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	<title>Amisnet &#187; Ambiente</title>
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	<description>Informazione Sociale Quotidiana</description>
	<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 11:55:01 +0000</pubDate>
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		<itunes:keywords>ambiente, conflitti, cooperazione, diritti, economia, politica, informazione sociale</itunes:keywords>
		<itunes:subtitle>Informazione sociale e programmi di approfondimento dalla redazione di AMISnet.</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Amisnet e' un'agenzia radiofonica attiva da oltre 9 anni. La sua principale attivita' consiste nella produzione e la distribuzione di prodotti radiofonici di approfondimento a circa 35 radio italiane. Il podcast e' una selezione quotidiana dei servizi audio distribuiti tramite i siti del network Amisnet.</itunes:summary>
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		<title>Rifiuti: i napoletani lanciano la raccolta differenziata autogestita</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 10:37:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
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Due settimane di raccolta differenziata porta a porta autogestita nel centro sotrico di Napoli: è l&#8217;iniziativa presentata ieri alla stampa dalla Rete Campana Salute e Ambiente per far fronte all&#8217;emergenza rifiuti in Campania. Ai cittadini non piacciono infatti le soluzioni decise da Governo e Bertolaso che sembrano più incontrare gli interessi degli amici imprenditori piuttosto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-5225" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/07/rifiuti_or.jpg" alt="" width="290" height="228" /></p>
<p>Due settimane di raccolta differenziata porta a porta autogestita nel centro sotrico di Napoli: è l&#8217;iniziativa presentata ieri alla stampa dalla Rete Campana Salute e Ambiente per far fronte all&#8217;emergenza rifiuti in Campania. Ai cittadini non piacciono infatti le soluzioni decise da Governo e Bertolaso che sembrano più incontrare gli interessi degli amici imprenditori piuttosto che quelli della comunità.</p>
<p>La raccolta autogestita prenderà il via la settimana prossima senza alcun appoggio da parte delle istituzioni, che hanno addirittura negato l&#8217;autorizzazione all&#8217;allestimeno di tre isole ecologiche all&#8217;interno della città: ce ne sarà solo una in Piazza del Gesù ed è lì che verranno portati i rifiuti. All&#8217;iniziativa hanno aderito circa 1000 famiglie e attività commerciali, il 98% circa dei contattati.</p>
<p>La raccolta differenziata porta a porta è del tutto autorganizzata e funzionerà così: il conferimento dei rifiuti inizierà alle ore 19-20, ora in cui dovrebbe quindi prendere il via la raccolta, terminata la quale i rifiuti verranno portati, con piccoli mezzi affittati per l&#8217;occasione, nell&#8217;isola ecologica di Piazza del Gesù, al centro di Napoli. A quel punto, l&#8217;augurio è che mezzi dell&#8217;azienda preposta o del sottosegretariato del Governo raccolgano i rifiuti per poi smaltirli nella maniera corretta, sotto stretto monitoraggio dei cittadini organizzatori che ne seguiranno tutto il percorso.</p>
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		<itunes:subtitle>Due settimane di raccolta differenziata porta a porta autogestita nel centro sotrico di Napoli: egrave; l'iniziativa presentata ieri alla stampa dalla Rete Campana Salute e ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Due settimane di raccolta differenziata porta a porta autogestita nel centro sotrico di Napoli: egrave; l'iniziativa presentata ieri alla stampa dalla Rete Campana Salute e Ambiente per far fronte all'emergenza rifiuti in Campania. Ai cittadini non piacciono infatti le soluzioni decise da Governo e Bertolaso che sembrano piugrave; incontrare gli interessi degli amici imprenditori piuttosto che quelli della comunitagrave;.

La raccolta autogestita prenderagrave; il via la settimana prossima senza alcun appoggio da parte delle istituzioni, che hanno addirittura negato l'autorizzazione all'allestimeno di tre isole ecologiche all'interno della cittagrave;: ce ne saragrave; solo una in Piazza del Gesugrave; ed egrave; ligrave; che verranno portati i rifiuti. All'iniziativa hanno aderito circa 1000 famiglie e attivitagrave; commerciali, il 98% circa dei contattati.

