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	<title>Amisnet &#187; Allacciando Alternative</title>
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	<description>Informazione Sociale Quotidiana</description>
	<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 11:55:01 +0000</pubDate>
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		<category>News &amp; Politics</category>
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		<itunes:keywords>ambiente, conflitti, cooperazione, diritti, economia, politica, informazione sociale</itunes:keywords>
		<itunes:subtitle>Informazione sociale e programmi di approfondimento dalla redazione di AMISnet.</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Amisnet e' un'agenzia radiofonica attiva da oltre 9 anni. La sua principale attivita' consiste nella produzione e la distribuzione di prodotti radiofonici di approfondimento a circa 35 radio italiane. Il podcast e' una selezione quotidiana dei servizi audio distribuiti tramite i siti del network Amisnet.</itunes:summary>
		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
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			<title>Amisnet</title>
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		<title>Enlazando Alternativas 3: ultimo giorno di lavori</title>
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		<pubDate>Fri, 16 May 2008 17:35:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ultimo giorno d Enlazando Alternativas 3, l&#8221;incontro dei popoli che per tre giorni ha unito America Latina e Europa in un unico spazio. Il Tribunale dei popoli, dopo avere ascoltato le denunce contro venti multinazionali europee impiantate in America Latina, rendera&#8217; pubblica la dichiarazione finale. Mentre la Telecom blocca i conti dell&#8217;impresa di telecomuncazione nazionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimo giorno d Enlazando Alternativas 3, l&#8221;incontro dei popoli che per tre giorni ha unito America Latina e Europa in un unico spazio. Il Tribunale dei popoli, dopo avere ascoltato le denunce contro venti multinazionali europee impiantate in America Latina, rendera&#8217; pubblica la dichiarazione finale. Mentre la Telecom blocca i conti dell&#8217;impresa di telecomuncazione nazionale boliviana Entel.</p>
<p>Ospiti della puntata: Roberto Sensi, Campagna Riforma Banca Mondiale</p>
<p>Francesco Martone, membro Tribunale Permanente dei Popoli</p>
<p>Sara&#8217;consegnato anche all&#8217;Onu il documento finale stilato dal Tribunale Permanente dei popoli che durante i tre giorni di Cumbre de los Pueblos ha ascoltato testimonianze di denuncia nei confronti di venti multinazionali europee. Il testo sara&#8217; reso pubblico nel primo pomeriggio all&#8217;Universita&#8217; di Ingegneria di Lima.<br />
Tra le imprese giudicate, l&#8217;italiana Telecom. Proprio in questi giorni la Telecom ha richiesto al Ciadi - centro di risoluzione delle controversie relative agli investimenti appartenente al sistema della Banca Mondiale - un risarcimento milionario per i rischi agli investimenti rappresentati dalle politiche del presidente boliviano Evo Morales. L&#8217;impresa italiana aveva acquistato il 50% delle azioni dell&#8217;impresa nazionale Entel durante l&#8217;ondata di privatizzazioni portate avanti dal governo di Sanchez de Lozada, ma l&#8217;anno scorso e&#8217;stata rinazionalizzata dal governo Morales. Oggi la Telecom chiede circa sessanta milioni di dollari di indennizzo, e intanto la Sovraintendenza delle Banche  congela i conti della boliviana Entel.<br />
La Bolivia pero&#8217; non si piega, e si rifiuta di eleggere il giudice che gli spetta all&#8217;interno dal Ciadi, dal momento che la nazione andina aveva annunciato sei mesi fa di voler ritirarsi dal Tribunale.</p>
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		<itunes:summary>Ultimo giorno d Enlazando Alternativas 3, l''incontro dei popoli che per tre giorni ha unito America Latina e Europa in un unico spazio. Il Tribunale dei popoli, dopo avere ascoltato le denunce contro venti multinazionali europee impiantate in America Latina, rendera' pubblica la dichiarazione finale. Mentre la Telecom blocca i conti dell'impresa di telecomuncazione nazionale boliviana Entel.

