Terranave 31: La scuola della strada

maras     Il Mojoca, Movimento dei ragazzi di strada guatemaltechi, è un percorso di crescita personale, di studio e di lavoro autogestito da chi ha fatto o fa la vita di strada. Fondato dallo psicologo belga Gerard Lutte, il movimento si fonda su molte delle competenze e dei principi appresi in strada. A più di quindici anni dalla sua nascita, l’organizzazione continua a crescere e allargarsi e ormai è un punto di riferimento per i giovani che vivono le strade della capitale della nazione centro-americana.

 

Ci sono persone che dicono che non siamo di nessun valore perchè siamo stati nella strada, io penso che abbiamo valore, che se studiamo abbiamo valore, se non abbiamo la verginità del nostro corpo abbiamo la verginità del nostro cuore“.  Ragazza di strada guatemalteca, 14 anni

… A vedere bene penso che siamo tutti buoni e cattivi, che abbiamo il nostro lato buono e il nostro lato cattivo e forse, per i colpi che ho ricevuto si è sviluppato maggiormente il mio lato cattivo… Anche quello che porta i vestiti sporchi è degno, ha la sua dignità e non gli piace che feriscano i suoi sentimenti, perchè nella strada apprendi a essere orgoglioso, a tenere il tuo orgoglio molto in alto e non ti piace che uno se lo metta sotto i piedi…“. Ragazzo di strada guatemalteco, 15 anni

Testimonianze tratte dal libro “Principesse e sognatori nelle strade in Guatemala”, di Gerard Lutte

 

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L’idea venne a Gerard Lutte quando andò in Guatemala per la prima volta, nel 1993, quell’anno realizzò una serie di interviste a giovani che vivevano per le strade della capitale. Lo psicologo ascoltò più di sessanta storie di ragazze e ragazzi di strada, con alcuni strinse amicizia e per un periodo visse anche con loro. A seguito di questa ricerca, Lutte si rese conto che al fenomeno lo Stato rispondeva con strumenti spesso inadeguati e inefficienti, non analizzando l’origine del problema e offrendo assistenza primaria alle persone senza considerare la loro forte autodeterminazione. Risultato: nella gran parte dei casi i giovani che lasciavano la strada, le droghe e i furti per entrare in una casa di accoglienza, dopo poche settimane ritornavano alla vita di prima. Così nel 1996 Lutte organizza un’assemblea, vicino al lago di Atitlan, a quaranta chilometri dalla capitale, all’incontro partecipano i principali gruppi di ragazzi di strada. E’il primo passo del Mojoca, un movimento gestito dai ragazzi, con l’intento di rispettare i sogni e le aspettative di ognuno. Un obiettivo ambizioso,un lavoro lunghissimo che sfocerà nell’autogestione solo nel 2004. Nel Mojoca sono gli stessi ragazzi a eleggere il comitato di gestione e il presidente e a modificare le regole interne, chi entra a far parte del movimento inizia un percorso a tappe, nel corso del quale l’istruzione riveste una grande importanza. La scuola popolare del movimento è mirata a insegnare la storia vera e non quella scritta dagli oppressori, per formare cittadini consapevoli e per capire le cause che hanno portato la società guatemalteca ad essere come è oggi.

E’difficile fare un censimento dei ragazzi che vivono per le strade del Guatemala, qualcuno parla di cinquemila giovani, altri dicono che siano diecimila, un numero che è aumentato vertiginosamente in seguito al conflitto armato che ha dilaniato il Guatemala per 36 anni e che è proseguito nonostante la firma degli accordi di pace del 1999. Il fenomeno dei ragazzi di strada non può essere analizzato senza tenere in considerazione la storia del Guatemala. In questo Paese  gli indigeni hanno per secoli subito invasioni dure e repressive, costretti a vivere in condizione di semi schiavitù. La rivoluzione liberale del 1944 venne brutalmente annientata dai poteri forti con l’aiuto degli Stati Uniti e da allora si sono succedute le dittature militari. Una repressione continuata negli anni ’70, con l’assassinio di leader contadini, sindacali, studenteschi e con la violentissima “campagna della terra bruciata”: l’esercito circondava i paesi e annientava e massacrava tutto, umani, animali e raccolti. Gli abitanti dei villaggi di campagna sono stati costretti a fuggire nelle città, gli uomini sradicati dalla loro cultura contadina spesso si davano all’alcool, la violenza era all’ordine del giorno, gli stupri frequentissimi. “I ragazzi di strada sono le persone che sono sfuggite a questi luoghi di violenza, noia, non senso” racconta Gerard Lutte.

Ad aprile di quest’anno un tribunale guatemalteco presieduto dalla coraggiosa giudice Jazmín Barrios, ha condannato a ottanta anni di carcere per genocidio l’ex presidente generale Efraim Rios Montt, salito al potere con un colpo di stato nel 1972, del cui Stato Maggiore Presidenziale era allora direttore l’attuale presidente Otto Perez Molina. La sentenza è stata subito dopo annullata alla Suprema Corte e poi riconfermata. Ma i giochi potrebbero non essere chiusi e certamente i numerosi conflitti aperti nel paese a causa delle devastazioni territoriali nei territori indigeni sono destinati ad intensificarsi. Il 27 Aprile scorso i vescovi del Guatemala hanno pubblicato una lettera in occasione del quindicesimo anniversario dell’assassinio di Gerardi. Era vescovo nel Quichè nei peggiori anni del genocidio e dopo un esilio forzato fu nominato vescovo ausiliare della capitale. Coordinò un’inchiesta sulla violazione dei diritti umani durante il conflitto armato, inchiesta che mise in rilievo che almeno il 70% dei crimini di guerra era stato commesso dall’esercito. Tre giorni dopo l’annuncio nella cattedrale della conclusione dell’inchiesta fu selvaggiamente assassinato. Nella lettera i vescovi hanno ricordato che il sangue non ha mai cessato di scorrere in Guatemala e il numero dei morti in questi ultimi anni, è persino superiore a quello degli anni del conflitto armato.

 

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Ospiti della puntata:

Gerard Lutte, Mojoca

In redazione: Lianka Trozzi, Andrea Cocco

Selezione musicale: Francesco Perugini

Terranave è un programma a cura di Marzia Coronati

Proponete la vostra alternativa a radioterranave@gmail.com

 

Terranave è trasmesso da:

Radio Popolare Roma  (Roma, 103.3)  domenica 9,30
Radio Flash (Torino, 97.6)  giovedì 20,00
Radio Kairos (Bologna, 105,85)  sabato 13,00
Radio Città Fujiko (Bologna, 103.1) domenica 13,30
Radio Indygesta (Web Radio)
Radio Onda d’urto (Brescia, cremona, Piacenza, 99.6) mercoledì 13,00
Radio Ciroma (Cosenza, 105,7) martedì 19,30

 

Immagine di Napoli Monitor

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