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	<title>Amisnet &#187; AudioNews</title>
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	<description>Informazione Sociale Quotidiana</description>
	<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 11:55:01 +0000</pubDate>
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		<itunes:keywords>ambiente, conflitti, cooperazione, diritti, economia, politica, informazione sociale</itunes:keywords>
		<itunes:subtitle>Informazione sociale e programmi di approfondimento dalla redazione di AMISnet.</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Amisnet e' un'agenzia radiofonica attiva da oltre 9 anni. La sua principale attivita' consiste nella produzione e la distribuzione di prodotti radiofonici di approfondimento a circa 35 radio italiane. Il podcast e' una selezione quotidiana dei servizi audio distribuiti tramite i siti del network Amisnet.</itunes:summary>
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		<title>Rifiuti: i napoletani lanciano la raccolta differenziata autogestita</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 10:37:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
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Due settimane di raccolta differenziata porta a porta autogestita nel centro sotrico di Napoli: è l&#8217;iniziativa presentata ieri alla stampa dalla Rete Campana Salute e Ambiente per far fronte all&#8217;emergenza rifiuti in Campania. Ai cittadini non piacciono infatti le soluzioni decise da Governo e Bertolaso che sembrano più incontrare gli interessi degli amici imprenditori piuttosto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-5225" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/07/rifiuti_or.jpg" alt="" width="290" height="228" /></p>
<p>Due settimane di raccolta differenziata porta a porta autogestita nel centro sotrico di Napoli: è l&#8217;iniziativa presentata ieri alla stampa dalla Rete Campana Salute e Ambiente per far fronte all&#8217;emergenza rifiuti in Campania. Ai cittadini non piacciono infatti le soluzioni decise da Governo e Bertolaso che sembrano più incontrare gli interessi degli amici imprenditori piuttosto che quelli della comunità.</p>
<p>La raccolta autogestita prenderà il via la settimana prossima senza alcun appoggio da parte delle istituzioni, che hanno addirittura negato l&#8217;autorizzazione all&#8217;allestimeno di tre isole ecologiche all&#8217;interno della città: ce ne sarà solo una in Piazza del Gesù ed è lì che verranno portati i rifiuti. All&#8217;iniziativa hanno aderito circa 1000 famiglie e attività commerciali, il 98% circa dei contattati.</p>
<p>La raccolta differenziata porta a porta è del tutto autorganizzata e funzionerà così: il conferimento dei rifiuti inizierà alle ore 19-20, ora in cui dovrebbe quindi prendere il via la raccolta, terminata la quale i rifiuti verranno portati, con piccoli mezzi affittati per l&#8217;occasione, nell&#8217;isola ecologica di Piazza del Gesù, al centro di Napoli. A quel punto, l&#8217;augurio è che mezzi dell&#8217;azienda preposta o del sottosegretariato del Governo raccolgano i rifiuti per poi smaltirli nella maniera corretta, sotto stretto monitoraggio dei cittadini organizzatori che ne seguiranno tutto il percorso.</p>
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		<itunes:subtitle>Due settimane di raccolta differenziata porta a porta autogestita nel centro sotrico di Napoli: egrave; l'iniziativa presentata ieri alla stampa dalla Rete Campana Salute e ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Due settimane di raccolta differenziata porta a porta autogestita nel centro sotrico di Napoli: egrave; l'iniziativa presentata ieri alla stampa dalla Rete Campana Salute e Ambiente per far fronte all'emergenza rifiuti in Campania. Ai cittadini non piacciono infatti le soluzioni decise da Governo e Bertolaso che sembrano piugrave; incontrare gli interessi degli amici imprenditori piuttosto che quelli della comunitagrave;.

La raccolta autogestita prenderagrave; il via la settimana prossima senza alcun appoggio da parte delle istituzioni, che hanno addirittura negato l'autorizzazione all'allestimeno di tre isole ecologiche all'interno della cittagrave;: ce ne saragrave; solo una in Piazza del Gesugrave; ed egrave; ligrave; che verranno portati i rifiuti. All'iniziativa hanno aderito circa 1000 famiglie e attivitagrave; commerciali, il 98% circa dei contattati.

La raccolta differenziata porta a porta egrave; del tutto autorganizzata e funzioneragrave; cosigrave;: il conferimento dei rifiuti inizieragrave; alle ore 19-20, ora in cui dovrebbe quindi prendere il via la raccolta, terminata la quale i rifiuti verranno portati, con piccoli mezzi affittati per l'occasione, nell'isola ecologica di Piazza del Gesugrave;, al centro di Napoli. A quel punto, l'augurio egrave; che mezzi dell'azienda preposta o del sottosegretariato del Governo raccolgano i rifiuti per poi smaltirli nella maniera corretta, sotto stretto monitoraggio dei cittadini organizzatori che ne seguiranno tutto il percorso.</itunes:summary>
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		<title>Diritti umani: la CPI compie dieci anni</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/07/17/diritti-umani-il-cpi-compie-dieci-anni/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 10:04:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il 17 luglio di 10 anni fa veniva adottato lo Statuto di Roma, strumento con il quale si istituiva la Corte Penale Internazionale: una pietra miliare nella salvaguardia dei dirtti umani perché rappresenta il primo tribunale internazionale  permanente contro genocidi, crimini di guerra e contro l&#8217;umanità.
Giunta appunto al suo decimo anno di attività, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/07/diritti_umani.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5223" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/07/diritti_umani.jpg" alt="" /></a>Il 17 luglio di 10 anni fa veniva adottato lo Statuto di Roma, strumento con il quale si istituiva la Corte Penale Internazionale: una pietra miliare nella salvaguardia dei dirtti umani perché rappresenta il primo tribunale internazionale  permanente contro genocidi, crimini di guerra e contro l&#8217;umanità.</p>
<p>Giunta appunto al suo decimo anno di attività, la Corte è il frutto di 60 anni di battaglie da parte della società civile e delle Nazioni Unite.</p>
<p>Prima della sua nascita, infatti, i reati contro i diritti umani fondamentali erano giudicati da tribunali speciali,  temporanei e operativi in territori ben definiti; nel 1998, con la sua istituzione invece per la prima volta nasceva uno strumento permanente e con giurisdizione su tutti i Paesi.</p>
<p>Qualcosa da rivedere però c&#8217;è ed è la regola per cui lo Statuto della Corte, per diventare vincolante, necessita comunque della firma e della ratifica degli Stati membri delle Nazioni Unite.</p>
]]></content:encoded>
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		<itunes:subtitle>Il 17 luglio di 10 anni fa veniva adottato lo Statuto di Roma, strumento con il quale si istituiva la Corte Penale Internazionale: una pietra ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Il 17 luglio di 10 anni fa veniva adottato lo Statuto di Roma, strumento con il quale si istituiva la Corte Penale Internazionale: una pietra miliare nella salvaguardia dei dirtti umani percheacute; rappresenta il primo tribunale internazionale  permanente contro genocidi, crimini di guerra e contro l'umanitagrave;.