Ospiti della puntata: Roberto Sensi, Campagna Riforma Banca Mondiale

Francesco Martone, membro Tribunale Permanente dei Popoli

Sara'consegnato anche all'Onu il documento finale stilato dal Tribunale Permanente dei popoli che durante i tre giorni di Cumbre de los Pueblos ha ascoltato testimonianze di denuncia nei confronti di venti multinazionali europee. Il testo sara' reso pubblico nel primo pomeriggio all'Universita' di Ingegneria di Lima.
Tra le imprese giudicate, l'italiana Telecom. Proprio in questi giorni la Telecom ha richiesto al Ciadi - centro di risoluzione delle controversie relative agli investimenti appartenente al sistema della Banca Mondiale - un risarcimento milionario per i rischi agli investimenti rappresentati dalle politiche del presidente boliviano Evo Morales. L'impresa italiana aveva acquistato il 50% delle azioni dell'impresa nazionale Entel durante l'ondata di privatizzazioni portate avanti dal governo di Sanchez de Lozada, ma l'anno scorso e'stata rinazionalizzata dal governo Morales. Oggi la Telecom chiede circa sessanta milioni di dollari di indennizzo, e intanto la Sovraintendenza delle Banche  congela i conti della boliviana Entel.
La Bolivia pero' non si piega, e si rifiuta di eleggere il giudice che gli spetta all'interno dal Ciadi, dal momento che la nazione andina aveva annunciato sei mesi fa di voler ritirarsi dal Tribunale.</itunes:summary>
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		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
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		<title>Enlazando Alternativas: uno speciale sui migranti</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/05/15/enlazando-streaming-2-per-marzia/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 May 2008 15:50:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In questa seconda puntata di Enlazando Radio da la Cumbre de los Pueblos di Lima, uno speciale sulle tematiche migratorie. Frontiere esternalizzate, difficolta&#8217; di accesso al mondo del lavoro, centri di permanenza temporanea. La trasmissione fa parte di un palinsesto di 24 ore al giorno plurilingue trasmesso in streaming dal Foro delle radio (www.forumderadios.fm).
Ospiti della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questa seconda puntata di Enlazando Radio da la Cumbre de los Pueblos di Lima, uno speciale sulle tematiche migratorie. Frontiere esternalizzate, difficolta&#8217; di accesso al mondo del lavoro, centri di permanenza temporanea. La trasmissione fa parte di un palinsesto di 24 ore al giorno plurilingue trasmesso in streaming dal Foro delle radio (<a href="http://www.forumderadios.fm" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.forumderadios.fm');">www.forumderadios.fm</a>).</p>
<p>Ospiti della puntata:</p>
<p>Emilio Perucci, Centri Servizi Immigrazione</p>
<p>Matteo Dean, giornalista free-lance</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;text-align: justify"><span style="font-size: 11pt;font-family: Arial">La frontiera europea, lo sappiamo, è una &#8220;frontiera assassina&#8221;, solo per darvi alcuni dati sono <span> </span>6000 i morti tra 1998 e 2007 nel tentativo di arrivare alla fortezza europa, 8000 i persi nel mare, 1100 i persi nel deserto, ultima la tragedia della barca di senegalesi che pochi giorni fa, il 28 di aprile, è stata attaccata dalla polizia marocchina: 30 migranti sono morti, tra cui una donna in cinta e due neonati.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;text-align: justify"><span style="font-size: 11pt;font-family: Arial">Difficolta´anche nel mondo del lavoro: uno tra tutti, il caso dei boliviani in Brasile: il 60% dei 300 mila boliviani che vivono in questo paese sono senza documenti. Sono reclutati dalla Bolivia con la promessa di uno stipendio di 500 dollari al mese quando in verità ne guadagnano 60 o al massimo 100. Sono confinati nelle grandi città, nelle fabbriche, 18 ore di lavoro al giorno, le condizioni pericolose in cui lavorano, la precarietà, l&#8217;impossibilità di rivendicare i propri diritti: questa la realtà dei lavoratori boliviani che lavorano soprattutto all&#8217;interno di imprese di confezionamento di vestiti di alta moda.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;text-align: justify"><span style="font-size: 11pt;font-family: Arial"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;text-align: justify"><span style="font-size: 11pt;font-family: Arial">Importante anche la questione dell’accoglienza e dei cosiddetti cpt, i centri di permanenza temporanea. E’ notizia di queste ultime settimane la decisione di trasformare questi<span> </span>centri di prima accoglienza in centri di detenzione: in attesa del processo che dovrà essere celebrato con rito di direttissimo, gli stranieri arrivati senza permesso saranno rinchiusi nelle strutture finora utilizzate per la prima accoglienza. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;text-align: justify"><span style="font-size: 11pt;font-family: Arial"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;text-align: justify"><span style="font-size: 11pt;font-family: Arial">Gli incontri di questi giorni sul tema dei migranti sono stati un&#8217;occasione per confrontarsi su situazioni simili in diversi stati del mondo. Mauricio Tamburini, sindacalista argentino che vive in Barcellona, riporta il caso dei lavoratori rumeni e bulgari in Spagna, che lavarano in nero, una questione che in Italia è più attuale che mai.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;text-align: justify"><span style="font-size: 11pt;font-family: Arial"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;text-align: justify"><span style="font-size: 11pt;font-family: Arial"> </span></p>
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		<itunes:subtitle>In questa seconda puntata di Enlazando Radio da la Cumbre de los Pueblos di Lima, uno speciale sulle tematiche migratorie. Frontiere esternalizzate, difficolta' di accesso ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>In questa seconda puntata di Enlazando Radio da la Cumbre de los Pueblos di Lima, uno speciale sulle tematiche migratorie. Frontiere esternalizzate, difficolta' di accesso al mondo del lavoro, centri di permanenza temporanea. La trasmissione fa parte di un palinsesto di 24 ore al giorno plurilingue trasmesso in streaming dal Foro delle radio (www.forumderadios.fm).

