Case a porte aperte. L’ospitalità gratuita in Italia

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Sono in crescita le realtà italiane nate con l’intento di ampliare le pratiche di ospitalità sul territorio, aggregando persone disposte ad aprire le porte delle loro case ai viaggiatori. Favorire l’intercultura, facilitare lo scambio e costruire qualcosa di nuovo insieme, sono i maggiori obiettivi di queste associazioni.

L’ospitalità gratuita, intesa come protezione di un forestiero per un periodo limitato di tempo, divenne perciò il presupposto di qualunque forma di scambio fra i diversi gruppi, tribù e popoli“. Viaggiare nel Medioevo. Dall’ospitalità alla locanda, Conrad Peyer

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La parola “ospite” deriva dal latino hospes. Originariamente con questo termine si chiamava sia l’ospitato che l’ospitante, alludendo ai reciproci doveri dell’ospitalità. In “Viaggiare nel Medioevo. Dall’ospitalità alla locanda”, Conrad Peyer ricorda che l’accoglienza è una pratica esistente sin dalle culture primitive, da un lato allo scopo di proteggersi dalle ipotetiche forze magiche del forestiero, dall’altro per stabilire con esso, e con il suo gruppo, relazioni pacifiche. Oltre al motivo magico e utilitaristico, non meno importante però era “il desiderio di proteggere lo straniero dai diversi pericoli: aggressione, omicidio, fame e sete. Questa protezione era naturalmente sempre legata al concetto di reciprocità, cioè all’aspettativa, da parte dell’ospitante, di essere a sua volta protetto in casa di colui che era stato precedentemente ospitato”.

Il 28 marzo scorso a Perugia l’associazione Servas Porte Aperte ha promosso  il convegno “Open your house, open your mind”: un’incontro sull’arte dell’accoglienza, a cui sono state invitate a partecipare realtà e associazioni che promuovono l’ospitalità. Ideata durante la seconda guerra mondiale, Servas Porte Aperte nasce con l’obiettivo di permettere ai giovani di incontrarsi e di viaggiare e oggi gestisce decine di liste di persone che in ogni parte del mondo si rendono disponibili a  ospitare persone nelle loro case. Tra le realtà invitate a partecipare al convegno perugino, c’erano il Wwoof Italia – che organizza la circolazione di persone volontarie in aziende agricole, fattorie o presso singoli agricoltori, con la finalità di promuovere lo sviluppo dell’agricoltura naturale come scelta di vita – Home Link e Homeexchange, che promuovono lo scambio di case e attualmente contano decine di migliaia di iscritti.

Ragionando sul legame tra razionalità economica e governo politico degli individui, il ricercatore Ernesto Sferrazza Papa ha tentato di capire come il concetto di debito possa essere inserito  in quello di ospitalità. ” L’ospite non è debitore nei confronti dell’ospitante, in quanto il suo stesso esser-uomo lo qualifica al tempo stesso come ospite ed ospitante. Impossibile negare rifugio, impossibile non accogliere in casa propria colui che lo domanda. È a partire da queste considerazioni che l’ospitalità può essere interpretata come debito universale”, scrive Papa. “Il problema dell’accettazione e del rifiuto dell’Altro, della gestione dello straniero, la xenofobia ancora prepotentemente diffusa. Tutto ciò verrebbe meno se si accettasse la proposta di un’etica dell’ospitalità intesa come debito universale. L’uomo, in quanto essere umano, è in debito nei confronti dell’Altro, non può in alcun modo non ospitarlo. La gratuità dell’ospitalità coincide perfettamente con la sua universalità: proprio in quanto doverosa, proprio in quanto ogni uomo è tenuto ad esercitarla, proprio in quanto ogni uomo è debitore nei confronti di ogni altro uomo, essa non può in alcun modo essere ricondotta ad una forma di scambio monetario”.

 

Ospiti della puntata:

Ernesto Sferrazza Papa, Università degli Studi di Torino
Anna Maria Tentella, Servas Porte Aperte
Annalisa Pujatti, Home Link
Paolo Motta, Homexchange

In redazione:
Andrea Cocco

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Terranave è un programma di Marzia Coronati
La rubrica  Lu Cuntu è a cura di Andrea Cocco
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