Giunta appunto al suo decimo anno di attivitagrave;, la Corte egrave; il frutto di 60 anni di battaglie da parte della societagrave; civile e delle Nazioni Unite.

Prima della sua nascita, infatti, i reati contro i diritti umani fondamentali erano giudicati da tribunali speciali,  temporanei e operativi in territori ben definiti; nel 1998, con la sua istituzione invece per la prima volta nasceva uno strumento permanente e con giurisdizione su tutti i Paesi.

Qualcosa da rivedere perograve; c'egrave; ed egrave; la regola per cui lo Statuto della Corte, per diventare vincolante, necessita comunque della firma e della ratifica degli Stati membri delle Nazioni Unite.</itunes:summary>
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		<title>Genova 2001: domani richiesta condanne per processo Diaz</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/07/16/genova-2001-domani-richesta-condanne-per-processo-diaz-settimana-di-iniziative-a-genova/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 10:47:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/07/genova_g8.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5218" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/07/genova_g8.jpg" alt="Anti G8 - Genova 2001" width="370" height="247" /></a>In occasione dell&#8217;anniversario del settimo anno dei fatti di Genova 2001, la città ligure si prepara ad ospitare, <a href="http://www.veritagiustizia.it/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.veritagiustizia.it');"><strong>dal 15 al 22 luglio, una settimana di iniziative dedicata alla memoria di quei giorni</strong></a>: una pagina nera nella storia italiana che si sta concludendo altrettanto amaramente.<span id="more-5215"></span></p>
<p>Gli audio:</p>
<p><strong><a href="http://amisnet.org/files/2008/07/genova_2001_commento.mp3" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/downloads/mp3/genova_2001_commento.mp3');">Commento alla sentenza. Lorenzo Guadagnucci del Comitato verità e giustizia per Genova</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://amisnet.org/files/2008/07/genova_2001_processi.mp3" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/downloads/mp3/genova_2001_processi.mp3');">Prossimi appuntamenti giudiziari. L. Guadagnucci </a></strong></p>
<p><strong><a href="http://amisnet.org/files/2008/07/genova_2001_eventi.mp3" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/downloads/mp3/genova_2001_eventi.mp3');">Settimo anniversario dei fatti di Genova 2001. Le iniziative in programma. L. Guadagnucci</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://amisnet.org/files/2008/07/genova_2001_cronistoria.mp3" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/downloads/mp3/genova_2001_cronistoria.mp3');">Una breve cronistoria di quei giorni. L.Guadagnucci</a></strong></p>
<p>Come infatti commentare la sentenza arrivata due giorni fa sui fatti di Bolzaneto, la caserma che nel luglio 2001 ospitava gli arrestati nel corso delle proteste Anti G8? In quel carcere, in quei giorni, si verificarono, da parte degli agenti e del personale sanitario, maltrattamenti fisici e morali a danno dei fermati: nessun reato grave per lo Stato e la giustizia italiana che ha pensato bene di emettere una pena di soli 24 anni in totale, dei 76 e  4 mesi e 20 giorni chiesti dai magistrati genovesi Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati. Dei 45 imputati, solo 15  sono stati condannati, dai 5 mesi ai 5 anni, e 30 assolti. Nessun reato di tortura per loro, ma solo condanne legate ad episodi specifici. La pena pi? pesante ? stata inflitta all&#8217;ispettore della polizia penitenziaria Antonio Biagio Gugliotta, in quei giorni responsabile della sicurezza di Bolzaneto. Per lui cinque anni di carcere. Il reato? Abuso d&#8217;ufficio; solo due anni e 4 mesi invece per Alessandro Perugini, ai tempi vice-capo della Digos di Genova.</p>
<p>Intanto, domani, giovedì 17 luglio, continua anche la vicenda giudiziaria del processo Diaz. I Pm Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini presenteranno la loro rischiesta di condanne per i 29 imputati. Il processo andrà avanti a settembre per poi concludersi definitivamente ad ottobre.  Come per la sentenza di Bolzaneto, anche quella Diaz avrà solo un valore simbolico. Nessuno infatti andrà in carcere visto che da gennaio 2009 queste condanne cadranno grazie all&#8217;indulto e alla prescrizione. Stessa cosa varrà per le violenze degli agenti ai danni dei manifestati della Rete Lilliput di Piazza Manin.  Cosa diversa invece sarà per il processo di appello per i 25 manifestanti, alcuni dei quali accusati di devastazione e saccheggio. Al riguardo, c&#8217;è già stata una sentenza di primo grado nel dicembre scorso ed è l&#8217;unico processo che non finirà in prescrizione. Differentemente dai reati contestati agli agenti, infatti, quelli contestati ai manifestanti sono molto più gravi e quindi non prescrivibili.</p>
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		<title>Acqua: la privatizzazione dietro l&#8217;angolo</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/06/18/acqua-la-privatizzazione-dietro-langolo/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 08:59:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Obbligo di messa a gara per tutti i servizi pubblici locali. In poche parole: via libera alle privatizzazioni anche per acqua e servizio idrico integrato. E&#8217; quanto stabilisce il cosiddetto &#8220;Piano per lo sviluppo&#8221;, una misura che si presenta sotto forma di allegato del Documento di programmazione economico finanziaria (Dpef) e che dovrebbe essere presentato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/06/acqua_rotondon.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5059" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/06/acqua_rotondon.jpg" alt="" width="262" height="259" /></a>Obbligo di messa a gara per tutti i servizi pubblici locali. In poche parole: via libera alle privatizzazioni anche per acqua e servizio idrico integrato. E&#8217; quanto stabilisce il cosiddetto &#8220;Piano per lo sviluppo&#8221;, una misura che si presenta sotto forma di allegato del Documento di programmazione economico finanziaria (Dpef) e che dovrebbe essere presentato oggi 18 giugno al consiglio dei ministri.<span id="more-5058"></span></p>
<p>Non è chiaro ancora se l&#8217;allegato avrà forma di disegno legge o decreto legge o se verrà effettivamente presentato oggi come annunciato da Tremonti. Certo è però che in ogni caso godrebbe del sostegno bipartisan, come ha già rassicurato la ministra ombra Lanzillotta.</p>
<p>A pochi mesi dunque dalla vittoria dei movimennti per l&#8217;acqua con una moratoria che sancisce tutt&#8217;otra, anche se tra violazioni e raggiri, il blocco delle concessioni idriche per un anno, si allontana l&#8217;obiettivo di realizzare una legge vera e propria volta alla pubblicizzazione dell&#8217;acqua, un bene necessario e di tutti che non può essere messo nelle mani di imprenditori ed aziende in quanto regolatore della vita dell&#8217;umanità.</p>
<p class="spip">Non bisogna dunque abbassare la guardia e per questo il Forum italiano dei movimenti per l&#8217;acqua invita a partecipare il 21 giugno ad una <a href="http://www.acquabenecomune.org/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.acquabenecomune.org');">giornata d&#8217;iniziativa, mobilitazione e comunicazione sociale per l&#8217;acqua pubblica.</a><strong> </strong>Sono circa un centinaio le azioni già segnalate.</p>
<p class="spip"><strong>Gli obiettivi della mobilitazione sono:</strong></p>
<p class="spip">&#8220;- l&#8217;immediata discussione e approvazione della legge d&#8217;iniziativa popolare</p>
<p class="spip">- la gestione pubblica del servizio idrico e la lotta alle privatizzazioni</p>
<p class="spip">- la gestione democratica del servizio idrico attraverso la partecipazione dei lavoratori e dei cittadini</p>
<p class="spip">- la tutela e la conservazione della risorsa e la lotta agli inquinamenti</p>
<p class="spip">- la difesa di tutti i beni comuni come diritti e la lotta alle politiche liberiste PERCHE&#8217; SI SCRIVE ACQUA, MA SI LEGGE DEMOCRAZIA FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L?ACQUA&#8221;.</p>
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		<itunes:subtitle>Obbligo di messa a gara per tutti i servizi pubblici locali. In poche parole: via libera alle privatizzazioni anche per acqua e servizio idrico integrato. ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Obbligo di messa a gara per tutti i servizi pubblici locali. In poche parole: via libera alle privatizzazioni anche per acqua e servizio idrico integrato. E' quanto stabilisce il cosiddetto "Piano per lo sviluppo", una misura che si presenta sotto forma di allegato del Documento di programmazione economico finanziaria (Dpef) e che dovrebbe essere presentato oggi 18 giugno al consiglio dei ministri.