Ospiti della puntata:

Emilio Perucci, Centri Servizi Immigrazione

Matteo Dean, giornalista free-lance
La frontiera europea, lo sappiamo, egrave; una "frontiera assassina", solo per darvi alcuni dati sono  6000 i morti tra 1998 e 2007 nel tentativo di arrivare alla fortezza europa, 8000 i persi nel mare, 1100 i persi nel deserto, ultima la tragedia della barca di senegalesi che pochi giorni fa, il 28 di aprile, egrave; stata attaccata dalla polizia marocchina: 30 migranti sono morti, tra cui una donna in cinta e due neonati.
Difficoltaacute;anche nel mondo del lavoro: uno tra tutti, il caso dei boliviani in Brasile: il 60% dei 300 mila boliviani che vivono in questo paese sono senza documenti. Sono reclutati dalla Bolivia con la promessa di uno stipendio di 500 dollari al mese quando in veritagrave; ne guadagnano 60 o al massimo 100. Sono confinati nelle grandi cittagrave;, nelle fabbriche, 18 ore di lavoro al giorno, le condizioni pericolose in cui lavorano, la precarietagrave;, l'impossibilitagrave; di rivendicare i propri diritti: questa la realtagrave; dei lavoratori boliviani che lavorano soprattutto all'interno di imprese di confezionamento di vestiti di alta moda.
 
Importante anche la questione dellrsquo;accoglienza e dei cosiddetti cpt, i centri di permanenza temporanea. Ersquo; notizia di queste ultime settimane la decisione di trasformare questi centri di prima accoglienza in centri di detenzione: in attesa del processo che dovragrave; essere celebrato con rito di direttissimo, gli stranieri arrivati senza permesso saranno rinchiusi nelle strutture finora utilizzate per la prima accoglienza. 
 
Gli incontri di questi giorni sul tema dei migranti sono stati un'occasione per confrontarsi su situazioni simili in diversi stati del mondo. Mauricio Tamburini, sindacalista argentino che vive in Barcellona, riporta il caso dei lavoratori rumeni e bulgari in Spagna, che lavarano in nero, una questione che in Italia egrave; piugrave; attuale che mai.
 
