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	<title>Amisnet &#187; Cop 15</title>
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		<itunes:keywords>ambiente, conflitti, cooperazione, diritti, economia, politica, informazione sociale</itunes:keywords>
		<itunes:subtitle>Informazione sociale e programmi di approfondimento dalla redazione di AMISnet.</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Amisnet e' un'agenzia radiofonica attiva da oltre 9 anni. La sua principale attivita' consiste nella produzione e la distribuzione di prodotti radiofonici di approfondimento a circa 35 radio italiane. Il podcast e' una selezione quotidiana dei servizi audio distribuiti tramite i siti del network Amisnet.</itunes:summary>
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		<title>Il Green New Deal: a patto di salvaguardare il profitto</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 11:20:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Diasio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Un nuovo New Deal di Roosveltiana memoria, che possa prendere spunto dalle crisi in atto e rilanciare l&#8217;economia partendo da nuovi paradigmi. Questa l&#8217;idea di fondo lanciata questa mattina, lunedi 14 dicembre, in uno dei seminari che affollano le sale del Klima Forum dove i delegati da tutto il mondo prendono parte agli scambi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un nuovo New Deal di Roosveltiana memoria, che possa prendere spunto dalle crisi in atto e rilanciare l&#8217;economia partendo da nuovi paradigmi. Questa l&#8217;idea di fondo lanciata questa mattina, lunedi 14 dicembre, in uno dei seminari che affollano le sale del Klima Forum dove i delegati da tutto il mondo prendono parte agli scambi di idee e soluzioni viabili per invertire lattuale tendenza sul cambio climatico.</p>
<p>E&#8217; la stessa UNEP (United Nations Environment Programme), il programma delle Nazioni Unite sull&#8217;ambiente , a riconoscere che le diverse crisi in atto (finanziaria, petrolifera, alimentare, dell&#8217;acqua e infine anche del clima) richiedono una soluzione globale e coerente. In una vecchia concezione avallata dal sistema d&#8217;informazione, l&#8217;economia e&#8217; sempre stata dipinta in contraddizione con l&#8217;ecologia. Il nuovo paradigma riparte proprio da qui, dalla ricerca di una qualche forma di armonia tra economia e ecologia, dove i prodotti verdi possono rappresentare la modalita&#8217; di sviluppo di nuovi mercati e crescita.</p>
<p>Prodotti verdi sì dunque, a patto di salvaguardare il profitto che, secondo i relatori, continuera&#8217; a essere l&#8217;unico motore che possa trainare questo diverso modello di sviluppo. Un modello in cui la decrescita non e&#8217; piu&#8217; tabu&#8217;, e che dovrebbe vedere un incremento della produzione e distribuzione locali, una promozione della sovranita&#8217; energetica al livello nazionale e una autonomia politica soprattutto dei governi piu&#8217; deboli<span style="text-decoration: underline">.</span></p>
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		<title>Copenhagen: citta&#8217; degli arresti preventivi</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 10:47:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Diasio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cop 15]]></category>

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100.000, 400, 180. Questi i numeri della grande manifestazione che ha attraversato le vie di Copenaghen per chiedere giustizia climatica. 100.000 le persone che hanno marciato pacificamente, 400 le persone arrestate, 180 centimetri la statura media di un poliziotto danese.

Iniziato intorno alle 13.00 di fronte al Parlamento, il corteo si è dipanato tranquillamente fino al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">100.000, 400, 180. Questi i numeri della grande manifestazione che ha attraversato le vie di Copenaghen per chiedere giustizia climatica. 100.000 le persone che hanno marciato pacificamente, 400 le persone arrestate, 180 centimetri la statura media di un poliziotto danese.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Iniziato intorno alle 13.00 di fronte al Parlamento, il corteo si è dipanato tranquillamente fino al Bella Centre, la sede ufficiale dei negoziati in corso. Un corteo estremamente colorato e “diverso” che ha vissuto qualche momento di tensione quando -appena partito- il black block ha dato vita al consueto quanto poco fantasioso attacco alla polizia che ha avuto come unico risultato quello di spezzare la manifestazione in due. E&#8217; forse questa la ragione che ha spinto le forze dell&#8217;ordine a accerchiare successivamente il gruppo e mettere in atto un vero e proprio arresto di massa, quasi un rastrellamento verso tutti coloro vestiti di nero, che ha coinvolto chiunque si trovasse in quella parte di corteo (tra cui un gruppo di trozkisti svedesi). Una tattica peraltro già vista dalla polizia tedesca durante il summit del G8 di Rostock nel 2007. A fine serata le cifre ufficiali parlano di 913 fermi. Quasi tutte le persone sono state già rimesse in libertà, solo 13 rimangono ancora in stato di fermo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">“Sono mesi che ci esercitiamo”, ha dichiarato candidamente il portavoce della polizia danese Fleming Steen Munch. Anche il Parlamento evidentemente: recentemente, ha varato una nuova legislazione che permette alle forze dell&#8217;ordine di fermare le persone per un periodo di tempo più esteso, che puo&#8217; arrivare fino a 40 giorni se ci fosse resistenza all&#8217;arresto stesso. Anche le persone non partecipanti alle azioni di protesta, ma che si trovano nella stessa zona, possono essere fermate.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">La manifestazione è stata comunque un successo, non solo di numeri a anche per la grande diversità di sigle, organizzazioni, lingue e colori che la hanno attraversata. Aperta dai movimenti indigeni, si sono viti sfilare tutti i grandi movimenti internazionali che a 10 anni da Seattle lasciano intravedere un rilancio globale del movimento. L&#8217;augurio è che qualche eco sia arrivata al summit ufficiale e che ne abbia quantomeno mitigato..il clima.</p>
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		<title>Don&#8217;t buy the lie 01: dentro e fuori i &#8220;palazzi del clima&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 19:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AMISnet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cop 15]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[La prima puntata di &#8220;Don&#8217;t buy the lie&#8221;. Da Copenhagen, il programma di Amisnet in collaborazione con l&#8217;Associazione Mondiale delle Radio Comunitarie (Amarc) per una settimana approfondira&#8217; le tematiche piu&#8217; scottanti riguardanti l&#8217;ambiente e i cambiamenti climatici.
In questa trasmissione, un quadro generale del negoziato che si sta cercando di raggiungere al forum ufficiale del Bela [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La prima puntata di &#8220;Don&#8217;t buy the lie&#8221;. Da Copenhagen, il programma di Amisnet in collaborazione con l&#8217;Associazione Mondiale delle Radio Comunitarie (Amarc) per una settimana approfondira&#8217; le tematiche piu&#8217; scottanti riguardanti l&#8217;ambiente e i cambiamenti climatici.</p>
<p>In questa trasmissione, un quadro generale del negoziato che si sta cercando di raggiungere al forum ufficiale del Bela Center, un aggiornamento su quello che sta accadendo al vertice dei &#8220;grandi&#8221; e uno sguardo alle proteste di piazza.</p>
<p>Ospiti della puntata: Elena Gerebizza, Campagna della Riforma della Banca Mondiale</p>
<p>In redazione: Andrea Cocco, Francesco Diasio, Marzia Coronati</p>
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