Non egrave; chiaro ancora se l'allegato avragrave; forma di disegno legge o decreto legge o se verragrave; effettivamente presentato oggi come annunciato da Tremonti. Certo egrave; perograve; che in ogni caso godrebbe del sostegno bipartisan, come ha giagrave; rassicurato la ministra ombra Lanzillotta.

A pochi mesi dunque dalla vittoria dei movimennti per l'acqua con una moratoria che sancisce tutt'otra, anche se tra violazioni e raggiri, il blocco delle concessioni idriche per un anno, si allontana l'obiettivo di realizzare una legge vera e propria volta alla pubblicizzazione dell'acqua, un bene necessario e di tutti che non puograve; essere messo nelle mani di imprenditori ed aziende in quanto regolatore della vita dell'umanitagrave;.
Non bisogna dunque abbassare la guardia e per questo il Forum italiano dei movimenti per l'acqua invita a partecipare il 21 giugno ad una giornata d'iniziativa, mobilitazione e comunicazione sociale per l'acqua pubblica. Sono circa un centinaio le azioni giagrave; segnalate.
Gli obiettivi della mobilitazione sono:
"- l'immediata discussione e approvazione della legge d'iniziativa popolare
- la gestione pubblica del servizio idrico e la lotta alle privatizzazioni
- la gestione democratica del servizio idrico attraverso la partecipazione dei lavoratori e dei cittadini
- la tutela e la conservazione della risorsa e la lotta agli inquinamenti
- la difesa di tutti i beni comuni come diritti e la lotta alle politiche liberiste PERCHE' SI SCRIVE ACQUA, MA SI LEGGE DEMOCRAZIA FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L?ACQUA".</itunes:summary>
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		<title>Diritti globali: in Italia il lavoro fa più morti della guerra</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/06/17/diritti-globali-in-italia-il-lavoro-fa-piu-morti-della-guerra/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 10:12:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il capitalismo sta devastando il pianeta: disastri ambientali, sempre più poveri e progressiva violazione dei diritti globali. In Italia, questa tendenza negativa si manifesta con i tassi elevatissimi di morti sul lavoro, con stipendi da fame, caro vita e mancato rinnovo dei contratti che portano l&#8217;economia nostrana a puntare ormai sulla capacità di indebitamento degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/06/lavoro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5054" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/06/lavoro.jpg" alt="" width="308" height="302" /></a>Il capitalismo sta devastando il pianeta: disastri ambientali, sempre più poveri e progressiva violazione dei diritti globali. In Italia, questa tendenza negativa si manifesta con i tassi elevatissimi di morti sul lavoro, con stipendi da fame, caro vita e mancato rinnovo dei contratti che portano l&#8217;economia nostrana a puntare ormai sulla capacità di indebitamento degli italiani. Insomma, siamo sempre più poveri anche se abbiamo un lavoro.</p>
<p>E&#8217; quanto emerge dal rapporto del 2008 sui Diritti globali curato dall&#8217;<strong>Associazione SocietàINFormazione</strong> edito dalla <strong><a href="http://www.ediesseonline.it" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.ediesseonline.it');">Casa editrice Ediesse</a>.</strong></p>
<p>Dati alla mano, in un anno sono 260 mln gli nfortuni sul lavoro nel mondo, di cui 350 mila mortali. In Italia, dal 2003 al 2007, le morti banche sono state almeno 6654. Si muore più lavorando nei cantieri, nelle fabbriche o nei campi che nelle zonr di guerra: nello stesso periodo sono stati 4213 i soldati della coalizione internazionale che sono morti in Iraq.</p>
<p>E diminuiscono contemporanemanete anche i diritti. &#8220;Stipendi greci e prezzi tedeschi&#8221;: così viene definita lla nostra condizione nel rapporto. Secondo l&#8217;OCSE, a livello di stipendi, dietro l&#8217;Italia è rimasto solo il Portogallo. Siamo cioè ventitreesimi sui 30 paesi aderenti all&#8217;OCSE e occorre considerare che tre posizioni le abbiamo perse nel giro di soli due anni. Allo stesso tempo, c&#8217;è una crecita accelerata del caro vita. Tra il &#8216;92 e il &#8216;96 i prezzi al consumo sono cresciuti quasi del 49%, quasi il doppo che nei paesi avanzati dell&#8217;Europa come Francia e Germania.</p>
<p>Una combinazione micidiale, quella tra stipendi congelati e caro vita, che unita al mancato rinnovo dei contratti ha allargato in maniera allarmante la fascia di persone povere nel Paese. Adesso ad essere colpito sono anche le persone che hanno un lavoro dipendente.</p>