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		<title>Domani la sentenza contro 20 multinazionali europee</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/05/15/domani-la-sentenza-contro-20-multinazionali-europee/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 May 2008 09:47:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Cocco</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Sono venti le multinazionali europee che verranno giudicate durante la sessione speciale del tribunale permanente dei popoli in atto in questi giorni a Lima. Dalla anglo-olandese Shell, alla compagnia finlandese Botnia, passando per la spagnola Repsol, le imprese del vecchio continente dovranno rispondere dei danni prodotti dalle loro attività in America Latina. Nei giorni scorsi una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/05/20080409_enlazando_logo21.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4912" src="http://amisnet.org/files/2008/05/20080409_enlazando_logo21.jpg" alt="" /></a>Sono venti le multinazionali europee che verranno giudicate durante la sessione speciale del tribunale permanente dei popoli in atto in questi giorni a Lima. Dalla anglo-olandese Shell, alla compagnia finlandese Botnia, passando per la spagnola Repsol, le imprese del vecchio continente dovranno rispondere dei danni prodotti dalle loro attività in America Latina. Nei giorni scorsi una folta schiera di testimoni diretti ha esposto i casi specifici indicando le società come responsabili di inquinamento, distruzione di eco-sistemi, appropriazione indebita di beni, sfruttamento illecito di risorse&#8230;  Il Tribunale farà conoscere il suo verdetto venerdì alla chiusura del forum Enlazando alternativas. Una sentenza che non avrà un valore giuridico vincolante, essendo il tribunale un&#8217;espressione della società civile, ma avrà comunque un forte valore morale. Come ha sottolineato Miguel Palacín, coordinatore a Lima della <em>Cumbre de los pueblos</em>, &#8220;la decisione di questo tribunale sarà un monito nei confronti degli Stati a rispettare i diritti fondamentali delle popolazioni più vulnerabili&#8221;.</p>
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		<itunes:subtitle>Sono venti le multinazionali europee che verranno giudicate durante la sessione speciale del tribunale permanente dei popoli in atto in questi giorni a Lima. Dalla ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Sono venti le multinazionali europee che verranno giudicate durante la sessione speciale del tribunale permanente dei popoli in atto in questi giorni a Lima. Dalla anglo-olandese Shell, alla compagnia finlandese Botnia, passando pernbsp;la spagnola Repsol, le imprese del vecchio continente dovranno rispondere dei danni prodotti dalle loro attivitagrave; in America Latina. Nei giorni scorsi una folta schiera di testimoni diretti ha esposto i casi specifici indicando le societagrave; come responsabili di inquinamento, distruzione di eco-sistemi, appropriazione indebita di beni, sfruttamento illecito di risorse...nbsp; Il Tribunale faragrave; conoscere il suo verdetto venerdigrave; alla chiusura del forum Enlazando alternativas. Una sentenza che non avragrave; un valore giuridico vincolante, essendo il tribunale un'espressione della societagrave; civile, ma avragrave; comunque un forte valore morale. Come ha sottolineato Miguel Palaciacute;n, coordinatore a Lima della Cumbre de los pueblos, "la decisione di questo tribunale saragrave; un monito nei confronti degli Stati a rispettare i diritti fondamentali delle popolazioni piugrave; vulnerabili".</itunes:summary>
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		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
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		<title>Enlazando Alternativas 3: il primo giorno di lavori della &#8220;Cumbre de los pueblos&#8221;</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/05/14/enlazando-alternativas-3-il-primo-giorno-di-lavori-della-cumbre-de-los-pueblos/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 May 2008 16:08:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Dagli edifici dell’università di ingegneria di Lima, cronache e racconti della terza edizione di “Enlazando Alternativas”: la Cumbre dos Pueblos che si svolge nella capitale peruviana dal 13 al 16 maggio. L’incontro si svolge parallelamente al vertice Ue-Alc tra i capi di stato e di governo di Europa e America latina che da domani si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><span><span style="font-family: Times New Roman;font-size: small">Dagli edifici dell’università di ingegneria di Lima, cronache e racconti della terza edizione di “Enlazando Alternativas”: la Cumbre dos Pueblos che si svolge nella capitale peruviana dal 13 al 16 maggio. L’incontro si svolge parallelamente al vertice Ue-Alc tra i capi di stato e di governo di Europa e America latina che da domani si riuniranno a Lima per discutere di questioni economiche, sociali e ambientali.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><span><span style="font-family: Times New Roman;font-size: small"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><span><span style="font-family: Times New Roman;font-size: small">Ospite della puntata: Anna Camposampiero, sindacato dei lavoratori intercategoriale.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><span><span style="font-family: Times New Roman;font-size: small"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><span><span style="font-family: Times New Roman;font-size: small">Durante il primo giorno di lavoro del forum, nel grande stand dedicato alle donne dell&#8217;America Latina, contadine, leader indigene sindacaliste hanno raccontato l&#8217;esperienza di Campo Grande, dove la miniera Majaz S.A., della multinazionale inglese Monterrico, sta portando avanti un megaprogetto chiamato Rio Blanco. Il progetto sta danneggiando la comunità contadina di Piura, contaminando l&#8217;acqua, guastando le coltivazioni e la salute dei popoli, vioando il diritto alla proprietà privata, associativa e comunitariahanno contribuito a rendere le terre sterili e sempre meno produttive.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><span><span style="font-family: Times New Roman;font-size: small">E’importante ricordare che il 16 settembre 2007 nelle città di Ayabaca, Carmen de la Frontiera e Paicapampa si è realizzata una consulta popolare convocata dai sindaci di questi distretti sulle attività miniere nella regione: più del 90% dei contadini si sono dichiarati contro il progetto Rio Blanco dell’impresa Majaz e chiedendo al governo di rispettare la decisione della popolazione</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><span><span style="font-family: Times New Roman;font-size: small">. L’argomento è stato oggetto di discussione anche durante la prima sessione del Tribunale permanente dei popoli dove un portavoce della Conacami, confederacion nacional de comunidades del Peru’ afectadas por la mineria, ha riportato il caso.</span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<itunes:subtitle>Dagli edifici dellrsquo;universitagrave; di ingegneria di Lima, cronache e racconti della terza edizione di ldquo;Enlazando Alternativasrdquo;: la Cumbre dos Pueblos che si svolge nella capitale ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Dagli edifici dellrsquo;universitagrave; di ingegneria di Lima, cronache e racconti della terza edizione di ldquo;Enlazando Alternativasrdquo;: la Cumbre dos Pueblos che si svolge nella capitale peruviana dal 13 al 16 maggio. Lrsquo;incontro si svolge parallelamente al vertice Ue-Alc tra i capi di stato e di governo di Europa e America latina che da domani si riuniranno a Lima per discutere di questioni economiche, sociali e ambientali.
 
