L’Alchimista 18: uno statuto per il welfare

welfare_immagineLo stato sociale è tra i principali obiettivi dei tagli operati a livello continentale in epoca di spending review. Anche in Italia le prestazioni socio-sanitarie sono sotto accusa, considerate dalla vulgata comune un pozzo senza fondo, nel quale confluiscono porzioni ingenti delle risorse pubbliche, tanto a livello statale quanto sul piano locale. Un recente studio del Cergas (istituto di ricerca dell’Università Bocconi) sulla gestione dell’assistenza sanitaria e sociale rivela in questo senso dati interessanti, che contraddicono molti dei luoghi comuni sui quali si fondano molti dei discorsi inerenti il welfare nel nostro paese. Primo tra tutti il livello di spesa pubblica rivolto a questo settore. “Il nostro paese destina a questo settore il 45% sul totale della spesa pubblica” – rileva Giovanni Fosti,  responsabile servizi sociali e socio-sanitari del Cergas – “contro il 50 della Gran Bretagna, il 58 della Francia e il 63 della Germania”.

Oltre al livello complessivo di spesa destinato allo stato sociale, i modelli si differenziano particolarmente per le modalità con cui i soldi vengono spesi. “Quello che manca nel nostro paese è la capacità di decidere” – commenta Gianni Trovati, giornalista del Sole 24 Ore – “a differenza degli altri paesi  presi in esame dal Cergas in Italia si preferisce dare poco a molti anzichè concentrare l’intervento sulle situazioni più significative”. L’incapacità decisionale non si ferma qui, i dati della Cergas svelano un altro falso mito del welfare all’italiana: contrariamente a quanto si crede, lo stato non interviene direttamente ma lascia ampio margine decisionale ai cittadini-utenti. “Senza dare alcun giudizio di merito” – commenta Giovanni Fosti – “i nostri studi rilevano che in Italia si preferisce erogare soldi piuttosto che servizi: un dato su tutti, nel nostro paese esistono 700.000 badanti private e solo 250.000 posti per anziani bisognosi di assitenza.”

Questi dati fanno riflettere sulla natura spesso ideologica dei discorsi che demonizzano lo stato sociale, indicandolo come uno dei fattori di sofferenza del nostro paese. L’attacco allo stato sociale ha subito negli ultimi anni un’accelerazione, dovuta alla contrazione dei bilanci statali e degli enti locali. Contrazione che a sua volta risente di molti fattori, non certo ultimo l’inserimento del principio del pareggio di bilancio in Costituzione e l’accordo interstatale conosciuto come fiscal compact. “E’ un grave errore sottostare a tali norme senza cercare un bilanciamento con i diritti sociali contenuti nella Costituzione” – commenta Manin Carabba, membro del Cnel e presidente onorario della Corte dei Conti – “è necessario formulare uno statuto del welfare che contenga i livelli minimi di assitenza che definiscono i parametri della cittadinanza sociale”. Oltre che una questione di merito il prof. Carabba individua una discriminante di metodo, affatto marginale: “Ogni cessione di sovranità in virtù di una maggiore integrazione continentale andrebbe discussa approfonditamente in parlamento, ma da ormai più di dieci anni il parlamento italiano ha preso l’abitudine di votare le leggi di bilancio per maxi-emendamenti su cui i governo pongono la fiducia. Questo determina uno schiacciamento sulle posizioni degli esecutivi, svuotando di senso i parlamenti stessi; è ciò che sta avvenendo anche nei confronti dell’Europa e degli impegni presi in sede internazionale per perseguire la riduzione del debito”.

Il prof. Carabba chiude con una considerazione amara: “Molto spesso le condizioni di vita e di lavoro cui assistiamo somigliano a quelle descritte da Pratolini in Metello, siamo di fronte a dei regressi che fanno paura”.

Ospiti della trasmissione:

-Giovanni Fosti, responsabile servizi sociali e socio-sanitari del Cergas
-Gianni Trovati, giornalista Sole 24 Ore
-Manin Carabba, membro Cnel

L’Alchimista viene trasmesso da:

Radio Citta Fujiko,  il  lunedì alle ore 13.00
Radio Beckwith, il mercoledì alle ore 10.00 e in replica la domenica alle ore 13,30
Radio Flash, il martedì alle ore 20
Radio Kairos, il mercoledì alle ore 15,30 e in replica il sabato alle ore 20.00
Radio Asterisco, il martedi alle ore 11.00 e alle ore 21.00 e il giovedì alle ore 10.00 e alle ore 16.00

In redazione: 
Ciro Colonna

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