Efiubò 09: E’ vero che per ogni richiedente asilo che arriva in Italia lo Stato stanzia dei soldi?

impronta

In questa nona puntata di Efiubò, lo sportello legale radiofonico, si parla di finanziamenti pubblici per l’accoglienza dei migranti. A rispondere ai quesiti sarà l’avvocato Noris Morandi.

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 E’vero che per ogni richiedente asilo che arriva in Italia lo Stato italiano stanzia dei soldi?

No, non è vero che lo stato italiano stanzia dei soldi per ogni richiedente asilo che arriva o che è presente sul territorio italiano. In Italia sono finanziati dei posti messi a disposizione nei centri per l’accoglienza dei richiedenti di protezione internazionale e dei rifugiati e alcuni servizi di assistenza (assistenza psicologica e sociale, consulenza legale, vitto e alloggio) elargiti dai centri stessi. Questi posti dovrebbero essere sufficienti ma la realtà non è questa. Più nel dettaglio si può dire che in Italia il sistema di accoglienza dello stato italiano è organizzato attraverso i centri  per richiedenti asilo (Cara) e attraverso il Servizio per i richiedenti asilo e rifugiati (Sprar). I Cara sono strutture in cui i richiedenti asilo sono accolti per tutta la durata della procedura di esame della domanda di protezione internazionale. Lo Sprar invece è un sistema di accoglienza e integrazione promosso dal Ministero degli Interni e dagli enti locali. Diffuso su tutto il territorio nazionale, lo Sprar offre a i richiedenti asilo e rifugiati privi dei mezzi necessari per il proprio sostentamento un supporto di tipo alloggiativo e un sostegno all’avvio di un percorso di integrazione sul territorio nazionale, ma solo nei limiti delle capacità ricettive del sistema stesso, ovvero nei limiti del numero dei posti di accoglienza stabiliti dal Ministero dell’Interno. In Italia oggi il numero dei posti per l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati è  nettamente inferiore rispetto al numero degli aventi diritto.

Le associazioni che aiutano i migranti in Italia come si finanziano?

Le associazioni di tutela dei migranti possono avere diversa natura, a seconda dei fini statutari e dei fini istituzionali che si prefiggono. Spesso si tratta di associazioni che hanno carattere e organizzazione indipendente, associazioni no profit senza fini di lucro o associazioni di volontariato. Le fonti di finanziamento possono essere varie, così come anche i bisogni di finanziamento che hanno (esistono associazioni molto grandi che erogano diversi servizi e realtà molto piccole composte da poche persone) . Possono esserci fonti di finanziamento sia pubbliche che private. Alcune associazioni sono in parte finanziate con piccole quote delle imposte dei contribuenti, ma molto più spesso la fonte principale del finanziamento è l’auto-finanziamento (ad esempio le quote di iscrizione dei soci, le donazioni dei privati, le attività di raccolta fondi). Spesso le attività si sono svolte su base volontaria da parte dei membri dell’associazione stessa.

Se arrivo in Italia come migrante regolare ho diritto a un alloggio?

La legge italiana tutela le esigenze di alloggio del migrante e della sua famiglia in maniera molto diversa a seconda della condizione giuridica del cittadino straniero. La legge definisce nel dettaglio anche quali sono le misure che devono essere predisposte da Stato, Regioni e Enti locali, misure che devono essere atte a soddisfare le necessità alloggiative dei migranti che non riescono a trovare casa nel libero mercato. Esistono strutture di accoglienza che gratuitamente provvedono alle immediate esigenze degli stranieri, oppure alloggi sociali collettivi o privati organizzati nella forma del pensionato, finalizzati ad offrire una sistemazione a pagamento con quote calmierata. Queste sono tutte soluzioni temporanee, spesso non adatte alle esigenze di un’intera famiglia ma solo a quelle di un singolo. Un’alternativa stabile è quella che riguarda l’ediliza residenziale pubblica: gli stranieri titolari di carta di soggiorno o in possesso di un permesso di soggiorno di durata almeno biennale e con un lavoro vi possono accedere in condizioni di parità di trattamento con i cittadini italiani. Per maggiori informazioni bisogna rivolgersi all’ufficio apposito presso l’Ente locale di residenza, che potrà spiegare come si fa a partecipare al bando per l’edilizia residenziale pubblica.

Esiste una convenzione tra il Comune e il centro di accoglienza che mi ospita? La posso leggere?

Dipende dalla tipologia del centro di accoglienza. Alcuni centri sono gestiti in convenzione tra Comune e ente gestore, altre volte è l’ente locale che gestisce direttamente la struttura di accoglienza, in altri casi ancora l’ente gestore può avere stipulato una convenzione con la Prefettura o il centro può essere gestito in subappalto da un altro ente privato.In ogni caso una convenzione esiste e l’ospite della struttura di accoglienza ha sempre diritto a poter prenderne visione. In questo importante documento pubblico vengono definiti i rapporti tra l’ente finanziatore e l’ente che gestisce la struttura. All’interno della convenzione sono definiti anche i servizi che devono essere erogati e il costo previsto per ciascun ospite. Potrete rivolgervi agli uffici del Comune, nel caso si tratti di un centro di accoglienza gestito in convenzione con il comune, o all’ente gestore.

 

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Efiubò è una rubrica radiofonica che risponde ai quesiti e ai dubbi legali dei migranti che vivono in Italia. Uscirà ogni quindici giorni a partire da oggi, 15 febbraio. Se hai anche tu dubbi o domande, scrivi a efiubo@gmail.com

 

 Efiubò è un progetto realizzato con il contributo dell’otto per mille della Tavola Valdese

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