Ospite della puntata: Anna Camposampiero, sindacato dei lavoratori intercategoriale.
 
Durante il primo giorno di lavoro del forum, nel grande stand dedicato alle donne dell'America Latina, contadine, leader indigene sindacaliste hanno raccontato l'esperienza di Campo Grande, dove la miniera Majaz S.A., della multinazionale inglese Monterrico, sta portando avanti un megaprogetto chiamato Rio Blanco. Il progetto sta danneggiando la comunitagrave; contadina di Piura, contaminando l'acqua, guastando le coltivazioni e la salute dei popoli, vioando il diritto alla proprietagrave; privata, associativa e comunitariahanno contribuito a rendere le terre sterili e sempre meno produttive.
Ersquo;importante ricordare che il 16 settembre 2007 nelle cittagrave; di Ayabaca, Carmen de la Frontiera e Paicapampa si egrave; realizzata una consulta popolare convocata dai sindaci di questi distretti sulle attivitagrave; miniere nella regione: piugrave; del 90% dei contadini si sono dichiarati contro il progetto Rio Blanco dellrsquo;impresa Majaz e chiedendo al governo di rispettare la decisione della popolazione
. Lrsquo;argomento egrave; stato oggetto di discussione anche durante la prima sessione del Tribunale permanente dei popoli dove un portavoce della Conacami, confederacion nacional de comunidades del Perursquo; afectadas por la mineria, ha riportato il caso.</itunes:summary>
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		<title>La carica dei tremila. Inizia a Lima enlazando alternativas 3</title>
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		<pubDate>Wed, 14 May 2008 15:01:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Cocco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Allacciando Alternative]]></category>

