# 1 I bambini migranti di Melilla

Ogni anno decine di minorenni tentano di attraversare la frontiera marocchina, entrando a Melilla, la città spagnola che sorge in pieno Regno del Marocco. Il loro obiettivo è imbarcarsi di nascosto su uno dei traghetti che partono giornalmente alla volta della Spagna, la “penisola”, come la chiamano in città. Senza documenti i ragazzi, spesso bambini o poco più, sono costretti a vivere nel centro per minori della città in condizioni che, come denunciano varie organizzazioni locali, sono sempre più scadenti. Non è un caso se la maggior parte di loro, appena può, scappa dalla struttura e va a vivere per strada, dormendo sotto i ponti e mangiando gli avanzi trovati nella spazzatura.

Il viaggio dei bambini magrebini che sognano di raggiungere la mamma Europa è il primo audio racconto di Questo mare è di piombo, una rubrica realizzata da Amisnet nell’ambito del progetto “Across the sea”,con il contributo della Anna Lindh Foundation e in partenariato con il Servizio Civile internazionale, Active vision, Geminarie group, Asociacion pro Derechos Humanos de Andalucia

Questo mare è di piombo è la storia collettiva di alcune delle rotte che attraversano il Mediterraneo raccontata da migranti, guardie di frontiera, pescatori e trafficanti. Un percorso sonoro in 12 tappe, che si snoda lungo i confini, i centri di detenzione, i porti secondari e le tante terre di nessuno disseminate sulle coste. Luoghi in cui il tempo è sospeso e i migranti restano in attesa di una porta che si apra per poter passare alla tappa successiva. Dall’enclave spagnola di Melilla, al centro di Masra a Malta passando per il porto di Zarzis in Tunisia e poi la Libia, il Sinai e il confine con Israele.

Dal 18 marzo fino al 3 giugno ogni martedì i 12 audio-cortometraggi saranno pubblicati su Redattore sociale e su Amisnet.

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