La raccolta differenziata porta a porta egrave; del tutto autorganizzata e funzioneragrave; cosigrave;: il conferimento dei rifiuti inizieragrave; alle ore 19-20, ora in cui dovrebbe quindi prendere il via la raccolta, terminata la quale i rifiuti verranno portati, con piccoli mezzi affittati per l'occasione, nell'isola ecologica di Piazza del Gesugrave;, al centro di Napoli. A quel punto, l'augurio egrave; che mezzi dell'azienda preposta o del sottosegretariato del Governo raccolgano i rifiuti per poi smaltirli nella maniera corretta, sotto stretto monitoraggio dei cittadini organizzatori che ne seguiranno tutto il percorso.</itunes:summary>
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		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
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		<title>A Serre arrivano anche le &#8220;ecoballe&#8221;</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/07/14/a-serre-arrivano-anche-le-ecoballe/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 13:37:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Comprensorio militare del Comune di Serre diventerà un sito di stoccaggio di &#8220;ecoballe&#8221;. Questa la comunicazione del Sottosegretario Guido Bertolaso che sta facendo tremare la comunità di Serre, già sconvolta dalle misure previste dalla nuova legge sull&#8217;emergenza rifiuti. L&#8217;ex-decreto, approvato il 9 luglio in Senato, prevede l&#8217;ampliamento della discarica di Macchia Soprana e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comprensorio militare del Comune di Serre diventerà un sito di stoccaggio di &#8220;ecoballe&#8221;. Questa la comunicazione del Sottosegretario Guido Bertolaso che sta facendo tremare la comunità di Serre, già sconvolta dalle misure previste dalla nuova legge sull&#8217;emergenza rifiuti. <span id="more-5213"></span>L&#8217;ex-decreto, approvato il 9 luglio in Senato, prevede l&#8217;ampliamento della discarica di Macchia Soprana e la costruzione di un invaso a Valle della Masseria. Proprio quei provvedimenti che erano stati bloccati grazie alle lotte che l&#8217;anno passato hanno scosso Serre e dintorni.<br />
La legge prevede un sottosegretario di Stato che coordina le operazioni per superare il periodo di emergenza e che ha pieni poteri: potra&#8217; procedere a espropri per la pubblica uitlita&#8217; e chiedere l&#8217;impiego delle Forze Armate. Quest&#8217;uomo sarà Guido Bertolaso, già capi della protezione civile. Le aree degli impianit - discariche e termovalorizzatori - diventano di interesse strategicoe alla loro protezione e vigilanza verranno impiegate le Forze Armate con funzioni di agenti di pubblica sicurezza.<br />
Ci sara&#8217; il carcere per chi promuove le proteste (fino a 5 anni), per chi intralcia la gestione dei rifiuti (1 anno), per chi cerca di entrare abusivamente nei siti o ostacolo i lavori (da 3 mesi a 1 anno). Le discariche individuate sono 10: Savigano Irpino (Av), Sant&#8217;Arcangelo Trimonte (Bn), due a Terzigno (Na), Andreatta (Av), Santa Maria La Fossa (Ce), Torrione (Ce), due a Serre (Sa) e la cava di Chiaiano (Na).<br />
E tra le norme introdotte anche il &#8216;prestito&#8217; che lo Stato fa alla Campania per superare l&#8217;emergenza rifiuti: ovvero, la Campania, (ma anche una qualsiasi regione dove ci sia lo stato di emergenza) restituira&#8217; i soldi spesi per l&#8217;emergenza, sotto forma di minori trasferimenti da parte dello Stato con la definizione di un decreto del ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze.</p>
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		<title>Acqua: la privatizzazione dietro l&#8217;angolo</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/06/18/acqua-la-privatizzazione-dietro-langolo/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 08:59:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Obbligo di messa a gara per tutti i servizi pubblici locali. In poche parole: via libera alle privatizzazioni anche per acqua e servizio idrico integrato. E&#8217; quanto stabilisce il cosiddetto &#8220;Piano per lo sviluppo&#8221;, una misura che si presenta sotto forma di allegato del Documento di programmazione economico finanziaria (Dpef) e che dovrebbe essere presentato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/06/acqua_rotondon.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5059" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/06/acqua_rotondon.jpg" alt="" width="262" height="259" /></a>Obbligo di messa a gara per tutti i servizi pubblici locali. In poche parole: via libera alle privatizzazioni anche per acqua e servizio idrico integrato. E&#8217; quanto stabilisce il cosiddetto &#8220;Piano per lo sviluppo&#8221;, una misura che si presenta sotto forma di allegato del Documento di programmazione economico finanziaria (Dpef) e che dovrebbe essere presentato oggi 18 giugno al consiglio dei ministri.<span id="more-5058"></span></p>
<p>Non è chiaro ancora se l&#8217;allegato avrà forma di disegno legge o decreto legge o se verrà effettivamente presentato oggi come annunciato da Tremonti. Certo è però che in ogni caso godrebbe del sostegno bipartisan, come ha già rassicurato la ministra ombra Lanzillotta.</p>
<p>A pochi mesi dunque dalla vittoria dei movimennti per l&#8217;acqua con una moratoria che sancisce tutt&#8217;otra, anche se tra violazioni e raggiri, il blocco delle concessioni idriche per un anno, si allontana l&#8217;obiettivo di realizzare una legge vera e propria volta alla pubblicizzazione dell&#8217;acqua, un bene necessario e di tutti che non può essere messo nelle mani di imprenditori ed aziende in quanto regolatore della vita dell&#8217;umanità.</p>
<p class="spip">Non bisogna dunque abbassare la guardia e per questo il Forum italiano dei movimenti per l&#8217;acqua invita a partecipare il 21 giugno ad una <a href="http://www.acquabenecomune.org/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.acquabenecomune.org');">giornata d&#8217;iniziativa, mobilitazione e comunicazione sociale per l&#8217;acqua pubblica.</a><strong> </strong>Sono circa un centinaio le azioni già segnalate.</p>
<p class="spip"><strong>Gli obiettivi della mobilitazione sono:</strong></p>
<p class="spip">&#8220;- l&#8217;immediata discussione e approvazione della legge d&#8217;iniziativa popolare</p>
<p class="spip">- la gestione pubblica del servizio idrico e la lotta alle privatizzazioni</p>
<p class="spip">- la gestione democratica del servizio idrico attraverso la partecipazione dei lavoratori e dei cittadini</p>
<p class="spip">- la tutela e la conservazione della risorsa e la lotta agli inquinamenti</p>
<p class="spip">- la difesa di tutti i beni comuni come diritti e la lotta alle politiche liberiste PERCHE&#8217; SI SCRIVE ACQUA, MA SI LEGGE DEMOCRAZIA FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L?ACQUA&#8221;.</p>
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		<itunes:subtitle>Obbligo di messa a gara per tutti i servizi pubblici locali. In poche parole: via libera alle privatizzazioni anche per acqua e servizio idrico integrato. ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Obbligo di messa a gara per tutti i servizi pubblici locali. In poche parole: via libera alle privatizzazioni anche per acqua e servizio idrico integrato. E' quanto stabilisce il cosiddetto "Piano per lo sviluppo", una misura che si presenta sotto forma di allegato del Documento di programmazione economico finanziaria (Dpef) e che dovrebbe essere presentato oggi 18 giugno al consiglio dei ministri.

Non egrave; chiaro ancora se l'allegato avragrave; forma di disegno legge o decreto legge o se verragrave; effettivamente presentato oggi come annunciato da Tremonti. Certo egrave; perograve; che in ogni caso godrebbe del sostegno bipartisan, come ha giagrave; rassicurato la ministra ombra Lanzillotta.

