La banca cattiva. Il banco malo spagnolo e le ipotesi italiane

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L’idea di creare una bad bank che si faccia carico dei crediti tossici presenti nei portafogli delle banche italiane piace al Governatore della Banca d’Italia Visco. Nonostante le pesanti conseguenze che hanno investito i paesi che hanno adottato soluzioni simili, Spagna in testa.


Inserita da FMI, Bce e Commissione Europea tra le condizioni necessarie ad accedere al prestito salva-banche che nel 2012 ha permesso al paese di riscattare Bankia, il “banco malo”, la bad bank spagnola è realtà dal 2012. “La Sareb, la società che gestisce il patrimonio del banco malo – racconta la giornalista Fatima Martin – ha incamerato 51 miliardi di titoli tossici, che vanno a computo del debito pubblico del paese”. 11 di questi 51 miliardi sono immobili invenduti o i cui proprietari risultano insolventi con i mutui e si è già scatenata la corsa ad accaparrarsi il ghiotto boccone. “Investitori stranieri sono in coda per capitalizzare Hispania Activos Inmobiliarios, la società che gestisce lo spacchettamento dei beni – continua Fatima Martin – tra di loro spicca il nome di George Soros, che già poco tempo fa aveva acquisito delle percentuali di Bankia, che il governo ha già rimesso sul mercato”.

La conclusione di Fatima Martin, dati emessi dal FMI alla mano, è che il banco malo non potrà mai rientrare degli investimenti e che si è trattato di una abnorme iniezione di denaro pubblico per salvare istituti privati. “E’ impossibile recuperare i 51 miliardi, soprattutto svendendo le case alle grandi società a prezzi così bassi – conclude Fatima Martin – quello che ora stanno facendo sono semplicemente affari”.

In Italia si guarda con interesse all’esempio spagnolo, nonostante i frutti nefasti che ha prodotto. Inoltre le condizioni di partenza sono piuttosto diverse. “Innanzitutto l’Italia ha un debito pubblico ben più alto della Spagna (130% del PIL contro il 93) e finanziare una simile operazione sarebbe impossibile – commenta Roberto Errico, tra i fondatori del Forum per una nuova finanza pubblica e sociale e collaboratore di Sbilanciamoci – hanno provato a caricare la cosa sulle spalle di Cassa Depositi e Prestiti, ma per il momento non ci sono risposte positive da parte della società”. A differenza i Madrid inoltre, Roma dovrebbe farsi carico di un pacchetto di titoli tossici ben più ingente, dai 100 ai 300 miliardi secondo alcune stime. “Infine bisogna notare come dietro la maggior parte dei titoli tossici nel nostro paese ci siano non più di 2000 persone – continua Errico – grandi debitori ricchi e potenti, con poco patrimonio immobiliare alle spalle, il chè significherebbe necessariamente un’importante esposizione pubblica.”

Per approfondire:
Roberto Errico, La Bad Bank e l’esempio spagnolo – tratto da Sbilanciamoci.info
F. Fafatale, El amigo americano busca gangas inmobiliarias – tratto da Diagonalperiodico.net

L’Alchimista
Un programma a cura di Ciro Colonna. In redazione Marzia Coronati.

Ospiti della trasmissione:
-Roberto Errico, Forum per una nuova finanza pubblica e sociale – Sbilanciamoci
-Fatima Martìn, giornalista

L’Alchimista viene trasmesso da:
Radio Citta Fujiko,  la domenica alle ore 08.00
Radio Beckwith, il lunedì alle ore 14.30 e in replica il venerdì alle ore 10,00
Radio Flash, il martedì alle ore 15.00 e in replica il martedi alle ore 20.00
Radio Kairos, il mercoledì alle ore 14,30 e in replica il sabato alle ore 19.30
Radio Onde Furlane, il sabato alle ore 14.00
Radio Asterisco, il martedi alle ore 11.00 e alle ore 21.00 e il giovedì alle ore 10.00 e alle ore 16.00
Radio Ciroma, il martedì alle ore 17.00
Radio Gold  (Alessandria, 88.8)
-Radio Sonar (web)
-Radio Popolare Salento

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