<p>Questo ha portato ovviamente l&#8217;economia italiana a puntare sulla capacità di indebitameto degli italiani. Il rapporto la definisce &#8220;povertà differita&#8221; e non coinvolge solo l&#8217;acquisto di beni extra o capricci ma anche quello di beni primari come cibo e prima necessità. Tra il 2002 e il 2006 il credito al comsumo è cresciuto dell&#8217;85,6% e questo farà ulteriormente aumentare la povertà in Italia nei prossimi anni. E pensare che già adesso colpisce una famiglia su 5.</p>
<p><strong><a href="http://www.dirittiglobali.it" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.dirittiglobali.it');">Per tutte le informazioni sul rapporto.</a></strong></p>
<p>Una condizione quella denunciata dal rapporto che ha ispirato anche uno <strong>spettacolo teatrale che si terrà il 19 giugno a Milano.</strong></p>
<p>Si intitola <strong>&#8220;Dormono, dormono sulla collina. Morire di lavoro&#8221; ed è promosso dalla Associazione SocietaINFormazione.</strong></p>
<p>Di seguito i dettagli:</p>
<p><span style="font-size: 8pt"><strong><span style="font-family: Verdana;color: #000000"> 19 giugno, Milano</span></strong></span></p>
<p><span style="font-size: 8pt"><strong><span style="font-family: Verdana;color: #000000"><br />
DORMONO, DORMONO SULLA COLLINA<br />
Morire di lavoro<br />
</span></strong> <span style="font-family: Verdana;color: #000000"> uno spettacolo teatrale in occasione  									dell&#8217;uscita del<br />
</span><strong> <span style="font-family: Verdana;color: #000000"> <a href="http://www.ediesseonline.it/asp/libro.asp?id=486" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.ediesseonline.it');"> RAPPORTO SUI DIRITTI GLOBALI 08</a><br />
</span></strong> <span style="font-family: Verdana;color: #000000"> a cura di Associazione SocietàINformazione</span></span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;font-family: Verdana"> <em>Performance teatrale<br />
</em>Con <strong>Gaetano Callegaro</strong>, <strong>Emanuele  									Fortunati</strong>, <strong>Giovanna Rossi</strong>, <strong>Giada Villanova</strong>,<strong> Chiara Mascalzoni </strong><br />
Ideazione e ricerca materiali,<strong> Sergio Segio </strong><br />
Drammaturgia, <strong>Roberto Traverso</strong>,<strong> Antonio Syxty </strong><br />
Regia, <strong>Antonio Syxty </strong><br />
Direzione tecnica, <strong>Fulvio Melli</strong></span></p>
<p>Ingresso libero sino a esaurimento posti</p>
<p>Ore 21<br />
Teatro Litta<br />
Corso Magenta 24 (Metro Cadorna)<br />
<span style="font-size: 8pt;font-family: Verdana"> <em><br />
</em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<itunes:summary>Il capitalismo sta devastando il pianeta: disastri ambientali, sempre piugrave; poveri e progressiva violazione dei diritti globali. In Italia, questa tendenza negativa si manifesta con i tassi elevatissimi di morti sul lavoro, con stipendi da fame, caro vita e mancato rinnovo dei contratti che portano l'economia nostrana a puntare ormai sulla capacitagrave; di indebitamento degli italiani. Insomma, siamo sempre piugrave; poveri anche se abbiamo un lavoro.

E' quanto emerge dal rapporto del 2008 sui Diritti globali curato dall'Associazione Societagrave;INFormazione edito dalla Casa editrice Ediesse.

Dati alla mano, in un anno sono 260 mln gli nfortuni sul lavoro nel mondo, di cui 350 mila mortali. In Italia, dal 2003 al 2007, le morti banche sono state almeno 6654. Si muore piugrave; lavorando nei cantieri, nelle fabbriche o nei campi che nelle zonr di guerra: nello stesso periodo sono stati 4213 i soldati della coalizione internazionale che sono morti in Iraq.

E diminuiscono contemporanemanete anche i diritti. "Stipendi greci e prezzi tedeschi": cosigrave; viene definita lla nostra condizione nel rapporto. Secondo l'OCSE, a livello di stipendi, dietro l'Italia egrave; rimasto solo il Portogallo. Siamo cioegrave; ventitreesimi sui 30 paesi aderenti all'OCSE e occorre considerare che tre posizioni le abbiamo perse nel giro di soli due anni. Allo stesso tempo, c'egrave; una crecita accelerata del caro vita. Tra il '92 e il '96 i prezzi al consumo sono cresciuti quasi del 49%, quasi il doppo che nei paesi avanzati dell'Europa come Francia e Germania.

Una combinazione micidiale, quella tra stipendi congelati e caro vita, che unita al mancato rinnovo dei contratti ha allargato in maniera allarmante la fascia di persone povere nel Paese. Adesso ad essere colpito sono anche le persone che hanno un lavoro dipendente.

