In fuga dall’ “accoglienza”

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In un viaggio che da Lampedusa ci porta alla stazione di Milano, attraversiamo la prima tappa della lunga rotta che conduce molti migranti verso il Nord Europa nel tentativo di sfuggire al “sistema Dublino”, che inchioda la sorte di tanti richiedenti asilo al primo  luogo di rilascio delle impronte digitali.

Prima fermata: Pozzallo e Lampedusa. Centri di prima accoglienza e soccorso che si trasformano in inumani luoghi di detenzione. Nelle ultime settimane numerosi richiedenti asilo, in prevalenza palestinesi, siriani ed eritrei tra cui donne e bambini, hanno segnalato di esser stati trattenuti illegalmente all’interno delle strutture e di aver subito numerose violenze al momento del rifiuto a farsi identificare. Trattamenti inumani e degradanti e privazione della libertà personale. Queste le principali denunce che vari attivisti, giornalisti ed avvocati hanno presentato i primi di Maggio in un esposto rivolto a diversi soggetti tra cui il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, il Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio di Europa (CPT), l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (UNHCR) e il Garante per l’Infanzia. E tra un’Europa  che  orienta  sempre  più  le  sue  politiche  verso   criteri  di mobilità selezionata, il proliferare di discorsi securitari e la possibilità che nei prossimi mesi gli agenti di polizia di Frontex ed Europol vengano affiancati da EASO (l’ufficio europeo per i paesi che ricevono i richiedenti asilo), arriviamo a Milano sulle tracce degli “invisibili dell’accoglienza”. Perchè troppo spesso, come ha scritto Sandro Mezzadra in un recente articolo “i termini illegale, economico, umanitario, volontario, forzato non tengono in considerazione elementi fondamentali che sottostanno alla base della scelta migratoria e che uniscono in un continuum paesi di partenza e paesi di destinazione, secondo quelle logiche di globalizzazione che ci obbligano a ridefinire concetti e divisioni non più utili a comprenderne la reale portata”.

 

Ospiti della puntata:

Stefania Ragusa, Giornalista, Direttrice del Corriere delle Migrazioni
Alessandra Ballerini , Avvocato, consulente di Terre des Hommes

La selezione musicale è curata da: Jahman
Passpartù, la radio a porte aperte è un programma a cura di Marco Stefanelli e Marta Menghi
In redazione questa settimana: Marzia Coronati, Marta Menghi, Marco Stefanelli
Per notizie, suggerimenti e commenti scriveteci a: passpartuitalia@gmail.com

Passpartù è trasmesso da:
Radio Onde Furlane (Udine e Gorizia, 90.0) sabato 11.00
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Basilicata Radio 2 (Potenza 106.6, Matera e Taranto 93.8) venerdì 20.35
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