Rosarno: braccianti sfruttati… dalla grande distribuzione

In occasione del quarto anniversario della rivolta di Rosarno, l’associazione Sos Rosarno lancia un appuntamento di fronte alle Coop di numerose città italiane, per denunciare lo sfruttamento della mano d’opera nei campi e il meccanismo distorto della filiera agroindustriale.

“A quattro anni dalla rivolta, le cose non sono cambiate, anzi sono peggiorate” racconta Arturo Lavorato, di Sos Rosarno. “Anche la legge del caporalato approvata nel 2011 di fatto non ha portato a nulla. E’ il sistema che deve cambiare in maniera strutturale, un sistema che oggi si basa sullo sfruttamento del lavoro, risultato aritmetico dei prezzi alla fonte imposti dalla grande distribuzione organizzata. Il caporalato è una conseguenza fisiologica del meccanismo della filiera agroindustriale italiana”.
Insomma, sono i colossi dell’alimentazione che gestiscono il controllo della domanda e sono anche loro perciò che fanno si che oggi la mano d’opera venga pagata 25 euro al giorno, spiega Sos Rosarno, che si occupa di commercializzare arance etiche e organizzare mobilitazioni di denuncia e incontri informativi. L’11 gennaio l’associazione sarà di fronte alle Coop di diverse città italiane, per fare informazione e dare i numeri di questo fenomeno. “Alla nostra iniziativa la Coop ha già risposto dicendo che i loro prodotti sono soggetti a puntuali controlli e verifiche, ma basterebbe fare i calcoli per capire che il costo a cui vendono i loro prodotti non giustifica i costi di produzione”.

Secondo le ricerche di Sos Rosarno, sia nella Piana di Gioia di Tauro che nella Sibaritide, altro territorio calabrese dove si producono agrumi, i meccanismi dello sfruttamento della mano d’opera sono ormai endemici. “In questi territori il primo settore economico per numero di occupati è l’agricoltura” conclude Lavorato “ma è anche un settore in grandissima crisi, la domanda di lavoro aumenta di giorno in giorno mentre l’offerta diminuisce. Dalla rivolta di Rosarno le condizioni di vita dei braccianti sono addirittura peggiorate”.

 

 

 

 

One Comment;

  1. Alchemilla GAS Bologna said:

    Diamo seguito alla mobilitazione promossa da SOS ROSARNO con una petizione on line diretta a COOP ITALIA: “Chiediamo che COOP ITALIA applichi ai prodotti in vendita un prezzo trasparente, con indicazione dell’importo corrisposto ai produttori agricoli e si impegni ad aprire canali di commercializzazione dei prodotti che assicurino un equo compenso ai produttori agricoli e garantiscano la regolare assunzione e retribuzione della manodopera”.
    http://www.change.org/it/petizioni/coop-italia-chiediamo-un-prezzo-trasparente-realmente-sostenibile-per-i-produttori-agricoli-e-per-i-braccianti
    Il Popolo delle Arance – Alchemilla GAS

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