Questo ha portato ovviamente l'economia italiana a puntare sulla capacitagrave; di indebitameto degli italiani. Il rapporto la definisce "povertagrave; differita" e non coinvolge solo l'acquisto di beni extra o capricci ma anche quello di beni primari come cibo e prima necessitagrave;. Tra il 2002 e il 2006 il credito al comsumo egrave; cresciuto dell'85,6% e questo faragrave; ulteriormente aumentare la povertagrave; in Italia nei prossimi anni. E pensare che giagrave; adesso colpisce una famiglia su 5.

Per tutte le informazioni sul rapporto.

Una condizione quella denunciata dal rapporto che ha ispirato anche uno spettacolo teatrale che si terragrave; il 19 giugno a Milano.

Si intitola "Dormono, dormono sulla collina. Morire di lavoro" ed egrave; promosso dalla Associazione SocietaINFormazione.

Di seguito i dettagli:

 19 giugno, Milano


DORMONO, DORMONO SULLA COLLINA
Morire di lavoro
  uno spettacolo teatrale in occasione  									dell'uscita del
   RAPPORTO SUI DIRITTI GLOBALI 08
  a cura di Associazione Societagrave;INformazione

 Performance teatrale
Con Gaetano Callegaro, Emanuele  									Fortunati, Giovanna Rossi, Giada Villanova, Chiara Mascalzoni 
Ideazione e ricerca materiali, Sergio Segio 
Drammaturgia, Roberto Traverso, Antonio Syxty 
Regia, Antonio Syxty 
Direzione tecnica, Fulvio Melli

Ingresso libero sino a esaurimento posti

Ore 21
Teatro Litta
Corso Magenta 24 (Metro Cadorna)
 
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		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
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		<title>Un milione i romeni in Italia: importiamo cervelli</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/06/13/un-milione-i-romeni-in-italia-importiamo-cervelli/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 13:03:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono circa un milione i romeni che vivono in Italia: cento volte di più che nel 1990, quando erano solo 8 mila. Sono dunque la comnunità straniera più consistente nel nostro territorio, un quarto del totale, e costituiscono l&#8217;1,3% del nostro PIL.
 Insomma, non potremmo fare a meno di loro considerato anche il fatto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/06/romeni.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5042" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/06/romeni.jpg" alt="" width="265" height="202" /></a><span style="font-family: Times New Roman;font-size: small">S</span><span style="font-family: Times New Roman;font-size: small">ono circa un milione i romeni che vivono in Italia: cento volte di più che nel 1990, quando erano solo 8 </span><span style="font-family: Times New Roman;font-size: small">mila. Sono dunque la comnunità straniera più consistente nel nostro territorio, un quarto del totale, e costituiscono l&#8217;1,3% del nostro PIL.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman;font-size: small"> Insomma, non potremmo fare a meno di loro considerato anche il fatto che sono in media più istruiti di noi. </span></p>
<p><span id="more-5041"></span> E&#8217; quanto emerge dal rapporto della Caritas italiana <span style="font-family: Times New Roman;font-size: small">&#8220;Romania.  Immigrazione e lavoro in Italia. Statistiche, problemi e prospettive&#8221; presentato ieri a Roma.</span></p>
<p>E&#8217; da precisare che il rapporto prende in considerazione la popolazione romena e non solo Rom romena. Quest&#8217;ultima costituisce infatti una minima percentuale del totale: sono solo 50 mila i Rom romeni in Italia.</p>
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		<itunes:subtitle>Sono circa un milione i romeni che vivono in Italia: cento volte di piugrave; che nel 1990, quando erano solo 8 mila. Sono dunque la ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Sono circa un milione i romeni che vivono in Italia: cento volte di piugrave; che nel 1990, quando erano solo 8 mila. Sono dunque la comnunitagrave; straniera piugrave; consistente nel nostro territorio, un quarto del totale, e costituiscono l'1,3% del nostro PIL.

 Insomma, non potremmo fare a meno di loro considerato anche il fatto che sono in media piugrave; istruiti di noi. 

 E' quanto emerge dal rapporto della Caritas italiana "Romania.  Immigrazione e lavoro in Italia. Statistiche, problemi e prospettive" presentato ieri a Roma.