A pochi mesi dunque dalla vittoria dei movimennti per l'acqua con una moratoria che sancisce tutt'otra, anche se tra violazioni e raggiri, il blocco delle concessioni idriche per un anno, si allontana l'obiettivo di realizzare una legge vera e propria volta alla pubblicizzazione dell'acqua, un bene necessario e di tutti che non puograve; essere messo nelle mani di imprenditori ed aziende in quanto regolatore della vita dell'umanitagrave;.
Non bisogna dunque abbassare la guardia e per questo il Forum italiano dei movimenti per l'acqua invita a partecipare il 21 giugno ad una giornata d'iniziativa, mobilitazione e comunicazione sociale per l'acqua pubblica. Sono circa un centinaio le azioni giagrave; segnalate.
Gli obiettivi della mobilitazione sono:
"- l'immediata discussione e approvazione della legge d'iniziativa popolare
- la gestione pubblica del servizio idrico e la lotta alle privatizzazioni
- la gestione democratica del servizio idrico attraverso la partecipazione dei lavoratori e dei cittadini
- la tutela e la conservazione della risorsa e la lotta agli inquinamenti
- la difesa di tutti i beni comuni come diritti e la lotta alle politiche liberiste PERCHE' SI SCRIVE ACQUA, MA SI LEGGE DEMOCRAZIA FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L?ACQUA".</itunes:summary>
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		<title>Nucleare: la falsa propaganda dell&#8217;ENEL</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/06/10/nucleare-la-falsa-propaganda-dellenel/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 09:58:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[L&#8217;Italia si guarda indietro e si prepara ad investire miliardi e miliardi di euro in impianti nucleari mai sperimentati, costosi e che faranno lievitare e non diminuire le bollette dei consumatori. In una recente intervista, l&#8217;Amministratore delegato dell&#8217;Enel, Fulvio Conti, ha parlato di 3-3,5 mld di euro a centrale. &#8220;Si tratta di una cifra non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/06/2414544762_8dd3379320.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5021" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/06/2414544762_8dd3379320.jpg" alt="" width="298" height="434" /></a>L&#8217;Italia si guarda indietro e si prepara ad investire miliardi e miliardi di euro in impianti nucleari mai sperimentati, costosi e che faranno lievitare e non diminuire le bollette dei consumatori. In una recente intervista, l&#8217;Amministratore delegato dell&#8217;Enel, Fulvio Conti, ha parlato di 3-3,5 mld di euro a centrale. &#8220;Si tratta di una cifra non vera&#8221;- denunciano le associazioni ambientaliste che invitano a guardare il mercato internazionale per rendersi conto della falsità di tali dichiarazioni.<span id="more-5018"></span> <!--more-->&#8220;Conti dovrebbe essere denunciato per aver introdotto nel dibattito italiano elementi falsi - ha commentato il Responsabile delle Campagne di Greenpeace Giuseppe Onufrio -. Sullo stess tipo di tecnologia, infatti, l&#8217;Amministratore delegato del colosso energetico tedesco Eon ha parlato di costi pari a 5-6 mld di euro, facendo tra l&#8217;altro riferimento ad impianti che verrebbero costruiti in zone già nuclearizzate. Ma non solo, - continua Onufrio - nel  rapporto dell&#8217;agenzia statunitense di rating Moody&#8217;s si parla di cifre quasi triple, 7mld per 1000 Mw, dunque 12-13mld di dollari per una centrale come quella di cui ha parlato Conti&#8221;.</p>
<p>Falsa è anche la notizia che il nucleare ci permetterà di alleggerire le bollette. Lo dimostra il caso USA, dove non ci sono ordinativi da più di 30 anni a causa dei costi eccessivi. Nessuno insomma vuole più investire nel nucleare, nonostante nel 2005 l&#8217;amministrazione Bush abbia introdotto nella normativa incentvi per oltre 18 miliardi di dollari fino al 2011: misura che avrebbe dovuto attirare investimenti ma che si è tradotta nella ancora totale assenza di ordinativi da parte delle imprese. Qualcosa dovrà pur signifare.</p>
<p>Siamo insomma vittime di una vera e propria propaganda che dipinge uno scenario irrealizzabile per permettere agli industriali del settore di soddisfare i propri piani finanziari.</p>
<p>Sono almeno sicuri gli impianti? Falso anche questo. O almeno non si può ancora sapere. Il nuovo reattore francese, non ancora in funzione, non ha infatti precedenti dal punto di vista della quantità della radioattività e potenza impiegata nell&#8217;impianto. Si tratta di una tecnologia che utilizza ossidi misti di uranio e plutonio ed è la prima volta che viene applicata ad un reattore così grande. Insomma, - commenta ancora Onufrio - &#8220;il fatto che sia andata bene con la prima generazione non significa che andrà bene la terza, perché sono impianti diversi la cui sicurezza può essere valutata solo sul campo&#8221;.</p>
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		<itunes:subtitle>L'Italia si guarda indietro e si prepara ad investire miliardi e miliardi di euro in impianti nucleari mai sperimentati, costosi e che faranno lievitare e ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>L'Italia si guarda indietro e si prepara ad investire miliardi e miliardi di euro in impianti nucleari mai sperimentati, costosi e che faranno lievitare e non diminuire le bollette dei consumatori. In una recente intervista, l'Amministratore delegato dell'Enel, Fulvio Conti, ha parlato di 3-3,5 mld di euro a centrale. "Si tratta di una cifra non vera"- denunciano le associazioni ambientaliste che invitano a guardare il mercato internazionale per rendersi conto della falsitagrave; di tali dichiarazioni. "Conti dovrebbe essere denunciato per aver introdotto nel dibattito italiano elementi falsi - ha commentato il Responsabile delle Campagne di Greenpeace Giuseppe Onufrio -. Sullo stess tipo di tecnologia, infatti, l'Amministratore delegato del colosso energetico tedesco Eon ha parlato di costi pari a 5-6 mld di euro, facendo tra l'altro riferimento ad impianti che verrebbero costruiti in zone giagrave; nuclearizzate. Ma non solo, - continua Onufrio - nel  rapporto dell'agenzia statunitense di rating Moody's si parla di cifre quasi triple, 7mld per 1000 Mw, dunque 12-13mld di dollari per una centrale come quella di cui ha parlato Conti".

