Note d’Oriente 14: Vecchio e Nuovo

murat paltaLa puntata di questa settimana partirà dal Pakistan, paese in cui il tema della crisi settaria tra sunniti e sciiti si riflette anche nella scena artistica nazionale. Molti artisti pakistani infatti riversano la propria rabbia nelle loro opere che utilizzano al tempo stesso come valvola di sfogo e come spazio in cui esprimere i propri sentimenti e il proprio punto di vista su determinate questioni. Tra questi artisti andremo a scoprire Imran Mudassar, Imran Qureshi e Saud Baloch.

Dal Pakistan passeremo poi in Turchia per incontrare Murat Palta, un giovane illustratore, grafico ed animatore turco. Egli è autore di un esperimento molto interessante, ossia quello di fondere i motivi grafici orientali tradizionali con il cinema occidentale contemporaneo. Il risultato è una reinterpretazione dei classici del cinema hollywoodiano in chiave moderna.

Vi parleremo poi del teatro in Cisgiordania, realtà fragile ma importante, anche e soprattutto per le difficoltà dovute all’occupazione israeliana. Andremo a conoscere meglio due progetti coraggiosi, l’accademia di drammaturgia teatrale di Al Kasaba e il Freedom Theater. La sopravvivenza e la riuscita di queste due esperienze sono continuamente messe in discussione dalla violenza della guerra oltre che dalla mancanza di interesse nel teatro locale.

Dopo il caso del rapper Weld El XV, di cui vi abbiamo parlato la settimana scorsa, vi racconteremo oggi di un altro episodio che mostra il difficile rapporto tra arte e potere in Tunisia. Il 4 novembre scorso infatti due graffitari del collettivo Zwewla sono stati arrestati a Gabès mentre stavano scrivendo su un muro la frase “Il popolo vuole diritti per i poveri”. I due sono stati accusati di “grave attentato allo Stato, danneggiamento di beni pubblici e diffusione di un messaggio turbativo dell’ordine pubblico” ma nelle ultime settimane hanno anche incassato il sostegno di migliaia di internauti, associazioni e istituzioni che hanno organizzato manifestazioni di solidarietà in loro favore.

Dalla Tunisia ci sposteremo in Libano per parlarvi del festival Ayam Beirut al Cinema’iya, nato 14 anni fa con l’intento di dare maggiore visibilità al cinema indipendente nel mondo arabo. Approfittando di questo evento andremo a conoscere tre trai i registi più promettenti che hanno preso parte al festival: la libano-americana Tamara Stepanyan, il palestinese Mehdi Fleifel e i fratelli Rania e Raed Rafei. Parleremo inoltre dei lavori che hanno presentato al festival.

Concluderemo la puntata portandovi alla scoperta di Sana’a, città magica in cui le forme d’arte contemporanea sono incastonate nell’antichissimo e disordinato tessuto della città. Camminando tra gli edifici storici del centro o tra le ville e i negozi della città nuova si possono infatti incontrare musei di arte contemporanea, centri culturali, gallerie d’arte e graffiti. Anche se Sana’a non conosce una scena artistica sviluppata come quella di altre capitali arabe il suo tessuto sociale è però vivo e la sua scena culturale attiva e intraprendente.

 

Playlist della puntata:

Mashrou’ Leila – Wajih

Alaa Wardi – Jo Jeeta Wohi Sikandar

JadaL – El Daraweesh

Cairokee – Boukra el-Shams Btetla3

Emel Mathlouthi – Ma Qatlou Had

Soapkills – Marra Fi Ghnina

DAM – Ghareeb Fi Bladi

 

In redazione: Francesco Tomassi, Laura Lucarelli

 

L’archivio storico delle puntate è disponibile su Mixcloud

 

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