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		<description><![CDATA[Al via a Lima Enlazando alternativas 3, l&#8217;incontro internazionale di organizzazioni e movimenti che si svolge in parallelo al vertice dei capi di stato e di governo di America latina e Europa. Sono circa tremila i delegati dei diversi paesi latinoamericani ed europei giunti nella capitale peruviana per contestare le politiche neoliberiste in atto nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/05/20080409_enlazando_logo2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4906" src="http://amisnet.org/files/2008/05/20080409_enlazando_logo2.jpg" alt="" /></a>Al via a Lima Enlazando alternativas 3, l&#8217;incontro internazionale di organizzazioni e movimenti che si svolge in parallelo al vertice dei capi di stato e di governo di America latina e Europa. Sono circa tremila i delegati dei diversi paesi latinoamericani ed europei giunti nella capitale peruviana per contestare le politiche neoliberiste in atto nei due continenti. “Quello che vogliamo dare è una risposta profonda al neoliberismo, e a tutto ciò che cerca di mercificare le relazioni sociali e appropriarsi di risorse vitali per i popoli” ha dichiarato Rosa Guillén coordinatrice generale dell&#8217;incontro. E oggi è iniziato anche il processo all&#8217;Unione europea e alle sue multinazionali, il cui comportamento sarà esaminato da una speciale sessione del Tribunale permanente dei popoli. Ogni giorno su Amisnet, la diretta in streaming da Lima e lo speciale radiofonico di Marzia Coronati.</p>
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		<itunes:summary>Al via a Lima Enlazando alternativas 3, l'incontro internazionale di organizzazioni e movimenti che si svolge in parallelo al vertice dei capi di stato e di governo di America latina e Europa. Sono circa tremila i delegati dei diversi paesi latinoamericani ed europei giunti nella capitale peruviana per contestare le politiche neoliberiste in atto nei due continenti. ldquo;Quello che vogliamo dare egrave; una risposta profonda al neoliberismo, e a tutto ciograve; che cerca di mercificare le relazioni sociali e appropriarsi di risorse vitali per i popolirdquo; ha dichiarato Rosa Guilleacute;n coordinatrice generale dell'incontro. E oggi egrave; iniziato anche il processo all'Unione europea e alle sue multinazionali, il cui comportamento saragrave; esaminato da una speciale sessione del Tribunale permanente dei popoli. Ogni giorno su Amisnet, la diretta in streaming da Lima e lo speciale radiofonico di Marzia Coronati.
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		<title>L&#8217;isola dei famosi, Astaldi, e i furbetti d&#8217;Italia in Honduras</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2008 17:18:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In questa puntata, l&#8217;ultima dall&#8217;Italia prima di partire per il Perù, la redazione di Enlazando Radio racconta la  storia dell&#8217;isola dell&#8217;Honduras saccheggiata da imprese turistiche, tra cui l&#8217;italianissima Astaldi. Per far luce su questa vicenda, abbiamo parlato con due esperti: Luca Martinelli, della Campagna della Riforma della Banca Mondiale, e Magdalena Perez, indigena Talupan [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questa puntata, l&#8217;ultima dall&#8217;Italia prima di partire per il Perù, la redazione di Enlazando Radio racconta la  storia dell&#8217;isola dell&#8217;Honduras saccheggiata da imprese turistiche, tra cui l&#8217;italianissima Astaldi. Per far luce su questa vicenda, abbiamo parlato con due esperti: Luca Martinelli, della Campagna della Riforma della Banca Mondiale, e Magdalena Perez, indigena Talupan che oggi vive a Roma.</p>
<p>Il forum Enlazando Alternativas 3 sarà anche l&#8217;occasione per seguire alcune delle udienze che sta portando avanti il Tribunale dei popoli, tra queste probabilmente, quella relativa al caso della nota impresa costruttrice italiana Astaldi in Honduras, vicenda che, come vedremo, è strettamente collegata alla produzione del format televisivo italiano &#8220;L&#8217;isola dei famosi&#8221;.</p>
<p>Era il 17 agosto del 2007 quando Manuel Zelaya, presidente dell&#8217;Honduras, poggiava la prima pietra del progetto &#8220;eco-etno turistico&#8221; Los Micos beach and resort&#8221;, 4 hotel cinque stelle, 256 ville di lusso , campi da golf, centri commerciali all&#8217;interno del parco nazionale protetto Jeanette Kawas, area che comprende un tratto di spiaggia di 3 km per 300 ettari in una zona prima vergine, dove c&#8217;era solo una laguna e un parco di mangrovie.</p>
<p>Un progetto che è stato ben pensato dunque, e che si è fatto pubblicità prima di aprire i battenti, assicurandosi frotte di turisti con bandana emozionati all&#8217;idea di toccare la terra delle star della tv, chiudendo un occhio sul peggioramento delle condizioni di vita della popolazione locale e sull&#8217;impatto ambientale. Fino ad oggi centinaia di pescatori sono stato costetti a farsi ospitare da altre comunità del posto.</p>
<p>I mostri turistici nelle isole hondurene non sono purtroppo una novità: già nel 2002 si era dato inizio alla costruzione del complesso Marbella, ville di cemento armato con giardino in riva al mare; in quella occasione la comunità si organizzò e si costitui un comitato di difesa della terra sotto la guida di Jesus Alvarez e Alfredo Lopez: il primo viene assassinato nel 1997, il secondo arrestato con la falsa accusa di narcotraffico.<br />
Il contro-forum di Lima è ormai , alle porte, l&#8217;incontro tra la società civile europea e latinoamericana infatti, ricordiamolo, si svolgerà nella capitale peruviana dal 13 al 16 maggio, per l&#8217;occasione Amisnet sarà proprio lì a seguire i lavori insieme al foro de radio i medios indipendientes, e quindi continuerà questa trasmissione che da settimanale, per cinque giorni, sarà quotidiana.</p>
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		<itunes:summary>In questa puntata, l'ultima dall'Italia prima di partire per il Perugrave;, la redazione di Enlazando Radio racconta la  storia dell'isola dell'Honduras saccheggiata da imprese turistiche, tra cui l'italianissima Astaldi. Per far luce su questa vicenda, abbiamo parlato con due esperti: Luca Martinelli, della Campagna della Riforma della Banca Mondiale, e Magdalena Perez, indigena Talupan che oggi vive a Roma.

Il forum Enlazando Alternativas 3 saragrave; anche l'occasione per seguire alcune delle udienze che sta portando avanti il Tribunale dei popoli, tra queste probabilmente, quella relativa al caso della nota impresa costruttrice italiana Astaldi in Honduras, vicenda che, come vedremo, egrave; strettamente collegata alla produzione del format televisivo italiano "L'isola dei famosi".