Falsa egrave; anche la notizia che il nucleare ci permetteragrave; di alleggerire le bollette. Lo dimostra il caso USA, dove non ci sono ordinativi da piugrave; di 30 anni a causa dei costi eccessivi. Nessuno insomma vuole piugrave; investire nel nucleare, nonostante nel 2005 l'amministrazione Bush abbia introdotto nella normativa incentvi per oltre 18 miliardi di dollari fino al 2011: misura che avrebbe dovuto attirare investimenti ma che si egrave; tradotta nella ancora totale assenza di ordinativi da parte delle imprese. Qualcosa dovragrave; pur signifare.

Siamo insomma vittime di una vera e propria propaganda che dipinge uno scenario irrealizzabile per permettere agli industriali del settore di soddisfare i propri piani finanziari.

Sono almeno sicuri gli impianti? Falso anche questo. O almeno non si puograve; ancora sapere. Il nuovo reattore francese, non ancora in funzione, non ha infatti precedenti dal punto di vista della quantitagrave; della radioattivitagrave; e potenza impiegata nell'impianto. Si tratta di una tecnologia che utilizza ossidi misti di uranio e plutonio ed egrave; la prima volta che viene applicata ad un reattore cosigrave; grande. Insomma, - commenta ancora Onufrio - "il fatto che sia andata bene con la prima generazione non significa che andragrave; bene la terza, percheacute; sono impianti diversi la cui sicurezza puograve; essere valutata solo sul campo".</itunes:summary>
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		<title>7 giugno: le proposte per salvare il clima in Marcia a Milano</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/06/04/7-giugno-le-proposte-per-salvare-il-clima-in-marcia-a-milano/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 14:23:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un vasto cartello di associazioni ambientaliste e non, sindacati ed enti locali si sono date appuntamento a Milano per una &#8220;Marcia peril Clima&#8221;. Lo scopo e` quello di fare pressione per invertire la tendenza del nostro paese, che continua ad aumentare consumi energetici ed emissioni di CO2, attraverso proposte concrete, buone pratiche e un cambio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un vasto cartello di associazioni ambientaliste e non, sindacati ed enti locali si sono date appuntamento a Milano per una &#8220;Marcia peril Clima&#8221;. Lo scopo e` quello di fare pressione per invertire la tendenza del nostro paese, che continua ad aumentare consumi energetici ed emissioni di CO2, attraverso proposte concrete, buone pratiche e un cambio culturale ormai improcrastinabile.</p>
<p><span id="more-4983"></span></p>
<p>Una ambientalismo che non vuole essere scambiato per il partito dei &#8220;NO&#8221; o quello contrario al progresso, ma vuole piuttosto valorizzare l&#8217;innovazione e la creativita` dimostrata da esperienze virtuose che si stanno sviluppando dal basso anche nel nostro paese. Secondo gli organizzatori non rispettare la direttiva europea  del 20-20-20 (20% riduzione di emissioni di CO2, 20% incremento efficienza energetica, 20% incremento utilizzo fonti rinnovabili), insieme alle multe per i ritardi su Kyoto, possono avere effetti pesanti sulla nostra economia e marginalizzare il ruolo dell&#8217; Italia anche tra i partners europei.</p>
<p>Lungo il percorso della marcia ci saranno &#8220;piazze tematiche&#8221; con spazi informativi, mostre ed esempi di proposte pratiche per la riduzione di consumi ed emissioni. Dalle 17 al tramonto suoneranno un sound system completamente alimentato ad energia solare DJ SUN SET con Frankie Hi Nrg, Dub Sync di Madaski e Bunna, Dj Filo, Vito War</p>
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		<itunes:summary>Un vasto cartello di associazioni ambientaliste e non, sindacati ed enti locali si sono date appuntamento a Milano per una "Marcia peril Clima". Lo scopo e` quello di fare pressione per invertire la tendenza del nostro paese, che continua ad aumentare consumi energetici ed emissioni di CO2, attraverso proposte concrete, buone pratiche e un cambio culturale ormai improcrastinabile.



Una ambientalismo che non vuole essere scambiato per il partito dei "NO" o quello contrario al progresso, ma vuole piuttosto valorizzare l'innovazione e la creativita` dimostrata da esperienze virtuose che si stanno sviluppando dal basso anche nel nostro paese. Secondo gli organizzatori non rispettare la direttiva europea  del 20-20-20 (20% riduzione di emissioni di CO2, 20% incremento efficienza energetica, 20% incremento utilizzo fonti rinnovabili), insieme alle multe per i ritardi su Kyoto, possono avere effetti pesanti sulla nostra economia e marginalizzare il ruolo dell' Italia anche tra i partners europei.

Lungo il percorso della marcia ci saranno "piazze tematiche" con spazi informativi, mostre ed esempi di proposte pratiche per la riduzione di consumi ed emissioni. Dalle 17 al tramonto suoneranno un sound system completamente alimentato ad energia solare DJ SUN SET con Frankie Hi Nrg, Dub Sync di Madaski e Bunna, Dj Filo, Vito War</itunes:summary>
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		<title>A Lussemburgo si protesta contro la BEI</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/06/03/a-lussemburgo-si-protesta-contro-la-bei/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 11:34:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AMISnet</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Una trentina di attivisti da tutta Europa si sono trovati oggi davanti la sede della Banca Europea degli Investimenti, a Lussemburgo, per protestare contro le attività poco sostenibili di questo istituto. Si tratta di una mobilitazione internazionale promossa dal network europeo che monitora l’attività della banca, colpevole di utilizzare soldi pubblici per realizzare opere che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/06/eib_agm_demo_04.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4990" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/06/eib_agm_demo_04.jpg" alt="" /></a>Una trentina di attivisti da tutta Europa si sono trovati oggi davanti la sede della Banca Europea degli Investimenti, a Lussemburgo, per protestare contro le attività poco sostenibili di questo istituto. Si tratta di una mobilitazione internazionale promossa dal network europeo che monitora l’attività della banca, colpevole di utilizzare soldi pubblici per realizzare opere che hanno impatti sociali ed ambientali devastanti, soprattutto per le popolazioni delle aree del Sud del mondo in cui le stesse vengono realizzate.</p>
<p>La protesta, che è inziata ieri e si concluderà oggi, coincide volontariamente con il festeggiamento dei 50 anni della Banca Europea, fondata nel 1958 con il trattato di Roma.</p>
<p>Tra le realtà italiane che partecipano all’iniziativa a Lussemburgo: la Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Binario Etico e il Sirvizio civile internazionale.</p>
<p><a href="http://amisnet.org/agenzia/2008/05/30/i-50-anni-poco-sostenibili-della-bei/" target="_blank"><strong>Clicca qui per approfondimenti sulle attività della BEI.<br />
</strong></a></p>
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		<itunes:summary>Una trentina di attivisti da tutta Europa si sono trovati oggi davanti la sede della Banca Europea degli Investimenti, a Lussemburgo, per protestare contro le attivitagrave; poco sostenibili di questo istituto. Si tratta di una mobilitazione internazionale promossa dal network europeo che monitora lrsquo;attivitagrave; della banca, colpevole di utilizzare soldi pubblici per realizzare opere che hanno impatti sociali ed ambientali devastanti, soprattutto per le popolazioni delle aree del Sud del mondo in cui le stesse vengono realizzate.

