Occupied Happiness

Occupied Pleasures 2_croppedQuesta settimana Note d’Oriente parlerà di foto da Gaza, campagne social libanesi, artisti siriani e di un interessante evento italiano che riguarda Mahmoud Darwish organizzato, tra gli altri, da Chiara Comito di Editoriaraba.

Ascolta Note d’Oriente

Partiremo dalla Palestina per parlare del progetto della fotografa giordana Tanya Habjouqa dal titolo “Occupied pleasures”. L’artista ha deciso di uscire dal coro adottando una prospettiva più ottimistica e ritraendo scene di gioia, bellezza e divertimento in Palestina. “Occupied pleasures” ha l’obiettivo di immortalare la gioia dei palestinesi e di perpetuarla attraverso la fotografia, dando prova del loro attaccamento alla vita nonostante le sofferenze.

Poi, in occasione dell’uscita del loro terzo album dal titolo “El-Sekka Shemal”, parleremo della band egiziana dei Cairokee. Rispetto ai precedenti lavori della band, che per molto tempo si è fatta portavoce della rivoluzione e delle delusioni del popolo egiziano, El-Sekka Shemal è un lavoro più “musicale” che politico, e vuole essere un ritorno alle radici egiziane della band, un album caratterizzato da una ricerca di sonorità più “orientali”, senza però tralasciare l’energia del rock che li ha da sempre contraddistinti.

In Libano invece si sta diffondendo sui principali social network la  campagna “I am not naked” a sostegno della sciatrice libanese Jackie Chamoun, attualmente impegnata alle Olimpiadi invernali di Sochi. La sciatrice è infatti sotto inchiesta della Commissione Olimpica libanese per una serie di foto scandalistiche che sono state fatte trapelare alla stampa. Ancora una volta i libanesi si interrogano sulle contraddizioni del proprio paese; quello che emerge dalla campagna è che il problema, oltre a riguardare  la censura e i limiti alla libertà personale, riguarda anche  la condizione della donna che, anche se perfettamente emancipata, è spesso vittima di violenza, anche e soprattutto domestica.

Concluderemo parlando della mostra dedicata all’artista siriano Tammam Azzam  alla Ayyam Gallery di Londra, dal titolo “I, the Syrian”. L’escalation di violenza in Siria ha inevitabilmente avuto un grande effetto sull’arte di Azzam che è diventata man mano più sperimentale, incerta e disturbata e si è allontanata di molto da quella degli esordi. Nelle sue ultime opere l’artista si interroga sul senso dell’arte di fronte alle atrocità della guerra. I  due lati dell’identità di Tammam Azzam, l’artista e il siriano, continuano a combattere tra loro e questa battaglia interna spiega bene il titolo della sua esibizione. “I, the Syrian” infatti non è altro che una sintesi dell’angoscia siriana.

 

Playlist della puntata

127 – Rock Entehari

DAM feat. Rachid Taha – Why

Cairokee feat. Souad Massi – Agmal Ma 3andy

Yasmine Hamdan – Samar

Nawel – Ala Jalek

Fairouz – Sa’alouni en-Nas

Temenik Electric – Déouni

JadaL – I’m in Love with Wala Bint

 

Note d’Oriente è un programma di Laura Lucarelli e Francesco Tomassi

La rubrica di Editoriaraba è curata da Chiara Comito

L’archivio storico delle puntate è disponibile su Mixcloud 

Potete seguire il programma anche sul blog di Note d’Oriente

 

Note d’Oriente è trasmesso da:

Onde Furlane sabato, ore 13.00;

Radio Beckwith giovedì  17,00 replica domenica  15,30

Radio Kairos sabato 20,00 replica martedì  19,30

Radio Sonar (Web Radio)

Radio Flash domenica 09,00 replica domenica 20,00

Radio Fragola domenica 14:00 104.5 – 104.8

Radio Dirittozero (Web Radio) lunedì 19:30

Radio IndyGesta (Web Radio) ogni giorno 12:30

Radio Ciroma mercoledì 17:00

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