Alchimista 24: Grecia, schiavi alla meta

grecia_proteste_cateneDalla Grecia giungono preoccupanti aggiornamenti sul fronte del mercato del lavoro – con la ulteriore riduzione del salario minimo – e su quello dei diritti sindacali e di sciopero, con il sempre più frequente ricorso del governo alla precettazione e alle maniere forti. Che l’obiettivo ultimo delle oligarchie finanziarie europee fosse il mercato del lavoro è ormai cosa evidente da tempo. Prova ne è il fatto che la chiave di volta individuata praticamente dalla totalità dei governi del continente per rientrare dalla crisi, sia stato il taglio del costo del lavoro e la contrazione delle libertà sindacali, a partire dalla contrattazione collettiva. Coincidenza di intenti e di azione da parte dei governi, che ha riportato le lancette della storia indietro di decenni. Diritti acquisiti con più di un secolo e mezzo di lotte operaie, cancellati in pochi anni sotto la minaccia della crisi e della disoccupazione. “In Grecia ci hanno detto che solo riducendo il salario minimo avremmo potuto sconfiggere la disoccupazione crescente” – commenta Dimostenis Papadatos della redazione di rednotebook, sito della sinistra radicale greca – “oggi il salario minimo viene deciso dallo stato ed è di 410 euro per i minori di 25 anni e 480 per tutti gli altri, e parliamo di cifre lorde”. Parallelamente la disoccupazione giovanile nel paese si attesta al 64.2%.

Ma l’obiettivo primario del governo greco sembra essere oggi il diritto allo sciopero. Dall’inizio dell’anno il governo ha già fatto ricorso tre volte alla precettazione, contro i portuali, contro i lavoratori dei trasporti di Atene e contro gli insegnanti. “L’obiettivo del governo non è contrastare questa o quella vertenza” – sottolinea Markos Voiatsoglou, ricercatore presso l’ European University Institute di Firenze – “ma abbattere lo stesso concetto di sciopero”. La legge greca consente allo stato di precettare i lavoratori in caso di emergenza o calamità naturale, comminando fino a tre mesi di carcere per quanti si rifiutassero, oltre al licenziamento immediato.  “L’utilizzo massiccio di queste misure negli ultimi mesi è la dimostrazione di come il governo consideri i lavoratori” – commenta Margherita Dean, corrispondente da Atene per Radio Popolare – “nel caso degli insegnanti abbiamo assistito a ben 80.000 precettazioni, emanate preventivamente alla proclamazione dello sciopero, una misura intimidatoria che ha colto nel segno.”

Ancora più inquietanti le modalità con cui il governo sta esercitando il proprio ruolo di “normalizzazione”. Gli avvisi ai lavoratori sono stati consegnati casa per casa da poliziotti in divisa. “Quando sei messo di fronte alla scelta se esercitare il tuo diritto costituzionale allo sciopero o perdere il lavoro ed andare in galera” – commenta Markos Voiatsoglou – “sei di fronte a uno stato fascista e non a una democrazia”.

Nel complesso il paese attraversa un momento di sconforto generale, con la maggior parte delle persone incapaci di reagire alle interminabili vessazioni e il movimento paralizzato dopo anni di lotte aspre ma inefficaci. “Molte delle strutture che hanno guidato l’opposizione devono ripensarsi” – commenta Markos Voiatsoglou – “mi riferisco prevalentemente ai sindacati”. “Fin quando le strutture sindacali saranno tanto legate ai partiti” – conclude Margherita Dean – “non ci potrà essere altro modello che non sia quello concertativo”.
Esistono parallelamente molte esperienze di autorganizzazione. Ne è esempio la rete “Non pago”, nata per far fronte all’inserimento in bolletta di una gravosa tassa sugli immobili, che ha portato al distacco della corrente a decine di persone e famiglie che non potevano pagare. “La rete di protezione nei quartieri riallaccia la luce e impedisce nuovi distacchi” – racconta Maria Botsi, avvocatessa del gruppo di supporto legale della rete Solidarity for All. La corte suprema ha recentemente dichiarato incostituzionale il distacco della corrente per il mancato pagamento della tassa sulla casa inserito in bolletta. “La tassa figura ancora sulla bolletta ma non vengono più eseguiti distacchi” continua Maria Botsi, “una piccola vittoria, fin quando troveranno un altro modo per portarci via quel poco che ci resta”.

 

Ospiti della trasmissione:

-Margherita Dean, corrispondente da Atene per Radio Popolare
-Markos Voiatsoglou, ricercatore presso l’ European University Institute di Firenze
-Dimostenis Papadatos della redazione di rednotebook, sito della sinistra radicale greca
-Maria Botsi, avvocatessa del gruppo di supporto legale della rete Solidarity for All

L’Alchimista viene trasmesso da:

Radio Citta Fujiko,  il  lunedì alle ore 13.00
Radio Beckwith, il mercoledì alle ore 10.00 e in replica la domenica alle ore 13,30
Radio Flash, il martedì alle ore 20
Radio Kairos, il mercoledì alle ore 15,30 e in replica il sabato alle ore 20.00
Radio Asterisco, il martedi alle ore 11.00 e alle ore 21.00 e il giovedì alle ore 10.00 e alle ore 16.00

In redazione: 
Ciro Colonna

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