Turchia: non c’è democrazia senza opposizione

taksimIl giorno dopo la partenza del premier turco Recep Tayeb Erdogan per il nord Africa, il suo vice Bulent Arinc fà autocritica dopo la repressione dei giorni scorsi che ha lasciato sul terreno 3 vittime e centinaia di feriti. Scuse ufficiali per quanti hanno manifestato pacificamente in cui il numero due del governo turco, ammette l’uso eccessivo della forza da parte della polizia, afferma che non c’è democrazia senza opposizione e che il suo partito, l’islamista AKP, non ha intenzione di imporre l’islam. La rivolta che da piazza Taksim si è diffusa in molte località del paese non nasce all’improvviso e non solo dalla rivendicazione ambientalista di quanti si oppongono alla rimozione di una delle poche aree verdi nel centro di Istanbul “dobbiamo assolutamente ricordare il referendum del 2010 per spiegare i fatti di oggi” ha detto ai nostri microfoni Michelangelo Sevregnini, videomaker e musicista che ha vissuto ad Istanbul, “vincendolo l’AKP ha potuto modificare alcune norme costituzioni mettendo in discussione uno dei pilastri della Turchia, cioè la laicità dello stato”. Secondo il videomaker negli ultimi 10 anni ed in particolare negli anni successivi al referendum il partito di Erdogan, forte del consenso elettorale, ha cercato di modellare il paese sulla propria idea di società ed il piano urbanistico del governo è uno degli strumenti che ha utilizzato.

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