La protesta, che egrave; inziata ieri e si concluderagrave; oggi, coincide volontariamente con il festeggiamento dei 50 anni della Banca Europea, fondata nel 1958 con il trattato di Roma.

Tra le realtagrave; italiane che partecipano allrsquo;iniziativa a Lussemburgo: la Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Binario Etico e il Sirvizio civile internazionale.

Clicca qui per approfondimenti sulle attivitagrave; della BEI.
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		<title>I 50 anni poco sostenibili della Bei</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/05/30/i-50-anni-poco-sostenibili-della-bei/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 May 2008 08:17:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Cocco</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Grandi festeggiamenti a Lussemburgo per i 50 anni della Banca europea degli investimenti (BEI). Fondata nel 1958 con il trattato di Roma, l&#8217;istituzione ha raggiunto un volume di affari di gran lunga superiore a quello della Banca Mondiale, garantendo, solo nel 2006, prestiti per oltre 53 miliardi di euro. Soldi pubblici in gran parte, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/05/23500977.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4975" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/05/23500977.jpg" alt="" width="232" height="171" /></a>Grandi festeggiamenti a Lussemburgo per i 50 anni della Banca europea degli investimenti (BEI). Fondata nel 1958 con il trattato di Roma, l&#8217;istituzione ha raggiunto un volume di affari di gran lunga superiore a quello della Banca Mondiale, garantendo, solo nel 2006, prestiti per oltre 53 miliardi di euro. Soldi pubblici in gran parte, che vengono spesso usati senza prendere in considerazione gli impatti sociali e ambientali delle opere che contribuiscono a realizzare.</p>
<p><span id="more-4973"></span></p>
<p>A cominciare dai cambiamenti climatici. Secondo un rapporto pubblicato nel 2007 dal gruppo di lavoro europeo Bankwatch, solo nel settore aviazione la EIB avrebbe causato un aumento delle emissioni climalteranti pari a 41,15 milioni di tonnellate di CO2. Un colpo di spugna alle politiche sul clima intraprese dall&#8217;Unione europea che si è tradotto nel finanziamento di compagnie aeree, aeroporti, autostrade ai danni delle politiche sostenibili. Non meno dannose le grandi opere finanziate dalla Banca nel sud del mondo. E&#8217; il caso delle miniere di rame di Mopani in Zambia, dove i ripetuti problemi ambientali hanno portato recentemente al ricovero per avvelenamento di oltre 800 persone. E&#8217; anche il caso della miniera di Tenke Fungurume, il più ricco sito di cobalto e rame al mondo aggiudicato a un&#8217;impresa occidentale con un contratto stipulato in tempo di guerra civile e successivamente giudicato dubbio da una commissione indipendente. Unica insieme al Fondo monetario internazionale a non aver mai adottato principi ambientali e sui diritti umani vincolanti, la Bei prosegue nel suo cammino, assicurando di fare il possibile per proteggere le popolazioni locali e l&#8217;ambiente. Non è andata così nemmeno nel caso di <a href="http://amisnet.org/agenzia/2008/03/25/etiopia-i-punti-oscuri-della-megadiga-gibe-iii/">GIBE III</a> la gigantesca diga etiopica la cui costruzione è affidata all&#8217;italiana Salini, senza alcuna gara d&#8217;appalto. Se completata l&#8217;opera metterà in grave pericolo le migliaia di persone residenti, che per lo più vivono di un&#8217;agricoltura di sussistenza e che non potranno comunque trarre alcun beneficio dalla diga in quanto l&#8217;energia prodotta sarà esportata.</p>
<p>Il 2 e 3 giugno a ricordare tutto questo, con il rischio di rendere meno piacevoli i festeggiamenti della BEI, sarà una manifestazione internazionale promossa dal network europeo che monitora l&#8217;attività della banca. Tra le realtà italiane che partecipano all&#8217;iniziativa a Lussemburgo: la Campagna per la Riforma della Banca Mondiale e il Sirvizio civile internazionale.</p>
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		<itunes:subtitle>Grandi festeggiamenti a Lussemburgo per i 50 anni della Banca europea degli investimenti (BEI). Fondata nel 1958 con il trattato di Roma, l'istituzione ha raggiunto ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Grandi festeggiamenti a Lussemburgo per i 50 anni della Banca europea degli investimenti (BEI). Fondata nel 1958 con il trattato di Roma, l'istituzione ha raggiunto un volume di affari di gran lunga superiore a quello della Banca Mondiale, garantendo, solo nel 2006, prestiti per oltre 53 miliardi di euro. Soldi pubblici in gran parte, che vengono spesso usati senza prendere in considerazione gli impatti sociali e ambientali delle opere che contribuiscono a realizzare.



