Alchimista 01: Grecia, arresti all’Alba

29_6_are_f1_119_a_resize_526_394Torna l’appuntamento settimanale con L’Alchimista, il programma di approfondimento sulla crisi e le sue evoluzioni economiche, sociali, politiche.

Tra le novità di quest’anno la presenza all’interno della nostra trasmissione della rubrica “Re:Common Stories – Storie di resistenza dal basso contro lo strapotere della finanza”, a cura dell’Associazione Re:Common in collaborazione con Radio Città Aperta.  La puntata di oggi racconta gli Stati Generali del Lavoro realizzati in Val Susa dall’Associazione Etinomia.

La nostra trasmissione riparte invece da dove si era interrotta a giugno, tenendo in conto di quanto accaduto in questi mesi. Se il governo di coalizione sembrava essere il modello indicato da Bruxelles agli stati europei, Grecia in testa, per governare la crisi, oggi questa sensazione si va consolidando, a partire dalla tenuta del governo Letta in Italia e alla necessità di Angela Merkel di trovare un accordo con il Partito Socialdemocratico o con i Verdi dopo quello che pure i giornali hanno definito un “trionfo elettorale”. Da questo schema rischia di smarcarsi proprio la Grecia, dove aleggia la possibilità di nuove elezioni. Parallelamente  il governo Samaras si svincola parzialmente dalla connivenza con il partito neonazista di Alba Dorata, o almeno fa le prove generali di questo svincolo, arrestando i vertici dell’organizzazione con accuse gravissime e riguardanti reati comuni di cui il partito sarebbe responsabile. Di questo parleremo nella seconda parte della trasmissione, grazie a un intervista realizzata da Dinamopress.it e AteneCalling.org a Dimitris Deliolanes, corrispondente da Roma per l’ormai defunta televisione pubblica greca ERT. “Il disegno di Nea Demokratia è di recuperare una parte dei voti defluiti nel bacino di Alba Dorata” – commenta Deliolanes – “che ormai è chiaro, non sarà mai riconducibile alle regole democratiche e parlamentari e viene quindi scaricato.”

La prima parte della trasmissione sarà invece dedicata alla città di Roma, alla minaccia di chiusura o drastico ridimensionamento dei servizi offerti da parte del circuito di biblioteche comunali, e al rebus del bilancio con cui si barcamena la giunta Marino. Mentre in Campidoglio si tenta di evitare il commissariamento approvando il bilancio entro il 30 novembre Biblioteche di Roma ottiene dalla Giunta rassicurazioni sul futuro dell’istituzione. Minacciate dai tagli imposti dalla precedente amministrazione (da 21 a 14 milioni annui), le oltre 70 biblioteche e centri di consultazione rischiavano in poche settimane di dover chiudere alle 14.30 tutti i giorni, riducendo di molto la propria fruibilità. “Le rassicurazioni del Comune ci rassicurano” – commenta Alessandro Voglino direttore dell’Istituzione delle Biblioteche di Roma – ” ma non dimentichiamo che attualmente ancora non è stato approvato il bilancio”. Le difficoltà del Comune stanno tutte in 867 miliardi di buco che se non colmati manderebbero il Comune in commissariamento. Il governo e la regione avrebbero preso impegni per sostenere Roma Capitale nello sforzo. Sforzo che in parte ricadrà anche su Roma stessa: 200 milioni dovrebbero essere recuperati dalla dismissione di parte del patrimonio immobiliare del comune, immobili di pregio in centro, nelle prime anticipazioni dal comune, ma per il momento non ci sono maggiori dettagli. Oltre a questo, tagli ai servizi e nuove aliquote IMU, da 0,5 a 06%. Messa da parte l’ipotesi di un ulteriore rincaro dell’addizionale comunale sull’IRPEF, già allo 0.9%, tra le più alte d’Italia.

Ospiti della trasmissione:

-Alessandro Voglino direttore ”in prorogatio” dell’Istituzione delle Biblioteche di Roma
-Fabio Moscovini,  Cgil Funzione Pubblica Roma e Lazio
-Dimitris Deliolanes, corrispondente da Roma per ERT TV (intervista a cura di AteneCalling e Dinamopress

In redazione: 
Ciro Colonna, Marzia Coronati

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