Manicomi a porte aperte

marcocavallo

L’immagine ritrae il corteo che ha accompagnato la statua di Marco Cavallo lungo il centro di Trieste, una delle tante manifestazioni organizzate da Franco Basaglia e dai pazienti dell’ex ospedale psichiatrico triestino durante il processo di smantellamento dell’istituto avviato negli anni ’70.

 

Nel 1978 il Parlamento italiano approvava la legge 180, con la quale si sanciva la chiusura dei manicomi e l’inizio di una nuova era per l’assistenza psichiatrica. Molti di queste strutture pubbliche erano veri e propri borghi autonomi nelle città, con servizi di ogni sorta e ampli giardini. Risorse inestimabili del nostro Paese, gli ex manicomi vertono per lo più in stato di abbandono, ma alcuni hanno riaperto le porte, tornando a essere vissuti dai cittadini.

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L’importante è che abbiamo dimostrato che l’impossibile può diventare possibile. Dieci, quindici, venti anni addietro era impensabile che il manicomio potesse essere distrutto. D’altronde, potrà accadere che i manicomi torneranno ad essere chiusi e più chiusi ancora di prima, io non lo so! Ma, in tutti i modi, abbiamo dimostrato che si può assistere il folle in altra maniera, e questa testimonianza è fondamentale. Non credo che essere riusciti a condurre una azione come la nostra sia una vittoria definitiva. L’importante è un’altra cosa, è sapere ciò che si può fare. E’ quello che ho già detto mille volte: noi, nella nostra debolezza, in questa minoranza che siamo, non possiamo vincere. E’ il potere che vince sempre; noi possiamo al massimo convincere. Nel momento in cui convinciamo, noi vinciamo, cioè determiniamo una situazione di trasformazione difficile da recuperare“. Franco Basaglia, Conferenze brasiliane
L’ospedale psichiatrico di Trieste ha cessato di svolgere le sue funzioni nel 1980, due anni dopo la legge fortemente voluta da Franco Basaglia e la sua equipe. La norma istituiva un sistema di assistenza psichiatrica assolutamente innovativo – orientato al territorio e all’attivazione di reti di servizi – e smantellava l’istituzione totale manicomiale, considerata priva di qualsiasi valenza terapeutica. A Trieste Basaglia portò avanti un progressivo lavoro di eliminazione delle misure contenitive e una graduale apertura della struttura. Alla fine degli anni ’70 all’interno del parco dell’ospedale psichiatrico sono stati ospitati spettacoli, concerti, incontri. Oggi in questo complesso confluiscono numerose realtà: una radio, una palestra, un parco per bambini, una sartoria che riutilizza gli scarti tessili trasformandoli in capi alla moda. L’ex ospedale, ormai parco di San Giovanni, è gestito da un gruppo di cui fanno parte l’Università degli studi di Trieste, la provincia, l’Azienda servizi sanitari.

Secondo una recente ricerca dedicata alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio storico-architettonico degli ex complessi manicomiali – finanziata dal Miur e svolta dai ricercatori di sette atenei italiani italiani – i settanta manicomi italiani sono per lo più abbandonati. Il recupero, dove è avvenuto, è stato portato avanti in modo diverso a seconda delle città: c’è chi ha scelto di privatizzare (il San Clemente di Venezia, diventato un albergo di lusso), chi ha destinato le strutture a sedi universitarie (a Siena, Ferrara, Arezzo) o
a presidi sanitari, chi infine ancora sta capendo quale sia la destinazione d’uso, come nel caso del Santa Maria della Pietà di Roma. Nell’ex manicomio della capitale da diciassette anni è in corso un tentativo di riconversione culturale, sociale e artistica, portato avanti da un coordinamento di cittadini, ma oggi il rischio è che questo bene pubblico sia venduto a un privato. “Esiste una legge nazionale che nel Lazio è per lo più inapplicata” spiega Massimiliano Taggi dell’associazione Ex Lavanderia, una delle realtà all’interno del Santa Maria della Pietà ” In base a questa norma i vecchi ospedali psichiatrici dovrebbero ospitare attività in grado di generare risorse da destinare all’attuazione della Legge 180. Le potenzialità ci sono, ma Comune e Regione non sembrano vederle”. In queste settimane l’Ex Lavanderia sta raccogliendo le firme per una proposta di legge regionale per contrastare la possibile cartolarizzazione.

Ospiti della puntata:
Carla Stefani, Sartoria Sociale Lister
Concetta Lenza,  Seconda Università di Napoli
Massimiliano Taggi, Associazione Ex Lavanderia

 In redazione:
Andrea Cocco, Ciro Colonna, Marco Stefanelli

Si ringrazia Andrea Giuseppini, autore dell’audio documentario Radio Fragola

 

Terranave

Terranave è un programma di Marzia Coronati
La rubrica  Lu Cuntu è a cura di Andrea Cocco
L’articolo della settimana di Comune-info:  Qualcosa di diverso, qui e ora

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