>
		<itunes:keywords>AudioNews</itunes:keywords>
		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:block>No</itunes:block>
	</item>
		<item>
		<title>Enlazando Alternativas manifesta per le strade di Madrid</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2010/05/16/enlazando-alternativas-manifesta-per-le-strade-di-madrid/</link>
		<comments>http://amisnet.org/agenzia/2010/05/16/enlazando-alternativas-manifesta-per-le-strade-di-madrid/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 May 2010 14:24:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AMISnet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allacciando Alternative]]></category>
		<category><![CDATA[AudioNews]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amisnet.org/?p=9042</guid>
		<description><![CDATA[A cura di Elise Melot e Ciro Colonna
Il vertice dei popoli Enlazando Alternativas esce dalle mura della facoltà di matematica, dove si è riunito in questi giorni, per attraversare le strade di Madrid e incontrarsi con altri movimenti locali. Di particolare rilievo è la presenza sindacale, nello specifico quella della CGT, la qual cosa parla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A cura di Elise Melot e Ciro Colonna</p>
<p>Il vertice dei popoli Enlazando Alternativas esce dalle mura della facoltà di matematica, dove si è riunito in questi giorni, per attraversare le strade di Madrid e incontrarsi con altri movimenti locali. Di particolare rilievo è la presenza sindacale, nello specifico quella della CGT, la qual cosa parla dell&#8217;urgenza di declinare un nuovo discorso contro la crisi che tenga insieme il ragionamento della rete bi-regionale con le problematiche  vissute dai lavoratori locali. Naturalmente tutto ciò sta subendo una repentina accelerazione con le recenti indicazioni dell&#8217;Unione Europea e del Fmi che impongono alla Spagna di Zapatero pesanti revisioni dei propri programmi sociali e probabilmente significativi tagli salariali. Mentre il governo spagnolo ha sostanzialmente dichiarato di accettare questa via d&#8217;uscita dalla crisi, come da settimane succede anche in Grecia, i movimenti sociali e sindacali rivendicano la necessità e la giustizia di cercare percorsi alternativi. La manifestazione, che ha convogliato circa 10.000 persone, in un clima di festa che nulla toglie alla determinazione dei partecipanti, si è svolta all&#8217;insegna di slogan quali &#8220;Sciopero Generale ora&#8221; o &#8220;Lo chiamano socialista ma non lo è&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amisnet.org/agenzia/2010/05/16/enlazando-alternativas-manifesta-per-le-strade-di-madrid/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	<!-- Media File exists for this post, but its not enabled for this feed -->
	</item>
		<item>
		<title>Cie italiani : altri 2 mesi per Joy</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2010/04/13/cie-italiani-altri-2-mesi-per-joy/</link>
		<comments>http://amisnet.org/agenzia/2010/04/13/cie-italiani-altri-2-mesi-per-joy/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 10:44:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elise Melot</dc:creator>
				<category><![CDATA[AudioNews]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amisnet.org/?p=8759</guid>
		<description><![CDATA[Joy, la giovane  nigeriana rinchiusa da ormai 10 mesi tra Centri di Identificazione ed Espulsione e carcere , rimarrà altri 2 mesi nel Cie di Modena. Questa la decisione presa dal giudice di pace il 12 aprile. Stessa sorte per le altre ragazze condannate a 6 mesi di reclusione per la rivolta di Via Corelli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Joy, la giovane  nigeriana rinchiusa da ormai 10 mesi tra Centri di Identificazione ed Espulsione e carcere , rimarrà altri 2 mesi nel Cie di Modena. Questa la decisione presa dal giudice di pace il 12 aprile. Stessa sorte per le altre ragazze condannate a 6 mesi di reclusione per la rivolta di Via Corelli dell&#8217;agosto del 2009 : a febbraio, scontata la loro pena,  Debby, Priscilla e Hellen sono state spostate in vari Cie  e la scorsa settimana è arrivata la proroga della detenzione per altri due mesi. Una proroga non motivata dal giudice, perchè la legge non richiede che vengano depositate motivazioni. Florence, rinchiusa dal 12 febbraio nel Cie di Ponte Galeria è invece stata liberata il 12 aprile, grazie alla richiesta di poter usufruire della protezione prevista dall&#8217;articolo 18 del Testo Unico sull&#8217;immigrazione, quello rivolto alle vittime di tratta. Per Nicoletta, del collettivo<a href="http://noinonsiamocomplici.noblogs.org/"> noinonsiamocomplici</a> &#8220;la proroga funziona come  fosse un automatismo e può essere considerata come uno degli aspetti piu disumani&#8221; del sistema, giacchè l&#8217;interessato e la sua difesa sono totalmente esclusi dalla procedura.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amisnet.org/agenzia/2010/04/13/cie-italiani-altri-2-mesi-per-joy/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	<!-- Media File exists for this post, but its not enabled for this feed -->
	</item>
		<item>
