In fuga dalla leva e dalla dittatura. L’Eritrea oggi

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Sono stati 20.000 secondo l’UNHCR i richiedenti asilo eritrei nel solo 2013, il 77% in più rispetto all’anno precedente. Numeri altissimi per un Paese di neanche 6 milioni di cittadini e che ci dicono molto sulla brutalità della dittatura di Asmara dalla quale questi uomini e queste donne cercano di fuggire.

Una brutalità che si concretizza essenzialmente nella militarizzazione totale della società eritrea: il servizio militare obbligatorio che impegna uomini e donne dai 18 ai 40 anni ma che può durare anche oltre, le violenze e le torture rivolte contro chiunque si opponga al regime, la possibilità di lavorare soltanto nei settori decisi dal Governo ricevendo venendo per di più una paga da fame, il razionamento del cibo e il boom del mercato nero.
Se tutte queste argomentazioni giustificano senza dubbio le partenze però, i viaggi verso l’Europa e Israele che questi profughi intraprendono non sono semplici. Decine e decine di migranti vengono infatti rapiti da bande di criminali che li torturano chiedendo un riscatto alle loro famiglie, e così un numero indefinito di eritrei ha trovato la morte in queste camere di tortura nascoste nel torrido deserto del Sinai.

Ospiti della puntata:
Gabriel Tzeggai, Attivista e profugo eritreo
Meron Estefanos, Giornalista di Radio Erena

Passpartù:
Per saperne di più
sulla questione dei profughi eritrei visita il sito di Archivio Memorie Migranti o la mappa interattiva del progetto Across The Sea
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2 Comments

  1. walter said:

    È una storia che si ripete all’infinito. Saddam era un dittatore, Gheddafi anche. In quale stato vivono, ora, quelle popolazioni? Il metodo di “copia e incolla” fa parte di quel giornalismo spazzatura che contribuisce a creare situazioni gravi, oltre a creare profonda ignoranza in coloro che, privi di una certa cultura, non possono che “abboccare”. Complimenti!

    • Marco Stefanelli said:

      Salve Walter,
      perché sostiene che quello fatto in questa puntata della trasmissione sia giornalismo spazzatura?
      Non mi sembra che le informazioni trasmesse siano fasulle o fuorvianti, e tra l’altro in trasmissione invitiamo i nostri ascoltatori a ricercare notizie ulteriori sulla situazione nel Paese proprio per sopperire ai limiti che naturalmente ha un programma di soli trenta minuti.
      L’opinione che ognuno di noi può avere su uno stato può essere potenzialmente diversa a seconda dei propri interessi o delle proprie idee, ma il fatto che in Eritrea la leva militare obbligatoria duri un tempo sconfinato o che le principali libertà dell’uomo vengano messe da parte in funzione delle decisioni di un capo di stato, Isaias Afewerki, al potere da oltre vent’anni, mi sembrano fatti oggettivi e non opinabili, così come il fatto che decine di migliaia di persone lasciano il Paese proprio per questi motivi.
      Spero in una sua risposta.

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