Quando le imprese affamano il mondo

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Si chiama “Nuova Alleanza” il patto firmato dal G8 nel 2012 mirato a sostenere la produzione di cibo in Africa. Da quando il quadro economico è partito però le condizioni di vita degli agricoltori africani sono solo peggiorate.

Se ne sta parlando in questi giorni all’Expo dei Popoli di Milano. Nella rassegna dedicata alla sovranità alimentare e alla sostenibilità ambientale largo spazio è dato a questo tema. Tre anni fa il Summit G8 del 2012 proclamava la nascita della “Nuova Alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione”, un accordo che proponeva di tirare fuori dalla povertà ben 50 milioni di persone, “facendo sedere allo stesso tavolo dieci tra i paesi africani, non certo tra i più poveri ma più interessanti dal punto di vista della crescita economica” denunciano associazioni e  gruppi come Terra Nuova e Via Campesina, “oltre a centinaia di multinazionali dell’agro-industria tra cui le più grandi, quasi monopoliste, nella produzione di pesticidi e sementi ibride”.

In base ad un report redatto dall’associazione Terra Nuova e dal Transnational Institute, i benefici promessi dal settore privato e dai donatori evaporano quando le organizzazioni contadine più critiche ed i loro sostenitori cercano di determinarne gli impatti. In sintesi, ciò che rimane sono i cambiamenti politici, che penalizzano i piccoli produttori a beneficio delle multinazionali privatizzando i beni pubblici e collettivi dai quali dipendono le condizioni di vita delle popolazioni rurali, la maggioranza della popolazione africana. “L’Alleanza che potrebbe davvero sconfiggere la fame è quella tra i governi africani ed i suoi produttori di piccola scala” si legge nel report “ciò che davvero servirebbe è l’appoggio a sistemi di produzione e trasformazione dei prodotti locali (miglio, sorgo, mais), sistemi che già esistono e che, senza il minimo appoggio, riescono a produrre l’80% del cibo, coinvolgendo le donne attraverso i mercati locali”.

Il tema sarà ampiamente dibattuto nel corso della tre giorni milanese. E in vista del G7 dei prossimi 7 e 8 Giugno le associazioni impegnate nella difesa della sovranità alimentare chiedono ai Governi dei paesi che hanno sottoscritto la Nuova Alleanza di bloccare l’impegno e il sostegno all’accordo e di mettere in campo politiche pubbliche di sostegno ai piccoli produttori.

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