A cominciare dai cambiamenti climatici. Secondo un rapporto pubblicato nel 2007 dal gruppo di lavoro europeo Bankwatch, solo nel settore aviazione la EIB avrebbe causato un aumento delle emissioni climalteranti pari a 41,15 milioni di tonnellate di CO2. Un colpo di spugna alle politiche sul clima intraprese dall'Unione europea che si egrave; tradotto nel finanziamento di compagnie aeree, aeroporti, autostrade ai danni delle politiche sostenibili. Non meno dannose le grandi opere finanziate dalla Banca nel sud del mondo. E' il caso delle miniere di rame di Mopani in Zambia, dove i ripetuti problemi ambientali hanno portato recentemente al ricovero per avvelenamento di oltre 800 persone. E' anche il caso della miniera di Tenke Fungurume, il piugrave; ricco sito di cobalto e rame al mondo aggiudicato a un'impresa occidentale con un contratto stipulato in tempo di guerra civile e successivamente giudicato dubbio da una commissione indipendente. Unica insieme al Fondo monetario internazionale a non aver mai adottato principi ambientali e sui diritti umani vincolanti, la Bei prosegue nel suo cammino, assicurando di fare il possibile per proteggere le popolazioni locali e l'ambiente. Non egrave; andata cosigrave; nemmeno nel caso di GIBE III la gigantesca diga etiopica la cui costruzione egrave; affidata all'italiana Salini, senza alcuna gara d'appalto. Se completata l'opera metteragrave; in grave pericolo le migliaia di persone residenti, che per lo piugrave; vivono di un'agricoltura di sussistenza e che non potranno comunque trarre alcun beneficio dalla diga in quanto l'energia prodotta saragrave; esportata.

Il 2 e 3 giugno a ricordare tutto questo, con il rischio di rendere meno piacevoli i festeggiamenti della BEI, saragrave; una manifestazione internazionale promossa dal network europeo che monitora l'attivitagrave; della banca. Tra le realtagrave; italiane che partecipano all'iniziativa a Lussemburgo: la Campagna per la Riforma della Banca Mondiale e il Sirvizio civile internazionale.</itunes:summary>
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		<title>Il nucleare non serve all&#8217;Italia</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/05/29/il-nucleare-non-serve-allitalia/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 May 2008 10:11:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Cocco</dc:creator>
		
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&#8220;Il nucleare non è sicuro, non è economico ed è controproducente per la lotta ai cambiamenti climatici&#8221;. Per ribadire tutti i NO al ritorno dell&#8217;energia dell&#8217;atomo in Italia, Greenpeace, Legambiente e WWF hanno reso pubblico un dossier congiunto su &#8220;tutte le verità sulle menzogne del nucleare&#8221;. A distanza di 21 anni dal referendum che ripudiò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: left"><span style="font-size: 12pt;font-family:"><span style="color: #000000"><a href="http://amisnet.org/files/2008/05/080303190649.jpg"></a></span></span></div>
<p><span style="font-size: 12pt;font-family:"></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman"><a href="http://amisnet.org/files/2008/05/080303190649.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4981" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/05/080303190649.jpg" alt="" width="246" height="213" /></a>&#8220;Il nucleare non è sicuro, non è economico ed è controproducente per la lotta ai cambiamenti climatici&#8221;. Per ribadire tutti i NO al ritorno dell&#8217;energia dell&#8217;atomo in Italia, Greenpeace, Legambiente e WWF hanno reso pubblico un dossier congiunto su &#8220;tutte le verità sulle menzogne del nucleare&#8221;. A distanza di 21 anni dal referendum che ripudiò l&#8217;opzione nucleare attraverso il noto referendum, le associazioni ambientaliste smontano la tesi secondo cui la tecnologia è oramai sicura e conveniente oltre ad essere l&#8217;unica soluzione per ridurre i gas a effetto serra. A parte ribadire il problema irrisolto delle scorie nucleari e gli elevati rischi umani e ambientali in caso di incidente, le tre associazioni rivelano, conti alla mano, come il nucleare rappresenterebbe una spesa esorbitante e anti economica per il paese, da scaricare in buona parte sulle spalle dei contribuenti. &#8220;La campagna mediatica rilanciata con grande forza da Scajola&#8221; si legge nel dossier &#8220;è costruita su bugie, conti fasulli e favole&#8221;. La realtà esposta in tutti gli studi internazionali, assicurano invece Greenpeace, Legambiente e WWF, mostra come l’energia nucleare sia la fonte più costosa e meno competitiva, tant’é che persino l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) prevede una riduzione del peso dell&#8217;atomo nella produzione elettrica dei prossimi anni. Gli esempi concreti di come si tratti di un pessimo affare li offrono gli ultimi esperimenti azzardati nella costruzione di nuove centrali. &#8220;La Finlandia è oggi l&#8217;unico paese che sta ritentando la strada dell&#8217;atomo dopo la liberalizzazione del mercato dell&#8217;energia&#8221; sottolinea Stefano Ciafani di Legambiente. &#8220;Qui la costruzione del reattore EPR si sta rivelando un salasso per i contribuenti. I costi sono già aumentati del 25% e secondo le grandi industriali del paese, ciò si tradurrà in un aumento in bolletta di 3 miliardi di euro da spalmare sui contribuenti nei prossimi 5 anni&#8221;. </span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;font-family:"></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">A chi conviene il nucleare allora? Anche su questo punto le associazioni non hanno dubbi: ai gruppi industriali che sanno di poter guadagnare dagli enormi investimenti necessari al rilancio dell&#8217;atomo civile: Enel, Endesa e Ansaldo nucleare. </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;font-family:"><span style="color: #000000"><span style="color: #000000"> </span></span></span></p>
<div><span style="font-size: 12pt;font-family:"><span style="color: #000000"></p>
<div><span style="font-size: 12pt;font-family:"><span style="color: #000000"></p>
<div><span style="font-size: 12pt;font-family:"><span style="color: #000000"></p>
<div><span style="font-size: 12pt;font-family:"><span style="color: #000000"><span style="color: #000000"> </span></span></span></div>
<p></span></span></div>
<p></span></span></div>
<p></span></span></div>
<p><span style="font-size: 12pt;font-family:"><span style="color: #000000"><span style="font-size: 12pt;font-family:"><span style="color: #000000"><span style="font-size: 12pt;font-family:"><span style="color: #000000"><span style="font-size: 12pt;font-family:"><span style="color: #000000"><span style="color: #000000"> </span></span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"> </span></p>
<p><span style="color: #000000"> </span></p>
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		<itunes:summary>"Il nucleare non egrave; sicuro, non egrave; economico ed egrave; controproducente per la lotta ai cambiamenti climatici". Per ribadire tutti i NO al ritorno dell'energia dell'atomo in Italia, Greenpeace, Legambiente e WWF hanno reso pubblico un dossier congiunto su "tutte le veritagrave; sulle menzogne del nucleare". A distanza di 21 anni dal referendum che ripudiograve; l'opzione nucleare attraverso il noto referendum, le associazioni ambientaliste smontano la tesi secondo cui la tecnologia egrave; oramai sicura e conveniente oltre ad essere l'unica soluzione per ridurre i gas a effetto serra. A parte ribadire il problema irrisolto delle scorie nucleari e gli elevati rischi umani e ambientali in caso di incidente, le tre associazioni rivelano, conti alla mano, come il nucleare rappresenterebbe una spesa esorbitante e anti economica per il paese, da scaricare in buona parte sulle spalle dei contribuenti. "La campagna mediatica rilanciata con grande forza da Scajola" si legge nel dossier "egrave; costruita su bugie, conti fasulli e favole". La realtagrave; esposta in tutti gli studi internazionali, assicurano invece Greenpeace, Legambiente e WWF, mostra come lrsquo;energia nucleare sia la fonte piugrave; costosa e meno competitiva, tantrsquo;eacute; che persino lrsquo;Agenzia internazionale per lrsquo;energia atomica (Aiea) prevede una riduzione del peso dell'atomo nella produzione elettrica dei prossimi anni. Gli esempi concreti di come si tratti di un pessimo affare li offrono gli ultimi esperimenti azzardati nella costruzione di nuove centrali. "La Finlandia egrave; oggi l'unico paese che sta ritentando la strada dell'atomo dopo la liberalizzazione del mercato dell'energia" sottolinea Stefano Ciafani di Legambiente. "Qui la costruzione del reattore EPR si sta rivelando un salasso per i contribuenti. I costi sono giagrave; aumentati del 25% e secondo le grandi industriali del paese, ciograve; si tradurragrave; in un aumento in bolletta di 3 miliardi di euro da spalmare sui contribuenti nei prossimi 5 anni". 