		<title>La Chiesa italiana e la pedofilia</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2010/03/29/la-chiesa-italiana-e-la-pedofilia/</link>
		<comments>http://amisnet.org/agenzia/2010/03/29/la-chiesa-italiana-e-la-pedofilia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 14:39:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elise Melot</dc:creator>
				<category><![CDATA[AudioNews]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amisnet.org/?p=8659</guid>
		<description><![CDATA[Recentemente abbiamo assistito allo scoppio di vari scandali che hanno travolto la Chiesa cattolica : casi di abusi su minorenni e di pedofilia vengono denunciati in Australia, negli Stati Uniti, in Germania ed in Irlanda. L&#8217;ultima grande scossa si chiama rapporto Murphy, che denuncia lo scandalo nello scandalo: il comportamento delle gerarchie cattoliche, che hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Recentemente abbiamo assistito allo scoppio di vari scandali che hanno travolto la Chiesa cattolica : casi di abusi su minorenni e di pedofilia vengono denunciati in Australia, negli Stati Uniti, in Germania ed in Irlanda. L&#8217;ultima grande scossa si chiama rapporto Murphy, che denuncia lo scandalo nello scandalo: il comportamento delle gerarchie cattoliche, che hanno fatto di tutto per coprire i casi di pedofilia. In questi giorni, ci si interroga anche sulle responsabilita&#8217; dello stesso Papa: il New York Times afferma ad esempio che Ratzinger era a conoscenza degli abusi su almeno 200 bambini sordi commessi negli Stati Uniti da un sacerdote e che pur sapendo non l&#8217; ha dimesso dalle sue funzioni. Se si parla tanto di Chiesa e di pedofilia in altri paesi, l&#8217;Italia non e&#8217; evidentemente indenne. Nel libro &#8220;Il peccato nascosto&#8221; (ed. Nutrimenti), curato da Luigi Irdi, sono state raccolte le denuncie presentate negli ultimi anni in diverse procure italiane e si capisce che anche qua le gerarchie hanno cercato di nascondere gli scandali. Quando vengono denunciati, i casi di pedofilia rischiano di cadere in prescrizione. Infatti, in Italia, la prescrizione arriva dieci anni dopo i fatti. In altri paesi non e&#8217; cosi, ad esempio, in Francia, una persona vittima di abusi sessuali durante l&#8217;infanzia puo denunciarli fino a dieci anni o vent&#8217;anni dopo il compimento della maggiore eta&#8217;, dipende se il molestatore e&#8217; un familiare o meno. La questione della prescrizione per questo tipo di crimine è stata anche molto discussa in Svizzera, dove un referendum e&#8217; stato organizzato nel 2008. Li e&#8217; prevalsa l&#8217;emozione, e la prescrizione per i casi di pedofilia e&#8217; stata tolta.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amisnet.org/agenzia/2010/03/29/la-chiesa-italiana-e-la-pedofilia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
			<enclosure url="http://amisnet.org/podpress_trac/feed/8659/0/pedofilia_chiesa1.mp3" length="1" type="audio/mpeg"/>
<itunes:duration>00:01:01</itunes:duration>
		<itunes:subtitle>Recentemente abbiamo assistito allo scoppio di vari scandali che hanno travolto la Chiesa cattolica : casi di abusi su minorenni e di pedofilia vengono denunciati ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Recentemente abbiamo assistito allo scoppio di vari scandali che hanno travolto la Chiesa cattolica : casi di abusi su minorenni e di pedofilia vengono denunciati in Australia, negli Stati Uniti, in Germania ed in Irlanda. L'ultima grande scossa si chiama rapporto Murphy, che denuncia lo scandalo nello scandalo: il comportamento delle gerarchie cattoliche, che hanno fatto di tutto per coprire i casi di pedofilia. In questi giorni, ci si interroga anche sulle responsabilita' dello stesso Papa: il New York Times afferma ad esempio che Ratzinger era a conoscenza degli abusi su almeno 200 bambini sordi commessi negli Stati Uniti da un sacerdote e che pur sapendo non l' ha dimesso dalle sue funzioni. Se si parla tanto di Chiesa e di pedofilia in altri paesi, l'Italia non e' evidentemente indenne. Nel libro "Il peccato nascosto" (ed. Nutrimenti), curato da Luigi Irdi, sono state raccolte le denuncie presentate negli ultimi anni in diverse procure italiane e si capisce che anche qua le gerarchie hanno cercato di nascondere gli scandali. Quando vengono denunciati, i casi di pedofilia rischiano di cadere in prescrizione. Infatti, in Italia, la prescrizione arriva dieci anni dopo i fatti. In altri paesi non e' cosi, ad esempio, in Francia, una persona vittima di abusi sessuali durante l'infanzia puo denunciarli fino a dieci anni o vent'anni dopo il compimento della maggiore eta', dipende se il molestatore e' un familiare o meno. La questione della prescrizione per questo tipo di crimine egrave; stata anche molto discussa in Svizzera, dove un referendum e' stato organizzato nel 2008. Li e' prevalsa l'emozione, e la prescrizione per i casi di pedofilia e' stata tolta.</itunes:summary>
		<itunes:keywords>AudioNews</itunes:keywords>
		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:block>No</itunes:block>
	</item>
	</channel>
</rss>
