CEAS, il nuovo pacchetto dell’ UE per profughi e rifugiati

Dopo oltre 4 anni di discussione,  il 12 giugno il Parlamento Europeo ha approvato il nuovo Sistema Europeo Comune di Asilo (CEAS), un pacchetto di regole che avrà un impatto sulla vita di circa 400.000 richiedenti asilo ogni anno, su circa 2 milioni di beneficiari di protezione internazionale e le loro famiglie e sul lavoro di decine di migliaia di operatori pubblici e privati nei 27, presto 28, Stati Membri dell’Unione Europea. Nei prossimi due anni i diversi Parlamenti nazionali dovranno ratificare il CEAS ed uniformare la legislazione in fatto di accoglienza, protezione ed integrazione dei rifugiati. Il pacchetto però lascia ampio spazio a deroghe alle norme generali che promuove si rischia così di veder replicati i problemi della “prima generazione” di regole comunitarie in fatto di asilo, quelle stabilite nel 2007 che avrebbero dovuto definire le condizioni minime di accoglienza per i rifugiati ma, alla prova dei fatti, vedono ancora oggi molte disomogeneità a livello europeo. “Mentre in Slovacchia lo status di rifugiato viene riconosciuto allo 0% dei richiedenti ceceni provenienti dalla Russia, nel paese vicino, l’Austria, la percentuale delle richieste accolte è dell’ 80%” ha detto ai nostri microfoni Christopher Hein, direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati. Altri punti critici sono l’importanza che ancora riveste l’istituto della detenzione amministrativa, cui sono dedicati ben 4 articoli, e la mancanza di una previsione su come i potenziali beneficiari di protezione potrebbero arrivare in Europa: al momento quasi tutti arrivano clandestinamente e la maggior parte dei migranti in arrivo sulle navi della speranza sono potenziali richiedenti asilo o profughi in fuga dalla guerra.

Una montagna che ha partorito un topolino insomma, anche se il CEAS ha comunque degli aspetti positivi ed in particolar modo è il primo regolamento sul diritto d’asilo che coinvolge gli stati di una intera regione geografica. Il risultato non del tutto soddisfacente è dovuto anche all’esigenza di coniugare due interessi confligenti: da una parte la necessità di accogliere ed integrare gli stranieri che hanno diritto ad essere protetti in base ai trattati internazionale, dall’ altra arginare le simulazioni e gli abusi di questi diritti da parte di stranieri che cercano di ottenere ospitalità attraverso sotterfugi.

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