Era il 17 agosto del 2007 quando Manuel Zelaya, presidente dell'Honduras, poggiava la prima pietra del progetto "eco-etno turistico" Los Micos beach and resort", 4 hotel cinque stelle, 256 ville di lusso , campi da golf, centri commerciali all'interno del parco nazionale protetto Jeanette Kawas, area che comprende un tratto di spiaggia di 3 km per 300 ettari in una zona prima vergine, dove c'era solo una laguna e un parco di mangrovie.

Un progetto che egrave; stato ben pensato dunque, e che si egrave; fatto pubblicitagrave; prima di aprire i battenti, assicurandosi frotte di turisti con bandana emozionati all'idea di toccare la terra delle star della tv, chiudendo un occhio sul peggioramento delle condizioni di vita della popolazione locale e sull'impatto ambientale. Fino ad oggi centinaia di pescatori sono stato costetti a farsi ospitare da altre comunitagrave; del posto.

I mostri turistici nelle isole hondurene non sono purtroppo una novitagrave;: giagrave; nel 2002 si era dato inizio alla costruzione del complesso Marbella, ville di cemento armato con giardino in riva al mare; in quella occasione la comunitagrave; si organizzograve; e si costitui un comitato di difesa della terra sotto la guida di Jesus Alvarez e Alfredo Lopez: il primo viene assassinato nel 1997, il secondo arrestato con la falsa accusa di narcotraffico.
Il contro-forum di Lima egrave; ormai , alle porte, l'incontro tra la societagrave; civile europea e latinoamericana infatti, ricordiamolo, si svolgeragrave; nella capitale peruviana dal 13 al 16 maggio, per l'occasione Amisnet saragrave; proprio ligrave; a seguire i lavori insieme al foro de radio i medios indipendientes, e quindi continueragrave; questa trasmissione che da settimanale, per cinque giorni, saragrave; quotidiana.</itunes:summary>
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		<title>La Bolivia tra referendum e Telecomitalia</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/04/30/la-bolivia-tra-referendum-e-telecomitalia/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 18:54:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Cresce il rischio di spaccatura interna in Bolivia. Mancano pochi giorni al referendum che vorrebbe sancire l’autonomia della regione di Santa Cruz, la più ricca del paese, ma ancora non si sa se si andrà a votare. Voluta da impresari e proprietari terrieri locali, la consulta, prevista per il 4 maggio, è fortemente osteggiata dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><a href="http://amisnet.org/files/2008/04/enlazando_logo2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4868" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/04/enlazando_logo2.jpg" alt="" /></a>Cresce il rischio di spaccatura interna in Bolivia. Mancano pochi giorni al referendum che vorrebbe sancire l’autonomia della regione di Santa Cruz, la più ricca del paese, ma ancora non si sa se si andrà a votare. Voluta da impresari e proprietari terrieri locali, la consulta, prevista per il 4 maggio, è fortemente osteggiata dal governo di Evo Morales che l’ ha dichiarata illegittima. Dietro il quesito referendario si cela infatti il tentativo degli strati più abbienti della Bolivia di cancellare completamente il processo di riforma sociale avviata dal governo. La nazionalizzazione degli idrocarburi, la ripubblicizzazione dei servizi idrici, la riforma agraria&#8230;,  tante le scelte politiche che sono andate di traverso alle elites di Santa Cruz. Tra queste c’è anche il progetto recentemente avviato dal governo Morales per riportare la società delle telecomunicazioni sotto il controllo pubblico. Un processo più complesso del previsto che vede tra i principali oppositori una multinazionale tutta italiana: Telecom Italia. Azionista di maggioranza del colosso europeo delle telecomunicazioni ETI, la società controlla il 50 per cento della boliviana Entel principale impresa nel settore nazionale dei telefoni.</p>
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		<itunes:summary>Cresce il rischio di spaccatura interna in Bolivia. Mancano pochi giorni al referendum che vorrebbe sancire lrsquo;autonomia della regione di Santa Cruz, la piugrave; ricca del paese, ma ancora non si sa se si andragrave; a votare. Voluta da impresari e proprietari terrieri locali, la consulta, prevista per il 4 maggio, egrave; fortemente osteggiata dal governo di Evo Morales che lrsquo; ha dichiarata illegittima. Dietro il quesito referendario si cela infatti il tentativo degli strati piugrave; abbienti della Bolivia di cancellare completamente il processo di riforma sociale avviata dal governo. La nazionalizzazione degli idrocarburi, la ripubblicizzazione dei servizi idrici, la riforma agraria..., nbsp;tante le scelte politiche che sono andate di traverso alle elites di Santa Cruz. Tra queste crsquo;egrave; anche il progetto recentemente avviato dal governo Morales per riportare la societagrave; delle telecomunicazioni sotto il controllo pubblico. Un processo piugrave; complesso del previsto che vede tra i principali oppositori una multinazionale tutta italiana: Telecom Italia. Azionista di maggioranza del colosso europeo delle telecomunicazioni ETI, la societagrave; controlla il 50 per cento della boliviana Entel principale impresa nel settore nazionale dei telefoni.</itunes:summary>
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		<title>America Latina-Unione Europea: quale futuro per gli accordi commerciali?</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 17:58:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Nel terzo appuntamento con Enlazando Radio, uno sguardo agli accordi commerciali che legano l&#8217;America Latina all&#8217;Unione Europea: un groviglio di alleanze che aumentano la competitività delle multinazionali occidentali ai danni dei popoli e dell&#8217;ambiente sudamericano.
Ospiti della puntata: Fatima Melo, Rebrip; Tito Pulsinelli, Selva
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel terzo appuntamento con Enlazando Radio, uno sguardo agli accordi commerciali che legano l&#8217;America Latina all&#8217;Unione Europea: un groviglio di alleanze che aumentano la competitività delle multinazionali occidentali ai danni dei popoli e dell&#8217;ambiente sudamericano.</p>
<p>Ospiti della puntata: Fatima Melo, Rebrip; Tito Pulsinelli, Selva</p>
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		<itunes:summary>Nel terzo appuntamento con Enlazando Radio, uno sguardo agli accordi commerciali che legano l'America Latina all'Unione Europea: un groviglio di alleanze che aumentano la competitivitagrave; delle multinazionali occidentali ai danni dei popoli e dell'ambiente sudamericano.

