Autismo. A Roma una giornata per conoscerlo.

Il 7 aprile a Roma diverse associazioni (Laboratorio di Neuroscienze Sociali e Cognitive dell’ Università Sapienza, Gruppo Asperger, Asperger Pride, CulturAutismo, Il Prisma), hanno organizzato un evento sociale e sportivo in occasione della giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo, istituita nel 2008 dall’Organizzazione delle Nazioni Unite.

In questa occasione, associazioni, esperti e famiglie, si sono ritrovati per far conoscere il mondo dell’autismo attraverso il contatto diretto tra neurotipici, ovvero chi autistico non è, e persone appartenenti allo spettro autistico.

“Oggi non è corretto parlare di autismo, ma di autismi” dice ai nostri microfoni Erika una ragazza asperger tra le organizzatrici della manifestazione. La presa d’atto dell’eterogeneità all’interno del mondo dell’autismo è fondamentale nel momento in cui si devono strutturare i percorsi di assistenza individuale. A un livello sociale diffuso tuttavia, è difficile far passare un’immagine così complessa e sfaccettata della persona autistica e in molti casi, continua Erika, permane “lo stereotipo dell’autistico da Rain Man”.

Ancora maggiori sono le difficoltà per quanto riguarda l’assistenza ai soggetti autistici.

Stefania Stellino presidente dell’ANGSA Lazio (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici), parla di un aiuto da parte dello Stato “a macchia di leopardo” mentre l’attuale carenza di fondi sta mettendo in crisi anche uno dei servizi essenziali per le famiglie: l’assistenza domiciliare.

Sono sempre di più in questo modo, le famiglie costrette a pagare di tasca propria per quelli che dovrebbero essere diritti garantiti.

 

Ai nostri microfoni:

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