In nome del popolo sovrano. L’Europa dopo il momento elettorale

buco bandiera

Le elezioni europee del 25 maggio vedono in molti paesi il ridimensionamento tanto dei partiti della sfera socialdemocratica, quanto degli afferenti alla tradizione democristiana. Ad avanzare sono le sinistre che fanno capo a Tsipras, ma anche le destre populiste e nazionaliste. Tutto sommato le cancellerie però tengono e si preparano ad affrontare la crisi considerandola, forse per esorcizzarne il pericolo destabilizzante, come un terremoto passeggero.


In Grecia Syriza si afferma come primo partito, seguito dai conservatori di Nea Demokratia e dai neonazisti di Alba Dorata. Con un misero 8% scompare all’orizzonte il socialista Pasok. Il 26,3 ottenuto dal partito di Alexis Tsipras è un risultato storico, che lancia la coalizione di sinistra verso le prossime elezioni politiche, ma i numeri raccontano di un’insufficienza difficilmente superabile. “Syriza non basta a se stessa e queste percentuali parlano chiaro – commenta Margherita Dean, corrispondente da Atene per Radio Popolare – ma cercare alleanze sarebbe davvero difficile, con le forze comuniste e anti-euro che oppongono un muro e un partito socialista responsabile delle misure di austerità”. Intanto inizia l’avventura europea di Tsipras, che ora cerca alleati a livello continentale.

Risuona in tutto il mondo la vittoria del Front Nacional di Marine Le Pen in Francia, dove con il 25% i nazionalisti si confermano primo partito. Paga un forte dazio il Partito Socialista di Francois Hollande, colpevole di non aver mantenuto fede alla promessa di far sentire la voce della Francia in Europa perchè questa (Germania in testa, naturalmente) cambiasse rotta. “La sensazione è che Hollande non ci abbia neanche provato – commenta Anna Maria Merlo, corrispondente da Parigi per il Manifesto – e che sia rimasto intrappolato dei propri stessi tentennamenti.” A poche settimane dall’ultimo rimpasto di governo oggi a Parigi ci sono davvero pochi margini di manovra.

Sorpresa in Spagna per il risultato di Podemos, giovane formazione – appena quattro mesi di vita – che ha guadagnato l’8% con parole d’ordine e programmi politici che in gran parte riprendono l’onda lunga dei movimenti del 15M. Penalizzati tanto il PSOE che il PPE (quest’ultimo tiene un po’ di più); conferma il proprio 10% la tradizionale coalizione di forze di sinistra IU, che insieme a Podemos potrebbe formare un fronte i cui numeri di poco mancano il 20%. “Ora dobbiamo vincere le municipali e poi le politiche – commenta Miguel Urban, responsabile organizzativo del movimento – per respingere il debito e i ricatti di banche e mercati”.

L’Alchimista
Un programma a cura di Ciro Colonna.

Ospiti della trasmissione:
-Margherita Dean, corrispondente da Atene per Radio Popolare
-Anna Maria Merlo, corrispondente da Parigi per il Manifesto
-Miguel Urban, responsabile organizzativo Podemos

L’Alchimista viene trasmesso da:
Radio Citta Fujiko,  la domenica alle ore 08.00
Radio Beckwith, il lunedì alle ore 14.30 e in replica il venerdì alle ore 10,00
Radio Flash, il martedì alle ore 15.00 e in replica il martedi alle ore 20.00
Radio Kairos, il mercoledì alle ore 14,30 e in replica il sabato alle ore 19.30
Radio Onde Furlane, il sabato alle ore 14.00
Radio Asterisco, il martedi alle ore 11.00 e alle ore 21.00 e il giovedì alle ore 10.00 e alle ore 16.00
Radio Ciroma, il martedì alle ore 17.00
Radio Gold  (Alessandria, 88.8)
-Radio Sonar (web)
-Radio Popolare Salento

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