#5 Nove giorni in alto mare. Il racconto di un superstite e del suo soccorritore

Hussen vive con altri cinque suoi amici a Medenine, nel sud della Tunisia. I sei si definiscono una famiglia, anche se non sono parenti, forse perchè insieme hanno vissuto un’avventura straordinaria. Era il settembre del 2013 quando insieme ad altre 112 persone si sono imbarcati dalle coste libiche in direzione Lampedusa. Scappati dal loro paese d’origine, l’Etiopia, perchè perseguitati dal governo, i giovani avevano attraversato il Sudan e la Libia, nella speranza di trovare un luogo sicuro dove vivere. Dopo avere pagato settecento dollari a persona ai trafficanti libici, sono saliti su un gommone nel tentativo di raggiungere l’Italia.

Ascolta la quinta tappa di Questo mare è di piombo:

 

“Ci avevano detto: “andate dritto per sei ore, poi girate e continuate per otto ore e poi ancora per dieci ore” – racconta Hussen – noi abbiamo seguito queste indicazioni ma dopo un giorno intero non eravamo arrivati da nessuna parte, e quando abbiamo provato a telefonare il cellulare non funzionava. Dopo un pò anche il motore si è rotto”. I 112 migranti sono rimasti nove giorni in mare, senza acqua nè cibo, sino a quando una barca di pescatori tunisini non si è accorta di loro. “Saranno state più di cento persone: guineani, sudanesi, somali, egiziani, siriani” racconta il pescatore che li ha salvati, intervistato al porto di Zarzis “c’erano anche sei donne e due bambini. Una donna ha partorito seduta sul bordo del gommone”. Dei 112 migranti, circa una decina ha perso la vita in mare, gli altri sono stati portati a Zarzis e poi trasferiti a Medenine, dove vivono con un documento da richiedenti asilo. Nessuno di loro ha ancora ottenuto lo status di rifugiato.

Il mare di fronte alla frontiera libico-tunisina  è la quinta tappa di Questo mare è di piombo, un percorso sonoro sulle sponde del Mediterraneo realizzato da Amisnet nell’ambito del progetto “Across the sea”,con il contributo della Anna Lindh Foundation e in partenariato con il Servizio Civile internazionaleActive visionGeminarie group,Asociacion pro Derechos Humanos de Andalucia

Questo mare è di piombo è la storia collettiva di alcune delle rotte che attraversano il Mediterraneo raccontata da migranti, guardie di frontiera, pescatori e trafficanti. Un audio reportage in 12 tappe, che si snoda lungo i confini, i centri di detenzione, i porti secondari e le tante terre di nessuno disseminate sulle coste. Luoghi in cui il tempo è sospeso e i migranti restano in attesa di una porta che si apra per poter passare alla tappa successiva. Dall’enclave spagnola di Melilla, al centro di Masra a Malta passando per il porto di Zarzis in Tunisia e poi la Libia, il Sinai e il confine con Israele.

Dal 18 marzo fino al 3 giugno ogni martedì i 12 audio-cortometraggi saranno pubblicati su Redattore sociale e su Amisnet.

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