Mandillo dei semi, quando lo scambio è un successo

Un successo che ha stupito gli stessi organizzatori: l’annuale appuntamento con il Mandillo dei semi, il più importante incontro per lo scambio delle sementi tradizionali del nord Italia, ha fatto registrare la scorsa domenica una straordinaria partecipazione con centinaia di persone tra agricoltori, ortolani e semplici appassionati o curiosi. C’è chi è venuto con i tavoli per poter esporre varietà tramandate di generazione in generazione e chi come l’associazione Terra! ha portato i semi raccolti durante una carovana che a partire dallo scorso aprile ha attraversato la Francia, la Grecia e l’Italia. C’è chi per avere la libertà di muoversi da un banchetto all’altro gira con i vassoi carichi di bustine da scambiare e altri, come noi, che arrivati a mani vuote sono tornati a casa con semi di varietà di cui non si sospettava nemmeno l’esistenza.

#radioinvaligia: percorso sonoro al mandillo dei semi

 
Nella sala allestita a Ronco di Scrivia, paese 30 km a nord di Genova, le persone arrivate erano talmente tante che, come commenta Roberto Pisani, agricoltore piemontese “sembra di trovarsi su un autobus in città “. Un autobus piuttosto festoso e particolarmente immune allo stress “dell’ora di punta”. Davanti al banchetto dei semi di anguria bianca della signora in fondo a sinistra o quelli del grano Gentil Rosso portati dal Teresa Tacchella, si poteva restare parecchio tempo in attesa di poter proporre il proprio scambio, ma la coda era quasi sempre riscaldata da un generoso scambio di consigli e storie legate all’uso e alla provenienza dei semi.

#radioinvaligia: al mandillo insieme a Sergio Rossi del Consorzio della Quarantina

 

“Io ho portato un mais ottofile tortonese” racconta Roberto Pisani “L’ho avuto da un anziano del paese e quando nel 2003 è arrivata quella pazzesca siccità è stata una delle poche varietà a resistere. Nella campagna ingiallita si vedeva una sola macchia verde.. e qualcuno è arrivato a chiedermi se non fosse una varità transgenica”. Un aneddoto che fa capire soprattutto una cosa, dice Roberto: “spesso si va a cercare chissà quale tipo di prodotto, ed è quanto avviene ad esempio con gli OGM, quando in realtà la soluzione c’è l’abbiamo in natura …la biodiversità va recuperata e valorizzata”.

 

 

#radioinvaligia: Roberto Pisani, agricoltore piemontese

 

Giunta alla sua tredicesima edizione il Mandillo dei semi è senza dubbio una di quelle attività che hanno avuto un ruolo fondamentale nel compito di recuperare e valorizzare un patrimonio a rischio di estinzione. C’è stata una sorta di vuoto generazionale, ci spiega Massimo Angelini che con il Consorzio della Quarantina è uno dei principali promotori dell’evento. Due o tre generazioni fa, racconta, molta gente ha smesso di tramandare semi e saperi.. arrivando a vergognarsi della propria provenienza. Che oggi la situazione sia diversa lo dimostra anche l’affluenza ad eventi come questo, ma è sul piano politico che è stata condotta la principale battaglia .
“Nel 1999” spiega Massimo “la Comunità Europea ha emesso una direttiva con cui di fatto ha vietato la vendita o lo scambio di qualunque semente autoprodotta. Il Mandillo è iniziato due anni dopo, come gesto di aperta denuncia e nel giro di alcuni anni si è arrivati a una legge che è unica in tutto il panorama europeo”. La legge italiana riconosce il valore delle sementi autoprodotte, consentendo lo scambio e la commercializzazione in loco di piccole quantità. Ma anche sul piano normativo la strada da fare per tutelare la biodiversità è ancora molto lunga.

#radioinvaligia: Massimo Angelini promotori dell’evento e presidente del Consorzio della Quarantina

 

 

Questo articolo è stato realizzato con le interviste raccolte da “La Radio in Valigia”
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