L’Alchimista 16: non si vende, si regala

greece_for_saleIl massiccio piano di privatizzazioni annunciato da due anni dal governo greco, giunge oggi alla fase operativa. Sotto la pressione della Troika e con l’ambizioso obiettivo di recuperare 50 miliardi di euro in 7 anni (2,5 entro la fine del 2013), la Grecia cerca acquirenti per le proprie compagnie di servizi, ma anche per porti, aeroporti, isole, diritti di sfruttamento minerario. La lista è praticamente senza fine e non mancano gli investitori interessati, molti dei quali provenienti dalla Cina o dal medio oriente. Parallelamente il parlamento europeo respinge il bilancio approvato l’8 febbraio dalla conferenza dei capi di stato e di governo.

Con 506 voti contrari, 161 favorevoli e 23 astensioni, il parlamento europeo boccia il bilancio 2014/2020 e inizia un braccio di ferro con il consiglio europeo per rivedere un bilancio pluriennale che per la prima volta si è visto ridotto rispetto al precedente  di (34 miliardi di euro in meno). “Inoltre è necessario ripensare la rigidità di un bilancio pluriennale che non può essere considerato intoccabile” – commenta Monica Frassoni, presidente del Partito Verde Europeo – “come anche il modo in cui questo viene finanziato, che non può dipendere interamente dai contributi dei singoli stati ma deve godere di fonti proprie”. Oltre alle questioni di merito inerenti il bilancio  sotto l’esito della votazione si nascondono senz’altro tensioni che interrogano gli equilibri istituzionali. Il parlamento in qualche modo rivendica per sè un maggior peso nelle decisioni politiche dell’unione e la fase negoziale che sia apre oggi a proposito del bilancio è un banco di prova significativo. “Bisognerà capire quanto i singoli parlamentari europei” – sottolinea Monica Frassoni – “siano in grado di mantenere un’indipendenza rispetto ai propri governi e partiti di provenienza nazionali, e quanto invece non si assoggetteranno alle decisioni dettate dalle singole cancellerie”.

Nel frattempo ad Atene si intensifica l’attività della Taiped, agenzia governativa greca incaricata di vendere i beni pubblici greci. “Si inizia con la compagnia del gas, per poi procedere con tutte le altre che erogano servizi pubblici” – commenta Babis Agrolabos, giornalista radiofonico e corrispondente politico – “senza dimenticare i beni naturali e le infrastrutture, stiamo vendendo tutto”. Il tutto avviene sotto la pressione diretta degli ispettori della Troika, che hanno prolungato la propria permanenza ad Atene oltre il previsto. Gli ispettori europei hanno infatti riscontrato un ammanco di bilancio rispetto ai piani di rientro fissati. “Questo denaro deve essere racimolato in pochi mesi” – sottolienea Agrolabos – “altrimenti scatteranno ulteriori misure di austerità”. Ciò cui si riferisce Agrolabos sono le nuove clausole contenute nel terzo memorandum, che prevedono l’attivazione automatica di nuovi provvedimenti in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi. “Gli ammanchi sono però da imputare al semplice fatto che i greci non riescono più a tener testa alla pressione fiscale” – racconta Margherita Dean, corrispondente da Atene per Radio Popolare -“ad esempio le tasse attese dal gasolio per riscaldamento: i greci quest’inverno sono rimasti al freddo piuttosto che pagare le nuove imposte”.
Si moltiplicano intanto le notizie di nuovi investitori interessati alla svendita di beni e servizi in Grecia, la maggior parte dei quali provengono dal medio oriente, Emirati Arabi in testa, e dalla Cina. “Circostanza che dovrebbe preoccupare oltremodo le autorità greche ed europee” – commenta Andrea Baranes della Fondazione Culturale Banca Etica – “non per ansie protezioniste, ma per l’effetto nefasto che lo strapotere finanziario ha dimostrato di avere sulla sovranità dei singoli paesi.” Resta inoltre tutta da dimostrare l’efficacia del piano di privatizzazione per ottenere il rientro di bilancio. “Tutte le esperienze passate di privatizzazioni, soprattutto guardando ai paesi del sud del mondo” – conclude Baranes – “raccontano di fallimenti inequivocabili; d’altra parte nel nostro stesso paese abbiamo assistito a vent’anni di privatizzazioni, senza che il debito pubblico, la qualità dei servizi e il livello di concorrenza ne abbiano in alcun modo giovato.”

Ospiti della trasmissione:

-Monica Frassoni, presidente del Partito Verde Europeo
-Babis Agrolabos, giornalista radiofonico e corrispondente politico
-Andrea Baranes, Fondazione Culturale Banca Etica
-Margherita Dean, corrispondente da Atene per Radio Popolare

L’Alchimista viene trasmesso da:

Radio Citta Fujiko,  il  lunedì alle ore 13.00
Radio Beckwith, il mercoledì alle ore 10.00 e in replica la domenica alle ore 13,30
Radio Flash, il martedì alle ore 20
Radio Kairos, il mercoledì alle ore 15,30 e in replica il sabato alle ore 20.00
Radio Asterisco, il martedi alle ore 11.00 e alle ore 21.00 e il giovedì alle ore 10.00 e alle ore 16.00

In redazione: 
Ciro Colonna, Andrea Cocco, Marzia Coronati, Khaldoun

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