E' da precisare che il rapporto prende in considerazione la popolazione romena e non solo Rom romena. Quest'ultima costituisce infatti una minima percentuale del totale: sono solo 50 mila i Rom romeni in Italia.</itunes:summary>
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		<title>Abiti puliti per le olimpiadi di Pechino</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/06/12/abiti-puliti-per-le-olimpiadi-di-pechino/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 14:36:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AMISnet</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Lavorano in condizioni disumane gli operai che producono gadget e prodotti tessili per le olimpiadi di Pechino 2008. Il rapporto &#8220;Vincere gli ostacoli&#8220;, realizzato da Play Fair Campaign 2008,  attraverso  300 interviste ai lavoratori del settore tessile e del cuoio di Cina, India, Tailandia ed  Indonesia, squarcia il velo sullo sfruttamento cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lavorano in condizioni disumane gli operai che producono gadget e prodotti tessili per le olimpiadi di Pechino 2008. Il rapporto &#8220;<a href="http://www.abitipuliti.org:8080/abitipuliti/doc/Vincere_gli_ostacoli.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.abitipuliti.org:8080');">Vincere gli ostacoli</a>&#8220;, realizzato da Play Fair Campaign 2008,  attraverso  300 interviste ai lavoratori del settore tessile e del cuoio di Cina, India, Tailandia ed  Indonesia, squarcia il velo sullo sfruttamento cui sono sottoposti gli operai: sottopagati, costretti ad orari di lavoro insostenibili e privi di qualunque liberta` sindacale.<br />
  Per portare all&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica italiana il problema e` a Roma in questi giorni Suki Chung, portavoce del <a href="http://www.lac.org.hk/en/index.php" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.lac.org.hk');">Labour Action China</a>, organizzazione cinese che si batte per difendere i diritti dei lavoratori del settore tessile e abbigliamento.</p>
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		<itunes:subtitle>Lavorano in condizioni disumane gli operai che producono gadget e prodotti tessili per le olimpiadi di Pechino 2008. Il rapporto "Vincere gli ostacoli", realizzato da ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Lavorano in condizioni disumane gli operai che producono gadget e prodotti tessili per le olimpiadi di Pechino 2008. Il rapporto "Vincere gli ostacoli", realizzato da Play Fair Campaign 2008,  attraverso  300 interviste ai lavoratori del settore tessile e del cuoio di Cina, India, Tailandia ed  Indonesia, squarcia il velo sullo sfruttamento cui sono sottoposti gli operai: sottopagati, costretti ad orari di lavoro insostenibili e privi di qualunque liberta` sindacale.
  Per portare all'attenzione dell'opinione pubblica italiana il problema e` a Roma in questi giorni Suki Chung, portavoce del Labour Action China, organizzazione cinese che si batte per difendere i diritti dei lavoratori del settore tessile e abbigliamento.</itunes:summary>
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		<title>Bush a Roma: Regina Coeli apre le porte a &#8220;eventuali sobillatori&#8221;</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/06/11/bush-a-roma-regina-coeli-apre-le-porte-a-eventuali-sobillatori/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 08:47:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ultimo tour europeo per il presidente statunitense George W.Bush. Oggi la tappa italiana, e mentre Bush incontra papa Bendetto XVI e Silvio Berlusconi, sfilano nelle vie del centro della capitale i manifestanti contrari alla visita del leader uscente. Contro eventuali sommosse, a Roma è in atto un piano di sicurezza ferreo: diecimila uomini delle forze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimo tour europeo per il presidente statunitense George W.Bush. Oggi la tappa italiana, e mentre Bush incontra papa Bendetto XVI e Silvio Berlusconi, sfilano nelle vie del centro della capitale i manifestanti contrari alla visita del leader uscente. Contro eventuali sommosse, a Roma è in atto un piano di sicurezza ferreo: diecimila uomini delle forze dell&#8217;ordine mobilitati, quartieri blindati, linee degli autobus deviate. Non solo: a sorprendere l&#8217;opinione pubblica, il trasferimento d&#8217;urgenza di 220 detenuti dal carcere trasteverino di Regina Coeli, per fare spazio a eventuali fermati nel corso della visita.</p>
<p>Durante una visita al carcere il 6 giugno scorso, l&#8217;associazione per i diritti dei carcerati &#8220;Antigone&#8221; è venuta a conoscenza del trasferimento di 220 persone dal carcere di Regina Coeli ad altri istituti penitenziari fuori e dentro il Lazio. I 220 sono tutte persone in attesa di una condanna definitiva, e il 50% di loro è straniero.</p>
<p>Il trasferimento di urgenza cade proprio a ridosso della visita di Bush a Roma, e sembra in linea con la linea dura che contraddistingue il piano di sicurezza messo in atto in occasione della visita del presidente uscente. Decine di linee di autobus deviati, i quartieri di Parioli e Monte Mario blindati, il dispiegamento di oltre diecimila uomini tra polizia, carabinieri e vigili urbani, il blocco degli atterraggi e dei decolli di tutte le aerosuperfici secondarie.</p>
<p>&#8220;La decisione preventiva di trasferire tutte queste persone ci preoccupa. Che cosa dovrebbe accadere in questi tre giorni?&#8221;, dice ai nostri microfoni Simona Filippi , di Antigone. Il trasferimento, ricorda l&#8217;associazione, sta creando disagi all&#8217;interno di Regina Coeli, dove persone con tendenze autolesioniste o suicide sono ora costrette a condividere gli stessi spazi. Ai detenuti, per ora, non è stato detto quanto durerà la permanenza nel carcere dove sono stati trasferiti.</p>
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		<itunes:subtitle>Ultimo tour europeo per il presidente statunitense George W.Bush. Oggi la tappa italiana, e mentre Bush incontra papa Bendetto XVI e Silvio Berlusconi, sfilano nelle ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Ultimo tour europeo per il presidente statunitense George W.Bush. Oggi la tappa italiana, e mentre Bush incontra papa Bendetto XVI e Silvio Berlusconi, sfilano nelle vie del centro della capitale i manifestanti contrari alla visita del leader uscente. Contro eventuali sommosse, a Roma egrave; in atto un piano di sicurezza ferreo: diecimila uomini delle forze dell'ordine mobilitati, quartieri blindati, linee degli autobus deviate. Non solo: a sorprendere l'opinione pubblica, il trasferimento d'urgenza di 220 detenuti dal carcere trasteverino di Regina Coeli, per fare spazio a eventuali fermati nel corso della visita.

Durante una visita al carcere il 6 giugno scorso, l'associazione per i diritti dei carcerati "Antigone" egrave; venuta a conoscenza del trasferimento di 220 persone dal carcere di Regina Coeli ad altri istituti penitenziari fuori e dentro il Lazio. I 220 sono tutte persone in attesa di una condanna definitiva, e il 50% di loro egrave; straniero.

Il trasferimento di urgenza cade proprio a ridosso della visita di Bush a Roma, e sembra in linea con la linea dura che contraddistingue il piano di sicurezza messo in atto in occasione della visita del presidente uscente. Decine di linee di autobus deviati, i quartieri di Parioli e Monte Mario blindati, il dispiegamento di oltre diecimila uomini tra polizia, carabinieri e vigili urbani, il blocco degli atterraggi e dei decolli di tutte le aerosuperfici secondarie.

