Expo e i licenziamenti preventivi

Decine di lettere di licenziamento sono state consegnate ai lavoratori di Expo. Dopo un mese dalla firma di un contratto a tempo determinato della durata di sei mesi, i dipendenti sono stati licenziati in tronco per motivi di sicurezza.

Sarebbero circa un centinaio, secondo la Cgil Milano, le persone a cui è stato negato il lavoro a Expo perché considerate pericolose dalla Questura. Ciascuna azienda o Paese che lavora dentro l’Esposizione Universale infatti deve mandare alla Questura e alla Prefettura di Milano i dati anagrafici di chi deve entrare nel sito espositivo per avere il pass che permette di accedere a Expo, spiega Roberto Maggioni in un articolo pubblicatoda Il Manifesto, il tutto tramite una procedura informatica gestita delle piattaforme di Expo SpA. A questo punto entra in scena il filtro e decine di persone si sono viste rifiutare il pass senza alcuna spiegazione. Criteri di selezione oscuri sulla base di informazioni riservate. E che devono restare tali, come ha detto il vice­ministro dell’Interno Filippo Bubbico a Radio Popolare: «Expo è un sito sensibile, di rilevanza strategica» ha spiegato «ci sono delle attività di prevenzione i cui criteri non possono essere resi noti perché perderebbero di efficacia».

Roberto Maggioni è anche il coautore di Expopolis, un libro e un gioco da tavola su come è cambiata Milano in questi mesi: una pubblicazione non convenzionale sulla Milano che cambia con Expo 2015.

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