Uno sportello legale a difesa delle radio

E’ stato lanciato lo scorso 30 aprile, in occasione della giornata internazionale per la libertà di stampa ed è il nuovo strumento ideato dall’AMARC, (Associazione Mondiale delle radio Comunitarie), per la protezione legale dei media comunitari. Lo sportello, grazie all’aiuto di esperti locali, fornirà una specifica assistenza giuridica nel campo delle telecomunicazioni e delle libertà a cominciare dalle realtà più esposte alle azioni di governi e gruppi di interesse.

E’ il caso del Guatemala dove solo negli ultimi mesi nel 2014 due radio del Quiché sono state chiuse dalle autorità e tutto il materiale tecnico è stato sequestrato. E’ il caso dell’Egitto dove la repressione delle autorità continua a manifestarsi contro la libertà di espressione e in particolare contro le emittenti via web, o ancora quello del Messico dove la violenza di stato si confonde con quella del crimine organizzato portando recentemente alle incursioni della polizia in diverse radio nello stato di Oaxaca e all’assassinio, lo scorso 15 aprile, di Abel Manuel Bautista Raymundo, fondatore e direttore di Radio Espacio 96.1 FM.

Le radio comunitarie, ricorda l’AMARC, sono attori chiave per la difesa del diritto di comunicare e informare e restano tra i più importanti garanti del pluralismo della libertà di scambiare idee.
Per questo, scrive l’associazione, si rende necessario un programma che fornendo una consulenza legale possa aumentare la protezione anche internazionale e garantire soluzioni immediate ai media comunitari. Una necessità evidente anche in contesti come l’Europa, dove le emittenti si barcamenano tra sistemi legislativi poco attenti al pluralismo, provvedimenti autoritari e ingerenze dei media commerciali.
Il programma, spiega pero’ l’AMARC, non si limita a proteggere le realtà sotto attacco, ma a garantire attivamente lo sviluppo di politiche e normative che tutelino il pluralismo, assicurando ad esempio che gli Stati adottino regolamentazioni idonee sulle frequenze o che garantiscano i diritti della società prima di quelli dei privati.

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