A chi conviene il nucleare allora? Anche su questo punto le associazioni non hanno dubbi: ai gruppi industriali che sanno di poter guadagnare dagli enormi investimenti necessari al rilancio dell'atomo civile: Enel, Endesa e Ansaldo nucleare. 
 



 



 

 

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		<itunes:keywords>Ambiente</itunes:keywords>
		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
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		<title>Rifiuti Campania: la raccolta differenziata come vera soluzione rapida, salutare e conveniente</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/05/27/rifiuti-campania-la-raccolta-differenziata-come-vera-soluzione-rapida-salutare-e-conveniente/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 May 2008 10:11:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[La raccolta differenziata porta a porta è la vera soluzione all&#8217;emergenza rifiuti in Campania: è rapida (ci snon esempi di comuni che in due mesi sono riusciti a riciclare fino al 65%-70% di rifiuti), conveniente, salutare e riduce la quantità di rifiuti prodotta attraverso un&#8217;educazione culturale del cittadino. Stando ad una ricerca dell&#8217;Istituto scientifico e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/05/inceneritori_salute_g.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-4967" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/05/inceneritori_salute_g.gif" alt="" /></a>La raccolta differenziata porta a porta è la vera soluzione all&#8217;emergenza rifiuti in Campania: è rapida (ci snon esempi di comuni che in due mesi sono riusciti a riciclare fino al 65%-70% di rifiuti), conveniente, salutare e riduce la quantità di rifiuti prodotta attraverso un&#8217;educazione culturale del cittadino. Stando ad una ricerca dell&#8217;Istituto scientifico e di ricerca di Faenza, infatti, la raccolta differenziata domiciliare permette la realizzazione di tre obiettivi: riduzione del 15% della produzione dei rfitiui, aumento del ricorso alla differenziazione e riduzione del 15 % dei costi perché tutto ciò che viene raccolto viene recuperato e dunque acquisisce valore. Inoltre, è una grande risorsa di lavoro e risorse per i territori che la attuano.  <span id="more-4966"></span></p>
<p>Insomma, porre la questione emergenza rifiuti proponendo come unica alternativa quella delle discariche e degli inceneritori rischia di affossare i comuni risolvendo parzialemnte il problema dei rifiuti e generando in cambio mille altre questioni.</p>
<p>Nonostante i dati scientifici dimostrino questo, però, è la politica dell&#8217;inceneritore e delle discariche a prevalere nella società civile. <strong>Gli interessi degli imprenditori del rifiuto bruciato, con l&#8217;aiuto delle istituzioni, stanno dunque riuscendo nell&#8217;intento di far credere ai cittadini che le lotte dei comitati locali siano ingiustificate e politiche.</strong> Bruciare scarti per loro è un business. In Germania, in cui non ci sono più rifiuti grazie al successo della differenziazione, infatti, pur di non chudere gli inceneritori e dunque continuare a far soldi, vengono bruciati i rifiuti provenienti dalla Campania.</p>
<p>Insomma, l&#8217;inceneritore e le discariche sono una politica fallimentare che in futuro accrescerà i problemi dei comuni che dovranno far fronte ad inquinamento, problemi sanitari, camorra.  A dimostrarlo il fatto che sempre più città al mondo scelgono la via della raccolta differenziata, abbandonando quella malsana degli incenerutori, partendo dalla considerazione che il rifiuto può anche essere una risorsa per i territori. Al contrario, gli incenertori inquinano e non risolvono,  rilasciando quantità di polveri sottili e pesanti nell&#8217;aria tale da moltiplicare i casi di tumore in bambini ed adulti delle zone limitrofe.</p>
<p>La vera soluzione a tutto questo, quindi, è la presa di consapevolezza e criticità da parte della società civile che deve dunque non subire, così come dimostrato in questi giorni, la demagogia delle istituzioni politiche ma semmai prendere posizioni in seguito a proprie ricerche basate su dati scinetifici e non mediante le parole dei politici che hanno chiaramente interessi economici su inceneritori e discariche.</p>
<p><strong><a href="http://amisnet.org/agenzia/2008/05/23/rifiuti-campania-5-discariche-4-inceneritori-e-arresto-per-chi-si-oppone/">Clicca qui per approfondimenti sull&#8217;efficacia della raccolta differenziata ed il perché non si fa (Cip6 e  gli imprenditori dell&#8217;inceneritore).</a></strong></p>
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		<itunes:summary>La raccolta differenziata porta a porta egrave; la vera soluzione all'emergenza rifiuti in Campania: egrave; rapida (ci snon esempi di comuni che in due mesi sono riusciti a riciclare fino al 65%-70% di rifiuti), conveniente, salutare e riduce la quantitagrave; di rifiuti prodotta attraverso un'educazione culturale del cittadino. Stando ad una ricerca dell'Istituto scientifico e di ricerca di Faenza, infatti, la raccolta differenziata domiciliare permette la realizzazione di tre obiettivi: riduzione del 15% della produzione dei rfitiui, aumento del ricorso alla differenziazione e riduzione del 15 % dei costi percheacute; tutto ciograve; che viene raccolto viene recuperato e dunque acquisisce valore. Inoltre, egrave; una grande risorsa di lavoro e risorse per i territori che la attuano.  

