Il porto di Gioia Tauro dice si al rigassificatore

Il 20 marzo scorso diverse associazioni locali calabresi hanno indetto una manifestazione davanti al porto di Gioia Tauro per chiedere lo stop al progetto per la costruzione del più grande rigassificatore d’Europa, a pochi chilometri dal più importante porto calabrese.
Il comitato portuale, dopo una lunga riunione, ha votato a maggioranza per la concessione delle autorizzazioni necessarie alla LNG Medgas, ditta appaltatrice del progetto, per la costruzione all’interno del porto, di una rete di tubature necessaria al futuro impianto di rigassificazione.
Si apre ora una nuova fase per la popolazione locale contraria alla costruzione di questo impianto, Antonio studente di legge e cittadino di Rosarno, comune nelle vicinanze del futuro rigassificatore, ci anticipa l’intenzione delle associazioni locali di rivolgersi alla Procura della Repubblica per denunciare sospette violazioni nel corso di tutta la vicenda, anche da parte del Governo.
Attraverso decreti legge e “atti di imperio”, ci racconta ancora Antonio, il Governo Monti nella figura dei ministri Clini e Passera, ha infatti permesso il proseguimento dell’iter nonostante il consiglio superiore dei lavori pubblici avesse bocciato già due volte il progetto, a causa delle criticità connesse alla forte sismicità del territorio della Piana di Gioia Tauro.

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