"La decisione preventiva di trasferire tutte queste persone ci preoccupa. Che cosa dovrebbe accadere in questi tre giorni?", dice ai nostri microfoni Simona Filippi , di Antigone. Il trasferimento, ricorda l'associazione, sta creando disagi all'interno di Regina Coeli, dove persone con tendenze autolesioniste o suicide sono ora costrette a condividere gli stessi spazi. Ai detenuti, per ora, non egrave; stato detto quanto dureragrave; la permanenza nel carcere dove sono stati trasferiti.</itunes:summary>
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		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
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		<title>Nucleare: la falsa propaganda dell&#8217;ENEL</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/06/10/nucleare-la-falsa-propaganda-dellenel/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 09:58:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[L&#8217;Italia si guarda indietro e si prepara ad investire miliardi e miliardi di euro in impianti nucleari mai sperimentati, costosi e che faranno lievitare e non diminuire le bollette dei consumatori. In una recente intervista, l&#8217;Amministratore delegato dell&#8217;Enel, Fulvio Conti, ha parlato di 3-3,5 mld di euro a centrale. &#8220;Si tratta di una cifra non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/06/2414544762_8dd3379320.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5021" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/06/2414544762_8dd3379320.jpg" alt="" width="298" height="434" /></a>L&#8217;Italia si guarda indietro e si prepara ad investire miliardi e miliardi di euro in impianti nucleari mai sperimentati, costosi e che faranno lievitare e non diminuire le bollette dei consumatori. In una recente intervista, l&#8217;Amministratore delegato dell&#8217;Enel, Fulvio Conti, ha parlato di 3-3,5 mld di euro a centrale. &#8220;Si tratta di una cifra non vera&#8221;- denunciano le associazioni ambientaliste che invitano a guardare il mercato internazionale per rendersi conto della falsità di tali dichiarazioni.<span id="more-5018"></span> <!--more-->&#8220;Conti dovrebbe essere denunciato per aver introdotto nel dibattito italiano elementi falsi - ha commentato il Responsabile delle Campagne di Greenpeace Giuseppe Onufrio -. Sullo stess tipo di tecnologia, infatti, l&#8217;Amministratore delegato del colosso energetico tedesco Eon ha parlato di costi pari a 5-6 mld di euro, facendo tra l&#8217;altro riferimento ad impianti che verrebbero costruiti in zone già nuclearizzate. Ma non solo, - continua Onufrio - nel  rapporto dell&#8217;agenzia statunitense di rating Moody&#8217;s si parla di cifre quasi triple, 7mld per 1000 Mw, dunque 12-13mld di dollari per una centrale come quella di cui ha parlato Conti&#8221;.</p>
<p>Falsa è anche la notizia che il nucleare ci permetterà di alleggerire le bollette. Lo dimostra il caso USA, dove non ci sono ordinativi da più di 30 anni a causa dei costi eccessivi. Nessuno insomma vuole più investire nel nucleare, nonostante nel 2005 l&#8217;amministrazione Bush abbia introdotto nella normativa incentvi per oltre 18 miliardi di dollari fino al 2011: misura che avrebbe dovuto attirare investimenti ma che si è tradotta nella ancora totale assenza di ordinativi da parte delle imprese. Qualcosa dovrà pur signifare.</p>
<p>Siamo insomma vittime di una vera e propria propaganda che dipinge uno scenario irrealizzabile per permettere agli industriali del settore di soddisfare i propri piani finanziari.</p>
<p>Sono almeno sicuri gli impianti? Falso anche questo. O almeno non si può ancora sapere. Il nuovo reattore francese, non ancora in funzione, non ha infatti precedenti dal punto di vista della quantità della radioattività e potenza impiegata nell&#8217;impianto. Si tratta di una tecnologia che utilizza ossidi misti di uranio e plutonio ed è la prima volta che viene applicata ad un reattore così grande. Insomma, - commenta ancora Onufrio - &#8220;il fatto che sia andata bene con la prima generazione non significa che andrà bene la terza, perché sono impianti diversi la cui sicurezza può essere valutata solo sul campo&#8221;.</p>
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		<itunes:summary>L'Italia si guarda indietro e si prepara ad investire miliardi e miliardi di euro in impianti nucleari mai sperimentati, costosi e che faranno lievitare e non diminuire le bollette dei consumatori. In una recente intervista, l'Amministratore delegato dell'Enel, Fulvio Conti, ha parlato di 3-3,5 mld di euro a centrale. "Si tratta di una cifra non vera"- denunciano le associazioni ambientaliste che invitano a guardare il mercato internazionale per rendersi conto della falsitagrave; di tali dichiarazioni. "Conti dovrebbe essere denunciato per aver introdotto nel dibattito italiano elementi falsi - ha commentato il Responsabile delle Campagne di Greenpeace Giuseppe Onufrio -. Sullo stess tipo di tecnologia, infatti, l'Amministratore delegato del colosso energetico tedesco Eon ha parlato di costi pari a 5-6 mld di euro, facendo tra l'altro riferimento ad impianti che verrebbero costruiti in zone giagrave; nuclearizzate. Ma non solo, - continua Onufrio - nel  rapporto dell'agenzia statunitense di rating Moody's si parla di cifre quasi triple, 7mld per 1000 Mw, dunque 12-13mld di dollari per una centrale come quella di cui ha parlato Conti".

Falsa egrave; anche la notizia che il nucleare ci permetteragrave; di alleggerire le bollette. Lo dimostra il caso USA, dove non ci sono ordinativi da piugrave; di 30 anni a causa dei costi eccessivi. Nessuno insomma vuole piugrave; investire nel nucleare, nonostante nel 2005 l'amministrazione Bush abbia introdotto nella normativa incentvi per oltre 18 miliardi di dollari fino al 2011: misura che avrebbe dovuto attirare investimenti ma che si egrave; tradotta nella ancora totale assenza di ordinativi da parte delle imprese. Qualcosa dovragrave; pur signifare.

Siamo insomma vittime di una vera e propria propaganda che dipinge uno scenario irrealizzabile per permettere agli industriali del settore di soddisfare i propri piani finanziari.