Insomma, porre la questione emergenza rifiuti proponendo come unica alternativa quella delle discariche e degli inceneritori rischia di affossare i comuni risolvendo parzialemnte il problema dei rifiuti e generando in cambio mille altre questioni.

Nonostante i dati scientifici dimostrino questo, perograve;, egrave; la politica dell'inceneritore e delle discariche a prevalere nella societagrave; civile. Gli interessi degli imprenditori del rifiuto bruciato, con l'aiuto delle istituzioni, stanno dunque riuscendo nell'intento di far credere ai cittadini che le lotte dei comitati locali siano ingiustificate e politiche. Bruciare scarti per loro egrave; un business. In Germania, in cui non ci sono piugrave; rifiuti grazie al successo della differenziazione, infatti, pur di non chudere gli inceneritori e dunque continuare a far soldi, vengono bruciati i rifiuti provenienti dalla Campania.

Insomma, l'inceneritore e le discariche sono una politica fallimentare che in futuro accresceragrave; i problemi dei comuni che dovranno far fronte ad inquinamento, problemi sanitari, camorra.  A dimostrarlo il fatto che sempre piugrave; cittagrave; al mondo scelgono la via della raccolta differenziata, abbandonando quella malsana degli incenerutori, partendo dalla considerazione che il rifiuto puograve; anche essere una risorsa per i territori. Al contrario, gli incenertori inquinano e non risolvono,  rilasciando quantitagrave; di polveri sottili e pesanti nell'aria tale da moltiplicare i casi di tumore in bambini ed adulti delle zone limitrofe.

La vera soluzione a tutto questo, quindi, egrave; la presa di consapevolezza e criticitagrave; da parte della societagrave; civile che deve dunque non subire, cosigrave; come dimostrato in questi giorni, la demagogia delle istituzioni politiche ma semmai prendere posizioni in seguito a proprie ricerche basate su dati scinetifici e non mediante le parole dei politici che hanno chiaramente interessi economici su inceneritori e discariche.

Clicca qui per approfondimenti sull'efficacia della raccolta differenziata ed il percheacute; non si fa (Cip6 e  gli imprenditori dell'inceneritore).</itunes:summary>
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		<title>Chiaiano: proseguono le assemblee del presidio nelle 24 ore di tregua stabilite da Bertolaso e comuni</title>
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		<pubDate>Mon, 26 May 2008 14:12:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Reduce da un&#8217;assemblea durata tutta la notte, il presidio di Chiaiano dà appuntamento stasera per un altro incontro dal quale uscirà la decisione di togliere o meno i blocchi e dunque lasciar passare i tecnici che dovranno valutare l&#8217;idoneità della cava, nel parco delle colline, dove si prevede la realizzazione della discarica in cui scaricare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left"><a href="http://amisnet.org/files/2008/05/300408chiaiano.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4965" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/05/300408chiaiano.jpg" alt="" /></a>Reduce da un&#8217;assemblea durata tutta la notte, il presidio di Chiaiano dà appuntamento stasera per un altro incontro dal quale uscirà la decisione di togliere o meno i blocchi e dunque lasciar passare i tecnici che dovranno valutare l&#8217;idoneità della cava, nel parco delle colline, dove si prevede la realizzazione della discarica in cui scaricare 700mila tonnellate di rifiuti.  Per il momento la situazione è ferma anche a livello istituzionale in seguito all&#8217;intesa raggiunta ieri, in prefettura a Napoli, tra il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Guido Bertolaso, e i sindaci e gli amministratori dei comuni e della municipalità di Chiaiano. Nell&#8217;incontro era stata fissata una tregua di 24 ore al fine di calmare gli animi prima appunto dell&#8217;avvio dei rilievi.</p>
<p>Oggi i comuni indicheranno i rispettivi rappresentanti al tavolo tecnico, ricordando però che accetteranno una collaborazione solo se all&#8217;interno del sito per i carotaggi entreranno soltanto mezzi civili.</p>
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		<itunes:summary>Reduce da un'assemblea durata tutta la notte, il presidio di Chiaiano dagrave; appuntamento stasera per un altro incontro dal quale usciragrave; la decisione di togliere o meno i blocchi e dunque lasciar passare i tecnici che dovranno valutare l'idoneitagrave; della cava, nel parco delle colline, dove si prevede la realizzazione della discarica in cui scaricare 700mila tonnellate di rifiuti.  Per il momento la situazione egrave; ferma anche a livello istituzionale in seguito all'intesa raggiunta ieri, in prefettura a Napoli, tra il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Guido Bertolaso, e i sindaci e gli amministratori dei comuni e della municipalitagrave; di Chiaiano. Nell'incontro era stata fissata una tregua di 24 ore al fine di calmare gli animi prima appunto dell'avvio dei rilievi.
Oggi i comuni indicheranno i rispettivi rappresentanti al tavolo tecnico, ricordando perograve; che accetteranno una collaborazione solo se all'interno del sito per i carotaggi entreranno soltanto mezzi civili.</itunes:summary>
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