Ospiti della puntata: Fatima Melo, Rebrip; Tito Pulsinelli, Selva</itunes:summary>
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		<title>Enlazando Radio: il tribunale permanente dei popoli</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 13:58:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Khaldoun</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Seconda puntata di Enlazando RAdio, la trasmissione in vista del controforum di Lima. Ospite di questa settimana Franco Ippolito, giudice del Tribunale Permanente dei Popoli.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://amisnet.org/files/2008/04/20080409_enlazando_logo2.jpg" alt="20080409_enlazando_logo2.jpg" align="left" />Seconda puntata di Enlazando RAdio, la trasmissione in vista del controforum di Lima. Ospite di questa settimana Franco Ippolito, giudice del Tribunale Permanente dei Popoli.</p>
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		<title>Enlazando Radio: il forum di Lima tra aspettative e boicottaggi</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 06:47:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Cocco</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Dal 13 al 16 maggio si svolge a Lima il terzo incontro internazionale tra la società civile latinoamericana e quella europea: enlazando alternativas. Per avvicinarsi all&#8217;evento, che si svolge in parallelo al quinto vertice tra l&#8217;Ue e i governi di America latina e Caraibi, Amisnet, insieme a Enlazando Alternativas Italia, propone un percorso di informazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><font face="Times New Roman"><img src="http://amisnet.org/files/2008/04/20080409_enlazando_logo2.jpg" alt="20080409_enlazando_logo2.jpg" align="left" />Dal 13 al 16 maggio si svolge a Lima il terzo incontro internazionale tra la società civile latinoamericana e quella europea: enlazando alternativas. Per avvicinarsi all&#8217;evento, che si svolge in parallelo al quinto vertice tra l&#8217;Ue e i governi di America latina e Caraibi, Amisnet, insieme a Enlazando Alternativas Italia, propone un percorso di informazione a tappe. Nella prima puntata: gli interessi dell&#8217;Unione europea in America latina, gli obiettivi del forum e i tentativi del governo peruviano di Alan Garcia di boicottarlo. </font></p>
<p><font face="Times New Roman">Ospite della puntata Francesco Martone, senatore di rifondazione comunista e membro del tribunale permanente dei popoli </font></p>
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		<itunes:summary>Dal 13 al 16 maggio si svolge a Lima il terzo incontro internazionale tra la societagrave; civile latinoamericana e quella europea: enlazando alternativas. Per avvicinarsi all'evento, che si svolge in parallelo al quinto vertice tra l'Ue e i governi di America latina e Caraibi, Amisnet, insieme a Enlazando Alternativas Italia, propone un percorso di informazione a tappe. Nella prima puntata: gli interessi dell'Unione europea in America latina, gli obiettivi del forum e i tentativi del governo peruviano di Alan Garcia di boicottarlo. 
Ospite della puntata Francesco Martone, senatore di rifondazione comunista e membro del tribunale permanente dei popoli </itunes:summary>
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