Proteste in Bosnia. Un “Plenum” di democrazia

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Dal 5 febbraio la Bosnia-Erzegovina è attraversata da importanti mobilitazioni. Le proteste si sono scatenate nella città industriale di Tuzla a seguito del fallimento di 4 fabbriche – una volta pubbliche e poi privatizzate – per poi propagarsi a gran parte del paese.


Il paese versa in difficili condizioni economiche: un dato su tutti il tasso di disoccupazione che sfiora il 28%, il peggiore nei Balcani. Uno dei principali obiettivi delle proteste è qiundi la revisione dei processi di privatizzazione che secondo molti hanno portato il paese al dissesto economico, favorendo unicamente l’arricchimento della classe politica salita al potere dopo il conflitto degli anni ’90. “E’ palese che gli stessi che si sono resi responsabili della guerra hanno poi svenduto i patrimoni pubblici per il proprio interesse personale – commenta Andrea De Noni, corrispondente da Sarajevo per Osservatorio Balcani e Caucaso – ma è anche vero che dopo la guerra poco è rimasto delle industrie pesanti che caratterizzavano il tessuto produttivo, e che oggi quel sistema industriale sarebbe obsoleto”.
Dopo le prime giornate di protesta, che hanno visto scendere in piazza migliaia di persone che hanno espresso una rabbia e radicalità fuori dal comune – assaltati i palazzi del potere a Tuzla, Sarajevo, Mostar – il malcontento si è canalizzato in assemblee popolari, dislocate su piano locale e chiamate Plenum. “Le assemblee non hanno una direzione politica e non sono gestite da partiti o sindacati,  sono composte da persone di ogni tipo – racconta Andrea Rossini, corrispondente da Sarajevo per Osservatorio Balcani e Caucaso – persone che hanno deciso di prendere in mano il destino della cosa pubblica contro una classe politica inetta e corrotta”.
I primi risultati non hanno tardato ad arrivare, con la dimissione di molti governi cantonali e la riduzione dei privilegi alla classe politica.
Per il momento la protesta si è sviluppata prevalentemente sul piano locale, sviluppo che riflette anche il particolare assetto istituzionale della Bosnia-Erzegovina, che dopo il conflitto seguito alla dissoluzione della Jugoslavia si configura come un complesso puzzle di autonomie pensate su base etnico-geografica. Le intenzioni dei componenti dei Plenum però sono di ricondurre all’unità le rivendicazioni. “Per le prossime settimane stiamo organizzando una nuova grande manifestazione a Sarajevo – spiega  Valentina Pellizzer, corrispondente da Sarajevo per Osservatorio Balcani e Caucaso – per dimostrare una volta per tutte che i cittadini di questo paese sono la stragrande maggioranza”.

L’Alchimista
Un programma a cura di Ciro Colonna.

Ospiti della trasmissione:
-Valentina Pellizzer, corrispondente da Sarajevo per Osservatorio Balcani e Caucaso
-Andrea Rossini, corrispondente da Sarajevo per Osservatorio Balcani e Caucaso
-Andrea De Noni, corrispondente da Sarajevo per Osservatorio Balcani e Caucaso

L’Alchimista viene trasmesso da:
Radio Citta Fujiko,  la domenica alle ore 08.00
Radio Beckwith, il lunedì alle ore 14.30 e in replica il venerdì alle ore 10,00
Radio Flash, il martedì alle ore 15.00 e in replica il martedi alle ore 20.00
Radio Kairos, il mercoledì alle ore 14,30 e in replica il sabato alle ore 19.30
Radio Onde Furlane, il sabato alle ore 14.00
Radio Asterisco, il martedi alle ore 11.00 e alle ore 21.00 e il giovedì alle ore 10.00 e alle ore 16.00
Radio Ciroma, il martedì alle ore 17.00
Radio Gold  (Alessandria, 88.8)
-Radio Sonar (web)
-Radio Popolare Salento

 

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