#6 Zarzis. Un passeur ricorda i giorni in cui tutti volevano partire

M. è di Zarzis, un porto nel sud della Tunisia, ed è stato uno di primi a capire che con la rivoluzione si potevano fare molti soldi organizzando viaggi di sola andata per i giovani che volevano partire per Lampedusa.

Ascolta la sesta tappa di Questo mare è di piombo:

“Nel 2011 era l’anarchia”, spiega, “e noi trafficanti non abbiamo corso alcun rischio. Bastava raggruppare i giovani, comprare una barca e farli salire su”. Un business che in una notte poteva fruttare decine di migliaia di euro e che permetteva ai trafficanti di mantenere ognuno una banda di 15-20 persone. “A Zarzis”, racconta un pescatore, “i trafficanti avevano preso il controllo… hanno fatto partire anche molte barche che a vederle pensavi sarebbero affondate dopo pochi chilometri”. Oggi i viaggi non si organizzano più e il porto di Zarzis è tornato in mano ai pescatori. Molti di quelli partiti nel 2011, assicurano, sono tornati, altri, e sono oltre un migliaio, non sono mai riusciti ad arrivare. Come i 600 e passa dispersi. Partiti tra marzo e aprile 2011 e di cui ancora oggi le famiglie cercano le tracce.

Il porto tunisino di Zarzis  è la sesta tappa di Questo mare è di piombo, un percorso sonoro sulle sponde del Mediterraneo realizzato da Amisnet nell’ambito del progetto “Across the sea”,con il contributo della Anna Lindh Foundation e in partenariato con il Servizio Civile internazionaleActive visionGeminarie group,Asociacion pro Derechos Humanos de Andalucia

Questo mare è di piombo è la storia collettiva di alcune delle rotte che attraversano il Mediterraneo raccontata da migranti, guardie di frontiera, pescatori e trafficanti. Un audio reportage in 12 tappe, che si snoda lungo i confini, i centri di detenzione, i porti secondari e le tante terre di nessuno disseminate sulle coste. Luoghi in cui il tempo è sospeso e i migranti restano in attesa di una porta che si apra per poter passare alla tappa successiva. Dall’enclave spagnola di Melilla, al centro di Masra a Malta passando per il porto di Zarzis in Tunisia e poi la Libia, il Sinai e il confine con Israele.

Dal 18 marzo fino al 3 giugno ogni martedì i 12 audio-cortometraggi saranno pubblicati su Redattore sociale e a seguire su Amisnet.

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