Sono almeno sicuri gli impianti? Falso anche questo. O almeno non si puograve; ancora sapere. Il nuovo reattore francese, non ancora in funzione, non ha infatti precedenti dal punto di vista della quantitagrave; della radioattivitagrave; e potenza impiegata nell'impianto. Si tratta di una tecnologia che utilizza ossidi misti di uranio e plutonio ed egrave; la prima volta che viene applicata ad un reattore cosigrave; grande. Insomma, - commenta ancora Onufrio - "il fatto che sia andata bene con la prima generazione non significa che andragrave; bene la terza, percheacute; sono impianti diversi la cui sicurezza puograve; essere valutata solo sul campo".</itunes:summary>
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		<title>I migranti bloccati in Grecia tra convenzione di Dublino e violazione dei diritti</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 13:19:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
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Sono oltre 12mila le vittime dei viaggi della speranza nelle rotte europee dal 1988 ad oggi. Nel solo mese di maggio, i morti sono stati 112, di cui 102 soltanto nello Stretto di Sicilia. Si tratta ovviamente di numeri inferiori a quelli effettivi visto che spesso i naufragi non vengono mai scoperti.
E&#8217; quanto emerso dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left"><a href="http://amisnet.org/files/2008/06/migranti-02.jpg"><img class="size-medium wp-image-5011 alignleft" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/06/migranti-02.jpg" alt="" width="276" height="187" /></a></p>
<p style="text-align: left">Sono oltre 12mila le vittime dei viaggi della speranza nelle rotte europee dal 1988 ad oggi. Nel solo mese di maggio, i morti sono stati 112, di cui 102 soltanto nello Stretto di Sicilia. Si tratta ovviamente di numeri inferiori a quelli effettivi visto che spesso i naufragi non vengono mai scoperti.</p>
<p style="text-align: left">E&#8217; quanto emerso dal rapporto di Fortress Europe di maggio 2008, in base al quale sono in forte aumentano le persone che percorrono le rotte Turchia-Grecia a causa dei sempre maggiori controlli da parte di Spagna ed Italia.</p>
<p>Iraqueni, somali, afghani, sudanesi, che una volta giunti in Grecia non possono poi più andarsene. Rimangono bloccati ad Atene perché è questo che stabilisce la Convenzione di Dublino, misura che impone alla Grecia di farsi carico di chiunque richieda asilo politico. Il fatto è che la Convenzione non stabilisce in egual modo il rispetto di alcuni diritti fondamentali che dunque vengono negati ai rifugiati.</p>
<p>Esplicativo il caso Patrasso, come si legge dallo stesso rapporto: &#8220;500 afgani costretti a vivere in una baraccopoli tentano ogni notte di nascondersi nei camion che si imbarcano per l&#8217;Italia. Storie di ordinari abusi e impunità. Storie di straordinario razzismo. Mentre in Italia si discute di reato di immigrazione clandestina e a Bruxelles si prepara l&#8217;approvazione definitiva della direttiva rimpatri&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ogni volta che entro in acqua sento l&#8217;angoscia salire allo stomaco. E penso che non sia affatto normale. Avanzo con cautela, in una piccola baia di Samos. Sono scalzo. E ho paura di toccare un cadavere sottacqua. Ho in mente le fotografie che mi hanno mostrato una settimana fa a Lesvos, in Grecia, di due bambini ripescati in mare. Ho in mente i racconti dei pescatori e la cronaca dell&#8217;ultimo mese, che parla di almeno 112 morti sulle rotte per l&#8217;Europa, di cui 102 soltanto nel Canale di Sicilia. Il corpo di una donna ritrovato sulla spiaggia di Maluk, a Lampedusa. Un&#8217;altro cadavere a Pozzallo, in provincia di Siracusa. Uno a Castel Vetrano, a Trapani. I 37 morti a Malta e i 50 a Teboulba, inTunisia. Cadaveri che galleggiano sopra questa grande fossa comune che è diventato il Mediterraneo - almeno 12.180 morti negli ultimi 20 anni -, senza che nulla si sappia delle loro imbarcazioni naufragate. Senza che nulla si sappia di quanti altri passeggeri erano a bordo e quanti siano i dispersi in mare. Come i 21 di Samos, lo scorso 16 maggio, di cui non è rimasta alcuna traccia se non una lettera autografata scritta dall&#8217;unico superstite&#8230;&#8221;</p>
<p style="text-align: left">
<p style="text-align: left"><a href="http://fortresseurope.blogspot.com/" target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/fortresseurope.blogspot.com');"><strong>La versione integrale del rapporto Fortress Europe.</strong></a></p>
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		<itunes:summary>Sono oltre 12mila le vittime dei viaggi della speranza nelle rotte europee dal 1988 ad oggi. Nel solo mese di maggio, i morti sono stati 112, di cui 102 soltanto nello Stretto di Sicilia. Si tratta ovviamente di numeri inferiori a quelli effettivi visto che spesso i naufragi non vengono mai scoperti.
E' quanto emerso dal rapporto di Fortress Europe di maggio 2008, in base al quale sono in forte aumentano le persone che percorrono le rotte Turchia-Grecia a causa dei sempre maggiori controlli da parte di Spagna ed Italia.
Iraqueni, somali, afghani, sudanesi, che una volta giunti in Grecia non possono poi piugrave; andarsene. Rimangono bloccati ad Atene percheacute; egrave; questo che stabilisce la Convenzione di Dublino, misura che impone alla Grecia di farsi carico di chiunque richieda asilo politico. Il fatto egrave; che la Convenzione non stabilisce in egual modo il rispetto di alcuni diritti fondamentali che dunque vengono negati ai rifugiati.

Esplicativo il caso Patrasso, come si legge dallo stesso rapporto: "500 afgani costretti a vivere in una baraccopoli tentano ogni notte di nascondersi nei camion che si imbarcano per l'Italia. Storie di ordinari abusi e impunitagrave;. Storie di straordinario razzismo. Mentre in Italia si discute di reato di immigrazione clandestina e a Bruxelles si prepara l'approvazione definitiva della direttiva rimpatri".

"Ogni volta che entro in acqua sento l'angoscia salire allo stomaco. E penso che non sia affatto normale. Avanzo con cautela, in una piccola baia di Samos. Sono scalzo. E ho paura di toccare un cadavere sottacqua. Ho in mente le fotografie che mi hanno mostrato una settimana fa a Lesvos, in Grecia, di due bambini ripescati in mare. Ho in mente i racconti dei pescatori e la cronaca dell'ultimo mese, che parla di almeno 112 morti sulle rotte per l'Europa, di cui 102 soltanto nel Canale di Sicilia. Il corpo di una donna ritrovato sulla spiaggia di Maluk, a Lampedusa. Un'altro cadavere a Pozzallo, in provincia di Siracusa. Uno a Castel Vetrano, a Trapani. I 37 morti a Malta e i 50 a Teboulba, inTunisia. Cadaveri che galleggiano sopra questa grande fossa comune che egrave; diventato il Mediterraneo - almeno 12.180 morti negli ultimi 20 anni -, senza che nulla si sappia delle loro imbarcazioni naufragate. Senza che nulla si sappia di quanti altri passeggeri erano a bordo e quanti siano i dispersi in mare. Come i 21 di Samos, lo scorso 16 maggio, di cui non egrave; rimasta alcuna traccia se non una lettera autografata scritta dall'unico superstite..."

La versione integrale del rapporto Fortress Europe.</itunes:summary>
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