L’Alchimista: Frontiere d’Europa

EU borders in EuropeI recenti naufragi a largo e nei pressi delle coste siciliane riportano alla ribalta la tematica migratoria. Le centinaia di morti che in pochi giorni hanno riempito le prime pagine dei telegiornali sono solo una piccola percentuale delle oltre ventimila vittime che in vent’anni avrebbero fatto le spese delle politiche di chiusura messe in atto dall’UE. Ora le istituzioni europee – quelle italiane in testa – invocano l’urgenza di azioni decise e coordinate a livello europeo che pongano fine all’eccidio. “Il problema non è coordinare le politiche, questo è ovvio e inevitabile” – commenta Grazia Naletto, presidente della Cooperativa Lunaria – “ma quali sono gli obiettivi di queste politiche”. Colpisce infatti la presa di parola tanto di Enrico Letta quanto del commissario europeo per gli affari esteri Cecilia Malmström – ma non sono certo le uniche voci istituzionali a dirlo – che auspicano una rapida e significativa implementazione delle missioni FRONTEX nel sud del Mediterraneo. “FRONTEX è un agenzia europea nata per controllare le frontiere esterne, per impedire agli irregolari di passare” – continua Grazia Naletto – “non ha funzioni di soccorso e salvaguardia, non ha senso rafforzare un’agenzia che serve a chiudere ancor di più le frontiere”. Da anni ormai movimenti e associazioni denunciano il massacro cui sono sottoposti migranti e richiedenti asilo per accedere al territorio europeo. “E’ importante trovare il modo di far entrare le persone” – conclude Grazia Naletto – “per richiedere asilo ma anche per cercare lavoro. Questo e solo questo metterebbe un argine alle morti nel Mediterraneo”.

Nella seconda parte della trasmissione, il focus si sposta negli Stati Uniti, dove da giorni non si riesce a trovare un accordo sull’innalzamento del tetto di debito da parte del Congresso. “Si tratta di un sistema consolidato in cui gli eletti stabiliscono di sforare il tetto di debito precedentemente stabilito” – commenta Martino Mazzonis, giornalista freelance che vive e lavora negli USA – “una prassi dagli anni ’80 in poi, prassi che oggi i repubblicani hanno deciso di interrompere per motivazioni ideologiche”. A essere sul piatto la riforma sanitaria, difesa da Obama e demolita dalla destra repubblicana.  “Se entro giovedi 17 il Congresso non troverà un accordo gli Stati Uniti dichiareranno default” – continua Mazzonis – “con conseguenze a catena, ad esempio smettendo di finanziare il proprio debito a scapito di chi lo detiene, Cina in testa”. Sul piano interno il default metterebbe in ginocchio i piani di risanamento messi in atto dall’amministrazione USA, piani che passano molte volte per un innalzamento della spesa e degli investimenti pubblici. Una tendenza comunque opposta rispetto alle parole d’ordine in voga nel vecchio continente, dove pure il debito è divenuto il nuovo feticcio da adulare. “Se vogliamo accade esattamente il contrario sulle due sponde dell’Atlantico” – conclude Mazzonis – ” da un lato gli USA, ora il meccanismo parlamentare è inceppato, ma dove in generale possiamo parlare di un controllo della politica e degli eletti sulla spesa pubblica. In Europa al contrario sono burocrati e cancellerie di governi a imporre le proprie ricette di tagli”.

Ospitiamo anche in questa puntata la rubrica Re:Common Stories, a cura dell’Associazione Re:Common. Argomento del giorno: le dighe e l’impatto ambientale e sociale che la loro costruzione determina.

Ospiti della trasmissione:

-Grazia Naletto, presidentessa Cooperativa Lunaria
-Martino Mazzonis, giornalista freelance

L’Alchimista viene trasmesso da:

Radio Citta Fujiko,  la domenica alle ore 08.00
Radio Beckwith, il lunedì alle ore 14.30 e in replica il venerdì alle ore 10,00
Radio Flash, il martedì alle ore 20
Radio Kairos, il mercoledì alle ore 15,30 e in replica il sabato alle ore 19.30
Radio Onde Furlane, il sabato alle ore 14.00
Radio Asterisco, il martedi alle ore 11.00 e alle ore 21.00 e il giovedì alle ore 10.00 e alle ore 16.00

In redazione: 
Ciro Colonna, Marzia Coronati

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