Expo 2015. Debito, cemento e precarietà

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L’esposizione universale milanese dovrebbe aprire i battenti nel maggio 2015. Parole d’ordine della comunicazione ufficiale sono la biodiversità, l’ecosostenibilità, e la sicurezza alimentare. Venduta alla città e al mondo come una grande opportunità di sviluppo, Expo nasconde però dei meccanismi perversi di sfruttamento del lavoro e del territorio, come evidenziato dai movimenti e comitati che da anni si oppongono al progetto.


Salito all’onore delle cronache per le vicende giudiziarie che coinvolgono i massimi vertici delle ditte appaltatrici, l’Expo 2015 è frutto di un lungo percorso che alla fine ha visto Milano spuntarla su Smirne e l’amministrazione guidata da Letizia Moratti siglare l’accordo per realizzare l’evento. “Pisapia ha ereditato questa situazione, ma fin dall’inizio è stato più realista del re, non mettendo in discussione niente dell’impianto impostato dalla precedente amministrazione – racconta Andrea della rete Attitudine No Expo – la preoccupazione della nuova amministrazione è stata quella di dimostrare che era in grado di governare piuttosto che cambiare il modo di farlo”.

Nonostante la decisa opposizione di decine tra comitati, movimenti e associazioni, che negli anni si sono opposti ai singoli progetti che compongono il complesso disegno dell’Expo (che oltre alle strutture che dovranno ospitare i padiglioni dei vari paesi prevedeva reti stradali, vie d’acqua, metropolitane, ecc…), le amministrazioni hanno tirato diritto per la propria strada, difendendo il sistema di fronte ai ripetuti casi di corruzione e non mettendo in alcun momento in discussione la bontà dei progetti contestati. “La retorica della mela marcia può reggere fino a un certo punto – commenta Abo del collettivo Offtopic – prima o poi bisognerà ammettere che si tratta di un sistema distorto e da ripensare”.
Grazie alle mobilitazioni e a causa dello sperpero di denaro, della corruzione e della mala gestione, è ormai chiaro che di fatto  moltissime delle opere previste non arriveranno a esser pronte per la data prevista per l’apertura dei cancelli. “Questa è l’occasione per impedire che le opere più inutili e dannose vengano abbandonate” – sottolinea Andrea della rete Attitudine No Expo.

Tra le principali critiche alle quali movimenti e comitati sottopongono il progetto Expo ci sono il consumo di territorio (in un’area che rappresentava l’ultima cintura verde tra Milano e l’interland), l’inutilità di molte delle opere collaterali, l’indebitamento che la manifestazione lascerà alla città e la precarizzazione del lavoro che la logica di emergenza del grande evento impone e lascia in eredità. Anche il tema stesso dell’esposizione (Nutrire il pianeta. Energia per la vita) lascia non poche perplessità. “Solo per fare un esempio tra le ditte coinvolte nella gestione dei padiglioni ci sono la Dupont e la Nestlè – racconta Luca di Macao – due delle multinazionali che maggiormente lavorano per privatizzare beni essenziali come l’acqua o per imporre i prodotti OGM sulle nostre tavole”.

Altra questione scottante è il futuro delle strutture che verranno lasciate in eredità da Expo, a partire dalla immensa piastra di cemento che dovrebbe costituire la base su cui istallare i padiglioni di esposizione. “La cosa più probabile è che in quell’area venga costruito il nuovo stadio del Milan con tanto di villaggio commerciale e strutture collaterali- racconta Abo del collettivo Offtopic – consegnando così quell’area e le strutture costruite con denaro pubblico al profitto dei soliti privati e disegnando una città completamente piegata alla rendita”.

L’Alchimista
Un programma a cura di Ciro Colonna.

Ospiti della trasmissione:
-Abo, collettivo Offtopic
-Andrea, Rete Attitudine No Expo
-Luca, Macao

L’Alchimista viene trasmesso da:
Radio Citta Fujiko,  la domenica alle ore 08.00
Radio Beckwith, il lunedì alle ore 14.30 e in replica il venerdì alle ore 10,00
Radio Flash, il martedì alle ore 15.00 e in replica il martedi alle ore 20.00
Radio Kairos, il mercoledì alle ore 14,30 e in replica il sabato alle ore 19.30
Radio Onde Furlane, il sabato alle ore 14.00
Radio Asterisco, il martedi alle ore 11.00 e alle ore 21.00 e il giovedì alle ore 10.00 e alle ore 16.00
Radio Ciroma, il martedì alle ore 17.00
Radio Gold  (Alessandria, 88.8)
-Radio Sonar (web)
-Radio Popolare Salento

 

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