L’Alchimista 26: Ripartire da… Zero

assemblea ozNasce a Roma un esperimento affascinante di cooperazione tra lavoratori e precari di vecchia e nuova generazione, dove per questi ultimi si intende riferirsi ai lavoratori che si credevano garantiti e che con la crisi e grazie alle controriforme del lavoro hanno perduto diritti e garanzie che si pensavano acquisiti. La location è l’ex stabilimento RSI nel quartiere di Casal Bertone, officine di manutenzione ferroviaria liquidate dalla proprietà insieme ai 33 operai che vi lavoravano. Nella fabbrica, occupata dal febbraio del 2012, vede la luce Officine Zero, audace tentativo di tenere insieme un progetto di riuso e riciclo che vede coinvolti gli operai dello stabilimento, con uno spazio di coworking dedicato a lavoratori della comunicazione. Ancora, il progetto include uno studentato autogestito e quella che viene definita Camera del Lavoro Precario. Un’opportunità di lavoro nel segno della cooperazione e una traiettoria di sviluppo produttivo per un’area, a due passi dalla stazione Tiburtina, destinata dalla proprietà all’ennesima speculazione edilizia.

“Le competenze di questi operai, fabbri, carpentieri, tappezzieri” – spiega Antonio, portavoce della rete nazionale degli operatori dell’usato – “sono perfette per far dar vita a un progetto di rimessa in funzione e sul mercato di oggetti e beni altrimenti classificati come rifiuti”. Le stime degli occupanti sono strepitose e parlano della possibilità di dar lavoro a circa 200 persone, che entrerebbero in stretta collaborazione con la fitta rete di operatori che già lavorano e vivono con l’usato. Una scelta obbligata, a causa delle criticità ecologiche del modello di consumo in vigore, oltre che dalla crisi economica e di sistema, ma anche un modo per riaprropriarsi di un diverso rapporto con le cose e il loro valore.

Parallelamente lo spazio di coworking garantirà circa 15 postazioni lavorative, che saranno occupate da altrettante realtà del precariato metropolitano. Grafici, videomaker, giornalistis freelance, l’universo delle partite IVA si organizza per ripensare in maniera sostenibile il proprio lavoro e i propri tempi di vita. “L’obiettivo non è solo trovare un posto dove lavorare e collaborare” – spiega Lorenzo, grafico freelance e occupante dell’adiacente centro sociale Strike – “ma vogliamo dare voce alle lotte e ai diritti dei precari, costruendo il nostro progetto di comunicazione intorno a questi temi”. L’ambizione dichiarata è fondare una Camera del Lavoro Precario, che oltre a mettere in rete i servizi di assitenza legale e fiscale attivi da anni presso vari centri sociali romani, tenterà di rifondare le basi di tutela per lavoratori fino ad oggi non garantiti. “Bisogna ripartire dalle basi di solidarietà e mutualismo” – continua Lorenzo – “quel che fecero le unions più di un secolo fa, prima dell’esistenza dei sindacati”.

Il terzo pilastro di Officine Zero è l’occupazione della palazzina del direttore della fabbrica da parte di un gruppo di studenti della Sapienza. Il progetto Mushroom è reduce dall’occupazione lampo di uno stabile nel quartiere di Torpignattara, per poi imbattersi in Officine Zero. “E’ stato un incontro naturale” – racconta Zoe di Mushroom – “perchè ormai le figure dello studente, del lavoratore (non più) garantito e del precario si intrecciano e ci portano a unirci”. Occupare una casa vuol dire per uno studente sottrarsi al meccanismo di affitti capestro che obbligano la maggior parte dei giovano a prodursi in lavori in nero e malpagati.

Nella lunga due giorni dell’1 e 2 giugno Officine Zero è stata aperta e raccontata, in attesa di poter dar vita alle prime produzioni. Perchè il progetto abbia gambe è però indispensabile che le istituzioni sappiano leggere l’attualità della sfida che viene posta. “I primi confronti con il Ministero e con il curatore fallimentare incaricato di liquidare l’area” – racconta Emiliano, operaio ex-RSI – “non sono andati male, le istituzioni tutte devono farsi carico di questo progetto, acquisire l’area, consentirci di svilupparci.”

Le stesse persone che stanno dando vita al progetto lo hanno definito una “pazza idea”. “Ci vuole un grosso sforzo di immaginazione e un po’ di follia per pensare una cosa del genere” – sorride Emiliano – “ma siamo convinti che senza queste due doti in questa fase non abbiamo molte speranze”.

Ospiti della trasmissione:

-Antonio, portavoce della rete nazionale degli operatori dell’usato
-Lorenzo, grafico freelance e occupante del centro sociale Strike
-Zoe, progetto Mushroom
-Emiliano, operaio ex-RSI

L’Alchimista viene trasmesso da:

Radio Citta Fujiko,  il  lunedì alle ore 13.00
Radio Beckwith, il mercoledì alle ore 10.00 e in replica la domenica alle ore 13,30
Radio Flash, il martedì alle ore 20
Radio Kairos, il mercoledì alle ore 15,30 e in replica il sabato alle ore 20.00
Radio Asterisco, il martedi alle ore 11.00 e alle ore 21.00 e il giovedì alle ore 10.00 e alle ore 16.00

In redazione: 
Ciro Colonna, Andrea Cocco

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